Valorizzazione del patrimonio culturale: contributi fino a 100.000 euro per i Comuni del GAL Sibilla
Il GAL Sibilla – Società Consortile a responsabilità limitata mette a disposizione 600.000 euro per sostenere interventi di recupero, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale presente nei Comuni della propria area territoriale.
Il bando finanzia opere su edifici, complessi, manufatti ed elementi architettonici di interesse storico e culturale, con una particolare attenzione al miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità da parte di un pubblico più ampio.
L’agevolazione viene concessa sotto forma di contributo in conto capitale pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 100.000 euro per progetto.
Le domande devono essere presentate telematicamente attraverso il sistema SIAR della Regione Marche entro il 27/11/2026, secondo le modalità e l’orario indicati nel bando.
Nome ufficiale del bando
Il nome ufficiale completo è:
CSR Marche 2023-2027 – Strategia di Sviluppo Locale del GAL Sibilla – Intervento SRD09, azione C – Sostegno a investimenti finalizzati alla valorizzazione del patrimonio insediativo e antropico rurale attraverso il recupero di complessi, edifici ed elementi architettonici significativi e di pregio, oltre che del patrimonio architettonico minore caratterizzante il paesaggio rurale del territorio del GAL Sibilla – Operazione B: interventi finalizzati alla riqualificazione, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale anche attraverso il miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità per un’utenza ampliata.
L’intervento rientra nel Complemento regionale per lo sviluppo rurale della Regione Marche 2023-2027 e nella Strategia di sviluppo locale attuata dal GAL Sibilla.
Il bando è distinto dall’Operazione A dedicata alla riqualificazione generale dei centri storici. L’Operazione B concentra invece le risorse su specifici beni del patrimonio culturale e sui servizi necessari per renderli conservati, accessibili, comprensibili e fruibili.
Finalità dell’intervento
Il bando punta a sostenere i Comuni che intendono recuperare e valorizzare beni capaci di rappresentare la storia, l’identità e il paesaggio culturale delle comunità locali.
Gli interventi devono contribuire a:
- conservare beni storici e architettonici;
- recuperare edifici e manufatti non adeguatamente utilizzati;
- migliorare la sicurezza e la funzionalità degli immobili;
- favorire l’apertura al pubblico;
- eliminare le barriere architettoniche;
- migliorare l’accessibilità sensoriale e cognitiva;
- realizzare nuovi percorsi di visita;
- ampliare i servizi culturali;
- introdurre strumenti digitali e multimediali;
- valorizzare la storia e le tradizioni locali;
- rafforzare l’attrattività turistica dei borghi;
- creare collegamenti tra patrimonio culturale, paesaggio ed economia locale.
L’obiettivo non è finanziare una semplice manutenzione dell’immobile. Il progetto deve produrre un miglioramento concreto della conservazione, della funzione e della possibilità di utilizzare il bene.
A chi è destinato il bando
Possono presentare domanda:
i Comuni appartenenti al territorio del GAL Sibilla.
I soggetti beneficiari devono quindi essere enti pubblici locali compresi nell’area di attuazione della Strategia di sviluppo locale.
Imprese, associazioni culturali, fondazioni, parrocchie, enti religiosi, Pro Loco e soggetti del Terzo settore non possono presentare autonomamente la domanda.
Questi soggetti possono tuttavia collaborare con il Comune nella:
- definizione del progetto;
- gestione futura del bene;
- organizzazione delle attività culturali;
- progettazione dei servizi di visita;
- raccolta e produzione dei contenuti;
- realizzazione di iniziative inclusive;
- consultazione delle persone con disabilità;
- promozione del patrimonio;
- apertura degli spazi al pubblico.
L’eventuale collaborazione deve essere regolata nel rispetto delle norme applicabili agli enti pubblici e non può sostituire la responsabilità del Comune beneficiario.
Requisiti del Comune richiedente
Il Comune deve possedere i requisiti amministrativi e tecnici necessari per presentare la domanda e realizzare l’investimento.
In particolare, deve:
- appartenere all’area territoriale del GAL Sibilla;
- disporre di un Fascicolo aziendale AGEA aggiornato;
- avere una posizione abilitata sul SIAR;
- possedere un titolo valido sul bene interessato;
- mantenere la disponibilità del bene per il periodo previsto dal bando;
- presentare una progettazione conforme al Codice dei contratti pubblici;
- garantire la copertura della quota non finanziata;
- rispettare le norme in materia di appalti;
- acquisire le necessarie autorizzazioni;
- dimostrare la futura fruibilità pubblica del bene;
- raggiungere il punteggio minimo richiesto;
- assicurare la stabilità e la destinazione dell’investimento.
Il titolo di disponibilità può derivare, in funzione delle condizioni indicate nel bando, da:
- proprietà;
- usufrutto;
- concessione;
- comodato tra soggetti pubblici;
- contratto registrato;
- altro diritto che consenta l’esecuzione delle opere e il mantenimento dell’investimento.
Quando il bene non è di proprietà comunale, occorre controllare con particolare attenzione la durata del titolo, le responsabilità delle parti e la possibilità di realizzare opere finanziate con risorse pubbliche.
Area geografica di riferimento
Gli interventi devono essere realizzati nei Comuni compresi nel territorio del GAL Sibilla:
- Appignano;
- Belforte del Chienti;
- Bolognola;
- Caldarola;
- Camerino;
- Camporotondo di Fiastrone;
- Castelraimondo;
- Castelsantangelo sul Nera;
- Cessapalombo;
- Colmurano;
- Corridonia;
- Esanatoglia;
- Fiastra;
- Fiuminata;
- Gagliole;
- Gualdo;
- Loro Piceno;
- Mogliano;
- Montecassiano;
- Monte Cavallo;
- Montefano;
- Monte San Martino;
- Muccia;
- Penna San Giovanni;
- Petriolo;
- Pieve Torina;
- Pioraco;
- Pollenza;
- Ripe San Ginesio;
- San Ginesio;
- San Severino Marche;
- Sant’Angelo in Pontano;
- Sarnano;
- Sefro;
- Serrapetrona;
- Serravalle di Chienti;
- Tolentino;
- Treia;
- Urbisaglia;
- Ussita;
- Valfornace;
- Visso.
Il bene e le opere finanziate devono essere localizzati all’interno dell’area GAL. Non sono ammissibili interventi materialmente realizzati in territori esterni, anche quando il progetto produca effetti indiretti a favore dei Comuni beneficiari.
Chi propone e gestisce il bando
L’ente responsabile della pubblicazione e della gestione locale è:
GAL Sibilla – Società Consortile a responsabilità limitata
Il GAL svolge le attività relative a:
- informazione e animazione territoriale;
- ricezione delle domande;
- verifica dell’ammissibilità;
- istruttoria tecnico-amministrativa;
- valutazione dei progetti;
- attribuzione dei punteggi;
- formazione della graduatoria;
- monitoraggio degli investimenti;
- controllo delle domande di pagamento.
La misura rientra nel quadro normativo e finanziario del CSR Marche 2023-2027, gestito dalla Regione Marche.
Sono inoltre coinvolti:
- Regione Marche, in qualità di Autorità di gestione;
- AGEA – Agenzia per le erogazioni in agricoltura, quale Organismo pagatore;
- Unione europea, attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale;
- SIAR – Sistema Informativo Agricolo Regionale, utilizzato per le domande.
Il responsabile dell’intervento indicato nella scheda istituzionale è Stefano Giustozzi.
Atamai non è l’ente che concede il contributo, ma può assistere i Comuni nell’analisi del bando, nell’organizzazione della documentazione e nella preparazione della candidatura.
Apertura e scadenza
Le principali date sono:
- pubblicazione e apertura: 25/06/2026;
- scadenza: 27/11/2026.
Il termine indicato nel bando per il rilascio telematico deve essere considerato perentorio. Prima dell’invio occorre verificare sul SIAR anche l’ora esatta di chiusura della procedura, indicata nella documentazione applicativa.
Non è sufficiente salvare una bozza della domanda entro la scadenza. La richiesta deve essere:
- compilata in ogni parte;
- corredata dagli allegati;
- sottoscritta digitalmente;
- controllata;
- rilasciata definitivamente sul SIAR.
Una domanda rimasta nello stato di bozza non viene considerata regolarmente presentata.
Dotazione finanziaria
La dotazione complessiva è pari a:
600.000 euro
Le risorse vengono assegnate attraverso una graduatoria, fino al loro esaurimento.
Considerando il contributo massimo di 100.000 euro, la dotazione iniziale può consentire il finanziamento di almeno sei progetti con agevolazione massima, oppure di un numero superiore di iniziative con richieste più contenute.
Il GAL può destinare al bando eventuali risorse aggiuntive, economie o disponibilità derivanti dalla gestione della Strategia di sviluppo locale.
Entità e forma dell’agevolazione
Il sostegno viene concesso sotto forma di:
contributo in conto capitale pari all’80% delle spese ammissibili.
Il contributo massimo è:
100.000 euro per domanda.
La spesa minima ammissibile prevista dall’intervento è pari a:
50.000 euro, IVA inclusa quando non recuperabile.
Il Comune deve finanziare almeno il restante 20% della spesa e l’eventuale parte eccedente il massimale.
Esempi di calcolo
Per un progetto da 50.000 euro:
- contributo all’80%: 40.000 euro;
- quota comunale: 10.000 euro.
Per un progetto da 100.000 euro:
- contributo all’80%: 80.000 euro;
- quota comunale: 20.000 euro.
Per un progetto da 125.000 euro:
- contributo all’80%: 100.000 euro;
- quota comunale: 25.000 euro.
Per un progetto da 160.000 euro:
- contributo teorico all’80%: 128.000 euro;
- contributo effettivamente concedibile: 100.000 euro;
- quota a carico del Comune o coperta da altre risorse: 60.000 euro.
Quali beni possono essere valorizzati
Il bando riguarda beni del patrimonio insediativo, antropico, architettonico e culturale del territorio rurale.
Possono essere interessati, quando ricorrono i requisiti previsti:
- edifici storici;
- palazzi comunali di interesse culturale;
- teatri;
- musei;
- biblioteche;
- archivi;
- torri;
- mura;
- fortificazioni;
- porte urbiche;
- fontane storiche;
- lavatoi;
- ponti;
- mulini;
- edifici rurali tradizionali;
- piccoli complessi architettonici;
- cappelle ed edifici di interesse storico;
- manufatti legati alla cultura e alle tradizioni locali;
- elementi architettonici minori caratteristici del paesaggio;
- spazi strettamente collegati alla fruizione del bene.
Il bene deve avere una rilevanza culturale, identitaria, storica, architettonica o testimoniale adeguatamente descritta.
La candidatura dovrebbe ricostruire:
- origine e periodo storico;
- utilizzo originario;
- trasformazioni subite;
- rapporto con la comunità;
- eventuali vincoli;
- stato di conservazione;
- valore architettonico;
- funzione culturale;
- potenziale di fruizione.
Interventi ammissibili
Recupero e restauro
Possono essere finanziati interventi destinati a:
- recuperare strutture degradate;
- consolidare elementi edilizi;
- restaurare superfici e componenti;
- recuperare coperture;
- restaurare facciate;
- conservare elementi architettonici;
- ripristinare materiali tradizionali;
- mettere in sicurezza le strutture;
- eliminare infiltrazioni;
- recuperare infissi, pavimentazioni e apparati storici;
- adeguare locali destinati alla fruizione culturale.
Gli interventi devono rispettare le caratteristiche tipologiche, costruttive e materiche del bene.
Adeguamento funzionale
Sono ammissibili opere necessarie per rendere utilizzabile il bene, come:
- adeguamento degli impianti elettrici;
- impianti di climatizzazione;
- sistemi antincendio;
- impianti di sicurezza;
- servizi igienici;
- adeguamento degli accessi;
- spazi di accoglienza;
- aree per attività culturali;
- sistemi di controllo;
- illuminazione interna ed esterna;
- illuminazione museale;
- impianti necessari alla conservazione dei beni.
Gli impianti devono essere dimensionati alle esigenze effettive e integrati nel rispetto del valore architettonico dell’immobile.
Accessibilità fisica
Il bando attribuisce rilievo alla possibilità di rendere il patrimonio fruibile da persone con mobilità ridotta.
Possono rientrare:
- rampe;
- piattaforme elevatrici;
- ascensori;
- corrimano;
- adeguamento delle soglie;
- sistemazione dei percorsi;
- eliminazione dei dislivelli;
- creazione di spazi di manovra;
- servizi igienici accessibili;
- aree di sosta;
- miglioramento degli ingressi;
- percorsi di collegamento tra parcheggio e bene culturale.
Le soluzioni devono essere compatibili con gli eventuali vincoli storico-artistici.
Accessibilità sensoriale e cognitiva
Il concetto di utenza ampliata comprende anche persone con disabilità visive, uditive e cognitive.
Possono essere previste:
- mappe tattili;
- testi in Braille;
- riproduzioni tattili;
- percorsi multisensoriali;
- audioguide;
- video con sottotitoli;
- traduzione nella lingua dei segni;
- pannelli ad alta leggibilità;
- contenuti semplificati;
- comunicazione aumentativa;
- segnaletica interna accessibile;
- sistemi sonori;
- applicazioni per l’orientamento;
- strumenti per la visita autonoma.
Un progetto che affronta più dimensioni dell’accessibilità può risultare maggiormente coerente con le finalità del bando.
Allestimenti e arredi
Possono rientrare, nei limiti previsti:
- vetrine espositive;
- teche;
- pannelli;
- arredi museali;
- sedute;
- banconi informativi;
- scaffalature;
- supporti espositivi;
- sistemi per l’illuminazione delle opere;
- attrezzature per laboratori culturali;
- allestimenti permanenti;
- dispositivi per la protezione dei beni.
Gli arredi devono essere nuovi, funzionali e strettamente collegati al progetto.
Tecnologie digitali
Sono finanziabili strumenti che migliorano la conoscenza e la fruizione del patrimonio, come:
- hardware;
- software;
- sistemi multimediali;
- totem interattivi;
- schermi;
- proiezioni;
- realtà aumentata;
- ricostruzioni digitali;
- visite virtuali;
- applicazioni;
- sistemi di audioguida;
- piattaforme informative;
- digitalizzazione di contenuti;
- strumenti per il monitoraggio degli accessi.
La tecnologia non deve essere inserita come elemento isolato. Deve essere collegata a un preciso progetto culturale e a concrete modalità di utilizzo.
Produzione di contenuti
Possono essere riconosciuti, entro i limiti stabiliti, i costi per:
- testi;
- fotografie;
- elaborazioni grafiche;
- video;
- audio;
- traduzioni;
- ricostruzioni storiche;
- contenuti didattici;
- materiali accessibili;
- percorsi narrativi;
- contenuti multimediali.
Il Comune deve acquisire i diritti necessari per utilizzare e diffondere i materiali prodotti.
Spese tecniche
Possono essere ammesse, entro le percentuali previste dal bando:
- progettazione;
- rilievi;
- indagini;
- direzione dei lavori;
- coordinamento della sicurezza;
- collaudo;
- relazioni specialistiche;
- progettazione degli impianti;
- consulenze per l’accessibilità;
- attività tecniche necessarie alle autorizzazioni.
Gli incarichi devono essere affidati nel rispetto della normativa sui contratti pubblici.
Non sono riconosciute spese generiche di consulenza prive di un collegamento diretto con l’investimento.
IVA
L’IVA è ammissibile soltanto quando:
- è stata effettivamente sostenuta dal Comune;
- non può essere recuperata;
- è riferita a una spesa ammessa.
L’IVA recuperabile non può essere finanziata, anche quando il Comune decida di non esercitare il diritto al recupero.
Spese non ammissibili
Non sono finanziabili, in linea generale:
- acquisto di terreni;
- acquisto di immobili;
- manutenzione ordinaria;
- interventi privi di valore culturale;
- lavori non collegati al bene candidato;
- spese sostenute prima del momento consentito;
- caparre e anticipi non ammissibili;
- lavori in economia;
- costi interni del personale comunale;
- spese legali;
- interessi passivi;
- commissioni bancarie;
- costi di compilazione della domanda;
- beni usati;
- materiali di consumo;
- attrezzature non pertinenti;
- attività promozionali generiche;
- eventi temporanei non collegati all’investimento;
- produzioni culturali prive di una componente strutturale;
- opere realizzate fuori dall’area del GAL;
- interventi sovradimensionati;
- spese coperte integralmente da altri contributi.
Non rientra nel bando la sola organizzazione di festival, concerti, mostre temporanee o rassegne. Queste iniziative possono costituire una modalità futura di utilizzo del bene, ma il finanziamento è destinato agli investimenti.
Ammissibilità temporale delle spese
Gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda, salvo le limitate eccezioni previste per le spese preparatorie.
Prima del rilascio sul SIAR è opportuno non:
- consegnare i lavori;
- firmare contratti vincolanti;
- ordinare forniture;
- pagare caparre;
- emettere determine che producano l’avvio dell’investimento;
- acquistare attrezzature;
- iniziare materialmente le opere.
Le spese di progettazione possono essere riconosciute quando sostenute nel periodo ammesso dal bando e correttamente documentate.
Livello minimo della progettazione
La candidatura deve essere accompagnata da una progettazione coerente con il Codice dei contratti pubblici.
Il livello minimo richiesto è normalmente costituito dal:
Progetto di fattibilità tecnico-economica – PFTE
Il progetto deve essere:
- completo degli elaborati necessari;
- verificato;
- validato;
- formalmente approvato;
- coerente con il quadro economico;
- firmato dai tecnici;
- corredato dalle necessarie autorizzazioni o richieste di autorizzazione.
In presenza di beni culturali sottoposti a tutela, occorre coinvolgere la competente Soprintendenza e rispettare il Decreto legislativo n. 42/2004.
Come presentare la domanda
La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso:
SIAR – Sistema Informativo Agricolo Regionale della Regione Marche
La procedura prevede:
- apertura o aggiornamento del Fascicolo aziendale;
- verifica della posizione anagrafica del Comune;
- accesso al SIAR;
- selezione del bando;
- compilazione dei dati del beneficiario;
- descrizione del bene culturale;
- descrizione dell’intervento;
- inserimento delle spese;
- compilazione dei criteri di priorità;
- caricamento degli allegati;
- firma digitale;
- controllo;
- rilascio telematico definitivo.
La domanda può essere caricata direttamente dal Comune o attraverso un soggetto abilitato.
Non è possibile sostituire il rilascio sul SIAR con l’invio tramite PEC, posta elettronica o consegna cartacea.
Documenti da predisporre
La candidatura deve essere accompagnata da una documentazione tecnica e amministrativa completa.
Tra i principali documenti possono rientrare:
- relazione tecnica;
- relazione storico-architettonica;
- descrizione del valore culturale del bene;
- progetto di fattibilità tecnico-economica;
- atto di verifica;
- atto di validazione;
- delibera o determina di approvazione;
- quadro economico;
- computo metrico estimativo;
- elaborati grafici;
- planimetrie;
- piante;
- prospetti;
- sezioni;
- documentazione fotografica;
- titolo di disponibilità;
- visure catastali;
- autorizzazione del proprietario;
- autorizzazione della Soprintendenza;
- pareri paesaggistici;
- titoli edilizi;
- preventivi;
- indagine di mercato;
- cronoprogramma;
- piano di gestione;
- piano di apertura al pubblico;
- relazione sull’accessibilità;
- documenti relativi ai criteri di punteggio;
- eventuali accordi con associazioni ed enti culturali.
Computo metrico e congruità dei costi
Le opere devono essere quantificate utilizzando il prezzario regionale vigente.
Quando una lavorazione non è presente nel prezzario, il tecnico deve predisporre un’analisi dei prezzi supportata da elementi verificabili.
Per arredi, attrezzature, hardware e software la congruità può essere dimostrata mediante:
- cataloghi elettronici;
- prezzi presenti sul MEPA;
- listini ufficiali;
- offerte commerciali;
- preventivi confrontabili.
Quando richiesto, devono essere presentati tre preventivi di operatori differenti e indipendenti.
La scelta di un’offerta più costosa rispetto alle alternative deve essere giustificata sulla base di caratteristiche tecniche, qualità, compatibilità, durata, assistenza o altri elementi oggettivi.
Criteri di valutazione
La selezione avviene attraverso una procedura valutativa a graduatoria.
La valutazione prende in considerazione elementi come:
- caratteristiche del Comune;
- rilevanza storica e culturale del bene;
- presenza di vincoli o riconoscimenti;
- qualità del progetto di recupero;
- capacità di migliorare la fruibilità;
- eliminazione delle barriere fisiche;
- accessibilità visiva, uditiva e cognitiva;
- tecnologie innovative;
- qualità del piano di gestione;
- apertura al pubblico;
- coinvolgimento di associazioni;
- capacità di integrare il bene in percorsi culturali e turistici;
- localizzazione nelle aree rurali maggiormente svantaggiate;
- completezza e cantierabilità del progetto.
La documentazione deve dimostrare ogni condizione dichiarata ai fini del punteggio.
Non è sufficiente selezionare un criterio nel SIAR. Occorre allegare gli atti, le relazioni e gli elaborati che ne comprovano il possesso.
Valore culturale del bene
La valutazione può attribuire particolare rilevanza ai beni:
- sottoposti a tutela;
- riconosciuti di interesse storico o artistico;
- inseriti in inventari o cataloghi;
- rappresentativi dell’identità della comunità;
- legati a figure, avvenimenti o tradizioni locali;
- inseriti in percorsi culturali;
- capaci di completare un sistema di beni già fruibili;
- destinati a servizi museali, bibliotecari o culturali.
La relazione storico-culturale deve essere specifica e documentata. Una descrizione generica del bene può ridurre la qualità complessiva della candidatura.
Fruibilità e piano di gestione
Il progetto dovrebbe indicare come il bene sarà utilizzato dopo la conclusione dei lavori.
È opportuno definire:
- giorni e orari di apertura;
- modalità di accesso;
- eventuale bigliettazione;
- personale addetto;
- soggetto gestore;
- attività culturali previste;
- visite guidate;
- laboratori;
- servizi educativi;
- promozione;
- manutenzione;
- costi di gestione;
- collaborazioni con altri enti;
- indicatori per misurare i visitatori.
Un bene restaurato ma privo di un piano realistico di apertura e utilizzo può risultare meno competitivo.
Modalità di selezione
La procedura è valutativa a graduatoria.
L’ordine cronologico di presentazione non determina il finanziamento.
Le principali fasi sono:
- verifica del rispetto della scadenza;
- controllo della firma digitale;
- verifica del Fascicolo aziendale;
- controllo dei requisiti del Comune;
- verifica della disponibilità del bene;
- valutazione dell’ammissibilità delle opere;
- controllo della progettazione;
- verifica della congruità dei costi;
- attribuzione dei punteggi;
- eventuali richieste di chiarimento;
- eventuale sopralluogo;
- formazione della graduatoria;
- finanziamento nei limiti delle risorse.
Il raggiungimento della soglia minima consente l’inserimento in graduatoria, ma non garantisce la concessione del contributo.
Tempi di realizzazione
Dopo la comunicazione della finanziabilità, il Comune deve realizzare e rendicontare l’investimento entro i termini indicati nel bando e nel provvedimento di concessione.
Il termine ordinario previsto per interventi di questa tipologia è di:
18 mesi dalla comunicazione di finanziabilità
Entro lo stesso periodo deve essere presentata la domanda di pagamento finale sul SIAR.
Gli interventi devono costituire un lotto funzionale, completo e utilizzabile.
Erogazione del contributo
Il contributo viene normalmente liquidato dopo:
- conclusione dei lavori;
- pagamento delle spese;
- presentazione della domanda di saldo;
- verifica delle fatture;
- controllo dei pagamenti;
- sopralluogo;
- verifica della funzionalità;
- controllo degli obblighi informativi.
Per gli investimenti strutturali può essere prevista la possibilità di chiedere un anticipo, accompagnato dalla garanzia richiesta per gli enti pubblici.
I pagamenti devono essere tracciabili e riconducibili al beneficiario e al progetto.
Obblighi successivi
Il Comune beneficiario deve:
- mantenere il bene nella propria disponibilità;
- garantire la destinazione culturale;
- mantenere la fruibilità pubblica;
- rispettare gli orari o gli impegni dichiarati;
- conservare i documenti;
- consentire controlli e sopralluoghi;
- mantenere i requisiti che hanno determinato il punteggio;
- rispettare gli obblighi di pubblicità;
- installare targhe o pannelli informativi;
- assicurare la manutenzione;
- non alienare o modificare sostanzialmente il bene;
- evitare il doppio finanziamento.
Il periodo ordinario di stabilità dell’investimento è di almeno cinque anni dal pagamento finale, salvo vincoli più lunghi previsti per determinate opere o modifiche della destinazione.
Suggerimenti operativi
Scegliere un bene realmente strategico
La candidatura dovrebbe riguardare un bene con un valore chiaramente dimostrabile e con concrete possibilità di utilizzo.
Prima di procedere è utile verificare:
- interesse culturale;
- proprietà;
- vincoli;
- autorizzazioni;
- condizioni strutturali;
- domanda potenziale;
- costi di gestione;
- collegamenti con altri attrattori.
Non limitarsi al restauro
Un progetto competitivo dovrebbe integrare recupero fisico e valorizzazione.
Oltre ai lavori è opportuno prevedere:
- accessibilità;
- allestimento;
- contenuti;
- percorso di visita;
- strumenti digitali;
- piano di apertura;
- attività culturali;
- collegamento con il territorio.
Coinvolgere gli utenti
Associazioni culturali, organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità, scuole e operatori turistici possono aiutare il Comune a costruire un progetto più aderente ai bisogni reali.
La collaborazione dovrebbe essere documentata attraverso accordi e attività concrete.
Verificare subito i vincoli
Per i beni sottoposti a tutela è opportuno avviare in anticipo il confronto con:
- Soprintendenza;
- ufficio paesaggio;
- ufficio ricostruzione, quando competente;
- ufficio tecnico comunale;
- Vigili del Fuoco;
- autorità sanitarie.
L’assenza di autorizzazioni può ritardare la realizzazione e compromettere la cantierabilità.
Costruire un piano di gestione sostenibile
Il Comune deve chiarire chi si occuperà del bene e con quali risorse.
Devono essere stimati:
- personale;
- pulizia;
- energia;
- vigilanza;
- assicurazioni;
- manutenzione;
- aggiornamento dei contenuti;
- promozione;
- attività culturali.
Simulare il punteggio
Prima della domanda è consigliabile compilare una griglia interna con:
- punteggio richiesto;
- documento probatorio;
- responsabile della preparazione;
- allegato da caricare;
- eventuale criticità.
Un progetto appena sopra la soglia minima potrebbe non ottenere il contributo in presenza di numerose domande.
Checklist pratica
Prima dell’invio è opportuno verificare che:
- il richiedente sia un Comune del GAL Sibilla;
- il bene sia localizzato nell’area GAL;
- il Comune disponga di un titolo valido;
- il Fascicolo AGEA sia aggiornato;
- la posizione SIAR sia attiva;
- la spesa raggiunga la soglia minima;
- il contributo richiesto non superi 100.000 euro;
- sia disponibile il cofinanziamento;
- il bene possieda un valore culturale documentato;
- la progettazione raggiunga il livello richiesto;
- PFTE, verifica e validazione siano completi;
- il computo utilizzi il prezzario vigente;
- siano disponibili i preventivi;
- siano state acquisite o richieste le autorizzazioni;
- la Soprintendenza sia stata coinvolta, quando necessario;
- il progetto migliori effettivamente la fruibilità;
- siano previste soluzioni accessibili;
- esista un piano di gestione;
- siano documentati i criteri di punteggio;
- i lavori non siano iniziati prima del momento ammesso;
- la domanda sia firmata digitalmente;
- tutti gli allegati siano caricati;
- il rilascio definitivo avvenga entro il 27/11/2026.
Link ufficiali
Pagina ufficiale del GAL Sibilla dedicata alle Operazioni A e B:
https://www.galsibilla.it/csr-2023-2027/bandi-csr-2023-2027/pubblicazione-bandi-csr-2023-2027-ssl-sibilla-bando-intervento-srd09-azione-c-operazione-a-e-b
Scheda ufficiale Regione Marche – identificativo 28519:
https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-attivi?idb=28519
Testo ufficiale dell’Operazione B:
https://bandi.regione.marche.it/Allegati/28519/Sibilla%20Bando%20SRG09.C_Op.B%28firmato%29.pdf
Portale SIAR:
http://siar.regione.marche.it
Linee guida sull’accessibilità dei centri storici e del patrimonio culturale minore:
https://www.galsibilla.it/cooperazione/bando-19-3-centri-storici/centri-storici-accessibili-e-inclusivi-linee-guida-per-la-progettazione-dellaccessibilita-dei-centri-storici-e-del-patrimonio-culturale-minore-nelle-marche
Contatto GAL Sibilla:
info@galsibilla.it
PEC:
galsibilla@pec.it
Telefono:
0737 637552
Scheda rapida finale
Titolo ufficiale: Intervento SRD09, azione C, Operazione B – Interventi finalizzati alla riqualificazione, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale, anche attraverso il miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità per un’utenza ampliata
Beneficiari: Comuni appartenenti al territorio del GAL Sibilla
Area geografica: territorio del GAL Sibilla, Regione Marche
Ente proponente: GAL Sibilla – Società Consortile a responsabilità limitata
Programma: CSR Marche 2023-2027 – Strategia di sviluppo locale GAL Sibilla
Dotazione finanziaria: 600.000 euro
Forma dell’agevolazione: contributo in conto capitale
Intensità: 80% delle spese ammissibili
Contributo massimo: 100.000 euro
Spesa minima: 50.000 euro, IVA inclusa se non recuperabile
Pubblicazione e apertura: 25/06/2026
Scadenza: 27/11/2026
Procedura: valutativa a graduatoria
Interventi: recupero, restauro, adeguamento, accessibilità, allestimenti e tecnologie per la fruizione del patrimonio culturale
Presentazione: portale SIAR della Regione Marche
Progettazione minima: progetto di fattibilità tecnico-economica verificato, validato e approvato
Termine indicativo di realizzazione: 18 mesi dalla comunicazione di finanziabilità
Vuoi preparare la candidatura?
Il progetto richiede una verifica puntuale della disponibilità del bene, del valore culturale, dei vincoli, delle autorizzazioni, della progettazione e del piano di gestione successivo all’investimento.
Atamai può affiancare il Comune nell’analisi del bando, nell’organizzazione della documentazione, nella verifica del quadro economico, nella simulazione del punteggio e nella preparazione della domanda.
Per richiedere assistenza scrivi a info@atamai.it.