Valorizzazione del tartufo in Abruzzo: contributi fino a 10.000 euro per eventi e percorsi gastronomici
La Regione Abruzzo sostiene i Comuni che intendono organizzare iniziative dedicate alla tutela, alla conoscenza e alla promozione del tartufo regionale.
La misura è pubblicata con il nome ufficiale:
“Contributi ai Comuni della Regione Abruzzo per attività promozionali di valorizzazione del tartufo”
L’intervento dispone di una dotazione complessiva pari a 50.000 euro e concede un contributo in conto capitale corrispondente al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 10.000 euro per progetto. Le domande possono essere presentate dal 30/07/2026 al 31/08/2026 e vengono selezionate mediante una procedura valutativa a graduatoria.
La Regione ha approvato i criteri dell’annualità 2026 per finanziare attività promozionali organizzate dai Comuni e collegate alla tutela, alla promozione e alla valorizzazione del tartufo. La pagina istituzionale regionale conferma la scadenza del 31/08/2026.
Finalità del bando
Il bando intende rafforzare il legame tra il tartufo, i territori di produzione, le attività economiche locali e l’offerta turistica ed enogastronomica abruzzese.
Il contributo non è destinato alla coltivazione di tartufaie, all’acquisto di terreni o agli investimenti produttivi delle singole imprese. La misura finanzia iniziative promozionali di interesse territoriale realizzate dai Comuni.
Le proposte devono contribuire a far conoscere:
- le aree abruzzesi vocate alla produzione di tartufi;
- le caratteristiche delle diverse specie presenti nel territorio;
- le tradizioni legate alla ricerca e alla raccolta;
- il rapporto tra tartufo, boschi, paesaggio e biodiversità;
- le imprese agricole, commerciali e della ristorazione coinvolte nella filiera;
- i piatti e le produzioni agroalimentari tipiche del territorio;
- le opportunità turistiche collegate ai borghi e alle aree interne.
La Giunta regionale ha individuato la misura come strumento per sostenere attività promozionali legate contemporaneamente alla tutela e alla valorizzazione del prodotto.
A chi è destinato il contributo
I beneficiari diretti sono i:
Comuni della Regione Abruzzo
La domanda deve essere presentata dall’amministrazione comunale. Associazioni, Pro Loco, imprese, ristoratori, operatori turistici, associazioni di tartufai e altri soggetti territoriali non possono sostituirsi al Comune nella presentazione della richiesta.
Questi soggetti possono però essere coinvolti nella progettazione e nella realizzazione delle attività, nel rispetto delle procedure amministrative applicabili e delle condizioni stabilite dal bando.
La misura è quindi particolarmente adatta ai Comuni che intendono costruire un programma territoriale coinvolgendo:
- associazioni di raccoglitori e tartufai;
- imprese agricole;
- aziende di trasformazione;
- ristoranti e strutture ricettive;
- associazioni culturali;
- Pro Loco;
- istituti alberghieri;
- scuole;
- enti parco;
- GAL;
- consorzi e organizzazioni di produttori;
- guide ambientali ed escursionistiche;
- operatori della comunicazione e della promozione turistica.
Il requisito della vocazionalità tartuficola
Prima di elaborare il progetto, il Comune deve verificare il collegamento del proprio territorio con le aree regionali a vocazione tartuficola.
Il riferimento tecnico utilizzato dalla Regione nelle iniziative dedicate al settore è rappresentato dalle cartografie sulla vocazionalità tartuficola dell’Abruzzo.
Il Geoportale regionale contiene, tra gli altri, gli strati relativi a:
- Tuber melanosporum, il tartufo nero pregiato;
- Tuber magnatum, il tartufo bianco pregiato.
Le mappe individuano le aree che, per caratteristiche pedologiche, climatiche e ambientali, risultano vocate alla presenza delle diverse specie. La cartografia ha una scala di programmazione regionale e non dimostra automaticamente la presenza di una tartufaia in una determinata particella.
Il Comune dovrebbe quindi:
- consultare la cartografia regionale;
- individuare le aree del proprio territorio comprese negli strati di vocazionalità;
- conservare una rappresentazione cartografica utile a documentare il collegamento territoriale;
- descrivere nel progetto le specie presenti o tradizionalmente ricercate;
- coinvolgere associazioni e operatori locali in grado di fornire informazioni verificabili;
- controllare il requisito territoriale riportato nell’avviso 2026 prima della trasmissione definitiva.
Area geografica di riferimento
Gli eventi e le attività devono essere promossi da Comuni situati nella Regione Abruzzo.
La misura riguarda quindi le province di:
- L’Aquila;
- Teramo;
- Pescara;
- Chieti.
Il progetto deve essere collegato al territorio del Comune richiedente e alla sua identità tartuficola.
È possibile prevedere collaborazioni con altri Comuni, operatori regionali o soggetti esterni, ma la candidatura deve individuare chiaramente:
- il Comune responsabile;
- il territorio interessato;
- i luoghi nei quali si svolgeranno le attività;
- i partner coinvolti;
- le responsabilità organizzative;
- le spese sostenute dal beneficiario.
Ente proponente e soggetto responsabile
L’ente titolare della misura è la:
Regione Abruzzo
La competenza è ricondotta al settore regionale che si occupa di foreste, parchi e valorizzazione del patrimonio tartufigeno.
Il riferimento amministrativo utilizzato per le iniziative regionali previste dalla Legge regionale n. 66/2012 è il Servizio Foreste e Parchi – DPD021. La struttura pubblica anche servizi e procedimenti relativi alla raccolta, alla commercializzazione e al riconoscimento delle tartufaie.
Per gli approfondimenti amministrativi il recapito istituzionale indicato dalla Regione per il Servizio è:
La relativa PEC è:
Atamai può assistere il Comune nell’analisi preliminare, nell’organizzazione delle attività, nella predisposizione del quadro economico e nel controllo della documentazione. La valutazione e la concessione del contributo rimangono di esclusiva competenza della Regione Abruzzo.
Apertura e scadenza
La finestra indicata per l’annualità 2026 è la seguente:
Apertura: 30/07/2026
Scadenza: 31/08/2026
La candidatura deve risultare trasmessa entro la scadenza prevista dalla procedura telematica.
È opportuno verificare sulla piattaforma anche l’orario preciso di chiusura. Il Comune non dovrebbe utilizzare la sola data del 31/08/2026 come riferimento, perché il sistema potrebbe bloccare l’invio a un orario specifico indicato nell’avviso.
La preparazione dovrebbe iniziare immediatamente, considerando che sono normalmente necessari:
- approvazione del progetto da parte dell’organo competente;
- definizione del programma;
- acquisizione dei preventivi;
- individuazione dei partner;
- redazione del quadro economico;
- verifica della copertura finanziaria comunale;
- predisposizione della firma digitale;
- profilazione sulla piattaforma regionale;
- caricamento degli allegati.
Dotazione finanziaria
Le risorse disponibili ammontano complessivamente a:
50.000 euro
La dotazione può finanziare un numero limitato di progetti, considerando che il contributo massimo per ciascun Comune è pari a 10.000 euro.
La selezione non è impostata come un semplice rimborso automatico. Le richieste vengono inserite in una graduatoria e finanziate fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Un progetto formalmente ammissibile potrebbe quindi non ricevere il contributo quando:
- ottiene un punteggio insufficiente;
- si colloca in una posizione non utile;
- le risorse vengono esaurite dai progetti che lo precedono;
- alcune spese vengono ridotte in fase istruttoria;
- la documentazione non consente di dimostrare i requisiti richiesti.
Entità e forma dell’agevolazione
L’agevolazione viene concessa sotto forma di:
contributo in conto capitale a fondo perduto
I principali parametri sono:
- copertura massima: 50% delle spese ammissibili;
- contributo massimo: 10.000 euro per Comune;
- cofinanziamento comunale: almeno il restante 50%;
- dotazione complessiva: 50.000 euro.
Per richiedere il contributo massimo di 10.000 euro, il progetto deve quindi prevedere almeno 20.000 euro di spese ammissibili.
Esempi di calcolo
Con un progetto ammissibile da 8.000 euro:
- contributo regionale massimo: 4.000 euro;
- quota a carico del Comune e delle altre fonti ammesse: 4.000 euro.
Con un progetto ammissibile da 15.000 euro:
- contributo regionale massimo: 7.500 euro;
- quota di cofinanziamento: 7.500 euro.
Con un progetto ammissibile da 20.000 euro:
- contributo regionale massimo: 10.000 euro;
- quota di cofinanziamento: 10.000 euro.
Con un progetto ammissibile da 30.000 euro:
- il 50% corrisponderebbe a 15.000 euro;
- il contributo rimane limitato a 10.000 euro;
- il Comune deve coprire almeno 20.000 euro.
Il quadro economico deve indicare con precisione tutte le fonti di copertura, evitando di inserire entrate incerte o non formalizzate.
Quali iniziative possono essere presentate
La misura è finalizzata principalmente alla realizzazione di:
- manifestazioni fieristiche;
- eventi promozionali;
- percorsi gastronomici;
- iniziative pubbliche dedicate alla valorizzazione del tartufo;
- attività di informazione e divulgazione;
- programmi territoriali collegati al turismo enogastronomico.
Le attività devono avere il tartufo come elemento centrale e riconoscibile.
Non è sufficiente inserire una degustazione marginale all’interno di una sagra generica. Il programma dovrebbe dimostrare che il prodotto, la filiera e il territorio costituiscono il tema principale dell’iniziativa.
Manifestazioni fieristiche e mostre mercato
Un Comune può progettare una mostra mercato nella quale siano presenti:
- tartufai e raccoglitori autorizzati;
- produttori;
- aziende di trasformazione;
- ristoratori;
- operatori del turismo;
- associazioni;
- esperti del settore;
- aziende agroalimentari locali.
La manifestazione può comprendere:
- esposizione e vendita dei prodotti nel rispetto della normativa;
- incontri tecnici;
- dimostrazioni;
- degustazioni;
- presentazioni;
- attività culturali;
- laboratori;
- momenti di confronto tra operatori.
Il progetto dovrebbe spiegare come verranno selezionati gli espositori, come sarà garantita la qualità dell’offerta e quali procedure saranno adottate per la corretta gestione commerciale e igienico-sanitaria.
Percorsi gastronomici
Il percorso gastronomico può coinvolgere ristoranti, agriturismi, attività commerciali e produttori locali.
Il programma potrebbe prevedere:
- menu dedicati;
- degustazioni guidate;
- visite alle aziende;
- incontri con i raccoglitori;
- tappe nei borghi;
- abbinamenti con vini e prodotti tipici;
- itinerari culturali e naturalistici;
- attività informative sulla stagionalità e sulle specie presenti.
Il Comune deve evitare che il progetto venga percepito come un semplice sostegno commerciale a poche attività.
È preferibile costruire un percorso trasparente e aperto, definendo:
- criteri di adesione;
- responsabilità degli operatori;
- calendario;
- standard minimi;
- strumenti di comunicazione comuni;
- modalità di prenotazione;
- eventuali prezzi applicati;
- risultati attesi.
Attività di divulgazione e tutela
Il programma può essere rafforzato con iniziative dedicate alla conoscenza del patrimonio tartufigeno.
Possono essere previste:
- conferenze;
- seminari;
- incontri con tecnici forestali;
- attività sulla tutela dei boschi;
- approfondimenti sulla biodiversità;
- incontri sulla raccolta responsabile;
- attività sulla conservazione degli habitat;
- illustrazione delle regole per il rilascio del tesserino;
- laboratori sensoriali;
- incontri sulla commercializzazione e sulla tracciabilità;
- attività didattiche per scuole e famiglie.
La Regione disciplina la raccolta e la valorizzazione del tartufo attraverso la Legge regionale n. 66/2012 e gestisce specifici procedimenti relativi ai tesserini, alle tartufaie controllate e alle quantità commercializzate.
Coinvolgimento delle scuole
Gli istituti scolastici possono contribuire attraverso:
- laboratori sul territorio;
- ricerche storiche;
- raccolta di testimonianze;
- realizzazione di materiali;
- attività con gli istituti alberghieri;
- preparazioni gastronomiche;
- incontri con operatori della filiera;
- documentazione fotografica e audiovisiva.
Il progetto dovrebbe specificare il ruolo della scuola e non limitarsi a prevedere una semplice visita degli studenti all’evento.
Turismo esperienziale e visite guidate
Le iniziative possono essere integrate con attività turistiche compatibili con la tutela ambientale, come:
- visite nei borghi;
- passeggiate naturalistiche;
- percorsi interpretativi;
- dimostrazioni della ricerca del tartufo;
- incontri con associazioni di tartufai;
- visite a musei e centri culturali;
- itinerari tra ristoranti e produttori.
Le eventuali attività nei boschi devono rispettare la normativa regionale, le regole sulla raccolta e le esigenze di tutela delle aree interessate.
Una dimostrazione con cane addestrato non deve trasformarsi in una raccolta indiscriminata o in un’attività svolta da persone prive dei requisiti previsti.
Comunicazione e promozione
La comunicazione dovrebbe essere progettata per raggiungere residenti, visitatori, operatori e media.
Il piano può comprendere:
- identità grafica dell’iniziativa;
- sito o pagina dedicata;
- social media;
- comunicati stampa;
- locandine e materiali informativi;
- fotografie e video;
- campagne digitali;
- mappe del percorso;
- programma online;
- attività con stampa specializzata;
- coinvolgimento di operatori turistici.
La comunicazione deve utilizzare descrizioni corrette delle specie e del territorio, evitando affermazioni non verificabili sull’origine, sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto.
Esempio di progetto integrato
Un Comune potrebbe proporre un programma di due o tre giornate composto da:
- mostra mercato del tartufo;
- incontro tecnico sulla tutela delle aree vocate;
- laboratorio con l’istituto alberghiero;
- menu dedicati nei ristoranti aderenti;
- percorso guidato nel borgo;
- dimostrazione della ricerca del tartufo;
- degustazione con prodotti tipici;
- attività per bambini;
- campagna di comunicazione regionale;
- raccolta di dati sui visitatori.
Il progetto dovrebbe indicare il numero previsto di espositori, ristoranti, visitatori, operatori coinvolti e attività realizzate.
Spese da inserire nel progetto
Il quadro economico dovrebbe concentrarsi sui costi direttamente necessari alla realizzazione dell’iniziativa.
Tra le voci che possono risultare coerenti, subordinatamente alle condizioni dell’avviso 2026, rientrano:
- noleggio di strutture e attrezzature;
- allestimenti;
- stand;
- impianti audio e video;
- servizi tecnici;
- comunicazione e promozione;
- grafica e stampa;
- campagne digitali;
- servizi fotografici e audiovisivi;
- compensi per esperti, relatori e professionisti;
- attività laboratoriali;
- servizi per degustazioni;
- materiali informativi;
- sicurezza;
- pulizia;
- assicurazioni;
- servizi logistici;
- trasporto di materiali;
- autorizzazioni e diritti direttamente collegati all’evento;
- attività di coordinamento specificamente riferite al progetto.
Ogni voce deve essere prevista nel testo dell’avviso, supportata da documenti adeguati e collegata alle attività descritte.
Prima di assumere impegni, il Comune deve verificare nell’allegato ufficiale 2026:
- periodo di ammissibilità;
- trattamento dell’IVA;
- limiti per singole categorie;
- eventuali costi esclusi;
- regole sui pagamenti;
- procedure di affidamento;
- documenti richiesti per la rendicontazione.
Spese che richiedono particolare attenzione
Devono essere valutati con prudenza:
- acquisto di beni durevoli;
- spese di rappresentanza;
- pasti non collegati a degustazioni o attività progettuali;
- premi;
- omaggi;
- gadget;
- costi ordinari del personale comunale;
- utenze;
- costi generali dell’ente;
- manutenzioni;
- spese sostenute prima del periodo ammesso;
- pagamenti privi di tracciabilità;
- attività realizzate da soggetti non correttamente incaricati.
La presenza della spesa nel preventivo non ne determina automaticamente l’ammissibilità.
Procedure di affidamento
Il Comune deve rispettare il Codice dei contratti pubblici e le proprie procedure interne per l’acquisizione di lavori, servizi e forniture.
In base al valore e alla tipologia della prestazione, possono essere necessari:
- determinazione a contrarre;
- indagine di mercato;
- richiesta di preventivi;
- affidamento diretto motivato;
- utilizzo delle piattaforme telematiche;
- acquisizione del CIG;
- verifica dei requisiti dell’operatore;
- rispetto della tracciabilità finanziaria;
- attestazione della regolare esecuzione.
Il cronoprogramma deve considerare anche i tempi amministrativi per gli affidamenti. Un programma molto articolato, da realizzare in poche settimane, può risultare difficilmente attuabile.
Come presentare la domanda
La candidatura deve essere trasmessa attraverso lo:
Sportello Digitale della Regione Abruzzo
Il sistema regionale permette agli enti pubblici di accedere al catalogo dei servizi, compilare le pratiche collegate ai bandi e trasmetterle ai sistemi interni di protocollazione.
L’accesso avviene tramite SPID. Il portale ufficiale è:
https://rasportello.regione.abruzzo.it
Il percorso operativo dovrebbe prevedere:
- accesso alla piattaforma;
- selezione del catalogo dei servizi;
- individuazione della sezione Agricoltura e Pesca;
- apertura della procedura dedicata alla valorizzazione del tartufo;
- compilazione dei dati del Comune;
- inserimento del progetto;
- caricamento degli allegati;
- firma digitale;
- trasmissione;
- salvataggio della ricevuta e del protocollo.
Una domanda salvata in bozza non è considerata presentata.
Documentazione da predisporre
La candidatura può richiedere, in base alla modulistica ufficiale:
- domanda sottoscritta dal legale rappresentante;
- relazione descrittiva;
- programma dettagliato;
- cronoprogramma;
- quadro economico;
- indicazione delle fonti di finanziamento;
- atto di approvazione del progetto;
- impegno al cofinanziamento;
- eventuali accordi con partner;
- preventivi;
- documentazione cartografica;
- dichiarazioni previste dall’avviso;
- documento di identità, quando richiesto;
- eventuale delega;
- CUP, quando previsto nella fase di candidatura;
- firma digitale.
Il Comune dovrebbe predisporre una relazione capace di spiegare:
- storia e tradizione tartuficola del territorio;
- specie interessate;
- collegamento con la cartografia regionale;
- obiettivi;
- attività;
- destinatari;
- partner;
- operatori economici coinvolti;
- piano di comunicazione;
- risultati attesi;
- modalità di monitoraggio;
- continuità futura dell’iniziativa.
Criteri di valutazione e graduatoria
La procedura è valutativa a graduatoria.
Le domande vengono quindi sottoposte almeno a:
- controllo del rispetto dei termini;
- verifica del soggetto richiedente;
- verifica territoriale;
- controllo della completezza degli allegati;
- verifica del quadro economico;
- valutazione delle attività;
- attribuzione del punteggio;
- formazione della graduatoria;
- assegnazione delle risorse fino a esaurimento.
Il Comune deve utilizzare esclusivamente la tabella dei criteri contenuta nell’avviso 2026 per calcolare il punteggio.
Come indicazione operativa, la graduatoria ufficiale dell’edizione 2025 riportava espressamente la percentuale di compartecipazione comunale e il relativo punteggio. Una quota comunale più elevata produceva un punteggio maggiore. L’edizione 2026 deve comunque essere verificata autonomamente, perché percentuali, criteri e formule possono essere stati modificati.
Come rafforzare la candidatura
Un progetto competitivo dovrebbe:
- dimostrare il legame del Comune con il patrimonio tartufigeno;
- presentare un programma centrato sul tartufo;
- coinvolgere operatori con competenze reali;
- evitare attività promozionali generiche;
- prevedere un cofinanziamento certo;
- documentare tutte le fonti finanziarie;
- definire risultati misurabili;
- integrare enogastronomia, cultura, ambiente e turismo;
- coinvolgere attività economiche con criteri trasparenti;
- indicare modalità concrete di tutela e divulgazione;
- presentare costi proporzionati;
- essere immediatamente realizzabile.
Indicatori utili
Per misurare i risultati possono essere utilizzati:
- numero di visitatori;
- numero di espositori;
- numero di imprese coinvolte;
- numero di ristoranti aderenti;
- numero di attività divulgative;
- partecipazione alle visite guidate;
- presenze provenienti da fuori Comune;
- visualizzazioni della campagna online;
- articoli e servizi pubblicati;
- questionari di soddisfazione;
- pernottamenti collegati all’evento;
- prosecuzione del percorso gastronomico dopo la manifestazione.
Gli indicatori devono essere realistici e coerenti con il budget.
Rendicontazione
Il contributo viene normalmente liquidato dopo la realizzazione del progetto e la verifica della rendicontazione.
Il Comune dovrebbe organizzare fin dall’avvio un fascicolo contenente:
- progetto approvato;
- comunicazione di concessione;
- CUP e CIG;
- determinazioni;
- contratti;
- affidamenti;
- preventivi;
- fatture;
- mandati di pagamento;
- quietanze;
- relazioni;
- fotografie;
- programmi;
- materiali di comunicazione;
- dati sui partecipanti;
- documentazione relativa agli obblighi di pubblicità.
Le spese rendicontate devono corrispondere alle attività approvate. Le variazioni significative dovrebbero essere preventivamente comunicate alla Regione.
Suggerimenti operativi
Prima della domanda è consigliabile:
- verificare l’ammissibilità territoriale;
- consultare la cartografia tartuficola;
- individuare la specie o le specie da valorizzare;
- definire il format dell’iniziativa;
- coinvolgere formalmente gli operatori;
- approvare il progetto con l’atto comunale appropriato;
- assicurare almeno il 50% di cofinanziamento;
- acquisire preventivi dettagliati;
- verificare le procedure di affidamento;
- controllare il periodo delle spese;
- organizzare un piano di comunicazione;
- definire indicatori;
- verificare SPID e firma digitale;
- completare la profilazione sullo Sportello;
- inviare la domanda prima dell’ultimo giorno.
Checklist pratica
- Comune della Regione Abruzzo.
- Requisito territoriale verificato.
- Cartografia regionale consultata.
- Collegamento con il patrimonio tartufigeno documentato.
- Progetto centrato sul tartufo.
- Manifestazione fieristica o percorso gastronomico chiaramente descritto.
- Partner individuati.
- Operatori economici selezionati con criteri trasparenti.
- Programma completo.
- Luoghi e date individuati.
- Autorizzazioni verificate.
- Quadro economico predisposto.
- Spese conformi all’avviso 2026.
- Contributo non superiore al 50%.
- Contributo non superiore a 10.000 euro.
- Cofinanziamento di almeno il 50%.
- Copertura finanziaria formalizzata.
- Preventivi disponibili.
- Atto comunale di approvazione predisposto.
- Procedure di affidamento pianificate.
- SPID funzionante.
- Firma digitale valida.
- Profilazione sul portale completata.
- Allegati firmati.
- Invio programmato entro il 31/08/2026.
- Ricevuta e protocollo conservati.
- Sistema di rendicontazione organizzato.
- CUP e CIG riportati nei documenti quando richiesti.
- Attività promozionali documentate.
- Indicatori di risultato definiti.
Link ufficiali
La misura è pubblicata nella sezione Contributi e finanziamenti del portale della Regione Abruzzo con il titolo “Contributi ai Comuni della Regione Abruzzo per attività promozionali di valorizzazione del tartufo”:
https://www.regione.abruzzo.it/
La domanda deve essere predisposta attraverso lo Sportello Digitale regionale:
https://rasportello.regione.abruzzo.it
Le cartografie regionali possono essere consultate sul Geoportale della Regione Abruzzo:
https://geoportale.regione.abruzzo.it
Prima dell’invio è necessario utilizzare il testo integrale dell’avviso 2026 e la modulistica disponibile sulla piattaforma regionale.
Scheda rapida
Nome ufficiale: Contributi ai Comuni della Regione Abruzzo per attività promozionali di valorizzazione del tartufo
Beneficiari: Comuni della Regione Abruzzo
Area geografica: Abruzzo
Finalità: realizzazione di eventi, manifestazioni fieristiche, percorsi gastronomici e attività promozionali dedicate al tartufo
Ente proponente: Regione Abruzzo
Struttura di riferimento: Servizio Foreste e Parchi – DPD021
Dotazione: 50.000 euro
Forma dell’agevolazione: contributo in conto capitale a fondo perduto
Percentuale: 50% delle spese ammissibili
Contributo massimo: 10.000 euro
Cofinanziamento minimo: 50%
Apertura: 30/07/2026
Scadenza: 31/08/2026
Procedura: valutativa a graduatoria
Domanda: Sportello Digitale Regione Abruzzo
Accesso: SPID
Attività principali: mostre mercato, fiere, eventi divulgativi, percorsi gastronomici, attività culturali e promozione territoriale
Assistenza Atamai
La candidatura richiede il coordinamento tra progetto culturale ed enogastronomico, copertura finanziaria comunale, coinvolgimento degli operatori, procedure di affidamento e documentazione amministrativa.
Atamai può affiancare i Comuni abruzzesi nella verifica preliminare del progetto, nella costruzione del programma, nell’organizzazione del quadro economico e nella predisposizione della documentazione da trasmettere attraverso lo Sportello regionale.
Per valutare la partecipazione al bando dedicato alla valorizzazione del tartufo in Abruzzo, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.