Voucher digitalizzazione PMI Piemonte 2026 contributi fino a 25.000 euro per software, intelligenza artificiale, cybersecurity e tecnologie 4.0

Voucher digitalizzazione PMI Piemonte 2026: contributi fino a 25.000 euro per software, intelligenza artificiale, cybersecurity e tecnologie 4.0

La Regione Piemonte e il sistema camerale piemontese, attraverso Unioncamere Piemonte, finanziano i progetti di trasformazione digitale realizzati dalle micro, piccole e medie imprese e dai professionisti con attività operative nel territorio regionale.

La denominazione ufficiale della misura è:

“Voucher digitalizzazione PMI 2026”

Il bando dispone di una dotazione complessiva di 19.200.000 euro, composta da:

  • 18.000.000 euro del Programma regionale FESR Piemonte 2021-2027;
  • 1.200.000 euro messi a disposizione dal sistema delle Camere di commercio piemontesi.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto compreso, nelle comunicazioni istituzionali, tra il 50% e il 70% delle spese ammissibili, con un voucher massimo di 25.000 euro per impresa. La percentuale di base dipende dalla dimensione aziendale:

  • 65% per le microimprese;
  • 60% per le piccole imprese;
  • 50% per le medie imprese.

Le domande possono essere precaricate su ReStart dalle ore 11:00 del 12/10/2026, ma l’invio effettivo sarà possibile esclusivamente:

dalle ore 11:00 del 22/10/2026

alle ore 16:00 del 15/12/2026

salvo sospensione o chiusura anticipata per esaurimento delle risorse. La data del precaricamento non produce alcuna priorità nell’istruttoria.

Finalità della misura

Il Voucher digitalizzazione PMI 2026 sostiene investimenti di dimensione contenuta finalizzati a introdurre soluzioni tecnologiche avanzate nei processi produttivi, gestionali, logistici, commerciali e organizzativi delle imprese piemontesi.

L’intervento intende:

  • stimolare la domanda di prodotti e servizi digitali;
  • favorire il trasferimento di soluzioni tecnologiche;
  • introdurre innovazioni nei processi aziendali;
  • sviluppare nuovi modelli di business;
  • migliorare produttività, tracciabilità e qualità;
  • rafforzare cybersecurity e continuità operativa;
  • favorire la collaborazione tra imprese;
  • collegare le PMI a soggetti qualificati nell’innovazione;
  • sostenere modelli produttivi digitali e orientati alla sostenibilità.

Non è sufficiente acquistare genericamente computer, software o servizi informatici. La domanda deve descrivere un vero progetto di upgrade digitale, individuando:

  • problema aziendale;
  • situazione iniziale;
  • tecnologia utilizzata;
  • attività interessate;
  • risultati attesi;
  • fornitori;
  • voci di spesa;
  • collegamento tra ogni costo e la tecnologia prescelta.

La semplice sostituzione di un computer o di un tablet non è finanziabile, a meno che il nuovo dispositivo risulti indispensabile per attuare un progetto basato su una delle tecnologie ammesse.

Enti proponenti, finanziatori e gestore

La misura è promossa dalla:

Regione Piemonte – Direzione Competitività del sistema regionale – Settore Promozione dello sviluppo economico e accesso al credito per le imprese

Il bando è gestito da:

Unioncamere Piemonte

Le risorse aggiuntive provengono dal sistema delle Camere di commercio piemontesi. Le risorse camerali vengono utilizzate esclusivamente per le imprese iscritte al Registro delle imprese dei rispettivi territori.

La scheda di misura è stata approvata con la Deliberazione della Giunta regionale n. 17-2688 del 15/06/2026. Il bando è stato successivamente approvato con la Determinazione dirigenziale n. 328 del 20/07/2026, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte n. 29 del 23/07/2026.

Il responsabile del procedimento indicato nel testo ufficiale è il:

Segretario Generale di Unioncamere Piemonte.

Atamai può affiancare le imprese nell’analisi preliminare, nella costruzione del progetto, nella verifica dei fornitori, nella classificazione delle spese e nella predisposizione della pratica. La concessione e la liquidazione del voucher restano di esclusiva competenza di Unioncamere Piemonte.

Beneficiari

Possono partecipare:

  • microimprese;
  • piccole imprese;
  • medie imprese;
  • lavoratori autonomi;
  • liberi professionisti;
  • altre entità che esercitano un’attività economica e rientrano nella definizione europea di impresa.

La definizione europea considera impresa qualsiasi entità che eserciti un’attività economica, indipendentemente dalla forma giuridica. Sono quindi comprese, quando rispettano tutti i requisiti, anche attività professionali, imprese artigiane, ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative e associazioni che esercitano regolarmente un’attività economica.

La dimensione deve essere calcolata considerando:

  • numero degli occupati;
  • fatturato;
  • totale di bilancio;
  • imprese associate;
  • imprese collegate;
  • partecipazioni;
  • controllo societario;
  • appartenenza a gruppi.

Una società con pochi dipendenti potrebbe non essere classificabile come PMI qualora sia controllata o collegata a un gruppo che supera le soglie europee.

Area geografica

La sede legale oppure l’unità locale operativa nella quale viene realizzato l’investimento deve trovarsi in:

Piemonte

La sede interessata deve risultare:

  • attiva;
  • produttiva;
  • regolarmente registrata;
  • effettivamente utilizzata per l’attività economica.

Un progetto può interessare più unità locali della stessa impresa, purché tutte le sedi coinvolte siano operative e localizzate in Piemonte.

Non è sufficiente avere la sola sede legale in Piemonte quando l’investimento viene utilizzato esclusivamente in un’unità produttiva situata in un’altra regione.

Settori ammessi

L’impresa deve possedere un codice ATECO riferito a un’attività ammissibile secondo:

  • articolo 7 del Regolamento UE n. 2021/1058;
  • articolo 1 del Regolamento UE n. 2023/2831;
  • Allegato 1 del bando dedicato alle attività e agli interventi esclusi.

Prima di preparare la pratica è necessario verificare:

  • codice ATECO prevalente;
  • codici secondari;
  • codice dell’unità locale;
  • attività effettivamente esercitata;
  • eventuale presenza nell’Allegato 1;
  • eventuali limitazioni previste dal regime “de minimis”.

L’appartenenza alla categoria delle PMI non rende automaticamente ammissibile qualsiasi settore economico.

Imprese escluse perché già finanziate

Non possono partecipare le imprese che hanno già ricevuto un contributo a fondo perduto nell’ambito dei precedenti:

  • Bando Voucher digitalizzazione PMI 2023;
  • Bando Voucher digitalizzazione PMI 2024.

L’esclusione riguarda le imprese che hanno effettivamente ricevuto il contributo, non la semplice presentazione di una domanda poi respinta o rinunciata.

Prima dell’invio è opportuno verificare:

  • denominazione del beneficiario;
  • codice fiscale;
  • eventuali fusioni o trasformazioni;
  • contributi ottenuti dalle società collegate;
  • provvedimenti di erogazione delle precedenti edizioni.

Ulteriori requisiti

Alla data della domanda, il richiedente deve inoltre:

  • essere una micro, piccola o media impresa;
  • avere una sede operativa piemontese attiva;
  • possedere un codice ATECO ammissibile;
  • non avere forniture in essere con Unioncamere Piemonte nei casi vietati dalla normativa;
  • non essere soggetto a cause antimafia;
  • non essere destinatario di sanzioni che vietino di contrattare con la Pubblica amministrazione;
  • non avere condanne ostative;
  • essere regolare dal punto di vista contributivo;
  • non aver realizzato operazioni di delocalizzazione o cessazione incompatibili;
  • essere in regola con l’obbligo di stipulare la polizza contro gli eventi catastrofali;
  • essere in regola con il diritto annuale camerale degli ultimi tre anni, quando dovuto.

Quando l’irregolarità del diritto annuale supera 100 euro, la domanda viene automaticamente respinta.

È quindi consigliabile controllare anticipatamente:

  • diritto annuale 2023;
  • diritto annuale 2024;
  • diritto annuale 2025;
  • eventuali interessi e sanzioni;
  • corretta imputazione dei versamenti;
  • posizione presso la Camera di commercio competente.

Regolarità contributiva

La concessione e la liquidazione sono subordinate al possesso di un DURC regolare.

Unioncamere Piemonte effettua la verifica attraverso le piattaforme INPS e INAIL. Per le società di persone, il controllo può riguardare anche la posizione dei soci.

In presenza di irregolarità:

  • la concessione può essere bloccata;
  • l’impresa può ricevere un preavviso di rigetto;
  • in fase di erogazione può essere applicato l’intervento sostitutivo a favore degli enti previdenziali.

Prima della domanda è opportuno controllare:

  • posizione INPS;
  • posizione INAIL;
  • eventuali rateizzazioni;
  • contributi non attribuiti;
  • posizioni dei soci;
  • validità del DURC.

Polizza contro gli eventi catastrofali

L’impresa deve essere in regola con gli obblighi assicurativi relativi ai danni provocati da eventi catastrofali previsti dalla Legge n. 213/2023.

È opportuno verificare:

  • presenza della polizza;
  • beni e immobili coperti;
  • sede indicata;
  • validità della copertura;
  • corrispondenza tra contraente e richiedente;
  • documentazione disponibile;
  • conformità alle disposizioni applicabili alla categoria di impresa.

Una sola domanda per impresa

Ciascuna impresa può presentare una sola domanda.

Quando vengono inviate più domande, viene considerata soltanto la prima in ordine cronologico.

Una seconda domanda è ammessa soltanto quando:

  • la prima è stata respinta;
  • oppure l’impresa ha formalmente rinunciato alla domanda precedente.

La rinuncia deve essere trasmessa tramite PEC a Unioncamere Piemonte e, in copia, all’indirizzo dedicato al voucher.

Dotazione finanziaria

La disponibilità complessiva è pari a:

19.200.000 euro

La ripartizione è:

  • 18.000.000 euro di fondi PR FESR Piemonte 2021-2027;
  • 1.200.000 euro del sistema camerale piemontese.

Unioncamere Piemonte può:

  • sospendere anticipatamente lo sportello quando le domande depositate superano il 120% delle risorse;
  • chiudere il bando quando la dotazione risulta esaurita.

La scadenza del 15/12/2026 rappresenta quindi il termine finale teorico. Le imprese dovrebbero predisporre la pratica prima dell’apertura e trasmetterla il più rapidamente possibile dal 22/10/2026.

Forma dell’agevolazione

Il contributo viene concesso sotto forma di:

voucher a fondo perduto in conto capitale

Le percentuali di base sono:

  • microimpresa: 65%;
  • piccola impresa: 60%;
  • media impresa: 50%.

Il contributo non è soggetto alla ritenuta d’acconto prevista ordinariamente per alcuni contributi alle imprese.

Importo minimo e massimo del voucher

Il contributo minimo richiedibile è:

  • 4.000 euro per le microimprese;
  • 5.000 euro per piccole imprese;
  • 5.000 euro per medie imprese.

Il contributo massimo è:

25.000 euro per tutte le dimensioni aziendali.

Applicando le percentuali di base, gli investimenti minimi riportati dal bando sono:

  • microimpresa: 6.153,85 euro;
  • piccola impresa: 8.333,33 euro;
  • media impresa: 10.000 euro.

Il progetto deve mantenere anche in fase di rendicontazione il contributo minimo previsto per la propria dimensione.

Esempi di calcolo

Microimpresa con investimento ammissibile di 20.000 euro:

  • aliquota base: 65%;
  • voucher teorico: 13.000 euro;
  • quota a carico dell’impresa: 7.000 euro.

Piccola impresa con investimento di 30.000 euro:

  • aliquota base: 60%;
  • voucher teorico: 18.000 euro;
  • quota a carico dell’impresa: 12.000 euro.

Media impresa con investimento di 40.000 euro:

  • aliquota base: 50%;
  • voucher teorico: 20.000 euro;
  • quota a carico dell’impresa: 20.000 euro.

Microimpresa con investimento di 50.000 euro:

  • contributo teorico al 65%: 32.500 euro;
  • voucher riconoscibile: massimo 25.000 euro;
  • quota residua a carico dell’impresa: almeno 25.000 euro.

Progetti collaborativi

La domanda può essere presentata:

  • in forma singola;
  • oppure nell’ambito di un progetto collaborativo coordinato da un soggetto aggregatore.

Un progetto collaborativo deve coinvolgere da:

3 a 20 imprese

Le imprese devono condividere obiettivi come:

  • utilizzo della stessa tecnologia;
  • introduzione di sistemi comuni;
  • integrazione di una filiera;
  • accesso coordinato a consulenze;
  • creazione di servizi digitali condivisi;
  • collegamento tra processi produttivi e logistici.

Il soggetto aggregatore:

  • definisce gli obiettivi;
  • promuove la partecipazione;
  • individua il fornitore principale;
  • coordina la descrizione comune del progetto;
  • trasmette a Unioncamere la scheda e l’elenco dei partecipanti.

Le attività preparatorie svolte dall’aggregatore non sono finanziabili.

Soggetti aggregatori ammessi

Possono svolgere il ruolo di aggregatore:

  • Digital Innovation Hub;
  • European Digital Innovation Hub;
  • Competence Center;
  • parchi scientifici e tecnologici;
  • centri di ricerca e trasferimento tecnologico;
  • centri per l’innovazione;
  • Tecnopoli;
  • cluster tecnologici;
  • incubatori certificati;
  • incubatori regionali accreditati;
  • FabLab;
  • centri di trasferimento tecnologico Industria 4.0;
  • ITS;
  • reti di imprese dotate di soggettività giuridica e con un programma comune dedicato all’innovazione digitale.

I progetti con aggregatore devono obbligatoriamente comprendere anche una componente formativa sulla digitalizzazione, eventualmente estesa ai temi del principio DNSH.

Premialità del progetto collaborativo

L’articolo 3 del bando stabilisce un incremento di 5 punti percentuali per i progetti realizzati con il supporto di un soggetto aggregatore.

L’articolo 7 utilizza però, in due passaggi, l’espressione “premialità del 10%” riferita ai progetti collaborativi.

Le comunicazioni pubbliche di Regione Piemonte e Unioncamere indicano un’intensità complessiva compresa tra il 50% e il 70%.

Considerata la formulazione non perfettamente uniforme del testo, l’approccio prudente è:

  • utilizzare nel piano finanziario l’incremento di 5 punti previsto dall’articolo 3;
  • non costruire il progetto contando su percentuali superiori al 70%;
  • chiedere conferma scritta a Unioncamere Piemonte prima della domanda;
  • conservare la risposta insieme alla documentazione.

Premialità soggettive

La percentuale può essere incrementata quando, alla data della domanda, l’impresa possiede una o più delle seguenti caratteristiche:

  • rating di legalità;
  • qualifica di impresa femminile;
  • qualifica di impresa giovanile;
  • certificazione della parità di genere;
  • status di start-up innovativa;
  • status di PMI innovativa.

Il possesso di una sola caratteristica genera un incremento di:

1 punto percentuale

Il possesso di più caratteristiche può determinare un incremento massimo di:

2 punti percentuali.

Impresa femminile

Il bando considera femminile:

  • la ditta individuale con titolare donna;
  • la società di persone o cooperativa con oltre il 50% dei soci di sesso femminile;
  • la società di capitali con partecipazione femminile superiore al 50%, calcolata mediando quote e cariche amministrative;
  • le altre forme giuridiche con oltre il 50% degli amministratori di sesso femminile.

Impresa giovanile

L’età considerata è compresa tra 18 anni e 35 anni non ancora compiuti alla data della domanda.

A seconda della forma giuridica, il requisito deve essere posseduto:

  • dal titolare;
  • da almeno il 51% dei soci;
  • dai titolari di almeno il 51% delle quote;
  • oppure da almeno il 51% dei componenti dell’organo amministrativo.

Tecnologie finanziabili

Il progetto deve riguardare almeno una delle tecnologie indicate dal bando.

Manifattura additiva e stampa 3D

Possono rientrare:

  • stampanti 3D;
  • software di modellazione;
  • sistemi per prototipazione;
  • soluzioni per produzione additiva;
  • strumenti per la personalizzazione dei prodotti.

Il progetto deve spiegare come la tecnologia modifica il processo produttivo e non limitarsi all’acquisto della macchina.

Cloud, edge, fog e quantum computing

Sono finanziabili sistemi per:

  • archiviazione e gestione dei dati;
  • elaborazione distribuita;
  • infrastrutture cloud;
  • migrazione di applicativi;
  • integrazione tra sedi;
  • elaborazione in prossimità dei dispositivi;
  • servizi di calcolo avanzato.

I canoni e gli abbonamenti sono ammissibili per un massimo di due annualità.

Cybersecurity e business continuity

Possono essere sviluppati progetti relativi a:

  • protezione delle reti;
  • sistemi di rilevamento degli attacchi;
  • backup;
  • disaster recovery;
  • continuità operativa;
  • autenticazione;
  • gestione degli accessi;
  • sicurezza degli endpoint;
  • monitoraggio;
  • protezione dei dati.

Una normale licenza antivirus isolata potrebbe non essere sufficiente. Il progetto dovrebbe partire da un’analisi dei rischi e costruire una soluzione coordinata.

Intelligenza artificiale e computer vision

Sono ammesse soluzioni di AI per:

  • controllo qualità;
  • riconoscimento di immagini;
  • identificazione dei difetti;
  • classificazione automatica;
  • analisi visiva delle linee produttive;
  • verifica delle lavorazioni.

AI per linguaggio e documenti

Sono finanziabili sistemi di elaborazione del linguaggio naturale e automazione documentale, per esempio:

  • classificazione dei documenti;
  • estrazione automatica dei dati;
  • gestione delle richieste;
  • analisi dei testi;
  • smistamento delle comunicazioni;
  • automazione dei flussi amministrativi.

AI predittiva

Possono rientrare:

  • manutenzione predittiva;
  • previsione della domanda;
  • ottimizzazione delle scorte;
  • previsione dei guasti;
  • analisi dei consumi;
  • pianificazione della produzione.

AI generativa applicata ai processi aziendali

Il bando ammette espressamente l’intelligenza artificiale generativa quando applicata ai processi dell’impresa.

Possono essere progettate soluzioni per:

  • supporto agli operatori;
  • generazione controllata di documenti;
  • assistenza alla progettazione;
  • ricerca nelle basi informative;
  • creazione di report;
  • gestione della conoscenza aziendale;
  • automazione di attività ripetitive.

La domanda dovrebbe affrontare anche:

  • qualità dei dati;
  • sicurezza;
  • riservatezza;
  • controllo umano;
  • rischi di errore;
  • integrazione con i sistemi esistenti.

Calcolo ad alte prestazioni

Sono ammesse infrastrutture HPC utilizzate per:

  • simulazioni;
  • elaborazione di grandi quantità di dati;
  • modellazione;
  • ricerca;
  • progettazione avanzata;
  • analisi scientifiche o industriali.

Robotica avanzata e collaborativa

Possono essere finanziati:

  • cobot;
  • robot industriali avanzati;
  • sistemi di visione;
  • integrazione robot-macchina;
  • automazione di operazioni ripetitive;
  • sistemi per la sicurezza collaborativa.

Sono escluse le opere murarie e i lavori in economia eventualmente necessari per installare i beni.

Big data e analytics

Sono finanziabili soluzioni per:

  • raccolta dei dati;
  • integrazione delle fonti;
  • dashboard;
  • business intelligence;
  • analisi predittiva;
  • controllo delle prestazioni;
  • analisi produttiva e gestionale.

I dati devono essere utilizzati per processi produttivi o gestionali concreti.

Blockchain

Il bando include:

  • tracciabilità di filiera;
  • trasparenza della supply chain;
  • smart contract;
  • tokenizzazione di asset;
  • gestione documentale certificata;
  • applicazioni NFT collegate ai processi aziendali.

Il progetto deve dimostrare perché la blockchain è necessaria e quale problema risolve rispetto a una normale banca dati.

Realtà aumentata, virtuale e ricostruzioni 3D

Possono essere sviluppate:

  • applicazioni di realtà aumentata;
  • ambienti virtuali;
  • simulatori;
  • istruzioni operative immersive;
  • ricostruzioni 3D;
  • strumenti per manutenzione, vendita, formazione o progettazione.

Internet of Things e sensoristica

Sono finanziabili:

  • sensori;
  • dispositivi interconnessi;
  • monitoraggio delle macchine;
  • rilevazione dei consumi;
  • controllo ambientale;
  • tracciamento delle condizioni produttive;
  • integrazione tra dispositivi e software.

ERP, MES, PLM e SCM

Il bando ammette sistemi integrati per la gestione e il coordinamento dei processi, tra cui:

  • ERP per risorse e amministrazione;
  • MES per produzione;
  • PLM per ciclo di vita del prodotto;
  • SCM per catena di fornitura;
  • RFID;
  • barcode;
  • tecnologie di tracciamento.

Il gestionale deve avere elevate caratteristiche di integrazione e produrre un vero avanzamento digitale. Un programma base di fatturazione privo di integrazione potrebbe non risultare sufficiente.

Customer Relationship Management

Sono finanziabili sistemi CRM per:

  • gestione dei contatti;
  • tracciamento delle opportunità;
  • assistenza;
  • automazione commerciale;
  • analisi dei clienti;
  • integrazione con ERP, e-commerce o sistemi di servizio.

Fintech ed EDI

Il bando comprende sistemi fintech, come l’Electronic Data Interchange, per:

  • scambio elettronico di documenti;
  • automazione degli ordini;
  • integrazione con clienti e fornitori;
  • gestione dei pagamenti;
  • riconciliazioni;
  • dialogo digitale tra sistemi.

Geolocalizzazione e logistica

Sono ammesse soluzioni per:

  • fleet management;
  • gestione delle flotte;
  • pianificazione delle consegne;
  • ottimizzazione dei percorsi;
  • tracciamento;
  • logistica.

Il voucher non finanzia però l’acquisto di veicoli né le spese ordinarie di trasporto.

In-store customer experience

Possono essere sviluppati sistemi per:

  • interazione digitale nel punto vendita;
  • chioschi informativi;
  • scaffali intelligenti;
  • analisi dei flussi;
  • assistenza al cliente;
  • esperienze immersive;
  • integrazione tra negozio fisico e sistemi digitali.

E-commerce

L’e-commerce è ammissibile esclusivamente quando è collegato a un’altra tecnologia compresa nell’elenco.

Non è quindi finanziabile un semplice sito di vendita online isolato.

Può risultare coerente, per esempio, un e-commerce integrato con:

  • ERP;
  • CRM;
  • sistemi di tracciabilità;
  • intelligenza artificiale;
  • gestione automatizzata del magazzino;
  • sistemi fintech;
  • analytics.

Spese ammissibili

Sono ammesse tre categorie principali.

Beni e servizi strumentali

Possono comprendere:

  • impianti;
  • macchinari;
  • attrezzature;
  • hardware;
  • dispositivi;
  • software;
  • licenze;
  • spese di connessione;
  • servizi cloud;
  • sistemi tecnologici;
  • integrazioni informatiche.

Ogni costo deve essere principalmente e direttamente funzionale alla tecnologia indicata nel progetto.

Servizi di consulenza

La consulenza può riguardare:

  • analisi del processo;
  • progettazione della soluzione;
  • integrazione;
  • configurazione;
  • sviluppo;
  • cybersecurity;
  • implementazione dell’AI;
  • migrazione dei dati;
  • ottimizzazione dei flussi;
  • supporto specialistico all’introduzione della tecnologia.

Non è ammessa la consulenza ordinaria fiscale, contabile, amministrativa, legale o genericamente commerciale.

Servizi di formazione

Sono ammesse attività formative necessarie a utilizzare le tecnologie introdotte, per esempio:

  • utilizzo del nuovo ERP;
  • gestione dei sistemi di sicurezza;
  • configurazione dei processi;
  • uso di robot o sensori;
  • gestione dei dati;
  • utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale.

La formazione deve essere direttamente collegata alla tecnologia finanziata.

Limite per consulenza e formazione

La somma delle spese di consulenza e formazione non può superare:

il 30% delle spese ammissibili complessive

Almeno il 70% del progetto deve quindi essere costituito da beni e servizi strumentali.

Esempio su un progetto da 30.000 euro:

  • consulenza e formazione: massimo 9.000 euro;
  • beni e servizi strumentali: almeno 21.000 euro.

Canoni, licenze e abbonamenti

Le spese per:

  • canoni;
  • licenze;
  • utenze digitali;
  • abbonamenti;

sono ammissibili per un massimo di:

due annualità.

Il preventivo dovrebbe distinguere:

  • costo di attivazione;
  • configurazione;
  • licenza;
  • canone annuale;
  • numero degli utenti;
  • eventuali rinnovi;
  • servizi inclusi.

Spese inferiori a 500 euro

Non sono ammissibili beni o servizi quando l’intera fornitura ha un valore inferiore a:

500 euro, IVA esclusa

Il limite riguarda la fornitura complessiva e non il prezzo di ciascun singolo componente.

Spese escluse

Non sono finanziabili:

  • personale dell’impresa;
  • trasporto;
  • vitto;
  • alloggio;
  • rappresentanza;
  • spese generali;
  • telefono;
  • energia;
  • riscaldamento;
  • consulenza fiscale;
  • consulenza contabile;
  • consulenza legale ordinaria;
  • pubblicità e promozione;
  • acquisizione di certificazioni;
  • smartphone;
  • IVA detraibile;
  • forniture inferiori a 500 euro;
  • beni usati;
  • leasing;
  • materiali di consumo;
  • scorte;
  • minuteria;
  • pubblicità sui mass media;
  • social advertising;
  • commesse interne;
  • lavori in economia;
  • opere murarie;
  • servizi finalizzati a ottenere requisiti o certificazioni obbligatorie.

Computer e tablet

La normale sostituzione di computer, tablet o altri dispositivi non è finanziata.

L’acquisto può essere ammesso soltanto quando il richiedente dimostra che il dispositivo è indispensabile per realizzare uno specifico progetto basato su una tecnologia ammessa.

La domanda dovrebbe spiegare:

  • perché il dispositivo esistente non è adeguato;
  • quale tecnologia verrà utilizzata;
  • quali requisiti tecnici sono necessari;
  • quale processo sarà modificato;
  • come il dispositivo si integra con il resto del progetto.

Data iniziale delle spese

Sono ammissibili esclusivamente le spese sostenute:

dopo la presentazione della domanda

Non dovrebbero quindi essere effettuati prima dell’invio:

  • ordini vincolanti;
  • contratti;
  • acquisti;
  • pagamenti;
  • acconti;
  • attivazioni;
  • consegne;
  • avvio dei servizi.

È prudente inserire nei preventivi una clausola che subordini l’ordine alla presentazione della domanda e alla decisione dell’impresa.

Fornitori di beni e servizi strumentali

Per i fornitori di beni e servizi strumentali non sono previsti requisiti professionali specifici.

Devono comunque essere rispettate:

  • indipendenza dal beneficiario;
  • assenza di collegamenti societari;
  • congruità;
  • coerenza;
  • condizioni DNSH;
  • requisiti ambientali e RAEE quando applicabili.

Fornitori di consulenza e formazione

I servizi devono essere erogati da soggetti qualificati, tra cui:

  • DIH ed EDIH;
  • Competence Center;
  • parchi scientifici e tecnologici;
  • centri di ricerca e trasferimento tecnologico;
  • Tecnopoli;
  • cluster;
  • incubatori certificati;
  • FabLab;
  • centri di trasferimento tecnologico Industria 4.0;
  • Innovation Manager iscritti nell’elenco Unioncamere;
  • Innovation Manager certificati UNI 11814;
  • esperti MIMIT in innovazione tecnologica;
  • ITS.

Sono ammessi anche ulteriori fornitori che:

  • siano attivi da almeno un anno;
  • possiedano competenze nelle tecnologie del bando;
  • abbiano realizzato negli ultimi tre anni almeno tre servizi di consulenza o formazione;
  • abbiano lavorato per clienti differenti;
  • presentino l’autodichiarazione prevista dall’Allegato C;
  • alleghino le fatture che dimostrano le precedenti attività.

Per la sola formazione possono essere utilizzati anche:

  • agenzie formative accreditate;
  • università;
  • scuole di alta formazione riconosciute;
  • ITS.

Fornitori collegati esclusi

Il fornitore non può avere con il beneficiario:

  • rapporti di controllo;
  • rapporti di collegamento;
  • assetti proprietari sostanzialmente coincidenti;
  • un comune nucleo proprietario;
  • legami che determinino un agire coordinato sul mercato.

La verifica considera anche rapporti familiari, di coniugio, parentela o affinità quando producono una sostanziale coincidenza degli interessi.

Prima di scegliere il fornitore è opportuno controllare:

  • visura;
  • soci;
  • amministratori;
  • partecipazioni;
  • rapporti familiari;
  • collegamenti con altre società del gruppo.

Principio DNSH

Il rispetto del principio Do No Significant Harm, cioè “non arrecare un danno significativo all’ambiente”, costituisce un requisito sostanziale di ammissibilità.

Per consulenza, formazione e beni immateriali come software, licenze e know-how, il bando ritiene che non siano necessarie ulteriori informazioni ambientali specifiche.

Per beni materiali, hardware, macchinari e servizi cloud possono invece essere richieste condizioni relative a:

  • consumo energetico;
  • alimentazione da fonti rinnovabili;
  • certificazioni ambientali;
  • conformità alle direttive europee;
  • gestione dei rifiuti elettronici;
  • iscrizione al Registro RAEE.

Beni materiali e hardware

I beni possono rispettare il DNSH, per esempio, quando:

  • sono alimentati per almeno l’80% da fonti rinnovabili;
  • possiedono certificazioni energetiche o ambientali;
  • risultano conformi a standard quali EPEAT;
  • dispongono di etichette come Energy Star, TCO Certified, Blauer Engel o equivalenti;
  • il produttore attesta consumi compatibili con i criteri europei;
  • sono conformi a REACH, RoHS, ecodesign e compatibilità elettromagnetica.

Cloud, hosting e data center

I servizi cloud o di data center devono rispettare le condizioni ambientali indicate nel bando, come:

  • alimentazione per almeno l’80% da fonti rinnovabili;
  • partecipazione al Codice di condotta europeo per l’efficienza energetica dei data center;
  • possesso di certificazioni o standard equivalenti.

Prima della domanda è opportuno chiedere al fornitore:

  • localizzazione dei data center;
  • fonti energetiche;
  • certificazioni;
  • documenti DNSH;
  • responsabilità sulla gestione dell’hardware;
  • posizione RAEE.

Registro RAEE

Per determinate spese materiali deve risultare iscritto al Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento della gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici almeno uno tra:

  • fornitore;
  • produttore;
  • distributore.

Questa verifica dovrebbe essere completata prima della selezione del preventivo.

Strategia regionale di sviluppo sostenibile

Il progetto deve indicare a quale obiettivo della Strategia regionale di sviluppo sostenibile contribuisce.

Gli ambiti richiamati comprendono:

  • maggiore sostenibilità di prodotti e processi;
  • innovazione tecnologica;
  • economia circolare;
  • bioeconomia;
  • riduzione dei rifiuti;
  • utilizzo efficiente delle risorse;
  • tecnologie innovative applicate alla produzione.

Regime “de minimis”

Il contributo viene concesso ai sensi del Regolamento UE n. 2023/2831.

Gli aiuti concessi a una stessa “impresa unica” non possono superare il massimale europeo applicabile nell’arco di tre anni. Il limite generale del regolamento è pari a 300.000 euro.

Nel calcolo devono essere considerati anche gli aiuti ottenuti da:

  • imprese controllate;
  • imprese controllanti;
  • imprese collegate;
  • società appartenenti allo stesso gruppo;
  • soggetti confluiti mediante fusione o acquisizione.

Prima della candidatura è opportuno esaminare il Registro nazionale degli aiuti e ricostruire tutti i contributi “de minimis” rilevanti.

Cumulo con altri incentivi

Non è possibile utilizzare gli stessi documenti di spesa su un altro fondo strutturale o strumento dell’Unione europea.

È invece possibile, entro i rispettivi limiti:

  • cumulare il voucher con agevolazioni fiscali che non costituiscono aiuto di Stato;
  • cumulare con altri aiuti di Stato entro l’intensità massima applicabile;
  • cumulare con altri aiuti “de minimis” entro i limiti previsti;
  • cumulare con incentivi privi di costi ammissibili individuabili.

In ogni caso deve essere evitato il sovrafinanziamento.

Prima di utilizzare le stesse fatture per più strumenti è consigliabile verificare:

  • origine dei fondi;
  • regime di aiuto;
  • intensità massima;
  • costi coperti;
  • eventuale divieto di cumulo;
  • importo residuo a carico dell’impresa.

Procedura di selezione

La misura utilizza una:

procedura valutativa a sportello

Non è prevista una graduatoria basata su punteggi competitivi.

Le domande vengono esaminate seguendo l’ordine cronologico di presentazione e vengono finanziate quando:

  • il richiedente possiede i requisiti;
  • la documentazione è completa;
  • il progetto risulta coerente;
  • le tecnologie sono ammissibili;
  • le spese sono direttamente collegate;
  • i fornitori rispettano le condizioni;
  • risultano ancora disponibili risorse.

La tempestività è quindi importante, ma non sostituisce la qualità tecnica della pratica.

Commissione tecnica

Le domande formalmente ammissibili vengono esaminate da una Commissione composta da funzionari di:

  • Unioncamere Piemonte;
  • Regione Piemonte.

In presenza di progetti tecnologicamente complessi, la Commissione può richiedere pareri non vincolanti a esperti esterni.

L’istruttoria si conclude ordinariamente entro:

120 giorni dalla chiusura dello sportello

Il termine viene sospeso durante il soccorso istruttorio.

Lista d’attesa

Le domande ammissibili ma non finanziabili per esaurimento delle risorse vengono inserite in lista d’attesa.

Potranno essere istruite in seguito quando si liberano risorse per:

  • rinunce;
  • revoche;
  • economie;
  • rifinanziamento.

Soccorso istruttorio

Quando la documentazione è parzialmente mancante o richiede chiarimenti, Unioncamere può assegnare un termine di:

10 giorni

La richiesta viene trasmessa tramite PEC.

Non sono però sanabili:

  • incertezza sull’identità del richiedente;
  • mancanza dei documenti essenziali;
  • assenza dell’Allegato A;
  • invio attraverso modalità differenti da ReStart;
  • mancanza dei requisiti del beneficiario.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso:

ReStart di InfoCamere

La piattaforma può essere utilizzata:

  • dal legale rappresentante;
  • da un intermediario incaricato;
  • da un intermediario che utilizza la sezione dedicata;
  • da un intermediario delegato tramite la sezione beneficiari.

Modalità differenti, come PEC, email o consegna cartacea, non sono ammesse.

Precaricamento

I documenti possono essere precaricati:

dalle ore 11:00 del 12/10/2026

Il precaricamento non assegna una posizione cronologica.

La posizione rilevante viene determinata esclusivamente dall’invio effettivo effettuato dalle ore 11:00 del 22/10/2026.

Documentazione obbligatoria

La pratica deve comprendere:

  • Modulo di domanda – Allegato A;
  • modello riepilogativo generato da ReStart;
  • Dichiarazione delle spese – Allegato B;
  • preventivi;
  • autovalutazione SELFI4.0;
  • Allegato C per determinati fornitori;
  • Allegato D per i progetti collaborativi;
  • dichiarazione DNSH – Allegato E;
  • eventuale delega – Allegato F;
  • Allegato G per i soggetti senza posizione INPS o INAIL.

Imposta di bollo

La domanda è soggetta a un’imposta di bollo di:

16 euro

Il numero identificativo della marca deve essere riportato nel modulo. La marca deve essere annullata e conservata per eventuali controlli.

Firma digitale

La documentazione deve essere firmata digitalmente in formato:

CAdES con estensione .p7m

I documenti sono firmati dal titolare o legale rappresentante, con le eccezioni previste per:

  • dichiarazione del fornitore;
  • descrizione del progetto collaborativo;
  • modello riepilogativo eventualmente firmato dall’intermediario.

Autovalutazione SELFI4.0

L’impresa deve effettuare il digital assessment SELFI4.0 messo a disposizione dai Punti Impresa Digitale.

Il report:

  • deve essere stato compilato negli ultimi 12 mesi;
  • deve descrivere il livello di digitalizzazione;
  • include un confronto con imprese dello stesso settore;
  • deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante;
  • deve essere allegato alla domanda.

L’autovalutazione dovrebbe essere utilizzata per costruire il progetto, collegando gli investimenti alle debolezze rilevate.

Preventivi

L’Allegato B deve riportare:

  • singole spese;
  • importi;
  • tecnologia collegata;
  • ragione sociale del fornitore;
  • partita IVA;
  • preventivi.

La mancata presentazione dei preventivi può determinare lo stralcio delle relative spese.

Ogni preventivo dovrebbe indicare:

  • prodotto o servizio;
  • caratteristiche tecniche;
  • quantità;
  • prezzo;
  • durata;
  • licenze;
  • canoni;
  • installazione;
  • formazione;
  • tempi di consegna;
  • condizioni di pagamento.

Come costruire la descrizione del progetto

La relazione dovrebbe seguire una struttura chiara.

Situazione iniziale

Descrivere:

  • processi attuali;
  • strumenti utilizzati;
  • problemi;
  • attività manuali;
  • sistemi non integrati;
  • rischi;
  • inefficienze;
  • risultati SELFI4.0.

Obiettivo

Indicare che cosa deve cambiare, per esempio:

  • ridurre gli errori;
  • integrare produzione e amministrazione;
  • aumentare la sicurezza;
  • automatizzare la gestione documentale;
  • prevedere la domanda;
  • controllare le macchine;
  • tracciare i prodotti.

Tecnologia

Selezionare almeno una voce dell’elenco ufficiale e spiegare:

  • funzionamento;
  • collegamento con il processo;
  • dati utilizzati;
  • integrazione con i sistemi esistenti;
  • utenti coinvolti.

Piano operativo

Indicare:

  • fornitore;
  • attività;
  • configurazione;
  • installazione;
  • migrazione;
  • test;
  • formazione;
  • entrata in esercizio;
  • risultato finale.

Indicatori

Possono essere utilizzati:

  • ore risparmiate;
  • errori ridotti;
  • tempi di produzione;
  • fermate evitate;
  • pratiche automatizzate;
  • ordini gestiti;
  • utenti formati;
  • incidenti informatici;
  • tempi di recupero;
  • consumi ridotti;
  • clienti gestiti tramite CRM.

Esempio: microimpresa con AI e automazione documentale

Una microimpresa può presentare un progetto da 30.000 euro composto da:

  • software di automazione documentale;
  • integrazione con il gestionale;
  • licenze;
  • configurazione;
  • consulenza specialistica;
  • formazione del personale.

Con la percentuale base del 65%, il contributo teorico è pari a:

19.500 euro

La consulenza e la formazione non possono superare complessivamente 9.000 euro.

Esempio: piccola impresa con cybersecurity

Il progetto può comprendere:

  • analisi del rischio;
  • sistemi di protezione;
  • backup;
  • disaster recovery;
  • monitoraggio;
  • autenticazione;
  • formazione.

Su una spesa di 40.000 euro, il contributo base del 60% è pari a 24.000 euro.

Quando il progetto è collaborativo e beneficia dell’incremento previsto, il contributo teorico può superare il massimale, ma l’importo riconoscibile resta comunque limitato a:

25.000 euro

Esempio: impresa manifatturiera con MES e IoT

Un progetto può prevedere:

  • sensori sulle macchine;
  • acquisizione dei dati;
  • sistema MES;
  • dashboard;
  • manutenzione predittiva;
  • formazione.

La relazione dovrebbe dimostrare:

  • macchinari collegati;
  • dati raccolti;
  • riduzione dei fermi;
  • indicatori produttivi;
  • integrazione con l’ERP;
  • vantaggi attesi.

Esempio: attività commerciale con CRM ed e-commerce

L’e-commerce deve essere collegato a un’altra tecnologia.

Un progetto coerente può prevedere:

  • CRM;
  • piattaforma e-commerce;
  • integrazione con ERP;
  • gestione automatica delle scorte;
  • analytics;
  • sistemi fintech;
  • formazione.

Un semplice rifacimento grafico del sito o una campagna pubblicitaria non sono finanziabili.

CUP sulle fatture

Le fatture e gli altri documenti di spesa devono riportare il:

Codice unico di progetto – CUP

Dopo l’invio e prima dell’attribuzione del CUP può essere utilizzato il codice della domanda. Dopo l’assegnazione del CUP, deve essere utilizzato esclusivamente quest’ultimo.

Per le fatture emesse da fornitori esteri, il CUP può essere riportato sulla quietanza di pagamento secondo le condizioni previste.

È opportuno comunicare immediatamente ai fornitori:

  • codice della domanda;
  • CUP quando assegnato;
  • dicitura richiesta;
  • intestazione esatta;
  • necessità di dettagliare le voci.

Rendicontazione

La rendicontazione deve essere presentata in un’unica soluzione entro:

6 mesi dalla data della determina di concessione

La procedura viene svolta tramite ReStart.

Devono essere allegati:

  • modello generato da ReStart;
  • Allegato H;
  • fatture elettroniche XML;
  • copie di cortesia;
  • prove dei pagamenti;
  • documenti relativi alla formazione;
  • eventuali traduzioni delle fatture estere;
  • documentazione richiesta per verificare il progetto.

Pagamenti ammessi

Sono ammessi pagamenti tracciabili come:

  • bonifico;
  • carta aziendale;
  • POS;
  • PayPal;
  • Satispay;
  • Stripe;
  • RI.BA.;
  • altri sistemi gestiti da intermediari vigilati.

La documentazione deve permettere di ricostruire:

  • pagatore;
  • beneficiario;
  • importo;
  • data;
  • fattura;
  • addebito;
  • CRO o TRN;
  • collegamento con la spesa.

Pagamenti vietati

Non sono ammessi:

  • contanti;
  • pagamenti parziali in contanti;
  • pagamenti effettuati da soci;
  • pagamenti effettuati da amministratori;
  • pagamenti da conti personali;
  • pagamenti sostenuti da soggetti terzi.

Anche un pagamento soltanto parzialmente effettuato in contanti determina l’inammissibilità dell’intera spesa.

Formazione e frequenza

Per rendicontare la formazione occorre documentare:

  • conclusione del corso;
  • attività svolte;
  • attestato;
  • fattura;
  • pagamento;
  • frequenza di almeno l’85% del monte ore.

La formazione dovrebbe quindi prevedere:

  • registro;
  • presenze;
  • calendario;
  • programma;
  • partecipanti;
  • attestati;
  • relazione dell’ente formatore.

Riduzione dell’investimento

In fase di rendicontazione l’impresa deve dimostrare di aver realizzato almeno:

il 70% delle spese approvate

Quando la spesa effettiva è compresa tra il 70% e il 100%, il voucher viene ricalcolato.

Quando la spesa scende sotto il 70%, il contributo viene revocato integralmente.

Anche dopo la riduzione, il voucher deve rimanere almeno pari a:

  • 4.000 euro per le microimprese;
  • 5.000 euro per piccole e medie imprese.

In caso contrario, il contributo viene revocato.

Variazioni del progetto

Non è possibile modificare liberamente le spese in fase di rendicontazione.

Sono valutabili soltanto variazioni relative:

  • al fornitore, mantenendo la stessa tipologia;
  • alle spese, mantenendo lo stesso ambito tecnologico;
  • a soluzioni più performanti;
  • a problemi di reperibilità o impossibilità di acquisto.

La variazione deve:

  • essere motivata;
  • essere comunicata tramite PEC;
  • essere autorizzata preventivamente;
  • avvenire prima del nuovo acquisto.

Una richiesta inviata dopo aver sostenuto la spesa sostitutiva non viene accolta.

Tempi di liquidazione

Unioncamere Piemonte liquida il contributo entro:

60 giorni dalla presentazione della rendicontazione completa

Il termine può essere sospeso in caso di richieste di integrazione o controlli.

Per contributi superiori a 5.000 euro viene inoltre effettuata la verifica relativa a eventuali inadempienze derivanti da cartelle di pagamento.

Obblighi dopo l’erogazione

Il beneficiario deve:

  • conservare i documenti per almeno 10 anni;
  • mantenere i beni strumentali per almeno 3 anni;
  • non delocalizzare la sede interessata per 5 anni dalla rendicontazione;
  • consentire controlli e sopralluoghi;
  • mantenere i requisiti;
  • rispettare gli obblighi informativi FESR;
  • adottare una contabilità separata o una codifica contabile adeguata.

Cause di revoca

Il voucher può essere revocato in caso di:

  • rendicontazione tardiva;
  • perdita dei requisiti;
  • progetto difforme;
  • variazioni non autorizzate;
  • dichiarazioni false;
  • impossibilità di effettuare i controlli;
  • esito negativo dei controlli;
  • spesa inferiore al 70%;
  • contributo ricalcolato sotto il minimo;
  • delocalizzazione;
  • operazioni societarie non autorizzate;
  • mancato rispetto degli obblighi.

Suggerimenti operativi

Per predisporre una candidatura solida è consigliabile:

  1. verificare di non aver già ricevuto il voucher 2023 o 2024;
  2. calcolare correttamente la dimensione di impresa;
  3. controllare il codice ATECO;
  4. verificare sede e unità locale;
  5. regolarizzare il diritto annuale;
  6. controllare DURC e polizza catastrofale;
  7. verificare il plafond “de minimis”;
  8. completare il SELFI4.0;
  9. individuare il problema aziendale;
  10. selezionare la tecnologia;
  11. scegliere fornitori indipendenti e qualificati;
  12. acquisire preventivi dettagliati;
  13. controllare il DNSH e il Registro RAEE;
  14. predisporre tutti gli allegati firmati;
  15. precaricare la pratica dal 12/10/2026;
  16. inviare dal 22/10/2026 senza attendere la scadenza.

Checklist pratica

  • Micro, piccola o media impresa.
  • Professionista o lavoratore autonomo classificabile come impresa europea.
  • Dimensione calcolata considerando imprese collegate e associate.
  • Sede legale o unità operativa in Piemonte.
  • Sede attiva e produttiva.
  • Codice ATECO ammissibile.
  • Allegato 1 delle esclusioni verificato.
  • Nessun contributo ricevuto sul voucher 2023.
  • Nessun contributo ricevuto sul voucher 2024.
  • Una sola domanda prevista.
  • Diritto annuale regolare negli ultimi tre anni.
  • Irregolarità camerale non superiore alla soglia prevista.
  • DURC regolare.
  • Posizioni dei soci verificate, quando necessario.
  • Polizza catastrofale conforme.
  • Assenza di cause antimafia.
  • Assenza di sanzioni interdittive.
  • Plafond “de minimis” disponibile.
  • SELFI4.0 compilato negli ultimi 12 mesi.
  • Problema aziendale descritto.
  • Tecnologia dell’elenco selezionata.
  • Collegamento tra tecnologia e spesa dimostrato.
  • E-commerce eventualmente associato a un’altra tecnologia.
  • Computer e tablet giustificati come indispensabili.
  • Consulenza e formazione entro il 30%.
  • Canoni e abbonamenti entro due annualità.
  • Forniture di valore almeno pari a 500 euro.
  • Beni esclusivamente nuovi.
  • Leasing escluso.
  • Opere murarie escluse.
  • Smartphone esclusi.
  • Pubblicità esclusa.
  • Personale interno escluso.
  • Fornitori indipendenti.
  • Fornitori di consulenza qualificati.
  • Allegato C predisposto quando necessario.
  • Preventivi dettagliati disponibili.
  • DNSH verificato.
  • Requisiti energetici dei beni verificati.
  • Iscrizione RAEE verificata.
  • Investimento minimo raggiunto.
  • Voucher non inferiore al minimo.
  • Voucher non superiore a 25.000 euro.
  • Eventuali premialità documentate.
  • Eventuale aggregatore ammissibile.
  • Progetto collaborativo con almeno tre imprese.
  • Formazione inclusa nel progetto aggregato.
  • Allegato D predisposto.
  • Marca da bollo da 16 euro disponibile.
  • Modello Allegato A compilato.
  • Allegato B compilato.
  • Allegato E DNSH compilato.
  • Eventuale Allegato F predisposto.
  • Eventuale Allegato G predisposto.
  • Firma digitale valida.
  • File firmati in formato CAdES .p7m.
  • Accesso ReStart funzionante.
  • Precaricamento dal 12/10/2026.
  • Invio dalle ore 11:00 del 22/10/2026.
  • Invio non oltre le ore 16:00 del 15/12/2026.
  • Nessun ordine effettuato prima della domanda.
  • Codice domanda comunicato ai fornitori.
  • CUP inserito nelle fatture dopo la concessione.
  • Pagamenti esclusivamente tracciabili.
  • Rendicontazione entro sei mesi.
  • Almeno il 70% della spesa approvata realizzato.
  • Documentazione conservata per dieci anni.
  • Beni mantenuti per almeno tre anni.
  • Sede non delocalizzata per cinque anni.

Link ufficiali

La pagina ufficiale della Regione Piemonte è disponibile qui:

Regione Piemonte – Voucher digitalizzazione PMI 2026

Il testo integrale del bando e la modulistica sono pubblicati nella sezione:

Unioncamere Piemonte – Bandi per contributi

La pagina informativa dedicata è disponibile qui:

Unioncamere Piemonte – Bando Voucher digitalizzazione PMI 2026

La domanda deve essere presentata attraverso:

ReStart – InfoCamere

Il recapito dedicato al bando è:

bando.voucher@pie.camcom.it

Per informazioni generali sulla procedura è indicato anche:

bandi@pie.camcom.it.

Scheda rapida

Nome ufficiale: Voucher digitalizzazione PMI 2026

Ente proponente: Regione Piemonte

Gestore: Unioncamere Piemonte

Programma: PR FESR Piemonte 2021-2027

Azione: I.1ii.2 – Promuovere la transizione digitale del sistema imprenditoriale

Beneficiari: micro, piccole e medie imprese, professionisti e lavoratori autonomi classificabili come impresa

Area geografica: Piemonte

Dotazione complessiva: 19.200.000 euro

Risorse FESR: 18.000.000 euro

Risorse camerali: 1.200.000 euro

Forma: contributo a fondo perduto

Aliquota microimpresa: 65%

Aliquota piccola impresa: 60%

Aliquota media impresa: 50%

Comunicazione istituzionale dell’intensità massima: fino al 70%

Incremento per progetto collaborativo previsto dall’articolo 3: 5 punti percentuali

Premialità soggettive: 1 punto per una caratteristica, massimo 2 punti

Voucher minimo microimpresa: 4.000 euro

Voucher minimo piccola e media impresa: 5.000 euro

Voucher massimo: 25.000 euro

Investimento minimo base microimpresa: 6.153,85 euro

Investimento minimo base piccola impresa: 8.333,33 euro

Investimento minimo base media impresa: 10.000 euro

Consulenza e formazione: massimo 30% delle spese

Progetti collaborativi: da 3 a 20 imprese

Tecnologie: AI, cloud, cybersecurity, robotica, IoT, ERP, MES, CRM, blockchain, big data, realtà aumentata, e-commerce integrato e altre tecnologie 4.0

Precaricamento: 12/10/2026, ore 11:00

Apertura: 22/10/2026, ore 11:00

Scadenza: 15/12/2026, ore 16:00

Chiusura anticipata: possibile al raggiungimento delle soglie finanziarie

Procedura: valutativa a sportello

Presentazione: ReStart di InfoCamere

Bollo: 16 euro

Firma: digitale CAdES, file .p7m

Assessment obbligatorio: SELFI4.0 effettuato negli ultimi 12 mesi

Avvio delle spese: dopo la presentazione della domanda

Rendicontazione: entro sei mesi dalla determina di concessione

Spesa minima da realizzare: almeno il 70% dell’investimento approvato

Regime: “de minimis”

Ritenuta: non applicata

Responsabile del procedimento: Segretario Generale di Unioncamere Piemonte

Assistenza Atamai

La domanda richiede una verifica coordinata degli aspetti tecnologici, societari, ambientali, finanziari e amministrativi.

Atamai può affiancare micro, piccole e medie imprese e professionisti piemontesi nella valutazione dell’investimento, nella costruzione del progetto di upgrade digitale, nella verifica delle spese, nella scelta dei fornitori e nella predisposizione della documentazione per ReStart.

Per valutare la partecipazione al Voucher digitalizzazione PMI Piemonte 2026, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.