Voucher Doppia Transizione Bari 2026: contributi del 70% fino a 8.000 euro per digitalizzazione e sostenibilità
La Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bari finanzia gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese finalizzati alla trasformazione digitale e alla transizione ecologica.
La denominazione ufficiale della misura è:
“Bando Voucher Doppia Transizione – Anno 2026”
L’intervento mette a disposizione complessivamente:
580.000 euro
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al:
70% delle spese ammissibili
Il voucher può raggiungere un massimo di:
8.000 euro per impresa
Il progetto deve prevedere un investimento ammissibile minimo di:
4.000 euro, al netto dell’IVA
Le domande possono essere presentate:
- dalle ore 10:00 del 14/09/2026;
- fino alle ore 13:00 del 15/10/2026;
- salvo chiusura o sospensione anticipata secondo le condizioni stabilite dal bando.
La procedura si svolge esclusivamente online attraverso la piattaforma ReStart di InfoCamere.
Il bando non finanzia una digitalizzazione generica o la semplice sostituzione di strumenti informatici. Il progetto deve dimostrare l’introduzione di tecnologie avanzate, il miglioramento dei processi aziendali oppure l’attivazione di interventi capaci di ridurre consumi, emissioni, sprechi e impatto ambientale.
Ente proponente e soggetto gestore
La misura è promossa e gestita dalla:
Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bari
L’intervento viene realizzato nell’ambito delle attività del:
Punto Impresa Digitale – PID
Il PID supporta le imprese nei percorsi di:
- trasformazione digitale;
- innovazione organizzativa;
- introduzione delle tecnologie 4.0 e 5.0;
- sviluppo delle competenze;
- sicurezza informatica;
- monitoraggio energetico;
- sostenibilità;
- transizione ecologica.
Il bando è collegato alle politiche nazionali del Piano Transizione 5.0, che integrano l’innovazione tecnologica con il miglioramento dell’efficienza energetica e ambientale dei processi produttivi.
La Camera di Commercio è l’unico soggetto responsabile:
- della ricezione delle domande;
- dell’istruttoria;
- della concessione;
- dei controlli;
- della liquidazione;
- delle eventuali revoche.
Atamai svolge invece un ruolo di informazione e assistenza alle imprese interessate, senza sostituirsi all’ente camerale nella valutazione delle pratiche.
Provvedimenti ufficiali
Le linee guida dell’intervento sono state approvate dalla Giunta camerale con:
Deliberazione n. 97 del 20/07/2026
Il bando operativo è stato approvato con:
Determinazione del Segretario Generale n. 116 del 28/07/2026
Il Codice unico di progetto associato all’intervento è:
CUP J98I26000310001
La documentazione è stata pubblicata nell’Albo camerale e nella pagina dedicata al Bando Voucher Doppia Transizione 2026.
Finalità del Voucher Doppia Transizione
Il bando mira a sostenere le imprese che intendono affrontare in modo coordinato due cambiamenti:
- la trasformazione digitale;
- la transizione ecologica.
La doppia transizione parte dal principio che innovazione tecnologica e sostenibilità non rappresentano percorsi separati.
Una soluzione digitale può infatti permettere di:
- misurare i consumi;
- ridurre gli sprechi;
- controllare le emissioni;
- pianificare la produzione;
- utilizzare meglio le materie prime;
- ottimizzare il magazzino;
- ridurre i tempi di fermo;
- controllare gli impianti;
- migliorare la tracciabilità;
- diminuire gli spostamenti;
- produrre informazioni ambientali più attendibili.
Allo stesso tempo, gli investimenti ambientali richiedono sempre più spesso software, sensori, sistemi di gestione e strumenti di analisi.
Il progetto dovrebbe pertanto partire da un problema aziendale concreto, come:
- elevati consumi energetici;
- processi manuali;
- sistemi gestionali non integrati;
- vulnerabilità informatiche;
- scarsa tracciabilità;
- errori nella produzione;
- difficoltà nel controllo delle scorte;
- assenza di dati ambientali;
- impossibilità di misurare le prestazioni;
- necessità di utilizzare energia rinnovabile.
La domanda deve spiegare quale tecnologia verrà introdotta, come sarà utilizzata e quale risultato produrrà.
Beneficiari
Possono presentare domanda le:
micro, piccole e medie imprese
La dimensione aziendale deve essere determinata secondo la disciplina europea, considerando:
- numero degli occupati;
- fatturato;
- totale di bilancio;
- partecipazioni;
- imprese associate;
- imprese collegate;
- eventuale appartenenza a un gruppo.
Non è quindi sufficiente considerare esclusivamente i dipendenti e il fatturato della società richiedente.
Quando esistono partecipazioni o rapporti di controllo, devono essere analizzati anche i dati delle altre imprese coinvolte.
Possono partecipare, nel rispetto dei requisiti:
- ditte individuali;
- imprese artigiane;
- società di persone;
- società di capitali;
- cooperative;
- imprese commerciali;
- imprese manifatturiere;
- imprese di servizi;
- attività turistiche;
- altre MPMI regolarmente iscritte.
L’appartenenza a uno specifico settore non garantisce automaticamente l’ammissibilità di qualsiasi progetto. La spesa deve comunque essere collegata a una delle tecnologie o degli interventi espressamente previsti.
Area geografica
L’impresa deve possedere:
- la sede legale;
- oppure un’unità locale;
nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Bari.
Il territorio camerale comprende i 48 Comuni dell’ex Provincia di Bari.
L’unità interessata dall’investimento deve risultare:
- attiva;
- iscritta al Registro delle imprese;
- localizzata nel territorio competente;
- effettivamente utilizzata per l’attività economica;
- coerente con il progetto.
L’investimento deve essere realizzato nella sede o nell’unità locale dichiarata nella domanda.
Non è sufficiente che l’impresa possieda una sede formale nel territorio barese quando le tecnologie e le attrezzature vengono utilizzate stabilmente in un’altra provincia.
Imprese già finanziate nelle precedenti edizioni
Non possono ottenere il voucher 2026 le imprese che hanno già beneficiato del contributo nell’ambito delle edizioni:
- Voucher Doppia Transizione 2024;
- Voucher Doppia Transizione 2025.
L’esclusione riguarda le imprese che hanno ottenuto il contributo, secondo quanto previsto dalla documentazione ufficiale.
Prima di presentare la nuova domanda è opportuno verificare:
- codice fiscale del precedente beneficiario;
- eventuali cambi di denominazione;
- trasformazioni societarie;
- fusioni;
- conferimenti;
- continuità economica tra vecchio e nuovo soggetto;
- contributi concessi alle imprese collegate.
Il modulo ufficiale richiede una specifica dichiarazione relativa alla mancata fruizione dei voucher delle due precedenti annualità.
Requisiti amministrativi
Alla data della domanda, l’impresa deve risultare:
- attiva;
- regolarmente iscritta al Registro delle imprese;
- classificabile come MPMI;
- in regola con il pagamento del diritto annuale camerale;
- in regola con gli obblighi contributivi;
- in regola con la normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
- non sottoposta a liquidazione o procedure di insolvenza incompatibili;
- non destinataria di sanzioni interdittive;
- non soggetta a cause di esclusione previste dalla normativa antimafia;
- priva delle condanne ostative indicate nella modulistica;
- in regola con gli obblighi assicurativi contro gli eventi catastrofali, quando applicabili.
La regolarità non deve essere verificata soltanto il giorno dell’invio.
Alcuni requisiti possono essere controllati anche:
- durante l’istruttoria;
- prima della concessione;
- prima della liquidazione;
- in occasione dei controlli successivi.
Diritto annuale camerale
L’impresa deve controllare la propria posizione rispetto al diritto annuale.
È consigliabile verificare:
- annualità ancora aperte;
- omessi versamenti;
- versamenti insufficienti;
- interessi;
- sanzioni;
- errori nel codice fiscale;
- somme versate a una Camera diversa;
- ravvedimenti non ancora registrati.
Una posizione irregolare può rallentare o compromettere l’istruttoria.
La regolarizzazione effettuata a ridosso della domanda potrebbe non risultare immediatamente visibile nei sistemi camerali. È quindi opportuno intervenire con anticipo e conservare le ricevute.
Regolarità contributiva
La Camera di Commercio verifica normalmente la posizione previdenziale attraverso il DURC.
L’impresa dovrebbe controllare:
- INPS;
- INAIL;
- eventuali casse applicabili;
- rateizzazioni;
- contributi non attribuiti;
- posizioni dei soci nelle società di persone;
- eventuali sospensioni.
Un DURC irregolare può impedire la concessione o la liquidazione del contributo.
Polizza contro gli eventi catastrofali
La domanda deve essere accompagnata dalla documentazione relativa alla copertura assicurativa contro gli eventi catastrofali oppure dalla dichiarazione che spiega la causa di eventuale esenzione.
Occorre verificare:
- soggetto assicurato;
- sede coperta;
- immobili;
- impianti;
- macchinari;
- validità;
- decorrenza;
- conformità alla normativa applicabile;
- corrispondenza con l’unità locale oggetto dell’investimento.
La polizza non dovrebbe essere considerata un adempimento meramente formale.
Una copertura riferita a una sede diversa o a beni non coerenti con l’attività potrebbe non essere sufficiente.
Rapporti in essere con la Camera di Commercio
La modulistica richiede inoltre di dichiarare l’assenza delle situazioni incompatibili derivanti da forniture o rapporti contrattuali in essere con la Camera di Commercio di Bari, secondo le condizioni indicate nel bando.
L’impresa deve controllare eventuali rapporti riguardanti:
- forniture;
- servizi;
- incarichi;
- contratti;
- affidamenti;
- concessioni.
In presenza di un rapporto attivo è opportuno richiedere una verifica formale prima della domanda.
Dotazione finanziaria
Le risorse complessive ammontano a:
580.000 euro
La Camera di Commercio utilizzerà il fondo per finanziare le domande ammissibili fino a esaurimento delle risorse disponibili.
La dotazione può coprire, in termini puramente teorici:
- 72 voucher da 8.000 euro, con una disponibilità residua;
- oppure un numero maggiore di progetti con contributi inferiori.
Il numero effettivo dipenderà:
- dal valore dei progetti;
- dalle spese riconosciute;
- dalle premialità;
- dalle rinunce;
- dalle economie;
- dall’ordine e dall’esito delle istruttorie.
Percentuale del contributo
L’agevolazione copre il:
70% della spesa ammissibile
Il restante 30% rimane a carico dell’impresa, oltre a:
- IVA;
- spese escluse;
- costi superiori ai massimali;
- eventuali componenti non riconosciute;
- incrementi di prezzo;
- servizi successivi al periodo ammissibile.
Il contributo massimo ordinario è di:
8.000 euro
Investimento minimo
Il progetto deve prevedere almeno:
4.000 euro di spese ammissibili, al netto dell’IVA
Su un investimento minimo di 4.000 euro:
- contributo al 70%: 2.800 euro;
- quota dell’impresa: 1.200 euro;
- IVA: a carico dell’impresa secondo il regime fiscale applicabile.
Una domanda che, dopo l’istruttoria, scende sotto la soglia minima rischia di essere esclusa.
È quindi prudente non costruire un progetto esattamente pari a 4.000 euro quando alcune voci presentano dubbi di ammissibilità.
Come raggiungere il contributo massimo
Per ottenere un voucher di 8.000 euro con un’intensità del 70%, occorre sostenere spese ammissibili per almeno:
11.428,58 euro
Il calcolo è:
8.000 ÷ 70% = 11.428,57 euro, arrotondati prudenzialmente a 11.428,58 euro.
Esempio con investimento di 8.000 euro:
- contributo teorico: 5.600 euro;
- quota dell’impresa: 2.400 euro.
Esempio con investimento di 12.000 euro:
- contributo teorico al 70%: 8.400 euro;
- contributo riconoscibile: massimo 8.000 euro;
- quota minima a carico dell’impresa: 4.000 euro.
Esempio con investimento di 15.000 euro:
- contributo massimo: 8.000 euro;
- quota a carico dell’impresa: almeno 7.000 euro;
- IVA e costi esclusi: ulteriormente a carico del beneficiario.
Premialità per il rating di legalità
Le imprese in possesso del rating di legalità possono ottenere una premialità aggiuntiva.
L’importo viene graduato in funzione del numero di stelle possedute, secondo quanto stabilito dal bando.
Per utilizzare la premialità il rating deve essere:
- valido;
- attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato;
- riferito all’impresa richiedente;
- attivo alla data rilevante;
- correttamente indicato nella domanda.
Non è sufficiente aver presentato la richiesta del rating senza aver ottenuto l’attribuzione formale.
Premialità di 250 euro
È prevista inoltre una premialità una tantum pari a:
250 euro
La somma può essere riconosciuta all’impresa che possiede una delle seguenti condizioni:
- certificazione della parità di genere;
- partecipazione al progetto PID-Next nell’annualità 2025 o 2026.
La premialità viene riconosciuta una sola volta anche quando l’impresa possiede entrambe le condizioni.
Può invece cumularsi con la premialità collegata al rating di legalità, nel rispetto del regime “de minimis”.
Certificazione della parità di genere
La certificazione deve essere:
- formalmente rilasciata;
- valida;
- intestata al richiedente;
- conforme alla disciplina applicabile.
Una politica aziendale interna o un’autodichiarazione non equivalgono alla certificazione.
L’impresa dovrebbe allegare il documento e verificarne:
- numero;
- ente certificatore;
- scadenza;
- campo di applicazione;
- sede e soggetto certificato.
Partecipazione a PID-Next
PID-Next è il sistema nazionale dei Punti Impresa Digitale dedicato alla valutazione e all’accompagnamento della trasformazione digitale delle imprese.
La partecipazione deve risultare riferita al:
- 2025;
- oppure 2026.
È opportuno conservare:
- attestazione;
- report;
- comunicazioni;
- documentazione dell’assessment;
- riferimenti della Camera o del soggetto incaricato.
La semplice richiesta di partecipazione potrebbe non essere sufficiente se il percorso non risulta effettivamente completato secondo le regole del bando.
Regime “de minimis”
Il contributo è concesso nel rispetto del Regolamento UE n. 2023/2831 sugli aiuti “de minimis”.
Il massimale generale è pari a:
300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica
Nel calcolo devono essere considerati gli aiuti concessi:
- all’impresa richiedente;
- alle imprese controllate;
- alle imprese controllanti;
- alle imprese collegate;
- ai soggetti che costituiscono una sola impresa ai sensi della disciplina europea.
Occorre inoltre considerare gli effetti di:
- fusioni;
- acquisizioni;
- scissioni;
- trasferimenti di ramo;
- modifiche dei rapporti di controllo.
La domanda ufficiale richiede una dichiarazione specifica sul regime “de minimis” e sulla composizione dell’impresa unica.
Cumulo con altri incentivi
L’impresa deve dichiarare eventuali altri aiuti pubblici richiesti o ottenuti sulle stesse spese.
Prima di utilizzare le medesime fatture in altri programmi occorre verificare:
- divieto di doppio finanziamento;
- intensità massima;
- costi coperti;
- origine dei fondi;
- disciplina dell’altro incentivo;
- regime di aiuto;
- importo effettivamente rimasto a carico dell’impresa.
Non è possibile ottenere contributi pubblici superiori al costo effettivamente sostenuto.
Anche incentivi fiscali, crediti d’imposta e agevolazioni nazionali devono essere valutati rispetto alle specifiche regole di cumulo.
Tecnologie e interventi finanziabili
Il bando comprende un elenco ampio di tecnologie e investimenti.
Le principali categorie sono:
- intelligenza artificiale;
- cloud computing;
- quantum computing;
- calcolo ad alte prestazioni;
- cybersecurity;
- robotica avanzata;
- Internet of Things;
- blockchain;
- big data e analytics;
- sistemi ERP, MES e CRM;
- integrazione tra sistemi aziendali;
- monitoraggio energetico;
- sistemi ESG;
- impianti fotovoltaici;
- sistemi di accumulo;
- infrastrutture di ricarica;
- comunità energetiche rinnovabili.
Intelligenza artificiale
Possono essere sviluppati progetti che utilizzano l’AI per:
- controllo qualità;
- previsione della domanda;
- manutenzione predittiva;
- gestione documentale;
- analisi dei dati;
- classificazione automatica;
- assistenza agli operatori;
- gestione del servizio clienti;
- ottimizzazione della produzione;
- pianificazione delle scorte;
- analisi dei consumi;
- elaborazione di immagini;
- supporto alle decisioni.
Il progetto deve spiegare:
- dati utilizzati;
- processo interessato;
- software;
- integrazione;
- utenti;
- controllo umano;
- sicurezza;
- risultato atteso.
La semplice sottoscrizione di un servizio generativo generalista, privo di un collegamento con i processi aziendali, potrebbe non risultare sufficiente.
Esempio di progetto con intelligenza artificiale
Una piccola impresa manifatturiera può introdurre:
- telecamere;
- software di visione artificiale;
- sistema di classificazione;
- integrazione con la linea;
- formazione degli operatori.
L’obiettivo può essere ridurre:
- difetti;
- scarti;
- rilavorazioni;
- tempi di controllo;
- reclami.
La relazione dovrebbe quantificare la situazione iniziale e i miglioramenti attesi.
Cloud computing
Sono finanziabili soluzioni per:
- migrazione dei dati;
- gestione documentale;
- applicazioni aziendali;
- condivisione tra sedi;
- accesso remoto sicuro;
- backup;
- continuità operativa;
- elaborazione;
- integrazione dei processi.
Il preventivo dovrebbe distinguere:
- configurazione;
- migrazione;
- licenze;
- utenti;
- canoni;
- spazio;
- sicurezza;
- assistenza;
- durata del servizio.
L’impresa deve verificare quali periodi di licenza e abbonamento siano riconoscibili.
Calcolo ad alte prestazioni e quantum computing
Queste tecnologie possono essere rilevanti per imprese che svolgono:
- simulazioni;
- progettazione avanzata;
- modellazione;
- analisi di grandi moli di dati;
- ricerca industriale;
- calcoli complessi;
- ottimizzazione di processi.
La domanda deve dimostrare una reale necessità.
L’inserimento della tecnologia nel progetto senza competenze, dati o casi d’uso concreti rischia di rendere la proposta poco credibile.
Cybersecurity
Gli investimenti possono riguardare:
- protezione delle reti;
- firewall;
- sistemi di autenticazione;
- gestione degli accessi;
- backup;
- disaster recovery;
- sicurezza degli endpoint;
- rilevamento degli attacchi;
- protezione dei dati;
- monitoraggio;
- business continuity;
- test e analisi dei rischi.
Una normale licenza antivirus acquistata isolatamente potrebbe non rappresentare un progetto avanzato.
Una candidatura più solida può integrare:
- analisi iniziale;
- definizione dei rischi;
- strumenti;
- configurazione;
- procedure;
- formazione;
- verifica finale.
Robotica avanzata
Sono finanziabili soluzioni come:
- robot industriali;
- robot collaborativi;
- sistemi di visione;
- automazione delle lavorazioni;
- integrazione robot-macchina;
- sistemi di movimentazione intelligente;
- strumenti per la sicurezza operativa.
Il progetto deve indicare:
- processo;
- tempi;
- capacità;
- operatori;
- integrazione;
- miglioramento;
- eventuale riduzione dei consumi e degli scarti.
Internet of Things
L’IoT permette di collegare sensori, macchine e software.
Possibili applicazioni:
- monitoraggio degli impianti;
- controllo delle temperature;
- gestione dei consumi;
- tracciamento della produzione;
- manutenzione;
- controllo remoto;
- monitoraggio ambientale;
- gestione della logistica;
- rilevazione dei dati.
Un progetto IoT dovrebbe comprendere non soltanto i sensori, ma anche:
- trasmissione;
- raccolta;
- piattaforma;
- analisi;
- notifiche;
- sicurezza;
- utilizzo dei dati.
Blockchain
La blockchain può essere utilizzata per:
- tracciabilità;
- certificazione dei passaggi;
- gestione documentale;
- filiere;
- provenienza dei prodotti;
- registrazione di operazioni;
- smart contract.
La domanda deve spiegare perché è necessaria una blockchain e perché non sarebbe sufficiente un database tradizionale.
Un utilizzo meramente promozionale della tecnologia rischia di non dimostrare un reale avanzamento aziendale.
Big data e analytics
Sono finanziabili sistemi per:
- raccogliere dati;
- integrare fonti;
- costruire dashboard;
- analizzare vendite;
- prevedere la domanda;
- misurare prestazioni;
- controllare la produzione;
- analizzare clienti;
- monitorare energia e materiali.
Gli indicatori possono comprendere:
- riduzione dei tempi;
- riduzione degli errori;
- accuratezza delle previsioni;
- diminuzione delle scorte;
- riduzione dei consumi;
- aumento della produttività.
ERP, MES e CRM
Il bando ammette sistemi gestionali avanzati e integrati.
ERP
Un sistema ERP può coordinare:
- amministrazione;
- acquisti;
- magazzino;
- vendite;
- produzione;
- commesse;
- controllo di gestione.
MES
Un sistema MES può gestire:
- ordini di produzione;
- avanzamento;
- tempi macchina;
- fermi;
- qualità;
- scarti;
- tracciabilità;
- prestazioni.
CRM
Un sistema CRM può migliorare:
- gestione dei contatti;
- opportunità commerciali;
- assistenza;
- preventivi;
- comunicazioni;
- analisi dei clienti;
- fidelizzazione.
La candidatura dovrebbe dimostrare l’integrazione tra il nuovo sistema e i processi dell’impresa.
Un semplice software di fatturazione o una rubrica clienti potrebbero non rappresentare un progetto sufficientemente avanzato.
Integrazione dei sistemi
Molte imprese utilizzano software separati che non comunicano tra loro.
Il voucher può essere utilizzato per creare collegamenti tra:
- e-commerce;
- magazzino;
- ERP;
- CRM;
- produzione;
- contabilità;
- logistica;
- sistemi di pagamento;
- strumenti di analisi.
L’integrazione può ridurre:
- inserimenti manuali;
- duplicazioni;
- errori;
- ritardi;
- dati incoerenti.
Monitoraggio energetico
Gli interventi possono comprendere:
- sensori;
- contatori;
- software;
- piattaforme;
- sistemi di controllo;
- dashboard;
- analisi dei consumi;
- rilevazione dei picchi;
- individuazione degli sprechi;
- automazione degli impianti.
Il progetto dovrebbe descrivere:
- consumi iniziali;
- aree monitorate;
- frequenza dei dati;
- indicatori;
- azioni correttive;
- risparmio atteso.
La sola installazione di un misuratore non garantisce un risultato se l’impresa non utilizza i dati per intervenire sui processi.
Sistemi ESG
ESG indica le dimensioni:
- ambientale;
- sociale;
- di governance.
Sono finanziabili strumenti per:
- raccogliere dati;
- misurare indicatori;
- predisporre report;
- controllare emissioni;
- monitorare fornitori;
- gestire obiettivi;
- documentare la sostenibilità.
Il progetto dovrebbe evitare sistemi puramente dichiarativi.
È preferibile collegare gli strumenti ESG a dati aziendali verificabili, come:
- energia;
- acqua;
- rifiuti;
- materiali;
- emissioni;
- infortuni;
- formazione;
- composizione degli organi;
- qualificazione dei fornitori.
Impianti fotovoltaici
Il bando comprende investimenti collegati alla produzione di energia rinnovabile mediante impianti fotovoltaici.
Prima della domanda è necessario verificare:
- potenza;
- fabbisogno;
- autoconsumo;
- copertura;
- proprietà o disponibilità dell’immobile;
- autorizzazioni;
- connessione;
- preventivo;
- tempi;
- eventuali altri incentivi;
- compatibilità con il bando.
Il progetto dovrebbe essere dimensionato sulla base dei consumi effettivi dell’impresa.
Sistemi di accumulo
L’accumulo permette di conservare una parte dell’energia prodotta e utilizzarla in momenti differenti.
La domanda dovrebbe indicare:
- capacità;
- tecnologia;
- cicli;
- utilizzo;
- integrazione con il fotovoltaico;
- profilo di consumo;
- sicurezza;
- garanzie.
Un sistema sovradimensionato rispetto al fabbisogno potrebbe essere considerato poco congruo.
Infrastrutture di ricarica
Possono essere valutate infrastrutture destinate alla ricarica elettrica, quando collegate all’attività e alla transizione ecologica dell’impresa.
Il progetto deve chiarire:
- utenti;
- veicoli;
- potenza;
- ubicazione;
- utilizzo;
- integrazione con energia rinnovabile;
- autorizzazioni;
- disponibilità dell’area;
- eventuale accesso pubblico.
Comunità energetiche rinnovabili
Il bando comprende interventi collegati alle comunità energetiche.
Un’impresa può sostenere costi relativi a:
- analisi;
- sistemi di misurazione;
- piattaforme;
- gestione dei dati;
- configurazione;
- tecnologie necessarie alla partecipazione.
La domanda deve spiegare:
- ruolo dell’impresa;
- configurazione energetica;
- punto di connessione;
- soggetti coinvolti;
- energia condivisa;
- investimenti;
- risultati.
La semplice adesione formale a una comunità energetica non equivale automaticamente a una spesa ammissibile.
Tipologie di spesa
La modulistica ufficiale distingue tre macro-categorie:
- beni e servizi tecnologici;
- consulenza specialistica;
- formazione.
Per ciascuna categoria la domanda deve descrivere:
- attività;
- fornitore;
- importo;
- tecnologia;
- obiettivo;
- risultato.
Beni e servizi tecnologici
Possono comprendere, quando direttamente collegati al progetto:
- software;
- licenze;
- piattaforme;
- sensori;
- dispositivi;
- macchinari;
- sistemi di controllo;
- tecnologie digitali;
- strumenti di monitoraggio;
- impianti;
- componenti energetiche.
Un computer generico, un tablet o un dispositivo acquistato senza una chiara funzione progettuale non dovrebbero essere considerati automaticamente ammissibili.
L’impresa deve dimostrare:
- necessità;
- collegamento con la tecnologia;
- caratteristiche;
- utilizzo;
- integrazione;
- risultato.
Consulenza specialistica
La consulenza può riguardare:
- analisi digitale;
- progettazione tecnologica;
- cybersecurity;
- integrazione software;
- implementazione dell’AI;
- configurazione;
- analisi energetica;
- sostenibilità;
- progettazione di sistemi ESG;
- supporto tecnico alla comunità energetica;
- definizione dei processi.
Non dovrebbero essere confuse con consulenza specialistica:
- contabilità ordinaria;
- dichiarazioni fiscali;
- gestione del personale;
- consulenza legale ricorrente;
- attività commerciali;
- semplice predisposizione della domanda.
Il preventivo deve indicare:
- giornate;
- attività;
- competenze;
- risultati;
- documenti prodotti;
- costo.
Formazione
Sono finanziabili attività formative direttamente collegate alle tecnologie introdotte.
Esempi:
- utilizzo del nuovo ERP;
- gestione del MES;
- sicurezza informatica;
- utilizzo dei dati;
- gestione del sistema energetico;
- uso dell’intelligenza artificiale;
- procedure di continuità operativa;
- utilizzo dei sistemi ESG.
La formazione dovrebbe prevedere:
- programma;
- durata;
- partecipanti;
- docenti;
- calendario;
- modalità;
- attestazione;
- costo.
Un corso generico di informatica, non collegato al progetto, potrebbe non essere considerato coerente.
Requisiti dei fornitori
Il fornitore deve essere indipendente dal beneficiario.
Non devono sussistere:
- rapporti di controllo;
- rapporti di collegamento;
- partecipazioni incompatibili;
- coincidenza sostanziale degli interessi;
- rapporti tra amministratori e fornitori vietati dal bando;
- relazioni familiari rilevanti previste dalla modulistica.
La domanda richiede una specifica dichiarazione sull’assenza di tali rapporti.
Fornitori qualificati
Per determinate consulenze e tecnologie, il fornitore deve dimostrare esperienza adeguata.
Il modello ufficiale dedicato agli ulteriori fornitori richiede la dimostrazione di almeno:
tre attività svolte nel periodo 2024-2026
Le attività devono:
- essere coerenti con la tecnologia proposta;
- essere state realizzate per clienti differenti;
- essere documentabili;
- corrispondere alle competenze dichiarate.
Il requisito deve essere verificato per ciascuna tecnologia.
Quando il fornitore propone tre tecnologie differenti, la documentazione deve dimostrare tre esperienze coerenti per ogni tecnologia, secondo le istruzioni del modello.
Come scegliere il fornitore
Prima di accettare un preventivo è opportuno richiedere:
- visura;
- curriculum;
- esperienze;
- clienti;
- descrizione dei progetti;
- fatture o documentazione richiesta;
- dichiarazione di indipendenza;
- certificazioni;
- referenze;
- tempi di realizzazione;
- assistenza;
- condizioni contrattuali.
Non è sufficiente che il fornitore dichiari genericamente di occuparsi di innovazione.
Preventivi
I preventivi devono essere:
- intestati all’impresa richiedente;
- dettagliati;
- coerenti;
- recenti;
- sottoscritti o formalmente emessi;
- riferiti alla sede del progetto;
- completi dei dati del fornitore.
Dovrebbero indicare:
- tecnologia;
- prodotto;
- modello;
- quantità;
- attività;
- costo unitario;
- costo totale;
- IVA;
- licenze;
- durata;
- installazione;
- formazione;
- assistenza;
- tempi.
Una voce generica come “digitalizzazione aziendale: 10.000 euro” non permette di valutare correttamente il progetto.
Autovalutazione SELFI4.0
Tra gli allegati obbligatori figura il report dell’autovalutazione:
SELFI4.0
Il report deve essere stato completato nei:
tre mesi precedenti la presentazione della domanda
Lo strumento permette di analizzare il livello di maturità digitale dell’impresa.
La valutazione riguarda aspetti come:
- tecnologie;
- processi;
- organizzazione;
- competenze;
- integrazione;
- utilizzo dei dati;
- sicurezza.
Il report non dovrebbe essere considerato un allegato formale.
La descrizione del progetto dovrebbe collegare l’investimento alle debolezze individuate dal SELFI4.0.
Come presentare la domanda
La pratica deve essere trasmessa esclusivamente tramite:
ReStart – InfoCamere
L’accesso può avvenire con:
- SPID;
- Carta nazionale dei servizi;
- Carta d’identità elettronica.
La domanda deve essere compilata, firmata e inviata secondo le istruzioni della piattaforma.
Non sono ammesse modalità alternative come:
- email ordinaria;
- PEC;
- consegna cartacea;
- invio diretto agli uffici;
- semplice trasmissione dei preventivi.
Nessun precaricamento prima dell’apertura
La Camera di Commercio ha chiarito che non sarà possibile compilare o salvare preventivamente la pratica prima dell’apertura del 14/09/2026.
L’impresa deve quindi predisporre tutti i documenti in anticipo, ma potrà completare la procedura su ReStart soltanto dall’orario ufficiale.
È opportuno verificare prima:
- credenziali;
- firma digitale;
- browser;
- deleghe;
- indirizzo email;
- disponibilità del legale rappresentante;
- dimensione dei file;
- formato degli allegati.
Apertura e chiusura
La piattaforma sarà accessibile:
dalle ore 10:00 del 14/09/2026
La scadenza è fissata:
alle ore 13:00 del 15/10/2026
La domanda deve essere effettivamente trasmessa entro l’orario finale.
Un file caricato ma non inviato, una pratica in bozza o una procedura non completata non costituiscono una domanda valida.
Procedura a sportello
La misura utilizza una procedura valutativa a sportello.
Le domande vengono sottoposte a:
- verifica formale;
- controllo dei requisiti;
- verifica degli allegati;
- valutazione della coerenza tecnica;
- verifica delle spese;
- controllo dei fornitori;
- verifica della disponibilità finanziaria.
L’invio tempestivo è importante, ma non sostituisce la completezza della documentazione.
Una domanda presentata nei primi minuti può comunque essere respinta quando:
- manca un allegato essenziale;
- il fornitore non è qualificato;
- il progetto non è coerente;
- l’impresa non è regolare;
- le spese non sono ammissibili.
Documenti obbligatori
La modulistica ufficiale indica tra gli allegati:
- modulo di domanda;
- Modulo Servizi;
- eventuale procura;
- preventivi dettagliati;
- documentazione relativa alla polizza catastrofale;
- dichiarazione sostitutiva relativa a casellario e carichi pendenti;
- autodichiarazione del fornitore;
- report SELFI4.0 effettuato nei tre mesi precedenti;
- ricevuta F24 per l’imposta di bollo;
- modello riepilogativo generato da ReStart.
In funzione del progetto possono essere necessari ulteriori documenti.
Firma digitale
Il legale rappresentante deve disporre di una firma digitale:
- valida;
- non scaduta;
- correttamente installata;
- utilizzabile sui file richiesti.
Quando la pratica viene presentata da un intermediario, deve essere predisposta la procura secondo il modello ufficiale.
L’intermediario non sostituisce il legale rappresentante nelle dichiarazioni che devono essere rese personalmente dall’impresa.
Imposta di bollo
La domanda è soggetta all’imposta di bollo.
Il versamento deve essere effettuato tramite F24 secondo le istruzioni pubblicate dalla Camera di Commercio.
La ricevuta deve essere allegata alla pratica.
È opportuno verificare:
- codice tributo;
- importo;
- dati dell’impresa;
- data;
- corretta quietanza;
- collegamento con la domanda.
Modulo Servizi
Il Modulo Servizi rappresenta una delle parti centrali della candidatura.
Deve indicare:
- titolo;
- descrizione;
- obiettivi;
- risultati;
- beni;
- consulenze;
- formazione;
- fornitori;
- importi.
Per ciascuna spesa occorre spiegare il rapporto con la tecnologia scelta.
Come descrivere il progetto
Una struttura efficace può seguire questo schema.
Situazione iniziale
Descrivere:
- organizzazione;
- strumenti esistenti;
- problemi;
- processi manuali;
- consumi;
- rischi;
- risultati del SELFI4.0.
Problema
Indicare il bisogno concreto, per esempio:
- assenza di integrazione;
- vulnerabilità informatica;
- elevati costi energetici;
- mancanza di dati;
- errori;
- ritardi;
- sprechi.
Tecnologia
Individuare la tecnologia ufficiale e spiegarne:
- funzione;
- caratteristiche;
- utilizzo;
- integrazione;
- utenti.
Attività
Descrivere:
- acquisto;
- configurazione;
- installazione;
- migrazione;
- test;
- consulenza;
- formazione;
- avvio.
Risultato
Utilizzare indicatori misurabili, come:
- riduzione del consumo energetico;
- riduzione degli errori;
- ore risparmiate;
- ordini automatizzati;
- dati raccolti;
- processi integrati;
- riduzione degli scarti;
- aumento della sicurezza.
Esempio: progetto di cybersecurity
Un’impresa può presentare un progetto da 10.000 euro composto da:
- assessment del rischio;
- sistema di protezione;
- backup;
- monitoraggio;
- formazione.
Con il contributo del 70%:
- spesa: 10.000 euro;
- voucher: 7.000 euro;
- quota aziendale: 3.000 euro.
La relazione dovrebbe spiegare:
- sistemi attuali;
- vulnerabilità;
- incidenti;
- dati protetti;
- tempi di ripristino;
- misure introdotte.
Esempio: ERP e monitoraggio energetico
Un’impresa può integrare:
- ERP;
- sensori;
- dashboard;
- analisi dei consumi;
- formazione.
Su una spesa di 14.000 euro:
- contributo teorico: 9.800 euro;
- voucher massimo: 8.000 euro;
- quota dell’impresa: 6.000 euro.
Il progetto può dimostrare la doppia transizione collegando:
- digitalizzazione della produzione;
- riduzione dei consumi;
- pianificazione;
- controllo degli scarti.
Esempio: fotovoltaico e gestione digitale
Un’impresa può realizzare:
- impianto fotovoltaico;
- sistema di accumulo;
- monitoraggio;
- software;
- configurazione.
La domanda deve specificare:
- consumi;
- potenza;
- energia prodotta;
- autoconsumo;
- capacità di accumulo;
- riduzione attesa;
- autorizzazioni;
- eventuali altri incentivi.
Esempio: CRM e intelligenza artificiale
Una piccola impresa di servizi può introdurre:
- CRM;
- sistema AI;
- automazione delle richieste;
- dashboard;
- formazione.
Il progetto dovrebbe dimostrare:
- numero delle richieste;
- tempi attuali;
- errori;
- integrazione;
- controllo umano;
- risultato.
Avvio degli investimenti
Prima di assumere impegni è necessario leggere con attenzione la disciplina sulla data iniziale di ammissibilità.
In via prudenziale, prima della presentazione della domanda non dovrebbero essere effettuati:
- ordini vincolanti;
- pagamenti;
- acconti;
- fatture;
- consegne;
- installazioni;
- attivazioni;
- avvio dei servizi.
I preventivi possono essere acquisiti in anticipo, purché non producano un obbligo definitivo di acquisto.
Rendicontazione
La liquidazione avverrà dopo la realizzazione del progetto e la presentazione della documentazione prevista dall’articolo 13 del bando.
L’impresa dovrà conservare almeno:
- concessione;
- preventivi;
- ordini;
- fatture;
- pagamenti;
- estratti conto;
- contratti;
- licenze;
- documenti di consegna;
- fotografie;
- report;
- attestati;
- relazioni;
- prove del funzionamento.
Il termine esatto e la procedura devono essere verificati nel provvedimento di concessione e nelle istruzioni camerali.
Pagamenti tracciabili
I pagamenti devono essere effettuati dall’impresa beneficiaria.
È opportuno utilizzare:
- bonifico;
- carta aziendale;
- altri sistemi espressamente ammessi.
Devono essere evitati:
- contanti;
- pagamenti da conti personali;
- pagamenti effettuati da soci o familiari;
- compensazioni;
- documenti privi di quietanza;
- pagamenti non riconducibili alla fattura.
Fatture
Le fatture devono contenere una descrizione sufficientemente dettagliata.
Una dicitura adeguata può riportare:
- tecnologia;
- prodotto;
- licenza;
- quantità;
- servizio;
- progetto;
- CUP o codice richiesto.
Una descrizione come “servizi informatici” potrebbe risultare insufficiente.
Prima dell’emissione è opportuno comunicare al fornitore:
- intestazione;
- partita IVA;
- CUP;
- riferimenti del bando;
- descrizione;
- eventuale dicitura obbligatoria.
Variazioni
Il modulo di domanda prevede l’obbligo di comunicare le modifiche e ottenere l’autorizzazione quando richiesta.
Prima di cambiare:
- fornitore;
- tecnologia;
- modello;
- attività;
- importo;
- sede;
- calendario;
è necessario rivolgersi alla Camera di Commercio.
Una sostituzione effettuata autonomamente può rendere la spesa non ammissibile.
Errori da evitare
Gli errori più frequenti possono comprendere:
- impresa già finanziata nel 2024 o 2025;
- sede fuori dalla circoscrizione;
- investimento realizzato in altra unità;
- diritto annuale irregolare;
- DURC non regolare;
- polizza catastrofale assente;
- report SELFI4.0 più vecchio di tre mesi;
- progetto inferiore a 4.000 euro;
- spese generiche;
- tecnologia non ammessa;
- computer acquistato senza un vero progetto;
- fornitore collegato;
- fornitore privo delle tre esperienze richieste;
- preventivo poco dettagliato;
- mancanza dell’autodichiarazione del fornitore;
- domanda non firmata;
- bollo non versato;
- pratica lasciata in bozza;
- ordine effettuato prematuramente;
- domanda inviata dopo le ore 13:00 del 15/10/2026.
Suggerimenti operativi
Prima dell’apertura è consigliabile:
- verificare il territorio;
- controllare la visura;
- calcolare la dimensione di impresa;
- verificare le precedenti edizioni;
- controllare il diritto annuale;
- verificare il DURC;
- controllare la polizza catastrofale;
- ricostruire il plafond “de minimis”;
- effettuare SELFI4.0;
- individuare la tecnologia;
- selezionare il fornitore;
- verificare le esperienze del fornitore;
- acquisire preventivi dettagliati;
- preparare gli allegati;
- verificare firma e credenziali ReStart.
Checklist pratica
- Micro, piccola o media impresa.
- Imprese associate e collegate considerate.
- Impresa attiva.
- Iscrizione al Registro delle imprese.
- Sede legale o unità locale nella circoscrizione di Bari.
- Investimento realizzato nella sede dichiarata.
- Nessun voucher ottenuto nel 2024.
- Nessun voucher ottenuto nel 2025.
- Diritto annuale regolare.
- DURC regolare.
- Normativa sulla sicurezza rispettata.
- Assenza di liquidazione o insolvenza incompatibile.
- Assenza di sanzioni interdittive.
- Requisiti antimafia.
- Casellario e carichi pendenti verificati.
- Polizza catastrofale disponibile oppure esenzione documentata.
- Rapporti con la Camera verificati.
- Plafond “de minimis” disponibile.
- Impresa unica correttamente individuata.
- Eventuali altri aiuti dichiarati.
- Investimento almeno pari a 4.000 euro.
- Contributo richiesto non superiore a 8.000 euro.
- Tecnologia inclusa nell’elenco.
- Progetto coerente con la doppia transizione.
- Obiettivi misurabili.
- Fornitore indipendente.
- Amministratori e soci del fornitore verificati.
- Esperienze 2024-2026 documentate.
- Tre attività per ciascuna tecnologia, quando richieste.
- Preventivi dettagliati.
- Beni e servizi descritti.
- Consulenza descritta.
- Formazione descritta.
- SELFI4.0 effettuato nei tre mesi precedenti.
- Rating di legalità verificato.
- Certificazione di parità verificata.
- Partecipazione PID-Next verificata.
- Procura predisposta, quando necessaria.
- Modulo Servizi compilato.
- Dichiarazione del fornitore compilata.
- Polizza allegata.
- F24 del bollo pagato.
- ReStart funzionante.
- SPID, CNS o CIE disponibile.
- Firma digitale valida.
- Nessun ordine anticipato.
- Invio dalle ore 10:00 del 14/09/2026.
- Invio entro le ore 13:00 del 15/10/2026.
- Ricevuta e protocollo conservati.
- Pagamenti futuri tracciabili.
- Fascicolo di rendicontazione organizzato.
Link ufficiali
La pagina ufficiale del bando è disponibile qui:
Camera di Commercio di Bari – Bando Voucher Doppia Transizione 2026
Dalla pagina possono essere scaricati:
- testo del bando;
- modulo di domanda;
- Modulo Servizi;
- modello per i fornitori;
- procura;
- FAQ;
- istruzioni;
- modulistica per la rendicontazione.
La domanda deve essere presentata tramite:
L’autovalutazione digitale può essere effettuata tramite:
SELFI4.0 – Punto Impresa Digitale
La disciplina europea “de minimis” è consultabile qui:
Contatti ufficiali
Per informazioni sul bando è possibile contattare il Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Bari:
- email: pid.bari@ba.camcom.it;
- telefono e WhatsApp: 080 2174269;
- telefono: 080 2174678;
- telefono: 080 2174679.
La sede della Camera di Commercio è:
Corso Cavour 2, Bari.
Scheda rapida
Nome ufficiale: Bando Voucher Doppia Transizione – Anno 2026
Ente proponente e gestore: Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bari
Struttura di riferimento: Punto Impresa Digitale – PID
Provvedimento: Determinazione del Segretario Generale n. 116 del 28/07/2026
Linee guida: Deliberazione di Giunta n. 97 del 20/07/2026
CUP: J98I26000310001
Beneficiari: micro, piccole e medie imprese
Area geografica: circoscrizione della Camera di Commercio di Bari
Requisito territoriale: sede legale o unità locale attiva nel territorio
Esclusione: imprese già beneficiarie delle edizioni 2024 o 2025
Dotazione: 580.000 euro
Forma: contributo a fondo perduto in conto capitale
Intensità: 70%
Contributo massimo: 8.000 euro
Investimento minimo: 4.000 euro al netto dell’IVA
Investimento necessario per il contributo massimo: almeno 11.428,58 euro
Premialità: rating di legalità
Ulteriore premialità: 250 euro per certificazione della parità di genere oppure partecipazione a PID-Next 2025 o 2026
Tecnologie: AI, cloud, HPC, quantum, cybersecurity, robotica, IoT, blockchain, big data, ERP, MES, CRM e integrazione dei sistemi
Transizione ecologica: monitoraggio energetico, ESG, fotovoltaico, accumulo, ricarica elettrica e comunità energetiche
Spese: beni e servizi tecnologici, consulenza e formazione
Assessment obbligatorio: SELFI4.0 effettuato nei tre mesi precedenti
Apertura: 14/09/2026, ore 10:00
Scadenza: 15/10/2026, ore 13:00
Procedura: valutativa a sportello
Presentazione: ReStart di InfoCamere
Accesso: SPID, CNS o CIE
Regime: “de minimis”
Assistenza Atamai
La domanda richiede una verifica coordinata dei requisiti camerali, del DURC, della polizza catastrofale, del plafond “de minimis”, della qualificazione dei fornitori e della coerenza tra tecnologia, spesa e obiettivi.
Atamai può affiancare le micro, piccole e medie imprese nella valutazione preliminare, nella strutturazione del progetto, nell’analisi dei preventivi, nella verifica dei fornitori e nell’organizzazione della documentazione necessaria per ReStart.
Per valutare la partecipazione al Bando Voucher Doppia Transizione 2026 della Camera di Commercio di Bari, è possibile contattare Atamai scrivendo a info@atamai.it.