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	<description>Garantisci il tuo 4.0 e il tuo 5.0 e vedi tutti i bandi in italia</description>
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		<title>Festival, rassegne e premi cinematografici nelle Marche: contributi fino a 15.000 euro annunciati per il 2026</title>
		<link>https://audit50.it/festival-rassegne-e-premi-cinematografici-nelle-marche-contributi-fino-a-15-000-euro-annunciati-per-il-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 20:56:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
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					<description><![CDATA[Festival, rassegne e premi cinematografici nelle Marche: contributi fino a 15.000 euro annunciati per il 2026 La Regione Marche prepara il nuovo intervento destinato a sostenere festival, rassegne e premi cinematografici capaci di diffondere la cultura del cinema, ampliare l’offerta culturale regionale e generare ricadute sui territori nei quali vengono organizzati. La misura nasce nell’ambito&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/festival-rassegne-e-premi-cinematografici-nelle-marche-contributi-fino-a-15-000-euro-annunciati-per-il-2026/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Festival, rassegne e premi cinematografici nelle Marche: contributi fino a 15.000 euro annunciati per il 2026</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Festival, rassegne e premi cinematografici nelle Marche: contributi fino a 15.000 euro annunciati per il 2026</h1>
<p>La Regione Marche prepara il nuovo intervento destinato a sostenere festival, rassegne e premi cinematografici capaci di diffondere la cultura del cinema, ampliare l’offerta culturale regionale e generare ricadute sui territori nei quali vengono organizzati.</p>
<p>La misura nasce nell’ambito della politica regionale dedicata al cinema e all’audiovisivo e dovrebbe sostenere iniziative realizzate nelle Marche che presentino:</p>
<ul>
<li>un programma cinematografico riconoscibile;</li>
<li>una direzione artistica o scientifica qualificata;</li>
<li>una selezione di opere coerente;</li>
<li>attività di formazione del pubblico;</li>
<li>incontri con registi, autori, interpreti e professionisti;</li>
<li>iniziative rivolte alle scuole e ai giovani;</li>
<li>una capacità documentabile di coinvolgere il territorio;</li>
<li>un piano di comunicazione adeguato;</li>
<li>un’organizzazione sostenibile.</li>
</ul>
<p>La comunicazione del 04/08/2026 indica:</p>
<ul>
<li>una dotazione di 142.500 euro;</li>
<li>un contributo a fondo perduto fino al 50%;</li>
<li>un contributo massimo di 15.000 euro;</li>
<li>una procedura valutativa a graduatoria;</li>
<li>apertura indicata al 31/07/2026;</li>
<li>scadenza indicata all’08/09/2026.</li>
</ul>
<p>Questi dati non risultano ancora accompagnati dalla pubblicazione del bando operativo sul portale della Regione Marche.</p>
<p>La preinformativa regionale presenta invece l’intervento come bando di prossima uscita e riporta il 15/09/2026 come data indicativa di chiusura.</p>
<p>Le date, le categorie dei beneficiari, le spese ammissibili, la piattaforma e i criteri di valutazione dovranno quindi essere verificati nel decreto definitivo.</p>
<h2><strong>Nome ufficiale della misura</strong></h2>
<p>Il titolo riportato nella programmazione regionale è:</p>
<p><strong>L.R. n. 7/2009 – Bando Festival, Rassegne e Premi cinematografici di rilievo regionale – Annualità 2026</strong></p>
<p>L’identificativo pubblicato nel portale regionale è:</p>
<p><strong>28564</strong></p>
<p>La misura trova la propria base normativa nella:</p>
<p><strong>Legge regionale 31 marzo 2009, n. 7 – Sostegno del cinema e dell’audiovisivo</strong></p>
<p>La Legge regionale disciplina gli interventi con cui la Regione Marche sostiene:</p>
<ul>
<li>attività cinematografiche;</li>
<li>attività audiovisive;</li>
<li>prodotti multimediali;</li>
<li>diffusione della cultura cinematografica;</li>
<li>produzione e conservazione di materiali audiovisivi;</li>
<li>valorizzazione del territorio attraverso il cinema;</li>
<li>iniziative rivolte al pubblico;</li>
<li>sviluppo delle professionalità del settore.</li>
</ul>
<h2><strong>Stato del bando al 04/08/2026</strong></h2>
<p>Alla data del 04/08/2026 la misura risulta inserita tra i:</p>
<p><strong>bandi in uscita</strong></p>
<p>La preinformativa conferma:</p>
<ul>
<li>denominazione dell’intervento;</li>
<li>annualità 2026;</li>
<li>base normativa regionale;</li>
<li>struttura competente;</li>
<li>tema culturale;</li>
<li>identificativo 28564;</li>
<li>pubblicazione prevista tra luglio e agosto;</li>
<li>scadenza indicativa al 15/09/2026.</li>
</ul>
<p>Non risultano ancora pubblicati nella pagina della misura:</p>
<ul>
<li>decreto di approvazione;</li>
<li>testo integrale del bando;</li>
<li>modulistica;</li>
<li>disciplinare delle spese;</li>
<li>griglia di valutazione;</li>
<li>codice della procedura telematica;</li>
<li>orario di apertura;</li>
<li>orario di chiusura;</li>
<li>calendario delle spese;</li>
<li>modalità di rendicontazione;</li>
<li>eventuale disciplina dell’anticipo.</li>
</ul>
<p>La preinformativa non equivale all’apertura del bando.</p>
<p>Non è quindi ancora possibile:</p>
<ul>
<li>presentare la domanda;</li>
<li>protocollare il progetto;</li>
<li>prenotare il contributo;</li>
<li>considerare definitive le date comunicate;</li>
<li>attribuire con certezza l’ammissibilità a una determinata spesa.</li>
</ul>
<h2><strong>Discrepanza tra le date</strong></h2>
<p>Sono presenti due differenti indicazioni.</p>
<h3><strong>Date contenute nella comunicazione</strong></h3>
<ul>
<li>apertura: 31/07/2026;</li>
<li>scadenza: 08/09/2026;</li>
<li>procedura: valutativa a graduatoria.</li>
</ul>
<h3><strong>Data riportata dalla preinformativa regionale</strong></h3>
<ul>
<li>scadenza indicativa: 15/09/2026;</li>
<li>stato: bando in uscita;</li>
<li>presentazione della domanda: non ancora disponibile.</li>
</ul>
<p>La data che avrà valore giuridico sarà quella contenuta nel decreto e nel testo definitivo pubblicato dalla Regione Marche.</p>
<p>È quindi opportuno non comunicare il bando come aperto fino alla comparsa della pagina operativa e della relativa modulistica.</p>
<h2><strong>Finalità della misura</strong></h2>
<p>L’intervento dovrebbe sostenere le realtà che contribuiscono alla diffusione della cultura cinematografica nelle Marche.</p>
<p>Un festival o una rassegna non viene valutato soltanto per il numero di film proiettati.</p>
<p>Assumono rilievo anche:</p>
<ul>
<li>qualità della selezione;</li>
<li>originalità del progetto;</li>
<li>valore artistico delle opere;</li>
<li>presenza di produzioni nazionali e internazionali;</li>
<li>qualificazione della direzione artistica;</li>
<li>presenza di una giuria competente;</li>
<li>capacità di formare nuovo pubblico;</li>
<li>coinvolgimento delle scuole;</li>
<li>incontri con gli autori;</li>
<li>attività collaterali;</li>
<li>radicamento nel territorio;</li>
<li>continuità dell’iniziativa;</li>
<li>comunicazione;</li>
<li>capacità di operare in rete.</li>
</ul>
<p>Il progetto dovrebbe presentare un’identità chiara e non configurarsi come una semplice serie di proiezioni scollegate.</p>
<h2><strong>Festival cinematografici</strong></h2>
<p>Un festival cinematografico è normalmente caratterizzato da:</p>
<ul>
<li>durata definita;</li>
<li>tema o linea editoriale;</li>
<li>selezione di opere;</li>
<li>presenza di ospiti;</li>
<li>incontri professionali;</li>
<li>sezioni competitive o non competitive;</li>
<li>attività rivolte al pubblico;</li>
<li>comunicazione coordinata;</li>
<li>direzione artistica;</li>
<li>restituzione pubblica dei risultati.</li>
</ul>
<p>Possono essere sviluppati festival dedicati, per esempio, a:</p>
<ul>
<li>cinema italiano;</li>
<li>cinema internazionale;</li>
<li>documentario;</li>
<li>cortometraggio;</li>
<li>animazione;</li>
<li>cinema indipendente;</li>
<li>cinema ambientale;</li>
<li>cinema sociale;</li>
<li>patrimonio audiovisivo;</li>
<li>cinema per ragazzi;</li>
<li>opere prime;</li>
<li>nuovi autori;</li>
<li>linguaggi sperimentali;</li>
<li>cinema e territorio.</li>
</ul>
<p>Il tema deve essere accompagnato da un programma coerente, da criteri di selezione e da una direzione riconoscibile.</p>
<h2><strong>Rassegne cinematografiche</strong></h2>
<p>Una rassegna può essere costituita da un ciclo di proiezioni distribuito nel tempo.</p>
<p>Deve però possedere:</p>
<ul>
<li>un filo conduttore;</li>
<li>una curatela;</li>
<li>una selezione motivata;</li>
<li>un calendario;</li>
<li>attività di approfondimento;</li>
<li>un pubblico identificato;</li>
<li>strumenti di comunicazione;</li>
<li>risultati attesi.</li>
</ul>
<p>Una normale programmazione commerciale o l’attività ordinaria di una sala cinematografica non coincide automaticamente con una rassegna culturale ammissibile.</p>
<p>La candidatura dovrebbe spiegare:</p>
<ul>
<li>perché sono state selezionate determinate opere;</li>
<li>quale tema viene approfondito;</li>
<li>quale pubblico viene coinvolto;</li>
<li>quali competenze intervengono;</li>
<li>quali contenuti rimangono disponibili dopo l’iniziativa.</li>
</ul>
<h2><strong>Premi cinematografici</strong></h2>
<p>Un premio deve prevedere:</p>
<ul>
<li>regolamento;</li>
<li>categorie;</li>
<li>criteri di candidatura;</li>
<li>modalità di selezione;</li>
<li>giuria;</li>
<li>professionalità dei componenti;</li>
<li>valutazione delle opere;</li>
<li>riconoscimenti;</li>
<li>cerimonia o momento pubblico;</li>
<li>comunicazione dei risultati.</li>
</ul>
<p>La presenza di una giuria qualificata è particolarmente importante.</p>
<p>Devono essere indicati:</p>
<ul>
<li>nomi;</li>
<li>curriculum;</li>
<li>competenze;</li>
<li>ruolo;</li>
<li>indipendenza;</li>
<li>criteri utilizzati;</li>
<li>modalità di deliberazione.</li>
</ul>
<p>Non è sufficiente attribuire un riconoscimento simbolico al termine di una rassegna priva di un vero processo di selezione.</p>
<h2><strong>Beneficiari: dato ancora da confermare</strong></h2>
<p>La preinformativa del portale regionale classifica i destinatari come:</p>
<p><strong>persone fisiche</strong></p>
<p>Questo dato deve essere verificato con particolare attenzione.</p>
<p>L’edizione ufficiale 2024 era infatti rivolta a:</p>
<ul>
<li>associazioni;</li>
<li>fondazioni;</li>
<li>istituzioni sociali private;</li>
</ul>
<p>con sede legale o operativa nelle Marche e con finalità statutarie e attività principali legate al cinema.</p>
<p>L’eventuale apertura del 2026 alle persone fisiche rappresenterebbe una modifica sostanziale rispetto alla precedente edizione.</p>
<p>Potrebbe inoltre trattarsi di una classificazione generale del portale e non della definizione giuridica completa dei beneficiari.</p>
<p>Fino alla pubblicazione del nuovo testo non è quindi possibile affermare con certezza che possano partecipare:</p>
<ul>
<li>singoli professionisti;</li>
<li>artisti;</li>
<li>direttori di festival;</li>
<li>associazioni;</li>
<li>fondazioni;</li>
<li>imprese;</li>
<li>enti del Terzo settore;</li>
<li>Comuni;</li>
<li>altri enti pubblici.</li>
</ul>
<h2><strong>Requisiti che potrebbero essere richiesti agli enti privati</strong></h2>
<p>Sulla base della struttura dell’ultima edizione, associazioni e fondazioni interessate dovrebbero prepararsi a dimostrare:</p>
<ul>
<li>sede legale o operativa nelle Marche;</li>
<li>finalità cinematografiche nello statuto;</li>
<li>attività effettiva nel settore;</li>
<li>esperienza;</li>
<li>capacità organizzativa;</li>
<li>assenza di finalità commerciali prevalenti;</li>
<li>disponibilità di una PEC;</li>
<li>conto corrente intestato;</li>
<li>firma digitale;</li>
<li>regolarità fiscale e contributiva;</li>
<li>conclusione delle precedenti iniziative finanziate;</li>
<li>corretta rendicontazione di contributi già ricevuti.</li>
</ul>
<p>Questi elementi rappresentano una preparazione prudenziale, non requisiti 2026 già confermati.</p>
<h2><strong>Soggetti già sostenuti da altri fondi cinematografici</strong></h2>
<p>L’edizione 2024 escludeva gli organizzatori di festival che:</p>
<ul>
<li>avevano ottenuto il riconoscimento nazionale del Ministero della Cultura;</li>
<li>ricevevano già fondi nazionali per l’organizzazione dell’evento;</li>
<li>disponevano di una specifica linea regionale di cofinanziamento.</li>
</ul>
<p>La finalità era evitare una sovrapposizione tra la misura ordinaria regionale e i canali dedicati ai festival riconosciuti a livello nazionale.</p>
<p>Il nuovo bando dovrà chiarire se questa esclusione verrà confermata.</p>
<p>Un organizzatore che riceve contributi dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura dovrebbe quindi verificare:</p>
<ul>
<li>linea nazionale utilizzata;</li>
<li>annualità;</li>
<li>progetto finanziato;</li>
<li>eventuale cofinanziamento regionale;</li>
<li>separazione delle spese;</li>
<li>possibilità di partecipare alla misura 2026.</li>
</ul>
<h2><strong>Area geografica</strong></h2>
<p>La misura riguarda festival, rassegne e premi di rilievo regionale realizzati nelle:</p>
<p><strong>Marche</strong></p>
<p>Il progetto dovrebbe avere una ricaduta culturale effettiva nel territorio regionale.</p>
<p>La sede dell’organizzatore, i luoghi delle proiezioni e gli spazi delle attività dovranno essere indicati con precisione.</p>
<p>Possono essere utilizzati:</p>
<ul>
<li>sale cinematografiche;</li>
<li>teatri;</li>
<li>auditorium;</li>
<li>musei;</li>
<li>biblioteche;</li>
<li>spazi universitari;</li>
<li>scuole;</li>
<li>piazze;</li>
<li>cortili;</li>
<li>luoghi della cultura;</li>
<li>spazi temporanei;</li>
<li>piattaforme digitali, se ammesse.</li>
</ul>
<p>L’utilizzo di luoghi all’aperto richiede una programmazione adeguata rispetto a:</p>
<ul>
<li>sicurezza;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>diritti;</li>
<li>proiezione;</li>
<li>qualità tecnica;</li>
<li>accessibilità;</li>
<li>piano alternativo in caso di maltempo.</li>
</ul>
<h2><strong>Partecipazione in rete</strong></h2>
<p>Nell’edizione 2024 era possibile presentare progetti in rete attraverso un’aggregazione composta da almeno:</p>
<p><strong>tre soggetti ammissibili</strong></p>
<p>La rete doveva essere documentata mediante:</p>
<ul>
<li>lettera di intenti;</li>
<li>accordo;</li>
<li>definizione dei ruoli;</li>
<li>individuazione del capofila;</li>
<li>attribuzione delle attività;</li>
<li>ripartizione delle spese.</li>
</ul>
<p>Potevano essere coinvolti anche partner esterni alle Marche, ma questi:</p>
<ul>
<li>non venivano conteggiati per raggiungere il numero minimo della rete;</li>
<li>non potevano rendicontare direttamente le spese.</li>
</ul>
<p>Il bando 2026 dovrà confermare:</p>
<ul>
<li>possibilità di presentazione in rete;</li>
<li>numero minimo;</li>
<li>requisiti dei partner;</li>
<li>ruolo del capofila;</li>
<li>attribuzione del contributo;</li>
<li>modalità di rendicontazione.</li>
</ul>
<h2><strong>Ente titolare e soggetti coinvolti</strong></h2>
<p>Il soggetto titolare della misura è:</p>
<p><strong>Regione Marche</strong></p>
<p>La struttura competente indicata nella preinformativa è:</p>
<p><strong>Direzione Attività produttive, imprese e cultura</strong></p>
<p>La politica regionale per il cinema coinvolge inoltre:</p>
<p><strong>Fondazione Marche Cultura</strong></p>
<p>e la relativa struttura:</p>
<p><strong>Marche Film Commission</strong></p>
<p>La Regione mantiene la titolarità delle funzioni pubbliche, mentre Fondazione Marche Cultura svolge attività connesse a:</p>
<ul>
<li>film commission;</li>
<li>promozione del territorio;</li>
<li>raccolta e diffusione di materiali audiovisivi;</li>
<li>valorizzazione del patrimonio;</li>
<li>integrazione tra cultura e turismo;</li>
<li>comunicazione;</li>
<li>sostegno al sistema cinematografico regionale.</li>
</ul>
<p>Il bando definitivo dovrà chiarire se Fondazione Marche Cultura avrà un ruolo operativo nell’edizione 2026.</p>
<p>Atamai non è l’ente concedente e non partecipa alla valutazione.</p>
<p>Può assistere il soggetto interessato nella verifica dei requisiti, nella costruzione del progetto, nell’organizzazione del bilancio e nella predisposizione della domanda.</p>
<h2><strong>Entità del contributo annunciata</strong></h2>
<p>La comunicazione indica:</p>
<ul>
<li>contributo a fondo perduto;</li>
<li>copertura fino al 50%;</li>
<li>contributo massimo di 15.000 euro;</li>
<li>dotazione complessiva di 142.500 euro.</li>
</ul>
<p>L’intensità e il massimale corrispondono a quelli utilizzati nell’edizione ufficiale 2024.</p>
<p>La dotazione è invece differente: nel 2024 erano disponibili 160.000 euro.</p>
<p>Il dato 2026 di 142.500 euro dovrà essere confermato nell’atto regionale.</p>
<h2><strong>Esempi di calcolo sui dati annunciati</strong></h2>
<h3><strong>Progetto da 10.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>costo complessivo: 10.000 euro;</li>
<li>contributo teorico al 50%: 5.000 euro;</li>
<li>quota da finanziare con altre risorse: 5.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 20.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo teorico: 10.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento: 10.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 30.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo teorico: 15.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento: 15.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 50.000 euro</strong></h3>
<p>Il 50% sarebbe pari a 25.000 euro, ma il massimale annunciato limiterebbe il contributo a:</p>
<ul>
<li>contributo massimo: 15.000 euro;</li>
<li>quota da coprire con altre risorse: almeno 35.000 euro.</li>
</ul>
<p>I calcoli dovranno essere aggiornati qualora il nuovo bando modifichi aliquota o massimale.</p>
<h2><strong>Cofinanziamento</strong></h2>
<p>Con una copertura massima del 50%, almeno metà del progetto dovrebbe essere finanziata attraverso:</p>
<ul>
<li>risorse proprie;</li>
<li>sponsorizzazioni;</li>
<li>contributi di enti locali;</li>
<li>contributi di fondazioni;</li>
<li>biglietteria;</li>
<li>quote di iscrizione;</li>
<li>altri finanziamenti compatibili;</li>
<li>entrate del festival;</li>
<li>contributi dei partner.</li>
</ul>
<p>Il quadro economico deve evitare:</p>
<ul>
<li>entrate non documentabili;</li>
<li>sponsorizzazioni puramente ipotetiche;</li>
<li>doppio finanziamento;</li>
<li>valorizzazioni non ammesse;</li>
<li>squilibrio tra costi ed entrate.</li>
</ul>
<h2><strong>Spese potenzialmente ammissibili</strong></h2>
<p>Il bando 2026 non è ancora pubblicato.</p>
<p>Nell’edizione 2024 erano ammissibili costi specifici e tracciabili direttamente collegati al progetto.</p>
<p>Le categorie comprendevano:</p>
<ul>
<li>personale utilizzato nel progetto;</li>
<li>comunicazione e promozione;</li>
<li>compensi e rimborsi a collaboratori esterni;</li>
<li>ospitalità strettamente connessa alle attività;</li>
<li>attività collaterali;</li>
<li>formazione del pubblico;</li>
<li>diritti SIAE;</li>
<li>spese generali entro un limite percentuale.</li>
</ul>
<p>Queste categorie sono utili per predisporre un budget preliminare, ma devono essere ricontrollate nel testo 2026.</p>
<h2><strong>Personale</strong></h2>
<p>La precedente edizione ammetteva il personale fino al:</p>
<p><strong>20% del costo del progetto</strong></p>
<p>Potevano essere coinvolte figure dedicate a:</p>
<ul>
<li>organizzazione;</li>
<li>coordinamento;</li>
<li>segreteria;</li>
<li>produzione;</li>
<li>programmazione;</li>
<li>accoglienza;</li>
<li>comunicazione;</li>
<li>gestione amministrativa direttamente riferita al festival.</li>
</ul>
<p>Il costo deve essere calcolato attraverso criteri verificabili, come:</p>
<ul>
<li>ore lavorate;</li>
<li>costo orario;</li>
<li>contratto;</li>
<li>periodo;</li>
<li>ruolo;</li>
<li>attività svolta.</li>
</ul>
<p>Il limite del 20% dovrà essere confermato per il 2026.</p>
<h2><strong>Direzione artistica e comitato scientifico</strong></h2>
<p>Il progetto dovrebbe indicare:</p>
<ul>
<li>direttore artistico;</li>
<li>responsabile scientifico;</li>
<li>curatori;</li>
<li>selezionatori;</li>
<li>eventuale comitato;</li>
<li>curriculum;</li>
<li>esperienze;</li>
<li>funzioni;</li>
<li>modalità di selezione delle opere.</li>
</ul>
<p>La direzione non dovrebbe essere descritta soltanto con un nome.</p>
<p>Occorre spiegare:</p>
<ul>
<li>contributo al progetto;</li>
<li>responsabilità;</li>
<li>criteri editoriali;</li>
<li>rapporto con la giuria;</li>
<li>attività svolte;</li>
<li>risultati attesi.</li>
</ul>
<h2><strong>Compensi agli ospiti e ai collaboratori</strong></h2>
<p>Possono essere predisposti costi per:</p>
<ul>
<li>registi;</li>
<li>sceneggiatori;</li>
<li>attori;</li>
<li>critici;</li>
<li>studiosi;</li>
<li>giornalisti;</li>
<li>formatori;</li>
<li>moderatori;</li>
<li>tecnici;</li>
<li>curatori;</li>
<li>professionisti dell’audiovisivo.</li>
</ul>
<p>I compensi devono essere:</p>
<ul>
<li>proporzionati;</li>
<li>contrattualizzati;</li>
<li>documentati;</li>
<li>pagati con strumenti tracciabili;</li>
<li>coerenti con il programma.</li>
</ul>
<h2><strong>Ospitalità</strong></h2>
<p>La precedente edizione ammetteva l’ospitalità quando strettamente connessa al progetto.</p>
<p>Possono essere valutate, se confermate:</p>
<ul>
<li>pernottamento degli ospiti;</li>
<li>viaggio;</li>
<li>trasferimenti;</li>
<li>pasti;</li>
<li>accoglienza di giurati;</li>
<li>ospitalità di relatori e autori.</li>
</ul>
<p>È opportuno predisporre:</p>
<ul>
<li>nominativo;</li>
<li>funzione;</li>
<li>periodo;</li>
<li>evento;</li>
<li>costo;</li>
<li>documento fiscale;</li>
<li>pagamento;</li>
<li>motivazione.</li>
</ul>
<p>L’ospitalità generica o non collegata a un’attività identificabile può essere esclusa.</p>
<h2><strong>Comunicazione e promozione</strong></h2>
<p>Il piano di comunicazione può comprendere:</p>
<ul>
<li>identità visiva;</li>
<li>grafica;</li>
<li>sito;</li>
<li>pagina dedicata;</li>
<li>social media;</li>
<li>ufficio stampa;</li>
<li>conferenza stampa;</li>
<li>fotografie;</li>
<li>video;</li>
<li>trailer;</li>
<li>locandine;</li>
<li>manifesti;</li>
<li>programmi;</li>
<li>newsletter;</li>
<li>acquisto di spazi pubblicitari;</li>
<li>comunicazione con scuole e università.</li>
</ul>
<p>Il piano dovrebbe indicare:</p>
<ul>
<li>target;</li>
<li>messaggi;</li>
<li>canali;</li>
<li>calendario editoriale;</li>
<li>responsabili;</li>
<li>contenuti;</li>
<li>indicatori;</li>
<li>risultati.</li>
</ul>
<h2><strong>Diritti cinematografici e SIAE</strong></h2>
<p>La proiezione pubblica di un’opera richiede la corretta gestione dei diritti.</p>
<p>Il progetto deve considerare:</p>
<ul>
<li>licenze;</li>
<li>autorizzazioni dei distributori;</li>
<li>diritti di proiezione;</li>
<li>SIAE;</li>
<li>eventuali diritti musicali;</li>
<li>utilizzo di immagini e trailer;</li>
<li>riproduzione online;</li>
<li>autorizzazione allo streaming.</li>
</ul>
<p>Non è sufficiente possedere una copia del film.</p>
<p>Il beneficiario deve poter dimostrare di avere acquisito il diritto alla proiezione nel contesto della manifestazione.</p>
<h2><strong>Formazione del pubblico</strong></h2>
<p>Le attività formative possono comprendere:</p>
<ul>
<li>laboratori;</li>
<li>lezioni;</li>
<li>masterclass;</li>
<li>incontri sulla critica cinematografica;</li>
<li>educazione all’immagine;</li>
<li>formazione degli insegnanti;</li>
<li>percorsi sulla storia del cinema;</li>
<li>laboratori di sceneggiatura;</li>
<li>montaggio;</li>
<li>regia;</li>
<li>animazione;</li>
<li>alfabetizzazione audiovisiva.</li>
</ul>
<p>Nell’ultima griglia ufficiale queste attività contribuivano al punteggio.</p>
<h2><strong>Coinvolgimento delle scuole</strong></h2>
<p>Un progetto può coinvolgere:</p>
<ul>
<li>scuole primarie;</li>
<li>scuole secondarie;</li>
<li>istituti professionali;</li>
<li>licei;</li>
<li>università;</li>
<li>accademie;</li>
<li>istituti di formazione cinematografica.</li>
</ul>
<p>È utile indicare:</p>
<ul>
<li>istituti;</li>
<li>classi;</li>
<li>studenti;</li>
<li>docenti;</li>
<li>attività;</li>
<li>calendario;</li>
<li>metodologia;</li>
<li>risultati;</li>
<li>prodotti realizzati;</li>
<li>autorizzazioni relative ai minori.</li>
</ul>
<h2><strong>Spese generali</strong></h2>
<p>Nell’edizione 2024 le spese generali erano ammesse entro il:</p>
<p><strong>10% della spesa complessiva</strong></p>
<p>Potevano comprendere quote direttamente imputabili di:</p>
<ul>
<li>affitto della sede;</li>
<li>utenze;</li>
<li>cancelleria;</li>
<li>materiali di consumo;</li>
<li>consulenza amministrativa;</li>
<li>costi organizzativi.</li>
</ul>
<p>Non era ammessa una somma forfettaria priva di criteri.</p>
<p>Anche questo limite deve essere confermato nel nuovo bando.</p>
<h2><strong>Spese da trattare con cautela</strong></h2>
<p>In attesa della disciplina definitiva non devono essere considerate automaticamente ammissibili:</p>
<ul>
<li>acquisto di immobili;</li>
<li>ristrutturazione;</li>
<li>manutenzione immobiliare;</li>
<li>acquisto di attrezzature durevoli;</li>
<li>acquisto di automezzi;</li>
<li>IVA recuperabile;</li>
<li>spese sostenute da soggetti estranei al progetto;</li>
<li>pagamenti in contanti;</li>
<li>costi non tracciabili;</li>
<li>spese non previste nel bilancio;</li>
<li>attività commerciali ordinarie;</li>
<li>costi sostenuti fuori dal periodo stabilito;</li>
<li>acquisto di film o supporti senza diritti di proiezione;</li>
<li>spese già finanziate da un’altra misura.</li>
</ul>
<h2><strong>Periodo delle spese</strong></h2>
<p>Il bando 2026 dovrà specificare:</p>
<ul>
<li>data iniziale di ammissibilità;</li>
<li>data finale;</li>
<li>possibilità di sostenere spese prima della concessione;</li>
<li>periodo di realizzazione del festival;</li>
<li>termine per effettuare i pagamenti;</li>
<li>termine di rendicontazione.</li>
</ul>
<p>Nell’edizione 2024 erano ammesse le spese sostenute tra il 01/01/2024 e il 31/12/2024.</p>
<p>Non è possibile trasferire automaticamente questa regola al 2026.</p>
<p>Prima di assumere impegni rilevanti è opportuno attendere la pubblicazione del nuovo testo.</p>
<h2><strong>Procedura di presentazione</strong></h2>
<p>L’edizione 2024 utilizzava:</p>
<p><strong>SmartBandi Regione Marche</strong></p>
<p>Il codice era:</p>
<p><strong>CU_FC_2024</strong></p>
<p>L’accesso avveniva con:</p>
<ul>
<li>SPID;</li>
<li>CIE;</li>
<li>CNS.</li>
</ul>
<p>Il bando 2026 potrebbe utilizzare la stessa piattaforma con un nuovo codice, ma la procedura deve essere confermata.</p>
<p>La domanda dovrebbe essere presentata dal:</p>
<ul>
<li>legale rappresentante;</li>
<li>oppure da un delegato.</li>
</ul>
<h2><strong>Delega</strong></h2>
<p>Nella precedente procedura, quando la domanda veniva presentata da un delegato, era necessario:</p>
<ul>
<li>generare il modulo;</li>
<li>indicare i dati del delegante;</li>
<li>indicare i dati del delegato;</li>
<li>firmare;</li>
<li>caricare il documento;</li>
<li>allegare il documento d’identità in caso di firma autografa.</li>
</ul>
<p>Il nuovo bando dovrà confermare se questa modalità verrà mantenuta.</p>
<h2><strong>Marca da bollo</strong></h2>
<p>La domanda 2024 richiedeva l’indicazione della marca da bollo da 16 euro, salvo le esenzioni previste dalla legge.</p>
<p>Tra i soggetti potenzialmente esenti potevano rientrare:</p>
<ul>
<li>enti pubblici;</li>
<li>organizzazioni di volontariato;</li>
<li>associazioni di promozione sociale;</li>
<li>enti iscritti al RUNTS;</li>
<li>altri soggetti esenti.</li>
</ul>
<p>L’esenzione deve essere dichiarata indicando il riferimento normativo.</p>
<h2><strong>Documenti da preparare</strong></h2>
<p>In attesa della pubblicazione, l’organizzatore può raccogliere:</p>
<ul>
<li>statuto;</li>
<li>atto costitutivo;</li>
<li>visura, quando applicabile;</li>
<li>curriculum dell’organizzazione;</li>
<li>elenco delle precedenti edizioni;</li>
<li>programma;</li>
<li>relazione artistica;</li>
<li>elenco provvisorio delle opere;</li>
<li>curriculum della direzione;</li>
<li>curriculum della giuria;</li>
<li>lettere degli ospiti;</li>
<li>accordi con sale e spazi;</li>
<li>lettere delle scuole;</li>
<li>accordi di rete;</li>
<li>piano di comunicazione;</li>
<li>calendario;</li>
<li>quadro economico;</li>
<li>preventivi;</li>
<li>fonti di cofinanziamento;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>PEC;</li>
<li>firma digitale;</li>
<li>IBAN intestato;</li>
<li>documentazione relativa ai contributi precedenti.</li>
</ul>
<h2><strong>Valutazione e graduatoria</strong></h2>
<p>La procedura annunciata è:</p>
<p><strong>valutativa a graduatoria</strong></p>
<p>Il nuovo bando dovrà stabilire:</p>
<ul>
<li>criteri;</li>
<li>punteggi;</li>
<li>soglia minima;</li>
<li>modalità di riparto;</li>
<li>criteri in caso di parità;</li>
<li>composizione della Commissione.</li>
</ul>
<p>Nell’edizione 2024 il punteggio massimo era di 100 punti e la soglia minima era pari a 60 punti.</p>
<h2><strong>Criteri utilizzati nell’ultima edizione</strong></h2>
<h3><strong>Qualità e originalità – massimo 40 punti</strong></h3>
<p>Venivano valutati:</p>
<ul>
<li>qualità complessiva;</li>
<li>originalità;</li>
<li>proposta artistica;</li>
<li>livello nazionale e internazionale delle opere.</li>
</ul>
<h3><strong>Giuria o direzione scientifica – massimo 25 punti</strong></h3>
<p>Venivano considerate:</p>
<ul>
<li>professionalità;</li>
<li>esperienza;</li>
<li>autorevolezza;</li>
<li>adeguatezza della direzione;</li>
<li>qualità del comitato.</li>
</ul>
<h3><strong>Attività collegate – massimo 20 punti</strong></h3>
<p>Potevano contribuire:</p>
<ul>
<li>formazione del pubblico;</li>
<li>incontri con autori e attori;</li>
<li>coinvolgimento dei giovani;</li>
<li>coinvolgimento delle scuole;</li>
<li>altre iniziative culturali.</li>
</ul>
<h3><strong>Esperienza e storicità – massimo 5 punti</strong></h3>
<p>Venivano valutati:</p>
<ul>
<li>numero delle edizioni;</li>
<li>radicamento;</li>
<li>esperienze significative nel settore.</li>
</ul>
<h3><strong>Comunicazione – massimo 5 punti</strong></h3>
<p>Il punteggio dipendeva dalla qualità del piano editoriale e del calendario di comunicazione.</p>
<h3><strong>Progetto in rete – massimo 5 punti</strong></h3>
<p>La rete di almeno tre soggetti attribuiva il punteggio previsto.</p>
<p>Questa griglia non deve essere presentata come già confermata per il 2026, ma rappresenta una traccia utile per preparare il progetto.</p>
<h2><strong>Come costruire una candidatura competitiva</strong></h2>
<h3><strong>Definire una linea curatoriale</strong></h3>
<p>Il programma deve spiegare perché le opere sono state scelte e quale riflessione propongono.</p>
<h3><strong>Confermare gli ospiti</strong></h3>
<p>Lettere di disponibilità e accordi rendono il progetto più credibile.</p>
<h3><strong>Selezionare una direzione qualificata</strong></h3>
<p>Il curriculum deve dimostrare esperienza cinematografica concreta.</p>
<h3><strong>Coinvolgere le scuole con attività reali</strong></h3>
<p>Una semplice proiezione riservata agli studenti può essere meno efficace di un percorso formativo.</p>
<h3><strong>Costruire incontri pubblici</strong></h3>
<p>Registi, autori, interpreti e tecnici possono aumentare il valore culturale.</p>
<h3><strong>Preparare un piano di comunicazione</strong></h3>
<p>Occorre indicare canali, calendario, pubblico e risultati.</p>
<h3><strong>Documentare la storia dell’evento</strong></h3>
<p>Programmi, rassegna stampa, presenze e collaborazioni delle precedenti edizioni possono rafforzare la candidatura.</p>
<h3><strong>Valutare la rete</strong></h3>
<p>La collaborazione con associazioni, fondazioni, università, scuole e sale può migliorare la qualità del progetto.</p>
<h2><strong>Assegnazione e possibile rimodulazione</strong></h2>
<p>Il contributo potrebbe essere assegnato:</p>
<ul>
<li>in proporzione al punteggio;</li>
<li>entro la percentuale massima;</li>
<li>entro il massimale;</li>
<li>entro il disavanzo del progetto;</li>
<li>nei limiti delle risorse disponibili.</li>
</ul>
<p>Nell’edizione 2024 era possibile rimodulare il progetto quando il contributo concesso risultava inferiore a quello richiesto.</p>
<p>È quindi opportuno predisporre:</p>
<ul>
<li>attività essenziali;</li>
<li>attività complementari;</li>
<li>budget minimo;</li>
<li>budget completo;</li>
<li>priorità;</li>
<li>possibilità di riduzione senza compromettere l’identità del festival.</li>
</ul>
<h2><strong>Rendicontazione</strong></h2>
<p>Le regole 2026 non sono ancora disponibili.</p>
<p>Nell’ultima edizione la rendicontazione comprendeva:</p>
<ul>
<li>relazione finale;</li>
<li>materiale promozionale;</li>
<li>rassegna stampa;</li>
<li>elenco dei giustificativi;</li>
<li>fatture;</li>
<li>attestazioni di pagamento;</li>
<li>documentazione relativa al costo totale del progetto;</li>
<li>utilizzo del CUP;</li>
<li>presentazione tramite SmartBandi.</li>
</ul>
<p>Il beneficiario dovrebbe impostare fin dall’inizio:</p>
<ul>
<li>contabilità separata;</li>
<li>conto intestato;</li>
<li>archivio delle fatture;</li>
<li>archivio dei pagamenti;</li>
<li>contratti;</li>
<li>incarichi;</li>
<li>registri;</li>
<li>fotografie;</li>
<li>programmi;</li>
<li>dati sul pubblico;</li>
<li>materiale di comunicazione.</li>
</ul>
<h2><strong>CUP e tracciabilità</strong></h2>
<p>Nella precedente edizione il Codice unico di progetto doveva essere riportato:</p>
<ul>
<li>nelle fatture;</li>
<li>nei contratti;</li>
<li>negli atti;</li>
<li>nei bonifici;</li>
<li>nelle quietanze;</li>
<li>nei documenti di spesa.</li>
</ul>
<p>Le fatture emesse prima dell’assegnazione del CUP seguivano le specifiche regole previste dalla normativa.</p>
<p>Il nuovo bando dovrà indicare le modalità 2026.</p>
<h2><strong>Anticipo e acconto</strong></h2>
<p>Nel 2024 i soggetti privati potevano richiedere:</p>
<ul>
<li>anticipo fino al 60% con fideiussione;</li>
<li>oppure acconto fino al 60% sulla base di spese già sostenute e rendicontate;</li>
<li>saldo dopo la rendicontazione finale.</li>
</ul>
<p>Non è possibile dare per confermata questa struttura per il 2026.</p>
<p>Un’organizzazione interessata dovrebbe comunque valutare:</p>
<ul>
<li>fabbisogno finanziario;</li>
<li>costo della fideiussione;</li>
<li>anticipazione delle spese;</li>
<li>tempi del contributo;</li>
<li>liquidità necessaria.</li>
</ul>
<h2><strong>Suggerimenti operativi</strong></h2>
<h3><strong>Non pubblicizzare il bando come già aperto</strong></h3>
<p>Il portale ufficiale lo classifica ancora come misura in uscita.</p>
<h3><strong>Preparare due calendari</strong></h3>
<p>È utile prevedere un calendario principale e uno compatibile con eventuali ritardi nella graduatoria.</p>
<h3><strong>Non assumere che le persone fisiche siano beneficiarie</strong></h3>
<p>La categoria pubblicata nella preinformativa deve essere verificata.</p>
<h3><strong>Costruire il budget sul 50%, ma con prudenza</strong></h3>
<p>Aliquota e massimale sono annunciati ma devono essere confermati.</p>
<h3><strong>Separare le spese</strong></h3>
<p>Personale, ospitalità, promozione, diritti e attività formative devono essere distinguibili.</p>
<h3><strong>Acquisire i diritti di proiezione</strong></h3>
<p>La disponibilità del film non equivale all’autorizzazione alla proiezione pubblica.</p>
<h3><strong>Raccogliere lettere e accordi</strong></h3>
<p>Giuria, ospiti, scuole, sale e partner dovrebbero essere documentati.</p>
<h3><strong>Verificare altri contributi</strong></h3>
<p>Un festival già sostenuto da una linea nazionale o regionale dedicata potrebbe essere escluso.</p>
<h3><strong>Monitorare il portale</strong></h3>
<p>Il decreto definitivo può modificare date e condizioni.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<p>Prima della pubblicazione:</p>
<ul>
<li>verificare statuto e forma giuridica;</li>
<li>verificare la sede nelle Marche;</li>
<li>ricostruire le precedenti edizioni;</li>
<li>predisporre il programma;</li>
<li>selezionare le opere;</li>
<li>individuare la direzione;</li>
<li>individuare la giuria;</li>
<li>contattare gli ospiti;</li>
<li>coinvolgere scuole e università;</li>
<li>definire le attività formative;</li>
<li>verificare sale e spazi;</li>
<li>predisporre il piano di comunicazione;</li>
<li>costruire il quadro economico;</li>
<li>definire il cofinanziamento;</li>
<li>predisporre accordi di rete;</li>
<li>verificare PEC e firma digitale;</li>
<li>controllare contributi nazionali già ricevuti.</li>
</ul>
<p>Dopo la pubblicazione:</p>
<ul>
<li>verificare i beneficiari;</li>
<li>controllare l’eventuale ammissibilità delle persone fisiche;</li>
<li>verificare data e ora di apertura;</li>
<li>verificare data e ora di chiusura;</li>
<li>controllare dotazione;</li>
<li>verificare aliquota e massimale;</li>
<li>leggere le spese ammissibili;</li>
<li>verificare il periodo delle spese;</li>
<li>controllare la soglia di punteggio;</li>
<li>identificare il codice SmartBandi;</li>
<li>verificare bollo ed esenzioni;</li>
<li>compilare la domanda;</li>
<li>controllare gli allegati;</li>
<li>generare e trasmettere il documento;</li>
<li>verificare la segnatura di protocollo;</li>
<li>controllare che la pratica compaia tra le istanze inviate.</li>
</ul>
<h2><strong>Link ufficiali</strong></h2>
<p><strong>Pagina regionale dei bandi in uscita:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-in-uscita">https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-in-uscita</a></p>
<p><strong>Identificativo da ricercare nel portale:</strong><br />
28564</p>
<p><strong>Pagina regionale Cinema e audiovisivo:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Cinema-Audiovisivo">https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Cinema-Audiovisivo</a></p>
<p><strong>Pagina delle leggi e dei programmi culturali:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Leggi-Piani-e-Programmi">https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Leggi-Piani-e-Programmi</a></p>
<p><strong>Ultima edizione ufficiale disponibile – bando 2024:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Bandi-di-finanziamento/id_9241/8071">https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Bandi-di-finanziamento/id_9241/8071</a></p>
<p><strong>Bando cinematografico 2024 utilizzato come riferimento storico:</strong><br />
<a href="https://bandi.regione.marche.it/Allegati/8071/ALLEGATO_%20bando%20festival%20cinematografici.pdf">https://bandi.regione.marche.it/Allegati/8071/ALLEGATO_%20bando%20festival%20cinematografici.pdf</a></p>
<p><strong>Piattaforma SmartBandi:</strong><br />
<a href="https://smartbandi.regione.marche.it/">https://smartbandi.regione.marche.it/</a></p>
<p><strong>Regione Marche – Direzione Attività produttive, imprese e cultura:</strong><br />
<a href="mailto:direzione.culturaeimprese@regione.marche.it">direzione.culturaeimprese@regione.marche.it</a></p>
<p><strong>PEC della Direzione:</strong><br />
<a href="mailto:regione.marche.culturaeimprese@emarche.it">regione.marche.culturaeimprese@emarche.it</a></p>
<p><strong>Contatto Cinema e audiovisivo:</strong><br />
<a href="mailto:adeleanna.amadio@regione.marche.it">adeleanna.amadio@regione.marche.it</a></p>
<p><strong>Telefono:</strong><br />
0736 332964</p>
<h2><strong>Scheda rapida finale</strong></h2>
<p><strong>Titolo:</strong> Bando Festival, Rassegne e Premi cinematografici di rilievo regionale – Annualità 2026</p>
<p><strong>Identificativo regionale:</strong> 28564</p>
<p><strong>Base normativa:</strong> Legge regionale Marche n. 7/2009</p>
<p><strong>Ente titolare:</strong> Regione Marche</p>
<p><strong>Struttura competente:</strong> Direzione Attività produttive, imprese e cultura</p>
<p><strong>Territorio:</strong> Regione Marche</p>
<p><strong>Finalità:</strong> diffusione della cultura cinematografica e sostegno a festival, rassegne e premi di rilievo regionale</p>
<p><strong>Stato al 04/08/2026:</strong> bando in uscita, non ancora operativo</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> da confermare nel testo definitivo</p>
<p><strong>Destinatari indicati nella preinformativa:</strong> persone fisiche, dato da verificare</p>
<p><strong>Beneficiari della precedente edizione:</strong> associazioni e fondazioni</p>
<p><strong>Dotazione annunciata:</strong> 142.500 euro</p>
<p><strong>Contributo annunciato:</strong> fino al 50%</p>
<p><strong>Massimale annunciato:</strong> 15.000 euro</p>
<p><strong>Apertura comunicata:</strong> 31/07/2026</p>
<p><strong>Scadenza comunicata:</strong> 08/09/2026</p>
<p><strong>Scadenza indicativa del portale regionale:</strong> 15/09/2026</p>
<p><strong>Date definitive:</strong> non ancora pubblicate</p>
<p><strong>Procedura annunciata:</strong> valutativa a graduatoria</p>
<p><strong>Punteggio 2026:</strong> non ancora pubblicato</p>
<p><strong>Soglia della precedente edizione:</strong> 60 punti su 100</p>
<p><strong>Piattaforma della precedente edizione:</strong> SmartBandi</p>
<p><strong>Codice 2026:</strong> non ancora pubblicato</p>
<p><strong>Spese 2026:</strong> non ancora pubblicate</p>
<p><strong>Presentazione della domanda:</strong> non ancora disponibile</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Vuoi preparare il progetto prima della pubblicazione?</strong></h2>
<p>L’organizzatore può già definire programma, opere, direzione artistica, giuria, attività formative, rapporti con le scuole, piano di comunicazione e budget.</p>
<p>Beneficiari, date, spese, criteri e procedura dovranno però essere verificati dopo la pubblicazione del bando definitivo.</p>
<p>Atamai può affiancare associazioni, fondazioni e operatori culturali nella preparazione del progetto, nella verifica delle nuove disposizioni e nella compilazione della domanda quando la procedura sarà ufficialmente aperta.</p>
<p>Per richiedere assistenza scrivi a <strong><a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MArCHESTORIE 2026: contributi ai Comuni per raccontare tradizioni, identità e patrimonio dei borghi marchigiani</title>
		<link>https://audit50.it/marchestorie-2026-contributi-ai-comuni-per-raccontare-tradizioni-identita-e-patrimonio-dei-borghi-marchigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 20:54:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2304</guid>

					<description><![CDATA[MArCHESTORIE 2026: contributi ai Comuni per raccontare tradizioni, identità e patrimonio dei borghi marchigiani La Regione Marche prepara la sesta edizione di MArCHESTORIE, il progetto culturale dedicato alla narrazione dei borghi attraverso racconti, tradizioni, leggende, memoria collettiva, spettacoli, itinerari e attività capaci di coinvolgere le comunità locali. La misura è rivolta agli enti pubblici e&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/marchestorie-2026-contributi-ai-comuni-per-raccontare-tradizioni-identita-e-patrimonio-dei-borghi-marchigiani/">Continue reading <span class="screen-reader-text">MArCHESTORIE 2026: contributi ai Comuni per raccontare tradizioni, identità e patrimonio dei borghi marchigiani</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>MArCHESTORIE 2026: contributi ai Comuni per raccontare tradizioni, identità e patrimonio dei borghi marchigiani</h1>
<p>La Regione Marche prepara la sesta edizione di <strong>MArCHESTORIE</strong>, il progetto culturale dedicato alla narrazione dei borghi attraverso racconti, tradizioni, leggende, memoria collettiva, spettacoli, itinerari e attività capaci di coinvolgere le comunità locali.</p>
<p>La misura è rivolta agli enti pubblici e punta a trasformare il patrimonio materiale e immateriale dei territori marchigiani in un programma culturale capace di collegare:</p>
<ul>
<li>identità locale;</li>
<li>narrazione;</li>
<li>patrimonio storico e architettonico;</li>
<li>teatri storici;</li>
<li>tradizioni popolari;</li>
<li>memoria orale;</li>
<li>produzione artistica;</li>
<li>partecipazione della comunità;</li>
<li>promozione territoriale;</li>
<li>fruizione culturale.</li>
</ul>
<p>La comunicazione diffusa il 04/08/2026 anticipa un contributo a fondo perduto fino al <strong>70%</strong>, con un massimo di <strong>24.000 euro</strong>, una dotazione di <strong>158.183,34 euro</strong> e una scadenza indicata all’08/09/2026.</p>
<p>Questi dati non risultano ancora confermati da un bando operativo pubblicato sul portale regionale.</p>
<p>Alla data del 04/08/2026 la Regione Marche presenta infatti l’intervento come:</p>
<p><strong>bando di prossima uscita</strong></p>
<p>La preinformativa ufficiale riporta come data indicativa il <strong>15/09/2026</strong>, mentre non sono ancora disponibili:</p>
<ul>
<li>decreto di approvazione;</li>
<li>testo integrale del bando;</li>
<li>modulistica;</li>
<li>categorie definitive dei beneficiari;</li>
<li>elenco ufficiale delle spese;</li>
<li>criteri di valutazione;</li>
<li>soglia minima di punteggio;</li>
<li>piattaforma e codice della procedura;</li>
<li>calendario della manifestazione;</li>
<li>termini di rendicontazione.</li>
</ul>
<p>Il progetto può quindi essere preparato, ma la domanda non deve essere considerata aperta fino alla pubblicazione dell’atto ufficiale.</p>
<h2><strong>Nome ufficiale della misura</strong></h2>
<p>Il titolo pubblicato dalla Regione Marche nella preinformativa è:</p>
<p><strong>L.R. n. 4/2010 – Bando per l’assegnazione di contributi nell’ambito del Progetto “FESTIVAL MArCHESTORIE VI Edizione 2026 – Storie, racconti e tradizioni dai borghi in festa”</strong></p>
<p>L’identificativo regionale della procedura è:</p>
<p><strong>28563</strong></p>
<p>La misura è collegata alla:</p>
<p><strong>Legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4 – Norme in materia di beni e attività culturali</strong></p>
<p>Il soggetto titolare è:</p>
<p><strong>Regione Marche – Direzione Attività produttive, imprese e cultura</strong></p>
<h2><strong>Stato del bando al 04/08/2026</strong></h2>
<p>Il bando è annunciato, ma non risulta ancora aperto in forma operativa.</p>
<p>La preinformativa regionale indica:</p>
<ul>
<li>pubblicazione prevista tra luglio e agosto 2026;</li>
<li>destinatari: enti pubblici;</li>
<li>tema: cultura;</li>
<li>identificativo: 28563;</li>
<li>scadenza indicativa: 15/09/2026.</li>
</ul>
<p>La pagina regionale dedicata ai bandi in uscita chiarisce che le informazioni pubblicate in questa sezione rappresentano una pianificazione preventiva.</p>
<p>Le condizioni possono essere modificate prima dell’approvazione definitiva.</p>
<p>La preinformativa non consente quindi di:</p>
<ul>
<li>compilare una domanda;</li>
<li>prenotare il contributo;</li>
<li>protocollare un progetto;</li>
<li>attribuire validità definitiva a date e importi;</li>
<li>avviare spese confidando automaticamente nella loro ammissibilità.</li>
</ul>
<h2><strong>La differenza tra le date comunicate</strong></h2>
<p>Sono presenti due differenti indicazioni.</p>
<h3><strong>Dati della comunicazione</strong></h3>
<ul>
<li>apertura: 31/07/2026;</li>
<li>scadenza: 08/09/2026;</li>
<li>procedura: valutativa a graduatoria.</li>
</ul>
<h3><strong>Dati della preinformativa regionale</strong></h3>
<ul>
<li>misura ancora in uscita;</li>
<li>pubblicazione prevista tra luglio e agosto;</li>
<li>scadenza indicativa: 15/09/2026.</li>
</ul>
<p>La data da rispettare sarà quella contenuta nel decreto e nel bando definitivo.</p>
<p>Fino a quel momento non è prudente presentare l’08/09/2026 o il 15/09/2026 come termine certo.</p>
<h2><strong>Che cos’è MArCHESTORIE</strong></h2>
<p>MArCHESTORIE è un festival diffuso nato per raccontare le Marche attraverso le storie dei piccoli centri e dei borghi.</p>
<p>Il progetto utilizza la narrazione culturale per mettere in relazione:</p>
<ul>
<li>luoghi;</li>
<li>persone;</li>
<li>vicende storiche;</li>
<li>tradizioni;</li>
<li>leggende;</li>
<li>architetture;</li>
<li>paesaggio;</li>
<li>produzioni locali;</li>
<li>memoria collettiva;</li>
<li>spettacolo;</li>
<li>patrimonio immateriale.</li>
</ul>
<p>Le precedenti edizioni hanno coinvolto Comuni e reti territoriali nella costruzione di programmi capaci di trasformare piazze, teatri, cortili, chiese, castelli e spazi pubblici in luoghi di racconto.</p>
<p>Il progetto non dovrebbe essere interpretato come un normale contributo per una festa comunale.</p>
<p>La candidatura deve partire da una storia legata al territorio e trasformarla in un’esperienza culturale riconoscibile.</p>
<h2><strong>Obiettivi della sesta edizione</strong></h2>
<p>In base alla denominazione ufficiale e alla struttura generale del progetto, la sesta edizione intende favorire:</p>
<ul>
<li>narrazione dell’identità marchigiana;</li>
<li>valorizzazione dei borghi;</li>
<li>riscoperta di storie e tradizioni;</li>
<li>conoscenza del patrimonio culturale;</li>
<li>coinvolgimento degli abitanti;</li>
<li>trasmissione della memoria;</li>
<li>partecipazione delle giovani generazioni;</li>
<li>collaborazione tra enti e operatori;</li>
<li>valorizzazione dei teatri storici;</li>
<li>diffusione di nuovi strumenti di narrazione;</li>
<li>migliore fruizione dei beni culturali;</li>
<li>creazione di itinerari;</li>
<li>collegamento tra cultura e attrattività territoriale;</li>
<li>destagionalizzazione delle visite;</li>
<li>diffusione delle attività nei centri minori.</li>
</ul>
<p>Gli obiettivi definitivi dovranno essere verificati nel bando 2026.</p>
<h2><strong>Beneficiari</strong></h2>
<p>La preinformativa ufficiale indica come destinatari:</p>
<p><strong>enti pubblici</strong></p>
<p>Il bando definitivo dovrà specificare quali categorie potranno presentare domanda.</p>
<p>Nelle precedenti edizioni il progetto è stato rivolto principalmente a:</p>
<ul>
<li>Comuni marchigiani;</li>
<li>Unioni di Comuni;</li>
<li>reti di Comuni;</li>
<li>enti responsabili di borghi e nuclei storici.</li>
</ul>
<p>Questa precedente impostazione rappresenta un elemento utile per prepararsi, ma non può essere automaticamente trasferita all’edizione 2026.</p>
<p>Il nuovo bando dovrà chiarire:</p>
<ul>
<li>se potranno partecipare tutti i Comuni;</li>
<li>se sarà previsto un limite demografico;</li>
<li>se sarà necessaria l’iscrizione nell’Elenco regionale dei borghi storici;</li>
<li>se potranno partecipare Unioni di Comuni;</li>
<li>se saranno ammesse reti territoriali;</li>
<li>quanti enti dovranno comporre una rete;</li>
<li>chi dovrà assumere il ruolo di capofila;</li>
<li>se saranno ammessi nuclei storici o frazioni;</li>
<li>se sarà possibile coinvolgere enti privati come partner.</li>
</ul>
<h2><strong>Comuni e borghi storici</strong></h2>
<p>La Regione Marche dispone di un:</p>
<p><strong>Elenco regionale dei borghi storici</strong></p>
<p>L’Elenco viene aggiornato periodicamente e comprende agglomerati che conservano caratteristiche storiche, architettoniche, urbanistiche, culturali o paesaggistiche riconoscibili.</p>
<p>L’aggiornamento più recente disponibile è stato approvato con:</p>
<p><strong>Decreto n. 219 del 17/06/2026</strong></p>
<p>Prima della candidatura il Comune dovrebbe verificare:</p>
<ul>
<li>presenza del borgo nell’Elenco;</li>
<li>denominazione ufficiale;</li>
<li>perimetrazione;</li>
<li>eventuali frazioni comprese;</li>
<li>caratteristiche storiche;</li>
<li>dati della popolazione;</li>
<li>disponibilità degli spazi;</li>
<li>beni culturali interessati;</li>
<li>teatri storici eventualmente presenti.</li>
</ul>
<p>L’iscrizione nell’Elenco potrebbe costituire un requisito o un elemento rilevante, ma la sua applicazione alla sesta edizione dovrà essere confermata dal bando.</p>
<h2><strong>Progetti in forma singola</strong></h2>
<p>Il progetto singolo consente a un Comune di costruire una narrazione concentrata sul proprio territorio.</p>
<p>Può risultare adatto quando esistono:</p>
<ul>
<li>una storia locale forte;</li>
<li>un luogo riconoscibile;</li>
<li>un patrimonio documentato;</li>
<li>operatori culturali qualificati;</li>
<li>un programma articolato;</li>
<li>una comunità attiva;</li>
<li>spazi adeguati;</li>
<li>capacità organizzativa interna.</li>
</ul>
<p>Il Comune dovrebbe evitare di presentare una semplice somma di eventi.</p>
<p>È preferibile costruire un percorso con:</p>
<ul>
<li>tema unitario;</li>
<li>racconto principale;</li>
<li>attività complementari;</li>
<li>calendario;</li>
<li>protagonisti;</li>
<li>luoghi;</li>
<li>strategia di comunicazione;</li>
<li>risultati attesi.</li>
</ul>
<h2><strong>Progetti in rete</strong></h2>
<p>Le reti possono collegare più territori attraverso:</p>
<ul>
<li>una vicenda storica comune;</li>
<li>una tradizione;</li>
<li>un itinerario;</li>
<li>un personaggio;</li>
<li>un paesaggio culturale;</li>
<li>un’attività produttiva tradizionale;</li>
<li>una leggenda;</li>
<li>una rete di teatri;</li>
<li>un patrimonio religioso;</li>
<li>una raccolta di memorie.</li>
</ul>
<p>Il partenariato dovrebbe definire:</p>
<ul>
<li>capofila;</li>
<li>Comuni partecipanti;</li>
<li>tema comune;</li>
<li>attività di ogni ente;</li>
<li>calendario;</li>
<li>spese;</li>
<li>responsabilità;</li>
<li>comunicazione;</li>
<li>utilizzo del contributo;</li>
<li>modalità di rendicontazione;</li>
<li>gestione degli eventuali incassi.</li>
</ul>
<p>Il massimale di 24.000 euro anticipato nella comunicazione potrebbe riguardare progetti in rete, come avvenuto in precedenti edizioni, ma questo elemento deve essere confermato.</p>
<h2><strong>Area geografica</strong></h2>
<p>Le iniziative dovranno svolgersi nel territorio della:</p>
<p><strong>Regione Marche</strong></p>
<p>Il progetto dovrebbe essere realizzato:</p>
<ul>
<li>nei borghi;</li>
<li>nei centri storici;</li>
<li>nei nuclei rurali;</li>
<li>nei teatri storici;</li>
<li>negli spazi culturali;</li>
<li>nelle piazze;</li>
<li>in edifici pubblici;</li>
<li>nei luoghi direttamente collegati alla storia raccontata.</li>
</ul>
<p>L’evento deve valorizzare il luogo e non utilizzare il territorio come semplice sfondo.</p>
<h2><strong>Ente titolare e soggetti operativi</strong></h2>
<p>Il soggetto titolare è:</p>
<p><strong>Regione Marche – Direzione Attività produttive, imprese e cultura</strong></p>
<p>Nelle edizioni precedenti hanno svolto un ruolo operativo e promozionale:</p>
<ul>
<li>Fondazione Marche Cultura;</li>
<li>AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali.</li>
</ul>
<p>La presenza e le funzioni di questi soggetti nella sesta edizione dovranno essere confermate.</p>
<p>Il bando definitivo dovrà chiarire:</p>
<ul>
<li>soggetto responsabile dell’istruttoria;</li>
<li>struttura competente;</li>
<li>referente amministrativo;</li>
<li>responsabile del procedimento;</li>
<li>soggetti incaricati del coordinamento del festival;</li>
<li>obblighi di raccordo con la comunicazione regionale;</li>
<li>modalità di inserimento nel calendario comune.</li>
</ul>
<p>Atamai non è l’ente concedente né il gestore del Festival.</p>
<p>Può assistere i Comuni nella verifica preliminare, nella costruzione del progetto, nell’organizzazione del quadro economico e nella predisposizione della domanda.</p>
<h2><strong>Contributo annunciato</strong></h2>
<p>La comunicazione ricevuta indica:</p>
<ul>
<li>contributo a fondo perduto;</li>
<li>intensità massima del 70%;</li>
<li>contributo massimo di 24.000 euro;</li>
<li>dotazione complessiva di 158.183,34 euro.</li>
</ul>
<p>Questi importi non risultano ancora pubblicati nella preinformativa ufficiale.</p>
<p>Devono quindi essere considerati dati annunciati e non definitivamente applicabili.</p>
<h2><strong>Esempi di calcolo sui dati annunciati</strong></h2>
<h3><strong>Progetto da 20.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo teorico al 70%: 14.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento: 6.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 30.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo teorico: 21.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento: 9.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 34.285,71 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo teorico: 24.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento minimo: 10.285,71 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 50.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo massimo annunciato: 24.000 euro;</li>
<li>quota da coprire con altre risorse: 26.000 euro.</li>
</ul>
<p>I calcoli dovranno essere aggiornati dopo la pubblicazione del bando.</p>
<h2><strong>Cofinanziamento</strong></h2>
<p>Con un contributo massimo del 70%, il soggetto beneficiario dovrebbe garantire almeno il 30% del costo.</p>
<p>Le fonti potrebbero comprendere:</p>
<ul>
<li>risorse comunali;</li>
<li>risorse degli enti partner;</li>
<li>sponsorizzazioni;</li>
<li>contributi di fondazioni;</li>
<li>altri contributi compatibili;</li>
<li>entrate marginali;</li>
<li>biglietteria;</li>
<li>risorse di soggetti privati.</li>
</ul>
<p>Il bando dovrà precisare:</p>
<ul>
<li>quali entrate saranno ammesse;</li>
<li>se il lavoro del personale comunale potrà essere valorizzato;</li>
<li>se saranno ammessi contributi in natura;</li>
<li>come dovranno essere documentate le sponsorizzazioni;</li>
<li>se gli incassi dovranno ridurre il contributo;</li>
<li>quali regole di cumulo saranno applicate.</li>
</ul>
<h2><strong>Come costruire il racconto del borgo</strong></h2>
<p>Il progetto dovrebbe partire da una ricerca.</p>
<p>Le fonti possono comprendere:</p>
<ul>
<li>archivi comunali;</li>
<li>biblioteche;</li>
<li>testimonianze;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>fotografie;</li>
<li>documenti;</li>
<li>tradizioni orali;</li>
<li>repertori;</li>
<li>studi storici;</li>
<li>raccolte locali;</li>
<li>materiali audiovisivi;</li>
<li>fondi parrocchiali;</li>
<li>musei;</li>
<li>associazioni del territorio.</li>
</ul>
<p>Il racconto deve distinguere tra:</p>
<ul>
<li>eventi storicamente documentati;</li>
<li>memoria orale;</li>
<li>leggenda;</li>
<li>rielaborazione artistica.</li>
</ul>
<p>La presenza di elementi leggendari non rappresenta un problema, purché siano presentati come parte dell’immaginario locale e non come fatti storici accertati.</p>
<h2><strong>Spettacolo e narrazione</strong></h2>
<p>Il programma può utilizzare differenti linguaggi:</p>
<ul>
<li>teatro;</li>
<li>narrazione;</li>
<li>musica;</li>
<li>lettura;</li>
<li>danza;</li>
<li>audiovisivo;</li>
<li>installazioni;</li>
<li>podcast;</li>
<li>videomapping;</li>
<li>performance;</li>
<li>visite teatralizzate;</li>
<li>laboratori;</li>
<li>mostre;</li>
<li>itinerari.</li>
</ul>
<p>Lo spettacolo dovrebbe essere costruito intorno alla storia del luogo.</p>
<p>Un evento acquistato da un catalogo e trasferibile in qualsiasi Comune potrebbe risultare meno coerente rispetto a una produzione elaborata per il borgo.</p>
<h2><strong>Rete dei Teatri storici delle Marche</strong></h2>
<p>La valorizzazione dei teatri storici è richiamata tra gli obiettivi comunicati.</p>
<p>Un progetto può utilizzare il teatro come:</p>
<ul>
<li>luogo di rappresentazione;</li>
<li>bene da conoscere;</li>
<li>punto di partenza di un itinerario;</li>
<li>spazio per laboratori;</li>
<li>centro di una rete culturale;</li>
<li>luogo di restituzione delle memorie raccolte;</li>
<li>ambiente per contenuti digitali.</li>
</ul>
<p>Il teatro non dovrebbe essere impiegato soltanto come sala.</p>
<p>È utile raccontarne:</p>
<ul>
<li>storia;</li>
<li>architettura;</li>
<li>comunità;</li>
<li>artisti;</li>
<li>trasformazioni;</li>
<li>rapporto con il borgo.</li>
</ul>
<h2><strong>Patrimonio culturale materiale</strong></h2>
<p>Il progetto può valorizzare:</p>
<ul>
<li>castelli;</li>
<li>mura;</li>
<li>torri;</li>
<li>palazzi;</li>
<li>teatri;</li>
<li>chiese;</li>
<li>conventi;</li>
<li>musei;</li>
<li>archivi;</li>
<li>biblioteche;</li>
<li>siti archeologici;</li>
<li>piazze;</li>
<li>fontane;</li>
<li>edifici rurali;</li>
<li>percorsi storici.</li>
</ul>
<p>Le attività devono rispettare:</p>
<ul>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>tutela dei beni;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>capienza;</li>
<li>accessibilità;</li>
<li>prescrizioni della Soprintendenza;</li>
<li>disponibilità dei proprietari.</li>
</ul>
<h2><strong>Patrimonio culturale immateriale</strong></h2>
<p>MArCHESTORIE è particolarmente adatto a valorizzare:</p>
<ul>
<li>racconti;</li>
<li>leggende;</li>
<li>dialetti;</li>
<li>canti;</li>
<li>rituali;</li>
<li>devozioni;</li>
<li>feste;</li>
<li>mestieri;</li>
<li>saperi;</li>
<li>tecniche tradizionali;</li>
<li>ricette;</li>
<li>memorie del lavoro;</li>
<li>storie familiari;</li>
<li>toponimi;</li>
<li>identità delle comunità.</li>
</ul>
<p>La candidatura dovrebbe spiegare:</p>
<ul>
<li>chi custodisce la tradizione;</li>
<li>come verrà raccolta;</li>
<li>come verrà restituita;</li>
<li>come verranno coinvolti anziani e giovani;</li>
<li>quali contenuti rimarranno dopo l’evento.</li>
</ul>
<h2><strong>Partecipazione della comunità</strong></h2>
<p>Un progetto competitivo dovrebbe evitare che gli abitanti siano soltanto spettatori.</p>
<p>Possono essere coinvolti:</p>
<ul>
<li>scuole;</li>
<li>associazioni;</li>
<li>biblioteche;</li>
<li>musei;</li>
<li>Pro Loco;</li>
<li>operatori economici;</li>
<li>anziani;</li>
<li>giovani;</li>
<li>gruppi informali;</li>
<li>parrocchie;</li>
<li>studiosi;</li>
<li>artisti;</li>
<li>artigiani;</li>
<li>produttori.</li>
</ul>
<p>Le attività partecipative possono comprendere:</p>
<ul>
<li>raccolta di testimonianze;</li>
<li>laboratori;</li>
<li>call pubbliche;</li>
<li>archivi di comunità;</li>
<li>produzione di fotografie;</li>
<li>registrazione di memorie;</li>
<li>coinvolgimento nelle rappresentazioni;</li>
<li>mappatura dei luoghi;</li>
<li>creazione di contenuti digitali.</li>
</ul>
<h2><strong>Giovani e scuole</strong></h2>
<p>La partecipazione delle giovani generazioni può essere costruita attraverso:</p>
<ul>
<li>laboratori di scrittura;</li>
<li>podcast;</li>
<li>interviste agli anziani;</li>
<li>video;</li>
<li>fotografie;</li>
<li>ricerca d’archivio;</li>
<li>visite;</li>
<li>attività teatrali;</li>
<li>percorsi di cittadinanza;</li>
<li>narrazione digitale;</li>
<li>progettazione di itinerari.</li>
</ul>
<p>È utile definire:</p>
<ul>
<li>istituti coinvolti;</li>
<li>classi;</li>
<li>docenti;</li>
<li>calendario;</li>
<li>prodotti finali;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>gestione delle immagini dei minori;</li>
<li>modalità di conservazione dei contenuti.</li>
</ul>
<h2><strong>Accessibilità</strong></h2>
<p>Il progetto dovrebbe prevedere strumenti per favorire la partecipazione di:</p>
<ul>
<li>persone con disabilità;</li>
<li>anziani;</li>
<li>famiglie;</li>
<li>persone con difficoltà linguistiche;</li>
<li>persone con limitazioni sensoriali;</li>
<li>visitatori che non possono accedere fisicamente a tutti gli spazi.</li>
</ul>
<p>Possono essere considerate:</p>
<ul>
<li>sottotitolazione;</li>
<li>audiodescrizione;</li>
<li>LIS;</li>
<li>testi semplificati;</li>
<li>percorsi accessibili;</li>
<li>supporti digitali;</li>
<li>visite dedicate;</li>
<li>trasporto locale;</li>
<li>informazioni chiare sugli ostacoli presenti.</li>
</ul>
<h2><strong>Comunicazione</strong></h2>
<p>MArCHESTORIE è un festival diffuso e richiede una comunicazione coordinata.</p>
<p>Il piano dovrebbe comprendere:</p>
<ul>
<li>identità visiva;</li>
<li>logo regionale;</li>
<li>calendario;</li>
<li>sito comunale;</li>
<li>social media;</li>
<li>ufficio stampa;</li>
<li>materiali;</li>
<li>fotografie;</li>
<li>video;</li>
<li>rapporti con il sistema regionale;</li>
<li>informazioni turistiche;</li>
<li>prenotazioni;</li>
<li>restituzione dei risultati.</li>
</ul>
<p>Il Comune dovrà rispettare le linee grafiche che verranno indicate dal bando e dai soggetti incaricati del coordinamento.</p>
<h2><strong>Spese da preparare, ma non ancora confermate</strong></h2>
<p>In attesa del bando, possono essere costruiti preventivi per categorie potenzialmente coerenti come:</p>
<ul>
<li>direzione artistica;</li>
<li>ricerca storica;</li>
<li>scrittura;</li>
<li>regia;</li>
<li>artisti;</li>
<li>attori;</li>
<li>musicisti;</li>
<li>tecnici;</li>
<li>allestimenti temporanei;</li>
<li>noleggi;</li>
<li>service audio e luci;</li>
<li>comunicazione;</li>
<li>grafica;</li>
<li>stampa;</li>
<li>produzione video;</li>
<li>laboratori;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>permessi;</li>
<li>assicurazioni;</li>
<li>trasporti tecnici;</li>
<li>ospitalità degli artisti;</li>
<li>personale direttamente dedicato;</li>
<li>accessibilità;</li>
<li>documentazione.</li>
</ul>
<p>L’ammissibilità di ogni voce dovrà essere verificata nel bando definitivo.</p>
<h2><strong>Spese da trattare con cautela</strong></h2>
<p>Non devono essere considerate automaticamente ammissibili:</p>
<ul>
<li>lavori edilizi;</li>
<li>manutenzione;</li>
<li>acquisto di immobili;</li>
<li>acquisto di attrezzature durevoli;</li>
<li>arredi permanenti;</li>
<li>spese ordinarie del Comune;</li>
<li>personale comunale;</li>
<li>vitto e alloggio;</li>
<li>premi;</li>
<li>acquisto di automezzi;</li>
<li>attività commerciali;</li>
<li>prodotti enogastronomici;</li>
<li>somministrazione;</li>
<li>costi sostenuti prima della data ammessa;</li>
<li>IVA recuperabile;</li>
<li>spese generali;</li>
<li>volontariato valorizzato economicamente.</li>
</ul>
<h2><strong>Procedura di presentazione</strong></h2>
<p>La procedura telematica non è ancora confermata.</p>
<p>La Regione Marche utilizza normalmente piattaforme digitali come:</p>
<ul>
<li>SmartBandi;</li>
<li>SIGEF;</li>
<li>altri sistemi regionali dedicati.</li>
</ul>
<p>Il bando dovrà specificare:</p>
<ul>
<li>piattaforma;</li>
<li>codice della procedura;</li>
<li>accesso tramite SPID, CIE o CNS;</li>
<li>soggetto abilitato;</li>
<li>possibilità di delega;</li>
<li>firma digitale;</li>
<li>formato degli allegati;</li>
<li>protocollazione;</li>
<li>marca da bollo, se applicabile.</li>
</ul>
<p>Gli enti pubblici devono verificare tempestivamente:</p>
<ul>
<li>identità digitale del compilatore;</li>
<li>delega;</li>
<li>poteri del firmatario;</li>
<li>PEC;</li>
<li>firma digitale;</li>
<li>dimensione dei file;</li>
<li>funzionamento della piattaforma.</li>
</ul>
<h2><strong>Documenti da predisporre</strong></h2>
<p>In attesa della pubblicazione possono essere preparati:</p>
<ul>
<li>deliberazione o determinazione dell’ente;</li>
<li>progetto culturale;</li>
<li>relazione storica;</li>
<li>programma;</li>
<li>calendario;</li>
<li>quadro economico;</li>
<li>piano delle entrate;</li>
<li>piano delle spese;</li>
<li>impegno al cofinanziamento;</li>
<li>accordo di rete;</li>
<li>individuazione del capofila;</li>
<li>lettere dei partner;</li>
<li>curriculum del direttore artistico;</li>
<li>curriculum degli operatori;</li>
<li>preventivi;</li>
<li>documentazione del borgo;</li>
<li>fotografie;</li>
<li>mappe;</li>
<li>attestazione dell’iscrizione nell’Elenco dei borghi;</li>
<li>piano di comunicazione;</li>
<li>piano di accessibilità;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>modalità di monitoraggio;</li>
<li>indicatori;</li>
<li>eventuale piano di sicurezza.</li>
</ul>
<h2><strong>Valutazione e graduatoria</strong></h2>
<p>La comunicazione ricevuta definisce la procedura:</p>
<p><strong>valutativa a graduatoria</strong></p>
<p>La griglia 2026 non è ancora pubblicata.</p>
<p>Il progetto dovrebbe comunque essere preparato per dimostrare:</p>
<ul>
<li>qualità culturale;</li>
<li>solidità della narrazione;</li>
<li>collegamento con il territorio;</li>
<li>coinvolgimento della comunità;</li>
<li>partecipazione dei giovani;</li>
<li>collaborazione tra Comuni;</li>
<li>valorizzazione del patrimonio;</li>
<li>utilizzo dei teatri storici;</li>
<li>accessibilità;</li>
<li>comunicazione;</li>
<li>sostenibilità economica;</li>
<li>capacità organizzativa;</li>
<li>risultati misurabili.</li>
</ul>
<p>Non è possibile indicare un punteggio minimo fino alla pubblicazione dell’avviso.</p>
<h2><strong>Indicatori utili</strong></h2>
<p>Il Comune può predisporre indicatori come:</p>
<ul>
<li>numero degli eventi;</li>
<li>giornate di attività;</li>
<li>luoghi coinvolti;</li>
<li>partecipanti;</li>
<li>scuole;</li>
<li>studenti;</li>
<li>associazioni;</li>
<li>artisti;</li>
<li>volontari;</li>
<li>contenuti prodotti;</li>
<li>testimonianze raccolte;</li>
<li>visualizzazioni;</li>
<li>accessi ai beni;</li>
<li>visite guidate;</li>
<li>materiali digitali;</li>
<li>presenze turistiche;</li>
<li>operatori economici coinvolti;</li>
<li>Comuni della rete;</li>
<li>persone con disabilità raggiunte.</li>
</ul>
<p>Gli indicatori devono essere realistici e verificabili.</p>
<h2><strong>Rendicontazione</strong></h2>
<p>Le modalità 2026 non sono ancora pubblicate.</p>
<p>È comunque opportuno impostare fin dall’inizio:</p>
<ul>
<li>CUP;</li>
<li>conto o capitolo dedicato;</li>
<li>contabilità separata;</li>
<li>incarichi;</li>
<li>contratti;</li>
<li>procedure di affidamento;</li>
<li>fatture;</li>
<li>mandati;</li>
<li>quietanze;</li>
<li>bonifici;</li>
<li>documentazione delle attività;</li>
<li>fotografie;</li>
<li>registri delle presenze;</li>
<li>materiale di comunicazione;</li>
<li>relazione finale;</li>
<li>indicatori.</li>
</ul>
<p>Gli enti pubblici devono rispettare il Codice dei contratti e le regole interne sugli affidamenti.</p>
<h2><strong>Affidamento di servizi culturali</strong></h2>
<p>Il Comune deve distinguere tra:</p>
<ul>
<li>progettazione;</li>
<li>direzione artistica;</li>
<li>produzione;</li>
<li>prestazioni degli artisti;</li>
<li>servizi tecnici;</li>
<li>comunicazione;</li>
<li>allestimento;</li>
<li>sicurezza.</li>
</ul>
<p>Gli atti devono indicare:</p>
<ul>
<li>oggetto;</li>
<li>importo;</li>
<li>fornitore;</li>
<li>procedura;</li>
<li>motivazione;</li>
<li>CIG, quando richiesto;</li>
<li>CUP;</li>
<li>collegamento con il progetto;</li>
<li>tracciabilità.</li>
</ul>
<h2><strong>Suggerimenti operativi</strong></h2>
<h3><strong>Non considerare il bando già aperto</strong></h3>
<p>La preinformativa non consente di presentare domanda.</p>
<h3><strong>Verificare l’iscrizione del borgo</strong></h3>
<p>L’Elenco regionale è stato aggiornato nel giugno 2026.</p>
<h3><strong>Individuare una storia precisa</strong></h3>
<p>Un progetto generico sul territorio è meno efficace di una narrazione riconoscibile.</p>
<h3><strong>Coinvolgere la comunità</strong></h3>
<p>Le testimonianze e la partecipazione rendono il progetto più autentico.</p>
<h3><strong>Costruire una rete sostanziale</strong></h3>
<p>Ogni Comune deve avere attività e responsabilità.</p>
<h3><strong>Predisporre il cofinanziamento</strong></h3>
<p>La quota comunale o dei partner deve essere approvata formalmente.</p>
<h3><strong>Richiedere preventivi</strong></h3>
<p>I costi devono essere realistici e coerenti con le procedure pubbliche.</p>
<h3><strong>Preparare una versione modulare</strong></h3>
<p>Se il contributo viene ridotto, il progetto deve poter essere rimodulato.</p>
<h3><strong>Attendere le regole sulle spese</strong></h3>
<p>Un costo coerente culturalmente può comunque non essere ammissibile amministrativamente.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<p>Prima della pubblicazione:</p>
<ul>
<li>verificare la presenza del borgo nell’Elenco regionale;</li>
<li>individuare la storia;</li>
<li>raccogliere fonti;</li>
<li>coinvolgere archivio e biblioteca;</li>
<li>individuare gli operatori;</li>
<li>costruire il partenariato;</li>
<li>definire il capofila;</li>
<li>preparare il programma;</li>
<li>selezionare i luoghi;</li>
<li>verificare le autorizzazioni;</li>
<li>predisporre i preventivi;</li>
<li>definire il cofinanziamento;</li>
<li>approvare gli atti preliminari;</li>
<li>predisporre il piano di comunicazione;</li>
<li>predisporre il piano di accessibilità;</li>
<li>verificare SPID e firma digitale.</li>
</ul>
<p>Dopo la pubblicazione:</p>
<ul>
<li>controllare beneficiari;</li>
<li>verificare il limite demografico;</li>
<li>controllare i Comuni e i borghi ammessi;</li>
<li>verificare la forma singola o associata;</li>
<li>controllare il numero minimo della rete;</li>
<li>verificare dotazione;</li>
<li>controllare intensità e massimale;</li>
<li>leggere le spese ammissibili;</li>
<li>controllare le date delle spese;</li>
<li>verificare il calendario del Festival;</li>
<li>studiare i criteri;</li>
<li>simulare il punteggio;</li>
<li>identificare la piattaforma;</li>
<li>scaricare la modulistica;</li>
<li>predisporre firma e delega;</li>
<li>trasmettere la domanda;</li>
<li>verificare il protocollo;</li>
<li>conservare la ricevuta.</li>
</ul>
<h2><strong>Link ufficiali</strong></h2>
<p><strong>Preinformativa ufficiale del bando – identificativo 28563:</strong><br />
<a href="https://contenuti.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-in-uscita/idbando/6759">https://contenuti.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-in-uscita/idbando/6759</a></p>
<p><strong>Pagina regionale dei bandi in uscita:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-in-uscita">https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-in-uscita</a></p>
<p><strong>Pagina regionale dei bandi attivi:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-attivi">https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-attivi</a></p>
<p><strong>Elenco e informazioni sui borghi storici:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Marche-Turismo/Borghi-storici">https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Marche-Turismo/Borghi-storici</a></p>
<p><strong>Elenco aggiornato dei borghi storici – Decreto n. 219 del 17/06/2026:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Marche-Turismo/Borghi-storici">https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Marche-Turismo/Borghi-storici</a></p>
<p><strong>Piattaforma SmartBandi:</strong><br />
<a href="https://smartbandi.regione.marche.it/">https://smartbandi.regione.marche.it/</a></p>
<p><strong>Portale SIGEF:</strong><br />
<a href="https://sigef2027.regione.marche.it/">https://sigef2027.regione.marche.it/</a></p>
<p><strong>Sito della Regione Marche:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/">https://www.regione.marche.it/</a></p>
<h2><strong>Scheda rapida finale</strong></h2>
<p><strong>Titolo:</strong> FESTIVAL MArCHESTORIE VI Edizione 2026 – Storie, racconti e tradizioni dai borghi in festa</p>
<p><strong>Base normativa:</strong> Legge regionale Marche n. 4/2010</p>
<p><strong>Identificativo:</strong> 28563</p>
<p><strong>Ente titolare:</strong> Regione Marche</p>
<p><strong>Struttura:</strong> Direzione Attività produttive, imprese e cultura</p>
<p><strong>Destinatari ufficialmente indicati:</strong> enti pubblici</p>
<p><strong>Beneficiari specifici:</strong> da confermare nel bando</p>
<p><strong>Territorio:</strong> Regione Marche</p>
<p><strong>Finalità:</strong> valorizzazione dei borghi attraverso storie, tradizioni, memoria e patrimonio culturale</p>
<p><strong>Stato al 04/08/2026:</strong> bando in uscita, non ancora operativo</p>
<p><strong>Pubblicazione prevista:</strong> luglio-agosto 2026</p>
<p><strong>Dotazione comunicata:</strong> 158.183,34 euro</p>
<p><strong>Contributo comunicato:</strong> fino al 70%</p>
<p><strong>Massimale comunicato:</strong> 24.000 euro</p>
<p><strong>Apertura comunicata:</strong> 31/07/2026</p>
<p><strong>Scadenza comunicata:</strong> 08/09/2026</p>
<p><strong>Scadenza indicativa nella preinformativa:</strong> 15/09/2026</p>
<p><strong>Date definitive:</strong> da confermare</p>
<p><strong>Procedura annunciata:</strong> valutativa a graduatoria</p>
<p><strong>Punteggio minimo:</strong> non ancora pubblicato</p>
<p><strong>Spese ammissibili:</strong> non ancora pubblicate</p>
<p><strong>Piattaforma:</strong> non ancora confermata</p>
<p><strong>Presentazione della domanda:</strong> non ancora disponibile</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Vuoi preparare il progetto in attesa del bando?</strong></h2>
<p>Il Comune può iniziare a raccogliere le fonti, verificare l’iscrizione del borgo, definire la storia da raccontare, coinvolgere gli operatori culturali, costruire la rete territoriale e predisporre un quadro economico modulare.</p>
<p>Le date, il contributo e le spese dovranno però essere verificati dopo la pubblicazione del bando definitivo.</p>
<p>Atamai può affiancare il Comune nella preparazione preliminare, nella costruzione del progetto, nell’organizzazione della rete e nel controllo della domanda dopo l’apertura ufficiale.</p>
<p>Per richiedere assistenza scrivi a <strong><a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Istituzioni culturali delle Marche: contributi 2026 per attività, patrimonio e servizi culturali</title>
		<link>https://audit50.it/istituzioni-culturali-delle-marche-contributi-2026-per-attivita-patrimonio-e-servizi-culturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 20:52:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2302</guid>

					<description><![CDATA[Istituzioni culturali delle Marche: contributi 2026 per attività, patrimonio e servizi culturali La Regione Marche prepara una nuova edizione del sostegno annuale destinato alle istituzioni culturali di rilievo regionale, cioè agli enti che operano stabilmente nella ricerca, nella formazione, nella conservazione e nella diffusione della cultura e che risultano iscritti nell’apposito Elenco regionale. La segnalazione&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/istituzioni-culturali-delle-marche-contributi-2026-per-attivita-patrimonio-e-servizi-culturali/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Istituzioni culturali delle Marche: contributi 2026 per attività, patrimonio e servizi culturali</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Istituzioni culturali delle Marche: contributi 2026 per attività, patrimonio e servizi culturali</h1>
<p>La Regione Marche prepara una nuova edizione del sostegno annuale destinato alle istituzioni culturali di rilievo regionale, cioè agli enti che operano stabilmente nella ricerca, nella formazione, nella conservazione e nella diffusione della cultura e che risultano iscritti nell’apposito Elenco regionale.</p>
<p>La segnalazione diffusa il 4 agosto indica una dotazione di <strong>140.000 euro</strong>, un contributo fino al <strong>50% delle spese ammissibili</strong> e un importo massimo di <strong>6.000 euro per beneficiario</strong>.</p>
<p>Questi dati devono però essere trattati con prudenza.</p>
<p>Alla data del <strong>04/08/2026</strong>, il portale ufficiale della Regione Marche classifica ancora l’intervento come bando di prossima pubblicazione. Il decreto di approvazione, il testo operativo e la modulistica 2026 non risultano ancora disponibili nella pagina istituzionale dedicata.</p>
<p>Esiste inoltre una differenza tra le date comunicate:</p>
<ul>
<li>la segnalazione indica apertura il 31/07/2026 e scadenza l’08/09/2026;</li>
<li>la preinformativa regionale riporta il 15/09/2026 come data indicativa.</li>
</ul>
<p>Prima di trasmettere qualsiasi pratica sarà quindi necessario verificare la pubblicazione del bando definitivo. La data riportata nell’atto ufficiale della Regione Marche avrà prevalenza su tutte le comunicazioni di sintesi.</p>
<p>Nel frattempo, le istituzioni già iscritte nell’Elenco regionale possono preparare la relazione sulle attività, il bilancio preventivo, la documentazione sul patrimonio culturale gestito e gli elementi necessari a dimostrare il valore pubblico del proprio lavoro.</p>
<h2><strong>Nome ufficiale della misura</strong></h2>
<p>Il titolo pubblicato nella preinformativa regionale è:</p>
<p><strong>L.R. n. 4/2010 – Bando per la concessione di contributi alle Istituzioni culturali di rilievo regionale iscritte nell’Elenco regionale – Annualità 2026</strong></p>
<p>Il codice identificativo regionale è:</p>
<p><strong>28562</strong></p>
<p>La base normativa è rappresentata dall’articolo 12 della:</p>
<p><strong>Legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4 – Norme in materia di beni e attività culturali</strong></p>
<p>La legge istituisce l’Elenco delle istituzioni culturali di rilievo regionale e consente alla Regione Marche di sostenere l’attività e il patrimonio degli enti che possiedono i requisiti richiesti.</p>
<h2><strong>Stato della misura al 4 agosto 2026</strong></h2>
<p>Alla sera del 4 agosto il bando non risulta ancora pubblicato nella forma operativa completa.</p>
<p>Sono disponibili:</p>
<ul>
<li>la preinformativa regionale;</li>
<li>il titolo della misura;</li>
<li>il codice identificativo 28562;</li>
<li>il riferimento alla Legge regionale n. 4/2010;</li>
<li>la struttura regionale competente;</li>
<li>la pagina dell’Elenco delle istituzioni culturali.</li>
</ul>
<p>Non risultano ancora disponibili nella pagina ufficiale:</p>
<ul>
<li>decreto di approvazione;</li>
<li>testo integrale del bando 2026;</li>
<li>disciplinare delle spese;</li>
<li>griglia di valutazione;</li>
<li>modulistica;</li>
<li>codice della procedura informatica;</li>
<li>orari definitivi di apertura e chiusura;</li>
<li>modalità di rendicontazione;</li>
<li>scadenze per la realizzazione delle attività;</li>
<li>disciplina delle eventuali anticipazioni;</li>
<li>indicazione ufficiale del contributo massimo.</li>
</ul>
<p>I dati economici e temporali riportati nella comunicazione devono quindi essere verificati dopo la pubblicazione dell’atto.</p>
<h2><strong>Dati annunciati per l’edizione 2026</strong></h2>
<p>La segnalazione ricevuta riporta:</p>
<ul>
<li>dotazione complessiva: <strong>140.000 euro</strong>;</li>
<li>intensità massima: <strong>50%</strong>;</li>
<li>contributo massimo: <strong>6.000 euro</strong>;</li>
<li>procedura: valutativa;</li>
<li>apertura indicata: <strong>31/07/2026</strong>;</li>
<li>scadenza indicata: <strong>08/09/2026</strong>.</li>
</ul>
<p>Questi elementi sono utili per una prima programmazione, ma non devono essere presentati come definitivamente operativi fino alla pubblicazione del bando regionale.</p>
<p>La preinformativa ufficiale riporta invece, al momento:</p>
<ul>
<li>pubblicazione prevista tra luglio e agosto;</li>
<li>scadenza indicativa: <strong>15/09/2026</strong>.</li>
</ul>
<h2><strong>Che cosa sono le istituzioni culturali di rilievo regionale</strong></h2>
<p>Le istituzioni culturali sono soggetti che svolgono in modo continuativo attività di interesse pubblico nei settori della cultura, dello studio e della conoscenza.</p>
<p>Possono custodire o gestire:</p>
<ul>
<li>biblioteche;</li>
<li>archivi;</li>
<li>fondi documentali;</li>
<li>collezioni;</li>
<li>musei;</li>
<li>raccolte fotografiche;</li>
<li>patrimonio musicale;</li>
<li>materiale audiovisivo;</li>
<li>documentazione cinematografica;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>fondi personali;</li>
<li>testimonianze della storia regionale;</li>
<li>patrimoni scientifici e artistici.</li>
</ul>
<p>Non si tratta necessariamente di enti che organizzano grandi eventi.</p>
<p>Il loro valore deriva spesso dalla capacità di assicurare nel tempo:</p>
<ul>
<li>conservazione;</li>
<li>catalogazione;</li>
<li>ricerca;</li>
<li>accessibilità;</li>
<li>attività editoriale;</li>
<li>formazione;</li>
<li>divulgazione;</li>
<li>apertura al pubblico;</li>
<li>collaborazione con scuole e università;</li>
<li>supporto agli studiosi;</li>
<li>produzione di conoscenza.</li>
</ul>
<p>La Regione Marche definisce queste istituzioni come elementi essenziali del pluralismo culturale e riconosce il carattere continuativo del servizio offerto alla comunità.</p>
<h2><strong>Beneficiari</strong></h2>
<p>Il requisito fondamentale è l’iscrizione all’:</p>
<p><strong>Elenco regionale delle istituzioni culturali di rilievo regionale</strong></p>
<p>Possono essere iscritte all’Elenco le persone giuridiche private:</p>
<ul>
<li>riconosciute;</li>
<li>non riconosciute;</li>
<li>prive di finalità di lucro;</li>
<li>operanti effettivamente nella cultura;</li>
<li>dotate dei requisiti previsti dalla disciplina regionale.</li>
</ul>
<p>Tra le forme giuridiche interessate possono rientrare:</p>
<ul>
<li>associazioni;</li>
<li>fondazioni;</li>
<li>accademie;</li>
<li>centri studi;</li>
<li>istituti storici;</li>
<li>enti culturali;</li>
<li>altre persone giuridiche private senza scopo di lucro.</li>
</ul>
<p>La semplice denominazione di “associazione culturale” non è sufficiente.</p>
<p>Il soggetto deve risultare formalmente inserito nell’Elenco regionale e deve mantenere i requisiti che ne hanno consentito l’iscrizione.</p>
<h2><strong>L’iscrizione all’Elenco è obbligatoria</strong></h2>
<p>L’iscrizione non rappresenta un elemento premiale, ma una condizione preliminare.</p>
<p>Un’associazione culturale marchigiana che non compare nell’Elenco non può presumere di partecipare direttamente al bando annuale.</p>
<p>Occorre distinguere due procedimenti:</p>
<ol>
<li>iscrizione e permanenza nell’Elenco regionale;</li>
<li>domanda annuale di contributo.</li>
</ol>
<p>L’iscrizione all’Elenco non comporta automaticamente il riconoscimento del contributo.</p>
<p>L’istituzione deve presentare ogni anno la domanda prevista dal bando, rispettare i requisiti e superare la valutazione.</p>
<h2><strong>Requisiti generali dell’istituzione</strong></h2>
<p>La disciplina dell’Elenco richiede che l’ente:</p>
<ul>
<li>sia una persona giuridica privata;</li>
<li>operi senza fini di lucro;</li>
<li>svolga attività culturale effettiva;</li>
<li>presenti continuità operativa;</li>
<li>operi con un adeguato livello scientifico;</li>
<li>possieda finalità culturali coerenti nello statuto;</li>
<li>svolga attività di interesse pubblico;</li>
<li>disponga di un’organizzazione adeguata;</li>
<li>renda accessibili attività o patrimonio;</li>
<li>mantenga aggiornate le informazioni comunicate alla Regione.</li>
</ul>
<p>Il bando 2026 potrà richiedere ulteriori condizioni, tra cui:</p>
<ul>
<li>regolarità contributiva;</li>
<li>regolarità fiscale;</li>
<li>assenza di cause di esclusione;</li>
<li>corretto adempimento delle precedenti rendicontazioni;</li>
<li>disponibilità di una PEC;</li>
<li>firma digitale;</li>
<li>conto corrente intestato all’ente;</li>
<li>rispetto degli obblighi del Terzo settore, quando applicabili.</li>
</ul>
<p>Questi requisiti dovranno essere controllati nel testo definitivo.</p>
<h2><strong>Continuità dell’attività culturale</strong></h2>
<p>L’istituzione deve dimostrare che la propria attività non è occasionale.</p>
<p>La continuità può risultare da:</p>
<ul>
<li>programmi annuali;</li>
<li>aperture periodiche;</li>
<li>attività di ricerca;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>convegni;</li>
<li>seminari;</li>
<li>consultazione di archivi e biblioteche;</li>
<li>inventariazione;</li>
<li>catalogazione;</li>
<li>collaborazioni con università;</li>
<li>attività con le scuole;</li>
<li>gestione continuativa di collezioni;</li>
<li>servizi agli studiosi;</li>
<li>produzione editoriale;</li>
<li>presenza organizzativa stabile.</li>
</ul>
<p>Una singola manifestazione annuale potrebbe non essere sufficiente a qualificare un soggetto come istituzione culturale di rilievo regionale.</p>
<h2><strong>Elevato livello scientifico</strong></h2>
<p>L’attività deve possedere una qualità culturale e scientifica riconoscibile.</p>
<p>Possono essere utilizzati come elementi dimostrativi:</p>
<ul>
<li>comitato scientifico;</li>
<li>curriculum dei responsabili;</li>
<li>collaborazioni universitarie;</li>
<li>presenza di studiosi;</li>
<li>pubblicazioni con comitato editoriale;</li>
<li>cataloghi;</li>
<li>inventari;</li>
<li>ricerche originali;</li>
<li>convegni;</li>
<li>citazioni;</li>
<li>riconoscimenti;</li>
<li>accordi con istituzioni nazionali;</li>
<li>partecipazione a reti;</li>
<li>gestione professionale del patrimonio.</li>
</ul>
<p>Il livello scientifico non dipende esclusivamente dalla presenza di professori universitari.</p>
<p>Deve risultare dal metodo utilizzato, dalla qualità delle attività e dalla rilevanza dei risultati.</p>
<h2><strong>Finalità culturali nello statuto</strong></h2>
<p>Prima della domanda è opportuno verificare che lo statuto comprenda in modo chiaro attività come:</p>
<ul>
<li>ricerca;</li>
<li>studio;</li>
<li>conservazione;</li>
<li>tutela;</li>
<li>formazione;</li>
<li>educazione;</li>
<li>valorizzazione;</li>
<li>divulgazione;</li>
<li>gestione di archivi;</li>
<li>gestione di biblioteche;</li>
<li>gestione di collezioni;</li>
<li>promozione della cultura;</li>
<li>attività editoriale;</li>
<li>organizzazione di iniziative scientifiche.</li>
</ul>
<p>Uno statuto troppo generico può rendere difficile dimostrare la coerenza tra natura dell’ente e progetto presentato.</p>
<h2><strong>Territorio interessato</strong></h2>
<p>La misura riguarda istituzioni culturali riconosciute dalla:</p>
<p><strong>Regione Marche</strong></p>
<p>Le attività finanziate devono avere un interesse regionale e una ricaduta sul territorio marchigiano.</p>
<p>L’ente dovrebbe dimostrare:</p>
<ul>
<li>rapporto con la storia e la cultura delle Marche;</li>
<li>rilevanza del patrimonio conservato;</li>
<li>accessibilità per la comunità regionale;</li>
<li>capacità di operare oltre il solo ambito comunale;</li>
<li>collaborazioni territoriali;</li>
<li>coinvolgimento di utenti, scuole, studiosi o cittadini;</li>
<li>diffusione dei risultati.</li>
</ul>
<p>Non è sufficiente che la sede dell’associazione sia localizzata nelle Marche.</p>
<p>L’attività deve possedere un effettivo valore culturale pubblico.</p>
<h2><strong>Enti già presenti nell’Elenco regionale</strong></h2>
<p>L’Elenco regionale comprende, tra gli altri:</p>
<ul>
<li>Accademia Georgica di Treia;</li>
<li>Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti;</li>
<li>Accademia Raffaello;</li>
<li>Associazione Biblioteca Archivio Vittorio Bobbato;</li>
<li>Centro di Studi Storici Maceratesi;</li>
<li>Centro Nazionale di Studi Leopardiani;</li>
<li>Centro Studi Gabriele Galantara;</li>
<li>Centro Studi Osvaldo Licini;</li>
<li>Centro Studi Romolo Murri;</li>
<li>Centro Studi Vitruviani;</li>
<li>Deputazione di Storia Patria per le Marche;</li>
<li>Ente Olivieri;</li>
<li>Fondazione Ermanno Casoli;</li>
<li>Fondazione Federico II Hohenstaufen;</li>
<li>Fondazione Fedrigoni;</li>
<li>Fondazione Gioachino Rossini;</li>
<li>Fondazione Romolo Murri;</li>
<li>Istituto Campana per l’Istruzione Permanente;</li>
<li>Istituto Gramsci Marche;</li>
<li>istituti storici della Resistenza;</li>
<li>società e centri di studi storici.</li>
</ul>
<p>L’elenco completo e aggiornato deve essere consultato sulla pagina ufficiale della Regione.</p>
<h2><strong>Ente titolare e soggetto gestore</strong></h2>
<p>L’ente titolare e gestore della misura è:</p>
<p><strong>Regione Marche</strong></p>
<p>La struttura indicata nella preinformativa è:</p>
<p><strong>Direzione Attività produttive, imprese e cultura</strong></p>
<p>Il referente riportato nella preinformativa è:</p>
<p><strong>Simone Serritelli</strong></p>
<p>La Regione cura:</p>
<ul>
<li>approvazione del bando;</li>
<li>apertura della procedura;</li>
<li>ricezione delle istanze;</li>
<li>verifica dei requisiti;</li>
<li>valutazione delle domande;</li>
<li>determinazione dei contributi;</li>
<li>approvazione degli esiti;</li>
<li>erogazione;</li>
<li>controllo delle rendicontazioni;</li>
<li>eventuale revoca.</li>
</ul>
<p>Atamai non è l’ente concedente e non partecipa alla valutazione.</p>
<p>Può assistere l’istituzione nella verifica della posizione nell’Elenco, nell’organizzazione del programma culturale, nella predisposizione del bilancio e nel controllo formale della domanda.</p>
<h2><strong>Forma ed entità del contributo</strong></h2>
<p>Secondo i dati comunicati, il sostegno dovrebbe assumere la forma di:</p>
<p><strong>contributo a fondo perduto</strong></p>
<p>L’intensità indicata è:</p>
<p><strong>50% delle spese ammissibili</strong></p>
<p>Il contributo massimo indicato è:</p>
<p><strong>6.000 euro</strong></p>
<p>Il valore dovrà essere confermato dal bando ufficiale.</p>
<h2><strong>Esempi di calcolo sui dati annunciati</strong></h2>
<h3><strong>Programma da 6.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>spesa: 6.000 euro;</li>
<li>contributo teorico al 50%: 3.000 euro;</li>
<li>quota dell’istituzione: 3.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Programma da 10.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo teorico: 5.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento: 5.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Programma da 12.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo teorico: 6.000 euro;</li>
<li>quota dell’istituzione: 6.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Programma da 20.000 euro</strong></h3>
<p>Il 50% sarebbe pari a 10.000 euro, ma il massimale annunciato limiterebbe il contributo a:</p>
<ul>
<li>contributo: 6.000 euro;</li>
<li>quota da coprire con altre risorse: 14.000 euro.</li>
</ul>
<p>Questi calcoli sono indicativi e dovranno essere aggiornati sulla base del testo definitivo.</p>
<h2><strong>Dotazione finanziaria annunciata</strong></h2>
<p>La dotazione comunicata è pari a:</p>
<p><strong>140.000 euro</strong></p>
<p>Con un massimale di 6.000 euro, le risorse potrebbero finanziare teoricamente almeno 23 contributi pieni.</p>
<p>Il numero effettivo potrebbe essere superiore quando:</p>
<ul>
<li>alcuni enti richiedono importi inferiori;</li>
<li>la spesa ammissibile viene rideterminata;</li>
<li>il contributo viene ripartito proporzionalmente;</li>
<li>il bando prevede un metodo di distribuzione collegato al punteggio.</li>
</ul>
<p>Il sistema di calcolo non è ancora confermato.</p>
<h2><strong>Quali attività preparare</strong></h2>
<p>In attesa del bando definitivo, le istituzioni possono strutturare il proprio programma annuale intorno alle funzioni riconosciute dalla Legge regionale.</p>
<p>Possono essere descritte attività come:</p>
<ul>
<li>studio e ricerca;</li>
<li>catalogazione;</li>
<li>inventariazione;</li>
<li>conservazione;</li>
<li>digitalizzazione;</li>
<li>accessibilità del patrimonio;</li>
<li>formazione;</li>
<li>iniziative educative;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>convegni;</li>
<li>seminari;</li>
<li>apertura di biblioteche e archivi;</li>
<li>attività museali;</li>
<li>consultazione di fondi;</li>
<li>produzione di strumenti bibliografici;</li>
<li>divulgazione;</li>
<li>valorizzazione di personalità e patrimoni marchigiani;</li>
<li>collaborazioni con scuole e università.</li>
</ul>
<p>Questo elenco indica possibili ambiti progettuali, non rappresenta ancora l’elenco ufficiale delle spese ammissibili 2026.</p>
<h2><strong>Ricerca e produzione culturale</strong></h2>
<p>Un progetto può descrivere:</p>
<ul>
<li>oggetto della ricerca;</li>
<li>fonti utilizzate;</li>
<li>gruppo scientifico;</li>
<li>metodologia;</li>
<li>risultati attesi;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>restituzione pubblica;</li>
<li>ricaduta sul territorio;</li>
<li>modalità di conservazione dei risultati.</li>
</ul>
<p>È preferibile evitare proposte generiche come “promozione della cultura”.</p>
<p>Occorre indicare:</p>
<ul>
<li>quale patrimonio viene studiato;</li>
<li>perché è rilevante;</li>
<li>chi svolge il lavoro;</li>
<li>quale risultato viene prodotto;</li>
<li>chi potrà utilizzarlo.</li>
</ul>
<h2><strong>Archivi e biblioteche</strong></h2>
<p>Le istituzioni che gestiscono archivi e biblioteche possono preparare attività relative a:</p>
<ul>
<li>riordino;</li>
<li>inventariazione;</li>
<li>catalogazione;</li>
<li>digitalizzazione;</li>
<li>conservazione preventiva;</li>
<li>accesso degli studiosi;</li>
<li>apertura al pubblico;</li>
<li>valorizzazione dei fondi;</li>
<li>produzione di guide;</li>
<li>esposizioni documentarie;</li>
<li>attività didattiche;</li>
<li>gestione di fondi personali;</li>
<li>pubblicazione di fonti.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve quantificare:</p>
<ul>
<li>documenti interessati;</li>
<li>fondi;</li>
<li>ore di apertura;</li>
<li>utenti;</li>
<li>record catalografici;</li>
<li>immagini digitalizzate;</li>
<li>risultati accessibili online;</li>
<li>interventi conservativi.</li>
</ul>
<h2><strong>Collezioni museali e artistiche</strong></h2>
<p>Per collezioni e patrimoni museali possono essere preparate attività come:</p>
<ul>
<li>studio;</li>
<li>catalogazione;</li>
<li>documentazione fotografica;</li>
<li>aggiornamento degli inventari;</li>
<li>apertura;</li>
<li>visite;</li>
<li>attività educative;</li>
<li>percorsi tematici;</li>
<li>divulgazione;</li>
<li>valorizzazione digitale;</li>
<li>collaborazione con scuole;</li>
<li>pubblicazione di cataloghi.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve distinguere tra:</p>
<ul>
<li>attività ordinaria;</li>
<li>progetto specifico;</li>
<li>costi generali;</li>
<li>risultati misurabili.</li>
</ul>
<h2><strong>Patrimonio musicale e audiovisivo</strong></h2>
<p>Le istituzioni che conservano musica, registrazioni, fotografie o audiovisivi possono sviluppare:</p>
<ul>
<li>catalogazione;</li>
<li>digitalizzazione;</li>
<li>restauro digitale;</li>
<li>descrizione dei supporti;</li>
<li>indicizzazione;</li>
<li>gestione dei diritti;</li>
<li>creazione di archivi consultabili;</li>
<li>presentazioni pubbliche;</li>
<li>attività di studio;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>podcast e contenuti divulgativi.</li>
</ul>
<p>Devono essere affrontati:</p>
<ul>
<li>titolarità dei diritti;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>trattamento dei dati personali;</li>
<li>conservazione dei file;</li>
<li>copie di sicurezza;</li>
<li>formati;</li>
<li>accessibilità.</li>
</ul>
<h2><strong>Formazione e attività educative</strong></h2>
<p>Possono essere preparati programmi rivolti a:</p>
<ul>
<li>studenti;</li>
<li>insegnanti;</li>
<li>ricercatori;</li>
<li>cittadini;</li>
<li>operatori culturali;</li>
<li>volontari;</li>
<li>giovani studiosi.</li>
</ul>
<p>Le attività possono comprendere:</p>
<ul>
<li>seminari;</li>
<li>laboratori;</li>
<li>lezioni;</li>
<li>visite;</li>
<li>tirocini;</li>
<li>incontri;</li>
<li>percorsi didattici;</li>
<li>formazione sulla gestione del patrimonio;</li>
<li>formazione archivistica e bibliografica.</li>
</ul>
<p>La proposta dovrebbe precisare:</p>
<ul>
<li>destinatari;</li>
<li>numero di partecipanti;</li>
<li>durata;</li>
<li>docenti;</li>
<li>materiali;</li>
<li>risultati;</li>
<li>modalità di verifica.</li>
</ul>
<h2><strong>Pubblicazioni</strong></h2>
<p>Le istituzioni culturali svolgono spesso attività editoriale.</p>
<p>Il progetto può riguardare, quando ammesso:</p>
<ul>
<li>monografie;</li>
<li>atti di convegni;</li>
<li>edizioni critiche;</li>
<li>cataloghi;</li>
<li>riviste;</li>
<li>strumenti di consultazione;</li>
<li>pubblicazioni digitali;</li>
<li>inventari;</li>
<li>guide.</li>
</ul>
<p>È opportuno indicare:</p>
<ul>
<li>piano editoriale;</li>
<li>autori;</li>
<li>curatori;</li>
<li>comitato scientifico;</li>
<li>tiratura;</li>
<li>distribuzione;</li>
<li>versione digitale;</li>
<li>accessibilità;</li>
<li>diritti;</li>
<li>calendario.</li>
</ul>
<h2><strong>Spese da non considerare ancora confermate</strong></h2>
<p>Fino alla pubblicazione del bando non è possibile affermare con certezza l’ammissibilità di:</p>
<ul>
<li>personale;</li>
<li>collaborazioni;</li>
<li>compensi scientifici;</li>
<li>stampa;</li>
<li>acquisto di libri;</li>
<li>acquisto di attrezzature;</li>
<li>digitalizzazione;</li>
<li>software;</li>
<li>sito internet;</li>
<li>spese di comunicazione;</li>
<li>utenze;</li>
<li>affitto;</li>
<li>assicurazioni;</li>
<li>manutenzione;</li>
<li>viaggi;</li>
<li>ospitalità;</li>
<li>beni durevoli;</li>
<li>IVA;</li>
<li>spese generali.</li>
</ul>
<p>Ogni voce dovrà essere confrontata con il disciplinare 2026.</p>
<h2><strong>Come preparare il bilancio preventivo</strong></h2>
<p>Il quadro economico dovrebbe distinguere:</p>
<ul>
<li>personale;</li>
<li>collaborazioni;</li>
<li>servizi;</li>
<li>materiali;</li>
<li>comunicazione;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>digitalizzazione;</li>
<li>noleggi;</li>
<li>spese organizzative;</li>
<li>altre voci coerenti.</li>
</ul>
<p>Per ogni costo occorre indicare:</p>
<ul>
<li>attività collegata;</li>
<li>importo;</li>
<li>criterio di calcolo;</li>
<li>eventuale preventivo;</li>
<li>periodo;</li>
<li>soggetto che sosterrà la spesa;</li>
<li>fonte di copertura.</li>
</ul>
<p>Il bilancio deve risultare equilibrato.</p>
<p>Le entrate possono comprendere:</p>
<ul>
<li>contributo regionale;</li>
<li>risorse proprie;</li>
<li>quote associative;</li>
<li>contributi di altri enti;</li>
<li>sponsorizzazioni;</li>
<li>donazioni;</li>
<li>entrate da attività;</li>
<li>altri fondi compatibili.</li>
</ul>
<h2><strong>Procedura di presentazione</strong></h2>
<p>La modalità definitiva non è ancora confermata nell’atto operativo.</p>
<p>La Regione Marche utilizza per numerosi bandi culturali la piattaforma:</p>
<p><strong>SmartBandi</strong></p>
<p>Non è però prudente considerarla obbligatoria per l’edizione 2026 fino alla pubblicazione delle istruzioni.</p>
<p>Il bando dovrà chiarire:</p>
<ul>
<li>piattaforma;</li>
<li>codice della procedura;</li>
<li>soggetto autorizzato alla compilazione;</li>
<li>sistemi di identità digitale;</li>
<li>firma;</li>
<li>formato degli allegati;</li>
<li>marca da bollo;</li>
<li>eventuale esenzione;</li>
<li>modalità di protocollazione.</li>
</ul>
<h2><strong>Documenti da preparare</strong></h2>
<p>In attesa della modulistica, è utile raccogliere:</p>
<ul>
<li>statuto aggiornato;</li>
<li>atto costitutivo;</li>
<li>documento del legale rappresentante;</li>
<li>provvedimento di iscrizione nell’Elenco;</li>
<li>attestazione di permanenza dei requisiti;</li>
<li>relazione sull’attività 2025;</li>
<li>programma culturale 2026;</li>
<li>bilancio consuntivo;</li>
<li>bilancio preventivo;</li>
<li>elenco del patrimonio gestito;</li>
<li>curriculum dell’istituzione;</li>
<li>curriculum del responsabile scientifico;</li>
<li>elenco delle pubblicazioni;</li>
<li>dati sugli utenti;</li>
<li>dati sulle aperture;</li>
<li>accordi con scuole e università;</li>
<li>eventuali preventivi;</li>
<li>IBAN intestato all’ente;</li>
<li>firma digitale;</li>
<li>PEC;</li>
<li>documentazione fiscale e contributiva;</li>
<li>precedenti rendicontazioni regionali.</li>
</ul>
<h2><strong>Valutazione</strong></h2>
<p>La comunicazione definisce la procedura come:</p>
<p><strong>valutativa</strong></p>
<p>La griglia 2026 non è ancora pubblicata.</p>
<p>È ragionevole preparare il progetto affinché dimostri:</p>
<ul>
<li>continuità dell’attività;</li>
<li>qualità scientifica;</li>
<li>rilevanza regionale;</li>
<li>valore del patrimonio;</li>
<li>accessibilità;</li>
<li>numero e qualità degli utenti;</li>
<li>collaborazione con il territorio;</li>
<li>sostenibilità economica;</li>
<li>capacità organizzativa;</li>
<li>risultati misurabili;</li>
<li>correttezza delle precedenti rendicontazioni.</li>
</ul>
<p>Questi elementi rappresentano una guida progettuale, non l’attribuzione ufficiale dei punteggi.</p>
<h2><strong>Indicatori utili</strong></h2>
<p>L’istituzione può raccogliere dati come:</p>
<ul>
<li>giornate di apertura;</li>
<li>ore di apertura;</li>
<li>utenti;</li>
<li>studiosi accolti;</li>
<li>studenti coinvolti;</li>
<li>documenti consultati;</li>
<li>record catalogati;</li>
<li>volumi conservati;</li>
<li>fondi archivistici;</li>
<li>immagini digitalizzate;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>convegni;</li>
<li>partecipanti;</li>
<li>collaborazioni;</li>
<li>progetti scientifici;</li>
<li>accessi online;</li>
<li>contenuti resi disponibili;</li>
<li>attività con le scuole.</li>
</ul>
<p>I dati quantitativi rendono più credibile la descrizione dell’attività.</p>
<h2><strong>Rendicontazione</strong></h2>
<p>Le regole 2026 saranno definite nel bando.</p>
<p>È comunque opportuno predisporre fin dall’inizio:</p>
<ul>
<li>conto corrente intestato all’istituzione;</li>
<li>contabilità separata o codice dedicato;</li>
<li>fatture;</li>
<li>contratti;</li>
<li>incarichi;</li>
<li>bonifici;</li>
<li>estratti conto;</li>
<li>ricevute;</li>
<li>prospetti del personale;</li>
<li>documentazione delle attività;</li>
<li>fotografie;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>registri delle presenze;</li>
<li>materiale promozionale.</li>
</ul>
<p>I pagamenti dovrebbero essere tracciabili e direttamente riconducibili al beneficiario.</p>
<h2><strong>Attenzione ai precedenti contributi</strong></h2>
<p>Prima della nuova domanda occorre verificare che eventuali contributi precedenti siano stati:</p>
<ul>
<li>utilizzati correttamente;</li>
<li>rendicontati;</li>
<li>liquidati;</li>
<li>integrati con i documenti richiesti;</li>
<li>chiusi senza contestazioni.</li>
</ul>
<p>Una rendicontazione incompleta potrebbe creare problemi nella nuova istruttoria.</p>
<h2><strong>Suggerimenti operativi</strong></h2>
<h3><strong>Controllare l’Elenco regionale</strong></h3>
<p>Il primo passaggio è verificare che l’istituzione risulti ancora iscritta.</p>
<h3><strong>Non confondere iscrizione e contributo</strong></h3>
<p>L’iscrizione consente di partecipare, ma non garantisce l’agevolazione.</p>
<h3><strong>Preparare una relazione annuale documentata</strong></h3>
<p>La relazione deve contenere attività, numeri, risultati e patrimonio gestito.</p>
<h3><strong>Selezionare un programma specifico</strong></h3>
<p>È preferibile presentare un progetto riconoscibile invece di un elenco generico di spese ordinarie.</p>
<h3><strong>Dimostrare la rilevanza regionale</strong></h3>
<p>Occorre spiegare perché l’attività superi il solo interesse locale.</p>
<h3><strong>Raccogliere dati sugli utenti</strong></h3>
<p>Accessi, partecipanti, studiosi e studenti rafforzano la candidatura.</p>
<h3><strong>Predisporre il bilancio in anticipo</strong></h3>
<p>Il cofinanziamento deve essere realistico e documentabile.</p>
<h3><strong>Non utilizzare ancora date e aliquote come definitive</strong></h3>
<p>Occorre attendere il decreto attuativo.</p>
<h3><strong>Controllare il portale regionale</strong></h3>
<p>La preinformativa non equivale all’apertura della procedura.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<p>Prima della pubblicazione:</p>
<ul>
<li>verificare l’iscrizione nell’Elenco regionale;</li>
<li>controllare statuto e atto costitutivo;</li>
<li>aggiornare i dati dell’ente;</li>
<li>verificare PEC e firma digitale;</li>
<li>predisporre la relazione sull’attività;</li>
<li>raccogliere dati quantitativi;</li>
<li>definire il programma 2026;</li>
<li>predisporre il quadro economico;</li>
<li>individuare il cofinanziamento;</li>
<li>raccogliere preventivi;</li>
<li>verificare le precedenti rendicontazioni;</li>
<li>controllare la regolarità contributiva e fiscale;</li>
<li>raccogliere curriculum e pubblicazioni.</li>
</ul>
<p>Dopo la pubblicazione:</p>
<ul>
<li>verificare la data ufficiale di apertura;</li>
<li>verificare la scadenza ufficiale;</li>
<li>controllare l’orario;</li>
<li>verificare dotazione e massimale;</li>
<li>controllare la percentuale;</li>
<li>leggere le spese ammissibili;</li>
<li>verificare i criteri;</li>
<li>identificare la piattaforma;</li>
<li>scaricare la modulistica;</li>
<li>verificare il bollo;</li>
<li>controllare le modalità di firma;</li>
<li>verificare il codice della procedura;</li>
<li>inviare la domanda;</li>
<li>controllare la protocollazione;</li>
<li>conservare la ricevuta.</li>
</ul>
<h2><strong>Link ufficiali</strong></h2>
<p><strong>Preinformativa regionale – identificativo 28562:</strong><br />
<a href="https://static.regione.marche.it/Amministrazione-Trasparente/Bandi-di-gara-e-contratti/Gare-Bandite/id_8362/28562">https://static.regione.marche.it/Amministrazione-Trasparente/Bandi-di-gara-e-contratti/Gare-Bandite/id_8362/28562</a></p>
<p><strong>Pagina dei bandi di prossima uscita:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-in-uscita">https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-in-uscita</a></p>
<p><strong>Pagina dei bandi attivi:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-attivi">https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-attivi</a></p>
<p><strong>Istituzioni e associazioni culturali:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Istituzioni-e-Associazioni-Culturali">https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Istituzioni-e-Associazioni-Culturali</a></p>
<p><strong>Elenco delle istituzioni culturali di rilievo regionale:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Istituzioni-e-Associazioni-Culturali">https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Cultura/Istituzioni-e-Associazioni-Culturali</a></p>
<p><strong>Piattaforma SmartBandi:</strong><br />
<a href="https://smartbandi.regione.marche.it/">https://smartbandi.regione.marche.it/</a></p>
<p><strong>PEC del settore cultura:</strong><br />
<a href="mailto:regione.marche.funzionebac@emarche.it">regione.marche.funzionebac@emarche.it</a></p>
<p><strong>Email generale del settore:</strong><br />
<a href="mailto:settore.beniattivitaculturali@regione.marche.it">settore.beniattivitaculturali@regione.marche.it</a></p>
<p><strong>Contatto indicato nella preinformativa:</strong><br />
<a href="mailto:simone.serritelli@regione.marche.it">simone.serritelli@regione.marche.it</a></p>
<h2><strong>Scheda rapida finale</strong></h2>
<p><strong>Titolo:</strong> Bando per la concessione di contributi alle Istituzioni culturali di rilievo regionale – Annualità 2026</p>
<p><strong>Codice regionale:</strong> 28562</p>
<p><strong>Base normativa:</strong> Legge regionale Marche n. 4/2010, articolo 12</p>
<p><strong>Ente titolare:</strong> Regione Marche</p>
<p><strong>Struttura:</strong> Direzione Attività produttive, imprese e cultura</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> istituzioni culturali iscritte nell’Elenco regionale</p>
<p><strong>Forme giuridiche:</strong> persone giuridiche private senza fini di lucro</p>
<p><strong>Attività:</strong> culturali, educative e artistiche svolte con continuità e adeguato livello scientifico</p>
<p><strong>Territorio:</strong> Regione Marche</p>
<p><strong>Dotazione comunicata:</strong> 140.000 euro</p>
<p><strong>Contributo comunicato:</strong> fino al 50%</p>
<p><strong>Massimale comunicato:</strong> 6.000 euro</p>
<p><strong>Apertura comunicata:</strong> 31/07/2026</p>
<p><strong>Scadenza comunicata:</strong> 08/09/2026</p>
<p><strong>Data riportata nella preinformativa regionale:</strong> 15/09/2026</p>
<p><strong>Stato al 04/08/2026:</strong> bando non ancora pubblicato in forma operativa sul portale regionale</p>
<p><strong>Procedura annunciata:</strong> valutativa</p>
<p><strong>Punteggio:</strong> non ancora pubblicato</p>
<p><strong>Spese ammissibili:</strong> non ancora pubblicate</p>
<p><strong>Piattaforma:</strong> da confermare nel bando definitivo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Vuoi prepararti alla pubblicazione del bando?</strong></h2>
<p>Il primo controllo riguarda l’effettiva presenza dell’ente nell’Elenco regionale. È poi necessario predisporre una relazione documentata sulle attività, un programma culturale definito, un bilancio equilibrato e dati capaci di dimostrare continuità, rilevanza regionale e qualità scientifica.</p>
<p>Atamai può affiancare l’istituzione nella verifica preliminare, nella costruzione del programma, nella preparazione del quadro economico e nel controllo della domanda dopo la pubblicazione del bando definitivo.</p>
<p>Per richiedere assistenza scrivi a <strong><a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Premi, rassegne e festival multidisciplinari nelle Marche: contributi fino a 40.000 euro</title>
		<link>https://audit50.it/premi-rassegne-e-festival-multidisciplinari-nelle-marche-contributi-fino-a-40-000-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 20:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2300</guid>

					<description><![CDATA[Premi, rassegne e festival multidisciplinari nelle Marche: contributi fino a 40.000 euro La Regione Marche finanzia l’organizzazione di premi, rassegne e festival multidisciplinari capaci di valorizzare l’identità culturale regionale, coinvolgere le comunità locali e costruire collegamenti tra patrimonio, ricerca, produzione artistica e strumenti contemporanei di comunicazione. Il bando dispone di una dotazione complessiva di 452.197,76&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/premi-rassegne-e-festival-multidisciplinari-nelle-marche-contributi-fino-a-40-000-euro/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Premi, rassegne e festival multidisciplinari nelle Marche: contributi fino a 40.000 euro</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Premi, rassegne e festival multidisciplinari nelle Marche: contributi fino a 40.000 euro</h1>
<p>La Regione Marche finanzia l’organizzazione di premi, rassegne e festival multidisciplinari capaci di valorizzare l’identità culturale regionale, coinvolgere le comunità locali e costruire collegamenti tra patrimonio, ricerca, produzione artistica e strumenti contemporanei di comunicazione.</p>
<p>Il bando dispone di una dotazione complessiva di <strong>452.197,76 euro</strong> e concede contributi a fondo perduto fino al <strong>60% delle spese ammissibili</strong>, con un massimo di <strong>40.000 euro per progetto</strong>.</p>
<p>Il costo complessivo dell’iniziativa non può essere inferiore a <strong>20.000 euro</strong>.</p>
<p>Il soggetto proponente deve quindi assicurare almeno il <strong>40% di cofinanziamento</strong>, utilizzando risorse proprie, contributi di soggetti diversi dalla Regione Marche, sponsorizzazioni o ricavi marginali collegati all’evento.</p>
<p>Le domande possono essere presentate attraverso la piattaforma SmartBandi:</p>
<ul>
<li>dalle ore 10:00 del 31/07/2026;</li>
<li>alle ore 17:00 dell’08/09/2026.</li>
</ul>
<p>La procedura è valutativa a graduatoria. Per accedere al contributo è necessario ottenere almeno <strong>60 punti su 100</strong>.</p>
<h2><strong>Nome ufficiale del bando</strong></h2>
<p>La denominazione ufficiale è:</p>
<p><strong>Bando per il sostegno a Premi, Rassegne e Festival multidisciplinari – Annualità 2026</strong></p>
<p>La misura costituisce il Bando n. 2 del:</p>
<p><strong>Bando Unico Cultura della Regione Marche – Annualità 2026</strong></p>
<p>Il quadro normativo comprende:</p>
<ul>
<li>Legge regionale 9 febbraio 2010, n. 4, relativa ai beni e alle attività culturali;</li>
<li>Piano triennale della Cultura 2025-2027;</li>
<li>Programma annuale Cultura 2026 – Primo stralcio;</li>
<li>Deliberazione amministrativa n. 100 del 05/08/2025;</li>
<li>DGR n. 978 del 27/07/2026;</li>
<li>decreto di approvazione del Bando Unico Cultura 2026.</li>
</ul>
<h2><strong>Finalità dell’intervento</strong></h2>
<p>La Regione intende sostenere manifestazioni che sappiano:</p>
<ul>
<li>raccontare l’identità delle Marche;</li>
<li>valorizzare luoghi, paesaggi e patrimonio culturale;</li>
<li>coinvolgere le comunità locali;</li>
<li>promuovere la partecipazione delle giovani generazioni;</li>
<li>attivare collaborazioni tra enti, imprese e istituzioni culturali;</li>
<li>produrre contenuti culturali di qualità;</li>
<li>sviluppare modelli organizzativi innovativi;</li>
<li>ridurre gli squilibri territoriali;</li>
<li>raggiungere un pubblico regionale, nazionale o internazionale;</li>
<li>valorizzare la Rete dei Teatri storici delle Marche;</li>
<li>rafforzare il legame tra iniziativa culturale e territorio.</li>
</ul>
<p>Il bando non sostiene un generico calendario di intrattenimento.</p>
<p>Il progetto deve possedere una chiara impostazione culturale, un responsabile artistico o scientifico qualificato, un programma articolato e una capacità documentabile di produrre ricadute sul territorio.</p>
<h2><strong>Le due misure disponibili</strong></h2>
<p>Il bando è suddiviso in due linee.</p>
<h3><strong>Misura A: manifestazioni storicizzate</strong></h3>
<p>La Misura A è dedicata alle iniziative:</p>
<ul>
<li>radicate nel territorio;</li>
<li>con edizione prevista nel 2026;</li>
<li>con una storicità superiore a cinque anni.</li>
</ul>
<p>Rientrano quindi eventi che abbiano già sviluppato:</p>
<ul>
<li>un’identità riconoscibile;</li>
<li>una presenza stabile;</li>
<li>un rapporto con il pubblico;</li>
<li>collaborazioni territoriali;</li>
<li>continuità artistica o scientifica;</li>
<li>una documentabile risonanza.</li>
</ul>
<p>Alla Misura A è destinato inizialmente il <strong>60% delle risorse complessive</strong>.</p>
<h3><strong>Misura B: proposte nuove o più recenti</strong></h3>
<p>La Misura B sostiene:</p>
<ul>
<li>progetti innovativi;</li>
<li>iniziative originali;</li>
<li>manifestazioni con storicità fino a cinque anni;</li>
<li>eventi con edizione prevista nel 2026.</li>
</ul>
<p>Questa linea non è necessariamente riservata a eventi realizzati per la prima volta.</p>
<p>Possono accedere anche manifestazioni che abbiano già svolto alcune edizioni, purché la loro storicità non superi cinque anni.</p>
<p>Alla Misura B è destinato inizialmente il <strong>40% delle risorse complessive</strong>.</p>
<p>La Regione può rimodulare la ripartizione tra le due misure in relazione:</p>
<ul>
<li>al numero delle domande;</li>
<li>ai progetti ammessi;</li>
<li>al fabbisogno espresso;</li>
<li>alle economie;</li>
<li>alle risorse che dovessero rendersi disponibili.</li>
</ul>
<h2><strong>Una sola misura e un solo progetto</strong></h2>
<p>Ogni soggetto può:</p>
<ul>
<li>partecipare soltanto alla Misura A oppure alla Misura B;</li>
<li>presentare un solo progetto;</li>
<li>assumere una sola posizione nel bando.</li>
</ul>
<p>Un soggetto non può quindi essere contemporaneamente:</p>
<ul>
<li>proponente singolo di un progetto;</li>
<li>capofila di un’altra rete;</li>
<li>partner di un ulteriore progetto.</li>
</ul>
<p>In caso di invii multipli viene considerata l’ultima domanda trasmessa e protocollata, secondo le regole generali del Bando Unico.</p>
<p>Lo stesso progetto non può essere candidato su più bandi della Direzione Attività produttive, imprese e cultura.</p>
<h2><strong>Beneficiari</strong></h2>
<p>Possono presentare domanda:</p>
<ul>
<li>associazioni private;</li>
<li>fondazioni private, escluse quelle bancarie;</li>
<li>imprese culturali;</li>
<li>altre imprese con finalità statutarie culturali;</li>
<li>imprese con un codice ATECO coerente con il settore culturale;</li>
<li>Comuni;</li>
<li>Unioni di Comuni;</li>
<li>Unioni montane;</li>
<li>enti strumentali degli enti locali.</li>
</ul>
<p>Le associazioni e le fondazioni devono possedere finalità culturali chiaramente indicate nello statuto.</p>
<p>Le imprese devono dimostrare la propria natura culturale attraverso:</p>
<ul>
<li>oggetto sociale;</li>
<li>attività statutaria;</li>
<li>codice ATECO;</li>
<li>attività effettivamente esercitata;</li>
<li>esperienza maturata.</li>
</ul>
<p>La sola presenza di un’attività secondaria collegata alla comunicazione o agli eventi non rende automaticamente ammissibile un’impresa.</p>
<h2><strong>Sede nelle Marche</strong></h2>
<p>Il soggetto richiedente deve possedere:</p>
<ul>
<li>sede legale nelle Marche;</li>
<li>oppure sede operativa nelle Marche.</li>
</ul>
<p>La sede operativa deve essere reale e collegata all’attività svolta.</p>
<p>Potranno essere verificati:</p>
<ul>
<li>visura camerale;</li>
<li>statuto;</li>
<li>atto costitutivo;</li>
<li>unità locale;</li>
<li>sede organizzativa;</li>
<li>indirizzo indicato nella domanda;</li>
<li>attività svolte nel territorio.</li>
</ul>
<p>Anche l’intero progetto deve essere realizzato nelle Marche.</p>
<p>Non sono ammessi progetti attuati, anche soltanto in parte, fuori dal territorio regionale.</p>
<h2><strong>Partecipazione in rete</strong></h2>
<p>Il progetto può essere presentato da una rete composta da almeno:</p>
<p><strong>tre soggetti ammissibili</strong></p>
<p>I soggetti che compongono formalmente la rete devono:</p>
<ul>
<li>possedere i requisiti del bando;</li>
<li>avere sede legale o operativa nelle Marche;</li>
<li>sottoscrivere una lettera di intenti o altro accordo;</li>
<li>assumere un ruolo preciso;</li>
<li>indicare attività e responsabilità;</li>
<li>poter sostenere le spese assegnate.</li>
</ul>
<p>La domanda deve individuare:</p>
<ul>
<li>capofila;</li>
<li>partner;</li>
<li>attività di ciascun componente;</li>
<li>organizzazione;</li>
<li>budget;</li>
<li>spese attribuite ai diversi soggetti;</li>
<li>modalità di collaborazione.</li>
</ul>
<p>La partecipazione in rete può attribuire fino a cinque punti.</p>
<p>Il capofila rimane l’unico referente nei confronti della Regione e riceve il contributo complessivo.</p>
<h2><strong>Partner esterni alle Marche</strong></h2>
<p>È possibile coinvolgere soggetti che non possiedono sede legale o operativa nelle Marche.</p>
<p>Questi soggetti possono contribuire al progetto sotto il profilo:</p>
<ul>
<li>artistico;</li>
<li>scientifico;</li>
<li>culturale;</li>
<li>promozionale;</li>
<li>organizzativo.</li>
</ul>
<p>Non vengono però conteggiati tra i tre componenti necessari per costituire formalmente la rete.</p>
<p>Le spese sostenute direttamente da questi partner esterni non vengono riconosciute.</p>
<p>Le prestazioni acquistate dal beneficiario marchigiano presso professionisti, artisti o fornitori esterni rimangono invece valutabili, purché:</p>
<ul>
<li>siano previste dal progetto;</li>
<li>siano intestate al beneficiario o ai partner formali;</li>
<li>siano documentate;</li>
<li>siano pagate in modo tracciabile;</li>
<li>siano coerenti con le attività.</li>
</ul>
<h2><strong>Tipologie di iniziativa</strong></h2>
<p>Il progetto deve configurarsi come:</p>
<ul>
<li>premio;</li>
<li>rassegna;</li>
<li>festival multidisciplinare.</li>
</ul>
<h3><strong>Rassegna</strong></h3>
<p>Una rassegna è un ciclo di appuntamenti sviluppato in un arco temporale esteso e costruito attorno a:</p>
<ul>
<li>un tema;</li>
<li>un settore culturale;</li>
<li>un autore;</li>
<li>un luogo;</li>
<li>un periodo storico;</li>
<li>una ricerca;</li>
<li>una comunità.</li>
</ul>
<p>Non è sufficiente riunire eventi indipendenti in un unico calendario.</p>
<p>Deve emergere un’impostazione culturale comune.</p>
<h3><strong>Festival multidisciplinare</strong></h3>
<p>Il festival è una manifestazione concentrata in un periodo definito, composta da più proposte culturali collegate da un progetto unitario.</p>
<p>Può combinare, per esempio:</p>
<ul>
<li>presentazioni di libri;</li>
<li>incontri con autori e studiosi;</li>
<li>mostre temporanee;</li>
<li>contenuti audiovisivi;</li>
<li>attività musicali;</li>
<li>interventi teatrali;</li>
<li>attività di divulgazione;</li>
<li>visite e percorsi culturali.</li>
</ul>
<p>Deve avere un pubblico non limitato a un ambito strettamente locale e una capacità di coinvolgimento territoriale adeguata.</p>
<h3><strong>Premio</strong></h3>
<p>Il premio deve prevedere:</p>
<ul>
<li>un riconoscimento;</li>
<li>una selezione;</li>
<li>criteri definiti;</li>
<li>persone, opere o progetti candidati;</li>
<li>una relazione con il territorio o con le finalità culturali del bando.</li>
</ul>
<p>Il riconoscimento deve rappresentare il centro di un’iniziativa culturale strutturata e non una semplice consegna di denaro.</p>
<h2><strong>Che cosa significa davvero “multidisciplinare”</strong></h2>
<p>Il bando contiene una precisazione importante.</p>
<p>La multidisciplinarietà non consiste nel sommare più discipline appartenenti allo stesso settore.</p>
<p>Un evento con:</p>
<ul>
<li>teatro;</li>
<li>danza;</li>
<li>circo;</li>
<li>musica dal vivo;</li>
</ul>
<p>rimane prevalentemente un progetto di spettacolo dal vivo.</p>
<p>Non diventa automaticamente multidisciplinare soltanto perché comprende più forme di spettacolo.</p>
<p>Per questo bando, la multidisciplinarietà richiede il collegamento tra settori culturali differenti.</p>
<p>Un progetto può, per esempio, integrare:</p>
<ul>
<li>letteratura;</li>
<li>patrimonio storico;</li>
<li>arti visive;</li>
<li>cinema;</li>
<li>ricerca;</li>
<li>divulgazione;</li>
<li>spettacolo;</li>
<li>archivi;</li>
<li>musei;</li>
<li>memoria locale.</li>
</ul>
<p>Le componenti riconducibili a spettacolo dal vivo, cinema, turismo, artigianato o altri settori possono essere presenti, ma non devono prevalere sul carattere culturale complessivo finanziato dalla Legge regionale n. 4/2010.</p>
<h2><strong>Progetti esclusi perché appartenenti ad altri settori</strong></h2>
<p>Non sono ammessi i progetti prevalentemente riferibili a:</p>
<ul>
<li>cinema e audiovisivo;</li>
<li>spettacolo dal vivo;</li>
<li>accoglienza turistica;</li>
<li>artigianato;</li>
<li>enogastronomia;</li>
<li>sport;</li>
<li>rievocazioni storiche;</li>
<li>ambiente;</li>
<li>folklore;</li>
<li>arte contemporanea già sostenuta da una specifica linea regionale;</li>
<li>animazione territoriale;</li>
<li>laboratori per bambini;</li>
<li>intrattenimento per l’infanzia;</li>
<li>teatro amatoriale.</li>
</ul>
<p>Queste attività possono essere presenti soltanto come componenti subordinate e funzionali a un progetto realmente multidisciplinare.</p>
<p>Un festival gastronomico con qualche concerto non diventa un progetto culturale multidisciplinare.</p>
<p>Una rassegna teatrale composta da più generi non rientra automaticamente nella misura.</p>
<h2><strong>Requisiti fondamentali del progetto</strong></h2>
<p>L’iniziativa deve:</p>
<ul>
<li>prevedere un’edizione nel 2026;</li>
<li>essere coerente con la normativa regionale sulla cultura;</li>
<li>non avere fini di lucro;</li>
<li>perseguire obiettivi sociali e culturali;</li>
<li>non avere carattere commerciale prevalente;</li>
<li>svolgersi integralmente nelle Marche;</li>
<li>avere un costo complessivo di almeno 20.000 euro;</li>
<li>presentare un bilancio preventivo in pareggio;</li>
<li>garantire almeno il 40% di cofinanziamento;</li>
<li>prevedere spese correnti;</li>
<li>possedere un programma articolato;</li>
<li>indicare risultati e modalità di monitoraggio.</li>
</ul>
<p>Il bilancio consuntivo dovrà risultare a sua volta in pareggio, comprendendo il contributo regionale.</p>
<h2><strong>Periodo di realizzazione</strong></h2>
<p>Le attività possono essere realizzate:</p>
<ul>
<li>dal 01/01/2026;</li>
<li>al 31/03/2027.</li>
</ul>
<p>Il bando può quindi sostenere anche eventi già avviati o conclusi prima della pubblicazione, purché rispettino tutte le condizioni previste.</p>
<p>L’eventuale avvio anticipato rimane a rischio del soggetto proponente, che non possiede la certezza del finanziamento prima dell’approvazione della graduatoria.</p>
<h2><strong>Dotazione finanziaria</strong></h2>
<p>La dotazione complessiva è pari a:</p>
<p><strong>452.197,76 euro</strong></p>
<p>L’importo è ripartito tra:</p>
<ul>
<li>377.197,76 euro sull’annualità 2026;</li>
<li>75.000 euro sull’annualità 2027.</li>
</ul>
<p>La distribuzione iniziale tra le misure è:</p>
<ul>
<li>60% alla Misura A;</li>
<li>40% alla Misura B.</li>
</ul>
<p>Le risorse possono essere spostate tra le due linee quando emergano:</p>
<ul>
<li>economie;</li>
<li>differenze nel numero dei progetti;</li>
<li>graduatorie incapienti;</li>
<li>ulteriori disponibilità.</li>
</ul>
<h2><strong>Entità del contributo</strong></h2>
<p>Il contributo regionale può coprire fino al:</p>
<p><strong>60% del costo ammissibile</strong></p>
<p>Il massimale è pari a:</p>
<p><strong>40.000 euro per progetto</strong></p>
<p>Il contributo non può superare:</p>
<ul>
<li>la percentuale del 60%;</li>
<li>il limite di 40.000 euro;</li>
<li>il disavanzo del progetto;</li>
<li>la spesa riconosciuta;</li>
<li>l’importo richiesto.</li>
</ul>
<h2><strong>Cofinanziamento minimo</strong></h2>
<p>Il proponente deve garantire almeno il:</p>
<p><strong>40% del costo complessivo</strong></p>
<p>Il cofinanziamento può essere composto da:</p>
<ul>
<li>risorse proprie;</li>
<li>contributi comunali;</li>
<li>contributi statali;</li>
<li>contributi di fondazioni;</li>
<li>sponsorizzazioni;</li>
<li>ricavi marginali da biglietteria;</li>
<li>altre entrate non regionali.</li>
</ul>
<p>Non sono ammessi ulteriori contributi della Regione Marche sul medesimo progetto.</p>
<h2><strong>Esempi di calcolo</strong></h2>
<h3><strong>Progetto minimo da 20.000 euro</strong></h3>
<p>Con richiesta del 60%:</p>
<ul>
<li>costo: 20.000 euro;</li>
<li>contributo massimo: 12.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento minimo: 8.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 50.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo massimo al 60%: 30.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento minimo: 20.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 70.000 euro</strong></h3>
<p>Il 60% sarebbe pari a 42.000 euro, ma interviene il massimale:</p>
<ul>
<li>contributo massimo: 40.000 euro;</li>
<li>quota da coprire con altre entrate: almeno 30.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 100.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo massimo: 40.000 euro;</li>
<li>quota non coperta dal contributo regionale: almeno 60.000 euro.</li>
</ul>
<p>Richiedere una percentuale inferiore al massimo può aumentare il punteggio relativo alla sostenibilità economica.</p>
<h2><strong>Progetti più ampi e contabilità separata</strong></h2>
<p>Quando la manifestazione possiede un bilancio complessivo molto superiore alle soglie del bando, il proponente può presentare:</p>
<ul>
<li>un segmento;</li>
<li>un modulo;</li>
<li>una parte funzionalmente autonoma.</li>
</ul>
<p>La parte candidata deve avere:</p>
<ul>
<li>attività identificabili;</li>
<li>costi distinti;</li>
<li>entrate distinte;</li>
<li>contabilità separata;</li>
<li>risultati verificabili.</li>
</ul>
<p>Non è sufficiente estrarre in modo artificioso alcune fatture da un grande evento.</p>
<p>Il modulo deve rappresentare una componente culturale chiaramente descritta e valutabile.</p>
<h2><strong>Spese ammissibili</strong></h2>
<p>Sono ammesse spese correnti strettamente riferite alle attività del progetto.</p>
<h3><strong>Studio, ricerca ed elaborazione</strong></h3>
<p>Possono rientrare:</p>
<ul>
<li>ricerca scientifica;</li>
<li>ricerca storica;</li>
<li>studio delle fonti;</li>
<li>progettazione culturale;</li>
<li>costruzione del programma;</li>
<li>elaborazione dei contenuti;</li>
<li>curatela;</li>
<li>coordinamento scientifico.</li>
</ul>
<p>La spesa deve produrre attività o risultati direttamente utilizzati nell’iniziativa.</p>
<h3><strong>Personale</strong></h3>
<p>Le spese di personale sono ammesse fino al:</p>
<p><strong>20% del costo complessivo del progetto</strong></p>
<p>Possono riguardare personale direttamente impegnato in:</p>
<ul>
<li>organizzazione;</li>
<li>produzione;</li>
<li>coordinamento;</li>
<li>segreteria progettuale;</li>
<li>assistenza tecnica;</li>
<li>attività culturali;</li>
<li>comunicazione interna al progetto.</li>
</ul>
<p>Il costo deve essere calcolato e documentato in modo verificabile.</p>
<h3><strong>Allestimento di spazi ed eventi</strong></h3>
<p>Possono essere finanziati:</p>
<ul>
<li>strutture temporanee;</li>
<li>allestimenti;</li>
<li>elementi espositivi;</li>
<li>installazioni;</li>
<li>predisposizione degli spazi;</li>
<li>materiali funzionali;</li>
<li>servizi tecnici legati agli eventi.</li>
</ul>
<h3><strong>Spese generali</strong></h3>
<p>Le spese generali sono ammesse fino al:</p>
<p><strong>10% del costo del progetto</strong></p>
<p>Possono comprendere quote documentate di:</p>
<ul>
<li>segreteria;</li>
<li>utenze;</li>
<li>materiali di consumo;</li>
<li>funzionamento;</li>
<li>servizi organizzativi.</li>
</ul>
<p>Non sono ammesse somme forfettarie prive di criteri di calcolo.</p>
<h3><strong>Noleggio di attrezzature</strong></h3>
<p>Possono rientrare:</p>
<ul>
<li>impianti audio;</li>
<li>impianti video;</li>
<li>luci;</li>
<li>schermi;</li>
<li>proiettori;</li>
<li>strutture espositive;</li>
<li>attrezzature tecniche;</li>
<li>dispositivi necessari alle attività.</li>
</ul>
<p>Il bando privilegia il noleggio rispetto all’acquisto di beni durevoli.</p>
<h3><strong>Comunicazione e promozione</strong></h3>
<p>Sono ammissibili attività come:</p>
<ul>
<li>grafica;</li>
<li>stampa;</li>
<li>sito o pagina dedicata;</li>
<li>contenuti digitali;</li>
<li>video;</li>
<li>comunicazione social;</li>
<li>ufficio stampa;</li>
<li>cartellonistica;</li>
<li>materiali promozionali;</li>
<li>campagne direttamente riferite all’evento.</li>
</ul>
<p>Il piano di comunicazione concorre anche al punteggio della graduatoria.</p>
<h3><strong>Compensi e rimborsi a relatori e artisti</strong></h3>
<p>Sono ammissibili:</p>
<ul>
<li>compensi;</li>
<li>rimborsi documentati;</li>
<li>prestazioni professionali;</li>
<li>interventi di autori;</li>
<li>relatori;</li>
<li>studiosi;</li>
<li>artisti;</li>
<li>curatori;</li>
<li>direttori artistici o scientifici.</li>
</ul>
<h3><strong>Premi e riconoscimenti</strong></h3>
<p>Possono essere inseriti:</p>
<ul>
<li>premi in denaro;</li>
<li>riconoscimenti;</li>
<li>borse legate al premio;</li>
<li>somme destinate ai vincitori.</li>
</ul>
<p>Anche questi pagamenti devono essere tracciabili.</p>
<p>Non sono riconosciuti premi consegnati in contanti.</p>
<h2><strong>Spese non ammissibili</strong></h2>
<p>Sono escluse:</p>
<ul>
<li>opere strutturali;</li>
<li>interventi edilizi;</li>
<li>investimenti non coerenti con l’attività;</li>
<li>acquisto di beni durevoli;</li>
<li>materiali non direttamente imputabili all’evento;</li>
<li>costi non proporzionati;</li>
<li>spese non previste nel bilancio;</li>
<li>costi figurativi;</li>
<li>spese forfettarie;</li>
<li>pagamenti in contanti;</li>
<li>spese non tracciabili;</li>
<li>costi intestati a soggetti diversi dal beneficiario o dai partner formali;</li>
<li>spese sostenute fuori dal periodo ammesso;</li>
<li>costi già rendicontati su altri programmi.</li>
</ul>
<h2><strong>Presentazione della domanda</strong></h2>
<p>La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso:</p>
<p><strong>SmartBandi Regione Marche</strong></p>
<p>Il codice da selezionare è:</p>
<p><strong>CU_PF_2026 – Bando sostegno a Premi, Rassegne e Festival multidisciplinari</strong></p>
<p>L’accesso richiede un sistema di autenticazione forte:</p>
<ul>
<li>SPID;</li>
<li>Carta d’identità elettronica;</li>
<li>Carta nazionale dei servizi.</li>
</ul>
<p>Può compilare la domanda:</p>
<ul>
<li>il legale rappresentante;</li>
<li>un soggetto delegato.</li>
</ul>
<h2><strong>Domanda presentata da un delegato</strong></h2>
<p>Quando l’istanza viene trasmessa da una persona diversa dal legale rappresentante, è necessario utilizzare il modulo di delega generato dalla piattaforma.</p>
<p>La delega può essere:</p>
<ul>
<li>firmata digitalmente;</li>
<li>firmata in modo autografo.</li>
</ul>
<p>In caso di firma autografa deve essere allegata la copia del documento d’identità del delegante.</p>
<p>Il delegato può essere autorizzato anche a ricevere le successive comunicazioni relative alla pratica.</p>
<h2><strong>Marca da bollo</strong></h2>
<p>I soggetti tenuti al pagamento devono indicare:</p>
<ul>
<li>numero della marca;</li>
<li>data della marca;</li>
<li>importo di 16 euro.</li>
</ul>
<p>Sono previste esenzioni, tra gli altri, per:</p>
<ul>
<li>amministrazioni pubbliche;</li>
<li>Comuni e loro associazioni;</li>
<li>Unioni montane;</li>
<li>organizzazioni non lucrative nei casi previsti;</li>
<li>enti del Terzo settore iscritti al RUNTS nelle condizioni stabilite dalla normativa;</li>
<li>altri soggetti esenti per legge.</li>
</ul>
<p>L’esenzione deve essere dichiarata indicando il relativo riferimento normativo.</p>
<h2><strong>Documenti da allegare</strong></h2>
<p>Il fascicolo comprende almeno:</p>
<ul>
<li>domanda compilata in piattaforma;</li>
<li>descrizione dettagliata del progetto;</li>
<li>programma delle giornate e delle iniziative;</li>
<li>cronoprogramma;</li>
<li>bilancio preventivo;</li>
<li>piano delle entrate;</li>
<li>piano delle uscite;</li>
<li>curriculum firmato del responsabile artistico o scientifico;</li>
<li>lettera di intenti o accordo di rete, quando previsto;</li>
<li>delega, quando la domanda è inviata da un soggetto diverso dal legale rappresentante;</li>
<li>eventuali patrocini;</li>
<li>lettere di collaborazione;</li>
<li>documentazione utile a dimostrare la storicità;</li>
<li>informazioni statutarie;</li>
<li>codice ATECO per le imprese;</li>
<li>PEC per le comunicazioni.</li>
</ul>
<h2><strong>Controllare la protocollazione</strong></h2>
<p>Il semplice salvataggio della pratica non equivale all’invio.</p>
<p>Dopo aver completato la domanda occorre utilizzare i comandi:</p>
<ul>
<li>“Genera”;</li>
<li>“Vista e trasmetti documento”.</li>
</ul>
<p>La pratica correttamente inviata deve:</p>
<ul>
<li>comparire nella sezione “Istanze inviate”;</li>
<li>riportare la segnatura di protocollo.</li>
</ul>
<p>Una domanda rimasta nella sezione “Istanze in bozza” non è stata presentata.</p>
<h2><strong>Apertura e scadenza</strong></h2>
<p>La piattaforma è disponibile:</p>
<ul>
<li>dal 31/07/2026, ore 10:00;</li>
<li>all’08/09/2026, ore 17:00.</li>
</ul>
<p>L’assistenza tecnica dell’help desk è garantita soltanto fino alle ore 17:00 del:</p>
<p><strong>07/09/2026</strong></p>
<p>Chi attende l’ultimo giorno potrebbe quindi non poter contare sul supporto tecnico.</p>
<h2><strong>Procedura di valutazione</strong></h2>
<p>La procedura è:</p>
<p><strong>valutativa a graduatoria</strong></p>
<p>Una Commissione nominata dalla Direzione Attività produttive, imprese e cultura attribuisce fino a:</p>
<p><strong>100 punti</strong></p>
<p>Per poter accedere al contributo occorrono almeno:</p>
<p><strong>60 punti</strong></p>
<p>Il superamento della soglia non garantisce il finanziamento.</p>
<p>I progetti vengono finanziati secondo la posizione in graduatoria, fino all’esaurimento delle risorse.</p>
<h2><strong>Criteri e punteggi</strong></h2>
<h3><strong>Qualità della proposta – massimo 55 punti</strong></h3>
<p>È il criterio più importante.</p>
<p>Comprende:</p>
<ul>
<li>completezza della descrizione: massimo 20 punti;</li>
<li>rilievo artistico, letterario e scientifico: massimo 35 punti.</li>
</ul>
<p>Vengono valutati:</p>
<ul>
<li>attività;</li>
<li>tempi;</li>
<li>obiettivi;</li>
<li>risultati;</li>
<li>monitoraggio;</li>
<li>personalità coinvolte;</li>
<li>istituzioni partecipanti;</li>
<li>patrocini;</li>
<li>riconoscimenti;</li>
<li>curriculum del responsabile artistico o scientifico.</li>
</ul>
<h3><strong>Coinvolgimento del territorio – massimo 20 punti</strong></h3>
<p>Sono valutati:</p>
<ul>
<li>collaborazioni;</li>
<li>sinergie;</li>
<li>coinvolgimento attivo delle giovani generazioni;</li>
<li>partecipazione dei giovani come destinatari;</li>
<li>valorizzazione del paesaggio;</li>
<li>storia locale;</li>
<li>patrimonio culturale;</li>
<li>personaggi del territorio;</li>
<li>utilizzo dei teatri storici.</li>
</ul>
<p>Lo svolgimento di iniziative nei teatri appartenenti alla Rete dei Teatri storici delle Marche può attribuire fino a due punti.</p>
<h3><strong>Comunicazione e promozione – massimo 12 punti</strong></h3>
<p>Il progetto deve presentare un piano che indichi:</p>
<ul>
<li>pubblico;</li>
<li>obiettivi;</li>
<li>strumenti;</li>
<li>calendario editoriale;</li>
<li>canali;</li>
<li>social network;</li>
<li>sito;</li>
<li>stampa;</li>
<li>contenuti;</li>
<li>risultati attesi;</li>
<li>capacità di raggiungere pubblici differenti.</li>
</ul>
<h3><strong>Partecipazione in rete – massimo 5 punti</strong></h3>
<p>La rete deve essere composta da almeno tre soggetti ammissibili.</p>
<h3><strong>Sostenibilità economica – massimo 5 punti</strong></h3>
<p>Sono valutati:</p>
<ul>
<li>percentuale di contributo richiesta;</li>
<li>risorse proprie;</li>
<li>sponsorizzazioni;</li>
<li>contributi di soggetti terzi;</li>
<li>solidità finanziaria.</li>
</ul>
<p>Richiedere meno del 60% può essere premiato.</p>
<h3><strong>Storicità oppure originalità – massimo 3 punti</strong></h3>
<p>Per la Misura A il punteggio cresce in funzione della durata della manifestazione:</p>
<ul>
<li>da 5 a 10 anni: un punto;</li>
<li>da 11 a 15 anni: due punti;</li>
<li>oltre 15 anni: tre punti.</li>
</ul>
<p>Per la Misura B:</p>
<ul>
<li>due o tre anni: un punto;</li>
<li>quattro anni: due punti;</li>
<li>cinque anni: tre punti.</li>
</ul>
<p>Per una proposta completamente nuova la qualità e l’innovazione devono emergere dagli altri criteri, anche se non viene assegnato il punteggio legato alle edizioni precedenti.</p>
<h2><strong>Criteri in caso di parità</strong></h2>
<p>In caso di parità viene privilegiato il progetto con:</p>
<ol>
<li>maggiore punteggio nella qualità della proposta;</li>
<li>in caso di ulteriore parità, maggiore punteggio nel coinvolgimento del territorio;</li>
<li>in caso di ulteriore parità, maggiore punteggio nella comunicazione e promozione.</li>
</ol>
<p>L’ordine cronologico di invio non determina la graduatoria.</p>
<h2><strong>Progetti precedenti non rendicontati</strong></h2>
<p>Sono esclusi i soggetti che, alla data della nuova domanda, non abbiano:</p>
<ul>
<li>concluso;</li>
<li>rendicontato;</li>
</ul>
<p>precedenti progetti finanziati dalla stessa struttura.</p>
<p>Non sono considerate sufficienti eventuali proroghe ancora in corso.</p>
<p>Sono esclusi anche i soggetti interessati da una revoca negli analoghi bandi dell’anno precedente.</p>
<p>Prima della candidatura occorre quindi verificare lo stato amministrativo di tutti i precedenti contributi regionali.</p>
<h2><strong>Assegnazione e rimodulazione</strong></h2>
<p>Il contributo viene determinato:</p>
<ul>
<li>sulla base del preventivo ammesso;</li>
<li>entro il disavanzo;</li>
<li>entro il 60%;</li>
<li>entro il massimale di 40.000 euro;</li>
<li>secondo la graduatoria.</li>
</ul>
<p>Quando il contributo assegnato è inferiore a quello richiesto, il beneficiario può rimodulare il progetto.</p>
<p>La riduzione non deve compromettere:</p>
<ul>
<li>obiettivi;</li>
<li>attività fondamentali;</li>
<li>qualità culturale;</li>
<li>risultati;</li>
<li>cofinanziamento minimo.</li>
</ul>
<p>La graduatoria può essere successivamente scorsa in presenza di:</p>
<ul>
<li>economie;</li>
<li>rinunce;</li>
<li>revoche;</li>
<li>nuove risorse.</li>
</ul>
<h2><strong>Anticipo, acconto e saldo</strong></h2>
<h3><strong>Enti locali</strong></h3>
<p>Gli enti locali possono ricevere un anticipo fino alla quota di contributo stanziata sull’annualità 2026.</p>
<h3><strong>Soggetti privati</strong></h3>
<p>I soggetti privati possono chiedere un anticipo, ma devono presentare una garanzia fideiussoria di importo pari alla somma richiesta.</p>
<h3><strong>Acconto senza anticipo</strong></h3>
<p>In alternativa può essere richiesto un acconto sulla base di spese:</p>
<ul>
<li>già sostenute;</li>
<li>pagate;</li>
<li>giustificate;</li>
<li>rendicontate.</li>
</ul>
<h3><strong>Saldo</strong></h3>
<p>Il saldo viene liquidato dopo la presentazione e l’approvazione della rendicontazione finale relativa al 100% del progetto ammesso.</p>
<h2><strong>Rendicontazione</strong></h2>
<p>La rendicontazione deve essere presentata tramite SmartBandi.</p>
<p>Per i soggetti privati sono richiesti:</p>
<ul>
<li>relazione finale;</li>
<li>risultati;</li>
<li>ricaduta territoriale;</li>
<li>dati sulla partecipazione del pubblico;</li>
<li>elenco dei giustificativi;</li>
<li>fatture e documenti equivalenti;</li>
<li>attestazioni di pagamento;</li>
<li>materiale promozionale;</li>
<li>rassegna stampa;</li>
<li>fotografie.</li>
</ul>
<p>Gli enti pubblici devono produrre:</p>
<ul>
<li>relazione finale;</li>
<li>atti di programmazione;</li>
<li>atti di impegno;</li>
<li>liquidazioni;</li>
<li>mandati di pagamento;</li>
<li>materiale prodotto.</li>
</ul>
<h2><strong>Scadenze della rendicontazione</strong></h2>
<p>La documentazione deve essere presentata:</p>
<ul>
<li>entro il 31/12/2026 per i progetti interamente realizzati nel 2026;</li>
<li>entro il 30/06/2027 per i progetti iniziati nel 2026 e conclusi entro il 31/03/2027.</li>
</ul>
<p>Le eventuali proroghe devono essere richieste e motivate prima della scadenza.</p>
<h2><strong>Tracciabilità e conto corrente</strong></h2>
<p>I pagamenti devono essere:</p>
<ul>
<li>tracciabili;</li>
<li>riconducibili al beneficiario o ai partner formali;</li>
<li>collegati ai giustificativi;</li>
<li>gestiti attraverso un conto corrente intestato.</li>
</ul>
<p>Sono ammessi, per esempio:</p>
<ul>
<li>bonifici;</li>
<li>carte;</li>
<li>assegni tracciabili;</li>
<li>strumenti elettronici.</li>
</ul>
<p>Non sono ammessi:</p>
<ul>
<li>contanti;</li>
<li>compensazioni;</li>
<li>costi figurativi;</li>
<li>pagamenti non riconducibili al progetto.</li>
</ul>
<h2><strong>CUP nelle fatture e nei pagamenti</strong></h2>
<p>Dopo l’assegnazione deve essere utilizzato il Codice unico di progetto.</p>
<p>Il CUP deve comparire:</p>
<ul>
<li>nelle fatture;</li>
<li>nelle ricevute;</li>
<li>negli atti amministrativi;</li>
<li>nei mandati;</li>
<li>nei bonifici;</li>
<li>nelle quietanze.</li>
</ul>
<p>Per i documenti emessi prima dell’attribuzione del CUP dovranno essere seguite le procedure di regolarizzazione indicate dalla Regione.</p>
<h2><strong>Ente proponente e soggetto gestore</strong></h2>
<p>Il soggetto titolare e gestore è:</p>
<p><strong>Regione Marche – Direzione Attività produttive, imprese e cultura</strong></p>
<p>La Direzione cura:</p>
<ul>
<li>pubblicazione;</li>
<li>ricezione delle istanze;</li>
<li>nomina della Commissione;</li>
<li>istruttoria;</li>
<li>graduatorie;</li>
<li>concessione;</li>
<li>liquidazione;</li>
<li>controlli;</li>
<li>monitoraggio.</li>
</ul>
<p>La gestione informatica avviene mediante:</p>
<p><strong>SmartBandi Regione Marche</strong></p>
<p>Atamai non è l’ente concedente e non partecipa alla valutazione.</p>
<p>Può assistere il richiedente nella verifica dei requisiti, nella costruzione del progetto, nell’organizzazione del budget e nella predisposizione della domanda.</p>
<h2><strong>Suggerimenti operativi</strong></h2>
<h3><strong>Identificare correttamente la misura</strong></h3>
<p>Occorre stabilire subito se l’evento abbia più o meno di cinque anni di storia.</p>
<h3><strong>Verificare la multidisciplinarietà</strong></h3>
<p>Il progetto deve collegare ambiti culturali differenti, non limitarsi a più discipline dello spettacolo.</p>
<h3><strong>Partire dalla griglia di valutazione</strong></h3>
<p>La descrizione deve essere costruita seguendo i criteri che assegnano i 100 punti.</p>
<h3><strong>Rafforzare la qualità artistica e scientifica</strong></h3>
<p>Questo elemento può attribuire fino a 35 punti e può determinare l’esito della domanda.</p>
<h3><strong>Documentare le collaborazioni</strong></h3>
<p>Patrocini, accordi, lettere e impegni devono essere concreti.</p>
<h3><strong>Costruire un piano di comunicazione completo</strong></h3>
<p>Non basta indicare che verranno utilizzati sito e social network.</p>
<h3><strong>Dimostrare il rapporto con il territorio</strong></h3>
<p>Luoghi, comunità, patrimonio e giovani devono assumere un ruolo sostanziale.</p>
<h3><strong>Verificare i precedenti contributi</strong></h3>
<p>Un progetto non concluso e rendicontato può impedire la partecipazione.</p>
<h3><strong>Prevedere un cofinanziamento credibile</strong></h3>
<p>Sponsorizzazioni e contributi di terzi devono essere realistici e documentabili.</p>
<h3><strong>Non attendere l’ultimo giorno</strong></h3>
<p>L’assistenza termina il 7 settembre, un giorno prima della scadenza.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<p>Prima dell’invio verificare che:</p>
<ul>
<li>il soggetto rientri tra i beneficiari;</li>
<li>abbia sede legale o operativa nelle Marche;</li>
<li>statuto o ATECO siano coerenti;</li>
<li>sia stata scelta la Misura A oppure la Misura B;</li>
<li>venga presentato un solo progetto;</li>
<li>il soggetto non partecipi ad altre domande dello stesso bando;</li>
<li>l’attività si svolga interamente nelle Marche;</li>
<li>il progetto sia realmente multidisciplinare;</li>
<li>non prevalgano spettacolo, cinema, turismo o altri settori esclusi;</li>
<li>il costo sia almeno di 20.000 euro;</li>
<li>il contributo non superi il 60%;</li>
<li>il contributo non superi 40.000 euro;</li>
<li>il cofinanziamento sia almeno del 40%;</li>
<li>il bilancio sia in pareggio;</li>
<li>le attività siano comprese tra il 01/01/2026 e il 31/03/2027;</li>
<li>il personale non superi il 20%;</li>
<li>le spese generali non superino il 10%;</li>
<li>non siano inseriti beni durevoli;</li>
<li>non siano previsti pagamenti in contanti;</li>
<li>i precedenti progetti siano conclusi e rendicontati;</li>
<li>sia predisposto il curriculum del responsabile artistico o scientifico;</li>
<li>il programma sia dettagliato;</li>
<li>siano indicati obiettivi e risultati;</li>
<li>sia predisposto il piano di comunicazione;</li>
<li>siano documentate le collaborazioni;</li>
<li>l’eventuale rete comprenda almeno tre soggetti ammissibili;</li>
<li>sia disponibile la lettera di intenti;</li>
<li>la marca da bollo sia assolta o sia indicata l’esenzione;</li>
<li>SPID, CIE o CNS siano funzionanti;</li>
<li>sia selezionato il codice corretto su SmartBandi;</li>
<li>la pratica compaia tra le “Istanze inviate”;</li>
<li>sia stata generata la segnatura di protocollo;</li>
<li>l’invio avvenga entro le ore 17:00 dell’08/09/2026.</li>
</ul>
<h2><strong>Link ufficiali</strong></h2>
<p><strong>Pagina ufficiale del bando:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/RicercaBandi/id_32790/28561">https://www.regione.marche.it/RicercaBandi/id_32790/28561</a></p>
<p><strong>Decreto di approvazione del Bando Unico Cultura 2026:</strong><br />
<a href="https://bandi.regione.marche.it/Allegati/28561/Decreto%20approvazione%20bando%20unico_2026.pdf">https://bandi.regione.marche.it/Allegati/28561/Decreto%20approvazione%20bando%20unico_2026.pdf</a></p>
<p><strong>Bando Premi, Rassegne e Festival multidisciplinari:</strong><br />
<a href="https://bandi.regione.marche.it/Allegati/28561/Allegato%202_bando%20premi%20rassegne%20e%20festival.pdf">https://bandi.regione.marche.it/Allegati/28561/Allegato%202_bando%20premi%20rassegne%20e%20festival.pdf</a></p>
<p><strong>Disposizioni generali del Bando Unico Cultura:</strong><br />
<a href="https://bandi.regione.marche.it/Allegati/28561/Allegato%206%20Disposizioni%20generali%20valide%20per%20tutti%20i%20bandi.pdf">https://bandi.regione.marche.it/Allegati/28561/Allegato%206%20Disposizioni%20generali%20valide%20per%20tutti%20i%20bandi.pdf</a></p>
<p><strong>Piattaforma SmartBandi:</strong><br />
<a href="https://smartbandi.regione.marche.it/">https://smartbandi.regione.marche.it/</a></p>
<p><strong>Comunicazione ufficiale sul Bando Unico Cultura:</strong><br />
<a href="https://www.regione.marche.it/In-Primo-Piano/ComunicatiStampa/id/33823">https://www.regione.marche.it/In-Primo-Piano/ComunicatiStampa/id/33823</a></p>
<p><strong>Email della Direzione:</strong><br />
<a href="mailto:direzione.culturaeimprese@regione.marche.it">direzione.culturaeimprese@regione.marche.it</a></p>
<p><strong>Referente del bando:</strong><br />
<a href="mailto:Roberta.Tarini@regione.marche.it">Roberta.Tarini@regione.marche.it</a></p>
<p><strong>Telefono:</strong><br />
071 8062463</p>
<h2><strong>Scheda rapida finale</strong></h2>
<p><strong>Titolo:</strong> Bando per il sostegno a Premi, Rassegne e Festival multidisciplinari – Annualità 2026</p>
<p><strong>Programma:</strong> Bando Unico Cultura Regione Marche 2026</p>
<p><strong>Ente titolare:</strong> Regione Marche</p>
<p><strong>Struttura competente:</strong> Direzione Attività produttive, imprese e cultura</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> associazioni, fondazioni private non bancarie, imprese culturali, Comuni, Unioni di Comuni, Unioni montane ed enti strumentali</p>
<p><strong>Sede richiesta:</strong> legale o operativa nelle Marche</p>
<p><strong>Area di realizzazione:</strong> intero territorio regionale</p>
<p><strong>Misura A:</strong> iniziative con oltre cinque anni di storicità</p>
<p><strong>Misura B:</strong> iniziative con storicità fino a cinque anni</p>
<p><strong>Progetti per soggetto:</strong> uno</p>
<p><strong>Partecipazione in rete:</strong> almeno tre soggetti ammissibili</p>
<p><strong>Costo minimo:</strong> 20.000 euro</p>
<p><strong>Contributo:</strong> fino al 60%</p>
<p><strong>Contributo massimo:</strong> 40.000 euro</p>
<p><strong>Cofinanziamento minimo:</strong> 40%</p>
<p><strong>Dotazione:</strong> 452.197,76 euro</p>
<p><strong>Ripartizione iniziale:</strong> 60% Misura A e 40% Misura B</p>
<p><strong>Periodo delle attività:</strong> dal 01/01/2026 al 31/03/2027</p>
<p><strong>Apertura:</strong> 31/07/2026, ore 10:00</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 08/09/2026, ore 17:00</p>
<p><strong>Assistenza tecnica:</strong> fino al 07/09/2026, ore 17:00</p>
<p><strong>Procedura:</strong> valutativa a graduatoria</p>
<p><strong>Punteggio massimo:</strong> 100</p>
<p><strong>Soglia minima:</strong> 60 punti</p>
<p><strong>Piattaforma:</strong> SmartBandi</p>
<p><strong>Codice domanda:</strong> CU_PF_2026</p>
<p><strong>Accesso:</strong> SPID, CIE o CNS</p>
<p><strong>Marca da bollo:</strong> 16 euro, salvo esenzioni</p>
<p><strong>Personale:</strong> massimo 20% del progetto</p>
<p><strong>Spese generali:</strong> massimo 10%</p>
<p><strong>Beni durevoli:</strong> non ammessi</p>
<p><strong>Pagamenti in contanti:</strong> non ammessi</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Vuoi preparare la candidatura?</strong></h2>
<p>La qualità artistica e scientifica può attribuire da sola fino a 35 punti. Prima di compilare la domanda è quindi necessario verificare l’effettiva multidisciplinarietà, costruire un programma dettagliato, selezionare un responsabile qualificato e documentare collaborazioni, copertura finanziaria e collegamento con il territorio.</p>
<p>Atamai può affiancare associazioni, fondazioni, imprese culturali ed enti locali nella verifica dei requisiti, nella strutturazione del progetto, nella simulazione del punteggio e nella predisposizione della domanda su SmartBandi.</p>
<p>Per richiedere assistenza scrivi a <strong><a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Progetti culturali nelle carceri toscane: contributi fino a 20.000 euro per attività nel 2026 e 2027</title>
		<link>https://audit50.it/progetti-culturali-nelle-carceri-toscane-contributi-fino-a-20-000-euro-per-attivita-nel-2026-e-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 20:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2298</guid>

					<description><![CDATA[Progetti culturali nelle carceri toscane: contributi fino a 20.000 euro per attività nel 2026 e 2027 La Regione Toscana finanzia progetti culturali destinati alle persone detenute, internate o sottoposte a misure alternative alla detenzione, con l’obiettivo di utilizzare la cultura come strumento di inclusione, socializzazione, crescita personale e preparazione al reinserimento nella comunità. L’Avviso per&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/progetti-culturali-nelle-carceri-toscane-contributi-fino-a-20-000-euro-per-attivita-nel-2026-e-2027/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Progetti culturali nelle carceri toscane: contributi fino a 20.000 euro per attività nel 2026 e 2027</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Progetti culturali nelle carceri toscane: contributi fino a 20.000 euro per attività nel 2026 e 2027</h1>
<p>La Regione Toscana finanzia progetti culturali destinati alle persone detenute, internate o sottoposte a misure alternative alla detenzione, con l’obiettivo di utilizzare la cultura come strumento di inclusione, socializzazione, crescita personale e preparazione al reinserimento nella comunità.</p>
<p>L’Avviso per le annualità <strong>2026-2027</strong> dispone di una dotazione complessiva di <strong>338.190,68 euro</strong> e sostiene attività dedicate a:</p>
<ul>
<li>lettura;</li>
<li>scrittura creativa;</li>
<li>cinema e audiovisivo;</li>
<li>musica;</li>
<li>conoscenza del patrimonio museale.</li>
</ul>
<p>Possono presentare domanda soggetti pubblici e privati operanti nella cultura e nello spettacolo, costituiti in qualsiasi forma giuridica, ad eccezione delle persone fisiche.</p>
<p>Il contributo regionale può coprire fino al <strong>90% del costo complessivo del progetto</strong>, con un massimo di <strong>20.000 euro</strong>.</p>
<p>Il richiedente deve quindi garantire un cofinanziamento pari ad almeno il 10% del costo totale.</p>
<p>Le domande devono essere trasmesse esclusivamente tramite PEC entro le ore <strong>12:00 del 07/09/2026</strong>.</p>
<p>La selezione non avviene in base all’ordine cronologico di invio. Le proposte vengono valutate da una Commissione sulla base della qualità culturale, dell’esperienza del soggetto, delle competenze coinvolte, della capacità di collegare il carcere alla comunità esterna e della congruità economica e organizzativa.</p>
<h2><strong>Nome ufficiale del bando</strong></h2>
<p>La denominazione ufficiale è:</p>
<p><strong>Avviso pubblico finalizzato alla presentazione di progetti culturali destinati alla popolazione carceraria – Annualità 2026-2027</strong></p>
<p>L’Avviso è stato approvato con:</p>
<p><strong>Decreto dirigenziale della Regione Toscana n. 16456 del 20/07/2026</strong></p>
<p>La pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana è avvenuta il:</p>
<p><strong>29/07/2026</strong></p>
<p>La misura attua l’Accordo di collaborazione tra:</p>
<ul>
<li>Regione Toscana;</li>
<li>Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e Umbria.</li>
</ul>
<p>L’Accordo è stato approvato con la Deliberazione della Giunta regionale n. 1636 del 01/12/2025.</p>
<p>L’intervento applica inoltre le linee guida approvate dalla Regione Toscana con la DGR n. 797/2026.</p>
<h2><strong>Perché la Regione finanzia attività culturali negli istituti di pena</strong></h2>
<p>La finalità del bando non consiste nella semplice organizzazione di eventi ricreativi.</p>
<p>La Regione considera la cultura uno strumento capace di:</p>
<ul>
<li>favorire relazioni positive;</li>
<li>contrastare l’isolamento;</li>
<li>sviluppare competenze espressive;</li>
<li>migliorare la conoscenza di sé;</li>
<li>promuovere il dialogo interculturale;</li>
<li>favorire il confronto tra persone con esperienze differenti;</li>
<li>creare occasioni di collaborazione;</li>
<li>mantenere un collegamento con la comunità esterna;</li>
<li>sostenere percorsi educativi;</li>
<li>preparare un reinserimento sociale più consapevole;</li>
<li>migliorare il benessere personale;</li>
<li>promuovere forme di formazione continua.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve quindi produrre un percorso, non una successione occasionale di incontri privi di continuità.</p>
<p>L’attività proposta dovrebbe essere costruita tenendo conto:</p>
<ul>
<li>delle caratteristiche dell’istituto;</li>
<li>della composizione della popolazione detenuta;</li>
<li>dei bisogni educativi;</li>
<li>delle condizioni logistiche;</li>
<li>delle regole di accesso;</li>
<li>delle disponibilità degli spazi;</li>
<li>della presenza di persone di lingue e culture differenti;</li>
<li>della possibilità di coinvolgere la comunità esterna.</li>
</ul>
<h2><strong>Destinatari degli interventi</strong></h2>
<p>I progetti sono rivolti a:</p>
<ul>
<li>persone detenute;</li>
<li>persone internate;</li>
<li>persone sottoposte a misure alternative alla detenzione;</li>
<li>persone soggette a sanzioni di comunità.</li>
</ul>
<p>Le attività possono coinvolgere anche la comunità esterna, nei limiti organizzativi e di sicurezza stabiliti dalle strutture penitenziarie.</p>
<p>Il collegamento tra interno ed esterno rappresenta uno degli elementi considerati nella valutazione.</p>
<p>Possono quindi essere progettati:</p>
<ul>
<li>incontri con autori;</li>
<li>laboratori con artisti;</li>
<li>presentazioni pubbliche;</li>
<li>proiezioni e discussioni;</li>
<li>esposizioni;</li>
<li>podcast;</li>
<li>produzioni audiovisive;</li>
<li>concerti;</li>
<li>restituzioni pubbliche;</li>
<li>attività con biblioteche, musei e associazioni;</li>
<li>iniziative che permettano alla cittadinanza di conoscere il lavoro realizzato.</li>
</ul>
<p>La partecipazione esterna deve essere organizzata in accordo con l’amministrazione penitenziaria e non può essere considerata automatica.</p>
<h2><strong>Le cinque linee culturali finanziate</strong></h2>
<p>L’Avviso individua cinque ambiti di intervento.</p>
<p>Il progetto può concentrarsi su una sola linea oppure integrare più linguaggi culturali e artistici.</p>
<p>La contaminazione tra differenti linguaggi può ottenere uno specifico punteggio in fase di valutazione.</p>
<h3><strong>Promozione della lettura</strong></h3>
<p>La lettura deve essere utilizzata come strumento di crescita civile e sociale.</p>
<p>Le attività possono comprendere:</p>
<ul>
<li>gruppi di lettura;</li>
<li>incontri con autori;</li>
<li>letture condivise;</li>
<li>percorsi su temi specifici;</li>
<li>laboratori di interpretazione;</li>
<li>attività collegate alle biblioteche;</li>
<li>confronto tra opere provenienti da culture differenti;</li>
<li>percorsi dedicati alla lingua italiana;</li>
<li>lettura ad alta voce;</li>
<li>produzione di recensioni;</li>
<li>costruzione di bibliografie tematiche.</li>
</ul>
<p>Il progetto dovrebbe indicare:</p>
<ul>
<li>testi selezionati;</li>
<li>motivazione della scelta;</li>
<li>numero degli incontri;</li>
<li>modalità di partecipazione;</li>
<li>competenze dei conduttori;</li>
<li>risultati attesi;</li>
<li>strumenti per raccogliere le riflessioni dei partecipanti.</li>
</ul>
<p>Un semplice acquisto di libri non costituisce, da solo, un progetto culturale completo.</p>
<h3><strong>Scrittura creativa e autonarrazione</strong></h3>
<p>La scrittura creativa può essere utilizzata per:</p>
<ul>
<li>sviluppare le capacità linguistiche;</li>
<li>raccontare esperienze;</li>
<li>riconoscere e descrivere le emozioni;</li>
<li>migliorare l’espressione personale;</li>
<li>costruire testi collettivi;</li>
<li>elaborare racconti, poesie e sceneggiature;</li>
<li>favorire l’ascolto reciproco;</li>
<li>sostenere processi di autoconsapevolezza.</li>
</ul>
<p>Le attività possono produrre:</p>
<ul>
<li>racconti;</li>
<li>poesie;</li>
<li>diari;</li>
<li>testi teatrali;</li>
<li>sceneggiature;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>podcast narrativi;</li>
<li>letture pubbliche;</li>
<li>raccolte collettive.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve affrontare con attenzione:</p>
<ul>
<li>riservatezza;</li>
<li>consenso;</li>
<li>utilizzo delle testimonianze;</li>
<li>anonimizzazione;</li>
<li>eventuale pubblicazione;</li>
<li>tutela delle persone coinvolte.</li>
</ul>
<p>Non tutte le esperienze personali possono essere rese pubbliche. Le modalità di diffusione devono essere concordate e rispettare la dignità dei partecipanti.</p>
<h3><strong>Cinema e audiovisivo</strong></h3>
<p>Il cinema e l’audiovisivo possono diventare strumenti per:</p>
<ul>
<li>raccontare storie;</li>
<li>osservare differenti realtà sociali;</li>
<li>discutere temi culturali;</li>
<li>acquisire competenze tecniche;</li>
<li>costruire narrazioni personali e collettive;</li>
<li>favorire la collaborazione;</li>
<li>produrre documentazione del percorso.</li>
</ul>
<p>I progetti possono comprendere:</p>
<ul>
<li>rassegne cinematografiche;</li>
<li>laboratori di analisi del film;</li>
<li>scrittura di sceneggiature;</li>
<li>riprese;</li>
<li>montaggio;</li>
<li>animazione;</li>
<li>documentari;</li>
<li>cortometraggi;</li>
<li>podcast video;</li>
<li>interviste;</li>
<li>incontri con registi, tecnici e professionisti.</li>
</ul>
<p>Le riprese realizzate all’interno degli istituti richiedono particolare attenzione alle autorizzazioni.</p>
<p>Devono essere definite preventivamente:</p>
<ul>
<li>persone riprese;</li>
<li>luoghi ripresi;</li>
<li>finalità;</li>
<li>durata della conservazione;</li>
<li>modalità di diffusione;</li>
<li>liberatorie;</li>
<li>protezione dell’identità;</li>
<li>autorizzazioni dell’amministrazione penitenziaria.</li>
</ul>
<h3><strong>Attività musicali</strong></h3>
<p>La musica può essere utilizzata come forma di:</p>
<ul>
<li>socializzazione;</li>
<li>confronto interculturale;</li>
<li>espressione individuale;</li>
<li>narrazione delle esperienze;</li>
<li>lavoro di gruppo;</li>
<li>apprendimento tecnico;</li>
<li>valorizzazione delle differenti tradizioni.</li>
</ul>
<p>Le attività possono comprendere:</p>
<ul>
<li>laboratori vocali;</li>
<li>cori;</li>
<li>scrittura di testi;</li>
<li>composizione;</li>
<li>produzione musicale;</li>
<li>percussioni;</li>
<li>ascolto guidato;</li>
<li>registrazione;</li>
<li>incontri con musicisti;</li>
<li>realizzazione di concerti o restituzioni.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve indicare come verranno gestiti:</p>
<ul>
<li>strumenti;</li>
<li>attrezzature;</li>
<li>spazi;</li>
<li>accessi;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>registrazioni;</li>
<li>eventuale diffusione dei brani;</li>
<li>proprietà delle opere prodotte.</li>
</ul>
<h3><strong>Conoscenza del patrimonio museale</strong></h3>
<p>La principale integrazione dell’edizione 2026-2027 riguarda la promozione della conoscenza del patrimonio museale.</p>
<p>I progetti possono avvicinare la popolazione detenuta a:</p>
<ul>
<li>musei;</li>
<li>collezioni;</li>
<li>archivi;</li>
<li>opere d’arte;</li>
<li>patrimonio archeologico;</li>
<li>patrimonio scientifico;</li>
<li>storia locale;</li>
<li>cultura materiale;</li>
<li>memoria delle comunità;</li>
<li>patrimonio demoetnoantropologico.</li>
</ul>
<p>Le attività possono essere realizzate attraverso:</p>
<ul>
<li>laboratori condotti da educatori museali;</li>
<li>riproduzioni di opere;</li>
<li>visite virtuali;</li>
<li>contenuti digitali;</li>
<li>incontri con conservatori e curatori;</li>
<li>attività pratiche;</li>
<li>storytelling;</li>
<li>podcast;</li>
<li>percorsi tematici;</li>
<li>produzioni artistiche ispirate alle collezioni.</li>
</ul>
<p>Il museo non dovrebbe limitarsi a presentare contenuti in forma frontale.</p>
<p>Il progetto dovrebbe prevedere un’interazione attiva, consentendo ai partecipanti di:</p>
<ul>
<li>interpretare le opere;</li>
<li>raccontare il proprio punto di vista;</li>
<li>produrre contenuti;</li>
<li>collegare il patrimonio alle proprie esperienze;</li>
<li>approfondire le differenze culturali e storiche.</li>
</ul>
<h2><strong>Progetti che integrano più linguaggi</strong></h2>
<p>La Commissione assegna fino a 10 punti alle proposte che favoriscono la contaminazione dei linguaggi culturali e artistici.</p>
<p>Un progetto può, per esempio, collegare:</p>
<ul>
<li>lettura e musica;</li>
<li>scrittura e cinema;</li>
<li>museo e podcast;</li>
<li>fotografia e autonarrazione;</li>
<li>patrimonio culturale e produzione audiovisiva;</li>
<li>musica e poesia;</li>
<li>lettura e arti visive.</li>
</ul>
<p>L’integrazione deve essere reale.</p>
<p>Non è sufficiente inserire più attività nel calendario se non esiste un disegno culturale unitario.</p>
<p>Un progetto integrato dovrebbe indicare:</p>
<ul>
<li>tema conduttore;</li>
<li>relazione tra le attività;</li>
<li>competenze coinvolte;</li>
<li>risultato finale;</li>
<li>modalità di partecipazione;</li>
<li>collegamento tra le fasi.</li>
</ul>
<h2><strong>Beneficiari</strong></h2>
<p>Possono presentare domanda soggetti pubblici o privati:</p>
<ul>
<li>in forma singola;</li>
<li>in forma associata;</li>
<li>costituiti in qualsiasi forma giuridica;</li>
<li>operanti nel settore della cultura e dello spettacolo.</li>
</ul>
<p>Sono escluse le persone fisiche.</p>
<p>Tra i potenziali beneficiari possono rientrare, quando possiedono tutti i requisiti:</p>
<ul>
<li>associazioni culturali;</li>
<li>enti del Terzo settore;</li>
<li>fondazioni;</li>
<li>cooperative;</li>
<li>cooperative sociali;</li>
<li>imprese culturali;</li>
<li>compagnie;</li>
<li>enti teatrali;</li>
<li>biblioteche;</li>
<li>musei;</li>
<li>enti locali;</li>
<li>istituzioni culturali;</li>
<li>soggetti pubblici attivi in campo culturale;</li>
<li>reti e associazioni temporanee.</li>
</ul>
<p>La forma giuridica non è sufficiente.</p>
<p>Il soggetto deve dimostrare esperienza specifica nelle attività culturali svolte all’interno degli istituti di pena.</p>
<h2><strong>Esperienza obbligatoria negli istituti di pena</strong></h2>
<p>Il richiedente deve avere svolto nel territorio toscano attività analoghe negli istituti di pena per:</p>
<p><strong>almeno un’annualità negli ultimi cinque anni</strong></p>
<p>Non basta possedere una generica esperienza culturale.</p>
<p>Il requisito riguarda interventi:</p>
<ul>
<li>analoghi a quelli proposti;</li>
<li>svolti in istituti penitenziari;</li>
<li>realizzati nel territorio regionale;</li>
<li>effettuati nell’arco temporale indicato.</li>
</ul>
<p>Il soggetto dovrebbe poter documentare l’esperienza attraverso:</p>
<ul>
<li>contratti;</li>
<li>convenzioni;</li>
<li>lettere degli istituti;</li>
<li>programmi;</li>
<li>relazioni;</li>
<li>fatture;</li>
<li>rendicontazioni;</li>
<li>materiali prodotti;</li>
<li>attestazioni;</li>
<li>comunicazioni pubbliche;</li>
<li>precedenti contributi.</li>
</ul>
<p>Una collaborazione limitata a un singolo incontro potrebbe non essere sufficiente a dimostrare un’annualità di attività.</p>
<p>È opportuno descrivere:</p>
<ul>
<li>durata;</li>
<li>istituto;</li>
<li>numero di incontri;</li>
<li>destinatari;</li>
<li>attività;</li>
<li>risultati;</li>
<li>soggetti coinvolti.</li>
</ul>
<h2><strong>Finalità statutarie</strong></h2>
<p>Il richiedente deve avere tra le proprie finalità o attività istituzionali:</p>
<ul>
<li>promozione della cultura;</li>
<li>diffusione della cultura;</li>
<li>promozione dello spettacolo;</li>
<li>diffusione dello spettacolo;</li>
<li>eventuali finalità sociali collegate.</li>
</ul>
<p>Il requisito deve risultare dall’:</p>
<ul>
<li>atto costitutivo;</li>
<li>statuto;</li>
<li>altra documentazione istituzionale ammessa.</li>
</ul>
<p>È opportuno verificare che lo statuto non si limiti a finalità generiche e che comprenda effettivamente le attività culturali proposte.</p>
<h2><strong>Sede operativa in Toscana da almeno tre anni</strong></h2>
<p>Il soggetto deve avere una:</p>
<p><strong>sede operativa stabile in Toscana da almeno tre anni</strong></p>
<p>La sede operativa non coincide necessariamente con la sede legale.</p>
<p>Deve trattarsi di una struttura reale dalla quale il soggetto svolge attività.</p>
<p>Possono essere utilizzati per dimostrarla:</p>
<ul>
<li>visura camerale;</li>
<li>statuto;</li>
<li>contratto di locazione;</li>
<li>comodato;</li>
<li>utenze;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>documentazione fiscale;</li>
<li>comunicazioni ufficiali;</li>
<li>certificazioni;</li>
<li>attività svolte.</li>
</ul>
<p>Un indirizzo utilizzato soltanto per ricevere corrispondenza potrebbe non essere sufficiente.</p>
<h2><strong>Attività professionale e posizione INPS</strong></h2>
<p>Il richiedente deve avere svolto attività professionale:</p>
<ul>
<li>rispettando i contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria;</li>
<li>con una posizione INPS attiva per almeno un anno negli ultimi cinque anni.</li>
</ul>
<p>Il requisito assume rilievo per i soggetti che utilizzano personale dipendente o altre forme di lavoro soggette agli obblighi previdenziali.</p>
<p>Devono essere verificati:</p>
<ul>
<li>inquadramento;</li>
<li>contratto collettivo applicato;</li>
<li>posizione previdenziale;</li>
<li>regolarità dei versamenti;</li>
<li>rapporti di lavoro;</li>
<li>eventuali collaborazioni;</li>
<li>documentazione disponibile.</li>
</ul>
<h2><strong>Regolarità fiscale, assicurativa e contributiva</strong></h2>
<p>Il soggetto deve avere regolarmente versato:</p>
<ul>
<li>oneri sociali;</li>
<li>oneri assicurativi;</li>
<li>oneri fiscali.</li>
</ul>
<p>Quando previsto, deve possedere un DURC regolare.</p>
<p>L’irregolarità contributiva può determinare la revoca totale del contributo.</p>
<p>Prima della domanda è opportuno verificare:</p>
<ul>
<li>posizione INPS;</li>
<li>posizione INAIL;</li>
<li>eventuali debiti;</li>
<li>rateazioni;</li>
<li>dichiarazioni fiscali;</li>
<li>pendenze;</li>
<li>correttezza dell’inquadramento.</li>
</ul>
<h2><strong>Beneficiari dell’annualità 2025</strong></h2>
<p>I soggetti che hanno ricevuto il contributo regionale per l’annualità 2025 devono avere assolto gli adempimenti di rendicontazione relativi ai precedenti progetti.</p>
<p>Non è sufficiente avere realizzato le attività.</p>
<p>Devono essere state rispettate anche le procedure amministrative previste per:</p>
<ul>
<li>invio del rendiconto;</li>
<li>relazione finale;</li>
<li>documentazione;</li>
<li>eventuali integrazioni;</li>
<li>risposta alle richieste regionali.</li>
</ul>
<p>Un precedente beneficiario con una rendicontazione ancora irregolare può risultare non ammissibile alla nuova edizione.</p>
<h2><strong>Partecipazione in forma associata</strong></h2>
<p>Il bando consente di presentare progetti in forma associata.</p>
<p>Una collaborazione può coinvolgere, per esempio:</p>
<ul>
<li>associazione culturale;</li>
<li>museo;</li>
<li>biblioteca;</li>
<li>cooperativa sociale;</li>
<li>ente locale;</li>
<li>compagnia artistica;</li>
<li>soggetto con esperienza penitenziaria;</li>
<li>organizzazione di volontariato;</li>
<li>università;</li>
<li>altra istituzione culturale.</li>
</ul>
<p>Il progetto dovrebbe identificare:</p>
<ul>
<li>soggetto capofila;</li>
<li>partner;</li>
<li>ruoli;</li>
<li>attività;</li>
<li>personale;</li>
<li>spese;</li>
<li>responsabilità;</li>
<li>modalità di pagamento;</li>
<li>modalità di rendicontazione;</li>
<li>proprietà dei risultati;</li>
<li>obblighi di comunicazione.</li>
</ul>
<p>Le fatture e i documenti di spesa possono essere intestati anche a partner o ad altri soggetti indicati nel progetto, purché l’organizzazione finanziaria sia definita chiaramente e le spese risultino effettivamente collegate all’intervento.</p>
<h2><strong>Forme di partenariato premiate</strong></h2>
<p>La presenza di reti con enti del Terzo settore attivi sul territorio può ottenere fino a:</p>
<p><strong>10 punti</strong></p>
<p>La partnership deve essere sostanziale.</p>
<p>Una semplice lettera di sostegno priva di attività concrete può avere un valore limitato.</p>
<p>È preferibile precisare:</p>
<ul>
<li>che cosa farà ogni partner;</li>
<li>quante ore realizzerà;</li>
<li>quali professionisti metterà a disposizione;</li>
<li>quale pubblico raggiungerà;</li>
<li>quali costi sosterrà;</li>
<li>come contribuirà alla continuità del progetto.</li>
</ul>
<h2><strong>Area geografica</strong></h2>
<p>I progetti devono essere realizzati presso gli istituti di pena presenti nel:</p>
<p><strong>territorio della Regione Toscana</strong></p>
<p>La misura mira a garantire una distribuzione territoriale ampia.</p>
<p>La Commissione può ridurre in modo uniforme gli importi assegnati per favorire:</p>
<ul>
<li>un maggior numero di progetti;</li>
<li>una maggiore copertura degli istituti;</li>
<li>il coinvolgimento delle sedi disagiate;</li>
<li>il coinvolgimento degli istituti penali minorili.</li>
</ul>
<p>Una proposta ben valutata potrebbe quindi ricevere un contributo inferiore a quello richiesto.</p>
<p>Il richiedente deve essere disponibile a rimodulare il progetto senza comprometterne gli elementi essenziali.</p>
<h2><strong>Ente titolare e soggetti coinvolti</strong></h2>
<p>L’ente titolare della misura è:</p>
<p><strong>Regione Toscana</strong></p>
<p>La struttura competente è:</p>
<p><strong>Direzione Beni, istituzioni, attività culturali e sport</strong></p>
<p>La misura viene attuata in collaborazione con:</p>
<p><strong>Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e Umbria</strong></p>
<p>Alla valutazione partecipa anche un rappresentante del:</p>
<p><strong>Settore Welfare e innovazione sociale della Regione Toscana</strong></p>
<p>La Commissione è composta da:</p>
<ul>
<li>un membro della Direzione Beni, istituzioni, attività culturali e sport;</li>
<li>un membro del Settore Welfare e innovazione sociale;</li>
<li>un membro del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e Umbria.</li>
</ul>
<p>Atamai non è l’ente concedente e non partecipa alla valutazione.</p>
<p>Può assistere il soggetto interessato nella verifica dei requisiti, nell’organizzazione del budget, nella costruzione della scheda progettuale e nella preparazione della documentazione da inviare.</p>
<h2><strong>Dotazione finanziaria</strong></h2>
<p>Le risorse disponibili ammontano a:</p>
<p><strong>338.190,68 euro</strong></p>
<p>La Regione intende distribuire il fondo tenendo conto:</p>
<ul>
<li>dei punteggi ottenuti;</li>
<li>dell’importo richiesto;</li>
<li>della disponibilità complessiva;</li>
<li>della copertura territoriale;</li>
<li>del numero di istituti coinvolti;</li>
<li>della presenza di sedi disagiate;</li>
<li>della presenza di istituti penali minorili.</li>
</ul>
<p>Il fondo potrebbe finanziare almeno sedici progetti a contributo massimo pieno.</p>
<p>Il numero può aumentare se:</p>
<ul>
<li>i contributi richiesti sono inferiori a 20.000 euro;</li>
<li>gli importi vengono rimodulati;</li>
<li>la Commissione applica una riduzione uniforme.</li>
</ul>
<h2><strong>Forma ed entità del contributo</strong></h2>
<p>L’agevolazione è un:</p>
<p><strong>contributo a fondo perduto</strong></p>
<p>L’intensità massima è:</p>
<p><strong>90% del costo complessivo ammissibile</strong></p>
<p>Il contributo massimo è:</p>
<p><strong>20.000 euro per progetto</strong></p>
<p>Il richiedente deve garantire almeno il:</p>
<p><strong>10% di cofinanziamento</strong></p>
<p>La Regione può riconoscere un importo inferiore a quello richiesto.</p>
<h2><strong>Esempi di calcolo</strong></h2>
<h3><strong>Progetto da 10.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>costo complessivo: 10.000 euro;</li>
<li>contributo massimo al 90%: 9.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento minimo: 1.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 20.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo massimo: 18.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento minimo: 2.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 22.222,22 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo massimo: 20.000 euro;</li>
<li>cofinanziamento minimo: 2.222,22 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 30.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo massimo: 20.000 euro;</li>
<li>quota da coprire con risorse proprie o altre entrate: almeno 10.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Contributo richiesto di 20.000 euro ridotto a 16.000 euro</strong></h3>
<p>Se la Regione assegna 16.000 euro, il beneficiario può essere chiamato a rimodulare il progetto.</p>
<p>La rimodulazione deve:</p>
<ul>
<li>mantenere obiettivi e qualità;</li>
<li>garantire la sostenibilità;</li>
<li>rispettare le attività essenziali;</li>
<li>assicurare il cofinanziamento;</li>
<li>essere accettata dalla Regione.</li>
</ul>
<h2><strong>Come può essere coperto il cofinanziamento</strong></h2>
<p>La quota non coperta dal contributo può derivare da:</p>
<ul>
<li>risorse proprie;</li>
<li>contributi di partner;</li>
<li>altri finanziamenti pubblici compatibili;</li>
<li>sponsorizzazioni;</li>
<li>entrate dedicate;</li>
<li>fondi di enti locali;</li>
<li>altre risorse effettivamente disponibili.</li>
</ul>
<p>Il lavoro volontario non può essere valorizzato come cofinanziamento figurativo.</p>
<p>Non possono essere utilizzate come costo:</p>
<ul>
<li>prestazioni gratuite;</li>
<li>attrezzature concesse gratuitamente;</li>
<li>servizi promozionali gratuiti;</li>
<li>costi sostenuti direttamente dallo sponsor.</li>
</ul>
<p>Il cofinanziamento deve corrispondere a costi e pagamenti effettivi riportati nella rendicontazione.</p>
<h2><strong>Il contributo non è un aiuto di Stato</strong></h2>
<p>L’Avviso stabilisce che il sostegno non è considerato aiuto di Stato.</p>
<p>Non viene quindi applicato il normale plafond “de minimis”.</p>
<p>Il contributo può essere cumulato con altri finanziamenti pubblici e con altre entrate destinate alle stesse attività, purché:</p>
<ul>
<li>non venga finanziata due volte la stessa spesa;</li>
<li>il totale delle entrate non superi il costo effettivo;</li>
<li>ogni documento sia imputato correttamente;</li>
<li>le differenti fonti siano chiaramente indicate.</li>
</ul>
<p>Il beneficiario di contributi destinati anche al Teatro in carcere o al Teatro sociale deve dimostrare la corretta separazione delle spese tra i diversi programmi.</p>
<h2><strong>Spese ammissibili</strong></h2>
<p>Sono ammissibili le spese:</p>
<ul>
<li>direttamente collegate al progetto;</li>
<li>effettivamente sostenute;</li>
<li>corrispondenti a pagamenti eseguiti;</li>
<li>documentate da fatture o documenti equivalenti;</li>
<li>intestate al beneficiario, a un partner o a un soggetto indicato nel progetto;</li>
<li>inserite nella rendicontazione finale.</li>
</ul>
<h2><strong>Attività laboratoriali</strong></h2>
<p>Sono ammissibili i costi relativi a:</p>
<ul>
<li>ideazione;</li>
<li>organizzazione;</li>
<li>conduzione;</li>
<li>materiali di modico valore;</li>
<li>tutoraggio;</li>
<li>assistenza;</li>
<li>coordinamento direttamente collegato;</li>
<li>realizzazione delle azioni laboratoriali.</li>
</ul>
<p>Il costo deve essere rapportato:</p>
<ul>
<li>al numero di ore;</li>
<li>al numero dei partecipanti;</li>
<li>alle professionalità coinvolte;</li>
<li>alla complessità;</li>
<li>ai risultati previsti.</li>
</ul>
<h2><strong>Noleggio di attrezzature</strong></h2>
<p>È ammesso il noleggio di attrezzature necessarie ai laboratori.</p>
<p>Possono essere considerate:</p>
<ul>
<li>apparecchiature audio;</li>
<li>strumenti musicali;</li>
<li>videocamere;</li>
<li>microfoni;</li>
<li>sistemi di registrazione;</li>
<li>proiettori;</li>
<li>schermi;</li>
<li>attrezzature informatiche;</li>
<li>luci;</li>
<li>materiali espositivi;</li>
<li>altre dotazioni temporanee.</li>
</ul>
<p>L’acquisto di beni durevoli è generalmente escluso, salvo oggetti di modico valore.</p>
<p>È quindi preferibile utilizzare il noleggio quando il progetto richiede apparecchiature di valore significativo.</p>
<h2><strong>Personale artistico e tecnico</strong></h2>
<p>Sono ammissibili i compensi destinati a:</p>
<ul>
<li>artisti;</li>
<li>musicisti;</li>
<li>registi;</li>
<li>autori;</li>
<li>tecnici audio;</li>
<li>tecnici video;</li>
<li>montatori;</li>
<li>operatori culturali;</li>
<li>educatori museali;</li>
<li>formatori;</li>
<li>conduttori di laboratori;</li>
<li>altre figure direttamente coinvolte.</li>
</ul>
<p>I compensi devono essere:</p>
<ul>
<li>congrui;</li>
<li>documentati;</li>
<li>coerenti con il numero di ore;</li>
<li>conformi alla normativa;</li>
<li>accompagnati dai relativi obblighi fiscali e previdenziali.</li>
</ul>
<h2><strong>Personale interno</strong></h2>
<p>È ammissibile il costo del personale interno:</p>
<ul>
<li>a tempo indeterminato;</li>
<li>a tempo determinato;</li>
</ul>
<p>quando viene impiegato nelle attività laboratoriali del progetto.</p>
<p>La rendicontazione dovrebbe permettere di ricostruire:</p>
<ul>
<li>persona;</li>
<li>ruolo;</li>
<li>costo;</li>
<li>periodo;</li>
<li>ore dedicate;</li>
<li>collegamento con il progetto;</li>
<li>modalità di calcolo.</li>
</ul>
<p>Il costo del personale amministrativo generale deve essere correttamente distinto dalle spese di funzionamento e gestione.</p>
<h2><strong>Promozione e comunicazione</strong></h2>
<p>Le spese di promozione e comunicazione sono ammesse fino al:</p>
<p><strong>10% del totale dei costi ammissibili</strong></p>
<p>Possono comprendere:</p>
<ul>
<li>grafica;</li>
<li>stampa;</li>
<li>comunicazione digitale;</li>
<li>materiali informativi;</li>
<li>documentazione delle attività;</li>
<li>diffusione dei risultati;</li>
<li>organizzazione della restituzione pubblica;</li>
<li>strumenti per far conoscere il progetto sul territorio.</li>
</ul>
<p>Tutti i materiali devono riportare:</p>
<ul>
<li>denominazione della Regione Toscana;</li>
<li>stemma della Regione;</li>
<li>indicazioni richieste dal provvedimento.</li>
</ul>
<p>L’assenza della corretta evidenza del sostegno regionale può determinare una revoca parziale.</p>
<h2><strong>Funzionamento e gestione</strong></h2>
<p>Le spese di funzionamento e gestione sono ammesse fino al:</p>
<p><strong>20% del totale dei costi ammissibili</strong></p>
<p>Possono comprendere costi organizzativi direttamente riferibili al progetto.</p>
<p>Devono essere:</p>
<ul>
<li>proporzionati;</li>
<li>documentati;</li>
<li>distinti dai costi ordinari del soggetto;</li>
<li>collegati al periodo di realizzazione;</li>
<li>attribuiti secondo criteri verificabili.</li>
</ul>
<p>Non è prudente utilizzare automaticamente l’intero 20%.</p>
<p>La quota deve essere giustificata dalla struttura concreta del progetto.</p>
<h2><strong>Riprese video professionali</strong></h2>
<p>Sono ammesse le spese per riprese professionali finalizzate a documentare le attività.</p>
<p>Il prodotto può avere funzioni di:</p>
<ul>
<li>documentazione;</li>
<li>monitoraggio;</li>
<li>restituzione;</li>
<li>sensibilizzazione;</li>
<li>diffusione culturale.</li>
</ul>
<p>Prima delle riprese devono essere definite tutte le autorizzazioni relative a:</p>
<ul>
<li>istituto;</li>
<li>partecipanti;</li>
<li>trattamento dei dati;</li>
<li>immagini;</li>
<li>voce;</li>
<li>utilizzo del materiale;</li>
<li>diffusione.</li>
</ul>
<h2><strong>IVA</strong></h2>
<p>È ammissibile l’IVA quando rimane definitivamente a carico del soggetto e non è detraibile.</p>
<p>Il beneficiario deve poter dichiarare e documentare il proprio regime fiscale.</p>
<p>L’IVA detraibile non rappresenta un costo ammissibile.</p>
<h2><strong>Rimborsi spese</strong></h2>
<p>I rimborsi spese sono ammessi nel limite del:</p>
<p><strong>10% del contributo erogato</strong></p>
<p>Non del costo totale del progetto.</p>
<p>Se il contributo assegnato è pari a 20.000 euro, il limite massimo dei rimborsi è 2.000 euro.</p>
<p>Se il contributo è pari a 12.000 euro, il limite è 1.200 euro.</p>
<p>I rimborsi devono essere:</p>
<ul>
<li>effettivi;</li>
<li>documentati;</li>
<li>riferiti al progetto;</li>
<li>conformi alle regole interne e alla normativa.</li>
</ul>
<h2><strong>Personale volontario</strong></h2>
<p>Il lavoro volontario non può essere retribuito o valorizzato economicamente come costo figurativo.</p>
<p>Ai volontari possono essere rimborsate soltanto spese effettivamente sostenute e documentate, come:</p>
<ul>
<li>viaggio;</li>
<li>vitto;</li>
<li>alloggio.</li>
</ul>
<p>I rimborsi forfettari sono vietati, salvo la specifica possibilità prevista dal Codice del Terzo settore.</p>
<p>L’autocertificazione è possibile soltanto alle condizioni stabilite dall’articolo 17 del Codice, entro:</p>
<ul>
<li>10 euro al giorno;</li>
<li>150 euro al mese;</li>
</ul>
<p>e previa deliberazione dell’organo sociale competente sulle attività e sulle spese interessate.</p>
<h2><strong>Spese escluse</strong></h2>
<p>Non sono ammissibili:</p>
<ul>
<li>acquisto di immobili;</li>
<li>ristrutturazione di immobili;</li>
<li>IVA detraibile;</li>
<li>valorizzazione figurativa del lavoro volontario;</li>
<li>quote di partecipazione a reti;</li>
<li>quote di partecipazione a sistemi;</li>
<li>quote associative;</li>
<li>servizi concessi gratuitamente;</li>
<li>attrezzature concesse gratuitamente;</li>
<li>costi sostenuti direttamente dagli sponsor;</li>
<li>catering;</li>
<li>acquisto di beni durevoli, salvo oggetti di modico valore;</li>
<li>liberalità;</li>
<li>costi non strettamente collegati al progetto.</li>
</ul>
<p>Non sono ammessi pagamenti in contanti.</p>
<h2><strong>Quando possono essere sostenute le spese</strong></h2>
<p>Le attività devono essere realizzate e completamente liquidate entro:</p>
<p><strong>01/11/2027</strong></p>
<p>La rendicontazione deve essere trasmessa entro:</p>
<p><strong>15/11/2027</strong></p>
<p>Prima di sostenere costi occorre verificare:</p>
<ul>
<li>data di ammissibilità;</li>
<li>approvazione del progetto;</li>
<li>eventuali indicazioni contenute nel decreto di assegnazione;</li>
<li>coerenza con il piano finanziario;</li>
<li>intestazione del documento;</li>
<li>modalità di pagamento.</li>
</ul>
<p>Per prudenza non è opportuno avviare costi rilevanti prima della concessione, se non espressamente consentito e compatibile con la disciplina.</p>
<h2><strong>Apertura e scadenza</strong></h2>
<p>Le date sono:</p>
<ul>
<li>apertura e pubblicazione: <strong>29/07/2026</strong>;</li>
<li>scadenza: <strong>07/09/2026, ore 12:00</strong>.</li>
</ul>
<p>La domanda deve risultare consegnata alla PEC regionale entro l’orario indicato.</p>
<p>Non è sufficiente che il messaggio sia stato inviato entro le ore 12:00.</p>
<p>Fa fede la:</p>
<p><strong>ricevuta di avvenuta consegna</strong></p>
<p>L’assenza della ricevuta significa che la domanda non è stata recapitata ai sistemi regionali.</p>
<h2><strong>Come presentare la domanda</strong></h2>
<p>La domanda deve essere inviata esclusivamente mediante PEC a:</p>
<p><strong><a href="mailto:regionetoscana@postacert.toscana.it">regionetoscana@postacert.toscana.it</a></strong></p>
<p>Nell’oggetto deve essere indicato:</p>
<p><strong>Avviso Pubblico finalizzato alla presentazione di progetti culturali destinati alla popolazione carceraria. Annualità 2026/2027</strong></p>
<p>La comunicazione deve essere indirizzata all’attenzione della:</p>
<p><strong>Direzione Beni, istituzioni, attività culturali e sport</strong></p>
<p>Non sono previste:</p>
<ul>
<li>presentazione tramite portale;</li>
<li>consegna a mano;</li>
<li>raccomandata;</li>
<li>email ordinaria;</li>
<li>invio a un indirizzo PEC differente.</li>
</ul>
<h2><strong>Modulistica obbligatoria</strong></h2>
<p>La domanda deve essere predisposta utilizzando esclusivamente la modulistica ufficiale allegata al Decreto n. 16456/2026.</p>
<p>Gli allegati principali sono:</p>
<ul>
<li>Allegato A – domanda di contributo;</li>
<li>Allegato B – scheda del beneficiario;</li>
<li>Allegato C – scheda progettuale.</li>
</ul>
<p>Per la successiva rendicontazione è previsto:</p>
<ul>
<li>Allegato D – rendiconto delle spese.</li>
</ul>
<p>Non devono essere sostituiti con modelli elaborati autonomamente.</p>
<p>Ulteriori relazioni o documenti possono essere allegati soltanto se coerenti con le istruzioni e utili a dimostrare gli elementi del progetto.</p>
<h2><strong>Firma della domanda</strong></h2>
<p>La domanda deve essere sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto beneficiario.</p>
<p>È opportuno utilizzare una firma digitale valida e verificabile.</p>
<p>Devono essere controllati:</p>
<ul>
<li>identità del firmatario;</li>
<li>poteri di rappresentanza;</li>
<li>validità del certificato;</li>
<li>formato;</li>
<li>leggibilità;</li>
<li>integrità dei file;</li>
<li>eventuale procura;</li>
<li>corrispondenza tra domanda e allegati.</li>
</ul>
<p>Quando il progetto è presentato in forma associata occorre verificare quali dichiarazioni debbano essere rese anche dai partner.</p>
<h2><strong>Imposta di bollo</strong></h2>
<p>Sulla domanda deve essere apposta l’attestazione relativa al pagamento dell’imposta di bollo, salvo i casi di esenzione.</p>
<p>La data di emissione deve essere:</p>
<ul>
<li>antecedente;</li>
<li>oppure contestuale;</li>
</ul>
<p>alla sottoscrizione della domanda.</p>
<p>Gli enti esenti devono indicare correttamente il titolo normativo che consente l’esenzione.</p>
<h2><strong>Documenti da predisporre</strong></h2>
<p>Prima dell’invio è opportuno raccogliere:</p>
<ul>
<li>domanda ufficiale;</li>
<li>scheda del beneficiario;</li>
<li>scheda progettuale;</li>
<li>statuto;</li>
<li>atto costitutivo;</li>
<li>documentazione sulla sede operativa;</li>
<li>documentazione dell’esperienza penitenziaria;</li>
<li>curriculum dell’organizzazione;</li>
<li>curriculum delle figure professionali;</li>
<li>programma delle attività;</li>
<li>calendario;</li>
<li>quadro economico;</li>
<li>piano di cofinanziamento;</li>
<li>accordi con i partner;</li>
<li>lettere relative alla collaborazione territoriale;</li>
<li>documentazione sulla posizione INPS;</li>
<li>DURC, quando applicabile;</li>
<li>dichiarazioni fiscali e contributive;</li>
<li>attestazione del bollo o dell’esenzione;</li>
<li>autorizzazioni e accordi utili con l’istituto;</li>
<li>eventuali dichiarazioni richieste dalla modulistica.</li>
</ul>
<h2><strong>Costruzione della scheda progettuale</strong></h2>
<p>La scheda dovrebbe descrivere con precisione:</p>
<ul>
<li>istituto interessato;</li>
<li>caratteristiche dei destinatari;</li>
<li>bisogno culturale ed educativo;</li>
<li>obiettivi;</li>
<li>attività;</li>
<li>metodologia;</li>
<li>calendario;</li>
<li>numero di ore;</li>
<li>numero di partecipanti;</li>
<li>professionisti;</li>
<li>partner;</li>
<li>rapporto con la comunità esterna;</li>
<li>risultati;</li>
<li>indicatori;</li>
<li>documentazione finale;</li>
<li>budget;</li>
<li>cofinanziamento.</li>
</ul>
<h2><strong>Il numero dei partecipanti</strong></h2>
<p>La congruità economica viene valutata anche considerando il numero di detenuti potenzialmente coinvolti.</p>
<p>Il progetto dovrebbe evitare numeri generici o non realistici.</p>
<p>È utile distinguere:</p>
<ul>
<li>partecipanti iscritti;</li>
<li>partecipanti effettivi attesi;</li>
<li>gruppi;</li>
<li>numero massimo per laboratorio;</li>
<li>frequenza;</li>
<li>tasso di continuità;</li>
<li>eventuali persone raggiunte dalle restituzioni.</li>
</ul>
<p>La realtà penitenziaria può determinare variazioni dovute a:</p>
<ul>
<li>trasferimenti;</li>
<li>scarcerazioni;</li>
<li>provvedimenti;</li>
<li>esigenze di sicurezza;</li>
<li>disponibilità degli spazi.</li>
</ul>
<p>La metodologia dovrebbe essere sufficientemente flessibile da gestire questi cambiamenti.</p>
<h2><strong>Il numero delle ore</strong></h2>
<p>La Commissione confronta il costo con il numero di ore previste.</p>
<p>È opportuno indicare separatamente:</p>
<ul>
<li>progettazione;</li>
<li>preparazione;</li>
<li>laboratorio;</li>
<li>tutoraggio;</li>
<li>incontri con la comunità;</li>
<li>documentazione;</li>
<li>restituzione;</li>
<li>coordinamento.</li>
</ul>
<p>Il costo per ora deve risultare credibile rispetto alle professionalità impiegate.</p>
<h2><strong>Valutazione e graduatoria</strong></h2>
<p>La procedura è:</p>
<p><strong>valutativa a graduatoria</strong></p>
<p>Il punteggio massimo è:</p>
<p><strong>100 punti</strong></p>
<p>Il bando non indica una soglia minima generale.</p>
<p>Il contributo assegnato è proporzionale al punteggio ottenuto, tenendo conto anche della necessità di distribuire le risorse tra più istituti.</p>
<h2><strong>Criteri di valutazione</strong></h2>
<h3><strong>Contaminazione dei linguaggi culturali e artistici – massimo 10 punti</strong></h3>
<p>Viene valutata la capacità di integrare differenti forme espressive.</p>
<h3><strong>Qualità delle competenze – massimo 10 punti</strong></h3>
<p>Sono valutati:</p>
<ul>
<li>formazione;</li>
<li>esperienza;</li>
<li>professionalità;</li>
<li>conoscenza del contesto penitenziario;</li>
<li>adeguatezza del gruppo di lavoro.</li>
</ul>
<h3><strong>Coerenza con gli obiettivi – massimo 10 punti</strong></h3>
<p>Le attività devono essere chiaramente collegate alle finalità dell’Avviso.</p>
<h3><strong>Figure professionali dedicate al dialogo interculturale – massimo 10 punti</strong></h3>
<p>Sono valorizzate figure come:</p>
<ul>
<li>mediatori culturali;</li>
<li>psicologi;</li>
<li>professionisti capaci di gestire la diversità culturale;</li>
<li>altre competenze coerenti.</li>
</ul>
<h3><strong>Esperienza in progetti culturali carcerari – massimo 10 punti</strong></h3>
<p>Il punteggio cresce in relazione al numero e alla consistenza dei progetti già realizzati.</p>
<h3><strong>Sensibilizzazione della comunità – massimo 10 punti</strong></h3>
<p>Sono valutati i percorsi già avviati dal richiedente nei territori.</p>
<h3><strong>Coinvolgimento della comunità esterna – massimo 10 punti</strong></h3>
<p>Il progetto deve prevedere incontri interni o esterni capaci di creare uno scambio con la cittadinanza.</p>
<h3><strong>Partnership con enti del Terzo settore – massimo 10 punti</strong></h3>
<p>Le reti territoriali devono essere operative e documentate.</p>
<h3><strong>Congruità organizzativa ed economica – massimo 20 punti</strong></h3>
<p>Il criterio più pesante considera:</p>
<ul>
<li>attività;</li>
<li>numero di ore;</li>
<li>partecipanti;</li>
<li>organizzazione;</li>
<li>costi;</li>
<li>sostenibilità;</li>
<li>rapporto tra risorse e risultati.</li>
</ul>
<h2><strong>Come costruire un progetto competitivo</strong></h2>
<h3><strong>Integrare i linguaggi</strong></h3>
<p>Un percorso unitario che collega scrittura, musica e audiovisivo può essere più efficace di attività separate.</p>
<h3><strong>Coinvolgere professionisti con esperienza specifica</strong></h3>
<p>L’esperienza artistica deve essere accompagnata dalla capacità di lavorare in carcere.</p>
<h3><strong>Prevedere mediazione e supporto</strong></h3>
<p>La presenza di mediatori culturali e psicologi può migliorare la qualità metodologica.</p>
<h3><strong>Creare un ponte con l’esterno</strong></h3>
<p>La restituzione pubblica deve essere progettata nel rispetto delle autorizzazioni e della dignità dei partecipanti.</p>
<h3><strong>Documentare l’esperienza precedente</strong></h3>
<p>Ogni progetto già realizzato dovrebbe essere descritto con dati, durata e risultati.</p>
<h3><strong>Costruire una rete reale</strong></h3>
<p>I partner devono avere compiti, ore e responsabilità identificabili.</p>
<h3><strong>Dimostrare la congruità dei costi</strong></h3>
<p>Il preventivo deve essere proporzionato al numero di incontri e partecipanti.</p>
<h3><strong>Prevedere risultati misurabili</strong></h3>
<p>Possono essere utilizzati indicatori come:</p>
<ul>
<li>partecipanti;</li>
<li>ore;</li>
<li>opere prodotte;</li>
<li>testi realizzati;</li>
<li>contenuti audiovisivi;</li>
<li>incontri pubblici;</li>
<li>partner;</li>
<li>tasso di partecipazione;</li>
<li>attività concluse;</li>
<li>pubblico esterno coinvolto.</li>
</ul>
<h2><strong>Erogazione del contributo</strong></h2>
<p>Il pagamento avviene in due fasi.</p>
<h3><strong>Anticipo del 50%</strong></h3>
<p>Contestualmente al decreto di assegnazione viene impegnato e liquidato un anticipo pari al:</p>
<p><strong>50% del contributo concesso</strong></p>
<p>Per un contributo di 20.000 euro, l’anticipo è pari a 10.000 euro.</p>
<h3><strong>Saldo</strong></h3>
<p>Il saldo viene erogato dopo:</p>
<ul>
<li>conclusione delle attività;</li>
<li>pagamento delle spese;</li>
<li>presentazione del rendiconto;</li>
<li>verifica della documentazione.</li>
</ul>
<p>Le attività devono essere completate e liquidate entro il 01/11/2027.</p>
<p>Il rendiconto deve essere trasmesso entro il 15/11/2027.</p>
<h2><strong>Rendicontazione</strong></h2>
<p>Il beneficiario deve inviare tramite PEC:</p>
<ul>
<li>Allegato D;</li>
<li>elenco dei documenti di spesa;</li>
<li>dichiarazione sostitutiva firmata dal legale rappresentante;</li>
<li>relazione sintetica delle attività;</li>
<li>eventuali ulteriori documenti richiesti.</li>
</ul>
<p>La rendicontazione deve riportare il:</p>
<p><strong>100% del costo complessivo del progetto</strong></p>
<p>Non soltanto la quota coperta dalla Regione.</p>
<p>Devono quindi essere rendicontate anche le spese coperte dal cofinanziamento.</p>
<h2><strong>Pagamenti</strong></h2>
<p>Non sono ammessi pagamenti in contanti.</p>
<p>Devono essere utilizzati strumenti tracciabili, come:</p>
<ul>
<li>bonifico;</li>
<li>carta intestata al soggetto;</li>
<li>altri strumenti bancari verificabili.</li>
</ul>
<p>La documentazione deve consentire di collegare:</p>
<ul>
<li>beneficiario;</li>
<li>fornitore;</li>
<li>fattura;</li>
<li>pagamento;</li>
<li>progetto;</li>
<li>importo.</li>
</ul>
<h2><strong>Monitoraggio</strong></h2>
<p>La Regione può svolgere attività di monitoraggio durante l’attuazione.</p>
<p>Il beneficiario deve essere in grado di fornire:</p>
<ul>
<li>stato di avanzamento;</li>
<li>attività realizzate;</li>
<li>numero di partecipanti;</li>
<li>criticità;</li>
<li>modifiche;</li>
<li>prodotti;</li>
<li>risultati;</li>
<li>informazioni economiche.</li>
</ul>
<h2><strong>Revoca totale</strong></h2>
<p>Il contributo può essere revocato integralmente in caso di:</p>
<ul>
<li>dichiarazioni false o inesatte;</li>
<li>mancata realizzazione dell’intero progetto;</li>
<li>irregolarità previdenziale o assistenziale;</li>
<li>mancata rendicontazione entro il termine;</li>
<li>doppio finanziamento.</li>
</ul>
<p>In caso di revoca deve essere restituito anche l’anticipo ricevuto.</p>
<h2><strong>Revoca parziale</strong></h2>
<p>La revoca può essere parziale in caso di:</p>
<ul>
<li>modifica sostanziale del progetto;</li>
<li>realizzazione incompleta;</li>
<li>mancata indicazione del sostegno regionale;</li>
<li>assenza dello stemma della Regione nei materiali;</li>
<li>riduzione delle attività;</li>
<li>costi non riconosciuti.</li>
</ul>
<h2><strong>Suggerimenti operativi</strong></h2>
<h3><strong>Contattare l’istituto prima della domanda</strong></h3>
<p>Il progetto deve essere compatibile con spazi, regole, calendario e destinatari.</p>
<h3><strong>Verificare l’esperienza quinquennale</strong></h3>
<p>Il requisito dell’annualità già svolta in carcere è vincolante.</p>
<h3><strong>Controllare la sede operativa</strong></h3>
<p>Deve essere stabile in Toscana da almeno tre anni.</p>
<h3><strong>Ricostruire la posizione INPS</strong></h3>
<p>Occorre dimostrare almeno un anno di posizione attiva negli ultimi cinque.</p>
<h3><strong>Preparare un budget prudente</strong></h3>
<p>Il contributo può essere ridotto per aumentare la copertura territoriale.</p>
<h3><strong>Evitare acquisti durevoli</strong></h3>
<p>Il bando privilegia attività, personale e noleggi.</p>
<h3><strong>Separare le fonti di finanziamento</strong></h3>
<p>Ogni spesa deve essere attribuita a una sola fonte.</p>
<h3><strong>Controllare la PEC</strong></h3>
<p>Fa fede la ricevuta di avvenuta consegna, non il semplice invio.</p>
<h3><strong>Non attendere le ultime ore</strong></h3>
<p>Gli allegati devono essere completi e firmati entro le ore 12:00.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<p>Prima di inviare la domanda verificare che:</p>
<ul>
<li>il richiedente sia un soggetto pubblico o privato costituito;</li>
<li>non si tratti di una persona fisica;</li>
<li>operi nella cultura o nello spettacolo;</li>
<li>abbia svolto attività analoghe nelle carceri toscane per almeno un’annualità negli ultimi cinque anni;</li>
<li>lo statuto comprenda finalità culturali;</li>
<li>abbia una sede operativa stabile in Toscana da almeno tre anni;</li>
<li>possieda una posizione INPS attiva per almeno un anno negli ultimi cinque;</li>
<li>sia regolare sotto il profilo fiscale e contributivo;</li>
<li>il DURC sia regolare, quando richiesto;</li>
<li>l’eventuale rendicontazione 2025 sia stata completata;</li>
<li>sia stato individuato l’istituto penitenziario;</li>
<li>il progetto rientri in almeno una delle cinque linee;</li>
<li>siano previsti risultati concreti;</li>
<li>siano indicate le ore;</li>
<li>sia indicato il numero dei partecipanti;</li>
<li>siano disponibili i curriculum;</li>
<li>siano definiti i partner;</li>
<li>il budget sia congruo;</li>
<li>la comunicazione non superi il 10%;</li>
<li>il funzionamento e la gestione non superino il 20%;</li>
<li>i rimborsi non superino il 10% del contributo;</li>
<li>non siano previsti pagamenti in contanti;</li>
<li>non siano inseriti beni durevoli non ammessi;</li>
<li>il contributo richiesto non superi il 90%;</li>
<li>il contributo non superi 20.000 euro;</li>
<li>sia garantito almeno il 10% di cofinanziamento;</li>
<li>siano utilizzati gli Allegati A, B e C;</li>
<li>la domanda sia firmata dal legale rappresentante;</li>
<li>il bollo sia assolto o sia indicata l’esenzione;</li>
<li>l’oggetto della PEC sia corretto;</li>
<li>la PEC venga inviata all’indirizzo regionale;</li>
<li>venga ricevuta la ricevuta di avvenuta consegna;</li>
<li>la consegna avvenga entro le ore 12:00 del 07/09/2026.</li>
</ul>
<h2><strong>Link ufficiali</strong></h2>
<p><strong>Pagina ufficiale del bando:</strong><br />
<a href="https://www.regione.toscana.it/-/avviso-pubblico-per-la-presentazione-di-progetti-culturali-destinati-alla-popolazione-carceraria.-annualit%C3%A0-2026-2027">https://www.regione.toscana.it/-/avviso-pubblico-per-la-presentazione-di-progetti-culturali-destinati-alla-popolazione-carceraria.-annualit%C3%A0-2026-2027</a></p>
<p><strong>Avviso pubblico integrale – Allegato 1 al Decreto n. 16456/2026:</strong><br />
<a href="https://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5524333&amp;nomeFile=Decreto+n.16456+del+20-07-2026-+Allegato+1+">https://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5524333&amp;nomeFile=Decreto+n.16456+del+20-07-2026-+Allegato+1+</a></p>
<p><strong>Allegato A – Domanda di contributo:</strong><br />
<a href="https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/prap-allegato-a-domanda-di-contributo-docx">https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/prap-allegato-a-domanda-di-contributo-docx</a></p>
<p><strong>Allegato B – Scheda del beneficiario:</strong><br />
<a href="https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/prap-allegato-b-scheda-beneficiario-docx">https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/prap-allegato-b-scheda-beneficiario-docx</a></p>
<p><strong>Allegato C – Scheda progettuale:</strong><br />
<a href="https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/prap-allegato-c-scheda-progettuale-doc">https://www.regione.toscana.it/documents/d/guest/prap-allegato-c-scheda-progettuale-doc</a></p>
<p><strong>PEC per la presentazione:</strong><br />
<a href="mailto:regionetoscana@postacert.toscana.it">regionetoscana@postacert.toscana.it</a></p>
<p><strong>Email per informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:progettiprap@regione.toscana.it">progettiprap@regione.toscana.it</a></p>
<h2><strong>Scheda rapida finale</strong></h2>
<p><strong>Titolo:</strong> Avviso pubblico per progetti culturali destinati alla popolazione carceraria – Annualità 2026-2027</p>
<p><strong>Atto:</strong> Decreto dirigenziale n. 16456 del 20/07/2026</p>
<p><strong>Pubblicazione:</strong> 29/07/2026</p>
<p><strong>Ente titolare:</strong> Regione Toscana</p>
<p><strong>Direzione competente:</strong> Direzione Beni, istituzioni, attività culturali e sport</p>
<p><strong>Soggetto istituzionale coinvolto:</strong> Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana e Umbria</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> soggetti pubblici e privati operanti nella cultura e nello spettacolo</p>
<p><strong>Persone fisiche:</strong> escluse</p>
<p><strong>Esperienza richiesta:</strong> almeno un’annualità di attività analoghe nelle carceri toscane negli ultimi cinque anni</p>
<p><strong>Sede operativa:</strong> stabile in Toscana da almeno tre anni</p>
<p><strong>Destinatari:</strong> detenuti, internati e persone sottoposte a misure alternative o sanzioni di comunità</p>
<p><strong>Linee:</strong> lettura, scrittura, audiovisivo, musica e patrimonio museale</p>
<p><strong>Territorio:</strong> istituti di pena della Toscana</p>
<p><strong>Dotazione:</strong> 338.190,68 euro</p>
<p><strong>Contributo:</strong> fino al 90%</p>
<p><strong>Contributo massimo:</strong> 20.000 euro</p>
<p><strong>Cofinanziamento minimo:</strong> 10%</p>
<p><strong>Aiuto di Stato:</strong> no</p>
<p><strong>Regime “de minimis”:</strong> non applicato</p>
<p><strong>Apertura:</strong> 29/07/2026</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 07/09/2026, ore 12:00</p>
<p><strong>Presentazione:</strong> esclusivamente via PEC</p>
<p><strong>Piattaforma online:</strong> non prevista</p>
<p><strong>Procedura:</strong> valutativa a graduatoria</p>
<p><strong>Punteggio massimo:</strong> 100 punti</p>
<p><strong>Soglia minima:</strong> non indicata</p>
<p><strong>Anticipo:</strong> 50% del contributo assegnato</p>
<p><strong>Conclusione e pagamento delle attività:</strong> entro il 01/11/2027</p>
<p><strong>Rendicontazione:</strong> entro il 15/11/2027</p>
<p><strong>Pagamenti in contanti:</strong> vietati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Vuoi preparare la candidatura?</strong></h2>
<p>La domanda richiede esperienza documentata negli istituti di pena, una sede operativa stabile in Toscana, un progetto culturale dettagliato, un budget coerente e la capacità di garantire almeno il 10% di cofinanziamento.</p>
<p>Atamai può affiancare enti, associazioni, fondazioni e operatori culturali nella verifica dei requisiti, nella costruzione del progetto, nell’organizzazione del quadro economico e nel controllo della documentazione da trasmettere via PEC.</p>
<p>Per richiedere assistenza scrivi a <strong><a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuove imprese artigiane in Friuli Venezia Giulia: contributi fino al 55% per investimenti e costi di avvio</title>
		<link>https://audit50.it/nuove-imprese-artigiane-in-friuli-venezia-giulia-contributi-fino-al-55-per-investimenti-e-costi-di-avvio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 20:46:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia GIulia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[Start-Up]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2295</guid>

					<description><![CDATA[Nuove imprese artigiane in Friuli Venezia Giulia: contributi fino al 55% per investimenti e costi di avvio La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia sostiene la nascita delle nuove imprese artigiane attraverso contributi a fondo perduto destinati a coprire una parte dei costi sostenuti per avviare l’attività. La misura può finanziare un programma articolato, comprendente macchinari,&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/nuove-imprese-artigiane-in-friuli-venezia-giulia-contributi-fino-al-55-per-investimenti-e-costi-di-avvio/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Nuove imprese artigiane in Friuli Venezia Giulia: contributi fino al 55% per investimenti e costi di avvio</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Nuove imprese artigiane in Friuli Venezia Giulia: contributi fino al 55% per investimenti e costi di avvio</h1>
<p>La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia sostiene la nascita delle nuove imprese artigiane attraverso contributi a fondo perduto destinati a coprire una parte dei costi sostenuti per avviare l’attività.</p>
<p>La misura può finanziare un programma articolato, comprendente macchinari, attrezzature, veicoli commerciali, arredi, programmi informatici, commercio elettronico, opere edilizie, formazione, costi del personale assunto a tempo indeterminato e alcune spese direttamente collegate alla costituzione dell’impresa.</p>
<p>L’intensità ordinaria del contributo è pari al <strong>40% delle spese ammissibili</strong>.</p>
<p>L’aliquota può salire:</p>
<ul>
<li>al 50% per le imprese artigiane giovanili;</li>
<li>al 50% per le imprese artigiane femminili;</li>
<li>al 50% per le imprese localizzate nelle aree di svantaggio socioeconomico;</li>
<li>fino al 55% quando a una delle condizioni precedenti si aggiunge il possesso del rating di legalità.</li>
</ul>
<p>La spesa complessivamente ammissibile deve essere compresa tra:</p>
<ul>
<li>un minimo di 1.500 euro;</li>
<li>un massimo di 75.000 euro.</li>
</ul>
<p>Il contributo massimo teorico può quindi raggiungere:</p>
<ul>
<li>30.000 euro con aliquota del 40%;</li>
<li>37.500 euro con aliquota del 50%;</li>
<li>41.250 euro con aliquota del 55%.</li>
</ul>
<p>Le domande devono essere presentate insieme alla rendicontazione delle spese attraverso il sistema telematico regionale:</p>
<ul>
<li>dalle ore 10:00 del <strong>31/03/2026</strong>;</li>
<li>alle ore 16:00 del <strong>31/12/2026</strong>.</li>
</ul>
<p>La procedura è valutativa a sportello. Le pratiche vengono istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione e finanziate fino all’esaurimento delle risorse disponibili.</p>
<h2><strong>Nome ufficiale dell’agevolazione</strong></h2>
<p>La denominazione utilizzata dalla Regione è:</p>
<p><strong>Contributi alle start up artigiane – Domande 2026</strong></p>
<p>La misura è disciplinata dalla normativa regionale dedicata all’artigianato e dal regolamento emanato con:</p>
<p><strong>Decreto del Presidente della Regione n. 33/2012</strong></p>
<p>L’intervento fa parte dei canali contributivi gestiti per conto della Regione dal:</p>
<p><strong>CATA Artigianato FVG S.r.l. – Centro di assistenza tecnica alle imprese artigiane</strong></p>
<p>Il termine “start up artigiana” non indica necessariamente una startup innovativa iscritta nell’apposita sezione del Registro delle imprese.</p>
<p>La misura è rivolta alle nuove imprese che si iscrivono per la prima volta all’Albo provinciale delle imprese artigiane e rispettano le condizioni previste dalla disciplina regionale.</p>
<h2><strong>Finalità della misura</strong></h2>
<p>L’intervento intende sostenere i costi iniziali che possono rendere più difficile la nascita di una nuova attività artigiana.</p>
<p>Gli obiettivi comprendono:</p>
<ul>
<li>favorire la creazione di nuove imprese;</li>
<li>facilitare l’acquisto delle prime attrezzature;</li>
<li>sostenere l’allestimento dei laboratori;</li>
<li>accompagnare la digitalizzazione;</li>
<li>migliorare l’accesso al commercio elettronico;</li>
<li>agevolare l’assunzione di personale stabile;</li>
<li>sostenere la formazione del titolare e dei dipendenti;</li>
<li>contribuire ai costi di costituzione;</li>
<li>favorire la presenza di imprese giovanili e femminili;</li>
<li>sostenere le iniziative localizzate nelle aree con maggiore svantaggio socioeconomico;</li>
<li>rafforzare la capacità organizzativa delle nuove attività;</li>
<li>ridurre il fabbisogno finanziario nella fase di avvio.</li>
</ul>
<p>Il contributo può quindi accompagnare l’impresa dalla costituzione alla piena operatività, purché le spese rientrino nelle categorie previste e siano state effettivamente sostenute.</p>
<h2><strong>Beneficiari</strong></h2>
<p>Possono accedere alla misura:</p>
<ul>
<li>microimprese;</li>
<li>piccole imprese;</li>
<li>medie imprese;</li>
<li>consorzi;</li>
<li>società consortili;</li>
<li>cooperative artigiane;</li>
<li>consorzi costituiti anche in forma cooperativa.</li>
</ul>
<p>Il soggetto richiedente deve essere iscritto all’:</p>
<p><strong>Albo provinciale delle imprese artigiane – AIA</strong></p>
<p>L’iscrizione deve avvenire per la prima volta.</p>
<p>La misura non è quindi destinata alle imprese artigiane già operative da molti anni che intendono semplicemente acquistare nuove attrezzature.</p>
<p>Per tali imprese possono essere disponibili altri canali regionali, come l’ammodernamento tecnologico, il commercio elettronico, la partecipazione a fiere o i contributi per le imprese di piccolissime dimensioni.</p>
<h2><strong>Requisito della prima iscrizione all’Albo artigiani</strong></h2>
<p>L’impresa richiedente deve risultare iscritta per la prima volta all’Albo provinciale delle imprese artigiane.</p>
<p>Il controllo non riguarda soltanto la società che presenta la domanda.</p>
<p>Il titolare o il socio imprenditore non deve risultare:</p>
<ul>
<li>titolare di una precedente impresa artigiana cancellata dall’Albo;</li>
<li>socio imprenditore di una precedente impresa artigiana cancellata;</li>
<li>titolare di un’impresa non artigiana già iscritta al Registro delle imprese;</li>
<li>socio imprenditore di un’impresa non artigiana già iscritta al Registro delle imprese, nelle condizioni previste dal regolamento.</li>
</ul>
<p>La misura vuole sostenere un vero primo avvio imprenditoriale e non la continuazione di un’attività precedente attraverso una nuova partita IVA o una nuova società.</p>
<p>Prima di presentare la domanda è quindi opportuno ricostruire:</p>
<ul>
<li>precedenti iscrizioni camerali;</li>
<li>partecipazioni societarie;</li>
<li>imprese cessate;</li>
<li>imprese individuali precedenti;</li>
<li>posizioni artigiane cancellate;</li>
<li>trasformazioni;</li>
<li>conferimenti;</li>
<li>affitti o cessioni d’azienda;</li>
<li>eventuali imprese intestate ai soci.</li>
</ul>
<h2><strong>Trasformazioni e operazioni societarie</strong></h2>
<p>La costituzione di una nuova società non garantisce automaticamente l’ammissibilità.</p>
<p>Devono essere valutate con attenzione operazioni come:</p>
<ul>
<li>trasformazione di una ditta individuale in società;</li>
<li>conferimento di un’attività preesistente;</li>
<li>acquisizione di un’azienda già operativa;</li>
<li>subentro in un’impresa familiare;</li>
<li>cessione di ramo d’azienda;</li>
<li>modifica della forma giuridica;</li>
<li>ingresso di soci già imprenditori;</li>
<li>trasferimento di beni e clienti da un’impresa precedente.</li>
</ul>
<p>Quando l’attività costituisce, nella sostanza, la continuazione di un’impresa già esistente, il requisito della nuova impresa può non essere soddisfatto.</p>
<h2><strong>Area geografica</strong></h2>
<p>La misura riguarda le imprese artigiane iscritte all’Albo competente del:</p>
<p><strong>Friuli Venezia Giulia</strong></p>
<p>L’attività e gli investimenti devono essere riferibili a una sede o unità produttiva ammissibile nel territorio regionale.</p>
<p>La verifica deve riguardare:</p>
<ul>
<li>sede legale;</li>
<li>sede operativa;</li>
<li>laboratorio;</li>
<li>unità locale;</li>
<li>iscrizione all’Albo artigiani;</li>
<li>localizzazione dei beni;</li>
<li>luogo di utilizzo dei macchinari;</li>
<li>immobile interessato dalle opere;</li>
<li>dipendenti collegati all’attività finanziata.</li>
</ul>
<p>I macchinari e le attrezzature acquistati devono essere destinati esclusivamente alla nuova attività artigiana.</p>
<h2><strong>Ente titolare, soggetto gestore e assistenza</strong></h2>
<p>Il soggetto titolare della misura è:</p>
<p><strong>Regione autonoma Friuli Venezia Giulia</strong></p>
<p>Il soggetto incaricato della gestione è:</p>
<p><strong>CATA Artigianato FVG S.r.l.</strong></p>
<p>Il CATA cura le principali attività amministrative, tra cui:</p>
<ul>
<li>informazione;</li>
<li>ricezione delle domande;</li>
<li>verifica della documentazione;</li>
<li>istruttoria;</li>
<li>controllo delle spese;</li>
<li>concessione;</li>
<li>liquidazione;</li>
<li>gestione delle integrazioni;</li>
<li>controlli.</li>
</ul>
<p>Atamai non è l’ente concedente e non sostituisce il CATA.</p>
<p>Può assistere l’impresa nella verifica preliminare dell’ammissibilità, nella selezione delle spese, nel calcolo del contributo e nell’organizzazione della documentazione necessaria per la domanda.</p>
<h2><strong>Apertura e scadenza</strong></h2>
<p>La finestra ufficiale è:</p>
<ul>
<li>apertura alle ore 10:00 del <strong>31/03/2026</strong>;</li>
<li>chiusura alle ore 16:00 del <strong>31/12/2026</strong>.</li>
</ul>
<p>Le domande presentate fuori da questa finestra vengono archiviate.</p>
<p>La procedura può inoltre diventare non concretamente accessibile prima del 31 dicembre quando le risorse disponibili risultano esaurite.</p>
<p>Poiché l’istruttoria segue l’ordine cronologico, è opportuno non attendere la fine dell’anno dopo aver completato il programma di spesa.</p>
<h2><strong>Domanda e rendicontazione vengono presentate insieme</strong></h2>
<p>La misura presenta una caratteristica importante:</p>
<p><strong>la domanda viene presentata dopo la conclusione del programma di investimento ed è accompagnata dalla rendicontazione.</strong></p>
<p>L’impresa deve quindi:</p>
<ol>
<li>costituirsi e iscriversi correttamente;</li>
<li>realizzare il programma;</li>
<li>ricevere le fatture;</li>
<li>effettuare i pagamenti;</li>
<li>raccogliere la documentazione;</li>
<li>compilare la domanda telematica;</li>
<li>allegare la rendicontazione;</li>
<li>inviare la pratica entro la scadenza.</li>
</ol>
<p>Il contributo non viene prenotato prima dell’acquisto.</p>
<p>L’impresa sostiene le spese senza avere la certezza preventiva della concessione.</p>
<p>Questo rende indispensabile verificare l’ammissibilità prima di:</p>
<ul>
<li>ordinare un macchinario;</li>
<li>acquistare un autocarro;</li>
<li>sottoscrivere un leasing;</li>
<li>avviare opere edilizie;</li>
<li>conferire un incarico;</li>
<li>assumere personale;</li>
<li>acquistare software;</li>
<li>attivare un progetto di commercio elettronico.</li>
</ul>
<h2><strong>Periodo delle spese</strong></h2>
<p>Per le start up artigiane possono essere riconosciute le spese sostenute:</p>
<ul>
<li>nei sei mesi antecedenti l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane;</li>
<li>nei ventiquattro mesi successivi all’iscrizione.</li>
</ul>
<p>Per l’annualità 2026, l’avviso generale relativo ai canali del CATA indica inoltre la possibilità di rendicontare spese sostenute a decorrere dal <strong>01/01/2025</strong>.</p>
<p>La spesa deve quindi rispettare contemporaneamente:</p>
<ul>
<li>il periodo generale ammesso per l’annualità;</li>
<li>la finestra collegata alla data di prima iscrizione dell’impresa;</li>
<li>la scadenza della domanda;</li>
<li>le ulteriori condizioni stabilite dal regolamento.</li>
</ul>
<h3><strong>Esempio</strong></h3>
<p>Un’impresa iscritta all’Albo artigiani il 01/06/2026 può valutare spese sostenute:</p>
<ul>
<li>nei sei mesi precedenti l’iscrizione;</li>
<li>nei ventiquattro mesi successivi;</li>
</ul>
<p>ma, per presentare la domanda nel 2026, il programma rendicontato deve risultare concluso e la pratica deve essere inviata entro le ore 16:00 del 31/12/2026.</p>
<p>Le spese che saranno sostenute nel 2027 potranno essere valutate nell’annualità competente, se la misura verrà riaperta e se saranno rispettate tutte le condizioni.</p>
<h2><strong>Forma del contributo</strong></h2>
<p>L’agevolazione è concessa come:</p>
<p><strong>contributo a fondo perduto in conto capitale</strong></p>
<p>L’impresa non deve restituire il contributo se:</p>
<ul>
<li>rispetta tutti gli obblighi;</li>
<li>mantiene i requisiti;</li>
<li>conserva i beni;</li>
<li>utilizza gli investimenti per l’attività ammessa;</li>
<li>non presenta dichiarazioni non corrette;</li>
<li>non riceve un doppio finanziamento;</li>
<li>supera i controlli.</li>
</ul>
<h2><strong>Intensità ordinaria del 40%</strong></h2>
<p>L’aliquota ordinaria è pari al:</p>
<p><strong>40% delle spese ammissibili</strong></p>
<p>Esempio con investimento di 30.000 euro:</p>
<ul>
<li>spesa ammissibile: 30.000 euro;</li>
<li>contributo al 40%: 12.000 euro;</li>
<li>quota a carico dell’impresa: 18.000 euro;</li>
<li>eventuale IVA detraibile: a carico dell’impresa.</li>
</ul>
<h2><strong>Aliquota del 50%</strong></h2>
<p>Il contributo sale al:</p>
<p><strong>50% delle spese ammissibili</strong></p>
<p>quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni:</p>
<ul>
<li>impresa artigiana appartenente all’imprenditoria giovanile;</li>
<li>impresa artigiana appartenente all’imprenditoria femminile;</li>
<li>impresa artigiana localizzata in un’area di svantaggio socioeconomico.</li>
</ul>
<p>Le definizioni di impresa giovanile e femminile devono essere applicate alla forma giuridica concreta.</p>
<p>Per una società non è sufficiente che sia presente un giovane o una donna nella compagine: devono essere rispettate le percentuali di partecipazione e le condizioni di controllo previste dalla normativa regionale.</p>
<h2><strong>Maggiorazione per il rating di legalità</strong></h2>
<p>L’intensità viene aumentata di ulteriori:</p>
<p><strong>5 punti percentuali</strong></p>
<p>quando l’impresa possiede il rating di legalità attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.</p>
<p>Il contributo può quindi raggiungere:</p>
<ul>
<li>il 45% per un’impresa ordinaria con rating;</li>
<li>il 55% per un’impresa giovanile, femminile o localizzata in area svantaggiata che possiede anche il rating.</li>
</ul>
<p>L’indicazione sintetica del 55% non rappresenta quindi l’aliquota attribuita automaticamente a tutte le nuove imprese.</p>
<p>Per una start up appena costituita, il rating di legalità può essere difficile da ottenere, perché richiede il rispetto delle condizioni previste dalla relativa disciplina, comprese quelle relative all’anzianità e al fatturato.</p>
<h2><strong>Limiti di spesa</strong></h2>
<p>La spesa complessivamente riconosciuta deve essere compresa tra:</p>
<ul>
<li>minimo 1.500 euro;</li>
<li>massimo 75.000 euro.</li>
</ul>
<p>Una domanda con spesa riconosciuta inferiore a 1.500 euro non può essere finanziata.</p>
<p>La parte di spesa superiore a 75.000 euro resta interamente a carico dell’impresa.</p>
<h2><strong>Contributo massimo teorico</strong></h2>
<h3><strong>Aliquota del 40%</strong></h3>
<ul>
<li>spesa massima riconosciuta: 75.000 euro;</li>
<li>contributo massimo: 30.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Aliquota del 50%</strong></h3>
<ul>
<li>spesa massima riconosciuta: 75.000 euro;</li>
<li>contributo massimo: 37.500 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Aliquota del 55%</strong></h3>
<ul>
<li>spesa massima riconosciuta: 75.000 euro;</li>
<li>contributo massimo: 41.250 euro.</li>
</ul>
<p>L’importo effettivo può essere inferiore quando:</p>
<ul>
<li>alcune spese vengono escluse;</li>
<li>l’IVA è recuperabile;</li>
<li>la documentazione è incompleta;</li>
<li>il costo viene rideterminato;</li>
<li>l’impresa non possiede le condizioni per la maggiorazione;</li>
<li>una parte del programma è stata sostenuta fuori dal periodo ammesso.</li>
</ul>
<h2><strong>Spese legali di costituzione</strong></h2>
<p>Sono ammissibili le spese legali direttamente collegate alla costituzione dell’impresa.</p>
<p>Possono comprendere, quando pertinenti:</p>
<ul>
<li>redazione dell’atto costitutivo;</li>
<li>predisposizione dello statuto;</li>
<li>assistenza notarile;</li>
<li>adempimenti strettamente legati alla nascita della società.</li>
</ul>
<p>Non sono automaticamente ammissibili:</p>
<ul>
<li>consulenza legale ordinaria;</li>
<li>contenziosi;</li>
<li>recupero crediti;</li>
<li>assistenza contrattuale non riferita alla costituzione;</li>
<li>consulenza continuativa.</li>
</ul>
<h2><strong>Piano di analisi e sviluppo aziendale</strong></h2>
<p>L’impresa può finanziare l’acquisizione di un piano dedicato allo sviluppo dell’attività.</p>
<p>Il documento può comprendere:</p>
<ul>
<li>analisi del mercato;</li>
<li>modello di business;</li>
<li>organizzazione;</li>
<li>investimenti;</li>
<li>struttura dei costi;</li>
<li>previsioni economiche;</li>
<li>fabbisogno finanziario;</li>
<li>strategia commerciale;</li>
<li>piano di marketing;</li>
<li>analisi dei rischi;</li>
<li>piano operativo.</li>
</ul>
<p>Il piano deve essere specifico per la nuova impresa e non un documento standard privo di collegamento con l’attività.</p>
<h2><strong>Macchinari e attrezzature</strong></h2>
<p>Sono ammissibili:</p>
<ul>
<li>macchinari;</li>
<li>macchine operatrici prive di targa;</li>
<li>attrezzature nuove di fabbrica.</li>
</ul>
<p>I beni devono essere destinati esclusivamente alla nuova attività artigiana.</p>
<p>Possono rientrare, in funzione del settore:</p>
<ul>
<li>macchine utensili;</li>
<li>attrezzature per officine;</li>
<li>strumenti per lavorazioni artistiche;</li>
<li>attrezzature per falegnamerie;</li>
<li>macchine per lavorazioni tessili;</li>
<li>strumenti per laboratori alimentari;</li>
<li>attrezzature per impiantisti;</li>
<li>macchinari per servizi alla persona;</li>
<li>utensili professionali;</li>
<li>strumenti di misurazione;</li>
<li>sistemi per produzione e controllo qualità.</li>
</ul>
<p>I beni usati non devono essere considerati automaticamente ammissibili.</p>
<h2><strong>Autocarri N1</strong></h2>
<p>Tra le novità del 2026 rientra l’acquisto di autocarri:</p>
<ul>
<li>omologati nella categoria N1;</li>
<li>destinati esclusivamente all’utilizzo aziendale;</li>
<li>con massa complessiva non superiore a 35 quintali;</li>
<li>con un massimo di tre posti.</li>
</ul>
<p>Non è sufficiente acquistare un’autovettura utilizzata anche per esigenze di lavoro.</p>
<p>La carta di circolazione deve confermare:</p>
<ul>
<li>categoria N1;</li>
<li>massa;</li>
<li>numero di posti;</li>
<li>intestazione;</li>
<li>caratteristiche del mezzo.</li>
</ul>
<p>Il veicolo deve essere funzionale alla nuova attività artigiana.</p>
<h2><strong>Leasing e locazione finanziaria</strong></h2>
<p>La misura 2026 ammette la quota capitale dei canoni relativi a:</p>
<ul>
<li>locazione finanziaria;</li>
<li>leasing operativo;</li>
</ul>
<p>per l’acquisto dei macchinari, delle attrezzature e degli autocarri ammessi.</p>
<p>Devono essere distinti:</p>
<ul>
<li>quota capitale;</li>
<li>interessi;</li>
<li>spese;</li>
<li>assicurazioni;</li>
<li>commissioni;</li>
<li>servizi accessori.</li>
</ul>
<p>L’ammissibilità riguarda la quota capitale nelle condizioni previste dal regolamento.</p>
<p>Il contratto deve essere coerente con il periodo ammesso e con la destinazione aziendale del bene.</p>
<h2><strong>Arredi per l’ufficio</strong></h2>
<p>Sono ammissibili arredi destinati all’organizzazione della nuova attività, come:</p>
<ul>
<li>scrivanie;</li>
<li>sedute operative;</li>
<li>armadi;</li>
<li>scaffalature;</li>
<li>banconi;</li>
<li>mobili funzionali all’ufficio.</li>
</ul>
<p>Gli arredi devono essere proporzionati alla struttura e destinati all’attività artigiana.</p>
<p>Arredi di carattere abitativo o decorativo privi di una funzione aziendale possono essere esclusi.</p>
<h2><strong>Programmi informatici</strong></h2>
<p>Sono finanziabili programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.</p>
<p>Possono comprendere:</p>
<ul>
<li>software per produzione;</li>
<li>programmi per progettazione;</li>
<li>applicativi tecnici;</li>
<li>software per preventivazione;</li>
<li>gestione delle commesse;</li>
<li>magazzino;</li>
<li>fatturazione;</li>
<li>pianificazione;</li>
<li>controllo dei processi;</li>
<li>sicurezza informatica;</li>
<li>gestione clienti;</li>
<li>sistemi integrati con macchinari.</li>
</ul>
<p>Il software deve essere coerente con le dimensioni e le attività della nuova impresa.</p>
<h2><strong>Opere edilizie e impiantistiche</strong></h2>
<p>Sono ammissibili interventi aventi rilevanza urbanistica o edilizia secondo la normativa regionale, esclusa la costruzione di un nuovo edificio.</p>
<p>Possono essere valutati:</p>
<ul>
<li>ristrutturazione;</li>
<li>manutenzione straordinaria;</li>
<li>adeguamento dei locali;</li>
<li>modifica degli impianti;</li>
<li>realizzazione di impianti funzionali;</li>
<li>adeguamento del laboratorio;</li>
<li>opere necessarie all’installazione dei macchinari;</li>
<li>interventi sugli spazi produttivi.</li>
</ul>
<p>La costruzione integrale di un nuovo fabbricato non rientra tra le spese indicate.</p>
<p>Prima dell’avvio devono essere verificati:</p>
<ul>
<li>titolo di disponibilità dell’immobile;</li>
<li>autorizzazione del proprietario;</li>
<li>titolo edilizio;</li>
<li>conformità urbanistica;</li>
<li>destinazione d’uso;</li>
<li>preventivi;</li>
<li>fatture;</li>
<li>pagamenti;</li>
<li>collaudi.</li>
</ul>
<h2><strong>Progettazione, direzione lavori e collaudo</strong></h2>
<p>Sono ammesse le spese tecniche collegate alle opere edilizie, entro il limite massimo del:</p>
<p><strong>15% delle spese riconosciute per gli interventi edilizi</strong></p>
<p>Possono comprendere:</p>
<ul>
<li>progettazione;</li>
<li>direzione lavori;</li>
<li>coordinamento;</li>
<li>collaudo;</li>
<li>prestazioni tecniche direttamente riferite alle opere.</li>
</ul>
<p>Non è possibile utilizzare il limite del 15% sull’intero programma quando soltanto una parte riguarda opere edilizie.</p>
<h2><strong>Salari dei dipendenti a tempo indeterminato</strong></h2>
<p>È ammissibile il salario netto relativo ai dipendenti assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.</p>
<p>La documentazione dovrebbe consentire di verificare:</p>
<ul>
<li>data di assunzione;</li>
<li>contratto;</li>
<li>tempo indeterminato;</li>
<li>inquadramento;</li>
<li>buste paga;</li>
<li>salario netto;</li>
<li>pagamenti;</li>
<li>rapporto con la nuova attività;</li>
<li>periodo ammesso.</li>
</ul>
<p>Non devono essere considerati automaticamente ammissibili:</p>
<ul>
<li>compensi del titolare;</li>
<li>prelievi dei soci;</li>
<li>collaborazioni occasionali;</li>
<li>consulenti;</li>
<li>contratti non previsti;</li>
<li>rimborsi spese.</li>
</ul>
<h2><strong>Commercio elettronico</strong></h2>
<p>Il contributo può sostenere servizi, beni e soluzioni destinati a facilitare l’accesso al commercio elettronico.</p>
<p>Sono previste spese per:</p>
<ul>
<li>consulenza per la creazione di siti e-commerce;</li>
<li>sviluppo e personalizzazione dell’applicazione;</li>
<li>integrazione con i sistemi aziendali;</li>
<li>assistenza per la gestione del sito;</li>
<li>traduzione dei contenuti;</li>
<li>studi di web marketing;</li>
<li>piani per il posizionamento e la diffusione del sito;</li>
<li>produzione di fotografie e video necessari ai contenuti;</li>
<li>hardware per una postazione completa;</li>
<li>hardware per transazioni e sicurezza;</li>
<li>software e licenze;</li>
<li>dominio;</li>
<li>casella di posta elettronica;</li>
<li>sistemi di pagamento sicuro;</li>
<li>programmi per l’integrazione con altri sistemi informativi.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve riguardare un vero canale di commercio elettronico e non soltanto un sito vetrina.</p>
<h2><strong>Hardware per l’e-commerce</strong></h2>
<p>La misura ammette hardware per:</p>
<ul>
<li>una sola postazione completa;</li>
<li>gestione delle transazioni;</li>
<li>sicurezza della connessione.</li>
</ul>
<p>La postazione deve essere collegata al progetto di commercio elettronico.</p>
<p>L’acquisto di più computer per uso amministrativo ordinario non è automaticamente riconducibile a questa voce.</p>
<h2><strong>Fotografie e video</strong></h2>
<p>Le spese per immagini e video sono ammissibili quando i contenuti costituiscono parte integrante del sito di commercio elettronico.</p>
<p>Devono quindi essere collegati a:</p>
<ul>
<li>prodotti;</li>
<li>lavorazioni;</li>
<li>catalogo online;</li>
<li>schede;</li>
<li>presentazione dell’attività;</li>
<li>percorso di acquisto.</li>
</ul>
<p>Una campagna video generica o contenuti destinati esclusivamente ai social media potrebbero non rientrare nella finalità prevista.</p>
<h2><strong>Crowdfunding</strong></h2>
<p>Sono finanziabili le spese collegate all’utilizzo di piattaforme di crowdfunding.</p>
<p>Possono comprendere, nelle condizioni previste:</p>
<ul>
<li>commissioni della piattaforma;</li>
<li>servizi direttamente collegati alla campagna;</li>
<li>costi necessari per utilizzare il portale.</li>
</ul>
<p>La campagna dovrebbe essere riferita all’avvio o allo sviluppo della nuova attività artigiana.</p>
<h2><strong>Formazione</strong></h2>
<p>Sono ammissibili corsi di formazione attinenti all’attività aziendale rivolti:</p>
<ul>
<li>al titolare;</li>
<li>ai dipendenti.</li>
</ul>
<p>La formazione può riguardare:</p>
<ul>
<li>tecniche di produzione;</li>
<li>utilizzo dei macchinari;</li>
<li>strumenti digitali;</li>
<li>gestione;</li>
<li>commercio elettronico;</li>
<li>sicurezza, quando eccede i normali obblighi e rispetta le condizioni del regolamento;</li>
<li>commercializzazione;</li>
<li>qualità;</li>
<li>innovazione.</li>
</ul>
<p>Il corso deve essere coerente con il settore e adeguatamente documentato.</p>
<h2><strong>IVA</strong></h2>
<p>Il trattamento dell’IVA deve essere verificato in base alla possibilità di recuperarla.</p>
<p>In linea generale:</p>
<ul>
<li>l’IVA detraibile non costituisce un costo effettivo;</li>
<li>l’IVA definitivamente indetraibile può essere riconosciuta quando la disciplina lo consente.</li>
</ul>
<p>L’impresa deve predisporre una dichiarazione coerente con il proprio regime fiscale.</p>
<h2><strong>Regime “de minimis”</strong></h2>
<p>Il contributo è concesso nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti “de minimis”.</p>
<p>Prima della domanda devono essere verificati:</p>
<ul>
<li>aiuti già ricevuti;</li>
<li>contributi concessi e non ancora pagati;</li>
<li>imprese collegate;</li>
<li>impresa unica;</li>
<li>eventuali fusioni;</li>
<li>scissioni;</li>
<li>trasformazioni;</li>
<li>disponibilità residua.</li>
</ul>
<p>La modulistica regionale comprende specifiche istruzioni per la dichiarazione “de minimis”.</p>
<h2><strong>Cumulo e doppio finanziamento</strong></h2>
<p>La stessa spesa non può essere finanziata due volte oltre i limiti consentiti.</p>
<p>Prima di presentare la domanda occorre verificare l’utilizzo degli stessi beni in altre misure, come:</p>
<ul>
<li>Nuova Sabatini;</li>
<li>contributi regionali;</li>
<li>incentivi camerali;</li>
<li>bandi comunali;</li>
<li>crediti d’imposta;</li>
<li>fondi europei;</li>
<li>finanziamenti destinati alle nuove imprese;</li>
<li>contributi per commercio elettronico;</li>
<li>altri incentivi all’occupazione.</li>
</ul>
<p>Il cumulo deve essere verificato rispetto alle regole di ciascuna agevolazione.</p>
<h2><strong>Procedura di presentazione</strong></h2>
<p>La domanda deve essere compilata e trasmessa telematicamente attraverso il sistema dedicato disponibile sul sito della Regione e del CATA.</p>
<p>La documentazione deve essere predisposta utilizzando i facsimili ufficiali.</p>
<p>Non è sufficiente inviare:</p>
<ul>
<li>una PEC;</li>
<li>una email;</li>
<li>documentazione cartacea;</li>
<li>un modulo non generato dal sistema.</li>
</ul>
<h2><strong>Accesso e procura</strong></h2>
<p>La pratica può essere presentata:</p>
<ul>
<li>dal legale rappresentante;</li>
<li>da un soggetto delegato munito di procura.</li>
</ul>
<p>Quando viene utilizzato un intermediario deve essere allegato il modello ufficiale di procura per:</p>
<ul>
<li>sottoscrizione;</li>
<li>presentazione telematica;</li>
<li>gestione della domanda.</li>
</ul>
<p>Le dichiarazioni relative all’impresa rimangono sotto la responsabilità del richiedente.</p>
<h2><strong>Documenti principali</strong></h2>
<p>La modulistica ufficiale comprende:</p>
<ol>
<li>domanda telematica con rendicontazione;</li>
<li>elenco analitico delle spese sostenute;</li>
<li>dichiarazione relativa ai requisiti e agli obblighi;</li>
<li>dichiarazione e informazioni “de minimis”;</li>
<li>liberatoria del fornitore per i documenti di importo inferiore a 1.000 euro;</li>
<li>procura, quando la pratica è presentata da un intermediario;</li>
<li>prima pagina della domanda contenente il bollo annullato;</li>
<li>fatture;</li>
<li>prove di pagamento;</li>
<li>documentazione tecnica dei beni;</li>
<li>documentazione relativa alle condizioni per le maggiorazioni.</li>
</ol>
<p>In funzione delle spese possono essere richiesti anche:</p>
<ul>
<li>contratti di leasing;</li>
<li>carta di circolazione;</li>
<li>titoli edilizi;</li>
<li>relazioni tecniche;</li>
<li>collaudi;</li>
<li>contratti di lavoro;</li>
<li>buste paga;</li>
<li>documentazione dei corsi;</li>
<li>contratto per la realizzazione del sito;</li>
<li>report dei servizi;</li>
<li>licenze software;</li>
<li>documenti relativi al rating di legalità.</li>
</ul>
<h2><strong>Imposta di bollo</strong></h2>
<p>La modulistica prevede la prima pagina della domanda contenente il bollo annullato.</p>
<p>Prima della trasmissione occorre verificare:</p>
<ul>
<li>importo del bollo;</li>
<li>modalità di assolvimento;</li>
<li>annullamento;</li>
<li>compilazione del modello;</li>
<li>eventuali esenzioni.</li>
</ul>
<h2><strong>Fatture e pagamenti</strong></h2>
<p>Le spese devono essere:</p>
<ul>
<li>effettivamente sostenute;</li>
<li>fatturate;</li>
<li>pagate;</li>
<li>riconducibili al beneficiario;</li>
<li>riferite all’attività;</li>
<li>collocate nel periodo ammesso;</li>
<li>coerenti con la domanda.</li>
</ul>
<p>I pagamenti devono essere tracciabili.</p>
<p>È opportuno utilizzare:</p>
<ul>
<li>bonifico;</li>
<li>strumenti bancari intestati all’impresa;</li>
<li>causali chiare;</li>
<li>conti riconducibili al beneficiario.</li>
</ul>
<p>Pagamenti effettuati da soci, familiari o soggetti diversi dall’impresa possono creare criticità.</p>
<h2><strong>Procedura di valutazione</strong></h2>
<p>La procedura è definita:</p>
<p><strong>valutativa a sportello</strong></p>
<p>Le domande vengono istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione.</p>
<p>Il CATA verifica:</p>
<ul>
<li>tempestività;</li>
<li>completezza;</li>
<li>prima iscrizione;</li>
<li>qualifica artigiana;</li>
<li>dimensione d’impresa;</li>
<li>spese;</li>
<li>pagamenti;</li>
<li>periodo;</li>
<li>aliquota;</li>
<li>maggiorazioni;</li>
<li>rispetto del “de minimis”;</li>
<li>conformità della rendicontazione.</li>
</ul>
<p>Le domande ammissibili vengono finanziate fino all’esaurimento delle risorse assegnate.</p>
<p>Non è prevista una graduatoria comparativa basata su un punteggio qualitativo.</p>
<h2><strong>Integrazioni</strong></h2>
<p>Il CATA può richiedere chiarimenti o documenti integrativi.</p>
<p>L’impresa deve controllare:</p>
<ul>
<li>PEC;</li>
<li>indirizzo indicato nella domanda;</li>
<li>comunicazioni del sistema;</li>
<li>messaggi del soggetto delegato.</li>
</ul>
<p>La mancata risposta entro il termine assegnato può determinare:</p>
<ul>
<li>esclusione;</li>
<li>riduzione della spesa;</li>
<li>archiviazione;</li>
<li>perdita del contributo.</li>
</ul>
<h2><strong>Obblighi successivi</strong></h2>
<p>Il beneficiario deve:</p>
<ul>
<li>mantenere l’attività;</li>
<li>conservare i beni;</li>
<li>utilizzare i beni per la nuova impresa;</li>
<li>mantenere la destinazione;</li>
<li>non trasferire irregolarmente gli investimenti;</li>
<li>conservare la documentazione;</li>
<li>consentire i controlli;</li>
<li>comunicare eventuali operazioni societarie;</li>
<li>evitare il doppio finanziamento;</li>
<li>rispettare il regime di aiuto.</li>
</ul>
<p>In caso di cessione, fusione, trasformazione o altra operazione straordinaria deve essere verificata la procedura di subentro nelle agevolazioni.</p>
<h2><strong>Suggerimenti operativi</strong></h2>
<h3><strong>Verificare la storia imprenditoriale dei soci</strong></h3>
<p>Una precedente impresa può compromettere il requisito della prima iscrizione.</p>
<h3><strong>Controllare l’aliquota reale</strong></h3>
<p>Il 55% è un massimo e non l’aliquota ordinaria.</p>
<h3><strong>Non presentare la domanda prima di aver concluso il programma</strong></h3>
<p>La pratica comprende già la rendicontazione.</p>
<h3><strong>Verificare i beni prima dell’ordine</strong></h3>
<p>L’impresa sostiene il rischio dell’acquisto prima della concessione.</p>
<h3><strong>Usare pagamenti tracciabili</strong></h3>
<p>Il conto dovrebbe essere intestato alla nuova impresa.</p>
<h3><strong>Distinguere quota capitale e interessi nel leasing</strong></h3>
<p>Soltanto le componenti previste possono essere riconosciute.</p>
<h3><strong>Controllare il periodo delle spese</strong></h3>
<p>Devono essere rispettate sia la finestra annuale sia quella collegata all’iscrizione all’Albo.</p>
<h3><strong>Preparare la documentazione durante il progetto</strong></h3>
<p>Non è opportuno raccogliere fatture e pagamenti soltanto a fine anno.</p>
<h3><strong>Presentare appena il programma è concluso</strong></h3>
<p>La procedura segue l’ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<p>Prima di presentare la domanda occorre verificare che:</p>
<ul>
<li>l’impresa sia una micro, piccola o media impresa;</li>
<li>sia iscritta per la prima volta all’Albo artigiani;</li>
<li>il titolare non abbia precedenti incompatibili;</li>
<li>i soci imprenditori non abbiano precedenti incompatibili;</li>
<li>l’attività sia effettivamente artigiana;</li>
<li>la sede sia ammissibile;</li>
<li>gli investimenti siano localizzati in Friuli Venezia Giulia;</li>
<li>le spese siano state sostenute nel periodo ammesso;</li>
<li>il programma sia concluso;</li>
<li>la spesa sia almeno di 1.500 euro;</li>
<li>la spesa riconosciuta non superi 75.000 euro;</li>
<li>l’aliquota sia stata calcolata correttamente;</li>
<li>siano documentati i requisiti di impresa giovanile o femminile;</li>
<li>sia verificata l’eventuale area svantaggiata;</li>
<li>il rating di legalità sia valido, quando dichiarato;</li>
<li>siano disponibili le fatture;</li>
<li>i pagamenti siano tracciabili;</li>
<li>il conto sia intestato all’impresa;</li>
<li>i beni siano nuovi;</li>
<li>i beni siano destinati alla nuova attività;</li>
<li>gli autocarri siano classificati N1;</li>
<li>il leasing distingua la quota capitale;</li>
<li>le opere siano autorizzate;</li>
<li>le spese tecniche rispettino il limite;</li>
<li>le assunzioni siano a tempo indeterminato;</li>
<li>il progetto e-commerce sia adeguatamente documentato;</li>
<li>sia disponibile spazio nel plafond “de minimis”;</li>
<li>sia compilato l’elenco analitico delle spese;</li>
<li>sia allegata la dichiarazione dei requisiti;</li>
<li>siano disponibili le liberatorie necessarie;</li>
<li>sia allegata la procura, se utilizzata;</li>
<li>il bollo sia assolto correttamente;</li>
<li>la domanda venga trasmessa entro le ore 16:00 del 31/12/2026.</li>
</ul>
<h2><strong>Link ufficiali</strong></h2>
<p><strong>Pagina ufficiale della misura:</strong><br />
<a href="https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/artigianato/FOGLIA493/FOGLIA9/articolo.html">https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/artigianato/FOGLIA493/FOGLIA9/articolo.html</a></p>
<p><strong>Modulistica ufficiale 2026:</strong><br />
<a href="https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/artigianato/FOGLIA493/FOGLIA9/modulistica/modulistica.html">https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/artigianato/FOGLIA493/FOGLIA9/modulistica/modulistica.html</a></p>
<p><strong>Avviso generale di apertura dei canali artigianato 2026:</strong><br />
<a href="https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/artigianato/news/120.html">https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/artigianato/news/120.html</a></p>
<p><strong>WebApp Incentivi FVG:</strong><br />
<a href="https://incentivi.regione.fvg.it/">https://incentivi.regione.fvg.it/</a></p>
<p><strong>CATA Artigianato FVG:</strong><br />
<a href="https://www.cata.fvg.it/">https://www.cata.fvg.it/</a></p>
<p><strong>Regolamento DPReg n. 33/2012:</strong><br />
<a href="https://lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/xmlLex.aspx?anno=2012&amp;legge=33">https://lexview-int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/xmlLex.aspx?anno=2012&amp;legge=33</a></p>
<p><strong>Contatti CATA Artigianato FVG:</strong><br />
<a href="mailto:segreteria@cata.fvg.it">segreteria@cata.fvg.it</a></p>
<p><strong>Telefono CATA:</strong><br />
040 636565</p>
<h2><strong>Scheda rapida finale</strong></h2>
<p><strong>Titolo:</strong> Contributi alle start up artigiane – Domande 2026</p>
<p><strong>Ente titolare:</strong> Regione autonoma Friuli Venezia Giulia</p>
<p><strong>Soggetto gestore:</strong> CATA Artigianato FVG S.r.l.</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> MPMI, consorzi e società consortili iscritti per la prima volta all’Albo delle imprese artigiane</p>
<p><strong>Territorio:</strong> Friuli Venezia Giulia</p>
<p><strong>Forma del sostegno:</strong> contributo a fondo perduto</p>
<p><strong>Aliquota ordinaria:</strong> 40%</p>
<p><strong>Aliquota per imprese giovanili, femminili o in aree svantaggiate:</strong> 50%</p>
<p><strong>Maggiorazione rating di legalità:</strong> 5 punti percentuali</p>
<p><strong>Aliquota massima:</strong> 55%</p>
<p><strong>Spesa minima:</strong> 1.500 euro</p>
<p><strong>Spesa massima:</strong> 75.000 euro</p>
<p><strong>Contributo massimo al 40%:</strong> 30.000 euro</p>
<p><strong>Contributo massimo al 50%:</strong> 37.500 euro</p>
<p><strong>Contributo massimo al 55%:</strong> 41.250 euro</p>
<p><strong>Apertura:</strong> 31/03/2026, ore 10:00</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 31/12/2026, ore 16:00</p>
<p><strong>Procedura:</strong> valutativa a sportello</p>
<p><strong>Ordine:</strong> cronologico</p>
<p><strong>Domanda preventiva:</strong> no</p>
<p><strong>Domanda con rendicontazione:</strong> sì</p>
<p><strong>Periodo relativo delle spese:</strong> sei mesi prima e ventiquattro mesi dopo l’iscrizione all’Albo</p>
<p><strong>Spese dell’annualità 2026:</strong> a partire dal 01/01/2025, nel rispetto delle ulteriori condizioni</p>
<p><strong>Regime:</strong> “de minimis”</p>
<p><strong>Presentazione:</strong> sistema telematico regionale</p>
<p><strong>Principali spese:</strong> costituzione, piano aziendale, macchinari, autocarri N1, leasing, arredi, software, opere, salari, e-commerce, crowdfunding e formazione</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Vuoi verificare la tua nuova impresa artigiana?</strong></h2>
<p>Prima di sostenere le spese occorre verificare il requisito della prima iscrizione, la storia imprenditoriale del titolare e dei soci, il periodo di ammissibilità e l’aliquota effettivamente applicabile.</p>
<p>La domanda viene presentata dopo la conclusione del programma e comprende già la rendicontazione. Errori nell’acquisto, nei pagamenti o nella qualificazione della start up possono quindi emergere quando la spesa è già stata sostenuta.</p>
<p>Atamai può affiancare l’impresa nella verifica dei requisiti, nella selezione delle spese e nella preparazione della documentazione telematica.</p>
<p>Per richiedere assistenza scrivi a <strong><a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Insediamento giovani agricoltori in Campania: premio fino a 50.000 euro per avviare un’azienda agricola</title>
		<link>https://audit50.it/insediamento-giovani-agricoltori-in-campania-premio-fino-a-50-000-euro-per-avviare-unazienda-agricola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 20:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
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					<description><![CDATA[Insediamento giovani agricoltori in Campania: premio fino a 50.000 euro per avviare un’azienda agricola La Regione Campania mette a disposizione 30 milioni di euro per favorire l’ingresso dei giovani nel settore agricolo e sostenere il ricambio generazionale nelle imprese rurali. L’Intervento SRE01 – Insediamento giovani agricoltori concede un premio forfettario a chi assume per la&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/insediamento-giovani-agricoltori-in-campania-premio-fino-a-50-000-euro-per-avviare-unazienda-agricola/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Insediamento giovani agricoltori in Campania: premio fino a 50.000 euro per avviare un’azienda agricola</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Insediamento giovani agricoltori in Campania: premio fino a 50.000 euro per avviare un’azienda agricola</h1>
<p>La Regione Campania mette a disposizione <strong>30 milioni di euro</strong> per favorire l’ingresso dei giovani nel settore agricolo e sostenere il ricambio generazionale nelle imprese rurali.</p>
<p>L’Intervento <strong>SRE01 – Insediamento giovani agricoltori</strong> concede un premio forfettario a chi assume per la prima volta la responsabilità effettiva di un’azienda agricola e presenta un Piano aziendale destinato a sviluppare l’attività nei diciotto mesi successivi alla concessione.</p>
<p>Il premio è pari a:</p>
<ul>
<li><strong>50.000 euro</strong> per le aziende localizzate prevalentemente nelle macroaree rurali C e D;</li>
<li><strong>45.000 euro</strong> per le aziende localizzate prevalentemente nelle macroaree A e B.</li>
</ul>
<p>Non si tratta di un rimborso percentuale delle fatture. Il giovane non deve rendicontare analiticamente acquisti per 45.000 o 50.000 euro, ma deve dimostrare di avere realizzato le attività e raggiunto gli obiettivi indicati nel Piano aziendale approvato.</p>
<p>Le domande possono essere presentate:</p>
<ul>
<li>dal <strong>06/07/2026</strong>;</li>
<li>fino alle ore <strong>14:00 del 15/09/2026</strong>.</li>
</ul>
<p>La selezione avviene mediante graduatoria. Sono ammesse le domande che raggiungono almeno <strong>25 punti su 100</strong>, ma il finanziamento effettivo dipenderà dalla posizione ottenuta e dalle risorse disponibili.</p>
<h2><strong>Nome ufficiale del bando</strong></h2>
<p>Il titolo ufficiale è:</p>
<p><strong>Intervento SRE01 – Insediamento giovani agricoltori</strong></p>
<p>La misura appartiene alla categoria:</p>
<p><strong>SRE – Insediamento di giovani agricoltori e nuovi agricoltori e avvio di nuove imprese rurali – Ricambio generazionale</strong></p>
<p>Il bando è attuato nell’ambito del:</p>
<p><strong>Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027</strong></p>
<p>e del:</p>
<p><strong>Complemento di Sviluppo Rurale della Regione Campania 2023-2027</strong></p>
<p>L’atto di approvazione è:</p>
<p><strong>Decreto dirigenziale n. 256 del 03/07/2026</strong></p>
<p>L’Intervento contribuisce in particolare agli obiettivi della Politica agricola comune dedicati a:</p>
<ul>
<li>attrarre e sostenere i giovani agricoltori;</li>
<li>facilitare lo sviluppo imprenditoriale nelle zone rurali;</li>
<li>promuovere occupazione e crescita;</li>
<li>favorire la partecipazione femminile all’agricoltura;</li>
<li>sostenere l’inclusione sociale;</li>
<li>sviluppare bioeconomia circolare e produzioni sostenibili.</li>
</ul>
<h2><strong>Che cosa finanzia il bando</strong></h2>
<p>Il bando non finanzia una singola macchina o uno specifico investimento.</p>
<p>Concede un:</p>
<p><strong>premio forfettario di primo insediamento</strong></p>
<p>Il premio sostiene il giovane durante la fase iniziale dell’attività e gli consente di attuare un Piano aziendale che può comprendere, in funzione delle caratteristiche dell’impresa:</p>
<ul>
<li>acquisizione o conduzione dei terreni;</li>
<li>organizzazione delle produzioni;</li>
<li>acquisto di macchinari e attrezzature;</li>
<li>miglioramento delle strutture aziendali;</li>
<li>acquisto di animali;</li>
<li>impianto di colture;</li>
<li>sviluppo della trasformazione aziendale;</li>
<li>commercializzazione;</li>
<li>vendita diretta;</li>
<li>digitalizzazione;</li>
<li>sostenibilità ambientale;</li>
<li>risparmio idrico;</li>
<li>efficienza energetica;</li>
<li>formazione;</li>
<li>certificazioni;</li>
<li>sviluppo di nuovi mercati;</li>
<li>creazione di occupazione;</li>
<li>attività necessarie a rendere economicamente stabile l’impresa.</li>
</ul>
<p>Le attività devono essere indicate nel Piano aziendale e successivamente dimostrate.</p>
<h2><strong>Il premio non è collegato alle singole fatture</strong></h2>
<p>Una delle caratteristiche più importanti della misura riguarda la forma del sostegno.</p>
<p>Il contributo non viene determinato applicando una percentuale alle spese sostenute.</p>
<p>Il giovane riceve un importo fisso, differenziato in base alla localizzazione dell’azienda:</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Localizzazione prevalente della SAU</th>
<th align="right">Premio</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Macroaree A e B</td>
<td align="right">45.000 euro</td>
</tr>
<tr>
<td>Macroaree C e D</td>
<td align="right">50.000 euro</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il beneficiario non deve presentare una rendicontazione analitica di spesa composta da fatture, quietanze e bonifici pari al premio ricevuto.</p>
<p>Deve invece dimostrare:</p>
<ul>
<li>avvio del Piano aziendale;</li>
<li>realizzazione delle attività;</li>
<li>raggiungimento degli obiettivi;</li>
<li>mantenimento dei requisiti;</li>
<li>corretto insediamento come capo azienda;</li>
<li>rispetto degli impegni temporali;</li>
<li>continuità dell’attività agricola.</li>
</ul>
<p>Questa distinzione rende il bando più flessibile, ma non elimina i controlli.</p>
<p>Un Piano aziendale non realizzato può determinare la revoca e la restituzione del premio.</p>
<h2><strong>Beneficiari</strong></h2>
<p>Possono presentare domanda i giovani agricoltori che:</p>
<ul>
<li>abbiano compiuto 18 anni;</li>
<li>non abbiano ancora compiuto 41 anni alla data di rilascio della domanda;</li>
<li>si insedino per la prima volta come capo di un’azienda agricola;</li>
<li>oppure si siano insediati nei 24 mesi precedenti la domanda;</li>
<li>possiedano o acquisiscano le competenze professionali previste;</li>
<li>presentino un Piano aziendale;</li>
<li>assumano il controllo effettivo e duraturo dell’impresa;</li>
<li>rispettino i limiti relativi alla dimensione economica aziendale.</li>
</ul>
<p>L’insediamento può avvenire come:</p>
<ul>
<li>titolare di un’impresa agricola individuale;</li>
<li>rappresentante legale di una società agricola di persone;</li>
<li>rappresentante legale di una società agricola di capitali;</li>
<li>rappresentante legale di una cooperativa agricola.</li>
</ul>
<h2><strong>Limite di età</strong></h2>
<p>Alla data di rilascio della domanda il richiedente deve:</p>
<ul>
<li>avere almeno 18 anni;</li>
<li>avere meno di 41 anni.</li>
</ul>
<p>Sono quindi ammissibili i giovani fino al giorno precedente il compimento del quarantunesimo anno.</p>
<p>L’età viene verificata sulla base della data effettiva di rilascio telematico della domanda sul SIAN.</p>
<p>Non è sufficiente avere meno di 41 anni alla data di apertura del bando o all’avvio della compilazione.</p>
<h2><strong>Che cosa significa primo insediamento</strong></h2>
<p>Il giovane deve assumere per la prima volta il ruolo di capo azienda.</p>
<p>L’insediamento deve comportare:</p>
<ul>
<li>responsabilità gestionale;</li>
<li>responsabilità economica;</li>
<li>partecipazione agli utili;</li>
<li>assunzione dei rischi finanziari;</li>
<li>autonomia nelle decisioni;</li>
<li>controllo effettivo e duraturo dell’impresa.</li>
</ul>
<p>Non è sufficiente essere:</p>
<ul>
<li>dipendente dell’azienda;</li>
<li>coadiuvante familiare;</li>
<li>socio privo di poteri;</li>
<li>amministratore puramente formale;</li>
<li>intestatario privo di autonomia decisionale;</li>
<li>rappresentante legale condizionato dalle decisioni di altri soci.</li>
</ul>
<p>Il giovane deve poter decidere realmente:</p>
<ul>
<li>che cosa produrre;</li>
<li>come organizzare l’azienda;</li>
<li>quali investimenti realizzare;</li>
<li>come utilizzare le risorse;</li>
<li>come commercializzare;</li>
<li>come assumere personale;</li>
<li>quali rischi economici affrontare.</li>
</ul>
<h2><strong>Insediamento avvenuto nei 24 mesi precedenti</strong></h2>
<p>Non è necessario costituire l’impresa dopo la pubblicazione del bando.</p>
<p>Possono presentare domanda anche i giovani che abbiano già completato il primo insediamento nei:</p>
<p><strong>24 mesi precedenti il rilascio della domanda di sostegno</strong></p>
<p>In tale periodo devono essere stati avviati e completati gli adempimenti richiesti, tra cui:</p>
<ul>
<li>acquisizione dell’azienda;</li>
<li>titoli di conduzione;</li>
<li>apertura della posizione camerale;</li>
<li>attivazione del codice ATECO agricolo;</li>
<li>eventuale posizione previdenziale;</li>
<li>assunzione del controllo aziendale.</li>
</ul>
<p>La data del primo insediamento deve essere ricostruita con precisione attraverso:</p>
<ul>
<li>visura camerale storica;</li>
<li>Fascicolo aziendale;</li>
<li>atti societari;</li>
<li>contratti;</li>
<li>titoli di conduzione;</li>
<li>posizione INPS;</li>
<li>partita IVA;</li>
<li>iscrizioni amministrative.</li>
</ul>
<h2><strong>Impresa individuale</strong></h2>
<p>Nel caso dell’impresa individuale, il giovane deve coincidere con:</p>
<ul>
<li>titolare;</li>
<li>capo azienda;</li>
<li>soggetto intestatario del Fascicolo aziendale;</li>
<li>responsabile delle decisioni.</li>
</ul>
<p>La visura camerale deve risultare aggiornata e riportare:</p>
<ul>
<li>attività agricola;</li>
<li>codice ATECO 01;</li>
<li>iscrizione nella sezione speciale;</li>
<li>sede aziendale;</li>
<li>data di inizio attività.</li>
</ul>
<h2><strong>Società semplice e società in nome collettivo</strong></h2>
<p>Nelle società semplici e nelle società in nome collettivo il giovane deve:</p>
<ul>
<li>essere socio;</li>
<li>essere amministratore;</li>
<li>partecipare effettivamente alla gestione;</li>
<li>mantenere la carica per il periodo di impegno.</li>
</ul>
<p>Quando non è amministratore unico, deve possedere le maggioranze richieste dal bando in relazione:</p>
<ul>
<li>alla ripartizione degli utili;</li>
<li>alle quote sociali, quando da esse dipende il potere amministrativo;</li>
<li>ai poteri gestori.</li>
</ul>
<p>Le informazioni devono risultare dalla visura camerale e dagli atti depositati.</p>
<h2><strong>Società in accomandita semplice</strong></h2>
<p>Nella società in accomandita semplice il giovane deve:</p>
<ul>
<li>essere socio accomandatario;</li>
<li>essere amministratore;</li>
<li>possedere la maggioranza delle quote di ripartizione degli utili;</li>
<li>possedere, quando necessario, la maggioranza delle quote sociali;</li>
<li>esercitare il controllo effettivo.</li>
</ul>
<p>Un socio accomandante non soddisfa normalmente il requisito di capo azienda perché non esercita i necessari poteri di gestione.</p>
<h2><strong>Società di capitali e cooperative</strong></h2>
<p>Nelle società di capitali e nelle cooperative il giovane deve:</p>
<ul>
<li>acquisire la qualità di socio;</li>
<li>essere legale rappresentante;</li>
<li>ricoprire un ruolo di responsabilità;</li>
<li>esercitare il controllo effettivo e duraturo;</li>
<li>non essere subordinato alle decisioni degli altri soci.</li>
</ul>
<p>Statuto, atto costitutivo, visura camerale e poteri devono dimostrare che le decisioni del giovane non possano essere annullate o bloccate dagli altri partecipanti.</p>
<p>Eventuali:</p>
<ul>
<li>patti parasociali;</li>
<li>deleghe limitate;</li>
<li>diritti di veto;</li>
<li>maggioranze qualificate;</li>
<li>poteri attribuiti ad altri soci;</li>
<li>vincoli alla gestione;</li>
</ul>
<p>devono essere analizzati prima della domanda.</p>
<h2><strong>Aggiornamento della visura camerale</strong></h2>
<p>Prima del rilascio della domanda devono risultare correttamente registrati:</p>
<ul>
<li>forma giuridica;</li>
<li>titolare;</li>
<li>qualità di socio;</li>
<li>quote;</li>
<li>amministratori;</li>
<li>legale rappresentante;</li>
<li>poteri di firma;</li>
<li>poteri di gestione;</li>
<li>ripartizione degli utili;</li>
<li>eventuali limitazioni;</li>
<li>attività agricola;</li>
<li>codice ATECO.</li>
</ul>
<p>Non è prudente affidarsi a documenti privati non depositati quando il bando prevede che il controllo venga effettuato attraverso il Registro delle imprese.</p>
<h2><strong>Formazione e competenze professionali</strong></h2>
<p>Il giovane deve possedere un’adeguata preparazione professionale.</p>
<p>Il requisito può essere dimostrato attraverso una delle seguenti condizioni.</p>
<h3><strong>Titolo universitario</strong></h3>
<p>Sono ammessi titoli universitari negli ambiti:</p>
<ul>
<li>agricolo;</li>
<li>forestale;</li>
<li>agroalimentare;</li>
<li>ambientale;</li>
<li>veterinario;</li>
<li>scienze naturali.</li>
</ul>
<h3><strong>Diploma agricolo</strong></h3>
<p>È ammesso un diploma di scuola secondaria superiore a indirizzo agricolo.</p>
<h3><strong>Titolo non agricolo e corso di 150 ore</strong></h3>
<p>Chi possiede:</p>
<ul>
<li>diploma di scuola secondaria superiore non agricolo;</li>
<li>oppure titolo di scuola secondaria di primo grado;</li>
</ul>
<p>può soddisfare il requisito mediante uno o più corsi di formazione per almeno:</p>
<p><strong>150 ore complessive</strong></p>
<p>I corsi devono:</p>
<ul>
<li>riguardare il settore agroalimentare;</li>
<li>essere organizzati da enti accreditati;</li>
<li>prevedere il superamento di un esame finale.</li>
</ul>
<p>Il solo attestato formativo può essere acquisito anche dopo la domanda, entro la conclusione del Piano aziendale.</p>
<p>Il titolo scolastico di base deve invece essere già posseduto.</p>
<h3><strong>Esperienza agricola triennale</strong></h3>
<p>In alternativa è ammessa un’esperienza di almeno tre anni nel settore agricolo come:</p>
<ul>
<li>coadiuvante familiare;</li>
<li>lavoratore agricolo.</li>
</ul>
<p>L’esperienza deve essere documentata dall’iscrizione previdenziale e dal versamento dei contributi agricoli INPS.</p>
<h2><strong>Differenza tra requisito e punteggio del titolo di studio</strong></h2>
<p>Un titolo può consentire l’accesso al bando, ma attribuire un punteggio differente.</p>
<p>Il criterio di selezione relativo al titolo prevede:</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Titolo</th>
<th align="right">Punti</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Laurea magistrale, specialistica o vecchio ordinamento</td>
<td align="right">20</td>
</tr>
<tr>
<td>Laurea triennale</td>
<td align="right">18</td>
</tr>
<tr>
<td>Diploma agricolo, agroalimentare, ambientale, veterinario o forestale</td>
<td align="right">15</td>
</tr>
<tr>
<td>Diploma di scuola superiore non agricolo</td>
<td align="right">10</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Viene utilizzato soltanto il titolo più favorevole.</p>
<p>I punteggi non sono cumulabili.</p>
<h2><strong>Dimensione economica minima e massima</strong></h2>
<p>L’azienda deve possedere una dimensione economica, espressa in Produzione Standard, compresa tra:</p>
<ul>
<li><strong>12.000 euro</strong>;</li>
<li><strong>300.000 euro</strong>.</li>
</ul>
<p>Un’azienda con Produzione Standard inferiore a 12.000 euro non è ammissibile.</p>
<p>Un’azienda con Produzione Standard superiore a 300.000 euro non è ammissibile.</p>
<p>La dimensione non coincide con:</p>
<ul>
<li>fatturato;</li>
<li>utile;</li>
<li>valore dei terreni;</li>
<li>valore dei macchinari;</li>
<li>patrimonio netto;</li>
<li>volume degli investimenti.</li>
</ul>
<h2><strong>Che cos’è la Produzione Standard</strong></h2>
<p>La Produzione Standard rappresenta il valore economico teorico della produzione agricola dell’azienda.</p>
<p>Viene determinata applicando coefficienti regionali a:</p>
<ul>
<li>superfici coltivate;</li>
<li>tipologie di coltura;</li>
<li>allevamenti;</li>
<li>consistenza degli animali;</li>
<li>produzioni registrate nel Fascicolo aziendale.</li>
</ul>
<p>Il calcolo viene effettuato attraverso l’applicativo regionale:</p>
<p><strong>SIARC</strong></p>
<p>I dati devono corrispondere a quelli presenti nel Fascicolo aziendale validato.</p>
<p>Una superficie non correttamente registrata o un allevamento non aggiornato può incidere:</p>
<ul>
<li>sull’ammissibilità;</li>
<li>sul punteggio;</li>
<li>sulla localizzazione prevalente;</li>
<li>sull’importo del premio.</li>
</ul>
<h2><strong>Punteggio relativo alla Produzione Standard</strong></h2>
<p>Il criterio più rilevante della graduatoria riguarda la dimensione economica.</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Produzione Standard</th>
<th align="right">Punti</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Superiore a 250.000 euro</td>
<td align="right">0</td>
</tr>
<tr>
<td>Superiore a 100.000 e fino a 250.000 euro</td>
<td align="right">20</td>
</tr>
<tr>
<td>Da 40.000 a 100.000 euro</td>
<td align="right">55</td>
</tr>
<tr>
<td>Da 20.000 a meno di 40.000 euro</td>
<td align="right">40</td>
</tr>
<tr>
<td>Inferiore a 20.000 euro</td>
<td align="right">15</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La fascia più premiata è quindi quella compresa tra:</p>
<p><strong>40.000 e 100.000 euro</strong></p>
<p>Il dato non può essere modificato mediante una semplice dichiarazione progettuale.</p>
<p>Deve risultare dalle superfici e dagli allevamenti effettivamente presenti nel Fascicolo aziendale.</p>
<h2><strong>Territorio interessato</strong></h2>
<p>Il bando si applica all’intero territorio della:</p>
<p><strong>Regione Campania</strong></p>
<p>L’insediamento è considerato localizzato in Campania quando:</p>
<ul>
<li>la sede aziendale si trova nella Regione;</li>
<li>la quota prevalente della Superficie Agricola Utilizzata ricade in Campania.</li>
</ul>
<p>La quota prevalente deve risultare dal Fascicolo aziendale.</p>
<h2><strong>Macroaree e importo del premio</strong></h2>
<p>La Campania è suddivisa in macroaree rurali:</p>
<ul>
<li>A;</li>
<li>B;</li>
<li>C;</li>
<li>D.</li>
</ul>
<p>La macroarea viene determinata in base alla zona nella quale ricade più del 50% della SAU aziendale.</p>
<p>La classificazione produce due effetti:</p>
<ol>
<li>determina l’importo del premio;</li>
<li>determina il punteggio territoriale.</li>
</ol>
<h3><strong>Macroaree A e B</strong></h3>
<p>Il premio è pari a:</p>
<p><strong>45.000 euro</strong></p>
<p>Il punteggio territoriale è:</p>
<p><strong>13 punti</strong></p>
<h3><strong>Macroarea C</strong></h3>
<p>Il premio è pari a:</p>
<p><strong>50.000 euro</strong></p>
<p>Il punteggio territoriale è:</p>
<p><strong>18 punti</strong></p>
<h3><strong>Macroarea D</strong></h3>
<p>Il premio è pari a:</p>
<p><strong>50.000 euro</strong></p>
<p>Il punteggio territoriale è:</p>
<p><strong>23 punti</strong></p>
<p>L’indirizzo della sede legale non è sufficiente a determinare la macroarea.</p>
<p>Conta la localizzazione prevalente della SAU.</p>
<h2><strong>Punteggio per il genere</strong></h2>
<p>Il criterio attribuisce:</p>
<ul>
<li><strong>2 punti</strong> alla giovane capo azienda donna;</li>
<li><strong>0 punti</strong> al giovane capo azienda uomo.</li>
</ul>
<p>Nel caso di società, il genere considerato è quello del giovane che:</p>
<ul>
<li>presenta la domanda;</li>
<li>è legale rappresentante;</li>
<li>assume il ruolo di capo azienda;</li>
<li>soddisfa il requisito del controllo effettivo.</li>
</ul>
<h2><strong>Punteggio complessivo</strong></h2>
<p>Il punteggio massimo è pari a:</p>
<p><strong>100 punti</strong></p>
<p>La ripartizione è:</p>
<table>
<thead>
<tr>
<th>Criterio</th>
<th align="right">Punteggio massimo</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Titolo di studio</td>
<td align="right">20</td>
</tr>
<tr>
<td>Ubicazione aziendale</td>
<td align="right">23</td>
</tr>
<tr>
<td>Genere</td>
<td align="right">2</td>
</tr>
<tr>
<td>Produzione Standard</td>
<td align="right">55</td>
</tr>
<tr>
<td>Totale</td>
<td align="right">100</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La soglia minima di ammissibilità in graduatoria è:</p>
<p><strong>25 punti</strong></p>
<p>Una domanda con meno di 25 punti non entra in graduatoria.</p>
<h2><strong>La soglia di 25 punti non garantisce il finanziamento</strong></h2>
<p>Il raggiungimento di 25 punti consente alla domanda di essere collocata nella graduatoria.</p>
<p>Non garantisce che il premio venga concesso.</p>
<p>La Regione può individuare un ulteriore punteggio operativo per distinguere le domande:</p>
<ul>
<li>immediatamente finanziabili;</li>
<li>ammissibili ma non finanziabili per carenza di risorse.</li>
</ul>
<p>Il livello effettivo dipenderà:</p>
<ul>
<li>dal numero delle domande;</li>
<li>dai punteggi dichiarati e riconosciuti;</li>
<li>dall’importo complessivamente richiesto;</li>
<li>dalla distribuzione territoriale;</li>
<li>dai 30 milioni di euro disponibili.</li>
</ul>
<p>È quindi opportuno non limitarsi a superare formalmente i 25 punti, ma stimare la reale competitività della candidatura.</p>
<h2><strong>Criterio di precedenza</strong></h2>
<p>In caso di parità di punteggio viene data priorità al richiedente con:</p>
<p><strong>minore età anagrafica</strong></p>
<p>Non viene quindi utilizzato, come primo criterio di parità, l’ordine cronologico della domanda.</p>
<p>La misura non è un click day.</p>
<h2><strong>Divieto di frazionamento artificioso dell’azienda familiare</strong></h2>
<p>Il bando contiene controlli specifici per evitare la creazione artificiosa delle condizioni di primo insediamento.</p>
<p>Non è ammissibile un’azienda formatasi dopo il 01/06/2024 mediante:</p>
<ul>
<li>frazionamento di un’azienda familiare preesistente tra parenti di primo grado;</li>
<li>trasferimento tra coniugi quando uno dei due sia già titolare di un’azienda agricola;</li>
<li>costituzione di una società tra coniugi nella quale confluiscano terreni di un’impresa agricola già esistente;</li>
<li>suddivisione artificiosa di aziende o società;</li>
<li>operazioni finalizzate esclusivamente a ottenere il premio.</li>
</ul>
<p>Resta salva la successione a causa di morte, nei limiti indicati dal bando.</p>
<h2><strong>Trasferimenti di terreni dopo il 01/06/2024</strong></h2>
<p>Quando il Fascicolo aziendale comprende terreni:</p>
<ul>
<li>acquisiti;</li>
<li>trasferiti;</li>
<li>rinnovati;</li>
<li>subentrati;</li>
<li>variati;</li>
</ul>
<p>dopo il 01/06/2024, nella Relazione tecnica devono essere indicati i dati del soggetto cedente o concedente.</p>
<p>Devono inoltre essere dichiarati gli eventuali rapporti con:</p>
<ul>
<li>coniuge;</li>
<li>genitori;</li>
<li>figli;</li>
<li>società partecipate da familiari;</li>
<li>altri soggetti rilevanti.</li>
</ul>
<p>Omissioni o dichiarazioni inesatte possono determinare:</p>
<ul>
<li>esclusione;</li>
<li>revoca;</li>
<li>recupero del premio;</li>
<li>applicazione delle conseguenze previste per le dichiarazioni non veritiere.</li>
</ul>
<h2><strong>Chi ha già ricevuto un premio di primo insediamento è escluso</strong></h2>
<p>Il giovane non deve avere già beneficiato, direttamente o indirettamente, di un precedente premio di primo insediamento.</p>
<p>Il divieto si applica quando il sostegno precedente sia stato ricevuto come:</p>
<ul>
<li>titolare di impresa individuale;</li>
<li>capo azienda di una società;</li>
<li>socio beneficiario;</li>
<li>rappresentante legale;</li>
<li>giovane insediato attraverso un altro soggetto giuridico.</li>
</ul>
<p>Le verifiche vengono svolte attraverso:</p>
<ul>
<li>archivi SIAN;</li>
<li>banche dati AGEA;</li>
<li>archivi regionali;</li>
<li>precedenti programmi FEASR;</li>
<li>altre programmazioni nazionali o regionali.</li>
</ul>
<h2><strong>Disponibilità dei terreni e degli immobili</strong></h2>
<p>L’impresa deve possedere un titolo valido sulle superfici e sugli immobili aziendali.</p>
<p>Possono essere utilizzati:</p>
<ul>
<li>proprietà;</li>
<li>affitto;</li>
<li>concessione;</li>
<li>altro titolo di conduzione riconosciuto.</li>
</ul>
<p>Tutti i titoli devono risultare nel Fascicolo aziendale.</p>
<p>In caso di affitto, il contratto deve avere una durata di almeno:</p>
<p><strong>otto anni a partire dalla data di apertura del bando</strong></p>
<p>Ai fini del calcolo della Produzione Standard vengono considerate soltanto le superfici coperte da titoli:</p>
<ul>
<li>validi;</li>
<li>efficaci;</li>
<li>registrati;</li>
<li>presenti nel Fascicolo alla data della domanda.</li>
</ul>
<h2><strong>Codice ATECO e iscrizione camerale</strong></h2>
<p>Il richiedente deve avere aperto per la prima volta una posizione camerale con:</p>
<p><strong>codice ATECO 01 – Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi</strong></p>
<p>L’iscrizione deve essere coerente con la forma giuridica.</p>
<h3><strong>Impresa individuale o società semplice</strong></h3>
<p>Deve risultare iscritta nella sezione speciale:</p>
<p><strong>imprenditore agricolo</strong></p>
<h3><strong>Società di capitali</strong></h3>
<p>Deve risultare iscritta:</p>
<ul>
<li>nella sezione ordinaria;</li>
<li>nella sezione speciale imprenditore agricolo.</li>
</ul>
<h3><strong>Altre società e cooperative</strong></h3>
<p>L’iscrizione deve essere coerente con:</p>
<ul>
<li>forma giuridica;</li>
<li>oggetto sociale;</li>
<li>attività agricola;</li>
<li>poteri del giovane agricoltore.</li>
</ul>
<h2><strong>IAP e posizione previdenziale</strong></h2>
<p>Per le società agricole, la posizione previdenziale deve essere correttamente riferibile:</p>
<ul>
<li>alla società;</li>
<li>al giovane amministratore.</li>
</ul>
<p>Quando prevista, la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale deve essere riconducibile al giovane che:</p>
<ul>
<li>assume il controllo;</li>
<li>riveste il ruolo di capo azienda;</li>
<li>presenta la domanda;</li>
<li>è legale rappresentante.</li>
</ul>
<p>La qualifica IAP definitiva può essere conseguita entro la conclusione del Piano aziendale, quando il bando lo consente.</p>
<p>Non è sufficiente che la qualifica sia posseduta da un altro socio.</p>
<h2><strong>Agricoltore in attività</strong></h2>
<p>Il giovane deve possedere o acquisire la qualifica di:</p>
<p><strong>agricoltore in attività</strong></p>
<p>Quando non è già posseduta al momento della domanda, deve essere acquisita entro:</p>
<p><strong>18 mesi dalla notifica della concessione</strong></p>
<p>La condizione deve essere verificata sulla base della normativa PAC e delle disposizioni AGEA applicabili.</p>
<h2><strong>DURC</strong></h2>
<p>La regolarità contributiva costituisce un requisito di ammissibilità.</p>
<p>Il DURC deve essere mantenuto per tutta la durata dell’operazione.</p>
<p>Prima della domanda è opportuno verificare:</p>
<ul>
<li>posizione INPS;</li>
<li>posizione INAIL, quando presente;</li>
<li>contributi;</li>
<li>eventuali debiti;</li>
<li>rateazioni;</li>
<li>inquadramento;</li>
<li>posizione del giovane;</li>
<li>posizione della società.</li>
</ul>
<h2><strong>Il Piano aziendale</strong></h2>
<p>Il Piano aziendale è la parte centrale della candidatura.</p>
<p>Deve descrivere almeno:</p>
<ol>
<li>situazione iniziale;</li>
<li>idea imprenditoriale;</li>
<li>strategia di sviluppo;</li>
<li>produzioni;</li>
<li>organizzazione;</li>
<li>mercati;</li>
<li>tappe;</li>
<li>tempi;</li>
<li>obiettivi;</li>
<li>risultati;</li>
<li>sostenibilità economica;</li>
<li>sostenibilità ambientale;</li>
<li>utilizzo di tecnologie digitali;</li>
<li>capacità produttiva e commerciale;</li>
<li>Produzione Standard;</li>
<li>attività da dimostrare al saldo.</li>
</ol>
<p>Il Piano deve essere coerente con i dati del Fascicolo aziendale e con la Relazione tecnica.</p>
<h2><strong>Situazione iniziale</strong></h2>
<p>La descrizione deve indicare:</p>
<ul>
<li>superfici;</li>
<li>colture;</li>
<li>allevamenti;</li>
<li>immobili;</li>
<li>titoli di conduzione;</li>
<li>organizzazione;</li>
<li>macchinari disponibili;</li>
<li>canali di vendita;</li>
<li>personale;</li>
<li>dimensione economica;</li>
<li>criticità;</li>
<li>punti di forza.</li>
</ul>
<h2><strong>Idea imprenditoriale</strong></h2>
<p>L’idea deve essere concreta e collegata alle caratteristiche dell’azienda.</p>
<p>Può riguardare, per esempio:</p>
<ul>
<li>orticoltura;</li>
<li>frutticoltura;</li>
<li>viticoltura;</li>
<li>olivicoltura;</li>
<li>allevamento;</li>
<li>florovivaismo;</li>
<li>apicoltura;</li>
<li>colture innovative;</li>
<li>produzioni biologiche;</li>
<li>trasformazione;</li>
<li>vendita diretta;</li>
<li>filiere corte;</li>
<li>e-commerce;</li>
<li>agricoltura di precisione;</li>
<li>riduzione dei consumi;</li>
<li>valorizzazione di prodotti tipici.</li>
</ul>
<h2><strong>Mercati di riferimento</strong></h2>
<p>Il Piano dovrebbe spiegare:</p>
<ul>
<li>a chi verranno venduti i prodotti;</li>
<li>quali canali saranno utilizzati;</li>
<li>quale prezzo è ipotizzato;</li>
<li>quali concorrenti sono presenti;</li>
<li>quali accordi commerciali esistono;</li>
<li>quali certificazioni sono necessarie;</li>
<li>come verrà organizzata la distribuzione;</li>
<li>quali volumi sono sostenibili.</li>
</ul>
<p>Una previsione generica di aumento delle vendite non è sufficiente.</p>
<h2><strong>Sostenibilità economica</strong></h2>
<p>Il progetto dovrebbe contenere:</p>
<ul>
<li>ricavi attesi;</li>
<li>costi;</li>
<li>margini;</li>
<li>fabbisogno finanziario;</li>
<li>capitale circolante;</li>
<li>tempi di entrata a regime;</li>
<li>capacità di rimborso dei finanziamenti;</li>
<li>eventuali investimenti;</li>
<li>rischi;</li>
<li>scenari prudenziali.</li>
</ul>
<p>Il premio può sostenere la fase iniziale, ma non sostituisce un modello di impresa sostenibile.</p>
<h2><strong>Sostenibilità ambientale</strong></h2>
<p>Possono essere previste azioni per:</p>
<ul>
<li>ridurre il consumo d’acqua;</li>
<li>diminuire fertilizzanti e fitofarmaci;</li>
<li>migliorare la fertilità del suolo;</li>
<li>ridurre i consumi energetici;</li>
<li>utilizzare energie rinnovabili;</li>
<li>proteggere la biodiversità;</li>
<li>ridurre rifiuti e imballaggi;</li>
<li>recuperare sottoprodotti;</li>
<li>sviluppare produzioni biologiche;</li>
<li>introdurre agricoltura di precisione.</li>
</ul>
<h2><strong>Innovazione e tecnologie digitali</strong></h2>
<p>Il Piano può includere:</p>
<ul>
<li>sensoristica;</li>
<li>monitoraggio;</li>
<li>software agronomico;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>automazione;</li>
<li>sistemi di supporto alle decisioni;</li>
<li>gestione digitale dei quaderni di campagna;</li>
<li>e-commerce;</li>
<li>strumenti per la vendita;</li>
<li>sistemi di controllo dei consumi;</li>
<li>tecnologie per l’allevamento.</li>
</ul>
<p>Il contenuto digitale deve essere proporzionato alla dimensione e alla reale organizzazione aziendale.</p>
<h2><strong>Come presentare la domanda</strong></h2>
<p>La domanda di sostegno deve essere rilasciata sul:</p>
<p><strong>SIAN – Sistema Informativo Agricolo Nazionale</strong></p>
<p>Il richiedente può procedere:</p>
<ul>
<li>tramite un Centro di Assistenza Agricola accreditato da AGEA;</li>
<li>tramite un professionista delegato e accreditato;</li>
<li>direttamente come utente qualificato.</li>
</ul>
<p>La sola compilazione non equivale al rilascio.</p>
<p>Occorre completare:</p>
<ul>
<li>firma;</li>
<li>trasmissione;</li>
<li>rilascio telematico;</li>
<li>assegnazione del numero di domanda;</li>
<li>conservazione della ricevuta.</li>
</ul>
<h2><strong>SIAN e SIARC svolgono funzioni differenti</strong></h2>
<p>La domanda viene presentata tramite:</p>
<p><strong>SIAN</strong></p>
<p>La Relazione tecnica, il Piano aziendale e il calcolo della Produzione Standard vengono predisposti tramite:</p>
<p><strong>SIARC – Sistema Informativo Agricolo della Regione Campania</strong></p>
<p>Il flusso operativo è quindi:</p>
<ol>
<li>aggiornamento del Fascicolo aziendale;</li>
<li>predisposizione della Relazione tecnica su SIARC;</li>
<li>calcolo della Produzione Standard;</li>
<li>compilazione del Piano aziendale;</li>
<li>firma del tecnico;</li>
<li>firma del richiedente;</li>
<li>protocollazione regionale della Relazione;</li>
<li>allegazione alla domanda;</li>
<li>rilascio della domanda sul SIAN.</li>
</ol>
<p>Una relazione preparata fuori dal SIARC non è valida.</p>
<h2><strong>Tecnico professionista obbligatorio</strong></h2>
<p>La Relazione tecnica agronomica deve essere predisposta e firmata da un professionista competente in materia agroforestale, come:</p>
<ul>
<li>Dottore Agronomo e Dottore Forestale;</li>
<li>Perito Agrario;</li>
<li>Agrotecnico.</li>
</ul>
<p>Il documento deve essere:</p>
<ul>
<li>generato mediante SIARC;</li>
<li>firmato digitalmente dal tecnico;</li>
<li>controfirmato digitalmente dal richiedente;</li>
<li>acquisito al protocollo regionale;</li>
<li>coerente con la domanda SIAN.</li>
</ul>
<p>L’assenza della corretta firma determina l’inammissibilità.</p>
<h2><strong>Firma digitale</strong></h2>
<p>Le domande sottoscritte da un soggetto non autorizzato o prive di firma digitale sono immediatamente non ricevibili.</p>
<p>Devono essere verificati:</p>
<ul>
<li>titolare del certificato;</li>
<li>validità;</li>
<li>scadenza;</li>
<li>poteri di rappresentanza;</li>
<li>eventuale delega;</li>
<li>integrità dei documenti;</li>
<li>formato.</li>
</ul>
<p>Il bando indica come preferibile il formato:</p>
<p><strong>PAdES</strong></p>
<p>Non sono ammesse, quando è richiesta la firma digitale:</p>
<ul>
<li>scansioni di firme autografe;</li>
<li>immagini della firma;</li>
<li>documenti non sottoscritti;</li>
<li>file corrotti;</li>
<li>copie illeggibili.</li>
</ul>
<h2><strong>Documenti principali</strong></h2>
<p>La domanda deve essere corredata dalla Relazione tecnica agronomica comprendente:</p>
<ul>
<li>Piano di sviluppo aziendale;</li>
<li>calcolo della Produzione Standard;</li>
<li>dati del richiedente;</li>
<li>dati aziendali;</li>
<li>titolo di studio;</li>
<li>informazioni sui terreni;</li>
<li>dichiarazioni relative ai trasferimenti;</li>
<li>rapporti familiari rilevanti;</li>
<li>affidabilità del soggetto;</li>
<li>criteri di selezione;</li>
<li>attività da attestare al saldo.</li>
</ul>
<p>Devono inoltre essere disponibili o correttamente registrati:</p>
<ul>
<li>Fascicolo aziendale validato;</li>
<li>piano colturale;</li>
<li>consistenza zootecnica;</li>
<li>visura camerale aggiornata;</li>
<li>titoli di conduzione;</li>
<li>contratti registrati;</li>
<li>documentazione previdenziale;</li>
<li>titolo di studio;</li>
<li>attestati;</li>
<li>eventuale documentazione sui titoli conseguiti all’estero;</li>
<li>procura o mandato;</li>
<li>firma digitale.</li>
</ul>
<h2><strong>Fascicolo aziendale</strong></h2>
<p>Il Fascicolo deve essere:</p>
<ul>
<li>costituito;</li>
<li>aggiornato;</li>
<li>validato;</li>
<li>collegato alla domanda.</li>
</ul>
<p>Deve riportare:</p>
<ul>
<li>terreni;</li>
<li>colture;</li>
<li>allevamenti;</li>
<li>fabbricati rilevanti;</li>
<li>titoli di conduzione;</li>
<li>piano colturale;</li>
<li>consistenze zootecniche;</li>
<li>dati anagrafici;</li>
<li>sede;</li>
<li>coordinate bancarie;</li>
<li>forma giuridica.</li>
</ul>
<p>Un’incoerenza tra Fascicolo, SIARC, Piano aziendale e SIAN può determinare rilievi istruttori o esclusione.</p>
<h2><strong>Apertura e scadenza</strong></h2>
<p>Le domande possono essere rilasciate:</p>
<ul>
<li>dal <strong>06/07/2026</strong>;</li>
<li>fino alle ore <strong>14:00 del 15/09/2026</strong>.</li>
</ul>
<p>Il termine riguarda il rilascio definitivo sul SIAN.</p>
<p>Non è sufficiente:</p>
<ul>
<li>aver aperto la pratica;</li>
<li>aver aggiornato il Fascicolo;</li>
<li>aver generato la relazione;</li>
<li>aver firmato i documenti;</li>
<li>aver caricato gli allegati.</li>
</ul>
<p>La domanda deve risultare rilasciata entro l’orario stabilito.</p>
<h2><strong>Procedura di valutazione</strong></h2>
<p>La procedura è:</p>
<p><strong>valutativa a graduatoria</strong></p>
<p>Non è un click day.</p>
<p>Le domande vengono esaminate in base a:</p>
<ul>
<li>ricevibilità;</li>
<li>ammissibilità;</li>
<li>requisiti del giovane;</li>
<li>controllo effettivo;</li>
<li>primo insediamento;</li>
<li>caratteristiche dell’azienda;</li>
<li>Produzione Standard;</li>
<li>punteggio;</li>
<li>affidabilità;</li>
<li>coerenza del Piano aziendale.</li>
</ul>
<h2><strong>Pagamento del premio</strong></h2>
<p>Il premio viene erogato obbligatoriamente in due rate.</p>
<h3><strong>Acconto del 60%</strong></h3>
<p>Per le macroaree A e B:</p>
<ul>
<li>premio totale: 45.000 euro;</li>
<li>acconto: 27.000 euro.</li>
</ul>
<p>Per le macroaree C e D:</p>
<ul>
<li>premio totale: 50.000 euro;</li>
<li>acconto: 30.000 euro.</li>
</ul>
<p>La domanda di pagamento dell’acconto deve essere presentata tramite SIAN entro sei mesi dalla notifica della concessione.</p>
<p>Prima dell’acconto occorre:</p>
<ul>
<li>avviare il Piano aziendale;</li>
<li>trasmettere su SIARC la comunicazione di avvio;</li>
<li>mantenere i requisiti;</li>
<li>aggiornare il Fascicolo;</li>
<li>documentare, quando necessario, l’iscrizione al corso formativo.</li>
</ul>
<p>Non è richiesta la presentazione delle fatture relative all’intero premio.</p>
<h3><strong>Saldo del 40%</strong></h3>
<p>Per le macroaree A e B:</p>
<ul>
<li>saldo: 18.000 euro.</li>
</ul>
<p>Per le macroaree C e D:</p>
<ul>
<li>saldo: 20.000 euro.</li>
</ul>
<p>Il saldo viene richiesto dopo la completa realizzazione del Piano aziendale.</p>
<h2><strong>Tempi di realizzazione</strong></h2>
<p>Il Piano aziendale deve essere:</p>
<ul>
<li>avviato entro sei mesi dalla notifica della concessione;</li>
<li>completato entro diciotto mesi dalla medesima data.</li>
</ul>
<p>Il saldo deve essere richiesto entro il termine di completamento.</p>
<p>La Regione verifica la realizzazione attraverso:</p>
<ul>
<li>relazione finale;</li>
<li>documenti;</li>
<li>risultanze aziendali;</li>
<li>Fascicolo;</li>
<li>Registro delle imprese;</li>
<li>posizione previdenziale;</li>
<li>evidenze delle attività;</li>
<li>eventuali controlli in loco.</li>
</ul>
<h2><strong>Obblighi per cinque anni</strong></h2>
<p>Il beneficiario deve mantenere per almeno cinque anni dal saldo:</p>
<ul>
<li>conduzione dell’azienda come capo azienda;</li>
<li>partita IVA;</li>
<li>iscrizione alla Camera di Commercio;</li>
<li>posizione previdenziale INPS;</li>
<li>attività agricola;</li>
<li>controllo effettivo;</li>
<li>condizioni previste dal bando.</li>
</ul>
<p>Il mancato rispetto può determinare la restituzione del premio, maggiorata degli interessi.</p>
<h2><strong>Ente titolare e gestione della misura</strong></h2>
<p>Il soggetto titolare è:</p>
<p><strong>Regione Campania – Direzione Generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali</strong></p>
<p>La struttura competente è:</p>
<p><strong>Settore 207.01.00 – Politiche per la competitività dell’agroalimentare campano</strong></p>
<p>Il responsabile dell’Intervento è:</p>
<p><strong>Alfredo Lassandro</strong></p>
<p>L’Organismo Pagatore è:</p>
<p><strong>AGEA</strong></p>
<p>La Regione cura:</p>
<ul>
<li>approvazione del bando;</li>
<li>istruttoria;</li>
<li>graduatoria;</li>
<li>concessione;</li>
<li>controlli;</li>
<li>monitoraggio.</li>
</ul>
<p>AGEA cura le procedure di pagamento attraverso il SIAN.</p>
<p>Atamai non è l’ente concedente, l’organismo pagatore o il soggetto responsabile dell’istruttoria. Può assistere il giovane nella verifica preliminare, nell’organizzazione del progetto e nel coordinamento della documentazione con il tecnico agricolo incaricato.</p>
<h2><strong>Suggerimenti pratici</strong></h2>
<h3><strong>Calcolare subito la Produzione Standard</strong></h3>
<p>Il primo controllo dovrebbe essere effettuato prima di sostenere altri costi.</p>
<p>La PS determina:</p>
<ul>
<li>ammissibilità;</li>
<li>punteggio;</li>
<li>fascia aziendale.</li>
</ul>
<h3><strong>Verificare il reale primo insediamento</strong></h3>
<p>Occorre ricostruire date e ruoli precedenti del giovane, comprese eventuali partecipazioni in altre aziende agricole.</p>
<h3><strong>Controllare i trasferimenti familiari</strong></h3>
<p>Terreni provenienti da genitori, figli o coniuge devono essere analizzati rispetto al divieto di frazionamento artificioso.</p>
<h3><strong>Aggiornare la visura</strong></h3>
<p>Poteri, quote e cariche devono essere già corretti alla data della domanda.</p>
<h3><strong>Non sottovalutare il punteggio</strong></h3>
<p>Raggiungere 25 punti consente soltanto l’inserimento in graduatoria.</p>
<h3><strong>Costruire un Piano verificabile</strong></h3>
<p>Ogni attività promessa deve poter essere dimostrata al saldo.</p>
<h3><strong>Valutare il fabbisogno finanziario</strong></h3>
<p>Il premio viene pagato in due rate e non copre necessariamente tutte le necessità iniziali.</p>
<h3><strong>Coordinare CAA, tecnico e consulenti</strong></h3>
<p>Fascicolo, SIARC, SIAN, visura e Piano devono riportare dati coerenti.</p>
<h3><strong>Non attendere l’ultimo giorno</strong></h3>
<p>Aggiornamenti del Fascicolo, protocollazione SIARC e firma digitale possono richiedere tempo.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<p>Prima della domanda occorre verificare che:</p>
<ul>
<li>il giovane abbia compiuto 18 anni;</li>
<li>non abbia compiuto 41 anni;</li>
<li>il primo insediamento non risalga a oltre 24 mesi;</li>
<li>non abbia già ricevuto un premio di primo insediamento;</li>
<li>eserciti il controllo effettivo dell’impresa;</li>
<li>sia titolare o legale rappresentante;</li>
<li>quote e poteri siano correttamente registrati;</li>
<li>la società sia agricola;</li>
<li>sia presente il codice ATECO 01;</li>
<li>la sezione camerale sia corretta;</li>
<li>siano disponibili i titoli di conduzione;</li>
<li>gli affitti abbiano durata adeguata;</li>
<li>il Fascicolo aziendale sia validato;</li>
<li>piano colturale e allevamenti siano aggiornati;</li>
<li>la Produzione Standard sia almeno di 12.000 euro;</li>
<li>la Produzione Standard non superi 300.000 euro;</li>
<li>sia individuata la macroarea prevalente;</li>
<li>sia stato calcolato il punteggio;</li>
<li>il punteggio sia almeno di 25;</li>
<li>siano verificati i trasferimenti successivi al 01/06/2024;</li>
<li>non vi sia un frazionamento familiare non ammesso;</li>
<li>sia posseduta o acquisibile la formazione richiesta;</li>
<li>il DURC sia regolare;</li>
<li>la posizione INPS sia corretta;</li>
<li>sia predisposto un Piano aziendale di 18 mesi;</li>
<li>sia incaricato un tecnico abilitato;</li>
<li>la Relazione sia generata tramite SIARC;</li>
<li>tecnico e richiedente firmino digitalmente;</li>
<li>la domanda sia rilasciata sul SIAN;</li>
<li>il rilascio avvenga entro le ore 14:00 del 15/09/2026.</li>
</ul>
<h2><strong>Link ufficiali</strong></h2>
<p><strong>Pagina ufficiale dell’Intervento SRE01:</strong><br />
<a href="https://agricoltura.regione.campania.it/CSR_2023-2027/SRE01.html">https://agricoltura.regione.campania.it/CSR_2023-2027/SRE01.html</a></p>
<p><strong>Bando integrale – Decreto n. 256 del 03/07/2026:</strong><br />
<a href="https://agricoltura.regione.campania.it/CSR_2023-2027/pdf/DRD_256-03-07-26.pdf">https://agricoltura.regione.campania.it/CSR_2023-2027/pdf/DRD_256-03-07-26.pdf</a></p>
<p><strong>Pagina ufficiale dei bandi in corso:</strong><br />
<a href="https://agricoltura.regione.campania.it/bandi.html">https://agricoltura.regione.campania.it/bandi.html</a></p>
<p><strong>Applicativo SIARC:</strong><br />
<a href="https://siarc.regione.campania.it/">https://siarc.regione.campania.it</a></p>
<p><strong>Portale SIAN:</strong><br />
<a href="https://www.sian.it/portale-sian/home.jsp">https://www.sian.it/portale-sian/home.jsp</a></p>
<p><strong>Complemento di Sviluppo Rurale Campania 2023-2027:</strong><br />
<a href="https://agricoltura.regione.campania.it/CSR_2023-2027/CSR-23-27.html">https://agricoltura.regione.campania.it/CSR_2023-2027/CSR-23-27.html</a></p>
<p><strong>FAQ ufficiali del bando:</strong><br />
<a href="https://agricoltura.regione.campania.it/CSR_2023-2027/pdf/SRE01-FAQ-27-07-26.pdf">https://agricoltura.regione.campania.it/CSR_2023-2027/pdf/SRE01-FAQ-27-07-26.pdf</a></p>
<p><strong>Email dell’ufficio:</strong><br />
<a href="mailto:agricoltura.investimenti@regione.campania.it">agricoltura.investimenti@regione.campania.it</a></p>
<p><strong>PEC:</strong><br />
<a href="mailto:agricoltura.competitivita@pec.regione.campania.it">agricoltura.competitivita@pec.regione.campania.it</a></p>
<p><strong>Responsabile dell’Intervento:</strong><br />
<a href="mailto:alfredo.lassandro@regione.campania.it">alfredo.lassandro@regione.campania.it</a></p>
<h2><strong>Scheda rapida finale</strong></h2>
<p><strong>Titolo:</strong> Intervento SRE01 – Insediamento giovani agricoltori</p>
<p><strong>Programma:</strong> CSR Campania 2023-2027</p>
<p><strong>Atto di approvazione:</strong> Decreto dirigenziale n. 256 del 03/07/2026</p>
<p><strong>Ente titolare:</strong> Regione Campania</p>
<p><strong>Organismo pagatore:</strong> AGEA</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> giovani agricoltori al primo insediamento</p>
<p><strong>Età:</strong> da 18 anni a meno di 41 anni</p>
<p><strong>Periodo massimo dal primo insediamento:</strong> 24 mesi prima della domanda</p>
<p><strong>Forme ammesse:</strong> impresa individuale e società agricola</p>
<p><strong>Territorio:</strong> intera Regione Campania</p>
<p><strong>Sede e SAU:</strong> sede aziendale e quota prevalente della SAU in Campania</p>
<p><strong>Produzione Standard minima:</strong> 12.000 euro</p>
<p><strong>Produzione Standard massima:</strong> 300.000 euro</p>
<p><strong>Premio nelle macroaree A e B:</strong> 45.000 euro</p>
<p><strong>Premio nelle macroaree C e D:</strong> 50.000 euro</p>
<p><strong>Forma del sostegno:</strong> premio forfettario</p>
<p><strong>Rendicontazione analitica delle spese:</strong> non prevista</p>
<p><strong>Acconto:</strong> 60%</p>
<p><strong>Saldo:</strong> 40%</p>
<p><strong>Dotazione:</strong> 30.000.000 euro</p>
<p><strong>Apertura:</strong> 06/07/2026</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 15/09/2026, ore 14:00</p>
<p><strong>Procedura:</strong> valutativa a graduatoria</p>
<p><strong>Punteggio massimo:</strong> 100</p>
<p><strong>Punteggio minimo:</strong> 25</p>
<p><strong>Criterio di parità:</strong> minore età del richiedente</p>
<p><strong>Domanda:</strong> SIAN</p>
<p><strong>Relazione tecnica e Piano:</strong> SIARC</p>
<p><strong>Firma digitale:</strong> obbligatoria</p>
<p><strong>Avvio del Piano:</strong> entro sei mesi dalla concessione</p>
<p><strong>Conclusione:</strong> entro diciotto mesi dalla concessione</p>
<p><strong>Mantenimento dell’attività:</strong> cinque anni dal saldo</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Vuoi verificare l’ammissibilità?</strong></h2>
<p>I controlli preliminari più importanti riguardano la data del primo insediamento, il controllo effettivo dell’impresa, la provenienza dei terreni, la Produzione Standard, la macroarea e il punteggio della candidatura.</p>
<p>Atamai può affiancare il giovane e il tecnico agricolo nella verifica iniziale, nel calcolo della convenienza, nel controllo della documentazione e nel coordinamento del Piano aziendale con la domanda SIAN e la Relazione SIARC.</p>
<p>Per richiedere assistenza scrivi a <strong><a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricerca clinica e traslazionale in Trentino: 6,6 milioni di euro per nuove infrastrutture</title>
		<link>https://audit50.it/ricerca-clinica-e-traslazionale-in-trentino-66-milioni-di-euro-per-nuove-infrastrutture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 22:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Trento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2291</guid>

					<description><![CDATA[Ricerca clinica e traslazionale in Trentino: 6,6 milioni di euro per nuove infrastrutture La Provincia autonoma di Trento mette a disposizione 6,6 milioni di euro per realizzare nuove infrastrutture di ricerca capaci di collegare attività scientifica, pratica clinica, diagnostica avanzata e trasferimento dei risultati verso il sistema sanitario. L’Avviso FESR n. 2/2026 è rivolto agli&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/ricerca-clinica-e-traslazionale-in-trentino-66-milioni-di-euro-per-nuove-infrastrutture/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Ricerca clinica e traslazionale in Trentino: 6,6 milioni di euro per nuove infrastrutture</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Ricerca clinica e traslazionale in Trentino: 6,6 milioni di euro per nuove infrastrutture</h1>
<p>La Provincia autonoma di Trento mette a disposizione <strong>6,6 milioni di euro</strong> per realizzare nuove infrastrutture di ricerca capaci di collegare attività scientifica, pratica clinica, diagnostica avanzata e trasferimento dei risultati verso il sistema sanitario.</p>
<p>L’<strong>Avviso FESR n. 2/2026</strong> è rivolto agli organismi di ricerca e agli altri enti pubblici che svolgono attività di ricerca nel territorio provinciale.</p>
<p>Il sostegno può coprire fino al <strong>100% delle spese riconosciute ammissibili</strong>, nei limiti e alle condizioni stabilite dall’Avviso.</p>
<p>Le domande possono essere presentate:</p>
<ul>
<li>dal <strong>05/08/2026</strong>;</li>
<li>al <strong>30/09/2026</strong>.</li>
</ul>
<p>La procedura è valutativa a graduatoria. Non conta quindi soltanto rispettare la scadenza: il progetto deve dimostrare qualità scientifica, utilità clinica, solidità organizzativa, sostenibilità economica e capacità di produrre ricadute durature sul sistema trentino della ricerca e della salute.</p>
<h2><strong>Nome ufficiale del bando</strong></h2>
<p>Il titolo ufficiale è:</p>
<p><strong>Sostegno alla ricerca clinica e/o traslazionale – Avviso FESR n. 2/2026</strong></p>
<p>L’intervento è finanziato nell’ambito del:</p>
<p><strong>Programma FESR 2021-2027 della Provincia autonoma di Trento</strong></p>
<p>e in particolare dell’obiettivo diretto a:</p>
<p><strong>sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e innovazione e l’introduzione di tecnologie avanzate</strong></p>
<p>La misura si colloca nella priorità:</p>
<p><strong>“Trentino competitivo”</strong></p>
<p>ed è coerente con l’area della Strategia provinciale di specializzazione intelligente:</p>
<p><strong>“Salute, alimentazione e stili di vita”</strong></p>
<p>Le traiettorie principali riguardano medicina personalizzata, prevenzione, ricerca biomedica, biotecnologie, diagnostica avanzata, gestione dei dati clinici e nutrizione innovativa.</p>
<h2><strong>Che cosa finanzia realmente il bando</strong></h2>
<p>Il bando non finanzia genericamente singoli studi clinici o piccoli progetti di ricerca.</p>
<p>L’obiettivo è sostenere la creazione di:</p>
<p><strong>nuove infrastrutture di ricerca abilitanti</strong></p>
<p>Un’infrastruttura di ricerca è un insieme organizzato di:</p>
<ul>
<li>apparecchiature;</li>
<li>laboratori;</li>
<li>piattaforme tecnologiche;</li>
<li>banche dati;</li>
<li>sistemi informativi;</li>
<li>biobanche;</li>
<li>competenze;</li>
<li>procedure;</li>
<li>spazi;</li>
<li>servizi scientifici;</li>
<li>risorse tecniche;</li>
<li>sistemi di gestione e condivisione dei dati.</li>
</ul>
<p>L’infrastruttura deve rendere possibile lo svolgimento di più attività e progetti nel tempo.</p>
<p>Non dovrebbe quindi esaurire la propria funzione con una singola sperimentazione, una pubblicazione o una commessa di ricerca.</p>
<h2><strong>Differenza tra ricerca clinica e ricerca traslazionale</strong></h2>
<h3><strong>Ricerca clinica</strong></h3>
<p>La ricerca clinica studia:</p>
<ul>
<li>pazienti;</li>
<li>dati sanitari;</li>
<li>campioni biologici;</li>
<li>procedure diagnostiche;</li>
<li>trattamenti;</li>
<li>percorsi assistenziali;</li>
<li>dispositivi medici;</li>
<li>risultati clinici.</li>
</ul>
<p>Può comprendere:</p>
<ul>
<li>studi osservazionali;</li>
<li>sperimentazioni cliniche;</li>
<li>validazione di biomarcatori;</li>
<li>confronti tra percorsi diagnostici;</li>
<li>valutazioni di tecnologie sanitarie;</li>
<li>analisi di dati real world;</li>
<li>studi multicentrici.</li>
</ul>
<h3><strong>Ricerca traslazionale</strong></h3>
<p>La ricerca traslazionale collega i risultati ottenuti in laboratorio con la pratica clinica.</p>
<p>Il suo obiettivo è ridurre il tempo necessario per trasformare:</p>
<ul>
<li>una scoperta scientifica;</li>
<li>un biomarcatore;</li>
<li>una tecnologia;</li>
<li>un algoritmo;</li>
<li>un materiale;</li>
<li>una procedura;</li>
<li>una conoscenza biologica;</li>
</ul>
<p>in una soluzione utilizzabile nella diagnosi, prevenzione o cura.</p>
<p>L’infrastruttura dovrebbe quindi favorire un flusso continuo tra:</p>
<ul>
<li>laboratorio;</li>
<li>dati;</li>
<li>ricercatori;</li>
<li>medici;</li>
<li>pazienti;</li>
<li>imprese tecnologiche;</li>
<li>sistema sanitario.</li>
</ul>
<h2><strong>Obiettivi dell’intervento</strong></h2>
<p>Il bando intende:</p>
<ul>
<li>potenziare la ricerca clinica e traslazionale;</li>
<li>migliorare la medicina di precisione;</li>
<li>sviluppare la diagnostica avanzata;</li>
<li>accelerare il trasferimento delle scoperte scientifiche;</li>
<li>migliorare l’efficienza del sistema sanitario;</li>
<li>favorire studi multicentrici;</li>
<li>attrarre ricercatori e professionisti qualificati;</li>
<li>rafforzare le competenze degli studenti di medicina;</li>
<li>sviluppare competenze per medici e specializzandi;</li>
<li>integrare bioingegneria, medtech e scienze della vita;</li>
<li>creare collaborazioni con imprese;</li>
<li>aumentare la partecipazione a programmi europei;</li>
<li>favorire l’autofinanziamento futuro delle infrastrutture;</li>
<li>costruire nuclei di ricerca multidisciplinari;</li>
<li>aumentare la massa critica del sistema scientifico trentino.</li>
</ul>
<h2><strong>Beneficiari</strong></h2>
<p>Possono presentare domanda:</p>
<ul>
<li>organismi di ricerca;</li>
<li>altri enti pubblici che svolgono attività di ricerca;</li>
<li>soggetti pubblici attivi nel sistema sanitario, universitario o scientifico, quando in possesso dei requisiti dell’Avviso.</li>
</ul>
<p>Tra i soggetti potenzialmente interessati possono rientrare:</p>
<ul>
<li>università;</li>
<li>fondazioni di ricerca;</li>
<li>enti pubblici di ricerca;</li>
<li>aziende sanitarie pubbliche;</li>
<li>strutture universitarie integrate con il servizio sanitario;</li>
<li>altri organismi pubblici con attività scientifica documentata.</li>
</ul>
<p>L’ammissibilità deve essere verificata sulla base della natura giuridica e dell’attività effettivamente svolta.</p>
<p>Non è sufficiente che un ente abbia inserito la ricerca nel proprio statuto: deve possedere competenze, personale, organizzazione e capacità di gestire una vera infrastruttura scientifica.</p>
<h2><strong>Le imprese possono presentare domanda?</strong></h2>
<p>Il bando non è rivolto direttamente alle imprese.</p>
<p>Le aziende possono però assumere un ruolo importante come:</p>
<ul>
<li>partner scientifici;</li>
<li>fornitori di tecnologia;</li>
<li>sviluppatori di dispositivi;</li>
<li>soggetti coinvolti nel trasferimento tecnologico;</li>
<li>utilizzatori dei servizi dell’infrastruttura;</li>
<li>partecipanti a successivi progetti di ricerca;</li>
<li>partner in programmi nazionali o internazionali;</li>
<li>soggetti interessati alla validazione di soluzioni medtech o biotech.</li>
</ul>
<p>La presenza di un’impresa non deve produrre un vantaggio economico selettivo incompatibile con le regole del finanziamento.</p>
<p>I rapporti con soggetti privati devono quindi essere disciplinati in modo:</p>
<ul>
<li>trasparente;</li>
<li>verificabile;</li>
<li>non discriminatorio;</li>
<li>coerente con la natura pubblica o non economica dell’infrastruttura;</li>
<li>conforme alla normativa sugli aiuti di Stato.</li>
</ul>
<h2><strong>Enti che svolgono anche attività economiche</strong></h2>
<p>Un organismo di ricerca può svolgere sia attività non economiche sia attività economiche.</p>
<p>In questi casi occorre verificare:</p>
<ul>
<li>separazione contabile;</li>
<li>imputazione dei costi;</li>
<li>imputazione dei ricavi;</li>
<li>utilizzo del personale;</li>
<li>utilizzo delle apparecchiature;</li>
<li>modalità di accesso da parte delle imprese;</li>
<li>prezzi applicati;</li>
<li>capacità dedicata alle attività economiche;</li>
<li>compatibilità con la disciplina europea.</li>
</ul>
<p>Il finanziamento al 100% è normalmente collegato alla funzione non economica dell’infrastruttura.</p>
<p>Una struttura destinata prevalentemente a erogare servizi commerciali alle imprese potrebbe richiedere un trattamento differente o risultare non compatibile con l’Avviso.</p>
<h2><strong>Area geografica</strong></h2>
<p>L’infrastruttura deve essere sviluppata nel territorio della:</p>
<p><strong>Provincia autonoma di Trento</strong></p>
<p>Il richiedente deve svolgere attività di ricerca sul territorio provinciale oppure assumere gli impegni territoriali eventualmente previsti dall’Avviso.</p>
<p>La domanda deve indicare con precisione:</p>
<ul>
<li>sede dell’infrastruttura;</li>
<li>edificio;</li>
<li>spazi;</li>
<li>laboratori;</li>
<li>unità organizzativa responsabile;</li>
<li>disponibilità dell’immobile;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>collegamento con strutture sanitarie e scientifiche locali.</li>
</ul>
<h2><strong>Collegamento con la Scuola di Medicina e ASUIT</strong></h2>
<p>La Provincia considera centrale la collaborazione con:</p>
<ul>
<li>Scuola di Medicina;</li>
<li>Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino;</li>
<li>organismi di ricerca;</li>
<li>futuro Polo scientifico e tecnologico per le Scienze per la Vita;</li>
<li>imprese del settore medtech, biotech e digitale.</li>
</ul>
<p>Il progetto dovrebbe descrivere concretamente:</p>
<ul>
<li>modalità di accesso ai dati clinici;</li>
<li>coinvolgimento dei professionisti sanitari;</li>
<li>disponibilità di pazienti o coorti;</li>
<li>rapporti con i laboratori;</li>
<li>procedure etiche;</li>
<li>gestione dei campioni;</li>
<li>utilizzo da parte di studenti e specializzandi;</li>
<li>collaborazione con ricercatori esterni;</li>
<li>collegamenti con studi multicentrici.</li>
</ul>
<h2><strong>Medicina di precisione</strong></h2>
<p>La medicina di precisione mira a personalizzare prevenzione, diagnosi e terapia utilizzando informazioni come:</p>
<ul>
<li>caratteristiche genetiche;</li>
<li>biomarcatori;</li>
<li>dati clinici;</li>
<li>stili di vita;</li>
<li>immagini diagnostiche;</li>
<li>risposta ai trattamenti;</li>
<li>fattori ambientali;</li>
<li>dati omici;</li>
<li>profilo metabolico.</li>
</ul>
<p>Una nuova infrastruttura può comprendere:</p>
<ul>
<li>sequenziamento;</li>
<li>genomica;</li>
<li>proteomica;</li>
<li>metabolomica;</li>
<li>bioinformatica;</li>
<li>sistemi di analisi;</li>
<li>piattaforme per la gestione dei dati;</li>
<li>apparecchiature diagnostiche;</li>
<li>sistemi di supporto alle decisioni cliniche.</li>
</ul>
<h2><strong>Diagnostica avanzata</strong></h2>
<p>Possono essere sviluppate infrastrutture dedicate a:</p>
<ul>
<li>diagnostica molecolare;</li>
<li>imaging;</li>
<li>anatomia patologica digitale;</li>
<li>analisi genetiche;</li>
<li>biomarcatori;</li>
<li>diagnostica predittiva;</li>
<li>diagnosi precoce;</li>
<li>monitoraggio della risposta terapeutica;</li>
<li>medicina di laboratorio;</li>
<li>intelligenza artificiale applicata alle immagini;</li>
<li>strumenti point-of-care.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve spiegare come le tecnologie migliorino:</p>
<ul>
<li>precisione;</li>
<li>velocità;</li>
<li>riproducibilità;</li>
<li>accessibilità;</li>
<li>capacità diagnostica;</li>
<li>qualità dei dati;</li>
<li>appropriatezza clinica.</li>
</ul>
<h2><strong>Gestione intelligente dei dati clinici</strong></h2>
<p>Una parte rilevante dell’infrastruttura può riguardare i dati.</p>
<p>Possono essere previsti:</p>
<ul>
<li>data warehouse;</li>
<li>registri clinici;</li>
<li>piattaforme interoperabili;</li>
<li>sistemi per dati real world;</li>
<li>strumenti di pseudonimizzazione;</li>
<li>ambienti sicuri di analisi;</li>
<li>sistemi di intelligenza artificiale;</li>
<li>strumenti per federare dati;</li>
<li>piattaforme per studi multicentrici;</li>
<li>sistemi per la qualità dei dati;</li>
<li>strumenti per la condivisione secondo i principi FAIR.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve affrontare:</p>
<ul>
<li>privacy;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>consenso;</li>
<li>governance;</li>
<li>accessi;</li>
<li>interoperabilità;</li>
<li>conservazione;</li>
<li>riutilizzo scientifico;</li>
<li>qualità e completezza.</li>
</ul>
<h2><strong>Biobanche e gestione dei campioni</strong></h2>
<p>Possono essere progettate infrastrutture per:</p>
<ul>
<li>raccolta;</li>
<li>conservazione;</li>
<li>catalogazione;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>preparazione;</li>
<li>distribuzione;</li>
<li>analisi di campioni biologici.</li>
</ul>
<p>Una biobanca deve essere accompagnata da:</p>
<ul>
<li>procedure standard;</li>
<li>sistemi di qualità;</li>
<li>consenso informato;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>comitato di governance;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>controllo delle temperature;</li>
<li>continuità elettrica;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>criteri per l’accesso dei ricercatori.</li>
</ul>
<h2><strong>Biotecnologie</strong></h2>
<p>L’infrastruttura può sostenere attività in ambiti come:</p>
<ul>
<li>biologia cellulare;</li>
<li>biologia molecolare;</li>
<li>ingegneria tissutale;</li>
<li>genomica;</li>
<li>microbiologia;</li>
<li>immunologia;</li>
<li>bioinformatica;</li>
<li>sviluppo di biomarcatori;</li>
<li>analisi di farmaci;</li>
<li>diagnostica;</li>
<li>tecnologie per la salute.</li>
</ul>
<p>L’investimento deve avere una ricaduta sulla ricerca clinica o traslazionale e non limitarsi a creare un laboratorio generico.</p>
<h2><strong>Nutrizione innovativa</strong></h2>
<p>L’area “Salute, alimentazione e stili di vita” consente di sviluppare infrastrutture che colleghino:</p>
<ul>
<li>nutrizione;</li>
<li>metabolismo;</li>
<li>prevenzione;</li>
<li>microbiota;</li>
<li>malattie croniche;</li>
<li>stili di vita;</li>
<li>dati clinici;</li>
<li>alimenti funzionali;</li>
<li>nutrizione personalizzata.</li>
</ul>
<p>Un progetto può integrare:</p>
<ul>
<li>laboratori;</li>
<li>strumenti analitici;</li>
<li>coorti;</li>
<li>sistemi digitali;</li>
<li>raccolta di dati;</li>
<li>biomarcatori;</li>
<li>studi di intervento.</li>
</ul>
<h2><strong>Bioingegneria e medtech</strong></h2>
<p>Le infrastrutture possono facilitare lo sviluppo e la validazione di:</p>
<ul>
<li>dispositivi medici;</li>
<li>sensori;</li>
<li>protesi;</li>
<li>sistemi di riabilitazione;</li>
<li>robotica sanitaria;</li>
<li>wearable;</li>
<li>sistemi di monitoraggio remoto;</li>
<li>software medico;</li>
<li>algoritmi diagnostici;</li>
<li>strumenti di telemedicina;</li>
<li>tecnologie per la chirurgia.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve chiarire il livello di maturità della tecnologia e il percorso previsto verso:</p>
<ul>
<li>sperimentazione;</li>
<li>validazione;</li>
<li>certificazione;</li>
<li>applicazione clinica;</li>
<li>trasferimento alle imprese.</li>
</ul>
<h2><strong>Investimenti ammissibili</strong></h2>
<p>L’elenco definitivo deve essere verificato nel testo ufficiale.</p>
<p>Per una nuova infrastruttura di ricerca possono essere previste categorie come:</p>
<ul>
<li>apparecchiature scientifiche;</li>
<li>strumentazione;</li>
<li>impianti tecnici;</li>
<li>macchinari di laboratorio;</li>
<li>sistemi diagnostici;</li>
<li>hardware;</li>
<li>software specialistico;</li>
<li>piattaforme digitali;</li>
<li>infrastrutture per la gestione dei dati;</li>
<li>arredi tecnici;</li>
<li>sistemi di sicurezza;</li>
<li>sistemi di continuità elettrica;</li>
<li>attrezzature per biobanche;</li>
<li>apparecchiature per imaging;</li>
<li>strumenti di analisi;</li>
<li>opere strettamente necessarie all’installazione;</li>
<li>spese tecniche;</li>
<li>eventuali costi indiretti previsti dall’Avviso.</li>
</ul>
<h2><strong>Opere edilizie</strong></h2>
<p>Gli interventi edilizi dovrebbero essere strettamente funzionali all’infrastruttura.</p>
<p>Possono riguardare:</p>
<ul>
<li>adeguamento dei locali;</li>
<li>impianti speciali;</li>
<li>climatizzazione;</li>
<li>schermature;</li>
<li>pavimentazioni tecniche;</li>
<li>reti dati;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>controllo degli accessi;</li>
<li>alimentazione elettrica;</li>
<li>protezione delle apparecchiature;</li>
<li>adeguamento di laboratori;</li>
<li>requisiti sanitari.</li>
</ul>
<p>Il progetto non dovrebbe trasformarsi prevalentemente in una normale ristrutturazione immobiliare.</p>
<h2><strong>Apparecchiature scientifiche</strong></h2>
<p>Per ogni apparecchiatura devono essere descritti:</p>
<ul>
<li>funzione;</li>
<li>specifiche;</li>
<li>utenti;</li>
<li>capacità;</li>
<li>utilizzo annuale previsto;</li>
<li>attività di ricerca abilitate;</li>
<li>integrazione con strumenti esistenti;</li>
<li>personale responsabile;</li>
<li>manutenzione;</li>
<li>durata utile;</li>
<li>modalità di accesso.</li>
</ul>
<p>È necessario evitare duplicazioni ingiustificate con apparecchiature già presenti nel territorio.</p>
<h2><strong>Software e piattaforme digitali</strong></h2>
<p>Il progetto può includere software per:</p>
<ul>
<li>gestione dei dati;</li>
<li>analisi scientifica;</li>
<li>imaging;</li>
<li>bioinformatica;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>gestione dei campioni;</li>
<li>interoperabilità;</li>
<li>intelligenza artificiale;</li>
<li>cybersecurity;</li>
<li>accesso degli utenti;</li>
<li>prenotazione delle apparecchiature.</li>
</ul>
<p>Devono essere distinti:</p>
<ul>
<li>licenze;</li>
<li>sviluppo personalizzato;</li>
<li>manutenzione;</li>
<li>canoni;</li>
<li>hosting;</li>
<li>servizi cloud;</li>
<li>costi non agevolabili successivi al progetto.</li>
</ul>
<h2><strong>Spese per il personale</strong></h2>
<p>L’infrastruttura richiede personale scientifico, tecnico e amministrativo.</p>
<p>Il bando finanzia principalmente investimenti infrastrutturali. L’ammissibilità dei costi del personale deve quindi essere verificata espressamente.</p>
<p>Il piano industriale deve comunque indicare:</p>
<ul>
<li>responsabile scientifico;</li>
<li>tecnici;</li>
<li>data manager;</li>
<li>biostatistici;</li>
<li>bioinformatici;</li>
<li>personale di laboratorio;</li>
<li>personale per la qualità;</li>
<li>supporto amministrativo;</li>
<li>personale addetto alla manutenzione.</li>
</ul>
<p>Anche quando il personale non è finanziato, deve essere dimostrata la sua disponibilità.</p>
<h2><strong>Spese da considerare con cautela</strong></h2>
<p>Devono essere verificate nel testo ufficiale:</p>
<ul>
<li>ricerca ordinaria;</li>
<li>borse di studio;</li>
<li>personale strutturato;</li>
<li>consulenze generiche;</li>
<li>attività cliniche assistenziali;</li>
<li>acquisto di immobili;</li>
<li>manutenzione ordinaria;</li>
<li>costi di funzionamento;</li>
<li>materiali di consumo;</li>
<li>canoni pluriennali;</li>
<li>spese sostenute prima della domanda;</li>
<li>attività commerciali;</li>
<li>IVA recuperabile;</li>
<li>costi non direttamente riferibili all’infrastruttura.</li>
</ul>
<h2><strong>Contributo</strong></h2>
<p>Il sostegno indicato è pari al:</p>
<p><strong>100% delle spese ammissibili</strong></p>
<p>La dotazione complessiva è:</p>
<p><strong>6.600.000 euro</strong></p>
<p>Il comunicato istituzionale non indica un massimale per singolo progetto.</p>
<p>Prima di definire il quadro economico occorre quindi controllare nell’Avviso:</p>
<ul>
<li>eventuale spesa minima;</li>
<li>eventuale spesa massima;</li>
<li>contributo massimo;</li>
<li>limiti per opere;</li>
<li>limiti per spese tecniche;</li>
<li>limiti per software;</li>
<li>costi indiretti;</li>
<li>trattamento dell’IVA.</li>
</ul>
<p>Non è corretto presumere automaticamente che un solo progetto possa assorbire l’intera dotazione.</p>
<h2><strong>Esempi di dimensionamento</strong></h2>
<h3><strong>Progetto da 1 milione di euro</strong></h3>
<p>Con una copertura teorica del 100%:</p>
<ul>
<li>spesa: 1.000.000 euro;</li>
<li>contributo teorico: 1.000.000 euro;</li>
<li>quota del beneficiario: eventuali spese escluse e IVA recuperabile.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 3 milioni di euro</strong></h3>
<ul>
<li>spesa: 3.000.000 euro;</li>
<li>contributo teorico: 3.000.000 euro;</li>
<li>quota del beneficiario: costi non ammessi e futuri costi di gestione.</li>
</ul>
<p>L’ente deve comunque dimostrare di poter sostenere:</p>
<ul>
<li>anticipazioni;</li>
<li>manutenzione;</li>
<li>personale;</li>
<li>consumabili;</li>
<li>aggiornamenti;</li>
<li>utenze;</li>
<li>assicurazioni;</li>
<li>costi successivi alla conclusione del progetto.</li>
</ul>
<h2><strong>Ente titolare e gestore</strong></h2>
<p>Il soggetto titolare è:</p>
<p><strong>Provincia autonoma di Trento</strong></p>
<p>La struttura competente è:</p>
<p><strong>Servizio industria, ricerca e minerario</strong></p>
<p>Il Servizio cura:</p>
<ul>
<li>gestione dell’Avviso;</li>
<li>chiarimenti;</li>
<li>ricezione delle domande;</li>
<li>verifica dell’ammissibilità;</li>
<li>valutazione;</li>
<li>approvazione della graduatoria;</li>
<li>finanziamento dei progetti;</li>
<li>monitoraggio;</li>
<li>controllo della rendicontazione.</li>
</ul>
<p>La domanda viene presentata tramite:</p>
<p><strong>SI-FESR Trento</strong></p>
<p>Atamai non è l’ente concedente o il soggetto istruttore.</p>
<p>Può assistere gli enti nella verifica della documentazione, nella costruzione del piano economico, nell’organizzazione del progetto e nel coordinamento della candidatura.</p>
<h2><strong>Apertura e scadenza</strong></h2>
<p>Le date indicate sono:</p>
<ul>
<li><strong>apertura: 05/08/2026</strong>;</li>
<li><strong>scadenza: 30/09/2026</strong>.</li>
</ul>
<p>L’orario esatto di apertura e di chiusura deve essere controllato nel servizio online e nel testo integrale.</p>
<p>È opportuno non attendere l’ultimo giorno, considerando:</p>
<ul>
<li>complessità del progetto;</li>
<li>necessità di approvazioni interne;</li>
<li>raccolta dei preventivi;</li>
<li>firma digitale;</li>
<li>compilazione della piattaforma;</li>
<li>dimensione degli allegati;</li>
<li>possibili richieste di supporto tecnico.</li>
</ul>
<h2><strong>Procedura di domanda</strong></h2>
<p>La candidatura deve essere presentata esclusivamente tramite:</p>
<p><strong>portale SI-FESR Trento</strong></p>
<p>L’accesso avviene normalmente mediante:</p>
<ul>
<li>SPID;</li>
<li>Carta d’identità elettronica;</li>
<li>credenziali ammesse dalla piattaforma.</li>
</ul>
<p>La domanda può essere compilata dal:</p>
<ul>
<li>legale rappresentante;</li>
<li>soggetto formalmente delegato.</li>
</ul>
<p>Non sono normalmente ammesse domande inviate mediante:</p>
<ul>
<li>PEC;</li>
<li>email ordinaria;</li>
<li>consegna cartacea;</li>
<li>piattaforme differenti.</li>
</ul>
<h2><strong>Documenti da predisporre</strong></h2>
<p>L’elenco definitivo è quello allegato all’Avviso.</p>
<p>Un fascicolo completo dovrebbe comprendere:</p>
<ul>
<li>domanda di finanziamento;</li>
<li>scheda progetto;</li>
<li>relazione scientifica;</li>
<li>relazione tecnica;</li>
<li>piano finanziario;</li>
<li>cronoprogramma;</li>
<li>piano industriale o di gestione;</li>
<li>descrizione dell’infrastruttura;</li>
<li>piano degli acquisti;</li>
<li>analisi della domanda;</li>
<li>descrizione degli utenti;</li>
<li>piano di accesso;</li>
<li>piano di sostenibilità;</li>
<li>titoli di disponibilità degli spazi;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>preventivi;</li>
<li>documentazione sulla congruità;</li>
<li>organigramma;</li>
<li>curriculum del gruppo di lavoro;</li>
<li>accordi di collaborazione;</li>
<li>eventuale delega;</li>
<li>informativa privacy;</li>
<li>documentazione sul regime delle attività economiche.</li>
</ul>
<h2><strong>Piano industriale o di sostenibilità</strong></h2>
<p>Il piano deve spiegare come l’infrastruttura funzionerà dopo l’acquisto delle apparecchiature.</p>
<p>Dovrebbe comprendere:</p>
<ul>
<li>servizi offerti;</li>
<li>utenti;</li>
<li>domanda prevista;</li>
<li>costi annuali;</li>
<li>personale;</li>
<li>manutenzione;</li>
<li>consumabili;</li>
<li>aggiornamenti;</li>
<li>entrate;</li>
<li>finanziamenti futuri;</li>
<li>partecipazione a progetti;</li>
<li>collaborazioni con imprese;</li>
<li>tariffe, quando previste;</li>
<li>utilizzo della capacità;</li>
<li>sostenibilità pluriennale.</li>
</ul>
<p>Un’infrastruttura finanziata al 100%, ma priva di risorse per funzionare, non rappresenta un progetto sostenibile.</p>
<h2><strong>Cronoprogramma</strong></h2>
<p>Il cronoprogramma dovrebbe considerare:</p>
<ol>
<li>progettazione;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>procedure di acquisto;</li>
<li>gare;</li>
<li>consegna;</li>
<li>lavori;</li>
<li>installazione;</li>
<li>collaudo;</li>
<li>qualificazione;</li>
<li>formazione del personale;</li>
<li>avvio operativo;</li>
<li>rendicontazione.</li>
</ol>
<p>Per apparecchiature specialistiche devono essere valutati:</p>
<ul>
<li>tempi di produzione;</li>
<li>importazione;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>adeguamento degli spazi;</li>
<li>disponibilità dei tecnici;</li>
<li>validazione;</li>
<li>certificazione.</li>
</ul>
<h2><strong>Procedure di acquisto</strong></h2>
<p>Gli enti pubblici devono rispettare la normativa sui contratti.</p>
<p>Il progetto deve indicare:</p>
<ul>
<li>procedura prevista;</li>
<li>valore dell’acquisto;</li>
<li>suddivisione in lotti;</li>
<li>tempi;</li>
<li>responsabile;</li>
<li>specifiche tecniche;</li>
<li>criteri di selezione;</li>
<li>assenza di requisiti discriminatori;</li>
<li>gestione del conflitto di interessi.</li>
</ul>
<p>Le specifiche non devono essere costruite artificialmente intorno a un unico produttore, salvo situazioni tecnicamente motivate.</p>
<h2><strong>Valutazione e graduatoria</strong></h2>
<p>La procedura è:</p>
<p><strong>valutativa a graduatoria</strong></p>
<p>Le domande sono confrontate sulla base dei criteri contenuti nell’Avviso.</p>
<p>Il comunicato pubblico non riporta il punteggio massimo o la soglia minima.</p>
<p>Prima della presentazione devono quindi essere verificati:</p>
<ul>
<li>criteri di ammissibilità;</li>
<li>criteri di valutazione;</li>
<li>criteri di merito;</li>
<li>punteggi;</li>
<li>soglia minima;</li>
<li>criteri di parità;</li>
<li>documenti necessari a dimostrare ogni elemento.</li>
</ul>
<h2><strong>Elementi che possono rafforzare il progetto</strong></h2>
<h3><strong>Qualità scientifica</strong></h3>
<p>La proposta deve essere basata su un programma di ricerca credibile.</p>
<h3><strong>Utilità clinica</strong></h3>
<p>Deve essere chiaro come l’infrastruttura possa migliorare diagnosi, prevenzione, trattamento o organizzazione sanitaria.</p>
<h3><strong>Multidisciplinarità</strong></h3>
<p>La collaborazione può coinvolgere:</p>
<ul>
<li>medici;</li>
<li>biologi;</li>
<li>biotecnologi;</li>
<li>ingegneri;</li>
<li>informatici;</li>
<li>statistici;</li>
<li>data scientist;</li>
<li>nutrizionisti;</li>
<li>professionisti sanitari.</li>
</ul>
<h3><strong>Massa critica</strong></h3>
<p>È importante dimostrare un numero sufficiente di:</p>
<ul>
<li>ricercatori;</li>
<li>utenti;</li>
<li>progetti;</li>
<li>campioni;</li>
<li>dati;</li>
<li>studi;</li>
<li>collaborazioni.</li>
</ul>
<h3><strong>Trasferimento tecnologico</strong></h3>
<p>Il progetto dovrebbe prevedere rapporti con imprese e percorsi di valorizzazione dei risultati.</p>
<h3><strong>Accesso all’infrastruttura</strong></h3>
<p>Devono essere definite regole trasparenti per:</p>
<ul>
<li>prenotazioni;</li>
<li>priorità;</li>
<li>costi;</li>
<li>utilizzo;</li>
<li>proprietà dei dati;</li>
<li>proprietà intellettuale;</li>
<li>pubblicazioni.</li>
</ul>
<h3><strong>Sostenibilità</strong></h3>
<p>Occorre indicare chi finanzierà funzionamento e aggiornamento dopo il FESR.</p>
<h3><strong>Capacità di attrarre finanziamenti</strong></h3>
<p>La struttura dovrebbe facilitare la partecipazione a:</p>
<ul>
<li>Horizon Europe;</li>
<li>programmi sanitari europei;</li>
<li>bandi nazionali;</li>
<li>studi multicentrici;</li>
<li>collaborazioni con imprese;</li>
<li>progetti interregionali.</li>
</ul>
<h2><strong>DNSH e sostenibilità ambientale</strong></h2>
<p>Gli investimenti FESR devono rispettare il principio:</p>
<p><strong>Do No Significant Harm – DNSH</strong></p>
<p>Il progetto deve verificare che l’infrastruttura non arrechi un danno significativo agli obiettivi ambientali europei.</p>
<p>Devono essere considerate:</p>
<ul>
<li>efficienza energetica;</li>
<li>consumi delle apparecchiature;</li>
<li>utilizzo dell’acqua;</li>
<li>rifiuti sanitari;</li>
<li>sostanze pericolose;</li>
<li>economia circolare;</li>
<li>durata dei beni;</li>
<li>smaltimento;</li>
<li>climatizzazione;</li>
<li>emissioni;</li>
<li>resilienza climatica.</li>
</ul>
<h2><strong>Protezione dei dati e sicurezza informatica</strong></h2>
<p>Le infrastrutture cliniche trattano dati particolarmente sensibili.</p>
<p>Il progetto deve prevedere:</p>
<ul>
<li>valutazione dei rischi;</li>
<li>controllo degli accessi;</li>
<li>crittografia;</li>
<li>registrazione delle attività;</li>
<li>backup;</li>
<li>continuità operativa;</li>
<li>disaster recovery;</li>
<li>segregazione degli ambienti;</li>
<li>pseudonimizzazione;</li>
<li>gestione degli incidenti;</li>
<li>rispetto del GDPR;</li>
<li>sicurezza dei fornitori.</li>
</ul>
<h2><strong>Comitati etici e autorizzazioni</strong></h2>
<p>Quando l’infrastruttura supporta studi su persone o campioni umani, occorre considerare:</p>
<ul>
<li>Comitato etico;</li>
<li>consenso informato;</li>
<li>protezione dei dati;</li>
<li>autorizzazioni sanitarie;</li>
<li>regolamenti sulle biobanche;</li>
<li>Good Clinical Practice;</li>
<li>procedure per dispositivi medici;</li>
<li>sperimentazioni farmacologiche;</li>
<li>trasferimento dei campioni;</li>
<li>accordi di condivisione dei dati.</li>
</ul>
<h2><strong>Rendicontazione</strong></h2>
<p>Il contributo viene erogato sulla base delle spese effettivamente sostenute e riconosciute.</p>
<p>Il beneficiario deve conservare:</p>
<ul>
<li>fatture;</li>
<li>mandati;</li>
<li>bonifici;</li>
<li>contratti;</li>
<li>procedure di gara;</li>
<li>verbali;</li>
<li>collaudi;</li>
<li>inventari;</li>
<li>fotografie;</li>
<li>report;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>documenti sulla messa in funzione;</li>
<li>documentazione degli indicatori;</li>
<li>tracciabilità contabile.</li>
</ul>
<p>Le fatture devono riportare il CUP e le indicazioni richieste dalla disciplina FESR.</p>
<h2><strong>Rendicontazioni intermedie</strong></h2>
<p>La disciplina provinciale delle infrastrutture FESR prevede normalmente la possibilità di presentare una rendicontazione intermedia al raggiungimento di una determinata quota di spesa.</p>
<p>Il beneficiario deve verificare nell’Avviso 2/2026:</p>
<ul>
<li>quota minima;</li>
<li>numero di stati di avanzamento;</li>
<li>documenti;</li>
<li>importi;</li>
<li>modalità di richiesta;</li>
<li>eventuali anticipazioni;</li>
<li>garanzie.</li>
</ul>
<h2><strong>Obblighi successivi</strong></h2>
<p>L’ente beneficiario deve:</p>
<ul>
<li>mantenere l’infrastruttura nel territorio;</li>
<li>mantenere la destinazione;</li>
<li>utilizzare i beni per la ricerca;</li>
<li>garantire l’accesso previsto;</li>
<li>conservare la documentazione;</li>
<li>rispettare gli indicatori;</li>
<li>garantire la separazione contabile;</li>
<li>non alienare i beni;</li>
<li>evitare doppio finanziamento;</li>
<li>rispettare gli obblighi di comunicazione;</li>
<li>consentire controlli;</li>
<li>mantenere i requisiti per il periodo previsto.</li>
</ul>
<h2><strong>Suggerimenti operativi</strong></h2>
<h3><strong>Costruire il progetto intorno ai bisogni clinici</strong></h3>
<p>La tecnologia deve rispondere a problemi reali del sistema sanitario.</p>
<h3><strong>Evitare un elenco di apparecchiature</strong></h3>
<p>Il progetto non deve sembrare un semplice piano acquisti.</p>
<h3><strong>Definire gli utenti</strong></h3>
<p>Occorre indicare chi utilizzerà realmente l’infrastruttura.</p>
<h3><strong>Coinvolgere medici e ricercatori</strong></h3>
<p>La componente clinica e quella scientifica devono essere integrate fin dall’inizio.</p>
<h3><strong>Preparare la governance</strong></h3>
<p>Devono essere definiti organi, responsabilità e procedure.</p>
<h3><strong>Misurare i risultati</strong></h3>
<p>Possono essere utilizzati indicatori come:</p>
<ul>
<li>numero di studi;</li>
<li>numero di utenti;</li>
<li>pazienti coinvolti;</li>
<li>campioni analizzati;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>brevetti;</li>
<li>progetti europei;</li>
<li>collaborazioni;</li>
<li>tempi diagnostici;</li>
<li>finanziamenti attratti.</li>
</ul>
<h3><strong>Verificare gli spazi</strong></h3>
<p>Prima di ordinare un’apparecchiatura bisogna controllare:</p>
<ul>
<li>portata dei solai;</li>
<li>alimentazione elettrica;</li>
<li>climatizzazione;</li>
<li>rete dati;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>accessi;</li>
<li>tempi dei lavori.</li>
</ul>
<h3><strong>Pianificare il funzionamento futuro</strong></h3>
<p>Il contributo finanzia l’investimento, ma non sostituisce una strategia di gestione.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<p>Prima della candidatura è opportuno verificare che:</p>
<ul>
<li>il richiedente sia un organismo di ricerca o un ente pubblico ammissibile;</li>
<li>svolga attività di ricerca nel territorio provinciale;</li>
<li>l’infrastruttura sia localizzata in provincia di Trento;</li>
<li>il progetto riguardi ricerca clinica o traslazionale;</li>
<li>sia coerente con l’area S3 Salute, alimentazione e stili di vita;</li>
<li>sia definito il bisogno clinico;</li>
<li>siano individuati gli utenti;</li>
<li>sia disponibile un responsabile scientifico;</li>
<li>siano coinvolti medici e professionisti sanitari;</li>
<li>gli spazi siano disponibili;</li>
<li>siano state verificate le autorizzazioni;</li>
<li>sia definito il piano degli acquisti;</li>
<li>siano stati raccolti preventivi;</li>
<li>sia predisposto il cronoprogramma;</li>
<li>sia elaborato il piano di sostenibilità;</li>
<li>siano definite le regole di accesso;</li>
<li>siano disciplinati dati e campioni;</li>
<li>sia verificato il rispetto del DNSH;</li>
<li>sia prevista la sicurezza informatica;</li>
<li>siano chiariti i rapporti con le imprese;</li>
<li>sia impostata la separazione contabile;</li>
<li>sia verificata la firma digitale;</li>
<li>il legale rappresentante o delegato possa accedere a SI-FESR;</li>
<li>sia controllato l’orario esatto di scadenza;</li>
<li>la domanda venga trasmessa entro il 30/09/2026.</li>
</ul>
<h2><strong>Link ufficiali</strong></h2>
<p><strong>Pagina ufficiale del servizio:</strong><br />
<a href="https://www.provincia.tn.it/Servizi/Sostegno-alla-ricerca-clinica-e-o-traslazionale-Avviso-FESR-n.-2-2026">https://www.provincia.tn.it/Servizi/Sostegno-alla-ricerca-clinica-e-o-traslazionale-Avviso-FESR-n.-2-2026</a></p>
<p><strong>Comunicazione ufficiale della Provincia:</strong><br />
<a href="https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Comunicati/Ricerca-dal-FESR-6-6-milioni-di-euro-per-le-nuove-infrastrutture-cliniche-e-traslazionali">https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Comunicati/Ricerca-dal-FESR-6-6-milioni-di-euro-per-le-nuove-infrastrutture-cliniche-e-traslazionali</a></p>
<p><strong>Area Ricerca e innovazione della Provincia:</strong><br />
<a href="https://www.provincia.tn.it/Argomenti/Ricerca-e-innovazione">https://www.provincia.tn.it/Argomenti/Ricerca-e-innovazione</a></p>
<p><strong>Portale SI-FESR Trento:</strong><br />
<a href="https://sifesr.provincia.tn.it/">https://sifesr.provincia.tn.it/</a></p>
<p><strong>Programma FESR 2021-2027:</strong><br />
<a href="https://fesr.provincia.tn.it/">https://fesr.provincia.tn.it/</a></p>
<p><strong>Servizio industria, ricerca e minerario:</strong><br />
<a href="https://www.provincia.tn.it/Amministrazione/Strutture-organizzative/Servizio-industria-ricerca-e-minerario">https://www.provincia.tn.it/Amministrazione/Strutture-organizzative/Servizio-industria-ricerca-e-minerario</a></p>
<p><strong>Email per informazioni sui bandi:</strong><br />
<a href="mailto:bandi.assistenza@provincia.tn.it">bandi.assistenza@provincia.tn.it</a></p>
<p><strong>Assistenza tecnica SI-FESR:</strong><br />
<a href="mailto:assistenzafesrtn@performer.it">assistenzafesrtn@performer.it</a></p>
<h2><strong>Scheda rapida finale</strong></h2>
<p><strong>Titolo ufficiale:</strong> Sostegno alla ricerca clinica e/o traslazionale – Avviso FESR n. 2/2026</p>
<p><strong>Programma:</strong> FESR Provincia autonoma di Trento 2021-2027</p>
<p><strong>Priorità:</strong> Trentino competitivo</p>
<p><strong>Area S3:</strong> Salute, alimentazione e stili di vita</p>
<p><strong>Ente titolare:</strong> Provincia autonoma di Trento</p>
<p><strong>Struttura competente:</strong> Servizio industria, ricerca e minerario</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> organismi di ricerca e altri enti pubblici che svolgono attività di ricerca nel territorio provinciale</p>
<p><strong>Imprese beneficiarie dirette:</strong> no</p>
<p><strong>Territorio:</strong> Provincia autonoma di Trento</p>
<p><strong>Finalità:</strong> nuove infrastrutture abilitanti per ricerca clinica e traslazionale</p>
<p><strong>Ambiti:</strong> medicina di precisione, diagnostica avanzata, biotecnologie, dati clinici, nutrizione, bioingegneria e medtech</p>
<p><strong>Dotazione:</strong> 6.600.000 euro</p>
<p><strong>Forma del sostegno:</strong> contributo in conto capitale</p>
<p><strong>Intensità:</strong> fino al 100%</p>
<p><strong>Massimale per progetto:</strong> da verificare nell’Avviso integrale</p>
<p><strong>Spesa minima:</strong> da verificare nell’Avviso integrale</p>
<p><strong>Apertura:</strong> 05/08/2026</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 30/09/2026</p>
<p><strong>Orario di chiusura:</strong> da verificare sul portale ufficiale</p>
<p><strong>Procedura:</strong> valutativa a graduatoria</p>
<p><strong>Presentazione:</strong> portale SI-FESR Trento</p>
<p><strong>Accesso:</strong> legale rappresentante o delegato mediante identità digitale</p>
<p><strong>Bollo:</strong> verificare l’importo indicato nel servizio online</p>
<h2><b> </b></h2>
<h2><strong>Vuoi preparare la candidatura?</strong></h2>
<p>Una proposta competitiva deve integrare qualità scientifica, utilità clinica, infrastrutture tecnologiche, gestione sicura dei dati, sostenibilità economica e collaborazione tra ricerca, sanità e imprese.</p>
<p>Atamai può affiancare organismi di ricerca ed enti pubblici nella verifica dell’Avviso, nella costruzione del quadro economico, nella predisposizione del piano di sostenibilità e nell’organizzazione della documentazione da presentare su SI-FESR.</p>
<p>Per richiedere assistenza scrivi a <strong><a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Green Economy 2026 Caserta: contributi fino a 7.500 euro per le imprese agricole</title>
		<link>https://audit50.it/green-economy-2026-caserta-contributi-fino-a-7-500-euro-per-le-imprese-agricole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 22:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Camera Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
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					<description><![CDATA[Green Economy 2026 Caserta: contributi fino a 7.500 euro per le imprese agricole La Camera di Commercio di Caserta sostiene le imprese agricole che acquistano nuove attrezzature, macchinari e soluzioni digitali destinate a ridurre i consumi, utilizzare con maggiore efficienza l’acqua, migliorare la gestione delle coltivazioni e degli allevamenti e rafforzare le filiere agroalimentari provinciali.&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/green-economy-2026-caserta-contributi-fino-a-7-500-euro-per-le-imprese-agricole/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Green Economy 2026 Caserta: contributi fino a 7.500 euro per le imprese agricole</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Green Economy 2026 Caserta: contributi fino a 7.500 euro per le imprese agricole</h1>
<p>La Camera di Commercio di Caserta sostiene le imprese agricole che acquistano nuove attrezzature, macchinari e soluzioni digitali destinate a ridurre i consumi, utilizzare con maggiore efficienza l’acqua, migliorare la gestione delle coltivazioni e degli allevamenti e rafforzare le filiere agroalimentari provinciali.</p>
<p>Il <strong>Bando Green Economy 2026</strong> dispone di una dotazione complessiva di <strong>150.000 euro</strong> e prevede due differenti livelli di agevolazione:</p>
<ul>
<li>contributo del 50% delle spese ammissibili, fino a 7.500 euro, per le aziende con sede legale in provincia di Caserta;</li>
<li>contributo del 30% delle spese ammissibili, fino a 4.500 euro, per le aziende che possiedono nella provincia soltanto una o più unità locali.</li>
</ul>
<p>Il contributo viene calcolato sull’imponibile, al netto di IVA, tasse e altre imposte.</p>
<p>Le spese devono riguardare beni nuovi ed essere documentate da fatture emesse tra il <strong>17/07/2026</strong> e il <strong>30/10/2026</strong>.</p>
<p>La domanda non viene presentata attraverso ReStart o un altro portale camerale. Deve essere trasmessa esclusivamente mediante posta elettronica certificata entro le ore <strong>12:00 del 30/10/2026</strong>.</p>
<p>La procedura è valutativa a sportello. L’ordine di arrivo è quindi importante, ma non garantisce da solo l’ammissione: un gruppo di lavoro valuta il carattere innovativo dell’investimento e la congruità del prezzo.</p>
<h2><strong>Nome ufficiale del bando</strong></h2>
<p>Il titolo ufficiale è:</p>
<p><strong>Bando contributi alle imprese agricole per sostenere la Green Economy – Edizione 2026</strong></p>
<p>L’intervento è stato programmato dalla Giunta della Camera di Commercio di Caserta con:</p>
<p><strong>provvedimento n. 45 dell’08/07/2026</strong></p>
<p>Il testo operativo è allegato alla:</p>
<p><strong>Determinazione dirigenziale n. 528 del 17/07/2026</strong></p>
<p>La misura è finalizzata alla qualificazione del settore primario e alla diffusione di investimenti che concilino:</p>
<ul>
<li>produttività;</li>
<li>riduzione dei costi;</li>
<li>sostenibilità ambientale;</li>
<li>sicurezza alimentare;</li>
<li>resilienza rispetto alle condizioni climatiche;</li>
<li>risparmio idrico;</li>
<li>risparmio energetico;</li>
<li>protezione degli ecosistemi;</li>
<li>innovazione digitale;</li>
<li>sviluppo delle filiere agroalimentari.</li>
</ul>
<h2><strong>Beneficiari</strong></h2>
<p>Possono presentare domanda le imprese agricole:</p>
<ul>
<li>individuali;</li>
<li>societarie;</li>
</ul>
<p>che esercitano le attività previste dall’articolo 2135 del Codice civile.</p>
<p>Rientrano quindi, in presenza di tutti gli altri requisiti:</p>
<ul>
<li>imprenditori agricoli individuali;</li>
<li>società semplici agricole;</li>
<li>società di persone;</li>
<li>società di capitali agricole;</li>
<li>cooperative agricole;</li>
<li>altre forme societarie che esercitano effettivamente attività agricola.</li>
</ul>
<p>L’attività non deve risultare soltanto dall’oggetto sociale. L’impresa deve essere iscritta e attiva nel Registro delle imprese e le risultanze del Repertorio economico amministrativo devono confermare lo svolgimento dell’attività produttiva nel territorio provinciale.</p>
<h2><strong>Area geografica</strong></h2>
<p>Il bando interessa esclusivamente la:</p>
<p><strong>provincia di Caserta</strong></p>
<p>L’impresa deve possedere:</p>
<ul>
<li>sede legale in provincia di Caserta;</li>
<li>oppure almeno un’unità locale nella provincia.</li>
</ul>
<p>Deve inoltre svolgere concretamente l’attività produttiva nel territorio casertano.</p>
<p>La semplice presenza di un indirizzo amministrativo o di un’unità locale inattiva non è sufficiente.</p>
<p>Il requisito viene controllato attraverso i dati contenuti nel Registro delle imprese e nel REA.</p>
<h2><strong>Differenza tra sede legale e sola unità locale</strong></h2>
<p>L’intensità del contributo cambia in funzione della localizzazione dell’impresa.</p>
<h3><strong>Azienda con sede legale in provincia di Caserta</strong></h3>
<p>L’agevolazione è pari al:</p>
<p><strong>50% delle spese ammissibili</strong></p>
<p>con un contributo massimo di:</p>
<p><strong>7.500 euro</strong></p>
<p>Per ottenere l’intero contributo massimo occorre sostenere almeno 15.000 euro di spese ammissibili al netto dell’IVA.</p>
<p>Esempio:</p>
<ul>
<li>imponibile ammissibile: 15.000 euro;</li>
<li>contributo al 50%: 7.500 euro;</li>
<li>quota imponibile a carico dell’impresa: 7.500 euro;</li>
<li>IVA: a carico dell’impresa.</li>
</ul>
<h3><strong>Azienda con la sola unità locale in provincia di Caserta</strong></h3>
<p>L’agevolazione è pari al:</p>
<p><strong>30% delle spese ammissibili</strong></p>
<p>con un contributo massimo di:</p>
<p><strong>4.500 euro</strong></p>
<p>Anche in questo caso, per raggiungere il massimale occorre un investimento ammissibile di almeno 15.000 euro.</p>
<p>Esempio:</p>
<ul>
<li>imponibile ammissibile: 15.000 euro;</li>
<li>contributo al 30%: 4.500 euro;</li>
<li>quota imponibile a carico dell’impresa: 10.500 euro;</li>
<li>IVA: a carico dell’impresa.</li>
</ul>
<h2><strong>Non è prevista una spesa minima espressa</strong></h2>
<p>Il bando non stabilisce una soglia minima generale di investimento.</p>
<p>Il contributo viene calcolato applicando l’aliquota alla spesa riconosciuta.</p>
<p>Un investimento di importo contenuto può quindi teoricamente essere ammesso, purché:</p>
<ul>
<li>sia coerente con le finalità;</li>
<li>presenti un effettivo carattere innovativo;</li>
<li>sia documentato correttamente;</li>
<li>riguardi un bene nuovo;</li>
<li>superi la valutazione di congruità;</li>
<li>rispetti tutte le condizioni del bando.</li>
</ul>
<p>La convenienza economica della pratica deve comunque essere valutata considerando il valore del contributo e gli adempimenti richiesti.</p>
<h2><strong>Requisiti dell’impresa</strong></h2>
<p>Alla data della domanda l’impresa deve:</p>
<ul>
<li>risultare iscritta e attiva nel Registro delle imprese della Camera di Commercio di Caserta;</li>
<li>possedere sede legale o unità locale in provincia;</li>
<li>svolgere l’attività produttiva nella provincia;</li>
<li>avere una PEC iscritta nel Registro delle imprese;</li>
<li>essere regolare sotto il profilo contributivo;</li>
<li>essere in regola con il diritto annuale camerale;</li>
<li>non essere soggetta a procedure concorsuali;</li>
<li>non trovarsi in stato di fallimento, liquidazione o amministrazione controllata;</li>
<li>non avere ricevuto altri contributi pubblici sul medesimo acquisto;</li>
<li>non essere interessata dalle cause ostative previste dalla normativa antimafia;</li>
<li>aver compilato il questionario di autovalutazione SUSTAINability;</li>
<li>non avere forniture in essere con la Camera di Commercio nei casi vietati dalla normativa.</li>
</ul>
<h2><strong>DURC: irregolarità non sanabile dopo la domanda</strong></h2>
<p>La Camera acquisisce d’ufficio il DURC.</p>
<p>Il bando prevede una disciplina particolarmente rigorosa: un DURC irregolare comporta il rigetto immediato della domanda.</p>
<p>Non è prevista la possibilità di regolarizzare la posizione contributiva dopo l’invio.</p>
<p>Prima di presentare la pratica è quindi necessario verificare:</p>
<ul>
<li>posizione INPS;</li>
<li>posizione INAIL;</li>
<li>eventuali debiti;</li>
<li>rateazioni;</li>
<li>note di rettifica;</li>
<li>corretto inquadramento dell’impresa;</li>
<li>posizione dei soci e dei lavoratori;</li>
<li>validità del DURC.</li>
</ul>
<p>I soggetti che non risultano censiti ai fini del DURC devono allegare la specifica dichiarazione che spiega le ragioni dell’esenzione dall’iscrizione.</p>
<p>Il contributo potrà essere erogato soltanto dopo il riscontro positivo degli enti competenti.</p>
<h2><strong>Regolarità del diritto annuale</strong></h2>
<p>L’impresa deve essere in regola con il pagamento del diritto annuale della Camera di Commercio.</p>
<p>Vengono considerate irregolari anche le imprese che presentano:</p>
<ul>
<li>importi iscritti a ruolo e non pagati;</li>
<li>importi a debito non ancora iscritti a ruolo superiori alla soglia minima prevista dalla normativa.</li>
</ul>
<p>In questo caso la Camera comunica l’irregolarità via PEC e assegna:</p>
<p><strong>sette giorni dalla ricezione</strong></p>
<p>per sanare la posizione.</p>
<p>Se l’impresa non regolarizza entro il termine, la domanda viene respinta.</p>
<p>Resta possibile presentare una nuova istanza, purché il bando sia ancora aperto e vi siano risorse disponibili. La nuova domanda riceverà però un nuovo ordine cronologico.</p>
<h2><strong>Questionario SUSTAINability obbligatorio</strong></h2>
<p>Prima della domanda l’impresa deve compilare il questionario:</p>
<p><strong>SUSTAINability</strong></p>
<p>Lo strumento è sviluppato da Dintec e consente di effettuare una prima autovalutazione rispetto alle tre dimensioni:</p>
<ul>
<li>ambientale;</li>
<li>sociale;</li>
<li>governance.</li>
</ul>
<p>La compilazione è considerata valida soltanto se effettuata a partire dal:</p>
<p><strong>01/01/2026</strong></p>
<p>Il report generato dal questionario deve essere allegato alla domanda.</p>
<p>Un’autovalutazione compilata nel 2025 o in anni precedenti non soddisfa il requisito.</p>
<h2><strong>Investimenti finanziabili</strong></h2>
<p>Il bando presenta un elenco esemplificativo e non tassativo.</p>
<p>Questo significa che può essere valutato anche un investimento non nominato espressamente, purché sia coerente con le finalità e venga adeguatamente motivato.</p>
<p>Il carattere green o digitale non deve essere affermato in modo generico. Deve risultare dalla relazione illustrativa, dalla scheda tecnica e dalle caratteristiche operative del bene.</p>
<h2><strong>Tecnologie per ridurre fitofarmaci e concimi</strong></h2>
<p>Possono essere valutate tecnologie di monitoraggio e intervento automatizzato destinate a ridurre l’impiego di:</p>
<ul>
<li>diserbanti;</li>
<li>disinfestanti;</li>
<li>fitofarmaci;</li>
<li>concimi di sintesi.</li>
</ul>
<p>Esempi possono comprendere, quando tecnicamente coerenti:</p>
<ul>
<li>sistemi di rilevamento delle infestanti;</li>
<li>sensori;</li>
<li>mappe di prescrizione;</li>
<li>strumenti di distribuzione localizzata diversi dai beni espressamente esclusi;</li>
<li>software di supporto alle decisioni;</li>
<li>sistemi di monitoraggio delle colture;</li>
<li>dispositivi per la gestione mirata degli interventi.</li>
</ul>
<h3><strong>Attenzione alle attrezzature per prodotti fitosanitari</strong></h3>
<p>Il testo contiene un elemento da trattare con particolare cautela.</p>
<p>Tra le finalità ammissibili vengono richiamate la riduzione della dispersione e la distribuzione certificata dei prodotti fitosanitari. Nella successiva sezione delle esclusioni vengono però espressamente escluse le attrezzature e i macchinari per la distribuzione o la riduzione della dispersione, con l’esempio degli atomizzatori.</p>
<p>In assenza di un chiarimento scritto della Camera, è prudente non presentare come ammissibile:</p>
<ul>
<li>atomizzatori;</li>
<li>macchinari per distribuire fitofarmaci;</li>
<li>attrezzature dedicate alla riduzione della deriva;</li>
<li>altre macchine analoghe.</li>
</ul>
<p>Un investimento relativo al monitoraggio digitale o alla riduzione dell’uso dei prodotti deve essere descritto distinguendolo chiaramente dalle attrezzature espressamente escluse.</p>
<h2><strong>Irrigazione intelligente</strong></h2>
<p>Sono ammissibili tecnologie destinate a razionalizzare l’uso dell’acqua mediante irrigazione effettuata quando effettivamente necessaria.</p>
<p>Possono rientrare:</p>
<ul>
<li>sensori di umidità;</li>
<li>sensori dielettrici;</li>
<li>centraline;</li>
<li>strumenti per il monitoraggio del suolo;</li>
<li>sistemi di automazione;</li>
<li>software per la programmazione irrigua;</li>
<li>strumenti che incrociano dati climatici e colturali;</li>
<li>sistemi di controllo remoto;</li>
<li>dispositivi per l’attivazione mirata dell’irrigazione.</li>
</ul>
<p>La relazione dovrebbe quantificare:</p>
<ul>
<li>situazione iniziale;</li>
<li>consumo annuale di acqua;</li>
<li>superficie interessata;</li>
<li>modalità di irrigazione esistente;</li>
<li>riduzione attesa;</li>
<li>numero di sensori;</li>
<li>colture coinvolte;</li>
<li>miglioramento operativo.</li>
</ul>
<h2><strong>Agricoltura di precisione</strong></h2>
<p>Sono finanziabili soluzioni per l’agricoltura di precisione, tra cui:</p>
<ul>
<li>sistemi di guida assistita;</li>
<li>strumenti che comunicano con l’attrezzatura portata o trainata dal trattore;</li>
<li>geolocalizzazione;</li>
<li>sensoristica;</li>
<li>sistemi di guida da remoto;</li>
<li>acquisizione dei dati in campo;</li>
<li>software agricoli;</li>
<li>strumenti per analizzare i dati colturali;</li>
<li>dispositivi installati su macchine agricole;</li>
<li>tecnologie collegate all’impiego dei droni.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve spiegare come il sistema produce un vantaggio ambientale o gestionale.</p>
<p>L’acquisto di un semplice dispositivo informatico non è sufficiente se non viene dimostrato il collegamento con:</p>
<ul>
<li>riduzione degli input;</li>
<li>risparmio di carburante;</li>
<li>precisione delle lavorazioni;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>riduzione degli errori;</li>
<li>gestione dei dati;</li>
<li>controllo dei consumi.</li>
</ul>
<h2><strong>Macchinari per raccolta e conservazione</strong></h2>
<p>Possono essere valutati macchinari destinati a:</p>
<ul>
<li>raccolta;</li>
<li>prima lavorazione;</li>
<li>conservazione;</li>
<li>valorizzazione delle produzioni.</li>
</ul>
<p>L’investimento deve contribuire a:</p>
<ul>
<li>costruire o rafforzare una filiera;</li>
<li>migliorare la tracciabilità;</li>
<li>ridurre perdite e deterioramenti;</li>
<li>migliorare la qualità;</li>
<li>ridurre consumi o sprechi;</li>
<li>gestire meglio il prodotto aziendale;</li>
<li>aumentare la resilienza della produzione.</li>
</ul>
<p>Non è sufficiente acquistare una macchina ordinaria per sostituire un bene esistente senza dimostrare alcun miglioramento ambientale o digitale.</p>
<h2><strong>Tracciabilità delle produzioni</strong></h2>
<p>Sono ammissibili sistemi digitali per:</p>
<ul>
<li>tracciare i raccolti;</li>
<li>identificare i lotti;</li>
<li>registrare le operazioni;</li>
<li>certificare i prodotti;</li>
<li>collegare produzione e trasformazione;</li>
<li>raccogliere dati di campo;</li>
<li>documentare origine e qualità;</li>
<li>gestire informazioni climatiche e colturali.</li>
</ul>
<p>Il progetto può comprendere:</p>
<ul>
<li>software;</li>
<li>lettori;</li>
<li>dispositivi;</li>
<li>sensori;</li>
<li>strumenti di acquisizione;</li>
<li>sistemi di identificazione.</li>
</ul>
<p>Il bene deve essere destinato all’attività agricola e deve essere adeguato alla dimensione dell’impresa.</p>
<h2><strong>Sicurezza dei lavoratori e dei beni aziendali</strong></h2>
<p>Sono finanziabili sistemi di sorveglianza e allarme destinati a:</p>
<ul>
<li>proteggere i lavoratori durante le fasi produttive;</li>
<li>prevenire incidenti;</li>
<li>controllare aree isolate;</li>
<li>segnalare situazioni di pericolo;</li>
<li>tutelare macchinari e beni;</li>
<li>prevenire intrusioni e danneggiamenti.</li>
</ul>
<p>In caso di acquisto di tali sistemi, alla domanda devono essere allegati:</p>
<ul>
<li>planimetria;</li>
<li>estremi catastali;</li>
<li>indicazione precisa delle aree di installazione.</li>
</ul>
<p>Un normale impianto di videosorveglianza installato presso l’abitazione privata non è coerente con la misura.</p>
<h2><strong>Protezione dalla fauna aggressiva</strong></h2>
<p>Sono ammissibili sistemi destinati a proteggere:</p>
<ul>
<li>colture;</li>
<li>allevamenti;</li>
<li>strutture;</li>
<li>aree aziendali;</li>
</ul>
<p>dagli attacchi della fauna.</p>
<p>Anche in questo caso devono essere allegati:</p>
<ul>
<li>planimetria;</li>
<li>dati catastali;</li>
<li>individuazione delle aree interessate;</li>
<li>descrizione del problema;</li>
<li>caratteristiche del sistema;</li>
<li>modalità di utilizzo.</li>
</ul>
<h2><strong>Agricoltura biologica</strong></h2>
<p>Possono essere finanziati beni e pratiche che favoriscono l’agricoltura biologica.</p>
<p>La relazione deve spiegare il collegamento tra il bene acquistato e:</p>
<ul>
<li>riduzione degli input chimici;</li>
<li>gestione biologica delle colture;</li>
<li>tutela della biodiversità;</li>
<li>controllo delle infestanti;</li>
<li>fertilità del suolo;</li>
<li>sostenibilità dell’allevamento;</li>
<li>certificazione aziendale.</li>
</ul>
<p>Le aziende già certificate possono allegare il proprio certificato di produzione biologica.</p>
<h2><strong>Apicoltura</strong></h2>
<p>Il bando ammette attrezzature innovative per l’apicoltura.</p>
<p>Possono essere considerate, in funzione delle caratteristiche tecniche:</p>
<ul>
<li>sistemi di monitoraggio degli alveari;</li>
<li>sensori;</li>
<li>dispositivi per controllare peso e temperatura;</li>
<li>sistemi di identificazione;</li>
<li>attrezzature che migliorano la gestione;</li>
<li>strumenti digitali per raccogliere dati;</li>
<li>dispositivi per ridurre perdite e mortalità.</li>
</ul>
<p>Il normale materiale di consumo o la semplice sostituzione di attrezzature tradizionali potrebbe non dimostrare un sufficiente contenuto innovativo.</p>
<h2><strong>Allevamento e rilevazione del bestiame</strong></h2>
<p>Sono ammissibili dispositivi elettronici per:</p>
<ul>
<li>identificazione anagrafica;</li>
<li>monitoraggio;</li>
<li>raccolta dei dati;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>controllo degli animali.</li>
</ul>
<p>Quando il bene è destinato a stalle o ricoveri devono essere allegati:</p>
<ul>
<li>planimetria;</li>
<li>estremi catastali;</li>
<li>descrizione dell’area;</li>
<li>collegamento tra attrezzatura e attività aziendale.</li>
</ul>
<h2><strong>Informatica applicata all’agricoltura</strong></h2>
<p>Possono essere finanziati prodotti destinati allo sviluppo dell’informatica agricola.</p>
<p>Il progetto deve però andare oltre il normale acquisto di:</p>
<ul>
<li>computer da ufficio;</li>
<li>stampanti;</li>
<li>dispositivi per attività amministrative generiche;</li>
<li>software contabile ordinario.</li>
</ul>
<p>Il collegamento con l’attività agricola deve essere diretto e documentabile.</p>
<p>Possono risultare coerenti:</p>
<ul>
<li>software agronomici;</li>
<li>sistemi di raccolta dei dati;</li>
<li>strumenti di monitoraggio;</li>
<li>piattaforme di tracciabilità;</li>
<li>applicativi per la gestione degli interventi;</li>
<li>soluzioni per integrare dati climatici e colturali.</li>
</ul>
<h2><strong>Filiere agroalimentari tradizionali</strong></h2>
<p>Sono ammessi investimenti innovativi collegati alle filiere agroalimentari tradizionali.</p>
<p>Il progetto può intervenire su:</p>
<ul>
<li>raccolta;</li>
<li>conservazione;</li>
<li>prima lavorazione;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>valorizzazione;</li>
<li>organizzazione della filiera;</li>
<li>gestione dei lotti;</li>
<li>controllo della qualità.</li>
</ul>
<p>L’investimento deve essere riferibile all’attività agricola dell’impresa e non a una normale attività commerciale indipendente.</p>
<h2><strong>Macchinari e attrezzature devono essere nuovi</strong></h2>
<p>Non sono ammessi:</p>
<ul>
<li>beni usati;</li>
<li>beni ricondizionati;</li>
<li>beni noleggiati;</li>
<li>leasing o locazioni, quando non riconducibili all’acquisto ammesso;</li>
<li>attrezzature prive della documentazione tecnica richiesta.</li>
</ul>
<p>La fattura e la scheda tecnica devono consentire di identificare chiaramente:</p>
<ul>
<li>produttore;</li>
<li>modello;</li>
<li>caratteristiche;</li>
<li>matricola, quando prevista;</li>
<li>conformità;</li>
<li>destinazione d’uso.</li>
</ul>
<h2><strong>Periodo delle spese</strong></h2>
<p>Sono ammissibili esclusivamente le fatture emesse:</p>
<p><strong>dal 17/07/2026 al 30/10/2026</strong></p>
<p>Fa fede la data della fattura.</p>
<p>La domanda deve essere corredata dalle fatture. Il bando non ammette la presentazione di semplici preventivi.</p>
<p>L’impresa deve quindi:</p>
<ol>
<li>individuare il bene;</li>
<li>verificarne l’ammissibilità;</li>
<li>procedere all’acquisto;</li>
<li>ricevere la fattura;</li>
<li>predisporre la documentazione;</li>
<li>presentare la domanda entro la scadenza;</li>
<li>completare il pagamento tracciabile;</li>
<li>rendicontare entro il termine assegnato dopo la concessione.</li>
</ol>
<p>L’acquisto viene quindi effettuato prima di conoscere con certezza l’esito della domanda.</p>
<p>L’impresa sostiene il rischio che il bene:</p>
<ul>
<li>non venga considerato innovativo;</li>
<li>non venga ritenuto congruo;</li>
<li>sia escluso;</li>
<li>non venga finanziato per esaurimento delle risorse.</li>
</ul>
<h2><strong>Se la fattura contiene più voci</strong></h2>
<p>Il bando prevede una regola particolarmente importante.</p>
<p>Quando una fattura comprende più voci di acquisto, ai fini del calcolo del contributo viene considerato:</p>
<p><strong>soltanto l’importo della voce di spesa più elevata</strong></p>
<p>Esempio:</p>
<ul>
<li>sistema di monitoraggio: 6.000 euro;</li>
<li>sensori: 3.000 euro;</li>
<li>software: 2.000 euro;</li>
<li>totale fattura: 11.000 euro.</li>
</ul>
<p>La spesa presa in considerazione potrebbe essere limitata alla voce maggiore di 6.000 euro.</p>
<p>Di conseguenza, prima della fatturazione è opportuno valutare:</p>
<ul>
<li>separazione delle forniture;</li>
<li>corretta descrizione delle singole componenti;</li>
<li>struttura del contratto;</li>
<li>modalità di fatturazione;</li>
<li>autonomia funzionale dei beni.</li>
</ul>
<p>La documentazione non deve essere costruita artificialmente, ma deve consentire alla Camera di individuare con precisione il bene per il quale viene chiesto il contributo.</p>
<h2><strong>Spese escluse</strong></h2>
<p>Non sono ammissibili:</p>
<ul>
<li>produzione di campionature;</li>
<li>macchinari o attrezzature per distribuire prodotti fitosanitari;</li>
<li>macchinari o attrezzature destinati a ridurre la dispersione dei fitosanitari, compresi gli atomizzatori;</li>
<li>beni usati;</li>
<li>beni noleggiati;</li>
<li>trasporto;</li>
<li>opere murarie;</li>
<li>impianti;</li>
<li>installazione;</li>
<li>progettazione;</li>
<li>forniture provenienti da imprese collegate;</li>
<li>missioni;</li>
<li>trasferte;</li>
<li>rimborsi;</li>
<li>rappresentanza;</li>
<li>telefono;</li>
<li>cancelleria;</li>
<li>elettricità;</li>
<li>spese generali di funzionamento e organizzazione.</li>
</ul>
<p>Il contributo riguarda principalmente il costo del bene ammissibile e non le spese accessorie.</p>
<h2><strong>Fornitori indipendenti</strong></h2>
<p>Il fornitore non deve avere rapporti di collegamento o associazione con l’impresa beneficiaria.</p>
<p>Non sono ammessi acquisti quando:</p>
<ul>
<li>le imprese sono collegate;</li>
<li>le imprese sono associate;</li>
<li>esistono amministratori comuni;</li>
<li>esistono soci comuni nelle condizioni vietate;</li>
<li>soci o amministratori del richiedente figurano nell’impresa fornitrice;</li>
<li>esistono rapporti di parentela o affinità tra le persone rilevanti.</li>
</ul>
<p>Prima dell’acquisto è opportuno controllare:</p>
<ul>
<li>visura del fornitore;</li>
<li>proprietà;</li>
<li>amministratori;</li>
<li>rapporti familiari;</li>
<li>eventuali partecipazioni.</li>
</ul>
<h2><strong>Regime “de minimis”</strong></h2>
<p>Il contributo è soggetto alla normativa europea “de minimis”.</p>
<p>Per le attività agricole il bando indica un limite complessivo di:</p>
<p><strong>50.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica</strong></p>
<p>Nel calcolo devono essere considerate anche le imprese collegate che formano un’unica impresa.</p>
<p>Occorre verificare:</p>
<ul>
<li>contributi agricoli già ottenuti;</li>
<li>agevolazioni registrate;</li>
<li>imprese collegate;</li>
<li>trasformazioni societarie;</li>
<li>fusioni;</li>
<li>acquisizioni;</li>
<li>disponibilità residua.</li>
</ul>
<h2><strong>Cumulo con altri contributi</strong></h2>
<p>L’impresa non deve avere richiesto o ricevuto altri contributi pubblici per il medesimo acquisto.</p>
<p>Il divieto riguarda la stessa spesa e la stessa attrezzatura.</p>
<p>Prima di inserire il bene nella domanda è necessario verificare se sia stato utilizzato o verrà utilizzato per:</p>
<ul>
<li>contributi regionali;</li>
<li>PSR o CSR;</li>
<li>ISMEA;</li>
<li>INAIL;</li>
<li>crediti d’imposta;</li>
<li>altre misure camerali;</li>
<li>agevolazioni nazionali;</li>
<li>fondi europei.</li>
</ul>
<p>La dichiarazione deve essere resa nella domanda.</p>
<h2><strong>Ente proponente e gestore</strong></h2>
<p>Il soggetto concedente è:</p>
<p><strong>Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Caserta</strong></p>
<p>La struttura di riferimento è:</p>
<p><strong>U.O.S. Promozione e Servizi alle Imprese</strong></p>
<p>Il responsabile del procedimento è la posizione organizzativa responsabile della:</p>
<p><strong>U.O. Sviluppo della Competitività</strong></p>
<p>La Camera cura:</p>
<ul>
<li>pubblicazione del bando;</li>
<li>ricezione delle domande;</li>
<li>verifica dei requisiti;</li>
<li>controllo della regolarità;</li>
<li>valutazione dell’innovazione;</li>
<li>verifica della congruità;</li>
<li>concessione;</li>
<li>attribuzione del CUP;</li>
<li>controllo della rendicontazione;</li>
<li>liquidazione;</li>
<li>controlli successivi.</li>
</ul>
<p>Atamai non è l’ente concedente. Può assistere l’impresa nell’analisi del bene, nella preparazione della relazione e nell’organizzazione della documentazione.</p>
<h2><strong>Apertura e scadenza</strong></h2>
<p>La domanda può essere inviata:</p>
<ul>
<li>dalla pubblicazione del bando, avvenuta il <strong>17/07/2026</strong>;</li>
<li>fino alle ore <strong>12:00 del 30/10/2026</strong>.</li>
</ul>
<p>Fa fede l’orario riportato nella ricevuta di invio della PEC.</p>
<p>È opportuno conservare:</p>
<ul>
<li>ricevuta di accettazione;</li>
<li>ricevuta di avvenuta consegna;</li>
<li>messaggio inviato;</li>
<li>allegati;</li>
<li>file firmato;</li>
<li>verifica della firma.</li>
</ul>
<h2><strong>Procedura valutativa a sportello</strong></h2>
<p>La misura non utilizza una graduatoria a punteggio.</p>
<p>Le domande vengono accettate in ordine cronologico.</p>
<p>L’ordine temporale non basta però per ottenere il contributo.</p>
<p>Ogni pratica deve superare:</p>
<ul>
<li>controllo del beneficiario;</li>
<li>verifica territoriale;</li>
<li>controllo del DURC;</li>
<li>verifica del diritto annuale;</li>
<li>controllo della documentazione;</li>
<li>valutazione dell’innovazione;</li>
<li>verifica della congruità del prezzo;</li>
<li>controllo della coerenza ambientale o digitale.</li>
</ul>
<p>Le domande vengono finanziate fino all’esaurimento dei 150.000 euro.</p>
<p>Le richieste ammissibili che non trovano copertura vengono collocate in lista d’attesa e possono essere riprese in caso di:</p>
<ul>
<li>rinunce;</li>
<li>revoche;</li>
<li>economie;</li>
<li>riduzioni dei contributi.</li>
</ul>
<h2><strong>Invio esclusivamente tramite PEC</strong></h2>
<p>La domanda deve essere inviata esclusivamente a:</p>
<p><strong><a href="mailto:promozioneregmercato@ce.legalmail.camcom.it">promozioneregmercato@ce.legalmail.camcom.it</a></strong></p>
<p>Il file deve essere in formato PDF e deve utilizzare obbligatoriamente il modello ufficiale.</p>
<p>Non sono ammesse modalità differenti, tra cui:</p>
<ul>
<li>consegna a mano;</li>
<li>email ordinaria;</li>
<li>raccomandata;</li>
<li>ReStart;</li>
<li>Telemaco;</li>
<li>altri portali;</li>
<li>invio a un diverso indirizzo PEC camerale.</li>
</ul>
<h2><strong>Firma digitale</strong></h2>
<p>La domanda deve essere sottoscritta dal titolare o dal legale rappresentante mediante:</p>
<ul>
<li>firma digitale;</li>
<li>firma elettronica avanzata;</li>
<li>altra firma elettronica qualificata.</li>
</ul>
<p>Una domanda priva di firma valida è improcedibile.</p>
<p>Prima dell’invio occorre verificare:</p>
<ul>
<li>validità del certificato;</li>
<li>identità del firmatario;</li>
<li>poteri di rappresentanza;</li>
<li>integrità del file;</li>
<li>leggibilità del PDF;</li>
<li>corrispondenza tra domanda firmata e allegati.</li>
</ul>
<h2><strong>Imposta di bollo</strong></h2>
<p>Le imprese agricole non devono versare l’imposta di bollo sulla domanda.</p>
<p>Il bando applica l’esenzione prevista dall’articolo 21-bis dell’Allegato B al DPR n. 642/1972.</p>
<h2><strong>Documenti obbligatori</strong></h2>
<p>Alla domanda devono essere allegati:</p>
<ol>
<li>fatture di acquisto;</li>
<li>Fascicolo aziendale asseverato da un CAA autorizzato;</li>
<li>relazione illustrativa sul carattere innovativo dell’investimento e sul suo utilizzo;</li>
<li>scheda tecnica del macchinario o dell’attrezzatura;</li>
<li>certificati di collaudo, omologazione o dichiarazioni di conformità, quando previsti;</li>
<li>planimetria e dati catastali per attrezzature riferite a stalle o ricoveri;</li>
<li>planimetria e dati catastali per sistemi di sorveglianza e allarme;</li>
<li>planimetria e dati catastali per sistemi di protezione dalla fauna;</li>
<li>eventuale certificato DOP, IGP o biologico;</li>
<li>report del questionario SUSTAINability.</li>
</ol>
<p>Le copie devono essere accompagnate dalla dichiarazione di conformità all’originale.</p>
<h2><strong>Non è ammesso il preventivo</strong></h2>
<p>Il bando non finanzia un progetto ancora da realizzare sulla base di offerte commerciali.</p>
<p>Non deve essere allegato il preventivo in sostituzione della fattura.</p>
<p>La domanda viene presentata dopo l’acquisto e dopo l’emissione della fattura.</p>
<p>Questo rende particolarmente importante effettuare una verifica tecnica prima di ordinare il bene.</p>
<h2><strong>Relazione sul carattere innovativo</strong></h2>
<p>La relazione dovrebbe descrivere:</p>
<ul>
<li>azienda;</li>
<li>attività;</li>
<li>colture o allevamenti;</li>
<li>problema iniziale;</li>
<li>bene acquistato;</li>
<li>modalità di funzionamento;</li>
<li>differenze rispetto alla dotazione precedente;</li>
<li>riduzione attesa dei consumi;</li>
<li>risparmio idrico;</li>
<li>risparmio energetico;</li>
<li>riduzione degli input;</li>
<li>dati raccolti;</li>
<li>miglioramento della tracciabilità;</li>
<li>effetto sulla filiera;</li>
<li>impatto ambientale;</li>
<li>utilizzo concreto.</li>
</ul>
<p>Non è sufficiente copiare la descrizione commerciale del produttore.</p>
<p>La relazione deve collegare le caratteristiche del bene alle esigenze specifiche dell’impresa agricola.</p>
<h2><strong>Valutazione del carattere innovativo</strong></h2>
<p>La Camera nomina un gruppo di lavoro che valuta:</p>
<ul>
<li>innovazione del prodotto;</li>
<li>coerenza con la Green Economy;</li>
<li>effettivo utilizzo agricolo;</li>
<li>congruità del prezzo;</li>
<li>corrispondenza con le finalità.</li>
</ul>
<p>Il giudizio del gruppo è determinante.</p>
<p>Il gruppo può chiedere integrazioni o chiarimenti, ai quali l’impresa deve rispondere entro:</p>
<p><strong>dieci giorni dalla ricezione</strong></p>
<h2><strong>Integrazioni e perdita della posizione cronologica</strong></h2>
<p>Per determinate incompletezze la Camera assegna fino a:</p>
<p><strong>15 giorni solari</strong></p>
<p>per regolarizzare la pratica.</p>
<p>Quando la documentazione viene integrata, la domanda viene collocata in elenco alla data della regolarizzazione.</p>
<p>Questo significa che una domanda inviata presto ma incompleta può perdere il vantaggio cronologico.</p>
<p>Il controllo preventivo degli allegati è quindi essenziale.</p>
<h2><strong>Rendicontazione</strong></h2>
<p>L’impresa ammessa deve inviare la rendicontazione entro:</p>
<p><strong>45 giorni dalla comunicazione di concessione</strong></p>
<p>La trasmissione avviene ancora via PEC utilizzando il modello ufficiale.</p>
<p>Devono essere prodotti:</p>
<ul>
<li>fatture;</li>
<li>ricevute di pagamento;</li>
<li>bonifici bancari o postali;</li>
<li>CRO, TRN o altro identificativo valido;</li>
<li>eventuali documenti richiesti dall’ufficio.</li>
</ul>
<p>Non sono ammessi pagamenti:</p>
<ul>
<li>in contanti;</li>
<li>mediante assegno bancario;</li>
<li>mediante assegno postale;</li>
<li>mediante assegno circolare.</li>
</ul>
<h2><strong>Obbligo del CUP nelle fatture</strong></h2>
<p>Dopo l’ammissione, la Camera comunica il:</p>
<p><strong>Codice unico di progetto – CUP</strong></p>
<p>Le fatture devono essere integrate con il CUP e ritrasmesse via PEC.</p>
<p>L’oggetto previsto è:</p>
<p><strong>Bando Green Economy Anno 2026 – integrazione CUP</strong></p>
<p>Le fatture che, dopo la richiesta di regolarizzazione, continuano a non riportare il CUP vengono considerate definitivamente inammissibili.</p>
<p>È quindi necessario:</p>
<ul>
<li>conservare il file XML della fattura;</li>
<li>comunicare tempestivamente con il fornitore;</li>
<li>utilizzare gli strumenti previsti per l’integrazione del CUP;</li>
<li>inviare nuovamente i documenti entro i termini.</li>
</ul>
<h2><strong>Controlli e revoca</strong></h2>
<p>Il contributo può essere revocato in caso di:</p>
<ul>
<li>difformità del bene rispetto a quanto dichiarato;</li>
<li>rinuncia;</li>
<li>mancata rendicontazione entro 45 giorni;</li>
<li>fatture prive del CUP;</li>
<li>apertura di procedure concorsuali;</li>
<li>cancellazione dell’impresa prima della liquidazione;</li>
<li>spesa sostenuta fuori dal periodo ammissibile;</li>
<li>collegamenti vietati con il fornitore;</li>
<li>mancato rispetto dei termini;</li>
<li>dichiarazioni non corrette;</li>
<li>perdita dei requisiti.</li>
</ul>
<p>La Camera può effettuare controlli a campione e chiedere l’esibizione degli originali.</p>
<h2><strong>Suggerimenti operativi</strong></h2>
<h3><strong>Verificare il bene prima di acquistarlo</strong></h3>
<p>Poiché la domanda richiede la fattura, l’acquisto precede la certezza del contributo.</p>
<p>È opportuno chiedere una verifica preventiva sulla coerenza dell’attrezzatura.</p>
<h3><strong>Non inserire atomizzatori senza chiarimento scritto</strong></h3>
<p>Il bando li indica espressamente tra le spese escluse.</p>
<h3><strong>Preparare una relazione specifica</strong></h3>
<p>La descrizione deve quantificare il beneficio ambientale, digitale o organizzativo.</p>
<h3><strong>Controllare DURC e diritto annuale</strong></h3>
<p>Il DURC irregolare determina il rigetto immediato.</p>
<h3><strong>Compilare il questionario SUSTAINability</strong></h3>
<p>Il report è obbligatorio e deve essere riferito al 2026.</p>
<h3><strong>Prestare attenzione alle fatture con più voci</strong></h3>
<p>Può essere riconosciuta soltanto la voce di importo maggiore.</p>
<h3><strong>Verificare il fornitore</strong></h3>
<p>Non devono esistere collegamenti societari, amministratori comuni o rapporti familiari incompatibili.</p>
<h3><strong>Inviare una pratica completa</strong></h3>
<p>Le integrazioni fanno perdere la posizione cronologica iniziale.</p>
<h3><strong>Conservare entrambe le ricevute PEC</strong></h3>
<p>Servono la ricevuta di accettazione e quella di avvenuta consegna.</p>
<h3><strong>Pianificare subito il pagamento</strong></h3>
<p>La rendicontazione deve essere completata entro 45 giorni dalla concessione.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<p>Prima dell’acquisto e della domanda verificare che:</p>
<ul>
<li>l’impresa eserciti attività agricola ai sensi dell’articolo 2135;</li>
<li>risulti attiva nel Registro delle imprese;</li>
<li>svolga attività produttiva nella provincia di Caserta;</li>
<li>la PEC sia iscritta nel Registro delle imprese;</li>
<li>il DURC sia regolare;</li>
<li>il diritto annuale sia regolare;</li>
<li>non vi siano procedure concorsuali;</li>
<li>non siano stati richiesti altri contributi sullo stesso bene;</li>
<li>sia disponibile spazio nel plafond “de minimis” agricolo;</li>
<li>il questionario SUSTAINability sia stato compilato nel 2026;</li>
<li>il macchinario sia nuovo;</li>
<li>il bene abbia un effettivo carattere green o digitale;</li>
<li>il bene non rientri tra le spese escluse;</li>
<li>il fornitore sia indipendente;</li>
<li>la fattura sia emessa tra il 17/07/2026 e il 30/10/2026;</li>
<li>la fattura descriva chiaramente il bene;</li>
<li>sia stato considerato l’effetto delle fatture con più voci;</li>
<li>il Fascicolo aziendale sia asseverato dal CAA;</li>
<li>la relazione tecnica sia completa;</li>
<li>la scheda tecnica sia disponibile;</li>
<li>siano presenti collaudi, omologazioni o conformità;</li>
<li>siano disponibili planimetrie e dati catastali quando richiesti;</li>
<li>sia allegato l’eventuale certificato DOP, IGP o biologico;</li>
<li>la domanda sia compilata sul modello ufficiale;</li>
<li>la firma digitale sia valida;</li>
<li>il PDF sia leggibile;</li>
<li>la PEC venga inviata all’indirizzo corretto;</li>
<li>la consegna avvenga entro le ore 12:00 del 30/10/2026;</li>
<li>vengano conservate le ricevute PEC;</li>
<li>il pagamento venga effettuato con bonifico;</li>
<li>il CUP venga successivamente integrato nelle fatture;</li>
<li>la rendicontazione venga inviata entro 45 giorni dalla concessione.</li>
</ul>
<h2><strong>Link ufficiali</strong></h2>
<p><strong>Pagina ufficiale del bando e della modulistica:</strong><br />
<a href="https://www.ce.camcom.it/promozione-e-finanziamenti/incentivi-alle-imprese">https://www.ce.camcom.it/promozione-e-finanziamenti/incentivi-alle-imprese</a></p>
<p><strong>Testo integrale del bando 2026:</strong><br />
<a href="https://www.ce.camcom.it/sites/default/files/contenuto_redazione/bandogreen_economy_2026_determina.pdf">https://www.ce.camcom.it/sites/default/files/contenuto_redazione/bandogreen_economy_2026_determina.pdf</a></p>
<p><strong>Pagina dei bandi attivi:</strong><br />
<a href="https://www.ce.camcom.it/bandi-incentivi">https://www.ce.camcom.it/bandi-incentivi</a></p>
<p><strong>Questionario SUSTAINability:</strong><br />
<a href="https://esg.dintec.it/sustainability.aspx">https://esg.dintec.it/sustainability.aspx</a></p>
<p><strong>Sito della Camera di Commercio di Caserta:</strong><br />
<a href="https://www.ce.camcom.it/">https://www.ce.camcom.it/</a></p>
<p><strong>PEC per domanda, integrazioni e rendicontazione:</strong><br />
<a href="mailto:promozioneregmercato@ce.legalmail.camcom.it">promozioneregmercato@ce.legalmail.camcom.it</a></p>
<p><strong>Email per informazioni:</strong><br />
<a href="mailto:infobandipromozione@ce.camcom.it">infobandipromozione@ce.camcom.it</a></p>
<p><strong>Telefono della Camera di Commercio:</strong><br />
0823 249111</p>
<h2><strong>Scheda rapida finale</strong></h2>
<p><strong>Titolo ufficiale:</strong> Bando contributi alle imprese agricole per sostenere la Green Economy – Edizione 2026</p>
<p><strong>Ente concedente:</strong> Camera di Commercio di Caserta</p>
<p><strong>Provvedimento della Giunta:</strong> n. 45 dell’08/07/2026</p>
<p><strong>Determinazione dirigenziale:</strong> n. 528 del 17/07/2026</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> imprese agricole individuali e societarie</p>
<p><strong>Territorio:</strong> provincia di Caserta</p>
<p><strong>Dotazione:</strong> 150.000 euro</p>
<p><strong>Sede legale in provincia:</strong> contributo del 50%, massimo 7.500 euro</p>
<p><strong>Sola unità locale in provincia:</strong> contributo del 30%, massimo 4.500 euro</p>
<p><strong>Spesa minima:</strong> non espressamente prevista</p>
<p><strong>Beni:</strong> macchinari, attrezzature e soluzioni green e digitali di nuova fabbricazione</p>
<p><strong>Periodo delle fatture:</strong> dal 17/07/2026 al 30/10/2026</p>
<p><strong>Apertura:</strong> 17/07/2026</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 30/10/2026, ore 12:00</p>
<p><strong>Procedura:</strong> valutativa a sportello</p>
<p><strong>Ordine:</strong> cronologico</p>
<p><strong>Valutazione tecnica:</strong> innovazione e congruità del prezzo</p>
<p><strong>Canale di presentazione:</strong> esclusivamente PEC</p>
<p><strong>Portale ReStart:</strong> non utilizzato</p>
<p><strong>Firma digitale:</strong> obbligatoria</p>
<p><strong>Bollo:</strong> non dovuto</p>
<p><strong>Fascicolo aziendale:</strong> obbligatorio e asseverato dal CAA</p>
<p><strong>Questionario SUSTAINability:</strong> obbligatorio</p>
<p><strong>Rendicontazione:</strong> entro 45 giorni dalla concessione</p>
<p><strong>Pagamento:</strong> bonifico bancario o postale</p>
<p><strong>CUP:</strong> obbligatorio nelle fatture dopo la concessione</p>
<p><strong>Regime:</strong> “de minimis”</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Vuoi preparare la domanda?</strong></h2>
<p>La domanda deve essere presentata dopo l’acquisto e deve comprendere fattura, Fascicolo aziendale asseverato, relazione sull’innovazione, scheda tecnica, report SUSTAINability e gli eventuali documenti catastali e di conformità.</p>
<p>La procedura è cronologica, ma una pratica incompleta perde la posizione iniziale. È quindi importante verificare prima dell’acquisto che il bene sia effettivamente ammissibile e predisporre tutti gli allegati prima dell’invio della PEC.</p>
<p>Atamai può affiancare l’impresa nella verifica del macchinario, nella preparazione della relazione tecnica, nel controllo dei documenti e nella predisposizione della domanda.</p>
<p>Per richiedere assistenza scrivi a <strong><a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Acquacoltura sostenibile in Lombardia: contributi fino a 300.000 euro per impianti, sicurezza e valore aggiunto</title>
		<link>https://audit50.it/acquacoltura-sostenibile-in-lombardia-contributi-fino-a-300-000-euro-per-impianti-sicurezza-e-valore-aggiunto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 22:39:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2287</guid>

					<description><![CDATA[Acquacoltura sostenibile in Lombardia: contributi fino a 300.000 euro per impianti, sicurezza e valore aggiunto Regione Lombardia mette a disposizione 1.263.000 euro per sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese che operano nell’acquacoltura in acque dolci. Il secondo bando lombardo di attuazione dell’Obiettivo specifico 2.1 del programma FEAMPA 2021-2027 finanzia interventi destinati a&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/acquacoltura-sostenibile-in-lombardia-contributi-fino-a-300-000-euro-per-impianti-sicurezza-e-valore-aggiunto/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Acquacoltura sostenibile in Lombardia: contributi fino a 300.000 euro per impianti, sicurezza e valore aggiunto</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Acquacoltura sostenibile in Lombardia: contributi fino a 300.000 euro per impianti, sicurezza e valore aggiunto</h1>
<p>Regione Lombardia mette a disposizione <strong>1.263.000 euro</strong> per sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese che operano nell’acquacoltura in acque dolci.</p>
<p>Il secondo bando lombardo di attuazione dell’Obiettivo specifico 2.1 del programma FEAMPA 2021-2027 finanzia interventi destinati a migliorare:</p>
<ul>
<li>competitività degli allevamenti;</li>
<li>sostenibilità ambientale;</li>
<li>qualità dei prodotti;</li>
<li>sicurezza degli addetti;</li>
<li>condizioni di lavoro;</li>
<li>controllo igienico-sanitario;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>prima lavorazione e trasformazione;</li>
<li>vendita diretta;</li>
<li>valore aggiunto delle produzioni acquicole.</li>
</ul>
<p>Il contributo copre il <strong>60% delle spese ammissibili</strong>.</p>
<p>Ogni progetto deve prevedere una spesa compresa tra:</p>
<ul>
<li>un minimo di 30.000 euro;</li>
<li>un massimo di 500.000 euro.</li>
</ul>
<p>Il contributo può quindi essere compreso tra:</p>
<ul>
<li>un minimo di 18.000 euro;</li>
<li>un massimo di 300.000 euro.</li>
</ul>
<p>Le domande devono essere trasmesse esclusivamente attraverso il portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia:</p>
<ul>
<li>dalle ore 10:00 del 03/08/2026;</li>
<li>alle ore 16:00 del 03/12/2026.</li>
</ul>
<p>La procedura è valutativa a graduatoria. Non è sufficiente rispettare l’ordine cronologico: ciascun progetto deve raggiungere almeno 40 punti su 100.</p>
<h2><strong>Nome ufficiale del bando</strong></h2>
<p>Il titolo ufficiale è:</p>
<p><strong>FEAMPA 2021-2027 – Acquacoltura, secondo bando di attuazione dell’Obiettivo specifico 2.1 “Promuovere attività di acquacoltura sostenibile, in particolare rafforzando la competitività della produzione e assicurando che le attività siano sostenibili sotto il profilo ambientale nel lungo termine”</strong></p>
<p>Il codice identificativo sulla piattaforma regionale è:</p>
<p><strong>RLM12026055125</strong></p>
<p>Il bando è stato approvato con:</p>
<p><strong>Decreto n. 9871 del 22/07/2026</strong></p>
<p>ed è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia:</p>
<p><strong>Serie Ordinaria n. 31 del 27/07/2026</strong></p>
<p>La misura rientra nel:</p>
<p><strong>Programma Nazionale del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura – FEAMPA 2021-2027</strong></p>
<h2><strong>Che cos’è il FEAMPA</strong></h2>
<p>Il FEAMPA è il Fondo europeo destinato a sostenere:</p>
<ul>
<li>pesca professionale;</li>
<li>acquacoltura;</li>
<li>trasformazione dei prodotti ittici;</li>
<li>commercializzazione;</li>
<li>sostenibilità ambientale;</li>
<li>sicurezza alimentare;</li>
<li>tutela degli ecosistemi acquatici;</li>
<li>innovazione delle imprese.</li>
</ul>
<p>Le risorse del bando lombardo sono finanziate:</p>
<ul>
<li>per il 50% dal FEAMPA;</li>
<li>per il 35% dal Fondo di rotazione nazionale;</li>
<li>per il 15% dal bilancio di Regione Lombardia.</li>
</ul>
<p>Il contributo non viene concesso nel regime “de minimis” e il bando precisa che l’intervento non è soggetto alle ordinarie regole sugli aiuti di Stato.</p>
<p>Rimangono comunque applicabili le condizioni del programma europeo, gli obblighi di cumulo e il divieto di finanziare due volte la medesima spesa.</p>
<h2><strong>Obiettivi della misura</strong></h2>
<p>Il bando intende aiutare le imprese acquicole a sviluppare produzioni economicamente sostenibili, sicure e compatibili con l’ambiente.</p>
<p>Gli investimenti devono contribuire a uno o più dei seguenti risultati:</p>
<ul>
<li>miglioramento della redditività;</li>
<li>aumento della qualità;</li>
<li>ammodernamento degli impianti;</li>
<li>maggiore efficienza nell’utilizzo dell’acqua;</li>
<li>riduzione dei consumi energetici;</li>
<li>riduzione delle emissioni;</li>
<li>migliore gestione dei reflui;</li>
<li>sicurezza dei lavoratori;</li>
<li>miglioramento dell’igiene;</li>
<li>digitalizzazione;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>sviluppo di nuovi prodotti;</li>
<li>prima trasformazione;</li>
<li>confezionamento;</li>
<li>vendita diretta;</li>
<li>incremento del valore aggiunto;</li>
<li>mantenimento dei posti di lavoro;</li>
<li>creazione di nuova capacità produttiva sostenibile.</li>
</ul>
<h2><strong>Beneficiari</strong></h2>
<p>Possono presentare domanda, in forma singola o associata:</p>
<ul>
<li>microimprese del settore acquicolo;</li>
<li>piccole imprese del settore acquicolo;</li>
<li>medie imprese del settore acquicolo;</li>
<li>nuove MPMI acquicole costituite da meno di dodici mesi alla data della domanda.</li>
</ul>
<p>Le imprese esistenti devono esercitare attività di acquacoltura a scopo produttivo per il consumo umano.</p>
<p>L’azienda deve essere regolarmente autorizzata e deve operare in un’unità localizzata nel territorio della Regione Lombardia.</p>
<h2><strong>Requisito territoriale</strong></h2>
<p>L’impresa deve possedere:</p>
<ul>
<li>sede legale in Lombardia;</li>
<li>oppure sede operativa in Lombardia.</li>
</ul>
<p>L’investimento deve essere realizzato all’interno del territorio regionale.</p>
<p>Non è sufficiente che l’impresa abbia una sede amministrativa in Lombardia quando:</p>
<ul>
<li>l’impianto produttivo si trova fuori Regione;</li>
<li>i beni vengono collocati in un’altra Regione;</li>
<li>l’attività finanziata viene svolta stabilmente fuori dal territorio lombardo.</li>
</ul>
<p>Nella domanda devono essere indicati con precisione:</p>
<ul>
<li>indirizzo dello stabilimento;</li>
<li>sede operativa;</li>
<li>terreni;</li>
<li>vasche;</li>
<li>edifici;</li>
<li>eventuali concessioni;</li>
<li>dati catastali;</li>
<li>autorizzazioni riferite al sito.</li>
</ul>
<h2><strong>Codice ATECO richiesto</strong></h2>
<p>Il richiedente deve risultare iscritto alla Camera di Commercio con il codice:</p>
<p><strong>ATECO 03.22 – Acquacoltura in acque dolci e servizi connessi</strong></p>
<p>Anche l’oggetto sociale deve essere coerente con l’attività di acquacoltura.</p>
<p>Prima della domanda è opportuno verificare:</p>
<ul>
<li>visura camerale;</li>
<li>codice ATECO primario e secondario;</li>
<li>stato attivo dell’impresa;</li>
<li>descrizione dell’attività;</li>
<li>sede dell’impianto;</li>
<li>data di inizio dell’attività.</li>
</ul>
<p>Quando il codice non è presente o non risulta attivo, l’impresa deve valutare l’aggiornamento prima della candidatura.</p>
<h2><strong>Nuove imprese acquicole</strong></h2>
<p>Una nuova impresa deve essere stata costituita da meno di:</p>
<p><strong>dodici mesi alla data della domanda</strong></p>
<p>La sola costituzione formale della società non è sufficiente.</p>
<p>La candidatura deve dimostrare:</p>
<ul>
<li>esistenza di un progetto industriale;</li>
<li>disponibilità dell’area;</li>
<li>autorizzazioni necessarie;</li>
<li>capacità finanziaria;</li>
<li>sostenibilità economica;</li>
<li>prospettive commerciali;</li>
<li>competenze tecniche;</li>
<li>capacità di completare l’investimento.</li>
</ul>
<p>Per le nuove imprese il bando richiede una documentazione rafforzata, che può comprendere:</p>
<ul>
<li>dichiarazione di inizio attività;</li>
<li>piano aziendale;</li>
<li>relazione indipendente sulle prospettive di commercializzazione;</li>
<li>richiesta o possesso delle autorizzazioni;</li>
<li>documentazione fiscale e societaria.</li>
</ul>
<h2><strong>Requisiti relativi al personale</strong></h2>
<p>Quando l’impresa utilizza lavoratori dipendenti, deve applicare il:</p>
<p><strong>Contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento</strong></p>
<p>Il requisito riguarda:</p>
<ul>
<li>corretto inquadramento;</li>
<li>retribuzioni;</li>
<li>contribuzione;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>orari;</li>
<li>obblighi previsti dal contratto applicabile.</li>
</ul>
<p>Il DURC viene acquisito d’ufficio da Regione Lombardia.</p>
<p>Un’irregolarità contributiva può incidere sull’erogazione e determinare la trattenuta delle somme dovute agli enti previdenziali o assicurativi.</p>
<h2><strong>Le due azioni finanziabili</strong></h2>
<p>Il bando consente di presentare il progetto su:</p>
<ul>
<li>una sola azione;</li>
<li>entrambe le azioni.</li>
</ul>
<p>Le due linee sono:</p>
<h3><strong>Azione 4 – Competitività e sicurezza dell’attività di acquacoltura</strong></h3>
<p>L’Azione 4 comprende:</p>
<ul>
<li>operazione 32 – Investimenti produttivi per l’acquacoltura sostenibile;</li>
<li>operazione 54 – Investimenti in dispositivi di sicurezza;</li>
<li>operazione 55 – Investimenti nelle condizioni di lavoro.</li>
</ul>
<h3><strong>Azione 5 – Resilienza, sviluppo e transizione ambientale, economica e sociale del settore acquacoltura</strong></h3>
<p>L’Azione 5 comprende:</p>
<ul>
<li>operazione 53 – Qualità degli alimenti e sicurezza igienica;</li>
<li>operazione 66 – Investimenti per fornire valore aggiunto.</li>
</ul>
<p>Ogni azione viene valutata attraverso una propria griglia.</p>
<p>Quando la domanda comprende entrambe le azioni, ciascuna componente deve raggiungere autonomamente il punteggio minimo richiesto.</p>
<p>L’esclusione di una delle due azioni non comporta necessariamente l’esclusione dell’altra.</p>
<h2><strong>Operazione 32 – Investimenti produttivi per l’acquacoltura sostenibile</strong></h2>
<p>L’operazione 32 sostiene gli investimenti destinati a rafforzare competitività e redditività dell’impresa.</p>
<p>Possono rientrare:</p>
<ul>
<li>ammodernamento degli impianti;</li>
<li>nuove vasche;</li>
<li>miglioramento delle strutture esistenti;</li>
<li>sistemi di alimentazione;</li>
<li>sistemi di ossigenazione;</li>
<li>pompe;</li>
<li>sistemi per la movimentazione;</li>
<li>impianti per il controllo dell’acqua;</li>
<li>strumenti di monitoraggio;</li>
<li>automazione;</li>
<li>attrezzature per la gestione dell’allevamento;</li>
<li>sistemi per migliorare la qualità del prodotto;</li>
<li>attrezzature informatiche;</li>
<li>software specialistici;</li>
<li>strumenti per la raccolta e digitalizzazione dei dati;</li>
<li>investimenti per la vendita diretta;</li>
<li>interventi sui circuiti idraulici;</li>
<li>sistemi per il recupero o il riciclo dell’acqua.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve dimostrare che l’investimento non rappresenta una semplice sostituzione, ma produce un miglioramento effettivo delle prestazioni.</p>
<h2><strong>Operazione 54 – Dispositivi di sicurezza</strong></h2>
<p>Sono finanziabili macchinari e attrezzature che migliorano la sicurezza dell’attività acquicola.</p>
<p>Possono essere valutati:</p>
<ul>
<li>sistemi antincendio;</li>
<li>allarmi;</li>
<li>sensori;</li>
<li>dispositivi per il controllo degli accessi;</li>
<li>sistemi di sicurezza degli impianti;</li>
<li>sistemi per ridurre il rumore;</li>
<li>dispositivi per prevenire incidenti;</li>
<li>strumenti per operazioni in aree a rischio;</li>
<li>dotazioni di sicurezza sulle imbarcazioni asservite agli impianti.</li>
</ul>
<p>Gli investimenti devono andare oltre i livelli minimi già imposti dalla normativa europea o nazionale.</p>
<p>Non è finanziabile il semplice adeguamento obbligatorio che l’impresa avrebbe comunque dovuto realizzare.</p>
<h2><strong>Operazione 55 – Condizioni di lavoro</strong></h2>
<p>L’operazione 55 finanzia interventi destinati a migliorare:</p>
<ul>
<li>tutela della salute;</li>
<li>igiene;</li>
<li>condizioni operative;</li>
<li>benessere degli addetti;</li>
<li>protezione dalle condizioni climatiche;</li>
<li>spazi di servizio per il personale.</li>
</ul>
<p>Il bando cita, a titolo esemplificativo:</p>
<ul>
<li>servizi igienici;</li>
<li>aree comuni;</li>
<li>cucine;</li>
<li>strutture di ricovero;</li>
<li>strutture di coperta sulle imbarcazioni asservite agli impianti.</li>
</ul>
<p>Anche in questo caso il progetto deve andare oltre gli standard minimi obbligatori.</p>
<h2><strong>Operazione 53 – Qualità degli alimenti e sicurezza igienica</strong></h2>
<p>L’operazione 53 sostiene iniziative innovative per migliorare i sistemi di controllo della qualità e della sicurezza alimentare.</p>
<p>Possono essere finanziati:</p>
<ul>
<li>sistemi di tracciabilità;</li>
<li>strumenti per il controllo della produzione;</li>
<li>attrezzature di laboratorio;</li>
<li>sistemi di analisi;</li>
<li>macchinari per la gestione igienica;</li>
<li>strumenti per monitorare parametri di qualità;</li>
<li>software specialistici;</li>
<li>certificazioni;</li>
<li>controlli tecnici di prodotto;</li>
<li>verifiche della catena produttiva;</li>
<li>analisi di laboratorio;</li>
<li>sistemi per documentare origine e lavorazioni.</li>
</ul>
<p>Il progetto dovrebbe spiegare:</p>
<ul>
<li>quale rischio viene gestito;</li>
<li>quali controlli vengono introdotti;</li>
<li>quali dati saranno raccolti;</li>
<li>quali standard saranno applicati;</li>
<li>quale miglioramento verrà ottenuto.</li>
</ul>
<h2><strong>Operazione 66 – Valore aggiunto delle produzioni</strong></h2>
<p>L’operazione 66 sostiene investimenti per aumentare il valore economico del prodotto allevato direttamente dall’impresa.</p>
<p>Sono finanziabili attività di:</p>
<ul>
<li>prima lavorazione;</li>
<li>trasformazione;</li>
<li>preparazione;</li>
<li>confezionamento;</li>
<li>conservazione;</li>
<li>refrigerazione;</li>
<li>commercializzazione;</li>
<li>vendita diretta.</li>
</ul>
<p>Possono rientrare:</p>
<ul>
<li>macchinari;</li>
<li>linee di lavorazione;</li>
<li>attrezzature;</li>
<li>celle frigorifere;</li>
<li>impianti;</li>
<li>opere murarie collegate;</li>
<li>impianti elettrici e idraulici;</li>
<li>software;</li>
<li>attrezzature informatiche;</li>
<li>sistemi di confezionamento;</li>
<li>strumenti per la vendita diretta;</li>
<li>cassoni coibentati;</li>
<li>gruppi frigoriferi;</li>
<li>automezzi refrigerati.</li>
</ul>
<p>Il prodotto lavorato o commercializzato deve essere riconducibile alla produzione acquicola dell’impresa.</p>
<h2><strong>Veicoli refrigerati</strong></h2>
<p>Il bando ammette, in determinate operazioni:</p>
<ul>
<li>automezzi coibentati;</li>
<li>automezzi dotati di gruppo frigorifero;</li>
<li>installazione di un gruppo frigorifero su un mezzo già disponibile;</li>
<li>cassoni coibentati montati sul mezzo.</li>
</ul>
<p>Per l’operazione 66 è previsto il limite di:</p>
<p><strong>un’unità per domanda di contributo</strong></p>
<p>Il mezzo deve essere funzionale al trasporto dei prodotti ittici e non configurarsi come un normale veicolo aziendale privo di allestimento specialistico.</p>
<h2><strong>Impianti per energie rinnovabili</strong></h2>
<p>Nell’ambito dell’operazione 66 possono essere inseriti impianti che producono energia da fonti rinnovabili.</p>
<p>L’energia deve essere destinata esclusivamente all’uso aziendale.</p>
<p>La spesa riconoscibile per questa componente non può superare:</p>
<p><strong>il 30% della spesa complessivamente ammessa</strong></p>
<p>Possono essere valutati, secondo la coerenza tecnica:</p>
<ul>
<li>fotovoltaico;</li>
<li>sistemi di accumulo direttamente collegati;</li>
<li>altre fonti rinnovabili ammesse;</li>
<li>sistemi di gestione dell’energia.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve dimostrare:</p>
<ul>
<li>consumi dell’impianto;</li>
<li>dimensionamento;</li>
<li>quota di autoconsumo;</li>
<li>produzione attesa;</li>
<li>collegamento con l’attività acquicola;</li>
<li>riduzione delle emissioni;</li>
<li>rispetto del limite del 30%.</li>
</ul>
<h2><strong>Digitalizzazione e raccolta dei dati</strong></h2>
<p>Il bando premia gli investimenti in attrezzature scientifiche per:</p>
<ul>
<li>acquisire dati;</li>
<li>digitalizzare informazioni;</li>
<li>monitorare gli impianti;</li>
<li>migliorare le decisioni operative.</li>
</ul>
<p>Possono essere progettati sistemi per rilevare:</p>
<ul>
<li>temperatura;</li>
<li>ossigeno;</li>
<li>qualità dell’acqua;</li>
<li>portata;</li>
<li>pH;</li>
<li>consumi;</li>
<li>mortalità;</li>
<li>alimentazione;</li>
<li>crescita;</li>
<li>condizioni ambientali;</li>
<li>parametri sanitari.</li>
</ul>
<p>Il sistema dovrebbe produrre dati utilizzabili per:</p>
<ul>
<li>ridurre sprechi;</li>
<li>prevenire criticità;</li>
<li>migliorare il benessere animale;</li>
<li>ottimizzare la produzione;</li>
<li>ridurre i consumi;</li>
<li>garantire la tracciabilità.</li>
</ul>
<h2><strong>Gestione delle acque e dei reflui</strong></h2>
<p>Possono essere finanziati interventi per:</p>
<ul>
<li>migliorare i circuiti idraulici;</li>
<li>ridurre il consumo d’acqua;</li>
<li>ricircolare l’acqua;</li>
<li>controllare il deflusso;</li>
<li>ridurre l’impatto dei reflui;</li>
<li>migliorare il trattamento;</li>
<li>introdurre sistemi di monitoraggio;</li>
<li>sviluppare progetti pilota.</li>
</ul>
<p>La domanda dovrebbe indicare:</p>
<ul>
<li>consumo iniziale;</li>
<li>consumo previsto;</li>
<li>qualità dell’acqua;</li>
<li>sistema di scarico;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>risultati ambientali;</li>
<li>indicatori verificabili.</li>
</ul>
<h2><strong>Nuovi prodotti e modelli produttivi</strong></h2>
<p>Tra gli elementi valorizzati in graduatoria rientrano:</p>
<ul>
<li>introduzione di nuovi prodotti;</li>
<li>innovazione di processo;</li>
<li>nuovi modelli imprenditoriali;</li>
<li>tecnologie di allevamento;</li>
<li>produzioni a basso impatto;</li>
<li>policoltura;</li>
<li>acquaponica;</li>
<li>coltivazione di microalghe e macroalghe;</li>
<li>allevamenti collegati alla conservazione di specie;</li>
<li>forme di acquacoltura estensiva;</li>
<li>nuove soluzioni di confezionamento;</li>
<li>trasporti a minore impatto ambientale.</li>
</ul>
<p>La componente innovativa deve essere descritta tecnicamente e non limitarsi all’acquisto di un bene più recente.</p>
<h2><strong>Spese ammissibili</strong></h2>
<p>Le principali categorie comprendono:</p>
<ul>
<li>macchinari;</li>
<li>attrezzature;</li>
<li>impianti;</li>
<li>opere murarie collegate;</li>
<li>impianti elettrici;</li>
<li>impianti idraulici;</li>
<li>strumenti scientifici;</li>
<li>hardware;</li>
<li>software specialistico;</li>
<li>sistemi di tracciabilità;</li>
<li>sistemi per sicurezza e igiene;</li>
<li>mezzi refrigerati;</li>
<li>certificazioni;</li>
<li>controlli di qualità;</li>
<li>analisi di laboratorio;</li>
<li>studi di fattibilità;</li>
<li>indagini preliminari;</li>
<li>progettazione;</li>
<li>rilievi geologici;</li>
<li>verifiche strutturali;</li>
<li>direzione lavori;</li>
<li>consulenze tecniche direttamente collegate.</li>
</ul>
<h2><strong>Spese generali</strong></h2>
<p>Le spese generali sono ammissibili fino a un massimo del:</p>
<p><strong>12% del totale delle spese ammesse</strong></p>
<p>Possono comprendere:</p>
<ul>
<li>progettazione;</li>
<li>direzione lavori;</li>
<li>consulenza tecnica;</li>
<li>consulenza finanziaria;</li>
<li>predisposizione della domanda;</li>
<li>consulenza legale collegata al progetto;</li>
<li>perizie;</li>
<li>audit;</li>
<li>contabilità specificamente riferita all’operazione;</li>
<li>spese per il conto corrente dedicato.</li>
</ul>
<p>Per le spese generali devono essere acquisiti tre preventivi.</p>
<p>I professionisti incaricati devono essere indipendenti dall’impresa richiedente.</p>
<h2><strong>IVA</strong></h2>
<p>L’IVA non è ammissibile al contributo.</p>
<p>Il calcolo della spesa minima e massima deve quindi essere effettuato al netto dell’IVA.</p>
<p>Esempio:</p>
<ul>
<li>costo imponibile: 100.000 euro;</li>
<li>IVA: 22.000 euro;</li>
<li>contributo al 60%: 60.000 euro;</li>
<li>quota imponibile a carico dell’impresa: 40.000 euro;</li>
<li>IVA a carico dell’impresa: 22.000 euro.</li>
</ul>
<h2><strong>Esempi di calcolo</strong></h2>
<h3><strong>Progetto minimo</strong></h3>
<ul>
<li>spesa ammissibile: 30.000 euro;</li>
<li>contributo: 18.000 euro;</li>
<li>quota dell’impresa: 12.000 euro;</li>
<li>IVA: esclusa.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 100.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo: 60.000 euro;</li>
<li>quota dell’impresa: 40.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto da 300.000 euro</strong></h3>
<ul>
<li>contributo: 180.000 euro;</li>
<li>quota dell’impresa: 120.000 euro.</li>
</ul>
<h3><strong>Progetto massimo</strong></h3>
<ul>
<li>spesa ammissibile: 500.000 euro;</li>
<li>contributo massimo: 300.000 euro;</li>
<li>quota dell’impresa: 200.000 euro.</li>
</ul>
<h2><strong>Spese già sostenute prima della domanda</strong></h2>
<p>Il bando contiene una previsione importante.</p>
<p>Sono ammissibili anche alcune spese sostenute prima della presentazione, quando:</p>
<ul>
<li>sono successive al 01/01/2024;</li>
<li>riguardano un’operazione non ancora conclusa alla data della domanda;</li>
<li>non superano il 60% delle spese complessivamente ammissibili;</li>
<li>il limite viene calcolato al netto delle spese generali;</li>
<li>sono documentate;</li>
<li>rispettano tutte le altre condizioni.</li>
</ul>
<p>Non significa che ogni acquisto effettuato dal 2024 possa essere recuperato retroattivamente.</p>
<p>Occorre verificare:</p>
<ul>
<li>collegamento con il progetto ancora in corso;</li>
<li>data della fattura;</li>
<li>data del pagamento;</li>
<li>preventivi o relazione di congruità;</li>
<li>disponibilità dei beni;</li>
<li>assenza di altri contributi;</li>
<li>rispetto della percentuale massima.</li>
</ul>
<p>Le spese effettuate dopo la domanda rimangono la soluzione più lineare dal punto di vista documentale.</p>
<h2><strong>Tre preventivi obbligatori</strong></h2>
<p>Per ogni fornitura di beni o servizi devono essere allegati:</p>
<p><strong>tre preventivi indipendenti e comparabili</strong></p>
<p>I preventivi devono:</p>
<ul>
<li>essere intestati al richiedente;</li>
<li>provenire da imprese indipendenti;</li>
<li>riguardare beni o servizi comparabili;</li>
<li>essere in corso di validità;</li>
<li>riportare data;</li>
<li>essere redatti su carta intestata o tramite software gestionale;</li>
<li>essere firmati elettronicamente oppure timbrati;</li>
<li>essere accompagnati dalle richieste inviate via email o PEC.</li>
</ul>
<p>Il costo ammissibile viene determinato sulla base del preventivo economicamente più conveniente, anche quando l’impresa decide di acquistare da un fornitore più costoso.</p>
<p>La differenza resta a carico del beneficiario.</p>
<h2><strong>Prodotti esclusivi o forniture specialistiche</strong></h2>
<p>Quando un bene è soggetto a esclusiva industriale o commerciale, può essere presentata una relazione firmata dal tecnico progettista.</p>
<p>La relazione deve dimostrare:</p>
<ul>
<li>unicità del prodotto;</li>
<li>impossibilità di reperire alternative comparabili;</li>
<li>necessità tecnica;</li>
<li>compatibilità con componenti già installati;</li>
<li>congruità del prezzo.</li>
</ul>
<p>La stessa procedura può essere utilizzata per la sostituzione di componenti specifici di impianti già esistenti.</p>
<h2><strong>Opere edili e impianti fissi</strong></h2>
<p>Per opere edili e impianti fissi occorre predisporre:</p>
<ul>
<li>computo metrico estimativo;</li>
<li>firma di un tecnico abilitato;</li>
<li>riferimento al prezzario regionale;</li>
<li>articolazione per tipologia di lavoro;</li>
<li>almeno tre preventivi delle imprese esecutrici.</li>
</ul>
<p>Quando il prezzario non contiene una voce adeguata, possono essere utilizzati:</p>
<ul>
<li>nuovi prezzi;</li>
<li>analisi del prezzo;</li>
<li>tre preventivi.</li>
</ul>
<p>L’importo indicato nel computo rappresenta il limite massimo riconoscibile.</p>
<h2><strong>Cumulo con altre agevolazioni</strong></h2>
<p>Il contributo può essere cumulato con altre agevolazioni riferite alle medesime spese soltanto entro il limite del:</p>
<p><strong>60% della spesa ammessa</strong></p>
<p>Non è quindi possibile superare l’intensità prevista dal bando.</p>
<p>Devono essere verificati:</p>
<ul>
<li>contributi nazionali;</li>
<li>contributi regionali;</li>
<li>crediti d’imposta;</li>
<li>altre risorse europee;</li>
<li>agevolazioni già richieste;</li>
<li>divieto di doppio finanziamento.</li>
</ul>
<p>Il beneficiario deve dichiarare tutte le fonti utilizzate.</p>
<h2><strong>Procedura di presentazione</strong></h2>
<p>La domanda deve essere presentata esclusivamente online sul:</p>
<p><strong>Portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia</strong></p>
<p>Può procedere:</p>
<ul>
<li>il legale rappresentante;</li>
<li>un firmatario delegato.</li>
</ul>
<p>L’accesso avviene tramite:</p>
<ul>
<li>SPID;</li>
<li>Carta nazionale dei servizi;</li>
<li>Carta d’identità elettronica.</li>
</ul>
<p>Prima della compilazione è necessario completare la profilazione del soggetto richiedente.</p>
<p>La verifica della profilazione può richiedere fino a:</p>
<p><strong>16 ore lavorative</strong></p>
<p>Non è quindi prudente iniziare la registrazione nell’ultimo giorno.</p>
<h2><strong>Una sola domanda</strong></h2>
<p>Ogni richiedente può presentare una sola domanda.</p>
<p>La domanda può contenere:</p>
<ul>
<li>soltanto l’Azione 4;</li>
<li>soltanto l’Azione 5;</li>
<li>entrambe le azioni.</li>
</ul>
<p>Quando vengono inviate più domande, la più recente:</p>
<ul>
<li>sostituisce;</li>
<li>annulla;</li>
</ul>
<p>quella precedente.</p>
<p>Una nuova trasmissione deve quindi contenere nuovamente tutta la documentazione.</p>
<h2><strong>Firma digitale</strong></h2>
<p>L’Allegato B0 deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante o dal firmatario delegato.</p>
<p>Gli ulteriori allegati contenenti dichiarazioni devono essere firmati digitalmente dal soggetto dichiarante.</p>
<p>La mancata osservanza delle modalità di firma determina l’inammissibilità formale.</p>
<p>Prima dell’invio occorre verificare:</p>
<ul>
<li>validità del certificato;</li>
<li>poteri del firmatario;</li>
<li>correttezza della delega;</li>
<li>formato dei file;</li>
<li>leggibilità;</li>
<li>assenza di modifiche dopo la firma.</li>
</ul>
<h2><strong>Documenti principali da allegare</strong></h2>
<p>Il fascicolo comprende, in funzione del progetto:</p>
<ul>
<li>codice di stabilimento del Ministero della Salute;</li>
<li>autorizzazioni amministrative;</li>
<li>autorizzazioni sanitarie;</li>
<li>autorizzazione allo scarico dei reflui;</li>
<li>statuto e atto costitutivo;</li>
<li>nomina degli amministratori;</li>
<li>delibera che autorizza il rappresentante;</li>
<li>relazione tecnica iniziale;</li>
<li>indicatori di risultato;</li>
<li>indicatori ambientali;</li>
<li>cronoprogramma;</li>
<li>quadro economico;</li>
<li>confronto tra preventivi;</li>
<li>dichiarazione sulla capacità finanziaria;</li>
<li>documentazione antimafia per contributi superiori a 150.000 euro;</li>
<li>dichiarazione del tecnico sui permessi;</li>
<li>dichiarazione sulla contabilità separata;</li>
<li>certificazioni utili al punteggio;</li>
<li>ultimi due bilanci;</li>
<li>oppure dichiarazioni fiscali e IVA;</li>
<li>documenti sulla disponibilità di terreni e strutture;</li>
<li>computi;</li>
<li>preventivi;</li>
<li>elaborati grafici;</li>
<li>autorizzazioni edilizie;</li>
<li>documenti ambientali.</li>
</ul>
<h2><strong>Relazione tecnica iniziale</strong></h2>
<p>La relazione deve descrivere:</p>
<ul>
<li>impresa;</li>
<li>stabilimento;</li>
<li>attività;</li>
<li>produzioni;</li>
<li>situazione iniziale;</li>
<li>criticità;</li>
<li>interventi;</li>
<li>azioni selezionate;</li>
<li>operazioni;</li>
<li>risultati attesi;</li>
<li>effetti sulla competitività;</li>
<li>effetti sul rendimento economico;</li>
<li>benefici ambientali;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>occupazione;</li>
<li>capacità produttiva;</li>
<li>innovazioni introdotte.</li>
</ul>
<p>Le informazioni devono essere coerenti con:</p>
<ul>
<li>quadro economico;</li>
<li>cronoprogramma;</li>
<li>preventivi;</li>
<li>indicatori;</li>
<li>dati inseriti nel portale.</li>
</ul>
<h2><strong>Capacità finanziaria</strong></h2>
<p>Un revisore, esperto contabile o commercialista deve attestare la capacità del richiedente di sostenere l’operazione.</p>
<p>La verifica è particolarmente importante perché:</p>
<ul>
<li>il contributo copre soltanto il 60%;</li>
<li>l’IVA è esclusa;</li>
<li>il saldo viene erogato dopo la realizzazione;</li>
<li>l’eventuale anticipo richiede una fideiussione;</li>
<li>possono verificarsi riduzioni delle spese riconosciute.</li>
</ul>
<p>L’impresa deve dimostrare di poter sostenere:</p>
<ul>
<li>quota privata;</li>
<li>IVA;</li>
<li>eventuali spese escluse;</li>
<li>anticipazioni finanziarie;</li>
<li>aumenti dei costi;</li>
<li>tempi di attesa per il saldo.</li>
</ul>
<h2><strong>Disponibilità dei beni e delle strutture</strong></h2>
<p>Il richiedente deve dimostrare la disponibilità delle aree e delle strutture interessate.</p>
<p>Quando è proprietario deve allegare:</p>
<ul>
<li>atto di acquisto;</li>
<li>oppure visura catastale.</li>
</ul>
<p>Quando è affittuario o comodatario deve presentare:</p>
<ul>
<li>contratto registrato;</li>
<li>assenso del proprietario;</li>
<li>autorizzazione alle opere;</li>
<li>accettazione dei vincoli;</li>
<li>documento di identità del proprietario.</li>
</ul>
<p>Per le concessioni demaniali devono essere indicati:</p>
<ul>
<li>autorità concedente;</li>
<li>concessionario;</li>
<li>estremi;</li>
<li>durata.</li>
</ul>
<p>La durata del titolo deve superare il periodo di vincolo del progetto.</p>
<h2><strong>Valutazione e graduatoria</strong></h2>
<p>La procedura è:</p>
<p><strong>valutativa a graduatoria</strong></p>
<p>Il punteggio massimo è:</p>
<p><strong>100 punti</strong></p>
<p>La soglia minima per entrare in graduatoria è:</p>
<p><strong>40 punti</strong></p>
<p>Quando la domanda comprende entrambe le azioni, ogni istanza specifica deve raggiungere almeno 40 punti.</p>
<p>Il punteggio finale dell’istanza generale deriva dalla somma dei punteggi delle azioni ammesse.</p>
<p>In caso di parità viene data priorità al richiedente o rappresentante legale più giovane.</p>
<h2><strong>Criteri trasversali</strong></h2>
<p>La griglia attribuisce valore a elementi quali:</p>
<ul>
<li>impresa femminile;</li>
<li>rappresentante o forza lavoro con età inferiore a 40 anni;</li>
<li>dimensione dell’impresa;</li>
<li>certificazione della parità di genere;</li>
<li>esperienza nell’inclusione sociale;</li>
<li>presenza di dipendenti con disabilità;</li>
<li>certificazione biologica;</li>
<li>certificazioni di acquacoltura sostenibile;</li>
<li>adesione al sistema EMAS.</li>
</ul>
<h2><strong>Criteri relativi alla qualità del progetto</strong></h2>
<p>Sono valutati:</p>
<ul>
<li>coerenza con gli obiettivi FEAMPA;</li>
<li>innovazione tecnologica;</li>
<li>riduzione dei consumi;</li>
<li>transizione energetica;</li>
<li>gestione dei reflui;</li>
<li>digitalizzazione;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>qualità;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>valore aggiunto;</li>
<li>nuovi prodotti;</li>
<li>investimenti ambientali;</li>
<li>tecnologie di allevamento;</li>
<li>riduzione delle emissioni;</li>
<li>imballaggi innovativi;</li>
<li>mezzi refrigerati a minore impatto;</li>
<li>nuove imprese;</li>
<li>progetti pilota;</li>
<li>servizi con valore ecologico o sociale.</li>
</ul>
<h2><strong>Come preparare il punteggio</strong></h2>
<p>Per ogni criterio occorre predisporre una scheda con:</p>
<ul>
<li>criterio;</li>
<li>punteggio teorico;</li>
<li>investimento collegato;</li>
<li>importo;</li>
<li>documento probatorio;</li>
<li>certificazione;</li>
<li>risultato atteso;</li>
<li>rischio di mancato riconoscimento.</li>
</ul>
<p>Non devono essere dichiarati punteggi privi di documentazione.</p>
<p>Le condizioni che determinano il punteggio devono essere mantenute fino alla completa realizzazione.</p>
<h2><strong>Istruttoria</strong></h2>
<p>L’istruttoria si conclude, salvo proroghe, entro 90 giorni dal giorno successivo alla scadenza.</p>
<p>Le fasi comprendono:</p>
<ol>
<li>verifica della tempestività;</li>
<li>controllo della compilazione;</li>
<li>controllo della firma;</li>
<li>verifica della spesa minima;</li>
<li>controllo del beneficiario;</li>
<li>esame delle autorizzazioni;</li>
<li>verifica della documentazione;</li>
<li>controllo dei preventivi;</li>
<li>determinazione delle spese;</li>
<li>attribuzione del punteggio;</li>
<li>graduatoria;</li>
<li>concessione.</li>
</ol>
<p>Gli elementi essenziali di ricevibilità non possono essere integrati successivamente.</p>
<p>Per documenti poco chiari o incompleti può essere richiesta un’integrazione entro dieci giorni.</p>
<h2><strong>Tempi di realizzazione</strong></h2>
<p>L’intervento deve essere concluso entro:</p>
<p><strong>18 mesi dal decreto di concessione</strong></p>
<p>Può essere concessa una sola proroga fino a:</p>
<p><strong>quattro mesi</strong></p>
<p>La richiesta deve essere:</p>
<ul>
<li>motivata;</li>
<li>presentata almeno 60 giorni prima della scadenza.</li>
</ul>
<p>Il beneficiario deve comunicare l’avvio delle attività entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto di concessione.</p>
<p>Quando il titolo urbanistico non è stato allegato alla domanda, deve essere presentato entro 60 giorni dalla comunicazione della concessione.</p>
<h2><strong>Varianti</strong></h2>
<p>Il bando non ammette varianti che modifichino:</p>
<ul>
<li>progetto;</li>
<li>operazioni;</li>
<li>finalità;</li>
<li>mappale catastale.</li>
</ul>
<p>Sono fatte salve le cause di forza maggiore.</p>
<p>Possono essere ammessi adattamenti tecnici, come la sostituzione di una macchina con un’altra funzionalmente equivalente, purché:</p>
<ul>
<li>non cambino gli obiettivi;</li>
<li>siano comunicati preventivamente;</li>
<li>siano motivati;</li>
<li>venga dimostrata la congruità;</li>
<li>siano documentati nella relazione finale.</li>
</ul>
<h2><strong>Anticipo</strong></h2>
<p>Il beneficiario può chiedere un anticipo pari al:</p>
<p><strong>40% del contributo concesso</strong></p>
<p>La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla comunicazione di avvio delle attività.</p>
<p>Occorrono:</p>
<ul>
<li>fideiussione bancaria o assicurativa;</li>
<li>prova dell’effettivo avvio;</li>
<li>fatture, documenti di trasporto o pagamenti;</li>
<li>documentazione antimafia quando prevista.</li>
</ul>
<p>Per un contributo di 300.000 euro, l’anticipo massimo è pari a:</p>
<p><strong>120.000 euro</strong></p>
<h2><strong>Rendicontazione e saldo</strong></h2>
<p>La domanda di saldo deve essere presentata entro:</p>
<p><strong>30 giorni dalla conclusione dell’intervento</strong></p>
<p>Devono essere allegati:</p>
<ul>
<li>fatture;</li>
<li>pagamenti;</li>
<li>liberatorie dei fornitori;</li>
<li>relazione finale;</li>
<li>collaudi;</li>
<li>certificati di regolare esecuzione;</li>
<li>elaborati grafici;</li>
<li>fotografie;</li>
<li>computo finale;</li>
<li>autorizzazioni;</li>
<li>documenti sanitari;</li>
<li>indicatori raggiunti;</li>
<li>documentazione delle spese.</li>
</ul>
<p>Per ogni fattura superiore a 200 euro deve essere prodotta la liberatoria del fornitore.</p>
<h2><strong>Conto corrente dedicato</strong></h2>
<p>Tutte le entrate e le uscite del progetto devono transitare su un conto corrente:</p>
<ul>
<li>intestato al beneficiario;</li>
<li>bancario o postale;</li>
<li>dedicato all’operazione.</li>
</ul>
<p>Non sono ammessi pagamenti da:</p>
<ul>
<li>conti di soci;</li>
<li>conti di amministratori;</li>
<li>conti cointestati;</li>
<li>conti non intestati al beneficiario.</li>
</ul>
<h2><strong>Dicitura nelle fatture</strong></h2>
<p>Le fatture devono riportare:</p>
<p><strong>PN FEAMPA 2021-2027 – O.S. 2.1 – CUP [codice assegnato]</strong></p>
<p>La stessa indicazione deve essere inserita nella causale del pagamento.</p>
<p>Per le fatture elettroniche, la dicitura deve essere riportata nei campi relativi all’oggetto o alla descrizione dell’attività.</p>
<h2><strong>Vincolo di destinazione</strong></h2>
<p>Gli investimenti produttivi devono mantenere la destinazione prevista per almeno:</p>
<p><strong>cinque anni dal pagamento finale</strong></p>
<p>Durante il periodo non devono verificarsi:</p>
<ul>
<li>cessazione o rilocalizzazione fuori dalla Lombardia;</li>
<li>cambio di proprietà che generi un vantaggio indebito;</li>
<li>modifica sostanziale del progetto;</li>
<li>utilizzo diverso da quello finanziato.</li>
</ul>
<h2><strong>Suggerimenti operativi</strong></h2>
<h3><strong>Verificare subito ATECO e autorizzazioni</strong></h3>
<p>Il codice 03.22 e le autorizzazioni sanitarie e amministrative sono condizioni fondamentali.</p>
<h3><strong>Simulare il punteggio prima dei preventivi</strong></h3>
<p>La spesa deve essere orientata verso gli elementi che aumentano qualità e punteggio.</p>
<h3><strong>Predisporre tre offerte realmente comparabili</strong></h3>
<p>I preventivi devono riguardare beni con caratteristiche equivalenti.</p>
<h3><strong>Valutare le spese pregresse con prudenza</strong></h3>
<p>Le spese dal 01/01/2024 sono ammissibili soltanto alle condizioni specifiche del bando.</p>
<h3><strong>Calcolare il fabbisogno finanziario</strong></h3>
<p>Per un progetto da 500.000 euro l’impresa deve coprire almeno 200.000 euro, oltre all’IVA.</p>
<h3><strong>Non modificare il progetto senza comunicazione</strong></h3>
<p>Le varianti non autorizzate possono determinare riduzioni o revoca.</p>
<h3><strong>Prevedere risultati misurabili</strong></h3>
<p>La relazione deve quantificare consumi, produzione, occupazione, emissioni e innovazioni.</p>
<h2><strong>Checklist pratica</strong></h2>
<p>Prima della domanda verificare che:</p>
<ul>
<li>l’impresa sia una MPMI;</li>
<li>operi nell’acquacoltura per il consumo umano;</li>
<li>possieda il codice ATECO 03.22;</li>
<li>abbia sede legale o operativa in Lombardia;</li>
<li>l’investimento sia realizzato in Lombardia;</li>
<li>lo stabilimento sia autorizzato;</li>
<li>siano disponibili autorizzazioni sanitarie;</li>
<li>sia disponibile l’autorizzazione allo scarico;</li>
<li>il DURC sia regolare;</li>
<li>la spesa sia almeno di 30.000 euro;</li>
<li>la spesa non superi 500.000 euro;</li>
<li>il contributo non superi 300.000 euro;</li>
<li>siano state selezionate correttamente Azione 4 e Azione 5;</li>
<li>ogni azione raggiunga almeno 40 punti;</li>
<li>siano stati predisposti tre preventivi;</li>
<li>siano disponibili le richieste inviate ai fornitori;</li>
<li>il quadro economico sia coerente;</li>
<li>la capacità finanziaria sia certificata;</li>
<li>siano disponibili i titoli sulle strutture;</li>
<li>siano stati predisposti cronoprogramma e relazione;</li>
<li>la firma digitale sia valida;</li>
<li>la profilazione sul portale sia completa;</li>
<li>la domanda sia trasmessa entro le ore 16:00 del 03/12/2026.</li>
</ul>
<h2><strong>Link ufficiali</strong></h2>
<p><strong>Pagina ufficiale del bando:</strong><br />
<a href="https://bandi.regione.lombardia.it/servizi/servizio/catalogo/dettaglio/agricoltura-pesca/politica-agricola-comune-sviluppo-rurale/feampa-2021-2027-acquacoltura-secondo-bando-attuazione-obiettivo-specifico-2-1-promuovere-attivit-acquacoltura-sostenibile-particolare-rafforzando-competitivit-produzione-assicurando-che-attivit-siano-sostenibili-sotto-profilo-ambientale-lungo-termine-RLM12026055125">https://bandi.regione.lombardia.it/servizi/servizio/catalogo/dettaglio/agricoltura-pesca/politica-agricola-comune-sviluppo-rurale/feampa-2021-2027-acquacoltura-secondo-bando-attuazione-obiettivo-specifico-2-1-promuovere-attivit-acquacoltura-sostenibile-particolare-rafforzando-competitivit-produzione-assicurando-che-attivit-siano-sostenibili-sotto-profilo-ambientale-lungo-termine-RLM12026055125</a></p>
<p><strong>Decreto n. 9871 del 22/07/2026 e disposizioni attuative:</strong><br />
<a href="https://bandi.regione.lombardia.it/servizi/servizio/bandi/download/8a5aa3719f870f16019f8a4df4b8004b?fileName=Decreto+22+luglio+2026+-+n.+9871+-+disposizioni+attuative+bando.pdf">https://bandi.regione.lombardia.it/servizi/servizio/bandi/download/8a5aa3719f870f16019f8a4df4b8004b?fileName=Decreto+22+luglio+2026+-+n.+9871+-+disposizioni+attuative+bando.pdf</a></p>
<p><strong>Portale Bandi e Servizi:</strong><br />
<a href="https://www.bandi.regione.lombardia.it/">https://www.bandi.regione.lombardia.it/</a></p>
<p><strong>Pagina regionale FEAMPA:</strong><br />
<a href="https://www.regione.lombardia.it/agricoltura/(feampa)">https://www.regione.lombardia.it/agricoltura/(feampa)</a></p>
<p><strong>Portale europeo e programmazione FEAMPA Lombardia:</strong><br />
<a href="https://ue.regione.lombardia.it/it/pc2127/fondo-europeo-per-gli-affari-marittimi-la-pesca-e-lacquacoltura-2021-2027">https://ue.regione.lombardia.it/it/pc2127/fondo-europeo-per-gli-affari-marittimi-la-pesca-e-lacquacoltura-2021-2027</a></p>
<p><strong>PEC per le comunicazioni:</strong><br />
<a href="mailto:agricoltura@pec.regione.lombardia.it">agricoltura@pec.regione.lombardia.it</a></p>
<p><strong>Informazioni sul bando:</strong><br />
<a href="mailto:marianna_garlanda@regione.lombardia.it">marianna_garlanda@regione.lombardia.it</a><br />
<a href="mailto:angelica_bigo@regione.lombardia.it">angelica_bigo@regione.lombardia.it</a><br />
<a href="mailto:francesca_piccolo@regione.lombardia.it">francesca_piccolo@regione.lombardia.it</a></p>
<h2><strong>Scheda rapida finale</strong></h2>
<p><strong>Titolo:</strong> FEAMPA 2021-2027 – Secondo bando per l’acquacoltura sostenibile</p>
<p><strong>Codice:</strong> RLM12026055125</p>
<p><strong>Atto:</strong> Decreto n. 9871 del 22/07/2026</p>
<p><strong>Ente gestore:</strong> Regione Lombardia</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> MPMI acquicole e nuove MPMI costituite da meno di dodici mesi</p>
<p><strong>ATECO:</strong> 03.22</p>
<p><strong>Territorio:</strong> Regione Lombardia</p>
<p><strong>Dotazione:</strong> 1.263.000 euro</p>
<p><strong>Forma del sostegno:</strong> contributo in conto capitale</p>
<p><strong>Intensità:</strong> 60%</p>
<p><strong>Spesa minima:</strong> 30.000 euro</p>
<p><strong>Spesa massima:</strong> 500.000 euro</p>
<p><strong>Contributo minimo:</strong> 18.000 euro</p>
<p><strong>Contributo massimo:</strong> 300.000 euro</p>
<p><strong>Regime “de minimis”:</strong> non applicato</p>
<p><strong>Azione 4:</strong> competitività, sicurezza e condizioni di lavoro</p>
<p><strong>Azione 5:</strong> qualità, sicurezza alimentare e valore aggiunto</p>
<p><strong>Apertura:</strong> 03/08/2026, ore 10:00</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> 03/12/2026, ore 16:00</p>
<p><strong>Procedura:</strong> valutativa a graduatoria</p>
<p><strong>Punteggio massimo:</strong> 100 punti</p>
<p><strong>Punteggio minimo:</strong> 40 punti per ogni azione</p>
<p><strong>Domande:</strong> una sola per richiedente</p>
<p><strong>Portale:</strong> Bandi e Servizi di Regione Lombardia</p>
<p><strong>Durata:</strong> 18 mesi dalla concessione</p>
<p><strong>Proroga:</strong> massimo quattro mesi</p>
<p><strong>Anticipo:</strong> 40% con fideiussione</p>
<p><strong>Saldo:</strong> entro 30 giorni dalla conclusione</p>
<p><strong>Vincolo:</strong> cinque anni dal pagamento finale</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Vuoi preparare la candidatura?</strong></h2>
<p>Il bando richiede autorizzazioni sanitarie e amministrative, tre preventivi per ogni spesa, una relazione tecnica dettagliata, la certificazione della capacità finanziaria e almeno 40 punti per ciascuna azione presentata.</p>
<p>Atamai può affiancare l’impresa nella verifica dei requisiti, nella simulazione del punteggio, nella costruzione del piano di investimento e nell’organizzazione della documentazione da caricare sul portale regionale.</p>
<p>Per richiedere assistenza scrivi a <strong><a href="mailto:info@atamai.it">info@atamai.it</a></strong>.</p>
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			</item>
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