Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2026

Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2026: fino a 150.000 euro per cloud, digital workplace, e-commerce e cybersecurity

La Regione Lazio ha aperto il Voucher Digitalizzazione PMI 2026, una misura da 15 milioni di euro finanziata dal Programma FESR Lazio 2021-2027 e gestita da Lazio Innova per sostenere la trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese. Il contributo può arrivare a 50.000 euro per le microimprese, 100.000 euro per le piccole imprese e 150.000 euro per le medie imprese, ma il meccanismo è diverso dai normali bandi a percentuale: non viene rimborsato, ad esempio, il 50% di una fattura. A ciascuna tipologia di intervento corrisponde invece una somma forfettaria predeterminata, che viene riconosciuta se la soluzione prevista dal bando viene effettivamente realizzata con tutte le caratteristiche richieste. Le domande possono essere inviate su GeCoWEB Plus dalle ore 12:00 del 30 settembre 2026 alle ore 17:00 del 29 ottobre 2026.

È inoltre una procedura a graduatoria e non un click day. Il momento dell’invio non attribuisce un vantaggio competitivo: le imprese vengono ordinate sulla base di un punteggio che considera produttività, numero di addetti, articolazione del progetto e alcune caratteristiche dell’azienda.

15 milioni di euro per cinque ambiti di digitalizzazione

Gli interventi finanziabili sono cinque:

A. Diagnosi Digitale
B. Digital Workplace
C. Digital Commerce & Engagement
D. Cloud Computing
E. Cyber Security

Il contributo non viene calcolato applicando un’aliquota alle spese, ma sommando gli importi forfettari corrispondenti alle soluzioni effettivamente inserite nel progetto.

La tabella ufficiale è la seguente:

Intervento Micro impresa Piccola impresa Media impresa
A – Diagnosi Digitale non ammessa 8.162,40 € 21.427,20 €
B – Digital Workplace 2.270,40 € per postazione 2.270,40 € per postazione 2.270,40 € per postazione
C – Digital Commerce & Engagement 4.954,80 € 8.125,20 € 15.873,60 €
D.1 – Cloud Application Server 17.683,20 € 17.683,20 € 17.683,20 €
D.2 – Cloud Database Server 27.656,40 € 27.656,40 € 27.656,40 €
D.3 – Cloud Web Server 14.076,00 € 14.076,00 € 14.076,00 €
D.4 – Cloud Database Backup 5.593,20 € 5.593,20 € 5.593,20 €
E – Cyber Security non ammessa 14.656,80 € 44.917,20 €

Contributo minimo 14.000 euro

Non è sufficiente presentare un piccolo intervento.

Il progetto deve generare un contributo forfettario complessivo di almeno:

14.000 euro.

Se la somma degli interventi scelti produce, ad esempio, un voucher teorico di 12.000 euro, la domanda non è ammissibile.

Il massimale è invece collegato alla dimensione aziendale:

Dimensione Contributo massimo
Microimpresa 50.000 €
Piccola impresa 100.000 €
Media impresa 150.000 €

Questo significa che una media impresa può anche costruire un progetto che, sommando tutti gli importi teorici, supererebbe i 150.000 euro, ma il contributo viene comunque ricondotto al relativo massimale.

Microimprese: niente Diagnosi Digitale e niente Cyber Security

Una particolarità importante riguarda le microimprese.

Non possono chiedere contributi per:

A – Diagnosi Digitale

e

E – Cyber Security.

Possono invece utilizzare:

  • Digital Workplace;
  • Digital Commerce & Engagement;
  • Cloud Computing.

È una distinzione da verificare prima ancora di progettare l’intervento, perché la classificazione dimensionale europea dell’impresa determina direttamente quali moduli possono essere inseriti.

Piccole e medie imprese: Diagnosi Digitale obbligatoria

Per piccole e medie imprese vale la regola opposta.

La Diagnosi Digitale è obbligatoria.

Una piccola o media impresa che presenta un progetto senza intervento A non è quindi ammissibile.

Non è però consentito presentare:

solo la Diagnosi Digitale.

Occorre accompagnarla almeno con un altro intervento operativo.

In pratica:

Diagnosi + Digital Workplace

oppure

Diagnosi + Cloud

oppure

Diagnosi + Cyber Security

o combinazioni più articolate.

La Diagnosi Digitale deve essere redatta da un Innovation Manager qualificato

Per le piccole e medie imprese la Diagnosi Digitale non è un normale documento compilato dal fornitore IT.

Deve essere predisposta da un Innovation Manager indipendente con le qualificazioni richieste dall’Avviso.

Le indicazioni applicative richiamano, tra le qualificazioni ammesse, la certificazione UNI 11814 rilasciata da organismo accreditato o l’iscrizione nell’apposito elenco MIMIT per il settore pertinente. Se il progetto comprende anche Cyber Security, interviene inoltre una figura con specifiche competenze e certificazioni nel campo della sicurezza informatica.

L’indipendenza dell’Innovation Manager è un requisito sostanziale.

Le precedenti edizioni del Voucher hanno già registrato revoche per mancanza dei requisiti dell’Innovation Manager, quindi la figura va verificata prima di sottoscrivere la Diagnosi ex ante.

Digital Workplace: 2.270,40 euro per ogni addetto

L’intervento B riguarda l’acquisto di nuove applicazioni integrate per la produttività individuale.

Il contributo è:

2.270,40 euro per postazione

con un limite massimo di:

una postazione per ogni addetto dell’impresa.

Il numero degli addetti viene ricavato dall’Attestazione della denuncia contributiva INPS, riferita al periodo indicato dall’Avviso.

Esempio: impresa con 10 addetti.

Contributo teorico massimo Digital Workplace:

10 × 2.270,40 = 22.704 euro.

Questo permette alla componente Workplace di assumere un peso significativo nei progetti delle imprese con più dipendenti.

Cosa si intende per Digital Workplace

Il concetto è più ampio del semplice acquisto di Microsoft 365 o di una licenza software.

La soluzione deve costituire un ambiente integrato di lavoro digitale e può comprendere:

  • produttività personale;
  • comunicazione e collaborazione;
  • videoconferenza;
  • gestione e condivisione documentale;
  • firma digitale;
  • archiviazione a norma;
  • servizi ICT di configurazione, integrazione e verifica.

Le soluzioni devono essere di nuova adozione e non semplici rinnovi o upgrade di strumenti già in uso. Per i servizi continuativi il quadro tecnico del bando prevede generalmente una durata pluriennale, normalmente almeno 36 mesi.

Esempio Digital Workplace

Una piccola impresa con 15 addetti introduce un ambiente digitale integrato per:

  • posta e collaborazione;
  • videoconferenza;
  • document management;
  • firma digitale;
  • conservazione documentale.

Contributo Workplace:

15 × 2.270,40 = 34.056 euro.

A questo importo deve essere aggiunta obbligatoriamente la Diagnosi Digitale:

8.162,40 euro.

Contributo teorico complessivo:

42.218,40 euro.

Il progetto supera ampiamente la soglia minima dei 14.000 euro.

Digital Commerce & Engagement

L’intervento C sostiene nuovi sistemi digitali per sviluppare:

  • commercio elettronico;
  • relazione con la clientela;
  • acquisizione e gestione dei clienti;
  • integrazione dei canali commerciali digitali;
  • customer engagement.

L’importo dipende dalla dimensione aziendale:

Micro: 4.954,80 €
Piccola: 8.125,20 €
Media: 15.873,60 €.

Non si tratta di un semplice contributo per “rifare il sito”.

La soluzione deve rispondere alle specifiche tecniche definite nell’Appendice dell’Avviso e configurarsi come un vero sistema digitale per commercio e relazione con il cliente.

E-commerce, CRM e customer engagement

Tra gli esempi tipici possono rientrare sistemi capaci di integrare:

  • e-commerce;
  • catalogo prodotti;
  • gestione ordini;
  • CRM;
  • customer care;
  • automazione dei processi commerciali;
  • raccolta e utilizzo dei dati dei clienti.

Il sistema deve rappresentare una nuova soluzione digitale e non una semplice attività di marketing, advertising o realizzazione grafica.

Normali campagne Google Ads, Meta Ads o spese pubblicitarie non costituiscono di per sé un intervento Digital Commerce ammissibile.

Cloud Computing: la parte economicamente più rilevante

L’intervento D è probabilmente quello con il maggiore potenziale economico.

Il bando finanzia la migrazione dell’infrastruttura esecutiva delle applicazioni aziendali e dei relativi dati verso cloud pubblico.

Sono previste quattro tipologie:

D.1 – Application Server

Contributo:

17.683,20 euro.

Può riguardare, ad esempio, la migrazione in cloud del server sul quale vengono eseguiti:

  • ERP;
  • gestionale;
  • applicativi verticali;
  • middleware;
  • applicazioni aziendali.

D.2 – Database Server

Contributo:

27.656,40 euro.

È la voce con l’importo singolo più elevato nell’area Cloud.

Riguarda la migrazione dell’infrastruttura database su cloud pubblico.

D.3 – Web Server

Contributo:

14.076 euro.

Riguarda la migrazione verso cloud dell’infrastruttura che gestisce applicazioni web, portali e servizi internet dell’impresa.

D.4 – Database Backup

Contributo:

5.593,20 euro.

Riguarda l’infrastruttura dedicata al backup dei database.

Si possono combinare più interventi Cloud

La stessa impresa può richiedere più interventi Cloud, ma non più di uno per ciascuna delle quattro categorie.

Ad esempio:

  • Application Server;
  • Database Server;
  • Web Server;
  • Database Backup.

Una PMI può quindi costruire una migrazione cloud articolata che comprenda contemporaneamente tutti e quattro.

La somma teorica dei quattro contributi è:

17.683,20 + 27.656,40 + 14.076 + 5.593,20 = 65.008,80 euro.

Esempio: piccola impresa che migra tutto in cloud

Una piccola impresa realizza:

  • Diagnosi Digitale: 8.162,40 €
  • Application Server: 17.683,20 €
  • Database Server: 27.656,40 €
  • Web Server: 14.076 €
  • Database Backup: 5.593,20 €

Voucher teorico:

73.171,20 euro.

Il progetto rimane sotto il massimale di 100.000 euro previsto per le piccole imprese.

Cyber Security: fino a 44.917,20 euro

L’intervento Cyber Security è disponibile soltanto per:

  • piccole imprese;
  • medie imprese.

Il contributo è:

Piccola impresa: 14.656,80 euro

Media impresa: 44.917,20 euro.

Per una media impresa la cybersecurity diventa quindi una delle componenti economicamente più significative del progetto.

Cosa può comprendere la Cyber Security

Le soluzioni possono riguardare sistemi e servizi specificamente destinati alla sicurezza informatica, fra cui:

  • hardware dedicato;
  • software e licenze di sicurezza;
  • servizi cloud;
  • servizi di sicurezza gestita;
  • configurazione e implementazione;
  • strumenti per protezione, monitoraggio e gestione delle minacce.

Non è sufficiente acquistare hardware informatico ordinario o un generico antivirus consumer: la soluzione deve rispettare le caratteristiche tecniche previste dall’Avviso.

Una media impresa può arrivare rapidamente a 150.000 euro

Consideriamo una media impresa con un progetto composto da:

  • Diagnosi Digitale: 21.427,20 €
  • Digital Commerce: 15.873,60 €
  • Application Server: 17.683,20 €
  • Database Server: 27.656,40 €
  • Web Server: 14.076 €
  • Database Backup: 5.593,20 €
  • Cyber Security: 44.917,20 €

Totale teorico:

147.226,80 euro.

Basterebbero anche poche postazioni Digital Workplace per superare il massimale, ma il contributo resterebbe comunque limitato a:

150.000 euro.

Attenzione: il voucher non rimborsa semplicemente le fatture

Questa è probabilmente la caratteristica più importante della misura.

Gli importi sono somme forfettarie definite ex ante secondo il Regolamento UE 2021/1060.

Di conseguenza il contributo non viene determinato applicando una percentuale alla fattura del fornitore.

Il principio è:

realizzi correttamente l’intervento previsto → ottieni l’importo forfettario associato.

Non significa però che l’impresa possa limitarsi a dichiarare di aver comprato un software.

La soluzione deve essere realmente:

  • acquistata;
  • configurata;
  • installata;
  • funzionante;
  • conforme alle caratteristiche tecniche previste dall’Avviso.

La verifica viene effettuata attraverso la documentazione tecnica ex post.

Microimprese: Relazione sulla Digitalizzazione

Per le microimprese non viene richiesta la Diagnosi Digitale.

Deve invece essere predisposta una Relazione sulla Digitalizzazione.

A fine progetto la relazione deve essere completata con una sezione ex post e sottoscritta dal fornitore responsabile della progettazione, configurazione e verifica della soluzione.

In presenza di più fornitori, deve esserci comunque un soggetto che assuma la responsabilità della progettazione e della verifica complessiva delle soluzioni implementate.

Piccole e medie: stessa Diagnosi prima e dopo

Per piccole e medie imprese la Diagnosi Digitale comprende:

fase ex ante

e

fase ex post.

La parte finale deve essere redatta dallo stesso Innovation Manager indipendente che ha realizzato la Diagnosi iniziale.

La scelta dell’Innovation Manager iniziale è quindi importante anche dal punto di vista operativo: non è una figura facilmente sostituibile durante il progetto.

Gli interventi devono essere nuovi

Il Voucher è destinato all’introduzione di nuove soluzioni.

Non è pensato per:

  • rinnovo di software già utilizzati;
  • semplice estensione di normali contratti esistenti;
  • manutenzione ordinaria;
  • aggiornamenti privi di reale innovazione;
  • spese informatiche generiche.

In particolare, le tipologie già finanziate alla stessa impresa tramite precedenti Avvisi Voucher Digitalizzazione PMI del Lazio non possono essere nuovamente agevolate.

Chi ha già ottenuto un Voucher può partecipare ancora

Non esiste però un divieto assoluto.

Una PMI già beneficiaria di una precedente edizione può partecipare a quella 2026 se, alla data della nuova domanda, ha già presentato la relativa richiesta di erogazione del precedente progetto.

Rimane però il divieto di finanziare nuovamente la stessa tipologia di intervento già agevolata.

Ad esempio, se un’impresa ha già ottenuto il contributo per Digital Workplace, non può presentare nel 2026 un nuovo progetto sulla medesima tipologia.

Potrebbe invece, se ne ricorrono le condizioni, candidare un intervento Cloud che non era stato finanziato in precedenza.

Chi può partecipare

Sono beneficiarie le micro, piccole e medie imprese che:

  • risultano PMI secondo la disciplina europea;
  • sono iscritte al Registro delle Imprese italiano;
  • dispongono di una sede operativa nel Lazio;
  • svolgono nella sede laziale l’attività economica interessata dalla digitalizzazione;
  • rispettano i requisiti generali previsti dall’Avviso.

Una particolarità interessante è che la sede operativa nel Lazio può anche essere acquisita successivamente alla domanda, purché venga attivata entro la richiesta di erogazione e la futura apertura sia già descritta, motivata e documentata nella domanda iniziale.

Quindi può partecipare anche un’impresa che oggi non ha ancora sede nel Lazio

Sì, potenzialmente.

L’impresa deve però spiegare già nella candidatura:

  • dove aprirà la sede;
  • quale attività verrà svolta;
  • perché l’investimento digitale è collegato a quella sede;
  • entro quando diventerà operativa.

La sede dovrà poi risultare effettivamente attiva prima dell’erogazione del contributo.

Regime de minimis

Il contributo è concesso in regime:

de minimis – Regolamento UE 2023/2831.

Il limite ordinario è quindi:

300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica.

Prima della candidatura è opportuno verificare il plafond già utilizzato dall’impresa e dalle eventuali imprese collegate rilevanti ai fini della definizione di impresa unica.

Se il plafond residuo non consente di concedere tutto il voucher richiesto, l’importo può essere ridotto.

Niente doppio finanziamento dello stesso intervento

Gli stessi interventi e gli stessi costi coperti dalla somma forfettaria non possono essere finanziati contemporaneamente da altri aiuti o contributi pubblici.

Questo aspetto è particolarmente importante per cloud e cybersecurity, perché nel 2026 sono attive anche altre misure nazionali e regionali per servizi cloud e sicurezza informatica.

Prima di cumulare incentivi diversi occorre quindi verificare esattamente:

intervento + periodo + costi coperti + regola di cumulo.

La polizza catastrofale

Tra i requisiti e la documentazione da verificare rientra anche il rispetto, quando applicabile, dell’obbligo relativo alla polizza assicurativa contro eventi catastrofali previsto dalla normativa nazionale.

È opportuno controllare la situazione dell’impresa prima della domanda, evitando di scoprire una carenza soltanto durante l’istruttoria.

Graduatoria, non click day

Questo è uno dei vantaggi operativi del Voucher Lazio.

Le domande possono essere presentate per circa un mese e non vengono finanziate semplicemente in funzione dell’orario di invio.

Dopo la chiusura viene costruita una graduatoria in ordine decrescente di punteggio.

Il punteggio massimo è:

100 punti.

Come si calcolano i 100 punti

La griglia utilizza sei criteri:

Criterio Punteggio massimo
Valore aggiunto per addetto 35
Numero di addetti 20
Articolazione del progetto 15
Certificazione parità di genere 10
Impresa giovanile 10
Certificazione ambientale 10
Totale 100

35 punti sul valore aggiunto per addetto

È il criterio economicamente più importante.

Il dato viene calcolato attraverso le informazioni fiscali dell’impresa e il numero degli addetti.

La griglia premia in modo particolare un valore aggiunto per addetto intorno ai:

50.000 euro.

Valori molto inferiori o molto elevati ottengono un punteggio progressivamente inferiore.

Per questo motivo è possibile stimare con buona precisione il punteggio prima di presentare domanda, utilizzando i dati della dichiarazione IVA relativa al 2025 e quelli INPS sugli addetti.

20 punti sul numero degli addetti

Il secondo criterio attribuisce fino a:

20 punti

in funzione della forza aziendale.

Il massimo viene raggiunto intorno a 20 addetti, mentre il punteggio diminuisce con valori più distanti.

Questo significa che il bando non avvantaggia automaticamente l’impresa più grande.

15 punti per un progetto più articolato

La Regione attribuisce inoltre fino a:

15 punti

in funzione del numero di differenti tipologie di intervento inserite nel progetto.

Un progetto che combina:

  • Digital Workplace;
  • Digital Commerce;
  • Cloud;
  • Cyber Security;

può quindi risultare più competitivo di un progetto concentrato su una sola tecnologia.

Questo non significa però che convenga inserire interventi inutili soltanto per aumentare il punteggio: tutte le soluzioni devono essere effettivamente realizzate e verificate.

Parità di genere: 10 punti

Una PMI che possiede alla data della domanda la Certificazione della Parità di Genere può ottenere:

10 punti.

In una graduatoria competitiva sono molti.

La certificazione deve essere già posseduta alla data della domanda e adeguatamente documentata.

Impresa giovanile: altri 10 punti

Sono previsti:

10 punti

per le imprese che soddisfano la definizione di impresa giovanile prevista dall’Avviso.

Il requisito non coincide semplicemente con la presenza di un giovane dipendente: riguarda proprietà e/o governance in funzione della forma societaria.

Certificazioni ambientali: fino a 10 punti

Altri:

10 punti

sono attribuiti alle imprese in possesso di determinate certificazioni di sostenibilità ambientale.

Tra quelle indicate nelle informazioni applicative figurano, ad esempio:

  • ISO 14001;
  • ISO 50001;
  • EMAS;
  • certificazioni e metodologie riconosciute relative a carbon footprint, LCA e sostenibilità ambientale.

La certificazione deve essere già valida al momento della domanda.

Il punteggio va calcolato con attenzione

Il punteggio viene inizialmente dichiarato dall’impresa.

Lazio Innova lo verifica in istruttoria.

Una sovrastima non produce un vantaggio definitivo: se la documentazione non giustifica il punteggio dichiarato, questo viene ridotto e la posizione dell’impresa può scendere in graduatoria.

Per alcune voci la mancanza dei documenti richiesti non è risolvibile semplicemente attraverso un’integrazione successiva.

È quindi opportuno effettuare il calcolo prima della candidatura e raccogliere subito la relativa documentazione.

Quando può partire il progetto

Gli interventi operativi devono essere avviati successivamente alla domanda oppure, per piccole e medie imprese, successivamente alla Diagnosi Digitale ex ante qualora questa venga firmata dopo l’invio.

In pratica conviene non attivare licenze, servizi cloud o nuove soluzioni prima di avere chiarito la corretta data di avvio.

Sei mesi per completare tutto

Il progetto deve essere completato e la richiesta di erogazione presentata entro:

6 mesi dalla concessione del contributo.

È una tempistica relativamente breve.

Un progetto complesso con migrazione cloud, Digital Workplace, CRM e cybersecurity deve quindi essere già sufficientemente progettato al momento della candidatura.

Non conviene attendere la concessione per iniziare a capire:

  • quali server migrare;
  • quali fornitori utilizzare;
  • quali sistemi integrare;
  • quante postazioni attivare;
  • come effettuare i test.

Il contributo viene pagato a saldo

Non è prevista un’anticipazione ordinaria.

L’erogazione avviene a saldo, dopo la realizzazione del progetto e la presentazione della documentazione prevista su GeCoWEB Plus.

L’impresa deve quindi disporre della capacità finanziaria necessaria per realizzare l’intervento in attesa dell’erogazione del voucher.

Esempio: microimpresa

Una microimpresa con 5 dipendenti vuole realizzare:

  • 5 Digital Workplace;
  • Application Server in cloud.

Digital Workplace:

5 × 2.270,40 = 11.352 €

Application Server:

17.683,20 €

Totale voucher:

29.035,20 euro.

La microimpresa supera il minimo di 14.000 euro e rimane sotto il massimale di 50.000 euro.

Esempio: microimpresa con cloud completo

Una microimpresa richiede:

  • Application Server: 17.683,20 €
  • Database Server: 27.656,40 €
  • Web Server: 14.076 €

Somma:

59.415,60 euro.

Poiché la microimpresa può ricevere al massimo:

50.000 euro

il contributo viene ricondotto al massimale.

Esempio: piccola impresa con 20 dipendenti

Progetto:

  • Diagnosi Digitale: 8.162,40 €
  • 20 Digital Workplace: 45.408 €
  • Digital Commerce: 8.125,20 €
  • Cyber Security: 14.656,80 €

Totale:

76.352,40 euro.

La piccola impresa resta sotto il proprio massimale di 100.000 euro.

Esempio: media impresa

Una media impresa realizza:

  • Diagnosi Digitale: 21.427,20 €
  • Digital Commerce: 15.873,60 €
  • Application Server: 17.683,20 €
  • Database Server: 27.656,40 €
  • Web Server: 14.076 €
  • Database Backup: 5.593,20 €
  • Cyber Security: 44.917,20 €

Voucher:

147.226,80 euro.

Con una o più postazioni Digital Workplace raggiungerebbe il tetto massimo:

150.000 euro.

Formulario già disponibile

Il Formulario GeCoWEB Plus è disponibile dalle ore:

12:00 del 25 settembre 2026.

L’invio formale delle candidature è invece possibile:

dalle ore 12:00 del 30 settembre 2026

fino alle:

ore 17:00 del 29 ottobre 2026.

Dato che non è un click day, non c’è ragione di inviare una pratica incompleta il primo giorno.

È molto più utile utilizzare il periodo disponibile per:

  • verificare il punteggio;
  • controllare la dimensione aziendale;
  • progettare gli interventi;
  • verificare Innovation Manager e fornitori;
  • raccogliere la documentazione.

Una sola domanda

Ogni impresa presenta una domanda valida.

Se vengono inviate più candidature entro il termine, viene considerata l’ultima trasmessa secondo le modalità dell’Avviso.

Checklist operativa

  • verificare dimensione: micro, piccola o media;
  • verificare iscrizione al Registro delle Imprese;
  • verificare sede operativa nel Lazio o piano per aprirla;
  • controllare attività economica ammissibile;
  • verificare precedenti Voucher Digitalizzazione Lazio;
  • identificare eventuali tipologie già finanziate;
  • verificare plafond de minimis;
  • controllare polizza catastrofale;
  • calcolare il punteggio prima della domanda;
  • recuperare dati IVA 2025;
  • recuperare attestazione INPS degli addetti;
  • verificare certificazione parità di genere;
  • verificare qualifica di impresa giovanile;
  • verificare eventuali certificazioni ambientali;
  • per piccole e medie individuare l’Innovation Manager;
  • predisporre Diagnosi Digitale;
  • per micro predisporre Relazione sulla Digitalizzazione;
  • scegliere gli interventi A-B-C-D-E;
  • verificare che il voucher complessivo sia almeno 14.000 euro;
  • verificare il massimale per dimensione;
  • dimensionare correttamente le postazioni Digital Workplace;
  • definire l’architettura cloud;
  • verificare eventuale progetto Cyber Security;
  • non avviare gli interventi prima della data consentita;
  • presentare domanda entro il 29 ottobre 2026 ore 17:00;
  • completare il progetto entro 6 mesi dalla concessione;
  • predisporre subito anche la verifica ex post.

Scheda rapida – Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2026

Ente: Regione Lazio
Gestore: Lazio Innova
Programma: PR FESR Lazio 2021-2027
Dotazione: 15 milioni di euro
Beneficiari: micro, piccole e medie imprese
Territorio: Lazio
Contributo minimo: 14.000 euro
Microimpresa: massimo 50.000 euro
Piccola impresa: massimo 100.000 euro
Media impresa: massimo 150.000 euro
Diagnosi Digitale: 8.162,40 € piccola / 21.427,20 € media
Digital Workplace: 2.270,40 € per addetto/postazione
Digital Commerce: 4.954,80 € micro / 8.125,20 € piccola / 15.873,60 € media
Application Server cloud: 17.683,20 €
Database Server: 27.656,40 €
Web Server: 14.076 €
Database Backup: 5.593,20 €
Cyber Security: 14.656,80 € piccola / 44.917,20 € media
Microimprese: niente Diagnosi e niente Cyber Security
Piccole/medie: Diagnosi Digitale obbligatoria
Regime: de minimis
Procedura: graduatoria
Punteggio massimo: 100
Click day: no
Domanda: GeCoWEB Plus
Formulario: disponibile dal 25 settembre 2026
Apertura invio: 30 settembre 2026 ore 12:00
Scadenza: 29 ottobre 2026 ore 17:00
Realizzazione: entro 6 mesi dalla concessione
Erogazione: a saldo.

Il Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2026 è quindi una misura molto più strutturata di un normale voucher software. Il vantaggio principale è il sistema a costi forfettari: l’impresa sa già quanto vale ciascun intervento e può costruire il progetto combinando Workplace, Commerce, Cloud e Cyber Security.

La parte più delicata è invece la progettazione tecnica. Non basta acquistare generici servizi informatici: ogni intervento deve rispettare caratteristiche precise e deve risultare effettivamente implementato entro sei mesi dalla concessione. Per piccole e medie imprese assume inoltre un ruolo centrale la Diagnosi Digitale, che deve essere realizzata da un Innovation Manager qualificato e mantenere coerenza tra fase ex ante e verifica ex post.

Dal punto di vista della selezione, è utile muoversi in modo diverso rispetto a un normale sportello: prima si calcola il punteggio, poi si decide se e come presentare il progetto. L’ordine cronologico non assegna il contributo, mentre una differenza di 10 o 20 punti può incidere direttamente sulla posizione in graduatoria.

Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nel calcolo del punteggio, nella progettazione dell’architettura digitale, nella definizione degli interventi e nel coordinamento della documentazione necessaria alla candidatura. Per informazioni: info@atamai.it

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).