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	<description>Garantisci il tuo 4.0 e il tuo 5.0 e vedi tutti i bandi in italia</description>
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		<title>Internazionalizzazione Maremma e Tirreno 2026</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 23:19:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camera Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
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					<description><![CDATA[Internazionalizzazione Maremma e Tirreno 2026: contributi del 60% per fiere, B2B, showroom, mercati esteri e tutela dei marchi La Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno sostiene nel 2026 i progetti di internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese delle province di Livorno e Grosseto attraverso un contributo a fondo perduto destinato all’acquisizione di&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/internazionalizzazione-maremma-e-tirreno-2026/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Internazionalizzazione Maremma e Tirreno 2026</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-section-id="1l7z9w3" data-start="0" data-end="128">Internazionalizzazione Maremma e Tirreno 2026: contributi del 60% per fiere, B2B, showroom, mercati esteri e tutela dei marchi</h1>
<p data-start="130" data-end="782">La <strong data-start="133" data-end="184">Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno</strong> sostiene nel 2026 i progetti di internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese delle province di <strong data-start="295" data-end="317">Livorno e Grosseto</strong> attraverso un contributo a fondo perduto destinato all’acquisizione di servizi per lo sviluppo del commercio internazionale. Il <strong data-start="446" data-end="524">Bando per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese – Anno 2026</strong>, approvato dalla Giunta camerale il 28 aprile 2026, dispone di una dotazione iniziale di <strong data-start="614" data-end="630">110.000 euro</strong> e finanzia il <strong data-start="645" data-end="676">60% delle spese ammissibili</strong>, con un contributo ordinario massimo di <strong data-start="717" data-end="743">2.500 euro per impresa</strong>.</p>
<p data-start="784" data-end="1314">La domanda può riguardare attività già completamente realizzate e pagate nel 2026: si tratta infatti di un bando “a rimborso”, nel quale al momento della candidatura devono essere già disponibili fatture, pagamenti e documentazione che dimostrano l’effettiva realizzazione dell’intervento. Le domande sono aperte fino alle <strong data-start="1107" data-end="1141">ore 23:59 del 10 novembre 2026</strong>, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse, e devono essere presentate tramite la piattaforma <strong data-start="1250" data-end="1275">ReStart di InfoCamere</strong>.</p>
<p data-start="1316" data-end="2065">C’è però un elemento da evidenziare subito: <strong data-start="1360" data-end="1521">alla data del 2 settembre 2026 il prospetto ufficiale di avanzamento pubblicato dalla Camera indicava risorse disponibili da assegnare pari a -18.481,60 euro</strong>. La pagina del bando continua formalmente a risultare “Aperta”, ma il regolamento prevede espressamente che, una volta esaurite le risorse, le nuove domande possano essere raccolte in <strong data-start="1706" data-end="1724">lista d’attesa</strong> e istruite soltanto nel caso in cui tornino disponibili fondi per rinunce, esclusioni, decadenze o rifinanziamenti. Per una nuova candidatura presentata a settembre o nei mesi successivi, questo elemento va quindi controllato prima di sostenere attività esclusivamente con l’aspettativa del contributo.</p>
<h2 data-section-id="j9aktq" data-start="2067" data-end="2093"><span role="text"><strong data-start="2070" data-end="2093">Chi può partecipare</strong></span></h2>
<p data-start="2095" data-end="2527">Possono accedere al bando le <strong data-start="2124" data-end="2158">micro, piccole e medie imprese</strong>, comprese cooperative e consorzi qualificabili come PMI, appartenenti a tutti i settori economici e con <strong data-start="2263" data-end="2335">sede legale e/o unità operativa nelle province di Livorno o Grosseto</strong>. L’impresa deve essere regolarmente iscritta al Registro delle Imprese o al REA della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno e risultare attiva.</p>
<p data-start="2529" data-end="2973">Tra i requisiti figurano inoltre la regolarità del diritto annuale camerale, il DURC regolare, l’assenza delle condizioni ostative indicate nel bando e la regolarità rispetto alla normativa europea sugli aiuti di Stato. Il testo 2026 introduce inoltre il requisito relativo alla <strong data-start="2808" data-end="2860">polizza assicurativa contro i danni catastrofali</strong>, salvo i casi di esclusione e le eventuali proroghe normative applicabili.</p>
<h2 data-section-id="1kzn0hk" data-start="2975" data-end="3076"><span role="text"><strong data-start="2978" data-end="3076">Tre adempimenti preliminari da non dimenticare: Self I4.0, piattaforma SEI e servizio camerale</strong></span></h2>
<p data-start="3078" data-end="3778">Questo bando contiene tre requisiti operativi che possono facilmente determinare problemi se scoperti solo al momento della domanda. L’impresa deve aver compilato il questionario <strong data-start="3257" data-end="3270">Self I4.0</strong> di autovalutazione della maturità digitale; per l’edizione 2026 la compilazione è considerata valida se effettuata a partire dal <strong data-start="3400" data-end="3419">1° gennaio 2026</strong>. Deve inoltre risultare iscritta alla piattaforma nazionale <strong data-start="3480" data-end="3532">SEI – Sostegno all’Export delle imprese italiane</strong>. Infine, nei <strong data-start="3546" data-end="3579">12 mesi precedenti la domanda</strong> deve aver usufruito di almeno uno dei servizi per l’internazionalizzazione messi a disposizione dalla Camera di Commercio e riportati nell’Allegato B del bando.</p>
<p data-start="3780" data-end="4219">Quest’ultimo requisito è particolarmente importante: un’impresa interessata che non abbia ancora utilizzato uno dei servizi camerali previsti può contattare lo sportello internazionalizzazione della Camera e richiederne lo svolgimento prima dell’invio della domanda. Non basta quindi aver effettuato autonomamente una fiera o una consulenza export: il bando richiede anche il precedente utilizzo di almeno un servizio camerale qualificato.</p>
<h2 data-section-id="1a4q82x" data-start="4221" data-end="4243"><span role="text"><strong data-start="4224" data-end="4243">Quanto finanzia</strong></span></h2>
<p data-start="4245" data-end="4369">Il contributo ordinario è pari al <strong data-start="4279" data-end="4310">60% delle spese ammissibili</strong>, al netto dell’IVA quando recuperabile, con un massimo di:</p>
<p data-start="4371" data-end="4398"><strong data-start="4371" data-end="4398">2.500 euro per impresa.</strong></p>
<p data-start="4400" data-end="4448">L’investimento minimo richiesto è invece pari a:</p>
<p data-start="4450" data-end="4503"><strong data-start="4450" data-end="4465">1.000 euro.</strong></p>
<p data-start="4505" data-end="4804">Questo significa che, ad esempio, una spesa ammissibile di 1.000 euro genera un contributo teorico di 600 euro; con 3.000 euro di spesa il contributo teorico è 1.800 euro; per raggiungere il massimo ordinario di 2.500 euro è necessario sostenere almeno circa <strong data-start="4764" data-end="4781">4.166,67 euro</strong> di spese riconosciute.</p>
<h2 data-section-id="t4nq1f" data-start="4806" data-end="4850"><span role="text"><strong data-start="4809" data-end="4850">Premialità fino a 600 euro aggiuntivi</strong></span></h2>
<p data-start="4852" data-end="5413">Il bando prevede un incremento di <strong data-start="4886" data-end="4898">300 euro</strong> per determinate categorie di impresa. La maggiorazione può essere ottenuta quando l’impresa possiede uno dei seguenti requisiti: bilancio di sostenibilità redatto secondo il D.Lgs. 125/2024, certificazione della parità di genere <strong data-start="5128" data-end="5148">UNI/PdR 125:2022</strong>, qualifica di impresa femminile, impresa sociale oppure società benefit. Queste condizioni <strong data-start="5240" data-end="5272">non sono cumulabili tra loro</strong>, quindi il bonus rimane comunque pari a 300 euro anche se l’impresa possiede più di uno dei requisiti.</p>
<p data-start="5415" data-end="5980">È inoltre prevista una seconda premialità di <strong data-start="5460" data-end="5498">300 euro per il rating di legalità</strong>, nell’ambito della specifica riserva del 2% delle risorse. Il rating deve essere già posseduto al momento della domanda: non è sufficiente averne avviato la richiesta. Poiché questa premialità è distinta dall’incremento precedente, un’impresa che soddisfi entrambe le condizioni può teoricamente arrivare a un contributo complessivo di <strong data-start="5835" data-end="5849">3.100 euro</strong>, sempre nei limiti delle spese effettivamente sostenute e della disponibilità delle risorse.</p>
<p data-start="5982" data-end="6170">La Camera ha inoltre riservato almeno il <strong data-start="6023" data-end="6087">25% della dotazione complessiva alle micro e piccole imprese</strong> e il 2% alle imprese con rating di legalità.</p>
<h2 data-section-id="1vsdhz2" data-start="6172" data-end="6208"><span role="text"><strong data-start="6175" data-end="6208">Analisi e ricerche di mercato</strong></span></h2>
<p data-start="6210" data-end="6553">Una prima categoria di attività finanziabili riguarda le attività preparatorie e successive alla promozione commerciale sui mercati esteri. Sono ammesse <strong data-start="6363" data-end="6396">analisi e ricerche di mercato</strong>, studi di fattibilità riferiti a specifici mercati di sbocco e attività di ricerca di clienti o partner commerciali.</p>
<p data-start="6555" data-end="6821">Una PMI che intenda entrare, per esempio, in Germania, Francia, Stati Uniti o Giappone può quindi finanziare parte dei costi necessari per valutare dimensione e caratteristiche del mercato, concorrenza, canali distributivi, potenziali clienti e modalità di ingresso.</p>
<p data-start="6823" data-end="7046">Non è però sufficiente una generica consulenza commerciale: l’attività deve essere chiaramente rivolta all’inserimento o al consolidamento sui mercati esteri e deve essere accompagnata dalla relativa documentazione tecnica.</p>
<h2 data-section-id="nwttya" data-start="7048" data-end="7090"><span role="text"><strong data-start="7051" data-end="7090">Ricerca di clienti e partner esteri</strong></span></h2>
<p data-start="7092" data-end="7269">Sono finanziabili anche i servizi finalizzati a individuare <strong data-start="7152" data-end="7200">clienti, distributori, importatori o partner</strong> con cui stipulare contratti commerciali o accordi di collaborazione.</p>
<p data-start="7271" data-end="7486">Questa previsione rende il bando utilizzabile anche da imprese che non hanno ancora una struttura export interna e intendono affidarsi a soggetti specializzati per effettuare scouting commerciale in uno o più Paesi.</p>
<p data-start="7488" data-end="7717">Sono inoltre ammissibili servizi di <strong data-start="7524" data-end="7537">follow-up</strong> successivi alla partecipazione a eventi e progetti, quando l’obiettivo è trasformare i contatti acquisiti in reali opportunità commerciali.</p>
<h2 data-section-id="13ivbht" data-start="7719" data-end="7754"><span role="text"><strong data-start="7722" data-end="7754">Marchi e brevetti all’estero</strong></span></h2>
<p data-start="7756" data-end="8104">Tra le spese finanziabili rientrano attività finalizzate alla <strong data-start="7818" data-end="7887">protezione internazionale del marchio o del brevetto dell’impresa</strong>. La documentazione richiesta può comprendere l’atto di registrazione del marchio internazionale o la documentazione relativa al deposito del brevetto in uno o più Paesi esteri.</p>
<p data-start="8106" data-end="8304">Per un’impresa che sta iniziando a esportare è un elemento da non trascurare: la tutela della proprietà industriale dovrebbe spesso precedere o accompagnare l’ingresso commerciale nel nuovo mercato.</p>
<h2 data-section-id="ke8zj6" data-start="8306" data-end="8358"><span role="text"><strong data-start="8309" data-end="8358">B2B, missioni commerciali e incontri d’affari</strong></span></h2>
<p data-start="8360" data-end="8639">Il bando ammette la partecipazione, fisica oppure virtuale, a <strong data-start="8422" data-end="8471">incontri d’affari, missioni commerciali e B2B</strong> tra operatori italiani e buyer internazionali. Gli eventi possono svolgersi in Italia, nell’Unione europea o in Paesi extra UE.</p>
<p data-start="8641" data-end="8919">Tra le spese ammesse rientrano le quote di partecipazione e iscrizione, servizi di interpretariato, hostess e altri servizi strumentali, oltre al trasporto dei campioni. Non sono invece riconosciuti gli importi relativi allo sdoganamento.</p>
<p data-start="8921" data-end="9098">Per dimostrare la partecipazione devono essere prodotti documenti quali attestazione dell’organizzatore oppure evidenza della presenza dell’impresa nell’elenco dei partecipanti.</p>
<h2 data-section-id="1av774b" data-start="9100" data-end="9138"><span role="text"><strong data-start="9103" data-end="9138">Showroom in Italia o all’estero</strong></span></h2>
<p data-start="9140" data-end="9445">Una categoria meno comune nei piccoli bandi camerali riguarda la <strong data-start="9205" data-end="9260">predisposizione e l’allestimento di showroom fisici</strong>, che possono essere realizzati sia all’estero sia in Italia quando siano finalizzati all’accesso o al consolidamento nei mercati internazionali.</p>
<p data-start="9447" data-end="9537">Lo showroom non può però essere allestito presso la normale sede dell’impresa richiedente.</p>
<p data-start="9539" data-end="9824">Deve quindi trattarsi di uno spazio specificamente destinato alla presentazione commerciale dei prodotti in funzione dei mercati esteri, documentato attraverso contratto o altra documentazione commerciale dalla quale risultino chiaramente lo spazio noleggiato e il periodo di utilizzo.</p>
<h2 data-section-id="1yeigsa" data-start="9826" data-end="9849"><span role="text"><strong data-start="9829" data-end="9849">Fiere all’estero</strong></span></h2>
<p data-start="9851" data-end="10183">Sono ammesse le partecipazioni, fisiche oppure virtuali, a fiere svolte nei Paesi dell’Unione europea o extra UE. Le spese riconosciute comprendono quota di iscrizione e partecipazione, servizi di consulenza e strumentali come allestimento, interpretariato e hostess e trasporto dei campioni.</p>
<p data-start="10185" data-end="10472">Non risultano invece ammissibili, nell’elenco delle spese di questa specifica voce, i normali costi di viaggio, vitto e alloggio del personale: il bando esclude infatti espressamente le <strong data-start="10371" data-end="10431">missioni e trasferte e qualsiasi altra forma di rimborso</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1g3g7qy" data-start="10474" data-end="10511"><span role="text"><strong data-start="10477" data-end="10511">Fiere internazionali in Italia</strong></span></h2>
<p data-start="10513" data-end="10810">Il contributo non riguarda esclusivamente gli eventi all’estero. Sono ammesse anche <strong data-start="10597" data-end="10638">fiere internazionali svolte in Italia</strong>, purché siano inserite nel <strong data-start="10666" data-end="10701">Calendario Fieristico Nazionale</strong> pubblicato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.</p>
<p data-start="10812" data-end="10997">È quindi necessario verificare non soltanto il nome e la rilevanza commerciale dell’evento, ma anche la sua effettiva classificazione come fiera internazionale nel calendario ufficiale.</p>
<h2 data-section-id="i2a8t9" data-start="10999" data-end="11046"><span role="text"><strong data-start="11002" data-end="11046">Sono ammesse anche alcune fiere del 2025</strong></span></h2>
<p data-start="11048" data-end="11359">Il bando presenta una particolarità temporale. Per le fiere realizzate nel 2026 sono ammissibili anche le spese di iscrizione sostenute nel <strong data-start="11188" data-end="11196">2025</strong>, sia come acconto sia come saldo, purché la fiera si sia effettivamente svolta e l’impresa vi abbia realmente partecipato.</p>
<p data-start="11361" data-end="11494">Sono inoltre ammesse, alle condizioni indicate dal bando, spese relative a fiere svolte tra il <strong data-start="11456" data-end="11493">22 novembre e il 31 dicembre 2025</strong>.</p>
<p data-start="11496" data-end="11634">Si tratta di un’eccezione alla regola generale sul periodo delle spese e va quindi trattata separatamente nella costruzione della pratica.</p>
<h2 data-section-id="14uurgd" data-start="11636" data-end="11708"><span role="text"><strong data-start="11639" data-end="11708">Le attività devono essere già concluse quando si presenta domanda</strong></span></h2>
<p data-start="11710" data-end="11867">Questo è probabilmente il punto operativo più importante dell’intero bando. Salvo le specifiche eccezioni per le fiere, sono ammesse esclusivamente le spese:</p>
<p data-start="11869" data-end="11958"><strong data-start="11869" data-end="11958">fatturate e pagate dal 1° gennaio 2026 fino alla data di presentazione della domanda.</strong></p>
<p data-start="11960" data-end="12082">Le attività devono inoltre essere già realizzate e concluse al momento dell’invio.</p>
<p data-start="12084" data-end="12301">Di conseguenza non si presenta un preventivo per un progetto futuro. L’impresa realizza l’intervento, lo paga con strumenti tracciabili, raccoglie la documentazione a comprova e successivamente richiede il contributo.</p>
<p data-start="12303" data-end="12466">Questo modello riduce il rischio di presentare programmi che poi non vengono realizzati, ma comporta per l’impresa la necessità di anticipare interamente la spesa.</p>
<h2 data-section-id="11qv79u" data-start="12468" data-end="12514"><span role="text"><strong data-start="12471" data-end="12514">Pagamenti obbligatoriamente tracciabili</strong></span></h2>
<p data-start="12516" data-end="12640">Il pagamento deve essere effettuato direttamente dall’impresa richiedente al fornitore e deve essere pienamente tracciabile.</p>
<p data-start="12642" data-end="12659">Non sono ammessi:</p>
<ul data-start="12661" data-end="12857">
<li data-section-id="gp4poc" data-start="12661" data-end="12685">pagamenti in contanti;</li>
<li data-section-id="1v3opor" data-start="12686" data-end="12707">pagamenti parziali;</li>
<li data-section-id="1nf7jbm" data-start="12708" data-end="12756">pagamenti rateizzati delle fatture presentate;</li>
<li data-section-id="kglmqr" data-start="12757" data-end="12797">compensazioni tra impresa e fornitore;</li>
<li data-section-id="1088dtu" data-start="12798" data-end="12857">autofatturazione.</li>
</ul>
<p data-start="12859" data-end="12990">È quindi opportuno controllare le modalità di pagamento già al momento dell’acquisto del servizio, non soltanto in fase di domanda.</p>
<h2 data-section-id="wzglv3" data-start="12992" data-end="13012"><span role="text"><strong data-start="12995" data-end="13012">Spese escluse</strong></span></h2>
<p data-start="13014" data-end="13610">Il bando esclude diverse tipologie di costo. Non sono finanziabili la produzione di campionature, beni usati o noleggiati, opere murarie e impiantistiche, progettazione, consulenza fiscale, contabile e legale ordinaria, promozione o pubblicità generica, costi sostenuti per adeguarsi a obblighi di legge, personale dipendente, forniture provenienti da soggetti collegati al beneficiario, compensi agli amministratori, spese di missione e trasferta, spese di rappresentanza, costi generali di funzionamento, tasse, imposte, bolli e altre spese obbligatorie.</p>
<p data-start="13612" data-end="13858">La distinzione tra <strong data-start="13631" data-end="13657">internazionalizzazione</strong> e semplice <strong data-start="13669" data-end="13683">pubblicità</strong> è quindi fondamentale. Un servizio di ricerca di distributori tedeschi può essere ammissibile; una normale campagna pubblicitaria online in Germania non lo è automaticamente.</p>
<h2 data-section-id="f5rs01" data-start="13860" data-end="13884"><span role="text"><strong data-start="13863" data-end="13884">Regime de minimis</strong></span></h2>
<p data-start="13886" data-end="14114">I contributi sono concessi nel regime europeo <strong data-start="13932" data-end="13946">de minimis</strong>. L’impresa deve quindi verificare la propria posizione e quella dell’eventuale “impresa unica” rispetto al plafond disponibile.</p>
<p data-start="14116" data-end="14317">Considerato l’importo massimo molto contenuto del voucher, questo requisito difficilmente rappresenta da solo un ostacolo per la maggior parte delle PMI, ma deve comunque essere verificato formalmente.</p>
<h2 data-section-id="16f2zg0" data-start="14319" data-end="14353"><span role="text"><strong data-start="14322" data-end="14353">Come si presenta la domanda</strong></span></h2>
<p data-start="14355" data-end="14637">La pratica deve essere trasmessa esclusivamente attraverso <strong data-start="14414" data-end="14436">ReStart InfoCamere</strong>, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. La finestra è aperta dalle <strong data-start="14502" data-end="14569">ore 11:00 del 7 maggio 2026 alle ore 23:59 del 10 novembre 2026</strong>, salvo chiusura anticipata.</p>
<p data-start="14639" data-end="14850">La domanda deve essere firmata digitalmente dal titolare o dal legale rappresentante. L’intermediario può essere delegato alla trasmissione e gestione della pratica, ma <strong data-start="14808" data-end="14835">non alla sottoscrizione</strong> della domanda.</p>
<p data-start="14852" data-end="15234">Tra i documenti richiesti figurano il modello generato dalla piattaforma, la domanda, l’Allegato A con la descrizione dell’intervento e il rendiconto, fatture e documentazione di pagamento, eventuale dichiarazione relativa all’esenzione INPS/INAIL/Cassa Edile, polizza catastrofale ed eventuali documenti necessari per ottenere le premialità.</p>
<h2 data-section-id="7pmh1w" data-start="15236" data-end="15271"><span role="text"><strong data-start="15239" data-end="15271">Una sola domanda per impresa</strong></span></h2>
<p data-start="15273" data-end="15483">Ogni impresa può presentare <strong data-start="15301" data-end="15337">una sola richiesta di contributo</strong>. Se vengono trasmesse più domande, viene presa in considerazione soltanto la prima in ordine cronologico.</p>
<p data-start="15485" data-end="15777">Diventa quindi importante raccogliere correttamente tutte le spese che si intendono presentare prima dell’invio: il bando precisa inoltre che le spese indicate nella domanda <strong data-start="15659" data-end="15736">non possono essere sostituite o integrate successivamente con altre spese</strong>.</p>
<h2 data-section-id="162qwlc" data-start="15779" data-end="15824"><span role="text"><strong data-start="15782" data-end="15824">Procedura a sportello e lista d’attesa</strong></span></h2>
<p data-start="15826" data-end="16112">L’assegnazione segue l’<strong data-start="15849" data-end="15888">ordine cronologico di presentazione</strong> determinato dal protocollo generato dalla piattaforma. Il procedimento dovrebbe concludersi entro 45 giorni dalla ricezione, salvo sospensioni necessarie per verifiche e integrazioni.</p>
<p data-start="16114" data-end="16515">Una volta raggiunto il limite delle risorse disponibili, le imprese possono comunque continuare a presentare la domanda fino alla chiusura formale del bando. Queste istanze vengono collocate in <strong data-start="16308" data-end="16326">lista d’attesa</strong> e possono accedere all’istruttoria se successivamente si liberano risorse per rinunce, domande respinte, decadenze oppure rifinanziamento del bando.</p>
<h2 data-section-id="vlzfc3" data-start="16517" data-end="16565"><span role="text"><strong data-start="16520" data-end="16565">Situazione delle risorse a settembre 2026</strong></span></h2>
<p data-start="16567" data-end="16684">Qui è necessario fare una distinzione tra <strong data-start="16609" data-end="16639">apertura formale del bando</strong> e <strong data-start="16642" data-end="16683">disponibilità effettiva delle risorse</strong>.</p>
<p data-start="16686" data-end="16836">La pagina ufficiale della Camera continua a indicare il bando come <strong data-start="16753" data-end="16795">“Aperto” con scadenza 10 novembre 2026</strong>.</p>
<p data-start="16838" data-end="17103">Tuttavia, il prospetto di avanzamento pubblicato dalla Camera e aggiornato al <strong data-start="16916" data-end="16936">2 settembre 2026</strong> mostrava uno stanziamento originario di 110.000 euro e una voce “risorse disponibili da assegnare” pari a <strong data-start="17043" data-end="17062">-18.481,60 euro</strong>.</p>
<p data-start="17105" data-end="17551">Il dato non equivale formalmente a un provvedimento di chiusura — lo stesso prospetto precisa di avere valore esclusivamente informativo — ma indica che, a quella data, le richieste e/o concessioni avevano già saturato la disponibilità originaria. Una domanda presentata ora deve pertanto essere considerata con prudenza: <strong data-start="17427" data-end="17465">potrebbe entrare in lista d’attesa</strong>, salvo disponibilità derivanti da rinunce, esclusioni o un eventuale rifinanziamento.</p>
<h2 data-section-id="1hxnlw6" data-start="17553" data-end="17607"><span role="text"><strong data-start="17556" data-end="17607">Esempio: partecipazione a una fiera in Germania</strong></span></h2>
<p data-start="17609" data-end="17809">Una piccola impresa di Grosseto partecipa nel 2026 a una fiera di settore in Germania sostenendo 4.500 euro di costi ammissibili tra iscrizione, allestimento, interpretariato e trasporto dei campioni.</p>
<p data-start="17811" data-end="17904">Il 60% delle spese sarebbe pari a 2.700 euro, ma il contributo ordinario verrebbe limitato a:</p>
<p data-start="17906" data-end="17921"><strong data-start="17906" data-end="17921">2.500 euro.</strong></p>
<p data-start="17923" data-end="18172">Se l’impresa fosse anche società benefit potrebbe aggiungersi la maggiorazione di 300 euro, arrivando teoricamente a 2.800 euro; con rating di legalità e disponibilità della specifica riserva potrebbe aggiungersi un’ulteriore premialità di 300 euro.</p>
<h2 data-section-id="k02q9" data-start="18174" data-end="18233"><span role="text"><strong data-start="18177" data-end="18233">Esempio: ricerca mercato e clienti negli Stati Uniti</strong></span></h2>
<p data-start="18235" data-end="18414">Una PMI di Livorno commissiona a un consulente specializzato una ricerca sul mercato statunitense e un’attività di scouting di distributori per un costo complessivo di 3.000 euro.</p>
<p data-start="18416" data-end="18517">Se il servizio rispetta tutti i requisiti e viene adeguatamente documentato, il contributo teorico è:</p>
<p data-start="18519" data-end="18534"><strong data-start="18519" data-end="18534">1.800 euro.</strong></p>
<p data-start="18536" data-end="18673">Non sarebbero invece automaticamente ammissibili i costi di una normale campagna pubblicitaria digitale rivolta al pubblico statunitense.</p>
<h2 data-section-id="1se2qs9" data-start="18675" data-end="18733"><span role="text"><strong data-start="18678" data-end="18733">Esempio: registrazione di un marchio internazionale</strong></span></h2>
<p data-start="18735" data-end="19016">Un’impresa che sta sviluppando la propria presenza all’estero può inserire nel programma anche i costi connessi alla protezione internazionale del marchio, purché rientrino nelle condizioni del bando e siano accompagnati dalla documentazione che dimostra l’effettiva registrazione.</p>
<p data-start="19018" data-end="19190">Questa tipologia di investimento può essere particolarmente importante quando l’impresa ha già individuato nuovi mercati e deve proteggere preventivamente il proprio brand.</p>
<h2 data-section-id="18zjg02" data-start="19192" data-end="19218"><span role="text"><strong data-start="19195" data-end="19218">Checklist operativa</strong></span></h2>
<ul class="contains-task-list" data-start="19220" data-end="20570">
<li class="task-list-item" data-section-id="1qnizdp" data-start="19220" data-end="19284"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare la qualifica di micro, piccola o media impresa;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1qswgux" data-start="19285" data-end="19353"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare sede legale o unità operativa a Livorno o Grosseto;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1c6cbkk" data-start="19354" data-end="19415"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> controllare iscrizione Registro Imprese/REA e attività;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="erakoi" data-start="19416" data-end="19458"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare diritto annuale camerale;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1jh43k8" data-start="19459" data-end="19482"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> controllare DURC;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="emg2vh" data-start="19483" data-end="19546"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare obbligo e possesso della polizza catastrofale;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="lv34n" data-start="19547" data-end="19616"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> compilare Self I4.0, se non già effettuato dal 1° gennaio 2026;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1wfia81" data-start="19617" data-end="19656"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> registrarsi alla piattaforma SEI;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1vlfg8e" data-start="19657" data-end="19773"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare di aver usufruito negli ultimi 12 mesi di almeno un servizio camerale per l’internazionalizzazione;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="988b3v" data-start="19774" data-end="19914"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare che l’attività rientri tra ricerca mercato, scouting, B2B, missione commerciale, showroom, fiera o tutela marchio/brevetto;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1j2l4bk" data-start="19915" data-end="19964"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare che l’attività sia già conclusa;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1kbb0c7" data-start="19965" data-end="20028"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> controllare che fatture e pagamenti siano già effettuati;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="3j8vfa" data-start="20029" data-end="20086"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare la tracciabilità completa dei pagamenti;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="of7b1k" data-start="20087" data-end="20152"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> escludere trasferte, vitto, alloggio e pubblicità generica;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="juybwq" data-start="20153" data-end="20225"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> raccogliere attestazioni di partecipazione e documenti a comprova;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="r62mvq" data-start="20226" data-end="20289"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> controllare eventuale requisito per il bonus di 300 euro;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="yh9fwz" data-start="20290" data-end="20326"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare rating di legalità;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1x3lgfi" data-start="20327" data-end="20369"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare disponibilità de minimis;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="uy4cns" data-start="20370" data-end="20439"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> controllare lo stato aggiornato delle risorse prima dell’invio;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1gh9oxz" data-start="20440" data-end="20479"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> predisporre domanda e Allegato A;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1he45vu" data-start="20480" data-end="20525"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> firmare digitalmente la documentazione;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="10dd2fd" data-start="20526" data-end="20570"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> presentare la pratica tramite ReStart.</li>
</ul>
<h2 data-section-id="1fgjfvu" data-start="20572" data-end="20640"><span role="text"><strong data-start="20575" data-end="20640">Scheda rapida – Internazionalizzazione Maremma e Tirreno 2026</strong></span></h2>
<div class="group TyagGW_tableContainer">
<div class="TyagGW_tableWrapper flex flex-col-reverse w-fit" tabindex="-1">
<table class="w-fit min-w-(--thread-content-width)" data-start="20642" data-end="21784">
<thead data-start="20642" data-end="20657">
<tr data-start="20642" data-end="20657">
<th class="last:pe-10" data-start="20642" data-end="20649" data-col-size="md">Voce</th>
<th class="last:pe-10" data-start="20649" data-end="20657" data-col-size="lg">Dato</th>
</tr>
</thead>
<tbody data-start="20668" data-end="21784">
<tr data-start="20668" data-end="20726">
<td data-start="20668" data-end="20675" data-col-size="md">Ente</td>
<td data-start="20675" data-end="20726" data-col-size="lg">Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno</td>
</tr>
<tr data-start="20727" data-end="20774">
<td data-start="20727" data-end="20740" data-col-size="md">Territorio</td>
<td data-start="20740" data-end="20774" data-col-size="lg">Province di Livorno e Grosseto</td>
</tr>
<tr data-start="20775" data-end="20844">
<td data-start="20775" data-end="20789" data-col-size="md">Beneficiari</td>
<td data-start="20789" data-end="20844" data-col-size="lg">MPMI, cooperative e consorzi qualificabili come PMI</td>
</tr>
<tr data-start="20845" data-end="20881">
<td data-start="20845" data-end="20868" data-col-size="md">Dotazione originaria</td>
<td data-col-size="lg" data-start="20868" data-end="20881">110.000 €</td>
</tr>
<tr data-start="20882" data-end="20918">
<td data-start="20882" data-end="20895" data-col-size="md">Contributo</td>
<td data-start="20895" data-end="20918" data-col-size="lg">60% a fondo perduto</td>
</tr>
<tr data-start="20919" data-end="20950">
<td data-start="20919" data-end="20939" data-col-size="md">Massimo ordinario</td>
<td data-col-size="lg" data-start="20939" data-end="20950">2.500 €</td>
</tr>
<tr data-start="20951" data-end="20977">
<td data-start="20951" data-end="20966" data-col-size="md">Spesa minima</td>
<td data-start="20966" data-end="20977" data-col-size="lg">1.000 €</td>
</tr>
<tr data-start="20978" data-end="21043">
<td data-start="20978" data-end="21033" data-col-size="md">Bonus sostenibilità/parità/femminile/sociale/benefit</td>
<td data-col-size="lg" data-start="21033" data-end="21043">+300 €</td>
</tr>
<tr data-start="21044" data-end="21106">
<td data-start="21044" data-end="21071" data-col-size="md">Bonus rating di legalità</td>
<td data-start="21071" data-end="21106" data-col-size="lg">+300 € nei limiti della riserva</td>
</tr>
<tr data-start="21107" data-end="21223">
<td data-start="21107" data-end="21115" data-col-size="md">Spese</td>
<td data-col-size="lg" data-start="21115" data-end="21223">ricerche mercato, scouting clienti, B2B, missioni commerciali, showroom, fiere, marchi e brevetti esteri</td>
</tr>
<tr data-start="21224" data-end="21297">
<td data-start="21224" data-end="21250" data-col-size="md">Periodo ordinario spese</td>
<td data-col-size="lg" data-start="21250" data-end="21297">dal 1° gennaio 2026 alla data della domanda</td>
</tr>
<tr data-start="21298" data-end="21350">
<td data-start="21298" data-end="21309" data-col-size="md">Attività</td>
<td data-start="21309" data-end="21350" data-col-size="lg">già concluse al momento della domanda</td>
</tr>
<tr data-start="21351" data-end="21379">
<td data-start="21351" data-end="21363" data-col-size="md">Self I4.0</td>
<td data-start="21363" data-end="21379" data-col-size="lg">obbligatorio</td>
</tr>
<tr data-start="21380" data-end="21425">
<td data-start="21380" data-end="21398" data-col-size="md">Piattaforma SEI</td>
<td data-start="21398" data-end="21425" data-col-size="lg">iscrizione obbligatoria</td>
</tr>
<tr data-start="21426" data-end="21497">
<td data-start="21426" data-end="21453" data-col-size="md">Servizio camerale export</td>
<td data-col-size="lg" data-start="21453" data-end="21497">almeno uno fruito nei 12 mesi precedenti</td>
</tr>
<tr data-start="21498" data-end="21530">
<td data-start="21498" data-end="21508" data-col-size="md">Domanda</td>
<td data-start="21508" data-end="21530" data-col-size="lg">ReStart InfoCamere</td>
</tr>
<tr data-start="21531" data-end="21569">
<td data-start="21531" data-end="21542" data-col-size="md">Apertura</td>
<td data-start="21542" data-end="21569" data-col-size="lg">7 maggio 2026 ore 11:00</td>
</tr>
<tr data-start="21570" data-end="21619">
<td data-start="21570" data-end="21589" data-col-size="md">Scadenza formale</td>
<td data-start="21589" data-end="21619" data-col-size="lg">10 novembre 2026 ore 23:59</td>
</tr>
<tr data-start="21620" data-end="21659">
<td data-start="21620" data-end="21632" data-col-size="md">Procedura</td>
<td data-start="21632" data-end="21659" data-col-size="lg">cronologica a sportello</td>
</tr>
<tr data-start="21660" data-end="21784">
<td data-start="21660" data-end="21676" data-col-size="md">Stato risorse</td>
<td data-start="21676" data-end="21784" data-col-size="lg">prospetto al 2 settembre indica disponibilità da assegnare negativa; possibili domande in lista d’attesa</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<p data-start="21786" data-end="22292">La vera particolarità di questo bando non è tanto il valore massimo di 2.500 euro, piuttosto contenuto, quanto la varietà di attività riconosciute: <strong data-start="21934" data-end="22047">ricerca di mercato, ricerca clienti, B2B, fiere, showroom e tutela internazionale della proprietà industriale</strong>. Per una PMI che sta compiendo i primi passi all’estero può essere utile, ma a metà settembre la disponibilità delle risorse va verificata con attenzione prima di considerare il contributo come probabile.</p>
<p data-start="22294" data-end="22501"><strong data-start="22294" data-end="22501">Atamai può supportare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nell’analisi delle spese sostenute e nella predisposizione della documentazione per la domanda. Per informazioni: <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="22485" data-end="22499">info@atamai.it</a></strong></p>
<p data-start="22503" data-end="22597">Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moda, 100 milioni per le PMI</title>
		<link>https://audit50.it/moda-100-milioni-per-le-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 23:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MIMIT exMISE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2411</guid>

					<description><![CDATA[Moda, 100 milioni per le PMI: contributi e finanziamenti agevolati per investimenti da 1 a 20 milioni Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito con il decreto ministeriale del 6 agosto 2026, pubblicato sul sito del MIMIT il 10 settembre, la nuova misura destinata ai programmi di sviluppo delle PMI operanti&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/moda-100-milioni-per-le-pmi/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Moda, 100 milioni per le PMI</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 data-section-id="e04hb6" data-start="0" data-end="103">Moda, 100 milioni per le PMI: contributi e finanziamenti agevolati per investimenti da 1 a 20 milioni</h1>
<p data-start="105" data-end="885">Il <strong data-start="108" data-end="155">Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong> ha definito con il decreto ministeriale del <strong data-start="200" data-end="217">6 agosto 2026</strong>, pubblicato sul sito del MIMIT il 10 settembre, la nuova misura destinata ai <strong data-start="295" data-end="364">programmi di sviluppo delle PMI operanti nella filiera della moda</strong>. L’intervento dispone di <strong data-start="390" data-end="413">100 milioni di euro</strong> a valere sul Fondo per la crescita sostenibile e finanzia programmi compresi tra <strong data-start="495" data-end="521">1 e 20 milioni di euro</strong>, realizzabili in tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è rafforzare la capacità produttiva della filiera italiana, favorire l’utilizzo di semilavorati italiani o europei, sostenere investimenti produttivi e innovazione e incoraggiare progetti congiunti tra imprese appartenenti a differenti fasi della catena del valore.</p>
<p data-start="887" data-end="1347">La misura è già disciplinata dal decreto ministeriale, ma <strong data-start="945" data-end="990">non è ancora possibile presentare domanda</strong>: alla data del 14 settembre 2026 il MIMIT non ha ancora pubblicato il successivo decreto direttoriale che stabilirà apertura, chiusura, piattaforma operativa e documentazione definitiva. La procedura sarà <strong data-start="1196" data-end="1224">valutativa a graduatoria</strong>, quindi non si tratta di un click day basato esclusivamente sull’ordine cronologico.</p>
<p data-start="1349" data-end="1427"><strong data-start="1349" data-end="1427">La prima precisazione riguarda il “75%”: non significa 75% a fondo perduto</strong></p>
<p data-start="1429" data-end="1822">La nuova agevolazione combina <strong data-start="1459" data-end="1489">contributo a fondo perduto</strong> e, se richiesto dall’impresa, <strong data-start="1520" data-end="1547">finanziamento agevolato</strong>. Il finanziamento agevolato può coprire nominalmente fino al <strong data-start="1609" data-end="1647">20% degli investimenti ammissibili</strong>, mentre contributo e finanziamento, sommati, non possono in nessun caso superare il <strong data-start="1732" data-end="1783">75% degli investimenti complessivamente ammessi</strong>.</p>
<p data-start="1824" data-end="2471">Questo non significa però che ogni progetto riceverà automaticamente il 55% a fondo perduto più il 20% di finanziamento. L’intensità effettiva del contributo dipenderà dal <strong data-start="1996" data-end="2026">regime europeo applicabile</strong>, dalla dimensione dell’impresa, dalla localizzazione dell’investimento e dalla tipologia delle attività inserite nel programma. Per gli investimenti produttivi vengono applicati, a seconda del territorio, la Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale oppure l’articolo 17 del Regolamento GBER; innovazione, formazione, consulenze e ricerca seguono invece i rispettivi articoli del regolamento europeo.</p>
<p data-start="2473" data-end="2739">Il dato corretto da comunicare è quindi: <strong data-start="2514" data-end="2738">agevolazioni complessive fino al 75%, delle quali il finanziamento agevolato può rappresentare fino al 20% dell’investimento; la quota effettiva di contributo a fondo perduto deve essere determinata progetto per progetto</strong>.</p>
<p data-start="2741" data-end="2785"><strong data-start="2741" data-end="2785">Come funziona il finanziamento agevolato</strong></p>
<p data-start="2787" data-end="3263">Il finanziamento agevolato è facoltativo e può essere richiesto fino al <strong data-start="2859" data-end="2897">20% degli investimenti ammissibili</strong>. Ha una durata massima di <strong data-start="2924" data-end="2935">10 anni</strong>, oltre a un eventuale periodo di preammortamento fino a <strong data-start="2992" data-end="3002">3 anni</strong>, commisurato alla durata del programma. Il tasso applicato è pari al <strong data-start="3072" data-end="3137">20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione</strong> e il rimborso avviene mediante rate semestrali. Il finanziamento non richiede garanzie.</p>
<p data-start="3265" data-end="3521">Per determinati investimenti soggetti all’articolo 14 GBER, l’impresa deve inoltre garantire con risorse proprie o finanziamento esterno privo di sostegno pubblico almeno il <strong data-start="3439" data-end="3482">25% delle spese ammissibili complessive</strong>.</p>
<p data-start="3523" data-end="3574"><strong data-start="3523" data-end="3574">100 milioni di euro, con due riserve importanti</strong></p>
<p data-start="3576" data-end="3987">La dotazione complessiva è pari a <strong data-start="3610" data-end="3633">100 milioni di euro</strong>. Il decreto prevede due riserve che incidono significativamente sulla distribuzione delle risorse: il <strong data-start="3736" data-end="3809">25% è riservato alle iniziative presentate da micro e piccole imprese</strong>, mentre il <strong data-start="3821" data-end="3948">40% è destinato agli investimenti realizzati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna</strong>.</p>
<p data-start="3989" data-end="4277">Per una piccola impresa meridionale, quindi, la misura presenta un posizionamento particolarmente favorevole, perché il progetto può ricadere contemporaneamente nella platea delle micro/piccole imprese e nell’area territoriale alla quale il decreto assegna una quota specifica di risorse.</p>
<p data-start="4279" data-end="4302"><strong data-start="4279" data-end="4302">Chi può partecipare</strong></p>
<p data-start="4304" data-end="4612">Il bando è rivolto esclusivamente alle <strong data-start="4343" data-end="4350">PMI</strong>, comprese quindi micro, piccole e medie imprese, regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese. L’impresa deve esercitare almeno una delle attività ATECO 2025 individuate nell’Allegato 1 del decreto.</p>
<p data-start="4614" data-end="5338">La definizione di “filiera della moda” è più ampia del solo tessile-abbigliamento. L’allegato comprende integralmente le divisioni relative a <strong data-start="4756" data-end="4809">tessili, abbigliamento, pelli e articoli in pelle</strong>, ma include anche specifiche lavorazioni e produzioni collegate alla moda: fibre sintetiche e artificiali, alcuni prodotti chimici utilizzati nel finissaggio, lavorazioni di metalli per accessori moda, stampi e minuteria, orologi, pietre preziose, gioielleria e oreficeria, bigiotteria, lenti e montature per occhiali, bottoni, chiusure lampo, ombrelli e anche <strong data-start="5171" data-end="5208">attività di progettazione di moda</strong>. Il decreto comprende inoltre il codice relativo alla fabbricazione di profumi e cosmetici.</p>
<p data-start="5340" data-end="5504">È quindi importante effettuare la verifica partendo dal <strong data-start="5396" data-end="5443">codice ATECO 2025 effettivamente esercitato</strong> e non limitarsi alla denominazione commerciale dell’impresa.</p>
<p data-start="5506" data-end="5550"><strong data-start="5506" data-end="5550">Investimenti da almeno 1 milione di euro</strong></p>
<p data-start="5552" data-end="5639">Il piano di sviluppo deve prevedere complessivamente spese ammissibili non inferiori a:</p>
<p data-start="5641" data-end="5662"><strong data-start="5641" data-end="5662">1.000.000 di euro</strong></p>
<p data-start="5664" data-end="5682">e non superiori a:</p>
<p data-start="5684" data-end="5707"><strong data-start="5684" data-end="5707">20.000.000 di euro.</strong></p>
<p data-start="5709" data-end="5854">Gli interventi possono essere realizzati presso unità produttive situate <strong data-start="5782" data-end="5815">in qualsiasi regione italiana</strong>.</p>
<p data-start="5856" data-end="5998">Si tratta quindi di una misura pensata per operazioni strutturate e non per il semplice acquisto di una singola macchina di importo contenuto.</p>
<p data-start="6000" data-end="6058"><strong data-start="6000" data-end="6058">Cinque tipologie principali di investimento produttivo</strong></p>
<p data-start="6060" data-end="6488">Il programma produttivo può riguardare la <strong data-start="6102" data-end="6145">creazione di una nuova unità produttiva</strong>, l’<strong data-start="6149" data-end="6206">ampliamento della capacità di una struttura esistente</strong>, la <strong data-start="6211" data-end="6239">riconversione produttiva</strong> verso prodotti precedentemente non realizzati, una <strong data-start="6291" data-end="6378">ristrutturazione consistente in un cambiamento fondamentale del processo produttivo</strong> oppure l’<strong data-start="6388" data-end="6447">acquisizione degli attivi di uno stabilimento esistente</strong>.</p>
<p data-start="6490" data-end="6935">Il decreto introduce inoltre una possibilità utile per gli interventi di dimensione minore all’interno del piano: i programmi di investimento produttivo di importo non superiore a 1 milione di euro possono riguardare anche il <strong data-start="6716" data-end="6766">rinnovo di impianti, macchinari e attrezzature</strong>, purché finalizzato al mantenimento o al miglioramento della capacità produttiva. Questa fattispecie opera in regime de minimis.</p>
<p data-start="6937" data-end="6962"><strong data-start="6937" data-end="6962">Macchinari e impianti</strong></p>
<p data-start="6964" data-end="7427">Tra le spese produttive ammissibili rientrano <strong data-start="7010" data-end="7067">macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica</strong>. Può quindi essere finanziato un programma di ammodernamento produttivo comprendente nuovi telai, macchine per taglio e cucitura, sistemi di finissaggio, attrezzature per calzaturifici e pelletteria, macchine di lavorazione e sistemi automatici, purché l’investimento risponda alle caratteristiche previste dal decreto.</p>
<p data-start="7429" data-end="7481"><strong data-start="7429" data-end="7481">Fotovoltaico e produzione di energia rinnovabile</strong></p>
<p data-start="7483" data-end="7843">Tra macchinari e impianti il decreto comprende espressamente anche gli <strong data-start="7554" data-end="7616">impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili</strong>, purché destinati a soddisfare il fabbisogno dell’unità produttiva oggetto del programma. Le relative opere murarie seguono invece le regole previste per la specifica categoria di spesa.</p>
<p data-start="7845" data-end="8044">Questa previsione consente di inserire la componente energetica all’interno di un progetto industriale più ampio, ma la misura non deve essere interpretata come un bando autonomo per il fotovoltaico.</p>
<p data-start="8046" data-end="8073"><strong data-start="8046" data-end="8073">Terreni e opere murarie</strong></p>
<p data-start="8075" data-end="8211">È ammesso anche il <strong data-start="8094" data-end="8140">suolo aziendale e le relative sistemazioni</strong>, entro il limite del <strong data-start="8162" data-end="8210">10% dell’investimento produttivo ammissibile</strong>.</p>
<p data-start="8213" data-end="8405">Le <strong data-start="8216" data-end="8289">opere murarie, opere assimilate e infrastrutture specifiche aziendali</strong> possono invece raggiungere il <strong data-start="8320" data-end="8364">40% del programma produttivo ammissibile</strong>.</p>
<p data-start="8407" data-end="8631">Questo rende la misura utilizzabile anche per programmi industriali che comportano una rilevante componente edilizia e infrastrutturale, a differenza di molti incentivi concentrati esclusivamente sull’acquisto di macchinari.</p>
<p data-start="8633" data-end="8686"><strong data-start="8633" data-end="8686">Software, brevetti e immobilizzazioni immateriali</strong></p>
<p data-start="8688" data-end="9010">Il decreto consente anche le <strong data-start="8717" data-end="8749">immobilizzazioni immateriali</strong> previste dal Regolamento GBER. Possono quindi assumere rilievo software, brevetti, know-how e altri asset immateriali direttamente funzionali al programma di sviluppo, purché rispettino le condizioni europee applicabili.</p>
<p data-start="9012" data-end="9177">Per imprese che stanno digitalizzando progettazione, produzione, tracciabilità e controllo della filiera, questa componente può diventare particolarmente importante.</p>
<p data-start="9179" data-end="9233"><strong data-start="9179" data-end="9233">Consulenze fino al 5% dell’investimento produttivo</strong></p>
<p data-start="9235" data-end="9430">Le consulenze direttamente collegate al programma possono essere agevolate entro un limite massimo pari al <strong data-start="9342" data-end="9389">5% dell’investimento produttivo ammissibile</strong>.</p>
<p data-start="9432" data-end="9565">Non è quindi possibile costruire un programma prevalentemente basato su consulenza: il fulcro deve restare l’investimento produttivo.</p>
<p data-start="9567" data-end="9628"><strong data-start="9567" data-end="9628">Innovazione di processo e dell’organizzazione fino al 40%</strong></p>
<p data-start="9630" data-end="9857">Il piano produttivo può essere completato da un progetto di <strong data-start="9690" data-end="9739">innovazione di processo o dell’organizzazione</strong> fino al <strong data-start="9748" data-end="9816">40% dell’investimento complessivo previsto dal piano di sviluppo</strong>.</p>
<p data-start="9859" data-end="10273">In questa componente possono essere riconosciuti costi del personale tecnico e di ricerca impiegato nel progetto, strumenti e attrezzature, ricerca contrattuale, conoscenze, brevetti, consulenze e altri servizi utilizzati esclusivamente per l’innovazione. Le spese generali e i materiali direttamente derivanti dal progetto sono ammissibili nei limiti stabiliti dal decreto.</p>
<p data-start="10275" data-end="10537">Per la filiera moda può significare, ad esempio, sviluppare sistemi digitali di programmazione e controllo della produzione, nuovi processi per la personalizzazione, sistemi di tracciabilità della supply chain, automazione avanzata o nuovi modelli organizzativi.</p>
<p data-start="10539" data-end="10579"><strong data-start="10539" data-end="10579">Formazione del personale fino al 20%</strong></p>
<p data-start="10581" data-end="10876">Il programma può comprendere anche progetti di <strong data-start="10628" data-end="10656">formazione del personale</strong>, entro il limite del <strong data-start="10678" data-end="10734">20% dell’investimento complessivo previsto dal piano</strong>. Sono però escluse le attività formative realizzate semplicemente per adempiere a obblighi normativi.</p>
<p data-start="10878" data-end="11165">Sono ammissibili, tra l’altro, i costi dei formatori, alcuni costi direttamente collegati alla partecipazione del personale e i servizi di consulenza connessi al progetto formativo, questi ultimi entro il limite del 10% del costo della formazione.</p>
<p data-start="11167" data-end="11288">La formazione può quindi accompagnare l’introduzione di nuovi impianti, software, automazione o nuovi modelli produttivi.</p>
<p data-start="11290" data-end="11373"><strong data-start="11290" data-end="11373">Ricerca industriale e sviluppo sperimentale per programmi superiori a 5 milioni</strong></p>
<p data-start="11375" data-end="11572">Quando l’investimento produttivo supera <strong data-start="11415" data-end="11436">5 milioni di euro</strong>, il piano può comprendere anche un progetto di <strong data-start="11484" data-end="11531">ricerca industriale e sviluppo sperimentale</strong>.</p>
<p data-start="11574" data-end="11869">Sono ammissibili personale di ricerca, strumenti e attrezzature utilizzati per il progetto, ricerca contrattuale, brevetti e conoscenze acquistate o utilizzate in licenza, consulenza specialistica e altre spese direttamente imputabili all’attività di R&amp;S.</p>
<p data-start="11871" data-end="12065">Questo apre la misura anche a programmi complessi su nuovi materiali, processi produttivi, trattamenti, tecnologie di riciclo, funzionalizzazione dei tessuti e sviluppo sperimentale di prodotti.</p>
<p data-start="12067" data-end="12108"><strong data-start="12067" data-end="12108">Programmi congiunti: da tre a sei PMI</strong></p>
<p data-start="12110" data-end="12217">Uno degli elementi centrali della misura è la possibilità di presentare un <strong data-start="12185" data-end="12216">piano di sviluppo congiunto</strong>.</p>
<p data-start="12219" data-end="12245">Devono partecipare almeno:</p>
<p data-start="12247" data-end="12256"><strong data-start="12247" data-end="12256">3 PMI</strong></p>
<p data-start="12258" data-end="12271">e non più di:</p>
<p data-start="12273" data-end="12283"><strong data-start="12273" data-end="12283">6 PMI.</strong></p>
<p data-start="12285" data-end="12511">Il programma complessivo deve comunque essere compreso tra 1 e 20 milioni di euro, ma il progetto attribuito a ciascuna singola impresa partecipante può scendere fino a <strong data-start="12454" data-end="12470">200.000 euro</strong>.</p>
<p data-start="12513" data-end="12726">Questa possibilità può risultare particolarmente importante nella moda, dove la produzione è spesso distribuita tra filatura, tessitura, tintoria, confezione, lavorazioni, componentistica, accessori e finissaggio.</p>
<p data-start="12728" data-end="12872">Un gruppo di imprese complementari potrebbe quindi costruire un piano comune molto più significativo rispetto al progetto della singola società.</p>
<p data-start="12874" data-end="12941"><strong data-start="12874" data-end="12941">La filiera italiana ed europea viene premiata nella graduatoria</strong></p>
<p data-start="12943" data-end="13083">Il decreto non si limita a dichiarare l’obiettivo di rafforzare la filiera nazionale: lo traduce anche in una <strong data-start="13053" data-end="13082">premialità di graduatoria</strong>.</p>
<p data-start="13085" data-end="13155">Al punteggio ottenuto possono essere applicate maggiorazioni, tra cui:</p>
<ul data-start="13157" data-end="13577">
<li data-section-id="14q6v14" data-start="13157" data-end="13193"><strong data-start="13159" data-end="13166">+3%</strong> per il rating di legalità;</li>
<li data-section-id="18he9ei" data-start="13194" data-end="13249"><strong data-start="13196" data-end="13203">+3%</strong> per la certificazione della parità di genere;</li>
<li data-section-id="i863x8" data-start="13250" data-end="13325"><strong data-start="13252" data-end="13259">+3%</strong> per utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o UE;</li>
<li data-section-id="tmnko7" data-start="13326" data-end="13435"><strong data-start="13328" data-end="13335">+3%</strong> per programmi congiunti nei quali le imprese partecipano a differenti fasi della catena del valore;</li>
<li data-section-id="1k24rui" data-start="13436" data-end="13577"><strong data-start="13438" data-end="13446">+10%</strong> quando il costo del personale risultante dall’ultimo bilancio supera il 15% del fatturato.</li>
</ul>
<p data-start="13579" data-end="13769">Quest’ultimo elemento è particolarmente interessante per la moda italiana, caratterizzata da aziende con un forte contenuto di lavoro specializzato e competenze artigianali e manifatturiere.</p>
<p data-start="13771" data-end="13815"><strong data-start="13771" data-end="13815">Quali criteri determinano la graduatoria</strong></p>
<p data-start="13817" data-end="14180">La selezione avverrà attraverso una vera graduatoria. Tra gli indicatori previsti dal decreto figurano la <strong data-start="13923" data-end="13958">copertura finanziaria del piano</strong>, il rapporto tra <strong data-start="13976" data-end="14010">EBITDA e investimento previsto</strong>, il possesso di <strong data-start="14027" data-end="14059">certificazioni etico-sociali</strong> e l’adozione di strumenti per garantire la <strong data-start="14103" data-end="14139">tracciabilità della supply chain</strong>.</p>
<p data-start="14182" data-end="14300">Il successivo decreto direttoriale dovrà trasformare questi indicatori in formule, punteggi e soglie minime operative.</p>
<p data-start="14302" data-end="14546">Il gestore formerà la graduatoria entro <strong data-start="14342" data-end="14384">30 giorni dalla chiusura delle domande</strong> e le istruttorie dovranno essere completate, per ciascuna domanda, entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria.</p>
<p data-start="14548" data-end="14839">Essere in graduatoria non equivale comunque automaticamente a ottenere il contributo: seguiranno verifiche sui requisiti, sulla solidità economico-finanziaria dell’impresa, sulla fattibilità tecnica, sulla cantierabilità e sulla congruità delle spese.</p>
<p data-start="14841" data-end="14886"><strong data-start="14841" data-end="14886">Il programma deve partire dopo la domanda</strong></p>
<p data-start="14888" data-end="15267">Il decreto applica il principio dell’effetto di incentivazione: l’investimento deve essere <strong data-start="14979" data-end="15026">avviato dopo la presentazione della domanda</strong>. È considerato avvio il primo tra l’inizio dei lavori e l’assunzione di un impegno giuridicamente vincolante che renda l’investimento irreversibile, ad esempio un ordine vincolante per un macchinario.</p>
<p data-start="15269" data-end="15399">L’acquisto del terreno, gli studi di fattibilità e la richiesta di permessi non sono invece considerati, di per sé, data di avvio.</p>
<p data-start="15401" data-end="15596">Per le imprese interessate il messaggio operativo è quindi chiaro: <strong data-start="15468" data-end="15595">non firmare ordini vincolanti sui beni che dovranno entrare nel programma prima di avere verificato la procedura di domanda</strong>.</p>
<p data-start="15598" data-end="15646"><strong data-start="15598" data-end="15646">Fino a 36 mesi per completare l&#8217;investimento</strong></p>
<p data-start="15648" data-end="15876">Il programma deve essere concluso entro <strong data-start="15688" data-end="15717">36 mesi dalla concessione</strong>, con possibilità per il Ministero di autorizzare, su richiesta motivata, una proroga massima di ulteriori <strong data-start="15824" data-end="15835">12 mesi</strong>.</p>
<p data-start="15878" data-end="16076">Si tratta quindi di uno strumento adatto anche a programmi industriali complessi che richiedano progettazione, opere, consegna di impianti, avviamento produttivo e attività parallele di innovazione.</p>
<p data-start="16078" data-end="16107"><strong data-start="16078" data-end="16107">Erogazione fino a tre SAL</strong></p>
<p data-start="16109" data-end="16360">Le agevolazioni vengono erogate su richiesta dell’impresa attraverso un massimo di <strong data-start="16192" data-end="16227">tre stati di avanzamento lavori</strong>, ciascuno — salvo il saldo finale — di importo non inferiore al <strong data-start="16292" data-end="16319">25% delle spese ammesse</strong>.</p>
<p data-start="16362" data-end="16540">Anche la gestione finanziaria del progetto va quindi pianificata in anticipo: l’impresa deve possedere una struttura finanziaria coerente con tempi di investimento ed erogazione.</p>
<p data-start="16542" data-end="16583"><strong data-start="16542" data-end="16583">Obbligo di mantenere gli investimenti</strong></p>
<p data-start="16585" data-end="16893">Le immobilizzazioni agevolate devono essere mantenute per almeno <strong data-start="16650" data-end="16662">tre anni</strong> dall’ultima erogazione o, se successiva, dall’installazione dell’ultimo bene agevolato. Il decreto disciplina inoltre variazioni, sostituzioni di beni diventati obsoleti e ipotesi di revoca.</p>
<p data-start="16895" data-end="16928"><strong data-start="16895" data-end="16928">Cumulo con altre agevolazioni</strong></p>
<p data-start="16930" data-end="17280">Gli incentivi possono essere cumulati con altri aiuti di Stato, compresi quelli de minimis, nel rispetto delle relative intensità massime europee. È inoltre possibile il cumulo con agevolazioni pubbliche che non costituiscono aiuto di Stato, purché non si determini una sovracompensazione delle medesime spese.</p>
<p data-start="17282" data-end="17489">Per eventuali sovrapposizioni con Nuova Sabatini, crediti d’imposta, incentivi energetici o altri strumenti sarà quindi necessario verificare le singole regole di cumulo e la precisa imputazione delle spese.</p>
<p data-start="17491" data-end="17541"><strong data-start="17491" data-end="17541">Esempio: impresa tessile che investe 2 milioni</strong></p>
<p data-start="17543" data-end="17784">Una PMI tessile potrebbe presentare un progetto da 2 milioni di euro per ampliare la capacità produttiva attraverso nuovi macchinari, sistemi digitali di controllo, software di produzione e un impianto fotovoltaico destinato all’autoconsumo.</p>
<p data-start="17786" data-end="18161">Potrebbe richiedere anche il finanziamento agevolato fino a <strong data-start="17846" data-end="17862">400.000 euro</strong>, pari al 20% dell’investimento. La restante componente agevolativa potrebbe essere concessa sotto forma di contributo a fondo perduto entro le intensità effettivamente consentite dalla normativa europea e comunque senza superare, sommando contributo e finanziamento, il 75% della spesa ammissibile.</p>
<p data-start="18163" data-end="18297">Non è quindi corretto calcolare automaticamente 1,5 milioni di agevolazione: occorre prima determinare il regime di aiuto applicabile.</p>
<p data-start="18299" data-end="18343"><strong data-start="18299" data-end="18343">Esempio: aggregazione di quattro imprese</strong></p>
<p data-start="18345" data-end="18504">Un produttore tessile, un&#8217;impresa di finissaggio, un confezionista e un produttore di accessori potrebbero costruire insieme un programma da 4 milioni di euro.</p>
<p data-start="18506" data-end="18877">Ogni impresa potrebbe sostenere una parte differente del progetto, rispettando il minimo di <strong data-start="18598" data-end="18631">200.000 euro per partecipante</strong>. Se le aziende operano in differenti fasi della catena del valore, il programma potrebbe inoltre accedere alla maggiorazione del <strong data-start="18761" data-end="18796">3% del punteggio di graduatoria</strong> prevista per le aggregazioni di filiera.</p>
<p data-start="18879" data-end="18932"><strong data-start="18879" data-end="18932">Esempio: programma da oltre 5 milioni con ricerca</strong></p>
<p data-start="18934" data-end="19202">Una PMI o aggregazione potrebbe realizzare un investimento produttivo da 8 milioni di euro, accompagnandolo con un progetto di ricerca dedicato allo sviluppo di nuovi materiali tessili, sistemi di recupero e riciclo, trattamenti innovativi o nuovi processi produttivi.</p>
<p data-start="19204" data-end="19424">Il superamento della soglia di <strong data-start="19235" data-end="19283">5 milioni di euro di investimento produttivo</strong> consente infatti di inserire anche ricerca industriale e sviluppo sperimentale nel piano finanziato.</p>
<p data-start="19426" data-end="19452"><strong data-start="19426" data-end="19452">Quando aprirà il bando</strong></p>
<p data-start="19454" data-end="19518">Questo è il dato che oggi va comunicato con maggiore precisione.</p>
<p data-start="19520" data-end="19905">Il <strong data-start="19523" data-end="19602">decreto ministeriale è stato emanato ed è operativo come quadro regolatorio</strong>, ma <strong data-start="19607" data-end="19643">lo sportello non è ancora aperto</strong>. Il MIMIT stabilisce espressamente che date di apertura e chiusura, modalità di presentazione e ulteriori documenti saranno definiti con un successivo provvedimento della Direzione generale per gli incentivi alle imprese.</p>
<p data-start="19907" data-end="20023">Pertanto qualsiasi indicazione di una data precisa di click day o apertura, al 14 settembre 2026, sarebbe prematura.</p>
<p data-start="20025" data-end="20231">La procedura sarà comunque interamente telematica e ogni impresa potrà presentare <strong data-start="20107" data-end="20127">una sola domanda</strong>, individualmente oppure come partecipante a un piano congiunto.</p>
<p data-start="20233" data-end="20275"><strong data-start="20233" data-end="20275">Cosa conviene fare prima dell’apertura</strong></p>
<p data-start="20277" data-end="20637">Per progetti da almeno un milione di euro non conviene aspettare la pubblicazione delle date per iniziare l’analisi. Le imprese potenzialmente interessate possono già verificare codice ATECO, dimensione PMI, programma industriale, localizzazione, preventivi, risorse proprie, capacità finanziaria, eventuale aggregazione di filiera e possesso delle premialità.</p>
<p data-start="20639" data-end="20820">Particolare attenzione va data a <strong data-start="20672" data-end="20731">EBITDA, copertura finanziaria e struttura del personale</strong>, perché non sono elementi accessori: entrano direttamente nel meccanismo di graduatoria.</p>
<p data-start="20822" data-end="20845"><strong data-start="20822" data-end="20845">Checklist operativa</strong></p>
<ul data-start="20847" data-end="22249">
<li data-section-id="150d2hk" data-start="20847" data-end="20880">verificare la qualifica di PMI;</li>
<li data-section-id="orjubk" data-start="20881" data-end="20931">verificare il codice ATECO 2025 nell’Allegato 1;</li>
<li data-section-id="xlfkym" data-start="20932" data-end="20995">definire un programma complessivo tra 1 e 20 milioni di euro;</li>
<li data-section-id="16zzj60" data-start="20996" data-end="21057">stabilire se presentarlo singolarmente o con altre 2-5 PMI;</li>
<li data-section-id="1dl4xkm" data-start="21058" data-end="21137">nei progetti congiunti verificare il minimo di 200.000 euro per partecipante;</li>
<li data-section-id="1yakx27" data-start="21138" data-end="21199">individuare unità produttiva e territorio di realizzazione;</li>
<li data-section-id="198gj83" data-start="21200" data-end="21258">verificare l’eventuale accesso alla riserva Mezzogiorno;</li>
<li data-section-id="1dt8cky" data-start="21259" data-end="21314">verificare l’eventuale riserva micro/piccole imprese;</li>
<li data-section-id="12n73zn" data-start="21315" data-end="21362">definire macchinari, impianti e attrezzature;</li>
<li data-section-id="hq1rp3" data-start="21363" data-end="21413">valutare eventuale fotovoltaico per autoconsumo;</li>
<li data-section-id="od6ttu" data-start="21414" data-end="21476">determinare opere murarie e terreni entro i limiti previsti;</li>
<li data-section-id="fn332k" data-start="21477" data-end="21532">identificare software e immobilizzazioni immateriali;</li>
<li data-section-id="2raa6x" data-start="21533" data-end="21592">verificare eventuale progetto di innovazione fino al 40%;</li>
<li data-section-id="1cqh9jo" data-start="21593" data-end="21639">verificare eventuale formazione fino al 20%;</li>
<li data-section-id="afw00i" data-start="21640" data-end="21719">per investimenti produttivi superiori a 5 milioni valutare la componente R&amp;S;</li>
<li data-section-id="y88xji" data-start="21720" data-end="21774">non assumere impegni vincolanti prima della domanda;</li>
<li data-section-id="1qew38c" data-start="21775" data-end="21839">calcolare la quota di risorse proprie o finanziamento privato;</li>
<li data-section-id="tyk3vg" data-start="21840" data-end="21886">analizzare EBITDA rispetto all’investimento;</li>
<li data-section-id="13uu9rp" data-start="21887" data-end="21929">verificare certificazioni etico-sociali;</li>
<li data-section-id="1lg7vkc" data-start="21930" data-end="21980">documentare la tracciabilità della supply chain;</li>
<li data-section-id="r82al1" data-start="21981" data-end="22013">verificare rating di legalità;</li>
<li data-section-id="1r0yelu" data-start="22014" data-end="22062">verificare certificazione di parità di genere;</li>
<li data-section-id="ts88py" data-start="22063" data-end="22118">documentare l’origine italiana o UE dei semilavorati;</li>
<li data-section-id="1tpsdq6" data-start="22119" data-end="22181">controllare incidenza del costo del personale sul fatturato;</li>
<li data-section-id="1e7m27s" data-start="22182" data-end="22249">monitorare la pubblicazione del decreto direttoriale di apertura.</li>
</ul>
<p data-start="22251" data-end="22299"><strong data-start="22251" data-end="22299">Scheda rapida – PMI nella filiera della moda</strong></p>
<div class="group TyagGW_tableContainer">
<div class="TyagGW_tableWrapper flex flex-col-reverse w-fit" tabindex="-1">
<table class="w-fit min-w-(--thread-content-width)" data-start="22301" data-end="23411">
<thead data-start="22301" data-end="22316">
<tr data-start="22301" data-end="22316">
<th class="last:pe-10" data-start="22301" data-end="22308" data-col-size="md">Voce</th>
<th class="last:pe-10" data-start="22308" data-end="22316" data-col-size="md">Dato</th>
</tr>
</thead>
<tbody data-start="22327" data-end="23411">
<tr data-start="22327" data-end="22381">
<td data-start="22327" data-end="22334" data-col-size="md">Ente</td>
<td data-col-size="md" data-start="22334" data-end="22381">Ministero delle Imprese e del Made in Italy</td>
</tr>
<tr data-start="22382" data-end="22427">
<td data-start="22382" data-end="22390" data-col-size="md">Norma</td>
<td data-start="22390" data-end="22427" data-col-size="md">Art. 3, Legge 11 marzo 2026 n. 34</td>
</tr>
<tr data-start="22428" data-end="22468">
<td data-start="22428" data-end="22448" data-col-size="md">Decreto attuativo</td>
<td data-start="22448" data-end="22468" data-col-size="md">DM 6 agosto 2026</td>
</tr>
<tr data-start="22469" data-end="22498">
<td data-start="22469" data-end="22481" data-col-size="md">Dotazione</td>
<td data-start="22481" data-end="22498" data-col-size="md">100 milioni €</td>
</tr>
<tr data-start="22499" data-end="22557">
<td data-start="22499" data-end="22513" data-col-size="md">Beneficiari</td>
<td data-col-size="md" data-start="22513" data-end="22557">PMI della filiera moda con ATECO ammesso</td>
</tr>
<tr data-start="22558" data-end="22595">
<td data-start="22558" data-end="22580" data-col-size="md">Investimento minimo</td>
<td data-start="22580" data-end="22595" data-col-size="md">1 milione €</td>
</tr>
<tr data-start="22596" data-end="22635">
<td data-start="22596" data-end="22619" data-col-size="md">Investimento massimo</td>
<td data-col-size="md" data-start="22619" data-end="22635">20 milioni €</td>
</tr>
<tr data-start="22636" data-end="22665">
<td data-start="22636" data-end="22649" data-col-size="md">Territorio</td>
<td data-start="22649" data-end="22665" data-col-size="md">Tutta Italia</td>
</tr>
<tr data-start="22666" data-end="22698">
<td data-start="22666" data-end="22687" data-col-size="md">Progetti congiunti</td>
<td data-start="22687" data-end="22698" data-col-size="md">3-6 PMI</td>
</tr>
<tr data-start="22699" data-end="22752">
<td data-start="22699" data-end="22739" data-col-size="md">Minimo per PMI nel progetto congiunto</td>
<td data-col-size="md" data-start="22739" data-end="22752">200.000 €</td>
</tr>
<tr data-start="22753" data-end="22810">
<td data-start="22753" data-end="22769" data-col-size="md">Fondo perduto</td>
<td data-col-size="md" data-start="22769" data-end="22810">Sì, entro le intensità UE applicabili</td>
</tr>
<tr data-start="22811" data-end="22866">
<td data-start="22811" data-end="22837" data-col-size="md">Finanziamento agevolato</td>
<td data-start="22837" data-end="22866" data-col-size="md">Su richiesta, fino al 20%</td>
</tr>
<tr data-start="22867" data-end="22920">
<td data-start="22867" data-end="22913" data-col-size="md">Massimo nominale contributo + finanziamento</td>
<td data-start="22913" data-end="22920" data-col-size="md">75%</td>
</tr>
<tr data-start="22921" data-end="22962">
<td data-start="22921" data-end="22944" data-col-size="md">Durata finanziamento</td>
<td data-start="22944" data-end="22962" data-col-size="md">fino a 10 anni</td>
</tr>
<tr data-start="22963" data-end="22998">
<td data-start="22963" data-end="22981" data-col-size="md">Preammortamento</td>
<td data-start="22981" data-end="22998" data-col-size="md">fino a 3 anni</td>
</tr>
<tr data-start="22999" data-end="23062">
<td data-start="22999" data-end="23037" data-col-size="md">Innovazione processo/organizzazione</td>
<td data-start="23037" data-end="23062" data-col-size="md">fino al 40% del piano</td>
</tr>
<tr data-start="23063" data-end="23091">
<td data-start="23063" data-end="23076" data-col-size="md">Formazione</td>
<td data-start="23076" data-end="23091" data-col-size="md">fino al 20%</td>
</tr>
<tr data-start="23092" data-end="23157">
<td data-start="23092" data-end="23113" data-col-size="md">Ricerca e sviluppo</td>
<td data-col-size="md" data-start="23113" data-end="23157">per investimenti produttivi &gt;5 milioni €</td>
</tr>
<tr data-start="23158" data-end="23211">
<td data-start="23158" data-end="23190" data-col-size="md">Riserva micro/piccole imprese</td>
<td data-col-size="md" data-start="23190" data-end="23211">25% delle risorse</td>
</tr>
<tr data-start="23212" data-end="23255">
<td data-start="23212" data-end="23234" data-col-size="md">Riserva Mezzogiorno</td>
<td data-start="23234" data-end="23255" data-col-size="md">40% delle risorse</td>
</tr>
<tr data-start="23256" data-end="23296">
<td data-start="23256" data-end="23268" data-col-size="md">Procedura</td>
<td data-start="23268" data-end="23296" data-col-size="md">valutativa a graduatoria</td>
</tr>
<tr data-start="23297" data-end="23343">
<td data-start="23297" data-end="23316" data-col-size="md">Apertura domande</td>
<td data-col-size="md" data-start="23316" data-end="23343"><strong data-start="23318" data-end="23341">non ancora definita</strong></td>
</tr>
<tr data-start="23344" data-end="23411">
<td data-start="23344" data-end="23368" data-col-size="md">Termine realizzazione</td>
<td data-start="23368" data-end="23411" data-col-size="md">36 mesi + eventuale proroga max 12 mesi</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<p data-start="23413" data-end="23701">La misura è particolarmente interessante perché non finanzia soltanto il rinnovo produttivo, ma permette di costruire un vero <strong data-start="23539" data-end="23571">piano industriale di filiera</strong>, combinando investimenti materiali, software, energia, innovazione, formazione e — per i programmi maggiori — ricerca e sviluppo.</p>
<p data-start="23703" data-end="24030"><strong data-start="23703" data-end="24030">Atamai può affiancare le PMI della filiera moda nella verifica preliminare dei requisiti, nell’analisi del programma di investimento, nella composizione delle spese, nella valutazione delle premialità e nella preparazione della documentazione in vista dell’apertura ufficiale delle domande. Per informazioni: <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="24014" data-end="24028">info@atamai.it</a></strong></p>
<p data-start="24032" data-end="24126">Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).</p>
<h2 data-section-id="yxjo5b" data-start="24128" data-end="24140"></h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fondo StartER Emilia-Romagna 2026</title>
		<link>https://audit50.it/fondo-starter-emilia-romagna-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 22:03:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia‑Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2409</guid>

					<description><![CDATA[Fondo StartER Emilia-Romagna 2026: finanziamenti fino a 500.000 euro, 75% a tasso zero per nuove imprese e professionisti La Regione Emilia-Romagna riapre nell’autunno 2026 il Fondo StartER, lo strumento di finanza agevolata del PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027 dedicato alla nascita, allo sviluppo e al consolidamento delle nuove attività economiche. La nuova finestra per la presentazione&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/fondo-starter-emilia-romagna-2026/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Fondo StartER Emilia-Romagna 2026</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Fondo StartER Emilia-Romagna 2026: finanziamenti fino a 500.000 euro, 75% a tasso zero per nuove imprese e professionisti</h1>
<p>La <strong>Regione Emilia-Romagna</strong> riapre nell’autunno 2026 il <strong>Fondo StartER</strong>, lo strumento di finanza agevolata del PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027 dedicato alla nascita, allo sviluppo e al consolidamento delle nuove attività economiche. La nuova finestra per la presentazione delle domande è prevista dalle <strong>ore 11:00 del 12 ottobre 2026 alle ore 16:00 del 30 novembre 2026</strong>, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse. Il Fondo consente di finanziare fino al <strong>100% del progetto</strong>, con operazioni da <strong>20.000 a 500.000 euro</strong>, attraverso un mutuo chirografario nel quale normalmente il <strong>75% dell’importo è finanziato con risorse pubbliche a tasso zero</strong> e il restante 25% attraverso una banca convenzionata. Per le imprese femminili la quota pubblica a tasso zero sale all’<strong>80%</strong>.</p>
<p>Il Fondo StartER non è quindi un tradizionale contributo a fondo perduto: è uno strumento pensato per ridurre sensibilmente il costo finanziario degli investimenti di giovani imprese, professionisti e nuove attività che devono acquistare macchinari, software, immobili strumentali, brevetti, allestimenti, sostenere costi di avviamento oppure realizzare programmi di crescita e innovazione. La Regione lo inserisce nel Fondo Multiscopo del PR FESR, gestito dall’ATI composta da <strong>Artigiancredito</strong>, come mandataria, e <strong>BNL – Banca Nazionale del Lavoro</strong>, come mandante.</p>
<h2><strong>Chi può accedere al Fondo StartER</strong></h2>
<p>Il nucleo principale dei beneficiari è costituito dalle <strong>micro e piccole imprese</strong> iscritte al Registro delle Imprese da non più di <strong>cinque anni</strong> alla data di presentazione della domanda e con unità locale nella quale viene realizzato il progetto situata in Emilia-Romagna. L’unità locale deve risultare nella visura camerale e deve essere qualificata come attiva prima dell’autorizzazione all’erogazione del finanziamento. Possono partecipare anche soggetti con la sola iscrizione al REA e <strong>liberi professionisti</strong>, purché siano attivi da non oltre cinque anni e realizzino il progetto in Emilia-Romagna.</p>
<p>La misura riguarda quindi non soltanto startup innovative in senso giuridico: può essere utilizzata anche da una normale nuova impresa manifatturiera, commerciale o di servizi, da un professionista o da un’attività nata da pochi anni che intenda effettuare un investimento strutturato.</p>
<h2><strong>Imprese femminili: quota a tasso zero elevata all’80%</strong></h2>
<p>Il trattamento è più favorevole per le <strong>imprese femminili</strong>. La documentazione del gestore stabilisce che per queste imprese la quota di provvista pubblica a tasso zero sale dal 75% all’<strong>80%</strong>. La Regione Emilia-Romagna, nella comunicazione ufficiale sulla riapertura 2026 del Fondo Multiscopo, ha inoltre precisato che l’intervento sulle imprese femminili opera <strong>indipendentemente dall’anzianità dell’impresa</strong>.</p>
<p>Questo è un elemento particolarmente rilevante: per una normale impresa StartER il limite dei cinque anni rappresenta uno dei requisiti principali; per l’imprenditoria femminile la Regione ha invece previsto un accesso più ampio, coerentemente con l’Azione 1.3.6 del PR FESR dedicata al sostegno dell’imprenditoria femminile.</p>
<h2><strong>Quali settori possono partecipare</strong></h2>
<p>Il Fondo non è limitato alle imprese industriali. Il gestore ammette numerose sezioni della classificazione <strong>ATECO 2025</strong>, comprese attività estrattive, manifattura, energia, acqua e gestione rifiuti, costruzioni, commercio, trasporto e logistica, alloggio e ristorazione, editoria e produzione di contenuti, telecomunicazioni e informatica, attività immobiliari, professionali e scientifiche, servizi amministrativi, istruzione e formazione, salute e assistenza sociale, attività artistiche, sportive e di intrattenimento e altri servizi. Sono escluse le attività principali appartenenti alle sezioni non indicate dal Fondo.</p>
<p>Va quindi verificato il <strong>codice ATECO principale</strong> dell’impresa prima di costruire il progetto.</p>
<h2><strong>Come funziona il finanziamento</strong></h2>
<p>Il Fondo può finanziare il <strong>100% del progetto ammesso</strong>. Il finanziamento assume la forma di mutuo chirografario e può avere una durata compresa tra <strong>18 e 96 mesi</strong>, comprendendo un periodo di preammortamento massimo di <strong>18 mesi</strong>. L’importo minimo è pari a 20.000 euro e quello massimo a 500.000 euro.</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Caratteristica</th>
<th>Fondo StartER</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Investimento finanziabile</td>
<td>20.000 – 500.000 €</td>
</tr>
<tr>
<td>Copertura</td>
<td>fino al 100%</td>
</tr>
<tr>
<td>Quota pubblica ordinaria</td>
<td>75%</td>
</tr>
<tr>
<td>Tasso quota pubblica</td>
<td>0%</td>
</tr>
<tr>
<td>Quota bancaria ordinaria</td>
<td>25%</td>
</tr>
<tr>
<td>Quota pubblica imprese femminili</td>
<td>80%</td>
</tr>
<tr>
<td>Durata</td>
<td>18–96 mesi</td>
</tr>
<tr>
<td>Preammortamento massimo</td>
<td>18 mesi</td>
</tr>
<tr>
<td>Tasso quota bancaria</td>
<td>Euribor 6 mesi + spread max 4,99%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La quota bancaria viene finanziata da uno degli istituti aderenti alla convenzione e il tasso applicabile non può superare <strong>Euribor 6 mesi più 4,99% di spread</strong>.</p>
<h2><strong>Esempio: progetto da 100.000 euro</strong></h2>
<p>Una nuova impresa che presenta un investimento ammesso di 100.000 euro può teoricamente ottenere il finanziamento dell’intero progetto. In condizioni ordinarie <strong>75.000 euro vengono finanziati a tasso zero</strong> attraverso le risorse pubbliche del Fondo e 25.000 euro attraverso la banca convenzionata.</p>
<p>Per un’impresa femminile, invece, la struttura può diventare <strong>80.000 euro a tasso zero</strong> e 20.000 euro di quota bancaria.</p>
<h2><strong>Esempio: investimento massimo da 500.000 euro</strong></h2>
<p>Su un progetto ammesso pari al limite massimo di 500.000 euro, una nuova impresa ordinaria può ottenere <strong>375.000 euro a tasso zero</strong> e 125.000 euro tramite la banca.</p>
<p>Nel caso di un’impresa femminile, la quota a tasso zero può salire a <strong>400.000 euro</strong>, mentre la quota bancaria si riduce a 100.000 euro.</p>
<p>Questo rende particolarmente interessante il Fondo per investimenti di dimensione significativa nei primi anni di attività.</p>
<h2><strong>Macchinari, impianti e attrezzature</strong></h2>
<p>Il Fondo finanzia l’acquisto di <strong>macchinari, impianti, attrezzature, hardware e software</strong> strettamente funzionali all’attività.</p>
<p>Una nuova impresa manifatturiera può quindi utilizzare StartER per realizzare una parte importante del proprio impianto produttivo, acquistare macchine utensili, linee di produzione, sistemi di automazione e tecnologie necessarie per l’avvio o la crescita dell’attività.</p>
<p>L’intervento è particolarmente coerente con progetti che introducono tecnologie innovative, manifattura digitale e strumenti ICT evoluti. Il gestore indica espressamente tra gli obiettivi l’introduzione e l’utilizzo efficace di <strong>software e tecnologie innovative per la manifattura digitale</strong>.</p>
<h2><strong>Software, hardware e digitalizzazione</strong></h2>
<p>Sono finanziabili anche hardware e software funzionali al progetto. Questo permette di inserire sistemi come ERP, CRM, MES, software tecnici, applicativi verticali, infrastrutture informatiche e altre soluzioni digitali quando risultano coerenti con il piano industriale dell’impresa.</p>
<p>Per una software house, un’impresa di servizi o un’attività professionale può quindi diventare rilevante anche la componente immateriale dell’investimento e non soltanto quella relativa a beni fisici.</p>
<h2><strong>Immobili strumentali</strong></h2>
<p>Una caratteristica molto interessante rispetto a molti altri bandi riguarda gli immobili. Sono ammissibili interventi su <strong>immobili strumentali</strong>, compresi:</p>
<p><strong>acquisto, ampliamento e ristrutturazione.</strong></p>
<p>Il Fondo può quindi accompagnare anche un progetto imprenditoriale che richiede l’acquisizione o l’adeguamento della sede produttiva.</p>
<p>Naturalmente l’immobile deve essere realmente strumentale all’attività finanziata e l’operazione deve rispettare tutte le condizioni previste dalle linee guida.</p>
<h2><strong>Brevetti, licenze, marchi e avviamento</strong></h2>
<p>Tra le spese finanziabili figurano:</p>
<p><strong>brevetti, licenze, marchi e avviamento.</strong></p>
<p>Questo permette di sostenere anche operazioni nelle quali il valore dell’investimento deriva in parte da asset immateriali.</p>
<p>È possibile, ad esempio, finanziare la componente di avviamento nell’ambito dell’acquisizione di un’azienda o di un ramo d’azienda. Le FAQ precisano tuttavia che, in tale situazione, sono ammissibili i costi relativi all’avviamento, mentre <strong>le attrezzature usate non sono finanziabili</strong>.</p>
<h2><strong>Fiere e promozione</strong></h2>
<p>Il Fondo ammette anche spese relative alla:</p>
<p><strong>partecipazione a fiere e interventi promozionali.</strong></p>
<p>Questo rende possibile costruire un progetto nel quale la fase di investimento produttivo sia accompagnata dalle attività necessarie per presentare nuovi prodotti, entrare in nuovi mercati o sostenere il lancio dell’impresa.</p>
<h2><strong>Consulenze specialistiche</strong></h2>
<p>Sono finanziabili le <strong>consulenze tecniche e specialistiche</strong> direttamente collegate al progetto.</p>
<p>Possono quindi rientrare attività di progettazione, supporto tecnico, organizzazione, sviluppo tecnologico e altre consulenze necessarie all’investimento, purché adeguatamente motivate e documentate.</p>
<h2><strong>Personale dedicato al progetto</strong></h2>
<p>Il piano può comprendere anche le <strong>spese del personale adibito al progetto</strong>.</p>
<p>È una previsione importante per startup e nuove imprese nelle quali una parte significativa del costo di sviluppo non deriva soltanto dall’acquisto di beni, ma dal lavoro delle persone coinvolte nel progetto.</p>
<h2><strong>Materiali e scorte</strong></h2>
<p>Sono finanziabili anche:</p>
<p><strong>materiali e scorte.</strong></p>
<p>Questa possibilità rende lo strumento particolarmente adatto alle prime fasi della vita aziendale, quando la necessità finanziaria comprende anche la costituzione delle scorte necessarie per avviare l’attività.</p>
<h2><strong>Canoni di locazione</strong></h2>
<p>Possono essere inserite nel progetto anche le spese relative alla <strong>locazione dei locali utilizzati dall’impresa</strong>, purché la sede principale o l’unità locale risulti dalla visura camerale.</p>
<p>Il Fondo può quindi contribuire indirettamente anche alla copertura di alcune spese caratteristiche della fase di startup.</p>
<h2><strong>Limite del 50% per alcune spese</strong></h2>
<p>Non tutte le categorie possono però rappresentare l’intero progetto. Le spese relative a:</p>
<ul>
<li>consulenze;</li>
<li>personale;</li>
<li>materiali e scorte;</li>
<li>locazione;</li>
<li>documentazione tecnica per domanda e rendicontazione</li>
</ul>
<p>non possono complessivamente superare il <strong>50% del finanziamento richiesto</strong>.</p>
<p>Almeno una parte significativa dell’investimento deve quindi essere costituita dalle componenti più strutturali del progetto.</p>
<h2><strong>Le spese devono essere successive alla domanda</strong></h2>
<p>Uno dei vincoli più importanti è temporale: i giustificativi di spesa relativi al progetto devono avere <strong>data successiva alla presentazione della domanda</strong>.</p>
<p>Questo significa che una nuova impresa che sta programmando un investimento dovrebbe verificare l’accesso al Fondo prima di procedere con fatture relative ai beni che intende finanziare.</p>
<p>Le spese già sostenute prima della presentazione rischiano di rimanere fuori dal progetto.</p>
<h2><strong>Serve la banca già prima della domanda</strong></h2>
<p>Il Fondo StartER è uno strumento di finanza agevolata e non può essere trattato come una semplice domanda di contributo. Tra gli allegati obbligatori indicati dal gestore figura infatti la <strong>delibera bancaria</strong>.</p>
<p>L’impresa deve quindi rivolgersi preventivamente a uno degli istituti convenzionati e ottenere una valutazione creditizia coerente con l’investimento.</p>
<p>Tra gli istituti aderenti figurano, tra gli altri, BPER Banca, BNL, Crédit Agricole, Monte dei Paschi di Siena, La Cassa di Ravenna, Banca di Imola, Emil Banca, BCC Felsinea e numerose altre banche del territorio.</p>
<p>Questo è un passaggio fondamentale: un progetto tecnicamente ammissibile deve essere anche <strong>bancabile</strong>.</p>
<h2><strong>Business plan obbligatorio</strong></h2>
<p>Tra i documenti richiesti figura anche il:</p>
<p><strong>business plan.</strong></p>
<p>La domanda deve quindi spiegare non soltanto che cosa si intende acquistare, ma come l’investimento contribuisce alla crescita dell’attività e in che modo l’impresa sarà in grado di sostenere il finanziamento.</p>
<p>Il gestore richiede inoltre un piano previsionale economico-finanziario, la situazione contabile dell’impresa, documentazione relativa agli affidamenti bancari, preventivi e documenti economici dei richiedenti e degli eventuali garanti.</p>
<h2><strong>DNSH obbligatorio</strong></h2>
<p>Il Fondo è finanziato con risorse europee del PR FESR e il progetto deve quindi rispettare il principio:</p>
<p><strong>Do No Significant Harm – DNSH.</strong></p>
<p>La modulistica specifica DNSH deve essere allegata alla domanda e successivamente verificata in fase di rendicontazione.</p>
<p>Il progetto deve pertanto essere costruito tenendo conto anche delle condizioni ambientali previste dalla programmazione europea.</p>
<h2><strong>Regime di aiuto</strong></h2>
<p>L’agevolazione generata dalla quota pubblica a tasso zero può essere concessa secondo il <strong>Regolamento generale di esenzione n. 651/2014</strong>, nelle condizioni previste per le nuove imprese, oppure in regime <strong>de minimis</strong> ai sensi del Regolamento UE 2023/2831.</p>
<p>Nel caso del de minimis, non viene contabilizzato come aiuto l’intero finanziamento nominale: il gestore calcola l’<strong>Equivalente Sovvenzione Lordo – ESL</strong>, cioè il vantaggio economico prodotto dalla quota agevolata. L’ESL viene quindi considerato nel plafond de minimis dell’impresa unica, pari a 300.000 euro nel periodo previsto dal regolamento.</p>
<h2><strong>Rendicontazione del 50% entro quattro mesi</strong></h2>
<p>Come per il Fondo Energia, esiste un passaggio operativo particolarmente importante. Entro <strong>quattro mesi dalla concessione</strong>, l’impresa deve presentare una rendicontazione parziale pari ad almeno il <strong>50% dell’importo ammesso</strong> e richiedere l’erogazione del finanziamento. In caso contrario può decadere dall’agevolazione.</p>
<p>Solo dopo la verifica della rendicontazione parziale il gestore autorizza la banca a procedere con l’erogazione del finanziamento.</p>
<p>Questo significa che l’impresa deve programmare correttamente anche la propria liquidità iniziale.</p>
<h2><strong>Dodici mesi per completare il progetto</strong></h2>
<p>L’investimento deve essere completato e rendicontato entro <strong>12 mesi dalla concessione</strong>, salvo eventuali proroghe ammesse dal Fondo.</p>
<p>Alla conclusione devono essere presentate fatture, quietanze, documentazione bancaria, relazione finale e documentazione DNSH.</p>
<p>Inoltre i documenti di spesa devono riportare correttamente il <strong>CUP – Codice Unico di Progetto</strong>, che viene comunicato dal gestore entro cinque giorni lavorativi dall’assegnazione del protocollo della domanda.</p>
<h2><strong>Fondo Idrocarburi: fino a 30.000 euro a fondo perduto in alcuni territori</strong></h2>
<p>Al Fondo StartER è collegata un’ulteriore opportunità particolarmente interessante per le nuove attività con sede legale nei Comuni interessati dalle estrazioni di idrocarburi.</p>
<p>Il <strong>Fondo Idrocarburi</strong> dispone di circa <strong>1,609 milioni di euro</strong> e può riconoscere un contributo a fondo perduto fino al <strong>30% dei costi ammissibili</strong>, con un massimo di <strong>30.000 euro per partita IVA</strong>, in complementarità con il Fondo StartER.</p>
<p>Si tratta quindi di una componente da verificare sempre quando la nuova impresa si trova in uno dei territori interessati: in alcuni casi StartER può fornire il finanziamento agevolato e il Fondo Idrocarburi aggiungere una componente a fondo perduto.</p>
<h2><strong>Un progetto concreto: nuova impresa manifatturiera</strong></h2>
<p>Una nuova società costituita da due anni potrebbe presentare un piano da <strong>300.000 euro</strong> comprendente macchinari produttivi, software gestionale e MES, ristrutturazione della sede, hardware, consulenza tecnica e scorte iniziali.</p>
<p>Il Fondo potrebbe finanziare l’intero investimento. In condizioni ordinarie:</p>
<p><strong>225.000 euro sarebbero a tasso zero</strong> e <strong>75.000 euro sarebbero finanziati dalla banca convenzionata</strong>.</p>
<p>Nel caso di impresa femminile la quota a tasso zero potrebbe arrivare a:</p>
<p><strong>240.000 euro</strong>, con soli 60.000 euro di quota bancaria.</p>
<h2><strong>Per quali imprese è particolarmente interessante</strong></h2>
<p>Il Fondo StartER è particolarmente adatto a imprese nei primi anni di vita che devono sostenere investimenti superiori alla capacità finanziaria ordinaria dei soci. Può risultare efficace per nuove attività manifatturiere, imprese tecnologiche, software house, attività commerciali, laboratori, studi professionali, imprese di servizi e società che devono acquistare o ristrutturare immobili, introdurre nuovi macchinari, sviluppare prodotti o creare una struttura commerciale.</p>
<p>È particolarmente interessante quando il progetto combina beni strumentali e capitale circolante iniziale, poiché il Fondo ammette anche personale, scorte, locazioni, consulenze e attività promozionali entro i limiti previsti.</p>
<h2><strong>Checklist operativa prima del 12 ottobre</strong></h2>
<ul>
<li>verificare che l’impresa sia micro o piccola;</li>
<li>verificare l’anzianità dell’impresa e l’eventuale qualifica di impresa femminile;</li>
<li>controllare il codice ATECO principale;</li>
<li>verificare l’unità locale in Emilia-Romagna;</li>
<li>definire un investimento compreso tra 20.000 e 500.000 euro;</li>
<li>predisporre il business plan;</li>
<li>costruire il piano economico-finanziario;</li>
<li>raccogliere i preventivi;</li>
<li>non anticipare le spese che devono essere successive alla domanda;</li>
<li>verificare il limite del 50% per consulenze, personale, scorte, affitto e documentazione tecnica;</li>
<li>individuare una banca convenzionata;</li>
<li>ottenere la delibera bancaria;</li>
<li>verificare il merito creditizio;</li>
<li>predisporre la documentazione DNSH;</li>
<li>verificare il regime di aiuto e il plafond de minimis;</li>
<li>verificare l’eventuale accesso al Fondo Idrocarburi;</li>
<li>predisporre firma digitale;</li>
<li>pianificare almeno il 50% delle spese entro quattro mesi dalla concessione;</li>
<li>prevedere la conclusione del progetto entro 12 mesi.</li>
</ul>
<h2><strong>Scheda rapida – Fondo StartER Emilia-Romagna 2026</strong></h2>
<p><strong>Nome:</strong> Fondo StartER – Fondo Multiscopo Emilia-Romagna<br />
<strong>Programma:</strong> PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027<br />
<strong>Finalità:</strong> nascita, consolidamento e crescita di nuove imprese<br />
<strong>Beneficiari ordinari:</strong> micro e piccole imprese costituite da non oltre 5 anni, soggetti REA e professionisti entro 5 anni di attività<br />
<strong>Territorio:</strong> Emilia-Romagna<br />
<strong>Finanziamento minimo:</strong> 20.000 euro<br />
<strong>Finanziamento massimo:</strong> 500.000 euro<br />
<strong>Copertura:</strong> fino al 100% del progetto<br />
<strong>Quota pubblica ordinaria:</strong> 75% a tasso zero<br />
<strong>Quota bancaria ordinaria:</strong> 25%<br />
<strong>Imprese femminili:</strong> quota pubblica a tasso zero fino all’80%<br />
<strong>Tasso quota privata:</strong> Euribor 6 mesi + spread massimo 4,99%<br />
<strong>Durata:</strong> 18-96 mesi<br />
<strong>Preammortamento:</strong> massimo 18 mesi<br />
<strong>Apertura nuova finestra:</strong> 12 ottobre 2026 ore 11:00<br />
<strong>Scadenza:</strong> 30 novembre 2026 ore 16:00, salvo esaurimento anticipato<br />
<strong>Spese:</strong> immobili strumentali, macchinari, hardware, software, arredi, brevetti, licenze, marchi, avviamento, fiere, promozione, consulenza, personale, scorte e locazioni<br />
<strong>Delibera bancaria:</strong> obbligatoria nella domanda<br />
<strong>Rendicontazione parziale:</strong> almeno 50% entro quattro mesi dalla concessione<br />
<strong>Conclusione investimento:</strong> entro 12 mesi dalla concessione<br />
<strong>Gestore:</strong> ATI Fondo Multiscopo – Artigiancredito e BNL<br />
<strong>Fondo Idrocarburi collegato:</strong> fino al 30% a fondo perduto, massimo 30.000 euro, per le attività che rispettano i requisiti territoriali specifici.</p>
<p><strong>Nota sulla nuova finestra autunnale:</strong> alla data del 14 settembre 2026 il sito del gestore StartER riporta ancora la call precedente come chiusa e annuncia che è in preparazione la prossima apertura; le date <strong>12 ottobre-30 novembre 2026</strong> sono già pubblicate dalla <strong>Città Metropolitana di Bologna</strong> e da soggetti territoriali che stanno comunicando la riapertura.</p>
<p><strong>Atamai può affiancare le nuove imprese nella verifica dei requisiti, nella costruzione del piano degli investimenti, nell’analisi delle spese ammissibili e nella predisposizione della documentazione necessaria per la pratica e il rapporto con l’istituto finanziatore. Per informazioni: <a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong></p>
<p>Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fondo Energia Emilia-Romagna 2026</title>
		<link>https://audit50.it/fondo-energia-emilia-romagna-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 22:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Efficienza Energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia‑Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
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					<description><![CDATA[Fondo Energia Emilia-Romagna 2026: finanziamenti fino a 1 milione per efficienza energetica, fotovoltaico e green economy La Regione Emilia-Romagna riapre nell’autunno 2026 il Fondo Energia, lo strumento di finanza agevolata del PR FESR 2021-2027 destinato a sostenere investimenti delle imprese nella riduzione dei consumi energetici, nell’autoproduzione da fonti rinnovabili, nella sicurezza sismica collegata agli interventi&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/fondo-energia-emilia-romagna-2026/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Fondo Energia Emilia-Romagna 2026</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Fondo Energia Emilia-Romagna 2026: finanziamenti fino a 1 milione per efficienza energetica, fotovoltaico e green economy</h1>
<p>La <strong>Regione Emilia-Romagna</strong> riapre nell’autunno 2026 il <strong>Fondo Energia</strong>, lo strumento di finanza agevolata del PR FESR 2021-2027 destinato a sostenere investimenti delle imprese nella riduzione dei consumi energetici, nell’autoproduzione da fonti rinnovabili, nella sicurezza sismica collegata agli interventi energetici e nell’economia circolare. La nuova finestra per la presentazione delle domande si apre <strong>lunedì 12 ottobre 2026 alle ore 11:00</strong> e si chiude <strong>lunedì 30 novembre 2026 alle ore 16:00</strong>, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.</p>
<p>L’agevolazione può finanziare <strong>fino al 100% del progetto</strong>, con operazioni comprese tra <strong>25.000 euro e 1.000.000 di euro</strong>. La struttura finanziaria è particolarmente interessante: il <strong>75% del finanziamento utilizza risorse pubbliche PR FESR a tasso zero</strong>, mentre il restante <strong>25% proviene da una banca convenzionata</strong>, con un tasso massimo pari a Euribor 6 mesi più uno spread fino al 4,99%. La durata può variare da <strong>18 a 96 mesi</strong>, comprendendo un preammortamento massimo di 18 mesi.</p>
<p>Accanto al finanziamento è previsto un <strong>contributo a fondo perduto per le spese tecniche</strong>, ma è importante interpretare correttamente questo dato: il contributo può arrivare al massimo al <strong>12,5% della quota pubblica del finanziamento</strong>. Poiché la quota pubblica rappresenta il 75% dell’operazione, il beneficio massimo corrisponde al <strong>9,375% dell’importo complessivamente finanziato</strong>. Non si tratta quindi di un ulteriore 12,5% dell’intero investimento.</p>
<h2><strong>Come funziona concretamente il Fondo Energia</strong></h2>
<p>La misura non è un normale bando a fondo perduto. Il cuore dell’intervento è un <strong>mutuo chirografario agevolato</strong> che può coprire l’intero investimento ammesso. La struttura è la seguente:</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Elemento</th>
<th>Condizione</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Importo minimo</td>
<td>25.000 euro</td>
</tr>
<tr>
<td>Importo massimo</td>
<td>1.000.000 euro</td>
</tr>
<tr>
<td>Copertura del progetto</td>
<td>fino al 100%</td>
</tr>
<tr>
<td>Quota pubblica</td>
<td>75%</td>
</tr>
<tr>
<td>Tasso quota pubblica</td>
<td>0%</td>
</tr>
<tr>
<td>Quota bancaria</td>
<td>25%</td>
</tr>
<tr>
<td>Tasso quota bancaria</td>
<td>Euribor 6 mesi + spread max 4,99%</td>
</tr>
<tr>
<td>Durata</td>
<td>da 18 a 96 mesi</td>
</tr>
<tr>
<td>Preammortamento</td>
<td>fino a 18 mesi</td>
</tr>
<tr>
<td>Fondo perduto</td>
<td>max 12,5% della quota pubblica</td>
</tr>
<tr>
<td>Equivalente massimo sul finanziamento totale</td>
<td>9,375%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Questo significa, ad esempio, che un progetto ammesso per <strong>400.000 euro</strong> può essere finanziato integralmente: <strong>300.000 euro</strong> attraverso la quota pubblica a tasso zero e <strong>100.000 euro</strong> attraverso la quota bancaria. Il contributo per le spese tecniche può teoricamente arrivare fino a <strong>37.500 euro</strong>, purché esistano effettivamente spese tecniche ammissibili di tale importo e siano rispettati tutti i limiti previsti.</p>
<p>Su un investimento da <strong>1 milione di euro</strong>, la struttura teorica massima sarebbe invece composta da <strong>750.000 euro a tasso zero</strong> e <strong>250.000 euro di provvista bancaria</strong>. Il limite teorico del contributo per spese tecniche arriverebbe a <strong>93.750 euro</strong>, sempre nei limiti delle spese tecniche effettivamente riconosciute.</p>
<h2><strong>Chi può accedere</strong></h2>
<p>Il Fondo Energia ha una platea molto più ampia rispetto a molti bandi regionali. Possono partecipare <strong>piccole, medie e grandi imprese</strong>, oltre a diversi altri soggetti che esercitano attività economica, compresi professionisti e soggetti iscritti al REA, ESCo, società d’area, gestori di aree produttive, partenariati pubblico-privati, Comunità energetiche con composizione mista pubblico-privato, enti locali e aziende che erogano servizi pubblici economici nei casi previsti.</p>
<p>Il progetto deve essere realizzato in una <strong>unità locale situata in Emilia-Romagna</strong>. L’unità deve risultare nella visura camerale ed essere qualificata come attiva almeno prima dell’autorizzazione all’erogazione del finanziamento da parte del gestore.</p>
<p>Il bando non è però aperto indiscriminatamente a qualsiasi codice ATECO. Sono ammesse attività ricomprese nelle sezioni ATECO 2025 indicate dal Fondo, tra cui industria estrattiva, manifattura, energia, acqua e rifiuti, costruzioni, commercio, trasporto e logistica, alberghi e ristorazione, editoria e contenuti, telecomunicazioni e informatica, immobiliare, attività professionali e tecniche, servizi amministrativi, istruzione, sanità e assistenza sociale, attività artistiche e sportive e altri servizi. Le attività appartenenti a sezioni non comprese nell’elenco sono escluse.</p>
<h2><strong>Quattro categorie di investimento</strong></h2>
<p>Il Fondo individua quattro macro-tipologie di intervento: <strong>A) efficientamento energetico delle imprese; B) produzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo; C) miglioramento e adeguamento sismico associato agli interventi energetici; D) circolarità dei processi e sviluppo di impianti di economia circolare</strong>.</p>
<p>La domanda deve comprendere almeno una delle categorie A, B oppure D. Gli interventi sismici della categoria C non possono essere presentati autonomamente: devono accompagnare un intervento di efficientamento energetico oppure di produzione da fonti rinnovabili.</p>
<h2><strong>Efficientamento energetico di edifici e processi produttivi</strong></h2>
<p>La prima categoria comprende interventi finalizzati a ridurre il fabbisogno energetico dell’impresa. Possono essere valutati progetti riguardanti edifici, impianti tecnologici e processi produttivi, purché la riduzione dei consumi sia tecnicamente dimostrabile.</p>
<p>Rientrano tipicamente interventi quali riqualificazione dell’involucro edilizio, coibentazioni, sostituzione di sistemi inefficienti, pompe di calore, elettrificazione dei consumi, automazione e controllo degli impianti, efficientamento dell’illuminazione, motori, inverter e sostituzione o efficientamento di macchinari e linee produttive quando l’intervento produce un miglioramento energetico documentabile.</p>
<p>Un punto importante riguarda gli impianti termici: dalle FAQ aggiornate del Fondo emerge che l’efficientamento deve muoversi verso una <strong>progressiva elettrificazione dei consumi</strong>. La semplice sostituzione con nuovi sistemi alimentati da combustibili fossili non rappresenta automaticamente un intervento ammissibile; le pompe di calore e i sistemi coerenti con la decarbonizzazione hanno invece un ruolo centrale.</p>
<h2><strong>Fotovoltaico e altre fonti rinnovabili</strong></h2>
<p>La categoria B finanzia la realizzazione di impianti destinati alla produzione di energia elettrica o termica da fonti rinnovabili, con utilizzo prioritario in <strong>autoconsumo</strong>.</p>
<p>Il fotovoltaico rappresenta naturalmente uno degli interventi più comuni, ma il Fondo può comprendere anche altre tecnologie rinnovabili compatibili con le condizioni previste.</p>
<p>L’energia prodotta deve essere utilizzata prioritariamente a servizio dei consumi dell’impresa. Le FAQ precisano, ad esempio, che sono ammessi anche impianti a biogas se realizzati per autoconsumo e che l’eventuale tariffazione incentivante del GSE può risultare compatibile con il Fondo, fermo restando il rispetto delle regole sul cumulo.</p>
<h2><strong>Batterie di accumulo</strong></h2>
<p>Le batterie possono essere finanziate, ma non come investimento autonomo. Il Fondo chiarisce che un sistema di accumulo è ammissibile quando viene presentato <strong>congiuntamente alla realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico o di altro impianto a fonte rinnovabile destinato all’autoconsumo</strong>.</p>
<p>Non è quindi sufficiente acquistare una batteria stand-alone per un impianto preesistente e chiedere il finanziamento soltanto sull’accumulo.</p>
<h2><strong>Fotovoltaico a terra</strong></h2>
<p>Le FAQ confermano anche l’ammissibilità di <strong>impianti fotovoltaici a terra</strong>, purché vengano rispettati i requisiti del Fondo, le autorizzazioni necessarie e il termine previsto per la conclusione dell’investimento. Nel caso di terreno di proprietà dell’impresa adiacente agli edifici utilizzatori dell’energia deve essere documentata la disponibilità dell’area.</p>
<p>Il limite operativo è importante: un impianto a terra può avere iter autorizzativi più lunghi, mentre il progetto finanziato deve essere completato entro i tempi fissati dal Fondo.</p>
<h2><strong>Repowering e revamping</strong></h2>
<p>Il Fondo non finanzia la semplice trasformazione di un impianto fotovoltaico già esistente in autoconsumo. Sono però ammessi <strong>interventi di repowering</strong> e, quando associato al repowering, anche il <strong>revamping</strong> dell’impianto. Restano escluse le attività configurabili come semplice manutenzione ordinaria.</p>
<h2><strong>Cogenerazione e trigenerazione</strong></h2>
<p>Possono essere valutati anche sistemi di cogenerazione e trigenerazione, ma soltanto quando rispettano i requisiti di <strong>Alto Rendimento</strong>. La documentazione tecnica deve dimostrare il risparmio atteso di energia primaria attraverso il relativo indicatore PES.</p>
<h2><strong>Economia circolare</strong></h2>
<p>Un’altra area particolarmente interessante è quella dedicata alla <strong>circolarità dei processi produttivi e allo sviluppo di impianti di economia circolare</strong>.</p>
<p>La misura può quindi essere presa in considerazione anche da imprese che intendono intervenire su recupero di materiali, riduzione degli scarti, riutilizzo delle risorse o trasformazione dei processi produttivi secondo logiche di maggiore circolarità, purché il progetto rientri nelle condizioni tecniche definite dalle linee guida.</p>
<h2><strong>Adeguamento e miglioramento sismico</strong></h2>
<p>Gli interventi sismici possono essere inseriti nel progetto, ma <strong>non possono costituire da soli l’investimento finanziato</strong>. Devono essere associati ad almeno un progetto di efficientamento energetico oppure di produzione da fonte rinnovabile sul medesimo edificio.</p>
<p>La misura consente quindi di costruire operazioni integrate particolarmente interessanti per stabilimenti produttivi che necessitano contemporaneamente di riqualificazione energetica e miglioramento strutturale.</p>
<h2><strong>Amianto e rifacimento delle coperture</strong></h2>
<p>Anche la rimozione dell’amianto può risultare ammissibile in particolari situazioni. Le FAQ precisano che la spesa deve essere direttamente collegata alla superficie interessata dall’efficientamento energetico o dalla realizzazione del fotovoltaico.</p>
<p>Nel caso di copertura coibentata di un ambiente riscaldato, la rimozione può essere considerata accessoria all’efficientamento energetico. Nel caso di edificio non riscaldato, può invece essere riconosciuta nei limiti della superficie effettivamente utilizzata per l’impianto fotovoltaico.</p>
<p>Non si tratta quindi di un contributo generalizzato per la bonifica dell’amianto: l’intervento deve essere tecnicamente funzionale al progetto energetico.</p>
<h2><strong>Nuovi edifici e ampliamenti: attenzione</strong></h2>
<p>Il Fondo non finanzia normalmente la <strong>costruzione di nuovi edifici né l’ampliamento di edifici esistenti</strong>.</p>
<p>Per i nuovi fabbricati esistono tuttavia alcune possibilità limitate relativamente agli impianti da fonte rinnovabile: può essere agevolata la sola quota di potenza aggiuntiva rispetto agli obblighi minimi previsti dalla normativa.</p>
<p>Questo è un elemento importante nella progettazione di nuovi stabilimenti: non tutto ciò che viene realizzato in materia energetica è automaticamente agevolabile se deriva già da un obbligo di legge.</p>
<h2><strong>Diagnosi energetica</strong></h2>
<p>La documentazione tecnica è centrale. A seconda del progetto deve essere presentata una <strong>diagnosi energetica</strong> oppure la documentazione progettuale prevista dalle linee guida. La diagnosi deve descrivere la situazione iniziale, quantificare i consumi e dimostrare il beneficio prodotto dagli interventi proposti.</p>
<p>Le imprese certificate <strong>ISO 50001</strong> possono, nelle condizioni chiarite dal Fondo, utilizzare la certificazione in corso di validità accompagnata dal piano di miglioramento del sistema di gestione, nel quale devono essere quantificati investimento, risparmio energetico atteso, flussi di cassa e indicatori economico-finanziari.</p>
<h2><strong>Quando possono iniziare le spese</strong></h2>
<p>Questo è uno dei punti da controllare con maggiore attenzione. I documenti di spesa devono avere <strong>data successiva alla presentazione della domanda</strong>, e anche i pagamenti devono essere effettuati successivamente alla domanda.</p>
<p>L’unica importante eccezione riguarda le <strong>spese tecniche ammissibili al contributo a fondo perduto</strong>, per le quali è consentita una retroattività fino a <strong>quattro mesi rispetto alla presentazione della domanda</strong>.</p>
<p>Di conseguenza, prima di effettuare ordini definitivi, accettare forniture o far emettere fatture relative all’investimento principale è opportuno verificare attentamente le regole del Fondo.</p>
<h2><strong>Quali costi non sono ammessi</strong></h2>
<p>Le linee guida escludono, tra l’altro, spese fatturate dal legale rappresentante o da soggetti appartenenti agli organi societari, operazioni con imprese collegate o controllate nelle fattispecie vietate, autofatturazioni, titoli di spesa inferiori a <strong>500 euro</strong>, tasse e imposte, acquisto di terreni e beni usati.</p>
<p>Le spese sono considerate al netto dell’IVA, salvo i casi nei quali l’IVA non sia recuperabile.</p>
<h2><strong>La banca entra nel progetto prima della domanda</strong></h2>
<p>Una differenza significativa rispetto a molti contributi tradizionali è che la pratica richiede già in fase di presentazione una <strong>delibera bancaria coerente con il progetto</strong>.</p>
<p>La banca convenzionata deve quindi valutare preventivamente l’impresa e la quota privata del finanziamento. Il progetto viene successivamente sottoposto anche alla verifica amministrativa, tecnica e alla valutazione del merito creditizio da parte del gestore.</p>
<p>Non basta dunque avere un buon progetto energetico: l’operazione deve essere anche finanziariamente sostenibile.</p>
<h2><strong>Come presentare la domanda</strong></h2>
<p>La domanda viene presentata <strong>esclusivamente online</strong> attraverso la piattaforma del Fondo Energia gestita da <strong>Artigiancredito</strong>. I documenti devono essere firmati digitalmente.</p>
<p>Tra la documentazione richiesta figurano la modulistica sugli aiuti di Stato e sulla dimensione dell’impresa, la delibera bancaria, la visura camerale, il documento del firmatario, la diagnosi energetica o il progetto tecnico, i preventivi, documentazione economico-finanziaria dell’impresa, dichiarazione sugli affidamenti bancari e documentazione relativa al principio DNSH.</p>
<p>Entro cinque giorni lavorativi dalla protocollazione il soggetto gestore comunica il <strong>CUP – Codice Unico di Progetto</strong>, che deve successivamente essere riportato sui documenti di spesa secondo le regole applicabili.</p>
<h2><strong>DNSH obbligatorio</strong></h2>
<p>Essendo finanziato attraverso il PR FESR, il Fondo Energia deve rispettare il principio europeo <strong>Do No Significant Harm – DNSH</strong>, cioè il divieto di arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali.</p>
<p>La domanda deve quindi comprendere la modulistica DNSH prevista dal gestore e, in sede di rendicontazione, l’impresa deve dimostrare la coerenza effettiva dell’investimento con quanto dichiarato.</p>
<h2><strong>Un passaggio operativo da non sottovalutare: il 50% entro quattro mesi</strong></h2>
<p>Il meccanismo di erogazione presenta una particolarità molto importante. Entro <strong>quattro mesi dalla concessione</strong>, l’impresa deve presentare una <strong>rendicontazione parziale corrispondente almeno al 50% del progetto ammesso</strong>. Se non lo fa nei termini, la domanda decade, salvo eventuali proroghe motivate accolte dal Comitato.</p>
<p>Solo dopo la verifica della rendicontazione parziale il gestore autorizza la banca a erogare all’impresa <strong>il 100% del finanziamento concesso</strong>.</p>
<p>Questo aspetto deve essere valutato già in fase di progettazione, perché l’impresa deve essere in grado di portare avanti una parte significativa dell’investimento prima dell’effettiva erogazione del finanziamento.</p>
<h2><strong>Dodici mesi per completare il progetto</strong></h2>
<p>L’intervento deve essere concluso e rendicontato entro <strong>12 mesi dalla concessione dell’agevolazione</strong>. Entro tale termine devono essere presentati tutti i documenti di spesa e le quietanze relative al progetto.</p>
<p>Per interventi complessi — fotovoltaico, lavori edilizi, bonifiche, adeguamento sismico, nuovi impianti produttivi — è quindi fondamentale verificare anticipatamente tempi di autorizzazione, fornitura, installazione e collaudo.</p>
<h2><strong>Cumulo con altri incentivi</strong></h2>
<p>Le FAQ del Fondo hanno chiarito nel luglio 2026 un punto particolarmente importante: ai fini della verifica del cumulo con altri aiuti pubblici <strong>non deve essere considerato l’intero importo nominale del finanziamento</strong>, ma l’<strong>Equivalente Sovvenzione Lordo – ESL</strong> registrato nel Registro Nazionale Aiuti.</p>
<p>Questo rende il Fondo potenzialmente compatibile con altre misure, nei limiti previsti dai rispettivi regimi di aiuto, purché non venga superato il costo dell’investimento e siano rispettate le eventuali regole specifiche sul doppio finanziamento.</p>
<p>Per le imprese che stanno valutando contemporaneamente altri incentivi energetici, crediti d’imposta, strumenti GSE o agevolazioni regionali, il cumulo va quindi analizzato caso per caso.</p>
<h2><strong>Esempio: fotovoltaico da 200.000 euro</strong></h2>
<p>Un’impresa manifatturiera potrebbe realizzare un nuovo impianto fotovoltaico destinato all’autoconsumo per un investimento complessivo di 200.000 euro.</p>
<p>Il Fondo potrebbe teoricamente finanziare l’intera operazione:</p>
<p><strong>150.000 euro a tasso zero</strong> attraverso la quota pubblica e <strong>50.000 euro attraverso la banca convenzionata</strong>.</p>
<p>Se l’impresa sostenesse spese tecniche ammissibili sufficienti, il contributo a fondo perduto potrebbe arrivare teoricamente fino a:</p>
<p><strong>18.750 euro</strong>, pari al 12,5% della quota pubblica di 150.000 euro.</p>
<h2><strong>Esempio: efficientamento produttivo da 500.000 euro</strong></h2>
<p>Un’azienda potrebbe sostituire macchinari energivori, introdurre nuovi motori ad alta efficienza, inverter, sistemi di controllo e interventi sull’impianto termico, sulla base di una diagnosi energetica.</p>
<p>Su un progetto ammesso di 500.000 euro la struttura teorica potrebbe essere:</p>
<p><strong>375.000 euro a tasso zero</strong> e <strong>125.000 euro di quota bancaria</strong>.</p>
<p>Il fondo perduto massimo per le spese tecniche potrebbe arrivare a:</p>
<p><strong>46.875 euro</strong>.</p>
<h2><strong>Esempio: intervento integrato energia e sicurezza sismica</strong></h2>
<p>Un’impresa proprietaria di uno stabilimento potrebbe abbinare la riqualificazione energetica dell’edificio, l’installazione di fonti rinnovabili e interventi di miglioramento sismico.</p>
<p>La componente sismica sarebbe ammissibile proprio perché inserita all’interno di un progetto che comprende interventi energetici delle categorie previste dal Fondo.</p>
<h2><strong>Checklist operativa prima del 12 ottobre</strong></h2>
<ul>
<li>verificare che il soggetto e il codice ATECO siano ammessi;</li>
<li>verificare l’unità locale in Emilia-Romagna;</li>
<li>definire l’investimento tra 25.000 e 1.000.000 euro;</li>
<li>individuare la categoria di intervento A, B, C o D;</li>
<li>predisporre diagnosi energetica o progetto tecnico;</li>
<li>quantificare il risparmio energetico e i risultati attesi;</li>
<li>raccogliere preventivi intestati all’impresa;</li>
<li>evitare fatture relative all’investimento principale prima della domanda;</li>
<li>distinguere le eventuali spese tecniche retroattive ammissibili;</li>
<li>verificare autorizzazioni per fotovoltaico e lavori edilizi;</li>
<li>scegliere una banca convenzionata;</li>
<li>ottenere la delibera bancaria prima dell’invio;</li>
<li>preparare documentazione economico-finanziaria;</li>
<li>verificare merito creditizio e capacità di rimborso;</li>
<li>predisporre modulistica DNSH;</li>
<li>verificare eventuale cumulo con altri incentivi;</li>
<li>programmare il raggiungimento di almeno il 50% del progetto entro quattro mesi dalla concessione;</li>
<li>prevedere la conclusione completa entro 12 mesi;</li>
<li>gestire correttamente il CUP sui documenti di spesa.</li>
</ul>
<h2><strong>Scheda rapida – Fondo Energia Emilia-Romagna 2026</strong></h2>
<p><strong>Misura:</strong> Fondo regionale Multiscopo – Sezione Energia<br />
<strong>Programma:</strong> PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027<br />
<strong>Finalità:</strong> green economy, efficienza energetica, rinnovabili, economia circolare e interventi sismici collegati<br />
<strong>Beneficiari:</strong> imprese di diverse dimensioni e altri soggetti economici ammessi<br />
<strong>Localizzazione progetto:</strong> Emilia-Romagna<br />
<strong>Finanziamento minimo:</strong> 25.000 euro<br />
<strong>Finanziamento massimo:</strong> 1.000.000 euro<br />
<strong>Copertura:</strong> fino al 100% del progetto<br />
<strong>Quota pubblica:</strong> 75%<br />
<strong>Tasso quota pubblica:</strong> 0%<br />
<strong>Quota bancaria:</strong> 25%<br />
<strong>Tasso quota bancaria:</strong> Euribor 6 mesi + spread massimo 4,99%<br />
<strong>Durata:</strong> 18-96 mesi<br />
<strong>Preammortamento massimo:</strong> 18 mesi<br />
<strong>Contributo a fondo perduto:</strong> fino al 12,5% della quota pubblica<br />
<strong>Incidenza massima teorica sul finanziamento totale:</strong> 9,375%<br />
<strong>Apertura nuova call:</strong> 12 ottobre 2026, ore 11:00<br />
<strong>Scadenza:</strong> 30 novembre 2026, ore 16:00, salvo esaurimento anticipato<br />
<strong>Procedura:</strong> valutazione amministrativa, tecnica e creditizia<br />
<strong>Domanda:</strong> piattaforma online Fondo Energia / Artigiancredito<br />
<strong>Delibera bancaria:</strong> richiesta già in fase di domanda<br />
<strong>Rendicontazione parziale:</strong> almeno 50% entro 4 mesi dalla concessione<br />
<strong>Conclusione progetto:</strong> entro 12 mesi dalla concessione<br />
<strong>Gestore:</strong> ATI Fondo Multiscopo con Artigiancredito capofila e BNL<br />
<strong>Dotazione specifica della call autunnale:</strong> la pagina ufficiale del gestore consultata il 14 settembre 2026 non indica ancora un nuovo importo specifico della finestra ottobre-novembre.</p>
<p><strong>Atamai può supportare l’impresa nella verifica preliminare dell’investimento, nell’analisi delle spese, nella lettura della diagnosi energetica e nella costruzione della pratica, coordinando gli aspetti tecnici, finanziari e documentali del progetto. Per informazioni: <a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong></p>
<p>Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Voucher Formazione Valle d’Aosta 2026</title>
		<link>https://audit50.it/voucher-formazione-valle-daosta-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 21:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Aosta]]></category>
		<category><![CDATA[Camera Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Valle d’Aosta]]></category>
		<category><![CDATA[Voucher]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2404</guid>

					<description><![CDATA[Voucher Formazione Valle d’Aosta 2026: contributi alle imprese per ospitare studenti e sviluppare competenze La Camera Valdostana delle Imprese e delle Professioni – Chambre Valdôtaine sostiene le imprese della Valle d’Aosta che partecipano ai percorsi di collaborazione tra scuola e mondo del lavoro attraverso il Voucher Formazione 2026. La misura è destinata a favorire la&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/voucher-formazione-valle-daosta-2026/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Voucher Formazione Valle d’Aosta 2026</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-section-id="13tj0x5" data-start="478" data-end="588">Voucher Formazione Valle d’Aosta 2026: contributi alle imprese per ospitare studenti e sviluppare competenze</h1>
<p data-start="590" data-end="828">La <strong data-start="593" data-end="669">Camera Valdostana delle Imprese e delle Professioni – Chambre Valdôtaine</strong> sostiene le imprese della Valle d’Aosta che partecipano ai percorsi di collaborazione tra scuola e mondo del lavoro attraverso il <strong data-start="800" data-end="827">Voucher Formazione 2026</strong>.</p>
<p data-start="830" data-end="1071">La misura è destinata a favorire la realizzazione di attività di <strong data-start="895" data-end="923">formazione scuola-lavoro</strong>, orientamento e avvicinamento degli studenti delle scuole secondarie al contesto professionale, attraverso il coinvolgimento diretto delle imprese.</p>
<p data-start="1073" data-end="1181">Il bando prevede un contributo a fondo perduto sotto forma di voucher per sostenere due principali attività:</p>
<ul data-start="1183" data-end="1342">
<li data-section-id="1i0p6e5" data-start="1183" data-end="1251">l’accoglienza di studenti in percorsi di formazione scuola-lavoro;</li>
<li data-section-id="m52z8" data-start="1252" data-end="1342">le ore di docenza orientativa svolte da professionisti provenienti dal mondo del lavoro.</li>
</ul>
<p data-start="1344" data-end="1521">La dotazione finanziaria indicata è pari a <strong data-start="1387" data-end="1402">30.000 euro</strong>, mentre il contributo massimo riconoscibile per impresa è pari a <strong data-start="1468" data-end="1482">1.200 euro</strong>.</p>
<p data-start="1523" data-end="1775">La misura si inserisce nelle attività del sistema camerale dedicate al rafforzamento del rapporto tra imprese, scuole e giovani, con l’obiettivo di favorire l’orientamento professionale e la conoscenza delle competenze richieste dal mercato del lavoro.</p>
<hr data-start="1777" data-end="1780" />
<h2 data-section-id="aixshi" data-start="1782" data-end="1815"><span role="text"><strong data-start="1785" data-end="1815">A chi è destinato il bando</strong></span></h2>
<p data-start="1817" data-end="1860">Possono accedere al voucher le imprese che:</p>
<ul data-start="1862" data-end="2144">
<li data-section-id="1razg4r" data-start="1862" data-end="1916">abbiano sede legale o unità locale in Valle d’Aosta;</li>
<li data-section-id="11i1see" data-start="1917" data-end="1973">siano regolarmente iscritte al Registro delle Imprese;</li>
<li data-section-id="oifjr9" data-start="1974" data-end="1993">risultino attive;</li>
<li data-section-id="bh2mjt" data-start="1994" data-end="2058">siano in regola con il pagamento del diritto annuale camerale;</li>
<li data-section-id="1g1nwow" data-start="2059" data-end="2144">rispettino gli ulteriori requisiti amministrativi previsti dalla Camera Valdostana.</li>
</ul>
<p data-start="2146" data-end="2298">La misura è rivolta alle imprese che collaborano concretamente con istituti scolastici e studenti nell’ambito dei percorsi di orientamento e formazione.</p>
<p data-start="2300" data-end="2475">Non si tratta quindi di un contributo generico alla formazione aziendale del personale interno, ma di uno strumento specificamente collegato alla <strong data-start="2446" data-end="2474">formazione scuola-lavoro</strong>.</p>
<hr data-start="2477" data-end="2480" />
<h2 data-section-id="ml3d2t" data-start="2482" data-end="2519"><span role="text"><strong data-start="2485" data-end="2519">Area geografica di riferimento</strong></span></h2>
<p data-start="2521" data-end="2577">Il bando riguarda esclusivamente imprese localizzate in:</p>
<p data-start="2579" data-end="2597"><strong data-start="2579" data-end="2597">Valle d’Aosta.</strong></p>
<p data-start="2599" data-end="2666">L’impresa deve avere una sede o unità operativa iscritta presso la:</p>
<p data-start="2668" data-end="2745"><strong data-start="2668" data-end="2745">Camera Valdostana delle Imprese e delle Professioni – Chambre Valdôtaine.</strong></p>
<hr data-start="2747" data-end="2750" />
<h2 data-section-id="1v3lp29" data-start="2752" data-end="2790"><span role="text"><strong data-start="2755" data-end="2790">Chi propone e gestisce il bando</strong></span></h2>
<p data-start="2792" data-end="2816">Il soggetto promotore è:</p>
<p data-start="2818" data-end="2895"><strong data-start="2818" data-end="2895">Camera Valdostana delle Imprese e delle Professioni – Chambre Valdôtaine.</strong></p>
<p data-start="2897" data-end="3138">La Camera svolge il ruolo di collegamento tra sistema scolastico e sistema produttivo locale, sostenendo iniziative che permettono agli studenti di conoscere concretamente professioni, attività aziendali e competenze richieste dalle imprese.</p>
<hr data-start="3140" data-end="3143" />
<h2 data-section-id="90tkf9" data-start="3145" data-end="3174"><span role="text"><strong data-start="3148" data-end="3174">Obiettivo della misura</strong></span></h2>
<p data-start="3176" data-end="3224">Il voucher nasce per rafforzare il rapporto tra:</p>
<ul data-start="3226" data-end="3278">
<li data-section-id="1prjicw" data-start="3226" data-end="3235">scuole;</li>
<li data-section-id="1mz7tgz" data-start="3236" data-end="3247">studenti;</li>
<li data-section-id="1lxkohy" data-start="3248" data-end="3258">imprese;</li>
<li data-section-id="k38xyd" data-start="3259" data-end="3278">mondo del lavoro.</li>
</ul>
<p data-start="3280" data-end="3469">L’obiettivo è favorire una maggiore conoscenza delle opportunità professionali presenti sul territorio e aiutare gli studenti a sviluppare competenze più vicine alle esigenze delle aziende.</p>
<p data-start="3471" data-end="3611">Per le imprese rappresenta anche un’opportunità per entrare in contatto con giovani potenzialmente interessati a futuri percorsi lavorativi.</p>
<hr data-start="3613" data-end="3616" />
<h1 data-section-id="1ri4l4c" data-start="3618" data-end="3658"><span role="text"><strong data-start="3620" data-end="3658">Quali attività finanzia il voucher</strong></span></h1>
<p data-start="3660" data-end="3722">La misura sostiene principalmente due tipologie di intervento.</p>
<h2 data-section-id="1xv1t5b" data-start="3724" data-end="3765"><span role="text"><strong data-start="3727" data-end="3765">Accoglienza di studenti in azienda</strong></span></h2>
<p data-start="3767" data-end="3845">La prima attività riguarda l’accoglienza di studenti impegnati in percorsi di:</p>
<ul data-start="3847" data-end="3927">
<li data-section-id="d1g028" data-start="3847" data-end="3874">formazione scuola-lavoro;</li>
<li data-section-id="1jthso4" data-start="3875" data-end="3890">orientamento;</li>
<li data-section-id="lqnnjj" data-start="3891" data-end="3927">esperienza pratica presso imprese.</li>
</ul>
<p data-start="3929" data-end="4067">L’azienda può quindi ospitare studenti provenienti da scuole secondarie e accompagnarli alla conoscenza concreta dell’ambiente lavorativo.</p>
<p data-start="4069" data-end="4184">Le attività possono riguardare diversi settori economici, purché coerenti con il percorso formativo dello studente.</p>
<hr data-start="4186" data-end="4189" />
<h2 data-section-id="1lcqy5m" data-start="4191" data-end="4242"><span role="text"><strong data-start="4194" data-end="4242">Docenza orientativa svolta da professionisti</strong></span></h2>
<p data-start="4244" data-end="4340">Il secondo ambito riguarda le ore di orientamento svolte da professionisti del mondo del lavoro.</p>
<p data-start="4342" data-end="4379">L’impresa può mettere a disposizione:</p>
<ul data-start="4381" data-end="4440">
<li data-section-id="afy2pv" data-start="4381" data-end="4392">titolari;</li>
<li data-section-id="1o7nesg" data-start="4393" data-end="4403">manager;</li>
<li data-section-id="x9pkss" data-start="4404" data-end="4414">tecnici;</li>
<li data-section-id="tsk8y9" data-start="4415" data-end="4440">professionisti interni;</li>
</ul>
<p data-start="4442" data-end="4477">per attività rivolte agli studenti.</p>
<p data-start="4479" data-end="4532">Gli incontri possono avere l’obiettivo di illustrare:</p>
<ul data-start="4534" data-end="4678">
<li data-section-id="z0400n" data-start="4534" data-end="4570">caratteristiche delle professioni;</li>
<li data-section-id="13d8kih" data-start="4571" data-end="4594">competenze richieste;</li>
<li data-section-id="6v0rkc" data-start="4595" data-end="4622">organizzazione aziendale;</li>
<li data-section-id="1kl569d" data-start="4623" data-end="4649">evoluzione dei mestieri;</li>
<li data-section-id="12uiiez" data-start="4650" data-end="4678">opportunità occupazionali.</li>
</ul>
<hr data-start="4680" data-end="4683" />
<h1 data-section-id="oye69r" data-start="4685" data-end="4717"><span role="text"><strong data-start="4687" data-end="4717">Quanto finanzia il voucher</strong></span></h1>
<p data-start="4719" data-end="4763">Il contributo è riconosciuto sotto forma di:</p>
<p data-start="4765" data-end="4796"><strong data-start="4765" data-end="4796">contributo a fondo perduto.</strong></p>
<p data-start="4798" data-end="4827">L’importo massimo indicato è:</p>
<p data-start="4829" data-end="4894"><strong data-start="4829" data-end="4856">1.200 euro per impresa.</strong></p>
<p data-start="4896" data-end="4933">La dotazione complessiva del bando è:</p>
<p data-start="4935" data-end="4989"><strong data-start="4935" data-end="4951">30.000 euro.</strong></p>
<p data-start="4991" data-end="5114">Il numero effettivo delle imprese finanziabili dipenderà quindi dal numero di domande presentate e dagli importi richiesti.</p>
<hr data-start="5116" data-end="5119" />
<h2 data-section-id="18wwtuk" data-start="5121" data-end="5156"><span role="text"><strong data-start="5124" data-end="5156">Spese e attività ammissibili</strong></span></h2>
<p data-start="5158" data-end="5231">Il voucher è collegato alle attività previste dal progetto scuola-lavoro.</p>
<p data-start="5233" data-end="5289">Possono essere considerate, secondo le regole del bando:</p>
<ul data-start="5291" data-end="5491">
<li data-section-id="10clb76" data-start="5291" data-end="5316">attività di tutoraggio;</li>
<li data-section-id="12p2ed5" data-start="5317" data-end="5362">attività di accompagnamento degli studenti;</li>
<li data-section-id="12cf0vv" data-start="5363" data-end="5395">ore dedicate all’orientamento;</li>
<li data-section-id="8c0lvu" data-start="5396" data-end="5437">attività svolte da personale aziendale;</li>
<li data-section-id="j7abzp" data-start="5438" data-end="5491">iniziative organizzate con gli istituti scolastici.</li>
</ul>
<p data-start="5493" data-end="5589">Il dettaglio delle singole voci deve essere verificato nella modulistica ufficiale della Camera.</p>
<hr data-start="5591" data-end="5594" />
<h2 data-section-id="2vs5xv" data-start="5596" data-end="5639"><span role="text"><strong data-start="5599" data-end="5639">Non è un voucher per corsi aziendali</strong></span></h2>
<p data-start="5641" data-end="5674">È importante chiarire un aspetto.</p>
<p data-start="5676" data-end="5703">Questa misura non finanzia:</p>
<ul data-start="5705" data-end="5844">
<li data-section-id="12qcfx0" data-start="5705" data-end="5728">corsi per dipendenti;</li>
<li data-section-id="1w8p5r" data-start="5729" data-end="5767">aggiornamento professionale interno;</li>
<li data-section-id="1yfdewz" data-start="5768" data-end="5810">formazione obbligatoria sulla sicurezza;</li>
<li data-section-id="9oodj3" data-start="5811" data-end="5844">consulenze formative generiche.</li>
</ul>
<p data-start="5846" data-end="5878">Il collegamento deve essere con:</p>
<p data-start="5880" data-end="5926"><strong data-start="5880" data-end="5926">studenti, scuole e orientamento al lavoro.</strong></p>
<hr data-start="5928" data-end="5931" />
<h1 data-section-id="3gewla" data-start="5933" data-end="5965"><span role="text"><strong data-start="5935" data-end="5965">Come presentare la domanda</strong></span></h1>
<p data-start="5967" data-end="6036">La domanda deve essere presentata secondo le modalità indicate dalla:</p>
<p data-start="6038" data-end="6094"><strong data-start="6038" data-end="6094">Camera Valdostana delle Imprese e delle Professioni.</strong></p>
<p data-start="6096" data-end="6120">La procedura prevista è:</p>
<p data-start="6122" data-end="6187"><strong data-start="6122" data-end="6149">valutativa a sportello.</strong></p>
<p data-start="6189" data-end="6320">Questo significa che le domande vengono esaminate secondo l’ordine di presentazione fino all’esaurimento delle risorse disponibili.</p>
<hr data-start="6322" data-end="6325" />
<h1 data-section-id="1qhqbsi" data-start="6327" data-end="6352"><span role="text"><strong data-start="6329" data-end="6352">Apertura e scadenza</strong></span></h1>
<p data-start="6354" data-end="6393">Dalla comunicazione ricevuta risultano:</p>
<p data-start="6395" data-end="6457"><strong data-start="6395" data-end="6419">Apertura: 01/10/2026</strong></p>
<p data-start="6459" data-end="6502">La scadenza indicata nella scheda Neskey è:</p>
<p data-start="6504" data-end="6556"><strong data-start="6504" data-end="6518">31/03/2026</strong></p>
<p data-start="6558" data-end="6623">Questo dato è incoerente perché precedente alla data di apertura.</p>
<p data-start="6625" data-end="6779">È quindi necessario verificare il termine definitivo direttamente nella pagina ufficiale della Chambre Valdôtaine prima della presentazione della domanda.</p>
<hr data-start="6781" data-end="6784" />
<h1 data-section-id="6k0rvj" data-start="6786" data-end="6825"><span role="text"><strong data-start="6788" data-end="6825">Perché può interessare le imprese</strong></span></h1>
<p data-start="6827" data-end="6919">Anche se l’importo è contenuto, il voucher può essere interessante per imprese che vogliono:</p>
<ul data-start="6921" data-end="7133">
<li data-section-id="i79x9b" data-start="6921" data-end="6975">creare rapporti con scuole tecniche e professionali;</li>
<li data-section-id="13wad33" data-start="6976" data-end="7006">individuare giovani talenti;</li>
<li data-section-id="1dtlq7f" data-start="7007" data-end="7042">far conoscere il proprio settore;</li>
<li data-section-id="1873wxj" data-start="7043" data-end="7086">costruire percorsi di inserimento futuro;</li>
<li data-section-id="1clkgve" data-start="7087" data-end="7133">collaborare con il sistema formativo locale.</li>
</ul>
<p data-start="7135" data-end="7310">Per alcune aziende, soprattutto quelle con difficoltà nel reperimento di personale qualificato, il rapporto con scuole e studenti può rappresentare un investimento strategico.</p>
<hr data-start="7312" data-end="7315" />
<h1 data-section-id="1t7qr24" data-start="7317" data-end="7338"><span role="text"><strong data-start="7319" data-end="7338">Esempio pratico</strong></span></h1>
<p data-start="7340" data-end="7473">Un’azienda meccanica valdostana potrebbe collaborare con un istituto tecnico locale ospitando studenti per un percorso scuola-lavoro.</p>
<p data-start="7475" data-end="7494">L’impresa potrebbe:</p>
<ul data-start="7496" data-end="7671">
<li data-section-id="14lmrsn" data-start="7496" data-end="7543">affiancare gli studenti con un tutor interno;</li>
<li data-section-id="or3t83" data-start="7544" data-end="7577">mostrare i processi produttivi;</li>
<li data-section-id="nc03ka" data-start="7578" data-end="7621">spiegare il funzionamento dei macchinari;</li>
<li data-section-id="12k19jl" data-start="7622" data-end="7671">presentare le competenze richieste nel settore.</li>
</ul>
<p data-start="7673" data-end="7765">Parallelamente un tecnico aziendale potrebbe svolgere incontri orientativi presso la scuola.</p>
<p data-start="7767" data-end="7839">Il voucher potrebbe contribuire a coprire parte delle attività previste.</p>
<hr data-start="7841" data-end="7844" />
<h1 data-section-id="ix5n6m" data-start="7846" data-end="7869"><span role="text"><strong data-start="7848" data-end="7869">Checklist pratica</strong></span></h1>
<p data-start="7871" data-end="7902">Prima della domanda verificare:</p>
<ul class="contains-task-list" data-start="7904" data-end="8426">
<li class="task-list-item" data-section-id="c99dtx" data-start="7904" data-end="7954"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> sede legale o unità locale in Valle d’Aosta;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="f5wyin" data-start="7955" data-end="7998"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> iscrizione al Registro delle Imprese;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1wzwtfh" data-start="7999" data-end="8041"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> regolarità diritto annuale camerale;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="e21kme" data-start="8042" data-end="8094"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> progetto collegato a studenti e scuola-lavoro;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="f737y6" data-start="8095" data-end="8140"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> collaborazione con istituto scolastico;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1l5i7bi" data-start="8141" data-end="8188"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> definizione delle attività di tutoraggio;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="pegsul" data-start="8189" data-end="8239"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> individuazione dei professionisti coinvolti;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="wfpie" data-start="8240" data-end="8272"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> calendario delle attività;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="z2pukr" data-start="8273" data-end="8317"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> documentazione richiesta dalla Camera;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="1jlncv1" data-start="8318" data-end="8369"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verifica della scadenza definitiva del bando;</li>
<li class="task-list-item" data-section-id="a4tda3" data-start="8370" data-end="8426"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> firma digitale e strumenti telematici disponibili.</li>
</ul>
<hr data-start="8428" data-end="8431" />
<h1 data-section-id="lx2zf5" data-start="8433" data-end="8452"><span role="text"><strong data-start="8435" data-end="8452">Scheda rapida</strong></span></h1>
<p data-start="8454" data-end="8497"><strong data-start="8454" data-end="8473">Nome ufficiale:</strong> Voucher Formazione 2026</p>
<p data-start="8499" data-end="8581"><strong data-start="8499" data-end="8508">Ente:</strong> Camera Valdostana delle Imprese e delle Professioni – Chambre Valdôtaine</p>
<p data-start="8583" data-end="8618"><strong data-start="8583" data-end="8599">Beneficiari:</strong> imprese valdostane</p>
<p data-start="8620" data-end="8643"><strong data-start="8620" data-end="8629">Area:</strong> Valle d’Aosta</p>
<p data-start="8645" data-end="8708"><strong data-start="8645" data-end="8659">Obiettivo:</strong> formazione scuola-lavoro e orientamento studenti</p>
<p data-start="8710" data-end="8736"><strong data-start="8710" data-end="8724">Dotazione:</strong> 30.000 euro</p>
<p data-start="8738" data-end="8767"><strong data-start="8738" data-end="8753">Contributo:</strong> fondo perduto</p>
<p data-start="8769" data-end="8804"><strong data-start="8769" data-end="8781">Massimo:</strong> 1.200 euro per impresa</p>
<p data-start="8806" data-end="8843"><strong data-start="8806" data-end="8820">Procedura:</strong> valutativa a sportello</p>
<p data-start="8845" data-end="8878"><strong data-start="8845" data-end="8867">Apertura indicata:</strong> 01/10/2026</p>
<p data-start="8880" data-end="8964"><strong data-start="8880" data-end="8893">Scadenza:</strong> da verificare (la data indicata nella scheda presenta un’incongruenza)</p>
<p data-start="8966" data-end="8990"><strong data-start="8966" data-end="8990">Attività finanziate:</strong></p>
<ul data-start="8991" data-end="9106">
<li data-section-id="1r4i8lr" data-start="8991" data-end="9014">accoglienza studenti;</li>
<li data-section-id="a74mlv" data-start="9015" data-end="9040">percorsi scuola-lavoro;</li>
<li data-section-id="1w87kln" data-start="9041" data-end="9063">docenza orientativa;</li>
<li data-section-id="l9mxlt" data-start="9064" data-end="9106">attività di collegamento scuola-impresa.</li>
</ul>
<hr data-start="9108" data-end="9111" />
<h1 data-section-id="b3w55c" data-start="9113" data-end="9189"><span role="text"><strong data-start="9115" data-end="9189">Atamai può supportare imprese ed enti nella verifica delle opportunità</strong></span></h1>
<p data-start="9191" data-end="9374">Il Voucher Formazione Valle d’Aosta è una misura specifica, diversa dai normali incentivi per investimenti aziendali: il punto centrale è il rapporto tra impresa e sistema scolastico.</p>
<p data-start="9376" data-end="9568"><strong data-start="9376" data-end="9568">Atamai può supportare le imprese nella verifica dei requisiti, nell’analisi delle opportunità disponibili e nell’organizzazione della documentazione necessaria per accedere agli incentivi.</strong></p>
<p data-start="9570" data-end="9587">Per informazioni:</p>
<p data-start="9589" data-end="9616"><strong data-start="9589" data-end="9616">Atamai – <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="9600" data-end="9614">info@atamai.it</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Voucher Doppia Transizione Gran Sasso 2026:</title>
		<link>https://audit50.it/voucher-doppia-transizione-gran-sasso-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 21:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camera Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia green]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Teramo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2402</guid>

					<description><![CDATA[Voucher Doppia Transizione Gran Sasso 2026: contributi del 70% per digitale, AI, software e sostenibilità La Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia sostiene le micro, piccole e medie imprese del territorio nei percorsi di trasformazione digitale e transizione ecologica attraverso il Bando Voucher Doppia Transizione 2026. La misura, gestita attraverso il Punto Impresa Digitale&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/voucher-doppia-transizione-gran-sasso-2026/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Voucher Doppia Transizione Gran Sasso 2026:</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Voucher Doppia Transizione Gran Sasso 2026: contributi del 70% per digitale, AI, software e sostenibilità</h1>
<p>La <strong>Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia</strong> sostiene le micro, piccole e medie imprese del territorio nei percorsi di trasformazione digitale e transizione ecologica attraverso il <strong>Bando Voucher Doppia Transizione 2026</strong>.</p>
<p>La misura, gestita attraverso il <strong>Punto Impresa Digitale (PID)</strong> della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, mette a disposizione <strong>400.000 euro</strong> per finanziare progetti basati sull’introduzione di tecnologie digitali, servizi di consulenza specialistica e attività formative finalizzate allo sviluppo delle competenze interne.</p>
<p>Il contributo consiste in un <strong>voucher a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili</strong>, con un importo massimo ordinario di <strong>5.000 euro per impresa</strong>. L’investimento minimo richiesto è pari a <strong>4.000 euro</strong>. È inoltre prevista una premialità aggiuntiva di <strong>250 euro</strong> per le imprese in possesso del rating di legalità oppure della certificazione della parità di genere.</p>
<p>La misura si inserisce nel quadro della <strong>doppia transizione</strong>, cioè l’integrazione tra innovazione digitale e sostenibilità ambientale, con particolare attenzione alle tecnologie coerenti con il paradigma <strong>Transizione 4.0 e Transizione 5.0</strong>.</p>
<p>Le domande possono essere trasmesse dalle <strong>ore 12:00 del 10 settembre 2026 fino alle ore 18:00 del 30 settembre 2026</strong> attraverso la piattaforma <strong>ReStart di InfoCamere</strong>.</p>
<h2><strong>A chi è destinato il bando</strong></h2>
<p>Possono presentare domanda le:</p>
<ul>
<li>microimprese;</li>
<li>piccole imprese;</li>
<li>medie imprese.</li>
</ul>
<p>L’impresa deve avere:</p>
<ul>
<li>sede legale;</li>
<li>oppure unità locale</li>
</ul>
<p>all’interno della circoscrizione territoriale della <strong>Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia</strong>.</p>
<p>Il territorio di riferimento comprende le province di:</p>
<ul>
<li><strong>L’Aquila</strong>;</li>
<li><strong>Teramo</strong>.</li>
</ul>
<p>L’impresa deve inoltre essere:</p>
<ul>
<li>attiva;</li>
<li>iscritta al Registro delle Imprese;</li>
<li>in regola con il diritto annuale camerale;</li>
<li>regolare sotto il profilo contributivo;</li>
<li>non soggetta a procedure concorsuali incompatibili.</li>
</ul>
<p>Prima della presentazione è quindi opportuno verificare sia la posizione camerale sia quella contributiva.</p>
<h2><strong>Area geografica di riferimento</strong></h2>
<p>Il voucher è destinato esclusivamente alle imprese che operano nel territorio della:</p>
<p><strong>Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia.</strong></p>
<p>La misura nasce con l’obiettivo di accompagnare il tessuto produttivo locale, composto in larga parte da PMI, nell’introduzione di strumenti digitali e modelli organizzativi più sostenibili.</p>
<h2><strong>Chi propone e gestisce il bando</strong></h2>
<p>L’ente promotore è la:</p>
<p><strong>Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura del Gran Sasso d’Italia.</strong></p>
<p>La gestione rientra nelle attività del:</p>
<p><strong>Punto Impresa Digitale – PID.</strong></p>
<p>Il PID è la rete camerale dedicata alla diffusione della cultura digitale nelle imprese e svolge attività di orientamento, assessment e supporto alla trasformazione tecnologica.</p>
<h2><strong>Dotazione finanziaria</strong></h2>
<p>Le risorse disponibili ammontano a:</p>
<p><strong>400.000 euro.</strong></p>
<p>Il fondo viene utilizzato per concedere voucher alle imprese ammesse fino all’esaurimento delle risorse disponibili.</p>
<p>Considerando il contributo massimo di 5.000 euro, teoricamente il bando potrebbe sostenere almeno 80 imprese qualora tutte richiedessero il massimale.</p>
<h2><strong>Apertura e scadenza</strong></h2>
<p>La procedura prevede due momenti:</p>
<p><strong>Precompilazione della domanda</strong></p>
<p>Dal <strong>8 luglio 2026</strong> è possibile accedere alla piattaforma ReStart per predisporre la pratica e caricare la documentazione necessaria.</p>
<p><strong>Invio definitivo</strong></p>
<p>Le domande possono essere inviate:</p>
<p><strong>dal 10/09/2026 alle ore 12:00</strong></p>
<p>fino al:</p>
<p><strong>30/09/2026 alle ore 18:00.</strong></p>
<p>La precompilazione non equivale alla presentazione definitiva: la domanda diventa valida solo dopo l’invio telematico.</p>
<h2><strong>Quanto finanzia il voucher</strong></h2>
<p>Il contributo è pari al:</p>
<p><strong>70% delle spese ammissibili.</strong></p>
<p>Il contributo massimo ordinario è:</p>
<p><strong>5.000 euro per impresa.</strong></p>
<p>L’investimento minimo deve essere:</p>
<p><strong>4.000 euro.</strong></p>
<p>Esempi:</p>
<ul>
<li>investimento di 4.000 euro → contributo teorico 2.800 euro;</li>
<li>investimento di 7.000 euro → contributo teorico 4.900 euro;</li>
<li>investimento di 10.000 euro → contributo limitato al massimo di 5.000 euro.</li>
</ul>
<h2><strong>Premialità aggiuntive</strong></h2>
<p>Il bando prevede una maggiorazione di:</p>
<p><strong>250 euro</strong></p>
<p>per le imprese che possiedono:</p>
<ul>
<li>rating di legalità;</li>
<li>certificazione della parità di genere.</li>
</ul>
<p>La premialità può essere riconosciuta entro i limiti previsti dal bando e comunque senza superare il costo effettivamente sostenuto dall’impresa.</p>
<h2><strong>Quali investimenti finanzia</strong></h2>
<p>Il bando sostiene progetti collegati alla:</p>
<ul>
<li>digitalizzazione dei processi aziendali;</li>
<li>innovazione tecnologica;</li>
<li>transizione ecologica;</li>
<li>sviluppo delle competenze digitali.</li>
</ul>
<p>Sono finanziabili:</p>
<ul>
<li>acquisto di tecnologie;</li>
<li>consulenza specialistica;</li>
<li>formazione del personale.</li>
</ul>
<h2><strong>Intelligenza artificiale</strong></h2>
<p>Tra le tecnologie coerenti con la misura rientra l’:</p>
<p><strong>intelligenza artificiale.</strong></p>
<p>Le imprese possono valutare progetti basati sull’introduzione di sistemi AI per:</p>
<ul>
<li>analisi dei dati;</li>
<li>automazione delle attività;</li>
<li>ottimizzazione dei processi;</li>
<li>supporto alle decisioni;</li>
<li>miglioramento della gestione aziendale.</li>
</ul>
<p>L’investimento deve però essere collegato a un reale processo di trasformazione e non al semplice utilizzo occasionale di strumenti digitali.</p>
<h2><strong>Cloud computing e sistemi informativi</strong></h2>
<p>Sono ammesse soluzioni basate su:</p>
<ul>
<li>cloud computing;</li>
<li>infrastrutture digitali;</li>
<li>servizi software evoluti;</li>
<li>piattaforme collaborative.</li>
</ul>
<p>Per molte PMI il passaggio al cloud può rappresentare il primo passo verso una gestione più integrata dei dati aziendali.</p>
<h2><strong>ERP, MES e sistemi gestionali evoluti</strong></h2>
<p>Il voucher può sostenere l’introduzione o l’evoluzione di sistemi come:</p>
<ul>
<li>ERP;</li>
<li>MES;</li>
<li>CRM;</li>
<li>sistemi di gestione della produzione;</li>
<li>strumenti per la pianificazione aziendale.</li>
</ul>
<p>Per un’impresa manifatturiera può significare collegare produzione, magazzino, acquisti, vendite e amministrazione attraverso sistemi integrati.</p>
<h2><strong>Cybersecurity e continuità operativa</strong></h2>
<p>Sono ammissibili anche interventi per aumentare la sicurezza informatica.</p>
<p>Possono rientrare:</p>
<ul>
<li>sistemi di protezione delle reti;</li>
<li>backup evoluti;</li>
<li>sicurezza degli accessi;</li>
<li>protezione dei dati;</li>
<li>soluzioni di business continuity.</li>
</ul>
<p>La crescente digitalizzazione rende infatti necessario accompagnare nuovi strumenti digitali con adeguati livelli di sicurezza.</p>
<h2><strong>IoT e sensoristica</strong></h2>
<p>Sono finanziabili tecnologie basate su:</p>
<p><strong>Internet of Things.</strong></p>
<p>Esempi applicativi:</p>
<ul>
<li>sensori sui macchinari;</li>
<li>raccolta automatica dei dati;</li>
<li>monitoraggio dei consumi;</li>
<li>manutenzione predittiva;</li>
<li>controllo remoto degli impianti.</li>
</ul>
<p>Queste soluzioni possono essere particolarmente interessanti per imprese manifatturiere.</p>
<h2><strong>Robotica e automazione</strong></h2>
<p>Il bando comprende anche tecnologie per:</p>
<ul>
<li>robotica avanzata;</li>
<li>automazione;</li>
<li>sistemi produttivi intelligenti.</li>
</ul>
<p>L’obiettivo deve essere migliorare efficienza, qualità e flessibilità dei processi.</p>
<h2><strong>Manifattura additiva e stampa 3D</strong></h2>
<p>Tra gli ambiti finanziabili rientra anche la:</p>
<p><strong>manifattura additiva.</strong></p>
<p>Possono quindi essere valutati progetti che introducono sistemi di stampa 3D professionale per:</p>
<ul>
<li>prototipazione;</li>
<li>sviluppo prodotto;</li>
<li>produzione di componenti;</li>
<li>attrezzature;</li>
<li>piccole serie.</li>
</ul>
<h2><strong>Tecnologie per sostenibilità ed energia</strong></h2>
<p>La doppia transizione non riguarda soltanto il digitale.</p>
<p>Sono finanziabili anche soluzioni per:</p>
<ul>
<li>monitoraggio dei consumi energetici;</li>
<li>riduzione degli sprechi;</li>
<li>gestione intelligente dell’energia;</li>
<li>analisi delle emissioni;</li>
<li>strumenti ESG;</li>
<li>sistemi per la sostenibilità aziendale.</li>
</ul>
<p>L’obiettivo è utilizzare il digitale come strumento per migliorare anche le performance ambientali dell’impresa.</p>
<h2><strong>Consulenza specialistica</strong></h2>
<p>Il bando permette di finanziare servizi di consulenza collegati al progetto.</p>
<p>Possono riguardare:</p>
<ul>
<li>analisi del livello digitale dell’impresa;</li>
<li>piano di sviluppo tecnologico;</li>
<li>implementazione delle tecnologie;</li>
<li>sicurezza informatica;</li>
<li>sostenibilità;</li>
<li>sistemi di gestione.</li>
</ul>
<p>La consulenza deve essere direttamente collegata agli obiettivi del progetto presentato.</p>
<h2><strong>Formazione del personale</strong></h2>
<p>Sono ammessi anche percorsi formativi destinati allo sviluppo delle competenze interne.</p>
<p>La formazione può riguardare:</p>
<ul>
<li>utilizzo delle nuove tecnologie;</li>
<li>competenze digitali;</li>
<li>competenze green;</li>
<li>gestione dei nuovi sistemi introdotti.</li>
</ul>
<p>Questo aspetto è importante perché la trasformazione digitale richiede non solo strumenti, ma anche capacità interne per utilizzarli.</p>
<h2><strong>SELFI 4.0 obbligatorio</strong></h2>
<p>Un requisito operativo importante riguarda il questionario:</p>
<p><strong>SELFI 4.0.</strong></p>
<p>L’impresa deve effettuare l’assessment della maturità digitale nei:</p>
<p><strong>tre mesi precedenti alla presentazione della domanda.</strong></p>
<p>Il relativo report deve essere allegato alla pratica.</p>
<p>L’obiettivo è fotografare il livello digitale iniziale dell’impresa e collegare l’investimento proposto al percorso di crescita tecnologica.</p>
<h2><strong>Come presentare la domanda</strong></h2>
<p>La domanda deve essere presentata esclusivamente tramite:</p>
<p><strong>piattaforma ReStart di InfoCamere.</strong></p>
<p>Sono necessari:</p>
<ul>
<li>SPID;</li>
<li>Carta Nazionale dei Servizi;</li>
<li>Carta d’Identità Elettronica;</li>
<li>firma digitale.</li>
</ul>
<p>La pratica deve contenere:</p>
<ul>
<li>descrizione del progetto;</li>
<li>preventivi;</li>
<li>documentazione richiesta;</li>
<li>report SELFI 4.0.</li>
</ul>
<h2><strong>Spese escluse</strong></h2>
<p>Come normalmente avviene nei voucher PID, non sono finanziabili interventi privi di un reale contenuto innovativo.</p>
<p>Sono generalmente escluse spese come:</p>
<ul>
<li>normale hardware informatico;</li>
<li>smartphone;</li>
<li>tablet;</li>
<li>manutenzione ordinaria;</li>
<li>consulenze amministrative;</li>
<li>consulenze fiscali;</li>
<li>attività pubblicitarie;</li>
<li>web marketing non collegato alla trasformazione digitale.</li>
</ul>
<h2><strong>Procedura di selezione</strong></h2>
<p>La procedura è:</p>
<p><strong>valutativa a sportello.</strong></p>
<p>Le domande vengono quindi esaminate secondo l’ordine di presentazione fino all’esaurimento delle risorse disponibili.</p>
<p>Preparare in anticipo la documentazione è quindi fondamentale.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<ul class="contains-task-list">
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare sede legale o unità locale in provincia di L’Aquila o Teramo;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> controllare iscrizione al Registro Imprese;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare regolarità diritto annuale;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare DURC;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> individuare tecnologia o progetto digitale;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> predisporre preventivi dettagliati;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> completare SELFI 4.0 nei tre mesi precedenti;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare eventuale rating di legalità;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare certificazione parità di genere;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> preparare descrizione tecnica del progetto;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare requisiti dei fornitori;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> predisporre accesso ReStart;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> avere firma digitale disponibile;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> inviare la domanda dal 10 settembre entro il 30 settembre 2026.</li>
</ul>
<h2><strong>Scheda rapida</strong></h2>
<p><strong>Nome ufficiale:</strong> Bando Voucher Doppia Transizione 2026</p>
<p><strong>Ente:</strong> Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia</p>
<p><strong>Gestione:</strong> Punto Impresa Digitale – PID</p>
<p><strong>Territorio:</strong> L’Aquila e Teramo</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> micro, piccole e medie imprese</p>
<p><strong>Dotazione:</strong> 400.000 euro</p>
<p><strong>Contributo:</strong> fondo perduto</p>
<p><strong>Percentuale:</strong> 70%</p>
<p><strong>Massimo:</strong> 5.000 euro</p>
<p><strong>Investimento minimo:</strong> 4.000 euro</p>
<p><strong>Premialità:</strong> 250 euro per rating di legalità o parità di genere</p>
<p><strong>Apertura invio:</strong> 10/09/2026 ore 12:00</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 30/09/2026 ore 18:00</p>
<p><strong>Procedura:</strong> valutativa a sportello</p>
<p><strong>Piattaforma:</strong> ReStart InfoCamere</p>
<p><strong>Assessment obbligatorio:</strong> SELFI 4.0</p>
<p><strong>Tecnologie:</strong> AI, cloud, cybersecurity, ERP, MES, CRM, IoT, robotica, stampa 3D, automazione, sostenibilità energetica, ESG.</p>
<h2><strong>Atamai può supportare l’impresa nella preparazione della domanda</strong></h2>
<p>La difficoltà di questi voucher non è soltanto compilare il modulo, ma costruire un progetto coerente tra tecnologia acquistata, obiettivi aziendali, spese ammissibili e documentazione richiesta.</p>
<p><strong>Atamai può affiancare le imprese nella verifica del progetto digitale, nell’analisi delle spese finanziabili, nella scelta delle tecnologie e nella predisposizione della documentazione necessaria per la domanda.</strong></p>
<p>Per informazioni:</p>
<p><strong>Atamai – <a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong></p>
<h2><strong> </strong></h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Emilia-Romagna, 2,7 milioni per progetti su pari opportunità e contrasto alla violenza di genere</title>
		<link>https://audit50.it/emilia-romagna-27-milioni-per-progetti-su-pari-opportunita-e-contrasto-alla-violenza-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 22:13:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia‑Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Parità Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2400</guid>

					<description><![CDATA[Emilia-Romagna, 2,7 milioni per progetti su pari opportunità e contrasto alla violenza di genere La Regione Emilia-Romagna ha aperto il nuovo bando biennale per la realizzazione di progetti rivolti alla promozione e al conseguimento delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere, riferito alle annualità 2027 e 2028. La misura&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/emilia-romagna-27-milioni-per-progetti-su-pari-opportunita-e-contrasto-alla-violenza-di-genere/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Emilia-Romagna, 2,7 milioni per progetti su pari opportunità e contrasto alla violenza di genere</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-section-id="v7sqyp" data-start="518" data-end="616">Emilia-Romagna, 2,7 milioni per progetti su pari opportunità e contrasto alla violenza di genere</h1>
<p data-start="618" data-end="1270">La <strong data-start="621" data-end="647">Regione Emilia-Romagna</strong> ha aperto il nuovo bando biennale per la realizzazione di progetti rivolti alla <strong data-start="728" data-end="848">promozione e al conseguimento delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere</strong>, riferito alle annualità <strong data-start="874" data-end="889">2027 e 2028</strong>. La misura dispone complessivamente di <strong data-start="929" data-end="952">2,7 milioni di euro</strong>, suddivisi in 1,35 milioni per il 2027 e altrettanti per il 2028, e consente di ottenere un contributo regionale fino all’<strong data-start="1075" data-end="1117">80% del costo complessivo del progetto</strong>. Le domande possono essere presentate dalle <strong data-start="1162" data-end="1231">ore 10:00 dell’8 settembre 2026 alle ore 13:00 del 6 ottobre 2026</strong>.</p>
<p data-start="1272" data-end="1353"><strong data-start="1272" data-end="1353">Un bando rivolto a enti locali e Terzo settore, non direttamente alle imprese</strong></p>
<p data-start="1355" data-end="2129">Il primo elemento da chiarire è la platea dei beneficiari. Possono presentare domanda gli <strong data-start="1445" data-end="1480">enti locali dell’Emilia-Romagna</strong>, singolarmente oppure in forma associata, le <strong data-start="1526" data-end="1566">Organizzazioni di volontariato – ODV</strong>, le <strong data-start="1571" data-end="1615">Associazioni di promozione sociale – APS</strong> e gli <strong data-start="1622" data-end="1654">altri enti del Terzo settore</strong> iscritti al RUNTS nelle sezioni previste dal bando. Per gli enti del Terzo settore è inoltre richiesta una sede in Emilia-Romagna, lo svolgimento di attività sul territorio regionale e uno statuto che contempli almeno una delle finalità richieste: diffusione delle pari opportunità e dell’eguaglianza tra i generi, valorizzazione della condizione femminile oppure prevenzione e contrasto della violenza e delle discriminazioni sessiste.</p>
<p data-start="2131" data-end="2750">Le imprese, pertanto, <strong data-start="2153" data-end="2223">non possono presentare autonomamente una domanda come beneficiarie</strong>. Il bando valorizza però la costruzione di reti e collaborazioni tra soggetti pubblici e privati. Nei progetti in partenariato il beneficiario rimane il soggetto capofila ammesso dal bando e le spese agevolabili devono essere sostenute e rendicontate dal beneficiario. Questo rende la misura interessante soprattutto per enti territoriali, associazioni e organizzazioni che vogliano costruire iniziative insieme a scuole, soggetti sociali, realtà culturali e altri partner del territorio.</p>
<p data-start="2752" data-end="2785"><strong data-start="2752" data-end="2785">Due grandi aree di intervento</strong></p>
<p data-start="2787" data-end="3290">Il programma regionale individua due obiettivi generali. Il primo è dedicato alla diffusione di una <strong data-start="2887" data-end="2950">cultura plurale delle diversità e della non discriminazione</strong>, alla promozione della parità tra donne e uomini e al superamento degli stereotipi di genere. Il secondo riguarda più direttamente la <strong data-start="3085" data-end="3154">prevenzione e il contrasto della violenza e delle discriminazioni</strong>, con particolare attenzione alle donne che si trovano in condizioni di fragilità o vulnerabilità.</p>
<p data-start="3292" data-end="3860">Nella prima area possono rientrare iniziative educative destinate soprattutto alle giovani generazioni, attività nelle scuole, nella formazione professionale, nello sport e nei luoghi di aggregazione, campagne di sensibilizzazione, eventi culturali e artistici e percorsi destinati a contrastare stereotipi e discriminazioni. Una parte specifica riguarda anche la <strong data-start="3656" data-end="3704">violenza di genere e omotransfobica digitale</strong>, compresi fenomeni come molestie online, cyberstalking, diffusione non consensuale di contenuti intimi e hate speech.</p>
<p data-start="3862" data-end="4458">La seconda area comprende invece interventi di prevenzione e protezione rivolti alle donne vittime di violenza, in particolare quando sussistono ulteriori condizioni di vulnerabilità legate, ad esempio, a età, disabilità, salute, marginalità sociale o privazione della libertà personale. Sono previste anche attività rivolte a donne migranti, richiedenti o titolari di protezione internazionale e vittime di pratiche lesive, con possibili interventi di alfabetizzazione, formazione, accompagnamento sociale, legale e lavorativo e sostegno alla genitorialità.</p>
<p data-start="4460" data-end="4493"><strong data-start="4460" data-end="4493">Quanto può valere il progetto</strong></p>
<p data-start="4495" data-end="4873">Il costo complessivo del progetto deve essere compreso tra <strong data-start="4554" data-end="4578">10.000 e 50.000 euro</strong>. La Regione può finanziare fino all’<strong data-start="4615" data-end="4644">80% del costo complessivo</strong>. Ne deriva che, su un progetto da 50.000 euro, il contributo massimo teorico può raggiungere <strong data-start="4738" data-end="4753">40.000 euro</strong>, mentre il soggetto beneficiario deve garantire la copertura della quota residua.</p>
<p data-start="4875" data-end="5242">Un aspetto interessante è che la parte non coperta dal contributo regionale non deve necessariamente essere costituita esclusivamente da risorse finanziarie: il bando consente di rendicontare il cofinanziamento anche attraverso la <strong data-start="5106" data-end="5203">valorizzazione di risorse umane, beni e servizi messi a disposizione dal soggetto richiedente</strong>.</p>
<p data-start="5244" data-end="5512">Il contributo dell’80% è comunque un <strong data-start="5281" data-end="5292">massimo</strong>, non un diritto automatico. La Commissione regionale può proporre contributi inferiori a quelli richiesti e la concessione dipenderà dalla graduatoria e dalle risorse disponibili.</p>
<p data-start="5514" data-end="5565"><strong data-start="5514" data-end="5565">Progetti biennali da realizzare nel 2027 e 2028</strong></p>
<p data-start="5567" data-end="5916">I progetti devono essere avviati nel <strong data-start="5604" data-end="5612">2027</strong> e concludersi tassativamente entro il <strong data-start="5651" data-end="5671">31 dicembre 2028</strong>. Sono ammissibili esclusivamente le spese sostenute a partire dal <strong data-start="5738" data-end="5757">1° gennaio 2027</strong>. Non vengono quindi finanziate attività o costi sostenuti nel 2026, anche se collegati alla preparazione del progetto.</p>
<p data-start="5918" data-end="6237">Ogni soggetto proponente può presentare <strong data-start="5958" data-end="5978">un solo progetto</strong>. Nel caso di partenariati, lo stesso soggetto può essere capofila di un progetto e partner al massimo di un ulteriore progetto; chi non opera come capofila può invece partecipare come partner a non più di due progetti.</p>
<p data-start="6239" data-end="6303"><strong data-start="6239" data-end="6303">Partenariati e reti territoriali danno più forza al progetto</strong></p>
<p data-start="6305" data-end="6637">La costruzione di una rete non è soltanto ammessa: è uno degli elementi direttamente valutati dalla Commissione. Fino a <strong data-start="6425" data-end="6437">15 punti</strong> vengono attribuiti alla programmazione integrata, considerando le collaborazioni tra soggetti pubblici e privati e la quantità e varietà dei partner coinvolti.</p>
<p data-start="6639" data-end="6919">Questo significa che, a parità di qualità complessiva, un progetto costruito come iniziativa isolata può risultare meno competitivo di un progetto che coinvolga, ad esempio, un Comune, associazioni, scuole, servizi sociali, realtà sportive o culturali e altri attori territoriali.</p>
<p data-start="6921" data-end="7156">La Regione assegna inoltre particolare valore agli interventi realizzati nei <strong data-start="6998" data-end="7037">Comuni montani e nelle aree interne</strong>, che vengono espressamente richiamati nel bando come territori da valorizzare.</p>
<p data-start="7158" data-end="7186"><strong data-start="7158" data-end="7186">Quali spese sono ammesse</strong></p>
<p data-start="7188" data-end="7769">Il piano economico può comprendere i costi del personale dipendente del soggetto beneficiario impiegato nelle attività, compensi per prestazioni professionali, acquisizione di servizi, organizzazione di eventi e iniziative, produzione digitale, campagne di comunicazione e sensibilizzazione, seminari, workshop e formazione. Sono inoltre ammissibili altri costi direttamente collegati al progetto, come affitto di sale, allestimenti, service, noleggio di attrezzature e rimborsi ai volontari nei limiti previsti dal Codice del Terzo settore.</p>
<p data-start="7771" data-end="8048">Per le associazioni del Terzo settore possono inoltre essere riconosciute <strong data-start="7845" data-end="7926">spese generali di funzionamento fino al 7% del costo complessivo del progetto</strong>, comprese utenze, affitto della sede, materiali di consumo, pulizia e guardiania.</p>
<p data-start="8050" data-end="8110"><strong data-start="8050" data-end="8110">Molto limitate, invece, le spese per beni e attrezzature</strong></p>
<p data-start="8112" data-end="8514">Il bando non è pensato per finanziare investimenti patrimoniali. Le <strong data-start="8180" data-end="8220">spese in conto capitale sono escluse</strong>. Sono ammessi beni, materiali, arredi e attrezzature soltanto quando indispensabili per lo svolgimento del progetto, con un <strong data-start="8345" data-end="8387">valore massimo unitario di 516,46 euro</strong> e con un’incidenza complessiva che non può superare il <strong data-start="8443" data-end="8473">20% del costo del progetto</strong>.</p>
<p data-start="8516" data-end="8801">È una limitazione importante: un bene che costa più di 516,46 euro non diventa ammissibile semplicemente imputandone al progetto una quota di 516,46 euro. Il bando specifica che in questo caso il bene è interamente escluso dalla rendicontazione.</p>
<p data-start="8803" data-end="9036">Non sono inoltre finanziabili le spese relative alla gestione ordinaria dell’attività istituzionale del soggetto richiedente né i costi non direttamente riconducibili alle attività progettuali.</p>
<p data-start="9038" data-end="9085"><strong data-start="9038" data-end="9085">Un progetto da 50.000 euro: esempio pratico</strong></p>
<p data-start="9087" data-end="9464">Un Comune potrebbe costruire insieme ad associazioni e realtà del territorio un progetto biennale da 50.000 euro rivolto alle scuole secondarie. Il programma potrebbe comprendere formazione per studenti e docenti, attività sulla cittadinanza di genere, incontri sul cyberstalking e sulla violenza digitale, una campagna territoriale di sensibilizzazione e iniziative culturali.</p>
<p data-start="9466" data-end="9867">Se il progetto venisse finanziato nella misura massima dell’80%, la Regione potrebbe riconoscere fino a <strong data-start="9570" data-end="9585">40.000 euro</strong>. Il soggetto proponente dovrebbe garantire i restanti 10.000 euro attraverso proprie risorse finanziarie oppure, nei limiti consentiti, mediante la valorizzazione delle risorse umane, dei beni e dei servizi messi a disposizione del progetto.</p>
<p data-start="9869" data-end="9901"><strong data-start="9869" data-end="9901">Come funziona la graduatoria</strong></p>
<p data-start="9903" data-end="10347">Non si tratta di un click day. Le domande vengono valutate da una <strong data-start="9969" data-end="9994">Commissione regionale</strong> e inserite in graduatoria. Il sistema di valutazione prevede un massimo complessivo di <strong data-start="10082" data-end="10094">50 punti</strong>: fino a 15 per qualità e ampiezza delle collaborazioni, fino a 15 per rilevanza e qualità progettuale, fino a 10 per chiarezza e coerenza della proposta e fino a 10 per la qualità del piano economico-finanziario.</p>
<p data-start="10349" data-end="10670">I progetti che ottengono <strong data-start="10374" data-end="10410">meno di 25 punti vengono esclusi</strong>. Quelli che raggiungono almeno 25 punti sono considerati ammissibili, ma vengono finanziati soltanto entro la disponibilità delle risorse. Pertanto superare la soglia minima non garantisce automaticamente il contributo.</p>
<p data-start="10672" data-end="10939">Questo rende particolarmente importante costruire bene sia il partenariato sia la descrizione del progetto: devono emergere chiaramente i bisogni territoriali, gli obiettivi, le attività, i destinatari, l’area geografica interessata e la coerenza tra azioni e budget.</p>
<p data-start="10941" data-end="10971"><strong data-start="10941" data-end="10971">Come presentare la domanda</strong></p>
<p data-start="10973" data-end="11290">La domanda deve essere trasmessa esclusivamente attraverso la piattaforma telematica regionale <strong data-start="11068" data-end="11077">SIBER</strong>, utilizzando SPID di livello 2, CIE oppure CNS. Il legale rappresentante o il soggetto delegato deve preventivamente registrare l’ente o l’organizzazione nella piattaforma.</p>
<p data-start="11292" data-end="11623">Al termine della compilazione viene prodotto un riepilogo PDF che deve essere scaricato, sottoscritto e nuovamente caricato. Il bando consente sia la <strong data-start="11442" data-end="11460">firma digitale</strong> sia la firma autografa; in quest’ultimo caso deve essere allegata anche la copia del documento di identità del firmatario.</p>
<p data-start="11625" data-end="11812">Per i progetti in partenariato devono essere inoltre caricate le lettere di adesione dei partner sottoscritte dai rispettivi legali rappresentanti.</p>
<p data-start="11814" data-end="11837"><strong data-start="11814" data-end="11837">Date da non perdere</strong></p>
<p data-start="11839" data-end="12277">La piattaforma accetta le domande dalle <strong data-start="11879" data-end="11914">ore 10:00 dell’8 settembre 2026</strong> alle <strong data-start="11920" data-end="11952">ore 13:00 del 6 ottobre 2026</strong>. Le domande inviate in forma cartacea, fuori termine, prive della sottoscrizione richiesta o della documentazione obbligatoria vengono escluse. Eventuali integrazioni possono essere richieste dall’amministrazione soltanto per chiarire elementi formali e non sostanziali della domanda.</p>
<p data-start="12279" data-end="12314"><strong data-start="12279" data-end="12314">Come viene pagato il contributo</strong></p>
<p data-start="12316" data-end="12657">Il contributo viene liquidato in due fasi. La prima tranche, fino al <strong data-start="12385" data-end="12416">50% del contributo concesso</strong>, può essere erogata al termine del primo anno di attività, a fronte di una relazione sullo stato di avanzamento e sui costi sostenuti nel 2027, che deve essere presentata entro il <strong data-start="12597" data-end="12616">31 gennaio 2028</strong>.</p>
<p data-start="12659" data-end="12995">La quota restante viene liquidata dopo la conclusione del progetto e la presentazione della relazione finale e della rendicontazione complessiva, da effettuare entro il <strong data-start="12828" data-end="12848">28 febbraio 2029</strong>. Per i soggetti tenuti al DURC, la Regione acquisisce d’ufficio la verifica della regolarità contributiva.</p>
<p data-start="12997" data-end="13050"><strong data-start="12997" data-end="13050">Il contributo regionale deve essere reso visibile</strong></p>
<p data-start="13052" data-end="13425">Tutti i materiali cartacei, informativi e video prodotti nell’ambito delle attività finanziate devono riportare la dicitura <strong data-start="13176" data-end="13226">“Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna”</strong> e il logo regionale. I beneficiari possono inoltre essere chiamati a partecipare ad attività regionali dedicate alla presentazione dei risultati dei progetti.</p>
<p data-start="13427" data-end="13472"><strong data-start="13427" data-end="13472">Per chi può essere realmente interessante</strong></p>
<p data-start="13474" data-end="13792">Questa misura è molto interessante per <strong data-start="13513" data-end="13629">Comuni, Unioni di Comuni, APS, ODV e altri ETS già attivi sui temi sociali, educativi, culturali e di inclusione</strong>. È particolarmente adatta a soggetti che dispongono già di una rete territoriale e che possono costruire un progetto biennale strutturato insieme ad altre realtà.</p>
<p data-start="13794" data-end="14195">Per Atamai e per una normale clientela PMI, invece, va classificata diversamente rispetto agli altri bandi che stiamo seguendo: <strong data-start="13922" data-end="14063">non è un incentivo aziendale e non finanzia investimenti produttivi, software, macchinari o consulenze per la trasformazione dell’impresa</strong>. Può diventare interessante solo quando esiste un cliente o un partner appartenente al mondo degli enti locali o del Terzo settore.</p>
<p data-start="14197" data-end="14220"><strong data-start="14197" data-end="14220">Checklist operativa</strong></p>
<ul data-start="14222" data-end="15406">
<li data-section-id="10qr0fa" data-start="14222" data-end="14329">verificare che il proponente sia un ente locale oppure un ETS appartenente a una delle categorie ammesse;</li>
<li data-section-id="n185wo" data-start="14330" data-end="14435">per gli ETS, controllare iscrizione al RUNTS, sede in Emilia-Romagna e finalità previste nello statuto;</li>
<li data-section-id="fv7xr9" data-start="14436" data-end="14507">individuare uno degli obiettivi e delle azioni prioritarie del bando;</li>
<li data-section-id="1rm09qs" data-start="14508" data-end="14572">definire un progetto da almeno 10.000 e non oltre 50.000 euro;</li>
<li data-section-id="p06zd5" data-start="14573" data-end="14653">prevedere attività nel 2027 e 2028, con conclusione entro il 31 dicembre 2028;</li>
<li data-section-id="1lvij8h" data-start="14654" data-end="14725">considerare ammissibili soltanto costi sostenuti dal 1° gennaio 2027;</li>
<li data-section-id="e7ig2k" data-start="14726" data-end="14808">costruire, quando possibile, una rete qualificata di partner pubblici e privati;</li>
<li data-section-id="1wkxg9a" data-start="14809" data-end="14882">verificare l’eventuale localizzazione in Comuni montani o aree interne;</li>
<li data-section-id="edrazy" data-start="14883" data-end="14939">predisporre un piano economico coerente e dettagliato;</li>
<li data-section-id="14dzycx" data-start="14940" data-end="15028">limitare beni e attrezzature a 516,46 euro per singolo bene e al 20% del costo totale;</li>
<li data-section-id="10p91dj" data-start="15029" data-end="15119">per le associazioni del Terzo settore, rispettare il limite del 7% sulle spese generali;</li>
<li data-section-id="r74ywb" data-start="15120" data-end="15203">assicurare la copertura della quota di cofinanziamento non coperta dalla Regione;</li>
<li data-section-id="187abx9" data-start="15204" data-end="15280">registrare preventivamente il soggetto proponente sulla piattaforma SIBER;</li>
<li data-section-id="28dbce" data-start="15281" data-end="15346">predisporre e sottoscrivere le lettere di adesione dei partner;</li>
<li data-section-id="17nzb6y" data-start="15347" data-end="15406">inviare la domanda entro le ore 13:00 del 6 ottobre 2026.</li>
</ul>
<p data-start="15408" data-end="15425"><strong data-start="15408" data-end="15425">Scheda rapida</strong></p>
<p data-start="15427" data-end="16531"><strong data-start="15427" data-end="15446">Nome ufficiale:</strong> Bando per la presentazione di progetti rivolti alla promozione ed al conseguimento delle pari opportunità ed al contrasto delle discriminazioni e della violenza di genere – annualità 2027/2028<br data-start="15639" data-end="15642" /><strong data-start="15642" data-end="15651">Ente:</strong> Regione Emilia-Romagna<br data-start="15674" data-end="15677" /><strong data-start="15677" data-end="15706">Normativa di riferimento:</strong> L.R. Emilia-Romagna n. 6/2014<br data-start="15736" data-end="15739" /><strong data-start="15739" data-end="15753">Dotazione:</strong> 2.700.000 euro<br data-start="15768" data-end="15771" /><strong data-start="15771" data-end="15785">Annualità:</strong> 1.350.000 euro per il 2027 e 1.350.000 euro per il 2028<br data-start="15841" data-end="15844" /><strong data-start="15844" data-end="15860">Beneficiari:</strong> enti locali, ODV, APS e altri ETS ammessi<br data-start="15902" data-end="15905" /><strong data-start="15905" data-end="15930">Imprese beneficiarie:</strong> no<br data-start="15933" data-end="15936" /><strong data-start="15936" data-end="15962">Costo minimo progetto:</strong> 10.000 euro<br data-start="15974" data-end="15977" /><strong data-start="15977" data-end="16004">Costo massimo progetto:</strong> 50.000 euro<br data-start="16016" data-end="16019" /><strong data-start="16019" data-end="16042">Contributo massimo:</strong> fino all’80%<br data-start="16055" data-end="16058" /><strong data-start="16058" data-end="16102">Contributo teorico massimo per progetto:</strong> 40.000 euro<br data-start="16114" data-end="16117" /><strong data-start="16117" data-end="16131">Procedura:</strong> valutativa a graduatoria<br data-start="16156" data-end="16159" /><strong data-start="16159" data-end="16177">Soglia minima:</strong> 25 punti su 50<br data-start="16192" data-end="16195" /><strong data-start="16195" data-end="16217">Spese ammissibili:</strong> dal 1° gennaio 2027<br data-start="16237" data-end="16240" /><strong data-start="16240" data-end="16265">Conclusione progetto:</strong> entro il 31 dicembre 2028<br data-start="16291" data-end="16294" /><strong data-start="16294" data-end="16307">Apertura:</strong> 8 settembre 2026, ore 10:00<br data-start="16335" data-end="16338" /><strong data-start="16338" data-end="16351">Scadenza:</strong> 6 ottobre 2026, ore 13:00<br data-start="16377" data-end="16380" /><strong data-start="16380" data-end="16396">Piattaforma:</strong> SIBER Regione Emilia-Romagna<br data-start="16425" data-end="16428" /><strong data-start="16428" data-end="16454">Prima rendicontazione:</strong> entro 31 gennaio 2028<br data-start="16476" data-end="16479" /><strong data-start="16479" data-end="16506">Rendicontazione finale:</strong> entro 28 febbraio 2029</p>
<p data-start="16533" data-end="16795"><strong data-start="16533" data-end="16795">Atamai può supportare enti e organizzazioni nella verifica del bando, nella strutturazione del progetto, nella costruzione del piano economico e nell’organizzazione della documentazione necessaria per la candidatura. Per una prima valutazione: <a class="decorated-link cursor-pointer" rel="noopener" data-start="16779" data-end="16793">info@atamai.it</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Voucher Doppia Transizione Roma 2026</title>
		<link>https://audit50.it/voucher-doppia-transizione-roma-2026/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 22:11:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camera Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia green]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Voucher]]></category>
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					<description><![CDATA[Voucher Doppia Transizione Roma 2026: contributi del 70% per digitale, AI, software, energia e sostenibilità La Camera di Commercio di Roma mette a disposizione 10 milioni di euro per sostenere la trasformazione digitale ed ecologica delle micro, piccole e medie imprese di Roma e provincia. Il Bando Voucher Doppia Transizione 2026 finanzia investimenti in tecnologie&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/voucher-doppia-transizione-roma-2026/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Voucher Doppia Transizione Roma 2026</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Voucher Doppia Transizione Roma 2026: contributi del 70% per digitale, AI, software, energia e sostenibilità</h1>
<p>La <strong>Camera di Commercio di Roma</strong> mette a disposizione <strong>10 milioni di euro</strong> per sostenere la trasformazione digitale ed ecologica delle micro, piccole e medie imprese di Roma e provincia. Il <strong>Bando Voucher Doppia Transizione 2026</strong> finanzia investimenti in tecnologie digitali, beni strumentali, consulenza e formazione, includendo ambiti che vanno dall’intelligenza artificiale alla cybersecurity, dai sistemi ERP e CRM alla manifattura additiva, dall’Internet of Things ai sistemi digitali per il monitoraggio energetico e la sostenibilità.</p>
<p>L’agevolazione consiste in un <strong>contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili</strong>, con un massimale ordinario di <strong>10.000 euro per impresa</strong>. Grazie alle premialità previste dal bando, il contributo può raggiungere complessivamente <strong>11.500 euro</strong>. L’investimento minimo richiesto è pari a <strong>3.000 euro</strong>.</p>
<p>La finestra per l’invio è particolarmente breve: le domande possono essere trasmesse dalle <strong>ore 14:00 del 15 settembre 2026 alle ore 14:00 del 22 settembre 2026</strong> e vengono valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione. Il precaricamento delle pratiche è già possibile dall’8 settembre, ma non attribuisce alcuna priorità.</p>
<h2><strong>A chi è destinato il bando</strong></h2>
<p>Possono richiedere il voucher le <strong>micro, piccole e medie imprese</strong> che dispongono di sede legale oppure di un’unità locale a Roma o nella provincia di Roma.</p>
<p>L’impresa deve risultare regolarmente iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Roma, aver correttamente dichiarato l’attività esercitata e trovarsi in regola con il pagamento del diritto annuale camerale.</p>
<p>I requisiti devono essere presenti al momento della domanda e mantenuti fino alla liquidazione del contributo.</p>
<p>Il bando interessa imprese appartenenti a differenti settori economici: non è limitato alla manifattura e può essere particolarmente interessante anche per attività commerciali, servizi, turismo, ristorazione e altre imprese che intendano introdurre tecnologie digitali realmente funzionali alla propria attività.</p>
<h2><strong>Attenzione ai contributi camerali ricevuti nei tre anni precedenti</strong></h2>
<p>Una delle condizioni più importanti riguarda i precedenti incentivi ottenuti dalla Camera di Commercio di Roma.</p>
<p>Non possono partecipare le imprese che abbiano <strong>ricevuto un contributo dalla Camera di Commercio di Roma nei tre anni antecedenti alla data di pubblicazione del bando</strong>.</p>
<p>Prima di predisporre la pratica è quindi necessario controllare lo storico degli incentivi camerali dell’impresa.</p>
<p>Non bisogna limitarsi a verificare se l’azienda abbia partecipato alla precedente edizione del Voucher Doppia Transizione: il requisito riguarda più in generale i contributi camerali ricevuti nel periodo indicato dal bando.</p>
<h2><strong>Area geografica</strong></h2>
<p>Sono ammesse le imprese con:</p>
<p><strong>sede legale e/o unità locale a Roma e provincia.</strong></p>
<p>Una società con sede legale in un’altra provincia può quindi partecipare se dispone di un’unità locale regolarmente iscritta presso la Camera di Commercio di Roma e se rispetta tutti gli altri requisiti.</p>
<h2><strong>Dotazione finanziaria</strong></h2>
<p>Le risorse complessivamente disponibili ammontano a:</p>
<p><strong>10.000.000 di euro.</strong></p>
<p>Si tratta di una dotazione molto consistente rispetto alla dimensione media dei bandi camerali e conferma il ruolo centrale attribuito dalla Camera di Commercio alla doppia transizione digitale ed ecologica.</p>
<p>La disponibilità elevata non elimina però l’importanza della tempestività, perché il procedimento segue l’ordine cronologico delle domande.</p>
<h2><strong>Quanto finanzia il voucher</strong></h2>
<p>Il contributo ordinario è pari al:</p>
<p><strong>70% delle spese ammissibili.</strong></p>
<p>Il massimale è:</p>
<p><strong>10.000 euro per impresa.</strong></p>
<p>L’investimento minimo ammesso è invece:</p>
<p><strong>3.000 euro.</strong></p>
<p>Con una spesa ammissibile di 3.000 euro il contributo teorico è quindi pari a 2.100 euro.</p>
<p>Con un progetto da 10.000 euro il contributo può raggiungere 7.000 euro.</p>
<p>Con un investimento di circa 14.286 euro si raggiunge il massimale ordinario di 10.000 euro.</p>
<p>Eventuali spese ulteriori possono naturalmente essere sostenute dall’impresa, ma non producono un incremento del voucher oltre il limite previsto, salvo l’applicazione delle premialità.</p>
<h2><strong>Fino a 11.500 euro con le premialità</strong></h2>
<p>Il bando prevede tre maggiorazioni cumulabili.</p>
<p>Vengono riconosciuti:</p>
<p><strong>250 euro</strong> alle imprese in possesso del rating di legalità;</p>
<p><strong>250 euro</strong> alle imprese in possesso della certificazione della parità di genere;</p>
<p><strong>1.000 euro</strong> alle imprese costituite in maniera maggioritaria da giovani.</p>
<p>Sommando tutte le premialità, il contributo massimo può quindi arrivare a:</p>
<p><strong>11.500 euro.</strong></p>
<p>Le maggiorazioni non possono comunque portare il contributo oltre il 100% della spesa ammessa.</p>
<h2><strong>Quando un’impresa è considerata giovanile</strong></h2>
<p>La premialità più elevata è quella da 1.000 euro riconosciuta alle imprese costituite prevalentemente da giovani.</p>
<p>Il riferimento è a persone con età fino a <strong>35 anni inclusi</strong> al momento della presentazione della domanda.</p>
<p>Per una ditta individuale il titolare deve essere giovane.</p>
<p>Nelle società di persone e cooperative i giovani devono rappresentare più del 50% dei soci e anche gli organi amministrativi devono essere composti in maggioranza da giovani.</p>
<p>Nelle società di capitali oltre il 50% delle partecipazioni deve appartenere a giovani e anche gli organi amministrativi devono rispettare la maggioranza prevista.</p>
<h2><strong>Quali spese sono ammesse</strong></h2>
<p>Il bando finanzia due grandi categorie di costo:</p>
<p><strong>acquisto di beni strumentali</strong></p>
<p>e</p>
<p><strong>servizi di consulenza e formazione.</strong></p>
<p>I costi devono essere direttamente collegati a una o più delle tecnologie e degli ambiti di intervento previsti dal regolamento.</p>
<p>Non è sufficiente acquistare genericamente hardware o software: l’impresa deve indicare nella domanda quale tecnologia intende introdurre e spiegare la coerenza dell’investimento con il proprio progetto di digitalizzazione o sostenibilità.</p>
<h2><strong>Intelligenza artificiale</strong></h2>
<p>Tra le tecnologie espressamente ammesse compare l’<strong>intelligenza artificiale</strong>.</p>
<p>Possono quindi essere costruiti progetti che prevedano l’utilizzo dell’AI per migliorare processi aziendali, analisi dei dati, automazione, controllo, gestione delle informazioni o altri ambiti coerenti con le attività dell’impresa.</p>
<p>L’acquisto deve comunque essere concreto e documentabile.</p>
<p>Non è sufficiente dichiarare genericamente di voler “utilizzare l’AI”: occorre identificare la soluzione, il fornitore, i costi e le modalità con cui verrà introdotta nell’organizzazione.</p>
<h2><strong>Cybersecurity e business continuity</strong></h2>
<p>Sono ammesse anche soluzioni relative a:</p>
<p><strong>cybersecurity e business continuity.</strong></p>
<p>Un progetto può quindi riguardare sistemi finalizzati alla protezione delle reti, dei dati e dell’infrastruttura digitale aziendale, purché l’investimento non rappresenti semplice manutenzione ordinaria.</p>
<p>La componente di sicurezza può essere particolarmente rilevante per aziende che stanno introducendo nuovi sistemi cloud, ERP, CRM, piattaforme connesse o processi produttivi interconnessi.</p>
<h2><strong>Cloud, fog e quantum computing</strong></h2>
<p>Sono finanziabili le tecnologie di:</p>
<ul>
<li>cloud computing;</li>
<li>fog computing;</li>
<li>quantum computing.</li>
</ul>
<p>Per molte PMI l’ambito più concreto sarà naturalmente il cloud, soprattutto quando l’investimento comporta un’evoluzione significativa dell’infrastruttura informatica o l’adozione di sistemi gestionali e applicativi integrati.</p>
<h2><strong>ERP, MES, PLM e SCM</strong></h2>
<p>Il bando comprende espressamente le soluzioni tecnologiche dedicate alla gestione e al coordinamento integrato dei processi aziendali, tra cui:</p>
<ul>
<li>ERP;</li>
<li>MES;</li>
<li>PLM;</li>
<li>SCM;</li>
<li>RFID;</li>
<li>barcode;</li>
<li>sistemi di tracciamento.</li>
</ul>
<p>Per una PMI può quindi essere interessante un progetto di implementazione o evoluzione significativa del gestionale, soprattutto quando viene integrato con produzione, magazzino, logistica e altri processi aziendali.</p>
<h2><strong>CRM</strong></h2>
<p>Tra le tecnologie ammissibili è espressamente indicato il:</p>
<p><strong>Customer Relationship Management – CRM.</strong></p>
<p>Un’impresa può quindi valutare l’introduzione di una piattaforma per la gestione strutturata di clienti, prospect, opportunità commerciali e attività della forza vendita.</p>
<p>Anche in questo caso occorre distinguere tra l’acquisto di un prodotto standard e le attività di implementazione, configurazione e consulenza.</p>
<h2><strong>Sviluppo e configurazione di software: attenzione alla classificazione</strong></h2>
<p>La Camera chiarisce che quando il fornitore non si limita alla mera vendita di un software standard ma realizza attività di:</p>
<ul>
<li>sviluppo;</li>
<li>progettazione;</li>
<li>configurazione;</li>
<li>implementazione;</li>
<li>adattamento;</li>
<li>analisi;</li>
<li>definizione della strategia;</li>
</ul>
<p>tali attività vengono considerate <strong>servizi di consulenza</strong>.</p>
<p>Questo comporta l’applicazione dei requisiti specifici previsti per i fornitori di consulenza.</p>
<p>È quindi importante non classificare automaticamente tutto come “acquisto software”.</p>
<h2><strong>Manifattura additiva e stampa 3D</strong></h2>
<p>Il bando comprende esplicitamente:</p>
<p><strong>manifattura additiva e stampa 3D.</strong></p>
<p>Una PMI potrebbe quindi valutare l’acquisto di una stampante 3D professionale o industriale oppure altri sistemi dedicati alla produzione additiva, purché il bene sia realmente funzionale all’investimento descritto.</p>
<p>Può essere particolarmente interessante per attività di:</p>
<ul>
<li>prototipazione;</li>
<li>produzione di attrezzature;</li>
<li>realizzazione di componenti;</li>
<li>piccole serie;</li>
<li>sviluppo prodotto;</li>
<li>produzione personalizzata.</li>
</ul>
<h2><strong>Robotica avanzata</strong></h2>
<p>È finanziabile la:</p>
<p><strong>robotica avanzata e collaborativa.</strong></p>
<p>Possono quindi essere valutati robot, cobot e sistemi di automazione integrati nel processo produttivo.</p>
<h2><strong>Internet of Things e sensoristica</strong></h2>
<p>Il bando comprende:</p>
<p><strong>IoT e sistemi di sensoristica interconnessa.</strong></p>
<p>Possono risultare coerenti progetti per:</p>
<ul>
<li>monitoraggio delle macchine;</li>
<li>raccolta dati produttivi;</li>
<li>controllo ambientale;</li>
<li>tracciamento;</li>
<li>manutenzione predittiva;</li>
<li>monitoraggio energetico.</li>
</ul>
<h2><strong>Big Data e Analytics</strong></h2>
<p>Sono finanziabili anche strumenti dedicati a:</p>
<p><strong>big data e analytics.</strong></p>
<p>Il dato deve però essere inserito in un progetto aziendale concreto, finalizzato a migliorare processi, decisioni, produzione, vendite oppure utilizzo delle risorse.</p>
<h2><strong>Blockchain</strong></h2>
<p>Tra le tecnologie previste compare inoltre la:</p>
<p><strong>blockchain.</strong></p>
<p>Può essere utilizzata, ad esempio, in progetti di tracciabilità, certificazione dei processi o gestione sicura e distribuita delle informazioni.</p>
<h2><strong>Realtà aumentata, virtuale e ricostruzioni 3D</strong></h2>
<p>Il bando include:</p>
<ul>
<li>realtà aumentata;</li>
<li>realtà virtuale;</li>
<li>ricostruzioni 3D;</li>
<li>tecnologie immersive e interattive.</li>
</ul>
<p>Queste soluzioni possono trovare applicazione nella produzione industriale, manutenzione, formazione, commercio, turismo, progettazione e presentazione dei prodotti.</p>
<h2><strong>E-commerce</strong></h2>
<p>Sono finanziabili anche:</p>
<p><strong>sistemi di e-commerce.</strong></p>
<p>Un progetto può quindi includere soluzioni per la vendita digitale, purché venga costruito nell’ambito degli obiettivi tecnologici del bando.</p>
<p>Le normali spese pubblicitarie necessarie per portare traffico all’e-commerce, invece, non sono ammissibili.</p>
<h2><strong>Negozio 4.0 ed esercizio pubblico 4.0</strong></h2>
<p>Il bando contiene una sezione particolarmente interessante per commercio, retail, ristorazione ed esercizi pubblici.</p>
<p>Sono espressamente citate tecnologie quali:</p>
<ul>
<li>vetrine intelligenti;</li>
<li>sensori di presenza;</li>
<li>analisi dei passanti;</li>
<li>sistemi evoluti di prenotazione;</li>
<li>servizi logistici di prossimità;</li>
<li>big data;</li>
<li>casse fiscali evolute.</li>
</ul>
<p>La misura non è quindi destinata esclusivamente alle aziende industriali.</p>
<h2><strong>Sistemi digitali per energia e sostenibilità</strong></h2>
<p>Una parte centrale del bando riguarda la transizione ecologica.</p>
<p>Sono ammesse soluzioni digitali per:</p>
<ul>
<li>gestione dell’energia;</li>
<li>monitoraggio dei consumi energetici;</li>
<li>monitoraggio dei consumi idrici;</li>
<li>analisi delle emissioni;</li>
<li>riduzione delle emissioni;</li>
<li>analisi del ciclo di vita;</li>
<li>sistemi per il rating ESG;</li>
<li>strumenti per la redazione del report di sostenibilità.</li>
</ul>
<p>È importante sottolineare che il bando lega la sostenibilità all’utilizzo di <strong>strumenti e tecnologie digitali</strong>, coerentemente con il concetto di doppia transizione.</p>
<h2><strong>Automazione della produzione e delle vendite</strong></h2>
<p>Tra gli ambiti ammessi figurano anche:</p>
<p><strong>soluzioni digitali per l’automazione del sistema produttivo e di vendita.</strong></p>
<p>È quindi possibile valutare progetti che automatizzano flussi operativi, ordini, processi commerciali, produzione o gestione.</p>
<h2><strong>Servizi di consulenza</strong></h2>
<p>La consulenza può riguardare progettazione, sviluppo, analisi e implementazione delle tecnologie ammesse.</p>
<p>Possono inoltre essere finanziati:</p>
<ul>
<li>audit digitali e green;</li>
<li>piani di sviluppo digitale;</li>
<li>piani di sviluppo green;</li>
<li>sistemi di gestione dell’innovazione;</li>
<li>sistemi per sicurezza e digitalizzazione;</li>
<li>sistemi di gestione dell’energia;</li>
<li>servizi di matching con il mondo della ricerca;</li>
<li>Innovation Manager;</li>
<li>Energy Manager.</li>
</ul>
<h2><strong>ISO 42001, ISO 27001 e ISO 50001</strong></h2>
<p>Tra i servizi ammissibili vengono citati percorsi connessi a sistemi di gestione quali:</p>
<ul>
<li><strong>ISO/IEC 42001</strong>, legata ai sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale;</li>
<li><strong>ISO/IEC 27001</strong>, relativa alla sicurezza delle informazioni;</li>
<li><strong>ISO 50001</strong>, relativa alla gestione dell’energia;</li>
<li>sistemi della famiglia <strong>ISO 56000</strong> per l’innovation management.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve essere strettamente collegato alla strategia digitale o green dell’impresa.</p>
<h2><strong>Comunità Energetiche Rinnovabili</strong></h2>
<p>Possono rientrare anche:</p>
<p><strong>spese progettuali e legali per la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili – CER.</strong></p>
<p>La previsione può risultare interessante per imprese che stanno valutando la partecipazione a configurazioni di autoconsumo condiviso e comunità energetiche.</p>
<h2><strong>ESG e report di sostenibilità</strong></h2>
<p>Sono ammesse consulenze destinate a rafforzare la sostenibilità:</p>
<ul>
<li>ambientale;</li>
<li>sociale;</li>
<li>di governance.</li>
</ul>
<p>Possono rientrare attività relative alla redazione del:</p>
<p><strong>bilancio o report di sostenibilità</strong></p>
<p>e servizi di:</p>
<ul>
<li>supporto metodologico;</li>
<li>raccolta dati;</li>
<li>elaborazione dei dati ESG.</li>
</ul>
<h2><strong>Formazione digitale e green</strong></h2>
<p>Il voucher finanzia anche attività formative.</p>
<p>Possono essere finanziati percorsi per ottenere qualifiche professionali come:</p>
<ul>
<li>Innovation Manager;</li>
<li>Innovation Specialist;</li>
<li>Innovation Technician;</li>
<li>Energy Manager.</li>
</ul>
<p>Sono inoltre ammesse altre attività formative rivolte alle risorse stabilmente impiegate nell’impresa e direttamente connesse alle tecnologie digitali e green previste dal bando.</p>
<h2><strong>Fornitori di consulenza: non tutti sono automaticamente ammessi</strong></h2>
<p>Per la semplice fornitura di beni non sono previsti particolari requisiti o elenchi di fornitori.</p>
<p>Diversa è la situazione per consulenza e formazione.</p>
<p>Tra i soggetti ammessi figurano strutture qualificate come:</p>
<ul>
<li>Competence Center;</li>
<li>European Digital Innovation Hub;</li>
<li>parchi scientifici e tecnologici;</li>
<li>centri di ricerca e trasferimento tecnologico;</li>
<li>centri per l’innovazione;</li>
<li>Tecnopoli;</li>
<li>Cluster tecnologici.</li>
</ul>
<p>Il bando permette inoltre di utilizzare ulteriori fornitori, ma questi devono poter dimostrare di aver effettuato <strong>almeno tre attività analoghe nell’ultimo triennio per tre clienti differenti</strong>.</p>
<p>Il fornitore deve sottoscrivere digitalmente l’apposita dichiarazione prevista.</p>
<h2><strong>Fornitore e beneficiario devono essere indipendenti</strong></h2>
<p>Non sono ammessi rapporti di controllo o collegamento tra fornitore e beneficiario.</p>
<p>In particolare, non devono sussistere assetti proprietari comuni o coincidenza del titolare o legale rappresentante nelle situazioni vietate dal bando.</p>
<p>Inoltre, un fornitore di un’impresa beneficiaria non può essere contemporaneamente beneficiario dello stesso bando.</p>
<p>È quindi opportuno verificare in anticipo anche la struttura societaria dei soggetti coinvolti.</p>
<h2><strong>Periodo delle spese</strong></h2>
<p>Le spese devono essere:</p>
<p><strong>fatturate e pagate tra il 01/09/2026 e il 30/04/2027.</strong></p>
<p>Non sono ammesse spese sostenute prima del 1° settembre 2026.</p>
<p>È possibile che, al momento della domanda, alcune spese siano quindi già state sostenute, purché ricadano nel periodo previsto e rispettino tutti gli altri requisiti.</p>
<h2><strong>Leasing finanziario</strong></h2>
<p>È ammesso anche il leasing finanziario per macchinari e attrezzature, ma a condizioni precise.</p>
<p>Il contratto deve prevedere il trasferimento finale della proprietà attraverso il riscatto.</p>
<p>È agevolabile soltanto la <strong>quota capitale dei canoni</strong> pagati nel periodo di ammissibilità delle spese.</p>
<h2><strong>Spese escluse</strong></h2>
<p>Il bando esclude espressamente numerose categorie.</p>
<p>Non sono ammessi:</p>
<ul>
<li>smartphone;</li>
<li>tablet;</li>
<li>televisori;</li>
<li>piccoli elettrodomestici;</li>
<li>canoni di manutenzione;</li>
<li>assistenza tecnica ordinaria;</li>
<li>manutenzione;</li>
<li>veicoli;</li>
<li>beni destinati alla vendita;</li>
<li>trasporto;</li>
<li>vitto;</li>
<li>alloggio;</li>
<li>elettronica non strettamente funzionale al progetto;</li>
<li>consulenza fiscale ordinaria;</li>
<li>consulenza contabile ordinaria;</li>
<li>consulenza legale ordinaria;</li>
<li>promozione commerciale;</li>
<li>pubblicità;</li>
<li>digital marketing;</li>
<li>web advertising;</li>
<li>servizi per il semplice adeguamento a obblighi di legge.</li>
</ul>
<p>Sono inoltre escluse le spese marginali come cavi, penne USB, hard disk esterni e accessori analoghi, nonché le <strong>fatture di importo unitario inferiore a 500 euro</strong>.</p>
<h2><strong>Self I4.0 obbligatorio</strong></h2>
<p>Un requisito da non dimenticare è il report:</p>
<p><strong>Self I4.0.</strong></p>
<p>L’impresa deve aver effettuato il questionario di autovalutazione della maturità digitale nei:</p>
<p><strong>tre mesi precedenti la data di presentazione della domanda.</strong></p>
<p>Il documento deve essere allegato alla pratica.</p>
<p>Si tratta quindi di un adempimento che conviene completare prima dell’apertura dello sportello.</p>
<h2><strong>Il questionario SUSTAINability</strong></h2>
<p>La Camera di Commercio mette inoltre a disposizione il questionario:</p>
<p><strong>SUSTAINability</strong></p>
<p>per misurare il livello di sostenibilità aziendale.</p>
<p>A differenza del Self I4.0, la pagina informativa lo presenta come strumento utile per valutare il profilo green dell’impresa, ma il requisito espressamente indicato per la presentazione della domanda è il Self I4.0.</p>
<h2><strong>Come presentare la domanda</strong></h2>
<p>Le istanze devono essere trasmesse esclusivamente tramite:</p>
<p><strong>RESTART di InfoCamere.</strong></p>
<p>L’accesso può avvenire tramite:</p>
<ul>
<li>SPID;</li>
<li>CNS con PIN;</li>
<li>CIE.</li>
</ul>
<p>La documentazione deve essere firmata digitalmente.</p>
<h2><strong>Precaricamento dall’8 settembre</strong></h2>
<p>È possibile predisporre e caricare la pratica dalle:</p>
<p><strong>ore 14:00 dell’08/09/2026.</strong></p>
<p>Il precaricamento non attribuisce però:</p>
<ul>
<li>prenotazione;</li>
<li>priorità;</li>
<li>vantaggio cronologico.</li>
</ul>
<p>La priorità nasce soltanto con l’effettivo invio della domanda durante la finestra ufficiale.</p>
<h2><strong>Apertura il 15 settembre</strong></h2>
<p>L’invio effettivo è consentito dalle:</p>
<p><strong>ore 14:00 del 15/09/2026</strong></p>
<p>fino alle:</p>
<p><strong>ore 14:00 del 22/09/2026.</strong></p>
<p>Le domande trasmesse prima o dopo questi termini vengono automaticamente escluse.</p>
<h2><strong>È una procedura a sportello</strong></h2>
<p>Le domande vengono valutate secondo:</p>
<p><strong>l’ordine cronologico di presentazione.</strong></p>
<p>È quindi consigliabile non considerare il 22 settembre come una normale data entro la quale “prima o poi” presentare la pratica.</p>
<p>La dotazione di 10 milioni è consistente, ma il precedente storico di bandi simili dimostra che misure camerali con contributi digitali possono generare un numero molto elevato di richieste.</p>
<h2><strong>Documenti da preparare</strong></h2>
<p>Tra i principali documenti richiesti figurano:</p>
<ul>
<li>modello base generato da RESTART;</li>
<li>modulo di domanda;</li>
<li>preventivi di spesa oppure fatture per costi già sostenuti;</li>
<li>report Self I4.0;</li>
<li>eventuale modulo relativo a ulteriori fornitori.</li>
</ul>
<p>I documenti richiesti devono essere firmati digitalmente dal legale rappresentante nei casi previsti.</p>
<p>I preventivi devono essere redatti in euro, in lingua italiana oppure accompagnati da traduzione, intestati all’impresa richiedente e sufficientemente dettagliati per identificare le singole voci di costo.</p>
<p>Non sono ammessi autopreventivi.</p>
<h2><strong>Attenzione alla firma digitale</strong></h2>
<p>La mancanza della firma digitale su documenti per i quali è obbligatoria non può essere semplicemente sanata successivamente.</p>
<p>È quindi essenziale controllare prima dell’invio che:</p>
<ul>
<li>modello base;</li>
<li>domanda;</li>
<li>preventivi;</li>
<li>eventuali dichiarazioni dei fornitori</li>
</ul>
<p>siano firmati correttamente.</p>
<h2><strong>Nessuna imposta di bollo</strong></h2>
<p>La domanda non è soggetta al pagamento dell’imposta di bollo.</p>
<p>Questo semplifica leggermente la predisposizione della pratica rispetto ad altri bandi camerali.</p>
<h2><strong>Rendicontazione e pagamenti</strong></h2>
<p>Le spese devono essere completamente documentate.</p>
<p>I pagamenti devono risultare tracciabili e verificabili.</p>
<p>In sede di rendicontazione devono essere presentate le fatture e la documentazione bancaria che dimostra l’effettivo trasferimento del denaro da parte dell’impresa beneficiaria.</p>
<p>Se la spesa effettivamente rendicontata risulta inferiore a quella inizialmente ammessa, il voucher viene ricalcolato sul <strong>70% della nuova spesa</strong>, entro il contributo già concesso.</p>
<p>Se però il totale delle spese rendicontate scende sotto i <strong>3.000 euro</strong>, l’impresa perde il diritto alla liquidazione.</p>
<h2><strong>Il codice CUP deve comparire sulle fatture</strong></h2>
<p>Dopo la concessione viene assegnato all’impresa un:</p>
<p><strong>Codice Unico di Progetto – CUP.</strong></p>
<p>Per le fatture emesse dopo la concessione, il CUP deve essere obbligatoriamente riportato secondo le modalità previste.</p>
<p>Per le spese effettuate prima del provvedimento di concessione ma dopo il 1° settembre 2026, il bando prevede la possibilità di regolarizzare la fattura elettronica attraverso le modalità indicate dalla normativa fiscale, utilizzando il documento integrativo TD20.</p>
<p>Questo è un punto da gestire con attenzione in fase di rendicontazione.</p>
<h2><strong>Regime de minimis e cumulo</strong></h2>
<p>Il voucher è concesso in regime:</p>
<p><strong>de minimis.</strong></p>
<p>È possibile il cumulo con altre agevolazioni nel rispetto dei massimali e delle regole applicabili.</p>
<p>Prima della domanda è quindi opportuno verificare gli aiuti già concessi all’impresa unica e l’eventuale sovrapposizione con altri incentivi utilizzati per le medesime spese.</p>
<h2><strong>Esempio: progetto AI e CRM</strong></h2>
<p>Una PMI romana potrebbe introdurre:</p>
<ul>
<li>nuovo CRM;</li>
<li>funzionalità di intelligenza artificiale;</li>
<li>automazione commerciale;</li>
<li>analisi dei dati;</li>
<li>consulenza per configurazione e integrazione.</li>
</ul>
<p>Con una spesa ammissibile di 12.000 euro il voucher ordinario sarebbe pari a:</p>
<p><strong>8.400 euro.</strong></p>
<h2><strong>Esempio: cybersecurity e cloud</strong></h2>
<p>Un’impresa potrebbe realizzare un progetto comprendente:</p>
<ul>
<li>infrastruttura cloud;</li>
<li>soluzioni di cybersecurity;</li>
<li>business continuity;</li>
<li>integrazione dei sistemi;</li>
<li>consulenza specialistica.</li>
</ul>
<p>Su 14.000 euro di spesa ammissibile, il 70% corrisponde a:</p>
<p><strong>9.800 euro.</strong></p>
<h2><strong>Esempio: stampa 3D</strong></h2>
<p>Un’impresa potrebbe acquistare una stampante 3D professionale e integrare il sistema nel proprio processo di sviluppo prodotto o produzione.</p>
<p>Con un investimento ammissibile di 10.000 euro il contributo potrebbe raggiungere:</p>
<p><strong>7.000 euro.</strong></p>
<h2><strong>Esempio: monitoraggio energetico</strong></h2>
<p>Una PMI potrebbe installare:</p>
<ul>
<li>sistemi di misura dei consumi;</li>
<li>sensori interconnessi;</li>
<li>software di energy management;</li>
<li>sistemi di analisi;</li>
<li>consulenza per l’implementazione.</li>
</ul>
<p>Con una spesa di 15.000 euro, il calcolo del 70% produrrebbe 10.500 euro, ma il contributo ordinario resterebbe limitato a:</p>
<p><strong>10.000 euro</strong>, salvo eventuali premialità.</p>
<h2><strong>Checklist pratica prima del 15 settembre</strong></h2>
<ul class="contains-task-list">
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare la qualifica di MPMI;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare sede legale o unità locale a Roma o provincia;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> controllare l’iscrizione al Registro delle Imprese;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> controllare il diritto annuale camerale;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare eventuali contributi della Camera di Commercio ricevuti nei tre anni precedenti;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> scegliere la tecnologia oggetto dell’investimento;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare che le spese siano successive al 1° settembre 2026;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> predisporre preventivi dettagliati;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare i requisiti del fornitore di consulenza o formazione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare l’indipendenza tra fornitore e beneficiario;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> completare il Self I4.0;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare che il Self I4.0 sia stato effettuato nei tre mesi precedenti la domanda;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> predisporre il modello base RESTART;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> compilare il modulo di domanda;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> firmare digitalmente tutti i documenti richiesti;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare eventuale rating di legalità;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare eventuale certificazione di parità di genere;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare eventuale requisito di impresa giovanile;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> controllare il plafond de minimis;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> precaricare la pratica;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> prepararsi all’invio dalle ore 14:00 del 15 settembre;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> conservare documentazione bancaria e fatture per la rendicontazione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> riportare correttamente il CUP sulle fatture dopo la concessione.</li>
</ul>
<h2><strong>Scheda rapida – Voucher Doppia Transizione Roma 2026</strong></h2>
<p><strong>Nome ufficiale:</strong> Bando Voucher Doppia Transizione 2026</p>
<p><strong>Ente:</strong> Camera di Commercio di Roma</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> micro, piccole e medie imprese</p>
<p><strong>Territorio:</strong> Roma e provincia</p>
<p><strong>Dotazione:</strong> 10 milioni di euro</p>
<p><strong>Contributo:</strong> fondo perduto</p>
<p><strong>Percentuale:</strong> 70%</p>
<p><strong>Massimo ordinario:</strong> 10.000 euro</p>
<p><strong>Massimo con tutte le premialità:</strong> 11.500 euro</p>
<p><strong>Spesa minima:</strong> 3.000 euro</p>
<p><strong>Premialità rating di legalità:</strong> 250 euro</p>
<p><strong>Premialità parità di genere:</strong> 250 euro</p>
<p><strong>Premialità impresa giovanile:</strong> 1.000 euro</p>
<p><strong>Periodo delle spese:</strong> 01/09/2026 – 30/04/2027</p>
<p><strong>Precaricamento:</strong> dall’08/09/2026 ore 14:00</p>
<p><strong>Apertura:</strong> 15/09/2026 ore 14:00</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 22/09/2026 ore 14:00</p>
<p><strong>Procedura:</strong> ordine cronologico di presentazione</p>
<p><strong>Piattaforma:</strong> RESTART InfoCamere</p>
<p><strong>Self assessment obbligatorio:</strong> Self I4.0 effettuato nei tre mesi precedenti la domanda</p>
<p><strong>Principali tecnologie:</strong> AI, cybersecurity, cloud, HPC, robotica, big data, blockchain, AR/VR, IoT, ERP, MES, PLM, SCM, CRM, fintech, geolocalizzazione, e-commerce, stampa 3D, automazione, sistemi energetici e di sostenibilità, negozio ed esercizio pubblico 4.0.</p>
<h2><strong>Atamai può supportare la preparazione del progetto</strong></h2>
<p>Il Voucher Doppia Transizione 2026 permette di finanziare progetti molto diversi tra loro, ma è necessario costruire correttamente il collegamento tra <strong>tecnologia, spesa, fornitore e obiettivo aziendale</strong>.</p>
<p>Atamai può affiancare le imprese nella verifica dei requisiti, nell’analisi delle tecnologie e delle spese ammissibili, nella strutturazione del progetto e nella predisposizione della documentazione necessaria per la domanda.</p>
<p>Per una prima valutazione:</p>
<p><strong>Atamai – <a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piemonte, 45 milioni per nuovi investimenti produttivi: finanziamento fino al 100% e contributi per le assunzioni</title>
		<link>https://audit50.it/piemonte-45-milioni-per-nuovi-investimenti-produttivi-finanziamento-fino-al-100-e-contributi-per-le-assunzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 21:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
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					<description><![CDATA[Piemonte, 45 milioni per nuovi investimenti produttivi: finanziamento fino al 100% e contributi per le assunzioni La Regione Piemonte mette a disposizione 45 milioni di euro per attrarre nuovi investimenti industriali, favorire il reinsediamento di imprese che avevano lasciato il territorio regionale e sostenere nuovi programmi produttivi delle aziende già presenti in Piemonte. La misura&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/piemonte-45-milioni-per-nuovi-investimenti-produttivi-finanziamento-fino-al-100-e-contributi-per-le-assunzioni/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Piemonte, 45 milioni per nuovi investimenti produttivi: finanziamento fino al 100% e contributi per le assunzioni</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Piemonte, 45 milioni per nuovi investimenti produttivi: finanziamento fino al 100% e contributi per le assunzioni</h1>
<p>La <strong>Regione Piemonte</strong> mette a disposizione <strong>45 milioni di euro</strong> per attrarre nuovi investimenti industriali, favorire il reinsediamento di imprese che avevano lasciato il territorio regionale e sostenere nuovi programmi produttivi delle aziende già presenti in Piemonte. La misura ufficiale è denominata <strong>“Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio”</strong> ed è articolata in due strumenti complementari: il <strong>Bando A</strong>, dedicato agli investimenti produttivi, e il <strong>Bando B</strong>, destinato a sostenere la nuova occupazione generata dagli stessi investimenti. Lo sportello è aperto dal <strong>3 febbraio 2026</strong> e, dopo la proroga disposta nel luglio 2026, resterà operativo fino alle <strong>ore 12:00 dell’11 febbraio 2027</strong>, salvo chiusura anticipata in caso di esaurimento delle risorse.</p>
<p>La misura è particolarmente rilevante perché il <strong>Bando A può finanziare fino al 100% del progetto ammesso</strong>: il 70% viene coperto attraverso risorse PR FESR a <strong>tasso zero</strong>, mentre il restante 30% viene erogato attraverso una banca convenzionata. Per le sole PMI può aggiungersi anche un <strong>contributo a fondo perduto</strong>, calcolato nei limiti dell’intensità di aiuto disponibile. Parallelamente, attraverso il Bando B, le PMI possono ottenere fino a <strong>25.000 euro per ogni nuova ULA creata</strong>, entro un massimo complessivo di <strong>200.000 euro</strong>.</p>
<h2><strong>Come è strutturata la misura</strong></h2>
<p>La misura comprende due bandi collegati. Il <strong>Bando A</strong> finanzia il programma di investimento produttivo vero e proprio. Il <strong>Bando B</strong> interviene invece sull’incremento occupazionale generato dal progetto finanziato con il Bando A. Per lo sportello 2026-2027 la dotazione disponibile è pari a <strong>40 milioni di euro per il Bando A</strong> e <strong>5 milioni di euro per il Bando B</strong>. Nell’ambito del Bando A, inoltre, <strong>8 milioni di euro sono riservati agli investimenti realizzati da imprese non ancora attive in Piemonte o da imprese che intendono reinsediarsi nella regione</strong>.</p>
<h2><strong>A chi è destinato il Bando A</strong></h2>
<p>Possono accedere al Bando A le <strong>PMI e le imprese a media capitalizzazione</strong> che svolgono un processo produttivo di tipo industriale o logistico. Sono previste tre principali situazioni: imprese non ancora operative in Piemonte che intendono insediarvi un nuovo investimento; imprese precedentemente presenti in Piemonte che intendono rientrare attraverso un nuovo insediamento; imprese già operative nella regione che intendono realizzare un nuovo investimento iniziale.</p>
<p>Per “imprese a media capitalizzazione” il bando comprende anche soggetti che non rientrano più nella definizione europea di PMI ma rimangono entro i limiti dimensionali stabiliti dalla normativa applicabile. Le grandi imprese al di sopra di tali soglie non sono ammesse.</p>
<h2><strong>Che tipo di investimento deve realizzare un’impresa già presente in Piemonte</strong></h2>
<p>Per un’azienda già insediata in Piemonte non è sufficiente sostituire semplicemente macchinari esistenti. L’investimento deve avere caratteristiche di reale sviluppo e può essere diretto alla <strong>creazione di una nuova unità locale</strong>, all’<strong>ampliamento della capacità di una unità esistente mediante nuova superficie effettivamente utilizzata a fini produttivi</strong> oppure alla <strong>diversificazione della produzione verso nuovi beni o servizi funzionalmente differenti da quelli realizzati in precedenza</strong>.</p>
<p>Per le imprese che arrivano per la prima volta in Piemonte o che intendono reinsediarsi, il progetto può invece riguardare la realizzazione di nuovi impianti destinati alla produzione di beni oppure di servizi funzionali e strettamente collegati all’attività industriale.</p>
<h2><strong>Importo minimo e massimo dell’investimento</strong></h2>
<p>La dimensione minima del progetto dipende dalla dimensione aziendale. Per le <strong>micro e piccole imprese</strong> il programma deve essere almeno pari a <strong>150.000 euro</strong>; per le <strong>medie imprese</strong> almeno <strong>300.000 euro</strong>; per le <strong>imprese a media capitalizzazione</strong> almeno <strong>750.000 euro</strong>. In tutti i casi, il valore massimo delle spese ammissibili è pari a <strong>3.000.000 di euro, IVA esclusa</strong>.</p>
<p>È quindi importante chiarire che i <strong>3 milioni di euro non rappresentano automaticamente il finanziamento concedibile a qualsiasi impresa</strong>, ma costituiscono il limite massimo del programma di spesa ammissibile.</p>
<h2><strong>Finanziamento agevolato fino al 100% del progetto</strong></h2>
<p>Il Bando A utilizza uno strumento finanziario che può coprire fino al <strong>100% del costo ammissibile del progetto</strong>. Il finanziamento viene costruito con una quota pari al <strong>70% proveniente dal PR FESR Piemonte a tasso zero</strong> e una quota del <strong>30% finanziata dalla banca convenzionata alle condizioni bancarie applicabili</strong>.</p>
<p>Su un investimento ammesso di 1 milione di euro, ad esempio, la struttura finanziaria può prevedere <strong>700.000 euro a tasso zero</strong> e <strong>300.000 euro di finanziamento bancario</strong>.</p>
<p>Su un progetto da 3 milioni di euro la struttura teorica può invece arrivare a <strong>2,1 milioni di euro a tasso zero</strong> e <strong>900.000 euro finanziati dalla banca</strong>.</p>
<h2><strong>Per le PMI è previsto anche un contributo a fondo perduto</strong></h2>
<p>Alle sole micro, piccole e medie imprese può essere riconosciuto, oltre al finanziamento, anche un <strong>contributo a fondo perduto</strong>. Il suo importo non è espresso dal bando come una percentuale fissa valida per ogni progetto, perché dipende dall’<strong>Equivalente Sovvenzione Lordo – ESL</strong> generato dal finanziamento e dai limiti di intensità di aiuto applicabili alla specifica impresa e localizzazione.</p>
<p>È quindi scorretto presentare questa misura semplicemente come “70% a fondo perduto”: il <strong>70% riguarda la quota di finanziamento a tasso zero</strong>, mentre il contributo a fondo perduto costituisce una componente aggiuntiva riservata alle PMI e viene calcolata separatamente.</p>
<h2><strong>Premialità sul contributo a fondo perduto</strong></h2>
<p>Per le PMI sono previste alcune premialità che possono aumentare la soglia massima del contributo a fondo perduto. Tra queste rientrano il <strong>rating di legalità</strong>, la <strong>certificazione della parità di genere</strong>, una significativa presenza femminile o giovanile nella compagine sociale, certificazioni di gestione ambientale come EMAS o equivalenti, il possesso di un <strong>rating ESG</strong> e progetti di recupero o bonifica di siti dismessi. Con una premialità la soglia del contributo può aumentare dell’<strong>1%</strong>; con due o più premialità l’incremento può arrivare al <strong>2%</strong>.</p>
<h2><strong>Quali spese sono finanziabili</strong></h2>
<p>Il Bando A ammette una gamma ampia di costi necessari alla realizzazione di un nuovo investimento produttivo. Possono essere finanziati <strong>impianti, macchinari e attrezzature produttive</strong>, nuovi di fabbrica oppure ricondizionati, oltre a hardware, software e determinate licenze pluriennali. Sono inoltre ammesse le spese di installazione e posa in opera degli impianti, comprese le opere murarie strettamente necessarie.</p>
<p>Possono rientrare anche <strong>brevetti, know-how, conoscenze tecniche non brevettate e altre forme di proprietà intellettuale</strong>, entro i limiti previsti, nonché costi esterni per la progettazione e lo sviluppo dell’investimento. Sono inoltre finanziabili, a determinate condizioni, terreni destinati esclusivamente ad attività produttive o logistiche, edifici produttivi esistenti e opere di costruzione, ristrutturazione, riqualificazione o bonifica di edifici produttivi.</p>
<h2><strong>Fotovoltaico, veicoli puliti e colonnine</strong></h2>
<p>Il bando ammette anche alcune componenti complementari legate alla sostenibilità. Possono rientrare l’acquisto di <strong>veicoli puliti o a zero emissioni</strong>, escluse determinate categorie, le <strong>colonnine elettriche di ricarica</strong> e gli <strong>impianti fotovoltaici</strong>, ma soltanto quando risultano accessori al progetto produttivo principale. Queste tre componenti, considerate complessivamente, non possono superare il <strong>20% delle spese ammissibili</strong>.</p>
<p>La misura non deve quindi essere interpretata come un normale bando fotovoltaico: l’impianto energetico deve essere parte accessoria di un programma industriale più ampio.</p>
<h2><strong>Limiti sulle opere, immobili e terreni</strong></h2>
<p>Le spese di installazione e posa in opera, comprese le opere murarie direttamente asservite agli impianti, possono arrivare fino al <strong>20% delle spese relative ai macchinari e alle attrezzature</strong>. I diritti di proprietà intellettuale possono rappresentare al massimo il <strong>10% delle spese ammissibili</strong>, mentre progettazione e sviluppo possono arrivare al <strong>20%</strong>.</p>
<p>L’acquisto di terreni produttivi è ammesso entro il limite del <strong>15% delle spese ammissibili</strong>. Terreni, edifici esistenti e opere di costruzione o ristrutturazione non possono complessivamente superare il <strong>50% del progetto ammissibile</strong>.</p>
<h2><strong>Spese escluse</strong></h2>
<p>Non sono ammessi, tra gli altri, <strong>telefoni cellulari, PC portatili e tablet</strong>, costi relativi a beni o servizi singolarmente inferiori a 500 euro IVA esclusa, beni usati salvo le specifiche fattispecie ammesse per i beni ricondizionati, beni in leasing, materiali di consumo e scorte, lavori in economia e spese di manutenzione ordinaria. Sono inoltre escluse le consulenze finalizzate al conseguimento di certificazioni obbligatorie.</p>
<h2><strong>L’investimento deve partire dopo la domanda</strong></h2>
<p>Il rispetto dell’<strong>effetto di incentivazione</strong> è un requisito essenziale. La domanda deve essere presentata <strong>prima dell’avvio dell’intervento</strong>. Firmare ordini vincolanti, avviare lavori o assumere impegni che determinano l’avvio effettivo dell’investimento prima della candidatura può compromettere l’ammissibilità del progetto.</p>
<p>È quindi consigliabile verificare la misura prima di procedere con ordini, contratti definitivi e avvio dei lavori.</p>
<h2><strong>30 mesi per completare l’investimento</strong></h2>
<p>Il progetto deve essere concluso entro <strong>30 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione</strong>.</p>
<p>Per investimenti di dimensioni importanti è quindi necessario predisporre un cronoprogramma realistico che consideri tempi di progettazione, autorizzazioni, lavori edilizi, consegna e installazione degli impianti, collaudi, assunzioni e rendicontazione.</p>
<h2><strong>L’occupazione è obbligatoria anche nel Bando A</strong></h2>
<p>Un aspetto fondamentale della misura è che il programma produttivo deve generare anche <strong>nuova occupazione</strong>. Non è quindi possibile accedere al Bando A presentando esclusivamente un investimento in macchinari privo di impatto occupazionale.</p>
<p>L’incremento minimo richiesto è pari a <strong>1 ULA per le microimprese</strong>, <strong>2 ULA per le piccole imprese</strong>, <strong>3 ULA per le medie imprese</strong> e <strong>5 ULA per le imprese a media capitalizzazione</strong>. Le nuove unità devono essere generate dopo la presentazione della domanda ed entro la conclusione del progetto.</p>
<h2><strong>Bando B: contributo per le nuove assunzioni</strong></h2>
<p>Le PMI che partecipano al Bando A possono accedere anche al <strong>Bando B</strong>, destinato a sostenere economicamente l’aumento dell’occupazione collegato all’investimento.</p>
<p>Il contributo può arrivare fino a:</p>
<p><strong>25.000 euro per ogni ULA incrementale</strong></p>
<p>e non può superare complessivamente:</p>
<p><strong>200.000 euro per impresa.</strong></p>
<p>Il Bando B dispone di una dotazione specifica pari a <strong>5 milioni di euro</strong>.</p>
<h2><strong>Chi può accedere al Bando B</strong></h2>
<p>Il Bando B è riservato esclusivamente alle <strong>PMI</strong> che abbiano presentato la domanda relativa al Bando A. Le imprese a media capitalizzazione possono quindi accedere al finanziamento produttivo del Bando A, ma non al contributo occupazionale del Bando B.</p>
<p>La domanda del Bando B deve essere presentata in collegamento con quella del Bando A e comunque <strong>entro un massimo di 7 giorni di calendario dalla presentazione della domanda sul Bando A</strong>.</p>
<h2><strong>Come viene calcolata la nuova occupazione</strong></h2>
<p>Per nuova occupazione si considera l’aumento delle <strong>Unità Lavorative Annue – ULA</strong> rispetto alla situazione precedente alla domanda.</p>
<p>Il bando confronta le ULA riferite ai dodici mesi precedenti la presentazione della domanda con quelle rilevate nei dodici mesi precedenti la conclusione del progetto.</p>
<p>Non vengono automaticamente considerate nuova occupazione la semplice stabilizzazione di lavoratori già assunti a tempo determinato, la sostituzione di lavoratori cessati, i collaboratori, i lavoratori interinali, i professionisti con partita IVA e i contratti di apprendistato o formazione-lavoro. Alcune trasformazioni di questi rapporti in contratti a tempo determinato o indeterminato possono invece concorrere al calcolo secondo le regole previste dal bando.</p>
<h2><strong>L’occupazione deve essere mantenuta per 36 mesi</strong></h2>
<p>Il livello occupazionale raggiunto attraverso il progetto deve essere mantenuto per almeno:</p>
<p><strong>36 mesi successivi alla ricezione della sovvenzione del Bando B.</strong></p>
<p>L’impresa deve quindi valutare con attenzione la sostenibilità delle assunzioni previste, perché il contributo non deve essere considerato come un incentivo per occupazione temporanea.</p>
<h2><strong>Esempio: microimpresa che apre un nuovo stabilimento</strong></h2>
<p>Una microimpresa non ancora presente in Piemonte potrebbe realizzare un nuovo impianto produttivo da <strong>500.000 euro</strong>. Il Bando A potrebbe finanziare il progetto fino al 100%, con <strong>350.000 euro a tasso zero</strong> e <strong>150.000 euro attraverso la banca convenzionata</strong>. La microimpresa dovrebbe inoltre creare almeno <strong>1 ULA</strong>. Se accedesse anche al Bando B, potrebbe richiedere un contributo occupazionale fino a <strong>25.000 euro per quella nuova ULA</strong>, oltre all’eventuale componente a fondo perduto prevista dal Bando A.</p>
<h2><strong>Esempio: piccola impresa già presente che amplia la produzione</strong></h2>
<p>Una piccola impresa piemontese potrebbe realizzare un programma da <strong>1,5 milioni di euro</strong> per ampliare la propria superficie produttiva e installare nuovi impianti e macchinari. Il finanziamento potrebbe essere composto da <strong>1,05 milioni a tasso zero</strong> e <strong>450.000 euro bancari</strong>. La società dovrebbe creare almeno <strong>2 nuove ULA</strong> e potrebbe, attraverso il Bando B, richiedere fino a <strong>50.000 euro complessivi</strong> se il progetto occupazionale viene riconosciuto nella misura massima per ciascuna ULA.</p>
<h2><strong>Esempio: media impresa con progetto da 3 milioni</strong></h2>
<p>Una media impresa può arrivare al limite massimo di <strong>3 milioni di euro di costi ammissibili</strong>. La struttura finanziaria teorica può prevedere <strong>2,1 milioni di euro a tasso zero</strong> e <strong>900.000 euro di quota bancaria</strong>. L’obbligo occupazionale minimo è pari a <strong>3 ULA</strong> e il Bando B può teoricamente riconoscere fino a <strong>75.000 euro</strong> per le tre nuove ULA, oltre alle eventuali assunzioni aggiuntive fino al limite generale di 200.000 euro.</p>
<h2><strong>Come presentare la domanda</strong></h2>
<p>Le domande relative ai Bandi A e B devono essere presentate tramite il sistema telematico della Regione Piemonte <strong>FINDOM</strong>, nell’ambito dei servizi dedicati ai bandi PR FESR.</p>
<p>Lo sportello è aperto:</p>
<p><strong>dal 03/02/2026 alle ore 9:00</strong></p>
<p>fino:</p>
<p><strong>all’11/02/2027 alle ore 12:00.</strong></p>
<p>La Regione può tuttavia sospendere anticipatamente la presentazione delle domande in caso di esaurimento o prossimo esaurimento delle risorse disponibili.</p>
<p>La domanda generata dal sistema deve essere sottoscritta digitalmente dal legale rappresentante oppure da un soggetto interno all’azienda formalmente delegato e caricata insieme agli allegati obbligatori.</p>
<h2><strong>Serve anche una banca convenzionata</strong></h2>
<p>Poiché il Bando A prevede una componente bancaria pari al 30%, il progetto deve essere accompagnato dalla necessaria istruttoria creditizia.</p>
<p>Tra gli istituti indicati da Finpiemonte figurano, tra gli altri, Banca d’Alba, Banco BPM, BNL-BNP Paribas, Intesa Sanpaolo, Banca Sella, BPER, Crédit Agricole Italia, Cassa di Risparmio di Asti e altri intermediari aderenti alla convenzione.</p>
<p>Prima della domanda è quindi necessario verificare non soltanto la qualità tecnica del progetto, ma anche la <strong>bancabilità dell’operazione</strong>.</p>
<h2><strong>Procedura di valutazione</strong></h2>
<p>La misura utilizza una <strong>procedura valutativa a sportello</strong>. Le domande vengono esaminate in relazione ai requisiti del soggetto proponente, alla qualità economico-finanziaria dell’operazione, alla coerenza del programma con gli obiettivi della misura e alla sostenibilità dell’investimento.</p>
<p>La relazione tecnico-economica deve descrivere, tra gli altri elementi, l’innovatività dell’investimento, gli effetti sulla competitività, l’efficienza dei processi, le ricadute occupazionali, le performance ambientali e sociali e il rapporto tra costi e benefici del progetto.</p>
<h2><strong>Per quali aziende può essere particolarmente interessante</strong></h2>
<p>La misura è particolarmente adatta a imprese che intendono realizzare un investimento industriale consistente e che contemporaneamente prevedono un aumento stabile dell’occupazione. Può essere interessante per una società che vuole aprire un nuovo stabilimento in Piemonte, per un’impresa esterna che intende trasferirvi parte della produzione, per un’azienda piemontese che deve realizzare una nuova unità produttiva oppure per un’impresa che vuole diversificare significativamente la propria produzione.</p>
<p>È meno adatta, invece, a semplici sostituzioni di macchinari prive di un vero progetto di sviluppo o a investimenti che non comportano nuova occupazione.</p>
<h2><strong>Checklist pratica prima della domanda</strong></h2>
<ul class="contains-task-list">
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare che l’impresa sia PMI o impresa a media capitalizzazione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare la presenza di un processo produttivo industriale o logistico ammissibile;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> identificare la tipologia: nuovo insediamento, reinsediamento oppure nuovo investimento di impresa già presente;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare l’investimento minimo: 150.000, 300.000 o 750.000 euro secondo la dimensione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare il limite massimo di 3 milioni di euro;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> definire macchinari, impianti e attrezzature;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare hardware, software e licenze;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare eventuali brevetti e know-how;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> definire opere murarie e immobili entro i limiti previsti;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare eventuale terreno produttivo;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare eventuale fotovoltaico, colonnine e veicoli puliti;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare che il progetto non sia già iniziato;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> evitare ordini vincolanti prima della domanda;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> predisporre il piano occupazionale;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> prevedere almeno 1, 2, 3 o 5 ULA secondo la dimensione aziendale;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> per le PMI, valutare il Bando B;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> calcolare l’eventuale contributo per le nuove ULA;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare eventuali premialità;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> predisporre la relazione tecnico-economica;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare il principio DNSH;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> individuare una banca convenzionata;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> ottenere la necessaria valutazione bancaria;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verificare capacità finanziaria e sostenibilità del rimborso;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> predisporre firma digitale e deleghe;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> presentare la domanda tramite FINDOM;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> considerare la possibile chiusura anticipata per esaurimento risorse.</li>
</ul>
<h2><strong>Scheda rapida – Attrazione e sostegno agli investimenti Piemonte</strong></h2>
<p><strong>Nome ufficiale:</strong> Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio</p>
<p><strong>Ente proponente:</strong> Regione Piemonte</p>
<p><strong>Programma:</strong> PR FESR Piemonte 2021-2027</p>
<p><strong>Gestore:</strong> Finpiemonte S.p.A.</p>
<p><strong>Dotazione attuale:</strong> 45 milioni di euro</p>
<p><strong>Bando A:</strong> 40 milioni di euro</p>
<p><strong>Bando B:</strong> 5 milioni di euro</p>
<p><strong>Beneficiari Bando A:</strong> PMI e imprese a media capitalizzazione</p>
<p><strong>Beneficiari Bando B:</strong> esclusivamente PMI partecipanti al Bando A</p>
<p><strong>Investimento minimo micro/piccole:</strong> 150.000 euro</p>
<p><strong>Investimento minimo medie:</strong> 300.000 euro</p>
<p><strong>Investimento minimo imprese a media capitalizzazione:</strong> 750.000 euro</p>
<p><strong>Spesa massima ammissibile:</strong> 3.000.000 euro</p>
<p><strong>Finanziamento:</strong> fino al 100% del progetto</p>
<p><strong>Quota PR FESR a tasso zero:</strong> 70%</p>
<p><strong>Quota bancaria:</strong> 30%</p>
<p><strong>Fondo perduto Bando A:</strong> previsto esclusivamente per le PMI, nei limiti dell’ESL disponibile</p>
<p><strong>Bando B:</strong> fino a 25.000 euro per ULA incrementale</p>
<p><strong>Massimo Bando B:</strong> 200.000 euro</p>
<p><strong>Occupazione minima Bando A:</strong> +1 ULA micro, +2 piccole, +3 medie, +5 imprese a media capitalizzazione</p>
<p><strong>Durata investimento:</strong> massimo 30 mesi dalla concessione</p>
<p><strong>Mantenimento occupazione Bando B:</strong> almeno 36 mesi dopo la sovvenzione</p>
<p><strong>Apertura:</strong> 03/02/2026 ore 9:00</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 11/02/2027 ore 12:00</p>
<p><strong>Procedura:</strong> valutativa a sportello</p>
<p><strong>Presentazione:</strong> piattaforma FINDOM della Regione Piemonte</p>
<h2><strong>Atamai può supportare l’impresa nella costruzione del progetto</strong></h2>
<p>Questa misura richiede di coordinare contemporaneamente <strong>programma industriale, investimenti, occupazione, banca, struttura finanziaria, limiti degli aiuti e rendicontazione</strong>. Prima di effettuare ordini o firmare contratti vincolanti è quindi importante verificare la reale ammissibilità del progetto e impostare correttamente l’operazione.</p>
<p><strong>Atamai può affiancare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nella lettura del programma di investimento, nell’analisi delle spese ammissibili, nella costruzione della componente occupazionale e nell’organizzazione della documentazione necessaria per la domanda.</strong></p>
<p>Per una prima valutazione:</p>
<p><strong>Atamai – <a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piemonte Film TV Fund 2026</title>
		<link>https://audit50.it/piemonte-film-tv-fund-2026-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 22:19:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2394</guid>

					<description><![CDATA[Piemonte Film TV Fund 2026: fino a 400.000 euro a fondo perduto per produzioni cinematografiche e audiovisive La Regione Piemonte ha aperto la seconda sessione 2026 del Piemonte Film TV Fund, la misura destinata alle imprese cinematografiche e audiovisive che realizzano nuove produzioni sul territorio regionale. Il nome ufficiale della misura è “Aiuti a imprese&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/piemonte-film-tv-fund-2026-2/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Piemonte Film TV Fund 2026</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Piemonte Film TV Fund 2026: fino a 400.000 euro a fondo perduto per produzioni cinematografiche e audiovisive</h1>
<p>La <strong>Regione Piemonte</strong> ha aperto la seconda sessione 2026 del <strong>Piemonte Film TV Fund</strong>, la misura destinata alle imprese cinematografiche e audiovisive che realizzano nuove produzioni sul territorio regionale.</p>
<p>Il nome ufficiale della misura è <strong>“Aiuti a imprese cinematografiche e audiovisive – Piemonte Film TV Fund anno 2026”</strong> e l&#8217;intervento è finanziato nell&#8217;ambito del <strong>Programma Regionale FESR Piemonte 2021-2027</strong>, Priorità I, Obiettivo specifico 1.3, Azione I.1iii.1.</p>
<p>Per la seconda sessione sono disponibili <strong>3 milioni di euro</strong>, all&#8217;interno di una dotazione complessiva 2026 pari a 7 milioni.</p>
<p>Il contributo è concesso <strong>a fondo perduto</strong> e viene calcolato sulle spese di produzione effettivamente sostenute in Piemonte.</p>
<p>L&#8217;importo può arrivare fino a <strong>400.000 euro per singola produzione</strong>, ma il massimale varia in funzione della tipologia di opera audiovisiva presentata.</p>
<p>La seconda finestra è aperta dalle <strong>ore 9:00 del 31 agosto 2026</strong> alle <strong>ore 12:00 del 2 ottobre 2026</strong>.</p>
<p>Non si tratta di un click day: i progetti vengono sottoposti a valutazione e inseriti in una <strong>graduatoria di merito</strong>.</p>
<h2><strong>A chi è destinato il Piemonte Film TV Fund</strong></h2>
<p>Possono presentare domanda le:</p>
<ul>
<li>microimprese;</li>
<li>piccole imprese;</li>
<li>medie imprese.</li>
</ul>
<p>L&#8217;impresa deve essere costituita da almeno:</p>
<p><strong>2 anni</strong></p>
<p>alla data di presentazione della domanda e deve avere almeno:</p>
<p><strong>due bilanci chiusi e approvati.</strong></p>
<p>Si tratta quindi di un incentivo rivolto a società di produzione già operative e dotate di una sufficiente storia economico-finanziaria.</p>
<h2><strong>È necessario essere produttori audiovisivi</strong></h2>
<p>L&#8217;impresa deve operare nel settore:</p>
<p><strong>“Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi”</strong></p>
<p>corrispondente al codice:</p>
<p><strong>ATECO 2007 J 59.11</strong></p>
<p>o alla classificazione NACE equivalente.</p>
<p>Il richiedente deve inoltre essere un <strong>produttore indipendente</strong>.</p>
<p>Può partecipare in qualità di:</p>
<ul>
<li>produttore unico;</li>
<li>coproduttore;</li>
<li>produttore esecutivo con specifico contratto con il produttore dell&#8217;opera.</li>
</ul>
<p>Non è quindi sufficiente essere genericamente un&#8217;impresa della filiera creativa o fornitrice di servizi cinematografici.</p>
<h2><strong>Non è obbligatorio essere già un&#8217;impresa piemontese</strong></h2>
<p>Una caratteristica interessante del Film TV Fund è la possibilità di attrarre produzioni provenienti anche da fuori regione.</p>
<p>L&#8217;impresa può:</p>
<ul>
<li>avere già sede legale in Piemonte;</li>
<li>avere un&#8217;unità locale in Piemonte;</li>
<li>oppure <strong>impegnarsi ad aprire un&#8217;unità locale in Piemonte</strong>.</li>
</ul>
<p>In quest&#8217;ultimo caso l&#8217;unità deve risultare regolarmente iscritta in visura camerale entro il momento previsto per l&#8217;erogazione del contributo.</p>
<p>La misura è quindi utilizzabile anche da società di produzione italiane o europee che decidano di realizzare una nuova produzione in Piemonte.</p>
<h2><strong>Possono partecipare anche imprese di altri Paesi UE</strong></h2>
<p>Nel rispetto del principio europeo di concorrenza, il bando consente la partecipazione anche alle imprese stabilite negli altri Stati dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>La società estera deve però produrre tutta la documentazione equivalente necessaria a dimostrare:</p>
<ul>
<li>dimensione di PMI;</li>
<li>iscrizione societaria;</li>
<li>situazione finanziaria;</li>
<li>requisiti richiesti dal bando.</li>
</ul>
<p>La documentazione non redatta in italiano deve essere accompagnata, quando previsto, da <strong>traduzione asseverata</strong>.</p>
<h2><strong>Quali opere audiovisive sono finanziabili</strong></h2>
<p>Il Piemonte Film TV Fund non finanzia indistintamente qualsiasi prodotto audiovisivo.</p>
<p>Sono ammesse specifiche categorie di produzioni.</p>
<h3><strong>Lungometraggi di finzione</strong></h3>
<p>Sono finanziabili i:</p>
<p><strong>lungometraggi di finzione destinati principalmente allo sfruttamento cinematografico.</strong></p>
<p>Il progetto deve prevedere una produzione significativa sul territorio piemontese.</p>
<h3><strong>Lungometraggi di animazione</strong></h3>
<p>Sono ammessi anche i:</p>
<p><strong>lungometraggi di animazione</strong></p>
<p>con durata minima di:</p>
<p><strong>52 minuti.</strong></p>
<p>Anche in questo caso la destinazione principale deve essere cinematografica.</p>
<h3><strong>Opere di finzione televisive e web</strong></h3>
<p>Sono ammesse opere di finzione singole destinate principalmente:</p>
<ul>
<li>alla televisione;</li>
<li>al web;</li>
<li>alle piattaforme SVOD.</li>
</ul>
<p>Possono quindi rientrare anche produzioni destinate alle piattaforme di streaming, purché rispettino le caratteristiche richieste.</p>
<h3><strong>Opere di animazione televisive e web</strong></h3>
<p>Sono finanziabili anche le opere di animazione singole destinate a televisione o piattaforme, con durata minima di:</p>
<p><strong>24 minuti.</strong></p>
<h3><strong>Serie televisive e web</strong></h3>
<p>Il bando comprende inoltre:</p>
<ul>
<li>serie di finzione;</li>
<li>serie di animazione;</li>
<li>produzioni destinate alla televisione;</li>
<li>produzioni destinate al web;</li>
<li>produzioni destinate a piattaforme SVOD.</li>
</ul>
<p>Le opere seriali rappresentano una delle categorie per le quali il contributo massimo può raggiungere i <strong>400.000 euro</strong>.</p>
<h2><strong>Cosa non viene finanziato</strong></h2>
<p>Il bando esclude espressamente numerose categorie di contenuti.</p>
<p>Non sono finanziabili:</p>
<ul>
<li>documentari;</li>
<li>cortometraggi;</li>
<li>trasmissioni in diretta;</li>
<li>riprese di eventi;</li>
<li>eventi teatrali;</li>
<li>eventi musicali;</li>
<li>eventi artistici;</li>
<li>eventi culturali;</li>
<li>eventi sportivi;</li>
<li>eventi celebrativi;</li>
<li>format televisivi;</li>
<li>reality show;</li>
<li>talent show;</li>
<li>game show;</li>
<li>programmi informativi;</li>
<li>reportage;</li>
<li>produzioni pubblicitarie.</li>
</ul>
<p>È quindi un fondo dedicato principalmente alla <strong>produzione di opere di finzione e animazione</strong>.</p>
<h2><strong>Servono almeno 10 giorni di riprese in Piemonte</strong></h2>
<p>Per i progetti di finzione il piano di lavorazione deve prevedere almeno:</p>
<p><strong>10 giorni di riprese in Piemonte.</strong></p>
<p>Questo requisito è obbligatorio.</p>
<p>Non è quindi sufficiente prevedere una breve presenza della troupe o alcune riprese marginali sul territorio regionale.</p>
<p>La produzione deve generare una ricaduta effettiva sul sistema audiovisivo piemontese.</p>
<h2><strong>Requisiti specifici per l&#8217;animazione</strong></h2>
<p>Per le produzioni di animazione il criterio non viene misurato in giorni di ripresa.</p>
<p>Il progetto deve invece prevedere la realizzazione in Piemonte di una quota significativa delle lavorazioni.</p>
<p>In alternativa deve essere prodotto in Piemonte almeno uno dei seguenti elementi:</p>
<ul>
<li>design/model pack del lungometraggio o almeno del 20% degli episodi;</li>
<li>storyboard di almeno il 20% degli episodi o della durata del lungometraggio;</li>
<li>animazione di almeno il 20%;</li>
<li>lighting;</li>
<li>rendering;</li>
<li>compositing;</li>
<li>color correction</li>
</ul>
<p>per almeno il <strong>20% della produzione</strong> secondo le modalità indicate dal bando.</p>
<h2><strong>Serve una copertura finanziaria minima del 30%</strong></h2>
<p>Alla data della domanda il progetto deve già possedere una copertura finanziaria pari almeno al:</p>
<p><strong>30% del costo a copia campione.</strong></p>
<p>Nel calcolo di questa percentuale non può essere considerata l&#8217;eventuale quota riconosciuta attraverso il tax credit interno.</p>
<p>Questo significa che la società di produzione deve dimostrare che il progetto dispone già di una base finanziaria concreta.</p>
<p>Non è sufficiente presentare semplicemente un&#8217;idea o una sceneggiatura in cerca di finanziamento.</p>
<h2><strong>Serve anche un accordo commerciale</strong></h2>
<p>La produzione deve inoltre disporre di almeno uno strumento che dimostri una prospettiva concreta di distribuzione o sfruttamento.</p>
<p>Sono ammessi, ad esempio:</p>
<ul>
<li>contratto di distribuzione;</li>
<li>deal memo;</li>
<li>lettera di impegno alla distribuzione;</li>
<li>contratto di pre-acquisto;</li>
<li>contratto di coproduzione;</li>
<li>accordo con broadcaster;</li>
<li>accordo con piattaforma SVOD;</li>
<li>accordo con piattaforma VOD.</li>
</ul>
<p>Una semplice <strong>lettera di interesse non è sufficiente</strong>.</p>
<p>Il bando vuole quindi finanziare opere che presentino già un percorso credibile verso il mercato.</p>
<h2><strong>Quanto finanzia il Film TV Fund</strong></h2>
<p>Il contributo viene concesso a:</p>
<p><strong>fondo perduto.</strong></p>
<p>L&#8217;importo minimo concedibile è:</p>
<p><strong>50.000 euro.</strong></p>
<p>Il massimale varia invece in funzione della tipologia dell&#8217;opera.</p>
<h3><strong>Fino a 150.000 euro</strong></h3>
<p>Il contributo può arrivare fino a:</p>
<p><strong>150.000 euro</strong></p>
<p>per:</p>
<p><strong>opere di animazione singole televisive e web.</strong></p>
<h3><strong>Fino a 300.000 euro</strong></h3>
<p>Il contributo massimo sale a:</p>
<p><strong>300.000 euro</strong></p>
<p>per:</p>
<ul>
<li>lungometraggi di finzione;</li>
<li>opere di finzione singole televisive;</li>
<li>opere di finzione singole web.</li>
</ul>
<h3><strong>Fino a 400.000 euro</strong></h3>
<p>Il massimale più elevato è:</p>
<p><strong>400.000 euro</strong></p>
<p>per:</p>
<ul>
<li>lungometraggi di animazione;</li>
<li>opere di animazione seriali televisive e web;</li>
<li>opere di finzione seriali televisive e web.</li>
</ul>
<h2><strong>Attenzione: il 70% non vale per tutte le spese</strong></h2>
<p>Il bando non applica una percentuale unica all&#8217;intero budget.</p>
<p>Il contributo viene calcolato in maniera differente in funzione della tipologia di costo.</p>
<p>Questo è un punto fondamentale per costruire correttamente il piano economico.</p>
<h2><strong>70% sul personale dipendente cinematografico residente in Piemonte</strong></h2>
<p>Il contributo può raggiungere il:</p>
<p><strong>70%</strong></p>
<p>per determinate spese relative al <strong>personale dipendente residente in Piemonte</strong> appartenente alle categorie professionali previste dai CCNL del settore audiovisivo indicati dal bando.</p>
<p>Si tratta quindi della categoria che beneficia dell&#8217;intensità più elevata.</p>
<p>La misura vuole in questo modo favorire direttamente l&#8217;impiego delle professionalità locali.</p>
<h2><strong>40% per altro personale dipendente</strong></h2>
<p>Per altre figure professionali del comparto cinematografico assunte come dipendenti e residenti in Piemonte il contributo è invece pari al:</p>
<p><strong>40% delle spese ammissibili.</strong></p>
<h2><strong>40% per professionisti con partita IVA</strong></h2>
<p>Sono finanziabili al:</p>
<p><strong>40%</strong></p>
<p>le prestazioni rese da:</p>
<p><strong>professionisti del settore cinematografico con partita IVA residenti in Piemonte.</strong></p>
<p>Possono quindi rientrare numerose professionalità coinvolte nella produzione, purché siano rispettate le condizioni indicate dal bando.</p>
<h2><strong>40% per fornitori piemontesi</strong></h2>
<p>Il contributo è pari al:</p>
<p><strong>40%</strong></p>
<p>anche per le spese sostenute presso fornitori di beni e servizi che abbiano:</p>
<ul>
<li>sede legale;</li>
<li>oppure sede operativa</li>
</ul>
<p>in Piemonte.</p>
<p>Questo meccanismo spinge le produzioni a utilizzare la filiera regionale.</p>
<h2><strong>Quali spese vengono considerate</strong></h2>
<p>Le categorie principali sono:</p>
<ol>
<li>personale dipendente residente in Piemonte;</li>
<li>professionisti cinematografici con partita IVA residenti in Piemonte;</li>
<li>fornitori di beni e servizi piemontesi.</li>
</ol>
<p>Le spese devono essere direttamente legate alla produzione audiovisiva oggetto della domanda.</p>
<h2><strong>Esempi di costi legati alla produzione</strong></h2>
<p>In funzione del progetto possono rientrare servizi e costi relativi a:</p>
<ul>
<li>troupe;</li>
<li>tecnici;</li>
<li>maestranze;</li>
<li>professionisti cinematografici;</li>
<li>scenografia;</li>
<li>costumi;</li>
<li>casting;</li>
<li>servizi tecnici;</li>
<li>noleggio attrezzature;</li>
<li>studi e location;</li>
<li>trasporti funzionali alla produzione;</li>
<li>alloggi necessari alla produzione;</li>
<li>servizi di post-produzione;</li>
<li>montaggio;</li>
<li>VFX;</li>
<li>animazione;</li>
<li>rendering;</li>
<li>compositing;</li>
<li>altri servizi direttamente collegati all&#8217;opera.</li>
</ul>
<p>L&#8217;ammissibilità deve comunque essere verificata sulla singola voce di costo.</p>
<h2><strong>Locazione di appartamenti, veicoli e attrezzature</strong></h2>
<p>Tra le forniture di servizi possono rientrare anche locazioni semplici necessarie alle esigenze della produzione, comprese quelle relative a:</p>
<ul>
<li>appartamenti;</li>
<li>autoveicoli;</li>
<li>attrezzature;</li>
<li>beni mobili;</li>
<li>immobili.</li>
</ul>
<p>Devono però essere strettamente funzionali alla produzione finanziata.</p>
<h2><strong>Non vengono finanziati gli acquisti di beni durevoli</strong></h2>
<p>Una distinzione importante riguarda il noleggio rispetto all&#8217;acquisto.</p>
<p>Il bando non finanzia l&#8217;acquisto di:</p>
<ul>
<li>computer;</li>
<li>tablet;</li>
<li>telefoni;</li>
<li>elettrodomestici;</li>
<li>autoveicoli;</li>
<li>macchinari;</li>
<li>attrezzature durevoli.</li>
</ul>
<p>Non finanzia inoltre la costruzione o ristrutturazione di studi cinematografici.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è sostenere <strong>il costo della produzione</strong>, non l&#8217;acquisto patrimoniale di attrezzature aziendali.</p>
<h2><strong>Spese “sopra la linea”</strong></h2>
<p>Il bando individua anche le cosiddette spese <strong>“sopra la linea”</strong>, tipiche della contabilità cinematografica.</p>
<p>Per queste voci l&#8217;importo massimo imputabile al progetto è:</p>
<p><strong>100.000 euro, IVA esclusa.</strong></p>
<p>È quindi importante strutturare correttamente il piano dei costi e distinguere le diverse categorie professionali.</p>
<h2><strong>Le spese devono essere sostenute in Piemonte</strong></h2>
<p>Il principio di fondo è molto chiaro:</p>
<p><strong>il contributo viene calcolato sulla spesa generata sul territorio piemontese.</strong></p>
<p>Una grande produzione con budget complessivo di diversi milioni di euro non riceve quindi il contributo sull&#8217;intero costo dell&#8217;opera.</p>
<p>Conta la parte di investimento effettivamente realizzata in Piemonte attraverso:</p>
<ul>
<li>lavoratori piemontesi;</li>
<li>professionisti piemontesi;</li>
<li>fornitori piemontesi;</li>
<li>servizi e attività effettuati sul territorio.</li>
</ul>
<h2><strong>Il progetto non deve essere già iniziato in Piemonte</strong></h2>
<p>Questo è probabilmente il requisito operativo più importante.</p>
<p>Alla data di presentazione della domanda l&#8217;impresa deve dichiarare di:</p>
<p><strong>non avere ancora iniziato i lavori della produzione in Piemonte.</strong></p>
<p>Non deve inoltre aver sottoscritto un impegno giuridicamente vincolante che determini l&#8217;avvio della produzione sul territorio.</p>
<p>Il primo contratto vincolante rilevante ai fini della produzione piemontese deve essere successivo alla domanda.</p>
<h2><strong>Le spese diventano ammissibili dalla domanda</strong></h2>
<p>Le spese possono essere considerate ammissibili a partire dalla:</p>
<p><strong>data di presentazione della domanda.</strong></p>
<p>Questo significa che la società che intende accedere al Film TV Fund dovrebbe verificare il bando <strong>prima di contrattualizzare troupe, professionisti e fornitori piemontesi</strong>.</p>
<p>Un avvio anticipato può determinare la perdita dell&#8217;intero contributo.</p>
<h2><strong>Gli studi preparatori possono essere effettuati prima</strong></h2>
<p>Non tutte le attività precedenti alla domanda determinano però l&#8217;avvio del progetto.</p>
<p>Il bando chiarisce che attività preparatorie come:</p>
<ul>
<li>richiesta di permessi;</li>
<li>studi di fattibilità</li>
</ul>
<p>non sono considerate automaticamente “avvio dei lavori”.</p>
<p>È comunque opportuno verificare con particolare attenzione contratti, lettere di incarico e ordini prima della candidatura.</p>
<h2><strong>Durata del progetto</strong></h2>
<p>Per le opere di finzione, la rendicontazione finale deve essere presentata entro:</p>
<p><strong>18 mesi dal provvedimento di concessione.</strong></p>
<p>Per i progetti di animazione il periodo disponibile è più ampio:</p>
<p><strong>24 mesi dalla concessione.</strong></p>
<p>Sono possibili proroghe, ma devono essere motivate, richieste e autorizzate secondo le procedure previste.</p>
<h2><strong>Obbligo di sostenibilità ambientale</strong></h2>
<p>Il Piemonte Film TV Fund integra anche il principio europeo <strong>DNSH – Do No Significant Harm</strong>.</p>
<p>Il beneficiario deve sottoscrivere un:</p>
<p><strong>protocollo disciplinare di sviluppo sostenibile per la certificazione della produzione audiovisiva.</strong></p>
<p>Per i progetti di finzione il protocollo deve essere sottoscritto <strong>prima dell&#8217;inizio delle riprese</strong>.</p>
<p>Per l&#8217;animazione deve essere sottoscritto <strong>prima dell&#8217;inizio delle lavorazioni</strong>.</p>
<p>Alla rendicontazione dovrà inoltre essere presentato l&#8217;esito positivo di un <strong>audit finale effettuato da un ente certificatore</strong>.</p>
<h2><strong>Il progetto deve avere valenza culturale</strong></h2>
<p>Il Film TV Fund è un incentivo industriale, ma riguarda opere culturali.</p>
<p>La produzione deve quindi superare un apposito test di <strong>valenza culturale</strong>.</p>
<p>Tra gli elementi considerati rientrano:</p>
<ul>
<li>opera tratta da un&#8217;opera letteraria o teatrale italiana o europea;</li>
<li>tematiche storiche, sociali, artistiche o culturali italiane o europee;</li>
<li>riferimento a personalità italiane o europee di rilevanza culturale;</li>
<li>ambientazione totale o parziale in Piemonte;</li>
<li>dialoghi originali in lingua italiana o nelle lingue delle minoranze piemontesi;</li>
<li>presenza significativa di talenti creativi italiani o europei.</li>
</ul>
<p>Per ottenere il riconoscimento della valenza culturale devono ricorrere <strong>almeno due delle condizioni previste</strong>.</p>
<h2><strong>Come viene valutata la domanda</strong></h2>
<p>La procedura non è a sportello cronologico.</p>
<p>Le domande vengono sottoposte a tre fasi:</p>
<ol>
<li>ammissibilità formale;</li>
<li>ammissibilità sostanziale;</li>
<li>valutazione di merito e tecnico-finanziaria.</li>
</ol>
<p>La valutazione viene effettuata con il supporto di un <strong>Comitato di Valutazione</strong>, nel quale sono presenti anche esperti del comparto cinematografico e audiovisivo.</p>
<h2><strong>Punteggio minimo 50 su 100</strong></h2>
<p>Per entrare nella graduatoria finanziabile il progetto deve ottenere almeno:</p>
<p><strong>50 punti su 100.</strong></p>
<p>Le eventuali premialità vengono aggiunte successivamente.</p>
<p>Un progetto che non raggiunge i 50 punti non può essere finanziato anche se sono ancora disponibili risorse.</p>
<h2><strong>Qualità artistica e produttiva</strong></h2>
<p>La valutazione prende in considerazione la qualità complessiva del progetto.</p>
<p>Vengono analizzati elementi come:</p>
<ul>
<li>note di regia;</li>
<li>note di produzione;</li>
<li>originalità della storia;</li>
<li>solidità della struttura narrativa;</li>
<li>qualità della sceneggiatura;</li>
<li>sviluppo dei personaggi;</li>
<li>qualità grafica nel caso dell&#8217;animazione.</li>
</ul>
<h2><strong>Esperienza del team</strong></h2>
<p>Sono valutate anche le credenziali professionali di:</p>
<ul>
<li>autori;</li>
<li>sceneggiatori;</li>
<li>regista;</li>
<li>attori principali;</li>
<li>autori grafici;</li>
<li>direttore della fotografia;</li>
<li>montatore;</li>
<li>costumista;</li>
<li>scenografo;</li>
<li>compositori;</li>
<li>responsabili VFX;</li>
<li>altre figure chiave della produzione.</li>
</ul>
<p>La qualità del team ha quindi un peso rilevante nella graduatoria.</p>
<h2><strong>Ricaduta economica sul Piemonte</strong></h2>
<p>Un&#8217;altra parte significativa del punteggio deriva dalla capacità della produzione di generare investimento nel territorio.</p>
<p>Viene valutato il valore complessivo delle spese ammissibili effettuate in Piemonte.</p>
<p>Più elevato è l&#8217;investimento regionale, maggiore può essere il punteggio ottenuto.</p>
<p>Sono inoltre valutati:</p>
<ul>
<li>rapporto tra investimento piemontese e budget complessivo;</li>
<li>utilizzo di personale residente in Piemonte;</li>
<li>coinvolgimento delle maestranze locali;</li>
<li>numero di giorni di ripresa in regione;</li>
<li>quantità di lavorazioni di animazione effettuate in Piemonte.</li>
</ul>
<h2><strong>La produzione fuori Torino può essere premiata</strong></h2>
<p>Per i progetti di finzione viene considerata anche la quota delle riprese effettuate sul territorio piemontese <strong>oltre 40 km dal capoluogo regionale</strong>.</p>
<p>Il criterio mira a distribuire le ricadute economiche del settore audiovisivo anche sul resto del Piemonte.</p>
<p>Una produzione ambientata o realizzata in altre province può quindi ottenere un vantaggio in fase di valutazione.</p>
<h2><strong>Distribuzione e coproduzioni incidono sul punteggio</strong></h2>
<p>Vengono valutate anche:</p>
<ul>
<li>qualità e rilevanza degli accordi di coproduzione;</li>
<li>qualità degli accordi di distribuzione;</li>
<li>capacità del progetto di accedere ai mercati;</li>
<li>posizionamento nazionale e internazionale dell&#8217;opera.</li>
</ul>
<p>Non conta quindi soltanto quanto si spende: la Regione vuole finanziare progetti con reali prospettive produttive e commerciali.</p>
<h2><strong>Capacità economico-finanziaria dell&#8217;impresa</strong></h2>
<p>Viene inoltre analizzata la solidità finanziaria del richiedente attraverso una specifica <strong>score card</strong> basata sugli ultimi due esercizi approvati.</p>
<p>Il sistema considera i dati economici e patrimoniali dell&#8217;impresa attribuendo un punteggio alla capacità di sostenere finanziariamente il progetto.</p>
<p>Questo è uno dei motivi per cui il bando richiede almeno due bilanci chiusi e approvati.</p>
<h2><strong>Cosa succede in caso di parità</strong></h2>
<p>Se due o più progetti ottengono lo stesso punteggio, viene data precedenza alla produzione che presenta:</p>
<p><strong>il maggiore investimento complessivo ammissibile in Piemonte.</strong></p>
<p>Ancora una volta viene quindi valorizzata la reale ricaduta economica sul territorio regionale.</p>
<h2><strong>Come presentare la domanda</strong></h2>
<p>La candidatura deve essere compilata esclusivamente attraverso il sistema regionale:</p>
<p><strong>FINanziamenti DOMande – FINDOM.</strong></p>
<p>La piattaforma è raggiungibile attraverso il catalogo dei servizi della Regione Piemonte.</p>
<p>La pratica deve essere trasmessa entro:</p>
<p><strong>02/10/2026 alle ore 12:00.</strong></p>
<h2><strong>Firma digitale obbligatoria</strong></h2>
<p>La documentazione deve essere sottoscritta digitalmente dal:</p>
<ul>
<li>legale rappresentante;</li>
<li>oppure soggetto espressamente delegato.</li>
</ul>
<p>Il bando richiede il riconoscimento della firma digitale in formato:</p>
<p><strong>CAdES – .p7m.</strong></p>
<p>Le domande che non rispettano le modalità di firma indicate vengono considerate irricevibili.</p>
<h2><strong>Documentazione da predisporre</strong></h2>
<p>Il bando mette a disposizione numerosi modelli specifici.</p>
<p>Tra i principali documenti figurano:</p>
<ul>
<li>domanda telematica;</li>
<li>Application Form per progetti di finzione;</li>
<li>Application Form per animazione;</li>
<li>piano finanziario;</li>
<li>prospetto dei costi di produzione;</li>
<li>attestazione bancaria sulla disponibilità finanziaria;</li>
<li>dichiarazione relativa alla dimensione di PMI;</li>
<li>dichiarazioni antimafia;</li>
<li>dichiarazione sul cumulo degli aiuti;</li>
<li>eventuale delega del legale rappresentante.</li>
</ul>
<p>La preparazione della pratica richiede quindi un vero lavoro di progettazione economico-finanziaria e produttiva.</p>
<h2><strong>Attestazione bancaria</strong></h2>
<p>Tra gli allegati previsti figura anche una specifica:</p>
<p><strong>attestazione bancaria di disponibilità.</strong></p>
<p>Questo documento è collegato alla necessità di dimostrare la sostenibilità finanziaria della produzione e la disponibilità delle risorse necessarie alla sua realizzazione.</p>
<p>La copertura finanziaria deve quindi essere organizzata prima della candidatura.</p>
<h2><strong>Una domanda per sessione</strong></h2>
<p>In linea generale non possono essere presentate più domande di contributo nell&#8217;ambito della stessa sessione.</p>
<p>È possibile sostituire una precedente domanda dichiarando espressamente che il nuovo invio annulla il precedente.</p>
<p>Il medesimo soggetto può tuttavia partecipare a progetti differenti assumendo ruoli diversi, ad esempio come produttore principale in un progetto e come coproduttore minoritario o produttore esecutivo in un altro, secondo le condizioni del bando.</p>
<h2><strong>Riserva del 25% per micro e piccole imprese</strong></h2>
<p>La misura prevede che:</p>
<p><strong>il 25% della dotazione sia riservato alle micro e piccole imprese.</strong></p>
<p>Per la seconda sessione da 3 milioni questo meccanismo tutela quindi una quota delle risorse a favore delle realtà produttive di minori dimensioni.</p>
<h2><strong>Possibili ulteriori risorse per circa 920.000 euro</strong></h2>
<p>All&#8217;apertura della seconda sessione la Regione Piemonte ha comunicato l&#8217;intenzione di recuperare circa:</p>
<p><strong>920.000 euro</strong></p>
<p>provenienti da:</p>
<ul>
<li>rinunce;</li>
<li>revoche;</li>
<li>riduzioni di contributi precedentemente concessi.</li>
</ul>
<p>Queste risorse potrebbero essere rese nuovamente disponibili per il settore, incrementando la capacità finanziaria della sessione.</p>
<p>Fino alla formalizzazione amministrativa dell&#8217;incremento è comunque prudente considerare come dotazione certa della seconda sessione i <strong>3 milioni di euro ufficialmente stanziati</strong>.</p>
<h2><strong>Checklist pratica prima di presentare il progetto</strong></h2>
<p>Prima di procedere con la candidatura è opportuno verificare:</p>
<ul class="contains-task-list">
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> qualifica di micro, piccola o media impresa;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> impresa costituita da almeno 2 anni;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> almeno due bilanci chiusi e approvati;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> codice attività compatibile con produzione cinematografica e audiovisiva;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> qualifica di produttore indipendente;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> ruolo di produttore, coproduttore o produttore esecutivo;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> sede o unità locale in Piemonte oppure impegno ad aprirla;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> produzione non ancora avviata in Piemonte;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> assenza di contratti vincolanti che determinino l&#8217;avvio in Piemonte prima della domanda;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> tipologia di opera ammessa;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> esclusione di documentari, cortometraggi, reality, format e pubblicità;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> almeno 10 giorni di ripresa in Piemonte per la finzione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> lavorazioni minime previste in Piemonte per l&#8217;animazione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> copertura finanziaria già disponibile per almeno il 30% del costo a copia campione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> contratto, deal memo o altro accordo valido di distribuzione/pre-acquisto/coproduzione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> budget della produzione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> budget specifico delle spese in Piemonte;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> personale piemontese previsto;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> professionisti con partita IVA piemontesi;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> fornitori piemontesi;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> piano di lavorazione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> cronoprogramma;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> note di produzione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> note di regia;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> sceneggiatura e documentazione artistica;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> accordi di distribuzione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> accordi di coproduzione;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> piano finanziario;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> attestazione bancaria;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> documentazione antimafia;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> verifica del cumulo con altri incentivi;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> protocollo di sostenibilità ambientale;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> predisposizione alla certificazione finale;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> firma digitale CAdES;</li>
<li class="task-list-item"><input disabled="disabled" type="checkbox" /> invio tramite FINDOM entro il 2 ottobre 2026.</li>
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<h2><strong>Scheda rapida – Piemonte Film TV Fund 2026, seconda sessione</strong></h2>
<p><strong>Nome ufficiale:</strong> Aiuti a imprese cinematografiche e audiovisive – Piemonte Film TV Fund anno 2026</p>
<p><strong>Ente proponente:</strong> Regione Piemonte</p>
<p><strong>Programma:</strong> PR FESR Piemonte 2021-2027</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> micro, piccole e medie imprese della produzione cinematografica e audiovisiva</p>
<p><strong>Anzianità minima:</strong> 2 anni</p>
<p><strong>Bilanci richiesti:</strong> almeno 2 chiusi e approvati</p>
<p><strong>Settore:</strong> produzione cinematografica, video e programmi televisivi</p>
<p><strong>Area dell&#8217;investimento:</strong> Piemonte</p>
<p><strong>Possibilità per imprese esterne:</strong> sì, con apertura di unità locale piemontese nei termini previsti</p>
<p><strong>Dotazione seconda sessione:</strong> 3.000.000 euro</p>
<p><strong>Riserva micro e piccole imprese:</strong> 25%</p>
<p><strong>Possibile incremento annunciato:</strong> circa 920.000 euro, previa formalizzazione</p>
<p><strong>Contributo:</strong> fondo perduto</p>
<p><strong>Contributo minimo:</strong> 50.000 euro</p>
<p><strong>Massimo opere animazione singole TV/web:</strong> 150.000 euro</p>
<p><strong>Massimo lungometraggi di finzione e opere singole di finzione TV/web:</strong> 300.000 euro</p>
<p><strong>Massimo lungometraggi animati e opere seriali:</strong> 400.000 euro</p>
<p><strong>Percentuale personale dipendente qualificato residente in Piemonte:</strong> 70%</p>
<p><strong>Altro personale dipendente residente in Piemonte:</strong> 40%</p>
<p><strong>Professionisti con partita IVA residenti in Piemonte:</strong> 40%</p>
<p><strong>Fornitori con sede in Piemonte:</strong> 40%</p>
<p><strong>Apertura seconda sessione:</strong> 31/08/2026 ore 9:00</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 02/10/2026 ore 12:00</p>
<p><strong>Procedura:</strong> valutativa a graduatoria</p>
<p><strong>Punteggio minimo:</strong> 50/100</p>
<p><strong>Presentazione:</strong> piattaforma FINDOM della Regione Piemonte</p>
<p><strong>Durata rendicontazione finzione:</strong> entro 18 mesi dalla concessione</p>
<p><strong>Durata animazione:</strong> entro 24 mesi dalla concessione</p>
<p><strong>Requisito finzione:</strong> almeno 10 giorni di riprese in Piemonte</p>
<p><strong>Copertura finanziaria minima alla domanda:</strong> 30% del costo a copia campione</p>
<p><strong>Produzioni escluse:</strong> documentari, cortometraggi, reality, talent, game show, format, reportage, pubblicità ed eventi.</p>
<h2><strong>Atamai può supportare la preparazione della candidatura</strong></h2>
<p>Il Piemonte Film TV Fund richiede una combinazione di <strong>progettazione artistica, struttura finanziaria, pianificazione della produzione e corretta costruzione del budget delle ricadute piemontesi</strong>.</p>
<p>Un errore nella data di avvio della produzione, nella copertura finanziaria, nei contratti con i fornitori o nella classificazione delle spese può compromettere l&#8217;ammissibilità del progetto.</p>
<p><strong>Atamai può affiancare le imprese nella verifica preliminare dei requisiti, nell&#8217;analisi della struttura economico-finanziaria, nell&#8217;organizzazione delle spese ammissibili e nella predisposizione della documentazione necessaria per la candidatura.</strong></p>
<p>Per una prima verifica del progetto:</p>
<p><strong>Atamai – <a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong></p>
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