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	<description>Garantisci il tuo 4.0 e il tuo 5.0 e vedi tutti i bandi in italia</description>
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	<item>
		<title>Lazio, Voucher Digitalizzazione PMI 2026 proroga al 5 novembre</title>
		<link>https://audit50.it/lazio-voucher-digitalizzazione-pmi-2026-proroga-al-5-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 18:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[Voucher]]></category>
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					<description><![CDATA[Lazio, Voucher Digitalizzazione PMI 2026: proroga al 5 novembre e fino a 150.000 euro a fondo perduto Regione Lazio ha prorogato il termine per partecipare al Voucher Digitalizzazione PMI 2026, misura da 15 milioni di euro destinata alla trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese. La precedente scadenza del 29 ottobre 2026 è stata&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/lazio-voucher-digitalizzazione-pmi-2026-proroga-al-5-novembre/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Lazio, Voucher Digitalizzazione PMI 2026 proroga al 5 novembre</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Lazio, Voucher Digitalizzazione PMI 2026: proroga al 5 novembre e fino a 150.000 euro a fondo perduto</strong></h2>
<p>Regione Lazio ha prorogato il termine per partecipare al <strong>Voucher Digitalizzazione PMI 2026</strong>, misura da <strong>15 milioni di euro</strong> destinata alla trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese.</p>
<p>La precedente scadenza del <strong>29 ottobre 2026</strong> è stata spostata alle:</p>
<p><strong>ore 17:00 del 5 novembre 2026.</strong></p>
<p>La proroga è stata disposta con Determinazione <strong>G14831 del 27 ottobre 2026</strong>. Le domande continuano a essere presentate esclusivamente attraverso <strong>GeCoWEB Plus</strong>.</p>
<p>Il contributo è interamente <strong>a fondo perduto</strong>, in regime de minimis, e può raggiungere:</p>
<ul>
<li><strong>50.000 euro per una microimpresa</strong>;</li>
<li><strong>100.000 euro per una piccola impresa</strong>;</li>
<li><strong>150.000 euro per una media impresa</strong>.</li>
</ul>
<p>Ma il meccanismo del bando è diverso da quello di un normale contributo percentuale sulle fatture: gli importi riconosciuti sono <strong>somme forfettarie predeterminate</strong> per ciascun tipo di intervento digitale.</p>
<h2><strong>Cosa è cambiato rispetto alla comunicazione Neskey del 1° ottobre</strong></h2>
<p>La prima comunicazione Neskey indicava:</p>
<p><strong>scadenza 29 ottobre 2026.</strong></p>
<p>L’aggiornamento ricevuto il 29 ottobre indica:</p>
<p><strong>scadenza 5 novembre 2026.</strong></p>
<p>Gli altri elementi fondamentali restano invariati:</p>
<ul>
<li>procedura a graduatoria;</li>
<li>15 milioni di dotazione;</li>
<li>fondo perduto;</li>
<li>massimale fino a 150.000 euro.</li>
</ul>
<p>La Regione ha confermato ufficialmente la proroga il 28 ottobre e Lazio Innova l’ha ribadita il 29 ottobre.</p>
<h2><strong>Non è un click day</strong></h2>
<p>Questo è uno degli aspetti migliori della misura.</p>
<p>Le imprese non vengono finanziate nell’ordine in cui riescono a premere il pulsante “Invia”.</p>
<p>Le domande vengono ordinate sulla base di un <strong>punteggio fino a 100 punti</strong> e avviate a istruttoria secondo la graduatoria ottenuta.</p>
<p>Quindi presentare la domanda il 30 settembre oppure il 4 novembre non attribuisce automaticamente un vantaggio.</p>
<p>È molto più importante <strong>calcolare correttamente il punteggio prima dell’invio</strong>.</p>
<h2><strong>Chi può partecipare</strong></h2>
<p>Possono presentare domanda le <strong>PMI</strong> che:</p>
<ul>
<li>rispettano la definizione europea di micro, piccola o media impresa;</li>
<li>sono iscritte al Registro delle Imprese;</li>
<li>dispongono di una sede operativa nel Lazio nella quale viene svolta l’attività oggetto dell’agevolazione.</li>
</ul>
<p>C’è però una possibilità interessante.</p>
<p>La sede operativa nel Lazio può essere acquisita anche successivamente alla domanda, purché esista entro la richiesta di erogazione e l’apertura della sede sia già <strong>descritta, giustificata e documentata nel progetto iniziale</strong>.</p>
<p>Questo permette anche a un’impresa che oggi opera fuori regione di impostare un investimento per aprire una nuova unità operativa nel Lazio, a condizione che tutta l’operazione sia costruita correttamente fin dalla candidatura.</p>
<h2><strong>Un solo progetto per impresa</strong></h2>
<p>Ciascuna PMI può ottenere il finanziamento di:</p>
<p><strong>un solo progetto.</strong></p>
<p>Il progetto deve inoltre essere realizzato da una singola PMI: non è una misura costruita per ATI, reti o progetti aggregati.</p>
<h2><strong>Attenzione a chi ha già ottenuto un Voucher Digitalizzazione Lazio</strong></h2>
<p>Le aziende che hanno già beneficiato delle precedenti edizioni non sono automaticamente escluse.</p>
<p>Tuttavia:</p>
<ol start="1">
<li>alla data della nuova domanda deve risultare già presentata la richiesta di erogazione relativa al precedente contributo;</li>
<li>non può essere nuovamente finanziata <strong>la stessa tipologia di intervento</strong> già agevolata nelle precedenti edizioni.</li>
</ol>
<p>Esempio: se un’impresa ha già ottenuto un contributo per una determinata tipologia Cloud in una precedente edizione, non può semplicemente ripresentare quella stessa tipologia nel 2026.</p>
<p>La verifica dello storico dei Voucher è quindi uno dei primi controlli da effettuare.</p>
<h2><strong>Cinque famiglie di investimenti</strong></h2>
<p>Il bando finanzia cinque grandi categorie:</p>
<p><strong>A. Diagnosi Digitale</strong></p>
<p><strong>B. Digital Workplace</strong></p>
<p><strong>C. Digital Commerce &amp; Engagement</strong></p>
<p><strong>D. Cloud Computing</strong></p>
<p><strong>E. Cyber Security</strong>.</p>
<p>Non tutte sono però utilizzabili indistintamente da tutte le imprese.</p>
<h2><strong>Microimprese: niente Diagnosi Digitale finanziata e niente Cyber Security</strong></h2>
<p>Le microimprese possono utilizzare:</p>
<ul>
<li>Digital Workplace;</li>
<li>Digital Commerce &amp; Engagement;</li>
<li>Cloud Computing.</li>
</ul>
<p>Non possono invece ricevere il contributo previsto per:</p>
<ul>
<li><strong>Diagnosi Digitale</strong>;</li>
<li><strong>Cyber Security</strong>.</li>
</ul>
<p>Devono comunque allegare alla domanda una <strong>Relazione sulla Digitalizzazione</strong>, con un’autovalutazione che spieghi e giustifichi gli interventi scelti.</p>
<p>Questa è una distinzione importante, perché il massimale teorico da 50.000 euro non significa che qualsiasi microimpresa possa combinare liberamente tutte le cinque linee.</p>
<h2><strong>Piccole e medie imprese: Diagnosi Digitale obbligatoria</strong></h2>
<p>Per le piccole e medie imprese la situazione si ribalta.</p>
<p>La <strong>Diagnosi Digitale è obbligatoria</strong> e deve motivare gli interventi B, C, D ed E inseriti nel progetto.</p>
<p>Il progetto però non può essere costituito esclusivamente dalla diagnosi: deve comprendere almeno uno degli interventi digitali operativi.</p>
<p>La Diagnosi viene completata:</p>
<ul>
<li><strong>ex ante</strong>, prima della realizzazione;</li>
<li><strong>ex post</strong>, per attestare quanto effettivamente realizzato.</li>
</ul>
<p>Per l’erogazione, la parte ex post deve essere predisposta dallo <strong>stesso Innovation Manager indipendente</strong> che ha realizzato quella ex ante.</p>
<h2><strong>Gli importi sono già prestabiliti</strong></h2>
<p>Qui sta la particolarità principale del bando.</p>
<p>Non funziona così:</p>
<blockquote><p>compro un software da 20.000 euro e Regione Lazio mi rimborsa il 50%.</p></blockquote>
<p>Funziona invece attraverso <strong>importi forfettari stabiliti in anticipo</strong>.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Intervento</th>
<th>Micro</th>
<th>Piccola</th>
<th>Media</th>
</tr>
<tr>
<td>Diagnosi Digitale</td>
<td>—</td>
<td><strong>€8.162,40</strong></td>
<td><strong>€21.427,20</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Digital Workplace</td>
<td><strong>€2.270,40 per addetto</strong></td>
<td><strong>€2.270,40 per addetto</strong></td>
<td><strong>€2.270,40 per addetto</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Digital Commerce &amp; Engagement</td>
<td><strong>€4.954,80</strong></td>
<td><strong>€8.125,20</strong></td>
<td><strong>€15.873,60</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Cloud – Application Server</td>
<td><strong>€17.683,20</strong></td>
<td><strong>€17.683,20</strong></td>
<td><strong>€17.683,20</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Cloud – Database Server</td>
<td><strong>€27.656,40</strong></td>
<td><strong>€27.656,40</strong></td>
<td><strong>€27.656,40</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Cloud – Web Server</td>
<td><strong>€14.076,00</strong></td>
<td><strong>€14.076,00</strong></td>
<td><strong>€14.076,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Cloud – Database Backup</td>
<td><strong>€5.593,20</strong></td>
<td><strong>€5.593,20</strong></td>
<td><strong>€5.593,20</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Cyber Security</td>
<td>—</td>
<td><strong>€14.656,80</strong></td>
<td><strong>€44.917,20</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Questi importi comprendono anche la componente relativa ai costi diretti del personale calcolata con il tasso forfettario del 20%.</p>
<h2><strong>Digital Workplace: 2.270,40 euro per ogni addetto</strong></h2>
<p>La linea Digital Workplace è particolarmente interessante per le imprese con personale.</p>
<p>Il contributo è pari a:</p>
<p><strong>2.270,40 euro per addetto.</strong></p>
<p>Il numero massimo utilizzabile è quello risultante dall’<strong>Attestazione della denuncia contributiva INPS relativa a luglio 2026</strong>.</p>
<p>Esempio:</p>
<p>un’impresa con 10 addetti può teoricamente ottenere:</p>
<p><strong>10 × 2.270,40 = 22.704 euro.</strong></p>
<p>Con 20 addetti:</p>
<p><strong>45.408 euro.</strong></p>
<p>Naturalmente occorre poi rispettare il massimale complessivo legato alla dimensione dell’impresa.</p>
<h2><strong>Non è un bonus per comprare computer</strong></h2>
<p>Questo punto è importante.</p>
<p>Digital Workplace riguarda applicazioni, software, sistemi e relativi servizi.</p>
<p>L’hardware individuale — ad esempio:</p>
<ul>
<li>PC;</li>
<li>laptop;</li>
<li>tablet;</li>
<li>smartphone;</li>
<li>monitor;</li>
<li>videocamere;</li>
<li>cuffie;</li>
</ul>
<p><strong>non è un costo coperto dalla somma forfettaria Digital Workplace</strong>.</p>
<p>Quindi non presenterei commercialmente questa misura come “voucher per comprare computer”.</p>
<p>È un bando per <strong>trasformare l’infrastruttura software e digitale dell’impresa</strong>.</p>
<h2><strong>Digital Commerce &amp; Engagement</strong></h2>
<p>Questa componente può sostenere la realizzazione o la nuova adozione di sistemi dedicati alla gestione digitale del rapporto con il mercato e con i clienti.</p>
<p>Il contributo è:</p>
<ul>
<li>microimpresa: <strong>4.954,80 euro</strong>;</li>
<li>piccola impresa: <strong>8.125,20 euro</strong>;</li>
<li>media impresa: <strong>15.873,60 euro</strong>.</li>
</ul>
<p>L’Appendice tecnica richiede che si tratti realmente di una <strong>nuova adozione</strong> oppure, nei casi espressamente previsti, della sostituzione di soluzioni sufficientemente datate.</p>
<p>Non è quindi pensato per il semplice rinnovo annuale di una piattaforma già normalmente utilizzata.</p>
<h2><strong>Cloud: quattro contributi differenti</strong></h2>
<p>Il Cloud Computing è diviso in quattro categorie indipendenti.</p>
<h3><strong>Application Server</strong></h3>
<p>Contributo: <strong>17.683,20 euro</strong>.</p>
<h3><strong>Database Server</strong></h3>
<p>Contributo: <strong>27.656,40 euro</strong>.</p>
<h3><strong>Web Server</strong></h3>
<p>Contributo: <strong>14.076 euro</strong>.</p>
<h3><strong>Database Backup</strong></h3>
<p>Contributo: <strong>5.593,20 euro</strong>.</p>
<p>Una PMI può inserire più tipologie cloud nella stessa domanda, ma non più di una per ciascuna delle quattro categorie.</p>
<p>Questo rende possibile costruire progetti economicamente molto rilevanti.</p>
<h2><strong>Cyber Security: molto interessante per piccole e medie imprese</strong></h2>
<p>Il contributo per Cyber Security è pari a:</p>
<p><strong>14.656,80 euro per una piccola impresa;</strong></p>
<p><strong>44.917,20 euro per una media impresa.</strong></p>
<p>Le microimprese, invece, non possono utilizzare questa linea.</p>
<p>Per una media impresa la Cyber Security da sola rappresenta quindi quasi un terzo del massimale complessivo di 150.000 euro.</p>
<h2><strong>Contributo minimo: almeno 14.000 euro</strong></h2>
<p>Il progetto non è ammissibile se la somma dei contributi forfettari riconoscibili è inferiore a:</p>
<p><strong>14.000 euro.</strong></p>
<p>Questo vincolo è particolarmente importante per le microimprese.</p>
<p>Per esempio:</p>
<p>Digital Commerce da solo vale <strong>4.954,80 euro</strong> e quindi non basta.</p>
<p>Digital Workplace con due soli addetti vale <strong>4.540,80 euro</strong> e non basta.</p>
<p>Occorre combinare adeguatamente gli interventi fino a superare la soglia.</p>
<h2><strong>Esempio per una microimpresa</strong></h2>
<p>Una microimpresa potrebbe inserire:</p>
<ul>
<li>Digital Commerce: <strong>€4.954,80</strong>;</li>
<li>Cloud Application Server: <strong>€17.683,20</strong>.</li>
</ul>
<p>Totale:</p>
<p><strong>€22.638,00.</strong></p>
<p>Il progetto supera quindi il minimo di 14.000 euro e rimane ampiamente sotto il massimale di 50.000 euro.</p>
<h2><strong>Esempio per una piccola impresa</strong></h2>
<p>Una piccola impresa potrebbe costruire:</p>
<ul>
<li>Diagnosi Digitale: <strong>€8.162,40</strong>;</li>
<li>Digital Commerce: <strong>€8.125,20</strong>;</li>
<li>Application Server: <strong>€17.683,20</strong>;</li>
<li>Database Server: <strong>€27.656,40</strong>;</li>
<li>Cyber Security: <strong>€14.656,80</strong>.</li>
</ul>
<p>Totale teorico:</p>
<p><strong>€76.284.</strong></p>
<p>Se aggiungesse Digital Workplace per 20 addetti:</p>
<p><strong>+ €45.408</strong></p>
<p>si arriverebbe a oltre 121.000 euro.</p>
<p>Il contributo effettivamente riconoscibile verrebbe però ricondotto al massimale della piccola impresa:</p>
<p><strong>100.000 euro.</strong></p>
<h2><strong>Massimali diversi per dimensione</strong></h2>
<p>La scheda Neskey riporta semplicemente “massimo 150.000 euro”.</p>
<p>Il dato è corretto solo per le <strong>medie imprese</strong>.</p>
<p>La regola completa è:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Dimensione</th>
<th>Contributo massimo</th>
</tr>
<tr>
<td>Microimpresa</td>
<td><strong>€50.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Piccola impresa</td>
<td><strong>€100.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Media impresa</td>
<td><strong>€150.000</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Quindi la verifica della dimensione aziendale è fondamentale fin dall’inizio.</p>
<h2><strong>Regime de minimis</strong></h2>
<p>L’intero contributo viene concesso in regime <strong>de minimis</strong>.</p>
<p>Va pertanto verificato il plafond disponibile a livello di <strong>impresa unica</strong>.</p>
<p>Se il plafond residuo non consente di concedere l’intero importo risultante dal progetto, Lazio Innova riduce il contributo al valore compatibile con il massimale de minimis ancora disponibile.</p>
<p>Questo controllo è particolarmente importante quando si costruiscono progetti da 100.000-150.000 euro per aziende che abbiano già ricevuto altri contributi negli ultimi tre anni.</p>
<h2><strong>Niente doppio contributo sugli stessi interventi</strong></h2>
<p>Il Voucher non è compatibile con altri aiuti o finanziamenti pubblici aventi ad oggetto:</p>
<p><strong>gli stessi interventi e gli stessi costi già coperti dalle somme forfettarie.</strong></p>
<p>Questo non significa necessariamente che l’impresa non possa utilizzare altri incentivi per altri investimenti digitali differenti, ma bisogna evitare qualsiasi sovrapposizione sulle stesse componenti finanziate.</p>
<h2><strong>Il punteggio massimo è 100</strong></h2>
<p>La graduatoria utilizza sei criteri:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Criterio</th>
<th>Punteggio massimo</th>
</tr>
<tr>
<td>Valore aggiunto per addetto</td>
<td><strong>35</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Numero di addetti</td>
<td><strong>20</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Articolazione del progetto</td>
<td><strong>15</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Certificazione parità di genere</td>
<td><strong>10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Impresa giovanile</td>
<td><strong>10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Certificazione ambientale</td>
<td><strong>10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Totale</strong></td>
<td><strong>100</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Questa struttura ci permette di capire in anticipo quali aziende hanno realmente buone probabilità.</p>
<h2><strong>Valore aggiunto per addetto: fino a 35 punti</strong></h2>
<p>È il criterio più pesante.</p>
<p>Il valore viene calcolato utilizzando, in sostanza, la differenza tra:</p>
<p><strong>volume d’affari</strong></p>
<p>e</p>
<p><strong>acquisti</strong></p>
<p>della dichiarazione IVA 2025, rapportata al numero di addetti risultanti dall’INPS di luglio 2026.</p>
<p>Il punteggio massimo di <strong>35 punti</strong> viene ottenuto con:</p>
<p><strong>50.000 euro di valore aggiunto per addetto.</strong></p>
<p>Sono invece attribuiti <strong>zero punti</strong> con valori:</p>
<ul>
<li>pari o inferiori a 35.000 euro;</li>
<li>pari o superiori a 250.000 euro.</li>
</ul>
<p>Per i valori intermedi il punteggio viene calcolato attraverso interpolazione lineare.</p>
<p>Quindi non vale la logica “più valore aggiunto = più punti”: la curva premia un determinato profilo dimensionale.</p>
<h2><strong>Numero di addetti: fino a 20 punti</strong></h2>
<p>Il massimo di:</p>
<p><strong>20 punti</strong></p>
<p>viene riconosciuto alle imprese con:</p>
<p><strong>20 addetti.</strong></p>
<p>Il punteggio scende sia sopra sia sotto questa soglia e diventa zero con:</p>
<ul>
<li>zero addetti;</li>
<li>almeno 100 addetti.</li>
</ul>
<p>Il bando tende quindi a premiare una PMI con una struttura organizzativa già consolidata, senza favorire necessariamente le aziende più grandi.</p>
<h2><strong>Articolazione del progetto: fino a 15 punti</strong></h2>
<p>Più interventi vengono integrati, maggiore è il punteggio.</p>
<p>Per una <strong>microimpresa</strong>:</p>
<ul>
<li>1 tipologia: <strong>5 punti</strong>;</li>
<li>2 tipologie: <strong>10 punti</strong>;</li>
<li>3 tipologie: <strong>15 punti</strong>.</li>
</ul>
<p>Per piccole e medie imprese:</p>
<ul>
<li>Diagnosi + 1 intervento: <strong>0 punti</strong>;</li>
<li>Diagnosi + 2 interventi: <strong>5 punti</strong>;</li>
<li>Diagnosi + 3 interventi: <strong>10 punti</strong>;</li>
<li>Diagnosi + 4 interventi: <strong>15 punti</strong>.</li>
</ul>
<p>Ogni diversa Virtual Machine cloud D1-D4 viene conteggiata come una tipologia distinta anche ai fini del punteggio.</p>
<p>Questo rende i progetti Cloud articolati particolarmente interessanti.</p>
<h2><strong>Parità di genere: 10 punti</strong></h2>
<p>Un’impresa che possiede alla data della domanda la <strong>Certificazione di Parità di Genere</strong> ottiene:</p>
<p><strong>10 punti.</strong></p>
<p>La certificazione deve essere allegata alla domanda.</p>
<p>Non basta essere un’impresa a prevalenza femminile: serve la certificazione prevista dalla disciplina del bando.</p>
<h2><strong>Impresa giovanile: 10 punti</strong></h2>
<p>Una PMI che soddisfa la definizione di <strong>Impresa Giovanile</strong> prevista dall’avviso riceve:</p>
<p><strong>10 punti.</strong></p>
<p>Per le società di capitali vengono considerati sia il possesso delle quote sia la composizione degli organi amministrativi; per cooperative e società di persone conta la maggioranza dei soci, mentre per l’impresa individuale rileva l’età del titolare.</p>
<h2><strong>Certificazioni ambientali: altri 10 punti</strong></h2>
<p>Sono attribuiti altri:</p>
<p><strong>10 punti</strong></p>
<p>alle imprese dotate di almeno una delle certificazioni ambientali riconosciute dal bando.</p>
<p>Tra quelle richiamate figurano, ad esempio:</p>
<ul>
<li>EMAS;</li>
<li>ISO 14000;</li>
<li>ISO 50001;</li>
<li>Ecolabel UE;</li>
<li>FSC;</li>
<li>PEFC;</li>
<li>certificazioni e inventari relativi alla carbon footprint secondo le norme indicate dall’avviso.</li>
</ul>
<p>Queste certificazioni possono quindi modificare sensibilmente la posizione in graduatoria.</p>
<h2><strong>Attenzione: alcuni punti possono essere persi senza soccorso istruttorio</strong></h2>
<p>Questo è uno dei passaggi più delicati.</p>
<p>Per dimostrare alcuni punteggi bisogna allegare già alla domanda:</p>
<ul>
<li>dichiarazione IVA 2025;</li>
<li>attestazione INPS di luglio 2026;</li>
<li>certificazione di parità di genere;</li>
<li>certificazione ambientale.</li>
</ul>
<p>Se uno di questi documenti manca, il relativo punteggio viene <strong>annullato</strong>.</p>
<p>E il bando precisa che per queste carenze <strong>non viene attivato il soccorso istruttorio</strong>.</p>
<p>Quindi un progetto teoricamente da 80 punti potrebbe scendere drasticamente in graduatoria per un errore documentale.</p>
<h2><strong>Polizza catastrofale</strong></h2>
<p>Alla domanda deve essere allegata anche copia della <strong>polizza contro eventi catastrofali</strong> prevista dalla normativa nazionale, se l’impresa è soggetta all’obbligo.</p>
<p>Chi non è tenuto alla stipula deve invece produrre l’apposita dichiarazione prevista dal bando.</p>
<p>Questo controllo va effettuato prima di finalizzare la pratica.</p>
<h2><strong>Gli interventi devono essere nuovi</strong></h2>
<p>Con l’eccezione della Diagnosi Digitale, gli interventi devono essere avviati <strong>dopo la domanda</strong> o, quando successiva, dopo la sottoscrizione della Diagnosi Digitale ex ante.</p>
<p>Il bando non è quindi costruito per farsi rimborsare retroattivamente un progetto digitale già completato.</p>
<h2><strong>Sei mesi per realizzare tutto</strong></h2>
<p>Dalla concessione l’impresa ha:</p>
<p><strong>6 mesi</strong></p>
<p>per completare il progetto e presentare la richiesta di erogazione.</p>
<p>A quella data i prodotti e i servizi devono risultare:</p>
<ul>
<li>realizzati;</li>
<li>forniti;</li>
<li>configurati;</li>
<li>installati.</li>
</ul>
<p>Il contributo viene poi liquidato <strong>in un’unica soluzione a saldo</strong>.</p>
<h2><strong>Non c’è la normale rendicontazione analitica delle fatture</strong></h2>
<p>Il contributo viene riconosciuto sulla base delle somme forfettarie.</p>
<p>Il bando precisa che l’erogazione avviene:</p>
<p><strong>senza rendicontazione delle spese effettivamente sostenute</strong>, ma dimostrando che gli interventi previsti sono stati realmente realizzati e rispettano le caratteristiche tecniche richieste.</p>
<p>È una differenza sostanziale rispetto a molti bandi tradizionali.</p>
<p>Non significa che l’impresa possa realizzare qualsiasi cosa: significa che l’oggetto del controllo è soprattutto la <strong>realizzazione conforme dell’intervento</strong>, non il rimborso percentuale delle singole fatture.</p>
<h2><strong>Quali aziende vedo meglio in graduatoria</strong></h2>
<p>Dal punto di vista commerciale cercherei soprattutto PMI che combinano queste caratteristiche:</p>
<ul>
<li><strong>10-30 addetti</strong>;</li>
<li>buon valore aggiunto per addetto vicino alla fascia maggiormente premiata;</li>
<li>necessità reale di combinare più interventi digitali;</li>
<li>piccola o media dimensione;</li>
<li>certificazione ambientale e/o parità di genere;</li>
<li>compagine giovanile;</li>
<li>disponibilità de minimis sufficiente.</li>
</ul>
<p>In particolare una piccola o media impresa che abbia necessità contemporanea di:</p>
<p><strong>Cloud + Cyber Security + Digital Workplace + Digital Commerce</strong></p>
<p>può costruire un progetto molto più competitivo di un’impresa che voglia semplicemente acquistare un singolo software.</p>
<h2><strong>Come leggere correttamente la scheda Neskey</strong></h2>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Elemento</th>
<th>Neskey</th>
<th>Regola effettiva</th>
</tr>
<tr>
<td>Apertura</td>
<td>30/09/2026</td>
<td><strong>Corretta</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Vecchia scadenza</td>
<td>29/10/2026</td>
<td><strong>Prorogata</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Nuova scadenza</td>
<td>05/11/2026</td>
<td><strong>05/11/2026 ore 17:00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Procedura</td>
<td>Graduatoria</td>
<td><strong>Corretta, non click day</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Fondo perduto</td>
<td>max €150.000</td>
<td><strong>€50k micro / €100k piccola / €150k media</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Minimo</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>€14.000 di contributo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Metodo</td>
<td>non spiegato</td>
<td><strong>Somme forfettarie per intervento</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Regime</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>De minimis</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Micro</td>
<td>non dettagliato</td>
<td><strong>No Diagnosi finanziata e no Cyber Security</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Piccole/medie</td>
<td>non dettagliato</td>
<td><strong>Diagnosi Digitale obbligatoria</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Rendicontazione</td>
<td>non spiegata</td>
<td><strong>Saldo su realizzazione conforme degli interventi, non rimborso analitico delle fatture</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Durata</td>
<td>non indicata</td>
<td><strong>6 mesi dalla concessione</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Dotazione</td>
<td>€15 mln</td>
<td><strong>Corretta</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><strong>La proroga di una settimana è utile, ma ora bisogna partire dal punteggio</strong></h2>
<p>La nuova scadenza del <strong>5 novembre 2026</strong> concede pochi giorni in più.</p>
<p>Per un’impresa interessata non partirei però dal preventivo del fornitore.</p>
<p>Il primo passaggio dovrebbe essere una simulazione di:</p>
<ol start="1">
<li>dimensione PMI;</li>
<li>de minimis disponibile;</li>
<li>valore aggiunto per addetto;</li>
<li>numero di addetti INPS a luglio 2026;</li>
<li>eventuale impresa giovanile;</li>
<li>certificazione di parità;</li>
<li>certificazioni ambientali;</li>
<li>interventi digitali realmente necessari;</li>
<li>contributo forfettario ottenibile;</li>
<li>punteggio complessivo di graduatoria.</li>
</ol>
<p>Solo dopo ha senso chiudere tecnicamente la domanda.</p>
<h2><strong>Fonti</strong></h2>
<p>Regione Lazio / Lazio Innova – <strong>Voucher Digitalizzazione PMI 2026</strong>, Avviso Pubblico approvato con Determinazione G12616 del 18 settembre 2026 e pubblicato sul BUR Lazio del 24 settembre 2026.</p>
<p>LazioEuropa – scheda ufficiale del Voucher Digitalizzazione PMI 2026, con beneficiari, importi forfettari, massimali e modalità di presentazione.</p>
<p>Regione Lazio – presentazione ufficiale del Voucher 2026 e conferma della procedura a graduatoria in alternativa al click day.</p>
<p>LazioEuropa / Lazio Innova – proroga disposta con Determinazione G14831 del 27 ottobre 2026: nuova scadenza <strong>5 novembre 2026 ore 17:00</strong>.</p>
<h3><strong>La tua impresa ha una sede nel Lazio e un progetto di digitalizzazione da realizzare?</strong></h3>
<p><strong>Atamai</strong> può verificare prima della domanda se il progetto è realmente competitivo, calcolando <strong>dimensione aziendale, de minimis disponibile, valore aggiunto per addetto, numero di addetti e punteggi premiali</strong>.</p>
<p>Possiamo quindi costruire la combinazione più coerente tra <strong>Digital Workplace, Digital Commerce, Cloud e Cyber Security</strong>, evitando di inserire interventi non ammissibili o già finanziati nelle precedenti edizioni del Voucher.</p>
<p>In questo bando non conta arrivare primi: conta arrivare con <strong>il punteggio corretto e la documentazione completa</strong>, perché alcuni errori sugli allegati possono comportare la perdita dei punti senza possibilità di integrazione.</p>
<p>La nuova scadenza è:</p>
<p><strong>5 novembre 2026 alle ore 17:00.</strong></p>
<p><strong>Email: </strong><a href="mailto:Info@atamai.it"><strong>Info@atamai.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Appennino Bolognese: fino a 48.000 euro per nuove imprese extra-agricole, scadenza prorogata al 29 gennaio 2027</title>
		<link>https://audit50.it/appennino-bolognese-fino-a-48-000-euro-per-nuove-imprese-extra-agricole-scadenza-prorogata-al-29-gennaio-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 23:24:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia‑Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[GAL]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2623</guid>

					<description><![CDATA[Appennino Bolognese: fino a 48.000 euro per nuove imprese extra-agricole, scadenza prorogata al 29 gennaio 2027 Il GAL Appennino Bolognese ha prorogato il bando AB AS 6B – Investimenti in neo imprese extra agricole, destinato alla nascita e allo sviluppo iniziale di nuove attività economiche nei territori rurali dell’Appennino bolognese. La nuova scadenza è fissata&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/appennino-bolognese-fino-a-48-000-euro-per-nuove-imprese-extra-agricole-scadenza-prorogata-al-29-gennaio-2027/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Appennino Bolognese: fino a 48.000 euro per nuove imprese extra-agricole, scadenza prorogata al 29 gennaio 2027</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Appennino Bolognese: fino a 48.000 euro per nuove imprese extra-agricole, scadenza prorogata al 29 gennaio 2027</strong></h2>
<p>Il GAL Appennino Bolognese ha prorogato il bando <strong>AB AS 6B – Investimenti in neo imprese extra agricole</strong>, destinato alla nascita e allo sviluppo iniziale di nuove attività economiche nei territori rurali dell’Appennino bolognese.</p>
<p>La nuova scadenza è fissata alle <strong>ore 12:00 del 29 gennaio 2027</strong>, in sostituzione del precedente termine del 30 ottobre 2026. La proroga è stata deliberata dal CdA del GAL il <strong>13 ottobre 2026</strong>.</p>
<p>La dotazione disponibile è pari a <strong>404.776,93 euro</strong>. L’investimento ammissibile può andare da <strong>10.000 a 80.000 euro</strong> e il contributo varia in funzione della localizzazione:</p>
<p><strong>40% nelle zone C;</strong></p>
<p><strong>60% nelle zone D.</strong></p>
<p>Di conseguenza, il contributo massimo effettivamente ottenibile è:</p>
<ul>
<li><strong>32.000 euro</strong> per un progetto da 80.000 euro localizzato in zona C;</li>
<li><strong>48.000 euro</strong> per un progetto da 80.000 euro localizzato in zona D.</li>
</ul>
<h2><strong>Cosa è cambiato rispetto alla precedente comunicazione Neskey</strong></h2>
<p>La prima comunicazione Neskey, inviata il 31 luglio, indicava:</p>
<p><strong>scadenza 30 ottobre 2026;</strong></p>
<p><strong>contributo 60%;</strong></p>
<p><strong>dotazione 404.776 euro.</strong></p>
<p>L’aggiornamento del 28 ottobre indica invece:</p>
<p><strong>scadenza 29 gennaio 2027;</strong></p>
<p><strong>contributo 40%;</strong></p>
<p><strong>dotazione 404.776,93 euro.</strong></p>
<p>La proroga è corretta, ma nessuna delle due percentuali, presa singolarmente, descrive correttamente il bando.</p>
<p>La disciplina ufficiale è:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Localizzazione</th>
<th>Contributo</th>
</tr>
<tr>
<td><strong>Zona C – area rurale intermedia</strong></td>
<td><strong>40%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Zona D – area rurale con problemi di sviluppo</strong></td>
<td><strong>60%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Se un progetto comprende investimenti collocati in entrambe le tipologie territoriali, ogni singola spesa viene assoggettata all’aliquota corrispondente all’area nella quale è localizzato l’investimento.</p>
<p>La localizzazione deve quindi essere verificata <strong>prima ancora di fare il preventivo economico del contributo</strong>.</p>
<h2><strong>Altra correzione importante: non è un bando per aziende agricole</strong></h2>
<p>La prima scheda Neskey parlava di miglioramento della competitività delle “micro e piccole aziende agricole”.</p>
<p>È una descrizione fuorviante.</p>
<p>L’intervento finanzia espressamente <strong>imprese extra-agricole</strong>. Il bando stabilisce anzi che i beneficiari non possano esercitare l’attività agricola prevista dall’articolo 2135 del Codice civile <strong>nemmeno come attività secondaria</strong>.</p>
<p>È quindi uno strumento per creare o sviluppare attività economiche <strong>non agricole nei territori rurali</strong>, non per finanziare direttamente l’attività produttiva di un’azienda agricola.</p>
<h2><strong>Chi può partecipare</strong></h2>
<p>La platea è piuttosto ampia.</p>
<p>Possono presentare domanda:</p>
<p><strong>Persone fisiche</strong> che intendono costituire una micro o piccola impresa extra-agricola.</p>
<p><strong>Micro e piccole imprese extra-agricole costituite da non più di un anno.</strong></p>
<p><strong>Micro e piccole imprese già esistenti da oltre un anno</strong>, ma soltanto se intendono aprire una <strong>nuova attività extra-agricola mai esercitata prima</strong>.</p>
<p><strong>Liberi professionisti individuali</strong> che abbiano iniziato l’attività da non più di un anno.</p>
<p><strong>Associazioni non partecipate da soggetti pubblici</strong>, con caratteristiche di micro o piccola impresa, costituite da meno di un anno oppure intenzionate ad avviare una nuova attività economica mai svolta in precedenza.</p>
<h2><strong>Anche una persona fisica può fare domanda prima di aprire l’impresa</strong></h2>
<p>Questo è uno degli elementi più interessanti.</p>
<p>Una persona che abbia un progetto imprenditoriale può presentare domanda <strong>prima di costituire formalmente l’impresa</strong>.</p>
<p>Deve però:</p>
<ul>
<li>avere almeno <strong>18 anni</strong>;</li>
<li>non percepire pensione di anzianità o vecchiaia;</li>
<li>non essere stata titolare o contitolare di impresa nei <strong>12 mesi precedenti</strong> la domanda.</li>
</ul>
<p>Se ottiene il contributo, dovrà costituire la nuova micro o piccola impresa entro <strong>150 giorni dalla comunicazione della concessione</strong>.</p>
<p>Questo permette di evitare di costituire preventivamente una nuova società senza sapere se il progetto sarà finanziato.</p>
<h2><strong>Attenzione però a non aprire prima la partita IVA</strong></h2>
<p>Il bando è molto preciso.</p>
<p>Per chi partecipa come persona fisica, il momento di avvio dell’attività coincide con la richiesta di apertura della partita IVA.</p>
<p>Questa richiesta <strong>non deve precedere la domanda di sostegno</strong>.</p>
<p>Se la partita IVA è già stata aperta, il soggetto non può più presentarsi come semplice persona fisica, ma deve rientrare nella categoria delle micro o piccole imprese costituite da non più di un anno.</p>
<p>Questa sequenza va gestita con attenzione.</p>
<h2><strong>Impresa esistente: possibile solo con una nuova attività</strong></h2>
<p>Un’impresa costituita da più di un anno non è automaticamente esclusa.</p>
<p>Può partecipare se introduce una <strong>nuova attività extra-agricola mai esercitata prima</strong>.</p>
<p>Nella relazione tecnico-economica deve indicare il nuovo codice ATECO previsto e, prima della concessione definitiva, acquisirlo e comunicarlo al GAL.</p>
<p>Questa possibilità può rendere il bando interessante anche per imprese consolidate che vogliano aprire una nuova linea di attività nel territorio.</p>
<h2><strong>Il codice ATECO deve essere tra quelli ammessi</strong></h2>
<p>Non tutte le attività economiche sono finanziabili.</p>
<p>Il progetto deve ricadere in uno dei <strong>codici ATECO 2025 contenuti nell’Allegato B</strong> del bando.</p>
<p>La verifica del codice ATECO deve quindi essere uno dei primi controlli.</p>
<p>Il bando attribuisce peraltro punteggi differenti in funzione del settore economico, rendendo alcune attività particolarmente competitive.</p>
<h2><strong>La graduatoria c’è davvero</strong></h2>
<p>Su questo punto Neskey è corretto.</p>
<p>Si tratta di una procedura <strong>valutativa a graduatoria</strong>.</p>
<p>Non conta quindi semplicemente presentare la domanda prima degli altri.</p>
<p>Le richieste vengono valutate sulla base di criteri di selezione e il progetto deve raggiungere una soglia minima.</p>
<p>A parità di punteggio viene privilegiato:</p>
<ol start="1">
<li>il progetto con <strong>maggiore spesa ammissibile</strong>;</li>
<li>in ulteriore parità, la domanda protocollata prima su SIAG.</li>
</ol>
<p>La cronologia conta quindi solo come ultimo criterio di spareggio.</p>
<h2><strong>Punteggio minimo: 25 punti, ma attenzione a come si calcolano</strong></h2>
<p>Per ottenere il finanziamento è necessario raggiungere almeno:</p>
<p><strong>25 punti.</strong></p>
<p>C’è però un dettaglio molto importante.</p>
<p>I 25 punti minimi devono essere raggiunti <strong>utilizzando esclusivamente i parametri soggettivi e aziendali</strong>.</p>
<p>I punti ottenuti per la semplice localizzazione in zona C o D <strong>non bastano per raggiungere la soglia minima di ammissibilità</strong>.</p>
<p>È quindi indispensabile simulare il punteggio prima della domanda.</p>
<h2><strong>Zona D: 20 punti; zona C: 10</strong></h2>
<p>La localizzazione attribuisce:</p>
<p><strong>20 punti in zona D;</strong></p>
<p><strong>10 punti in zona C.</strong></p>
<p>Questi punti migliorano il posizionamento finale in graduatoria, ma, come detto, non sostituiscono il requisito dei 25 punti soggettivi/aziendali.</p>
<p>La zona D ha inoltre il vantaggio finanziario dell’aliquota al <strong>60%</strong> anziché al 40%.</p>
<p>Per questo un progetto localizzato in zona D parte con un doppio vantaggio:</p>
<p><strong>contributo maggiore + 10 punti aggiuntivi rispetto alla zona C.</strong></p>
<h2><strong>Carta dell’Accoglienza: 15 punti</strong></h2>
<p>La sottoscrizione della <strong>Carta dell’Accoglienza del GAL Appennino Bolognese</strong> attribuisce:</p>
<p><strong>15 punti.</strong></p>
<p>È un elemento molto rilevante perché rappresenta già oltre metà della soglia minima necessaria.</p>
<h2><strong>Attività nuova nel Comune: 10 punti</strong></h2>
<p>Se l’impresa introduce nel Comune un’attività economica non ancora presente, ottiene:</p>
<p><strong>10 punti.</strong></p>
<p>Il GAL verifica la condizione attraverso il SUAP, sulla base dell’assenza nel Comune del codice ATECO dell’attività proposta.</p>
<p>Questo criterio è molto interessante per le aree montane dove determinati servizi sono scomparsi.</p>
<p>Un progetto che riporta nel Comune, per esempio, un servizio commerciale o professionale non più disponibile può quindi essere particolarmente competitivo.</p>
<h2><strong>Produzione biologica: 10 punti</strong></h2>
<p>Sono attribuiti <strong>10 punti</strong> alle aziende che svolgono attività di:</p>
<ul>
<li>lavorazione;</li>
<li>trasformazione;</li>
<li>vendita;</li>
<li>confezionamento</li>
</ul>
<p>di prodotti biologici.</p>
<p>Il punteggio può cumularsi con quello relativo all’introduzione di un’attività assente nel Comune.</p>
<h2><strong>Giovani: 10 punti</strong></h2>
<p>Sono previsti <strong>10 punti</strong> per le imprese giovanili.</p>
<p>Il giovane deve avere meno di <strong>41 anni</strong> alla data di presentazione della domanda.</p>
<p>Per società e cooperative non basta la presenza nominale di un giovane: devono essere rispettate precise condizioni sulla maggioranza dei soci, sul capitale e sul controllo dell’organo amministrativo.</p>
<h2><strong>Donne: altri 10 punti</strong></h2>
<p>Anche l’impresa femminile ottiene:</p>
<p><strong>10 punti.</strong></p>
<p>I requisiti riguardano proprietà e governance effettiva dell&#8217;impresa.</p>
<p>I punti per giovani e donne sono <strong>cumulabili</strong>.</p>
<p>Una società realmente composta e controllata da giovani donne può quindi ottenere <strong>20 punti</strong> soltanto attraverso questi due criteri.</p>
<h2><strong>I settori più premiati: commercio, ristorazione, arte, sport e servizi</strong></h2>
<p>Il codice ATECO incide pesantemente sulla graduatoria.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Settore ATECO 2025</th>
<th>Punti</th>
</tr>
<tr>
<td>Manifattura</td>
<td><strong>10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Costruzioni</td>
<td><strong>15</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Commercio</td>
<td><strong>20</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Trasporto e magazzinaggio</td>
<td><strong>10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Alloggio e ristorazione</td>
<td><strong>20</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Editoria e produzione/distribuzione contenuti</td>
<td><strong>15</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Informatica e telecomunicazioni</td>
<td><strong>15</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Attività professionali, scientifiche e tecniche</td>
<td><strong>15</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Servizi amministrativi e di supporto</td>
<td><strong>15</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Istruzione e formazione</td>
<td><strong>10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Salute e assistenza sociale</td>
<td><strong>10</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Attività artistiche, sportive e di divertimento</td>
<td><strong>20</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Altre attività di servizi</td>
<td><strong>20</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>I punti relativi ai diversi settori ATECO non sono cumulabili tra loro.</p>
<p>Commercialmente vedo quindi molto bene:</p>
<p><strong>negozi e servizi di prossimità, ristorazione, piccola ricettività, servizi turistici, attività sportive e ricreative, professionisti, servizi digitali e nuove attività che riportano funzioni mancanti nei piccoli Comuni.</strong></p>
<h2><strong>Esempio di progetto molto competitivo</strong></h2>
<p>Immaginiamo una giovane donna che apra in un Comune di zona D una nuova attività di servizi turistici e ristorazione non ancora presente nel territorio e aderisca alla Carta dell’Accoglienza.</p>
<p>Potrebbe ottenere:</p>
<ul>
<li>zona D: <strong>20 punti</strong>;</li>
<li>Carta dell’Accoglienza: <strong>15</strong>;</li>
<li>attività nuova nel Comune: <strong>10</strong>;</li>
<li>giovane: <strong>10</strong>;</li>
<li>donna: <strong>10</strong>;</li>
<li>settore alloggio/ristorazione: <strong>20</strong>.</li>
</ul>
<p>Il punteggio diventerebbe molto elevato.</p>
<p>Inoltre, essendo in zona D, su un investimento di 80.000 euro il contributo può arrivare a:</p>
<p><strong>48.000 euro.</strong></p>
<h2><strong>Investimento minimo 10.000, massimo 80.000 euro</strong></h2>
<p>Il progetto deve prevedere almeno:</p>
<p><strong>10.000 euro di spese ammissibili.</strong></p>
<p>Il tetto massimo sul quale viene calcolato il contributo è:</p>
<p><strong>80.000 euro.</strong></p>
<p>Si può presentare anche un progetto di costo superiore, ma la quota eccedente non aumenta il contributo massimo riconoscibile.</p>
<p>Ogni richiedente può presentare <strong>una sola domanda</strong>.</p>
<h2><strong>Immobili: ristrutturazione, recupero e ampliamento</strong></h2>
<p>Sono ammissibili interventi di:</p>
<ul>
<li>ristrutturazione;</li>
<li>recupero;</li>
<li>ampliamento</li>
</ul>
<p>degli immobili e delle relative pertinenze nei quali viene esercitata la nuova attività.</p>
<p>Questa è una differenza importante rispetto ai bandi che finanziano soltanto attrezzature.</p>
<p>Può quindi essere molto adatto a un progetto che necessiti di recuperare un locale, un edificio o uno spazio esistente nell’Appennino.</p>
<h2><strong>Macchinari, impianti, attrezzature e arredi</strong></h2>
<p>Sono finanziabili:</p>
<ul>
<li>arredi funzionali;</li>
<li>macchinari;</li>
<li>impianti;</li>
<li>attrezzature;</li>
<li>dotazioni funzionali al processo produttivo.</li>
</ul>
<p>Sono esclusi invece i <strong>beni usati</strong> e il <strong>leasing</strong>.</p>
<h2><strong>Hardware e software fino al 20%</strong></h2>
<p>Hardware, software e programmi informatici possono essere inseriti fino al:</p>
<p><strong>20% delle spese di investimento materiale</strong>, purché direttamente funzionali alla nuova attività.</p>
<h2><strong>Promozione fino al 15%</strong></h2>
<p>Sono ammissibili anche le spese promozionali, entro il:</p>
<p><strong>15% degli investimenti materiali.</strong></p>
<p>Per una nuova attività turistica, commerciale o di servizi questa componente può quindi comprendere parte delle attività necessarie al lancio sul mercato.</p>
<h2><strong>Veicoli: sì, ma solo se realmente funzionali</strong></h2>
<p>Sono ammissibili mezzi strettamente collegati all’attività, tra cui:</p>
<ul>
<li>biciclette ed e-bike;</li>
<li>mezzi per trasporto disabili;</li>
<li>pulmini;</li>
<li>minivan;</li>
<li>furgoni;</li>
<li>camion;</li>
<li>taxi;</li>
<li>NCC;</li>
<li>autobus;</li>
<li>autonegozi.</li>
</ul>
<p>Per i veicoli non industriali il tetto è:</p>
<p><strong>30.000 euro.</strong></p>
<p>Sono invece escluse le normali <strong>autovetture fino a cinque posti</strong>, anche quando immatricolate come autocarro.</p>
<h2><strong>Fotovoltaico e rinnovabili: solo per autoconsumo</strong></h2>
<p>Sono ammessi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma esclusivamente entro il fabbisogno medio annuo dell’impresa.</p>
<p>Non è quindi possibile dimensionare un impianto destinato prevalentemente alla vendita di energia.</p>
<p>Il GAL ha anche pubblicato un’<strong>errata corrige</strong>: quando il progetto comprende questi impianti occorre allegare una dichiarazione con cui il richiedente attesta che la produzione prevista non supera il fabbisogno medio aziendale annuo.</p>
<h2><strong>Spese tecniche</strong></h2>
<p>Per interventi immobiliari le spese tecniche, progettazione, direzione lavori e adempimenti connessi sono ammesse fino al:</p>
<p><strong>10%</strong>.</p>
<p>Per macchinari, impianti, attrezzature e allestimenti il limite delle relative spese generali è:</p>
<p><strong>3%</strong>.</p>
<h2><strong>Cosa non viene finanziato</strong></h2>
<p>Tra le principali esclusioni figurano:</p>
<ul>
<li>acquisto di terreni;</li>
<li>leasing;</li>
<li>beni usati;</li>
<li>interessi passivi;</li>
<li>manutenzione ordinaria;</li>
<li>normali costi di esercizio e funzionamento;</li>
<li>IVA;</li>
<li>investimenti realizzati soltanto per adeguarsi alla normativa vigente;</li>
<li>impianti rinnovabili sovradimensionati rispetto all’autoconsumo;</li>
<li>normali autovetture fino a cinque posti.</li>
</ul>
<p>Sono inoltre esclusi progetti relativi a armi e munizioni, gioco d’azzardo e commercio di materiale pornografico.</p>
<h2><strong>Spese soltanto dopo la domanda</strong></h2>
<p>La regola generale è:</p>
<p><strong>prima domanda, poi investimento.</strong></p>
<p>Le spese devono essere sostenute successivamente alla presentazione della domanda di sostegno.</p>
<p>L’unica eccezione significativa riguarda alcune spese generali e tecniche, per le quali possono essere ammessi preventivi e attività effettuati fino a <strong>24 mesi prima</strong> della domanda secondo le condizioni previste.</p>
<p>Quindi non consiglierei di firmare ordini o contratti relativi agli investimenti principali prima della candidatura.</p>
<h2><strong>18 mesi per completare tutto</strong></h2>
<p>Il progetto deve essere:</p>
<ul>
<li>realizzato;</li>
<li>pagato;</li>
<li>rendicontato;</li>
</ul>
<p>entro <strong>18 mesi dalla comunicazione della concessione</strong>.</p>
<p>È possibile chiedere una proroga di massimo:</p>
<p><strong>6 mesi</strong>, cioè 180 giorni.</p>
<p>Per ottenere la proroga deve però essere dimostrato anche l’effettivo avvio degli investimenti nei tempi previsti.</p>
<h2><strong>Anticipo fino al 50% del contributo</strong></h2>
<p>Dopo la concessione è possibile chiedere un anticipo fino al:</p>
<p><strong>50% del contributo spettante.</strong></p>
<p>La richiesta deve essere effettuata entro sei mesi dalla concessione.</p>
<p>Occorre però una <strong>fideiussione pari al 100% dell’anticipo richiesto</strong>, rilasciata secondo le modalità AGREA.</p>
<h2><strong>Non è de minimis ordinario</strong></h2>
<p>L’aiuto viene concesso nell’ambito dell’<strong>articolo 56 del Regolamento UE 2022/2472</strong>, relativo agli aiuti nelle zone rurali.</p>
<p>Non si tratta quindi del classico contributo concesso sul plafond de minimis ordinario dell’impresa.</p>
<p>Questo può renderlo particolarmente interessante per aziende che abbiano già utilizzato in misura significativa il proprio de minimis.</p>
<h2><strong>Cumulo possibile, ma senza sovrafinanziamento</strong></h2>
<p>Un investimento FEASR può in determinate condizioni essere affiancato ad altre forme di sostegno o crediti d’imposta, purché:</p>
<ul>
<li>non venga finanziata due volte la stessa spesa con fondi UE;</li>
<li>il cumulo non superi l’intensità massima di aiuto applicabile.</li>
</ul>
<p>Il cumulo va quindi verificato caso per caso.</p>
<h2><strong>Obbligo di sede operativa nel territorio GAL</strong></h2>
<p>Le imprese, i professionisti e le associazioni già costituiti devono avere almeno una <strong>sede operativa nel territorio del GAL</strong>.</p>
<p>Per le persone fisiche che costituiranno successivamente l’impresa il requisito viene verificato dopo la costituzione.</p>
<p>Gli investimenti materiali devono in ogni caso essere localizzati nelle zone <strong>C o D del GAL Appennino Bolognese</strong>.</p>
<h2><strong>Polizza catastrofale</strong></h2>
<p>Il bando recepisce inoltre l’obbligo nazionale relativo alle coperture contro calamità naturali ed eventi catastrofali.</p>
<p>Il richiedente, quando soggetto all’obbligo previsto dalla normativa, deve risultare in regola.</p>
<h2><strong>La graduatoria rimane valida per altri 12 mesi</strong></h2>
<p>Una volta approvata, la graduatoria viene utilizzata fino all’esaurimento delle risorse disponibili e rimane valida per ulteriori <strong>12 mesi</strong>.</p>
<p>Questo significa che anche un progetto inizialmente non finanziato per insufficienza del plafond potrebbe avere interesse in caso di economie, rinunce o ulteriori disponibilità.</p>
<h2><strong>Come correggere definitivamente la scheda Neskey</strong></h2>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Elemento</th>
<th>Neskey 31 luglio</th>
<th>Neskey 28 ottobre</th>
<th>Regola corretta</th>
</tr>
<tr>
<td>Scadenza</td>
<td>30/10/2026</td>
<td>29/01/2027</td>
<td><strong>29/01/2027 ore 12:00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Procedura</td>
<td>Graduatoria</td>
<td>Graduatoria</td>
<td><strong>Corretta</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Contributo</td>
<td>60%</td>
<td>40%</td>
<td><strong>40% zona C / 60% zona D</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Investimento minimo</td>
<td>non indicato</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>€10.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Investimento massimo</td>
<td>non indicato</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>€80.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Contributo massimo zona C</td>
<td>non indicato</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>€32.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Contributo massimo zona D</td>
<td>non indicato</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>€48.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Dotazione</td>
<td>€404.776</td>
<td>€404.776,93</td>
<td><strong>€404.776,93</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Beneficiari</td>
<td>descrizione iniziale riferita ad aziende agricole</td>
<td>neo imprese extra-agricole</td>
<td><strong>Nuove attività e micro/piccole imprese extra-agricole</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Punteggio minimo</td>
<td>non indicato</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>25 punti soggettivi/aziendali</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Durata progetto</td>
<td>non indicata</td>
<td>non indicata</td>
<td><strong>18 mesi + max 6 mesi</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Aiuti di Stato</td>
<td>non indicato</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>Art. 56 Reg. UE 2022/2472</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><strong>Per chi è realmente interessante</strong></h2>
<p>Questo bando lo vedo bene soprattutto per chi intende avviare nei Comuni dell’Appennino bolognese:</p>
<ul>
<li>attività commerciali e negozi di prossimità;</li>
<li>ristorazione e ospitalità;</li>
<li>servizi turistici;</li>
<li>attività sportive e ricreative;</li>
<li>attività artigianali;</li>
<li>servizi professionali;</li>
<li>servizi informatici e digitali;</li>
<li>trasporto locale e servizi alla popolazione;</li>
<li>attività che oggi <strong>non esistono più nel Comune</strong>.</li>
</ul>
<p>Il caso migliore è una nuova impresa in <strong>zona D</strong>, possibilmente giovanile o femminile, che introduce un’attività mancante nel territorio: in questo caso si combinano <strong>aliquota del 60% e punteggi di graduatoria elevati</strong>.</p>
<h2><strong>Fonti</strong></h2>
<p>GAL Appennino Bolognese – <strong>AB AS 6B Investimenti in neo imprese extra agricole</strong>, pagina ufficiale aggiornata con proroga al 29 gennaio 2027, aliquote, beneficiari e spese.</p>
<p>Regione Emilia-Romagna – pagina ufficiale del bando AB AS 6B, con dotazione, beneficiari, investimenti ammissibili e nuova scadenza.</p>
<p>GAL Appennino Bolognese – Avviso pubblico AB AS 6B, con requisiti, importi, criteri di selezione, punteggio minimo, regime di aiuto, eleggibilità delle spese, durata, anticipi e rendicontazione.</p>
<h3><strong>Vuoi avviare una nuova attività nell’Appennino Bolognese?</strong></h3>
<p><strong>Atamai</strong> può verificare preliminarmente <strong>Comune, zona C/D, codice ATECO, composizione della nuova impresa e programma di investimento</strong>, calcolando sia il contributo ottenibile sia il punteggio effettivo di graduatoria.</p>
<p>La differenza tra zona C e zona D è rilevante: su un investimento da 80.000 euro si passa da <strong>32.000 a 48.000 euro di contributo</strong>.</p>
<p>Possiamo inoltre verificare prima della domanda le premialità per <strong>giovani, donne, nuove attività assenti nel Comune, Carta dell’Accoglienza e settore ATECO</strong>, evitando di arrivare alla candidatura con un progetto che non raggiunga i <strong>25 punti minimi soggettivi/aziendali</strong>.</p>
<p>La nuova scadenza è:</p>
<p><strong>29 gennaio 2027 alle ore 12:00.</strong></p>
<p><strong>Email: </strong><a href="mailto:Info@atamai.it"><strong>Info@atamai.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Toscana Internazionalizzazione 2026  15,1 milioni per export, fiere e nuovi mercati extra UE</title>
		<link>https://audit50.it/toscana-internazionalizzazione-2026-151-milioni-per-export-fiere-e-nuovi-mercati-extra-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 20:45:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2620</guid>

					<description><![CDATA[Toscana Internazionalizzazione 2026: 15,1 milioni per export, fiere e nuovi mercati extra UE Regione Toscana ha approvato gli indirizzi del nuovo Bando Internazionalizzazione 2026, destinato alle micro, piccole e medie imprese toscane che intendono sviluppare o rafforzare la propria presenza sui mercati esteri. La misura dispone di circa 15,1 milioni di euro del PR FESR&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/toscana-internazionalizzazione-2026-151-milioni-per-export-fiere-e-nuovi-mercati-extra-ue/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Toscana Internazionalizzazione 2026  15,1 milioni per export, fiere e nuovi mercati extra UE</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Toscana Internazionalizzazione 2026: 15,1 milioni per export, fiere e nuovi mercati extra UE</strong></h2>
<p>Regione Toscana ha approvato gli indirizzi del nuovo <strong>Bando Internazionalizzazione 2026</strong>, destinato alle micro, piccole e medie imprese toscane che intendono sviluppare o rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.</p>
<p>La misura dispone di circa <strong>15,1 milioni di euro</strong> del PR FESR Toscana 2021-2027 e finanzierà progetti di export, partecipazione a fiere, consulenza specialistica, presidio commerciale dei mercati esteri, digitalizzazione dell’export e sostenibilità.</p>
<p>Il bando vero e proprio <strong>non è ancora pubblicato</strong>: Regione Toscana ha comunicato il 20 ottobre che apertura e chiusura sono ancora da definire e che i nuovi bandi saranno pubblicati nelle settimane successive.</p>
<p>Questo significa che oggi siamo nella fase migliore per <strong>preparare il progetto</strong>, non ancora per trasmettere la domanda.</p>
<h2><strong>Il contributo ordinario non è del 60%</strong></h2>
<p>Si indica:</p>
<p><strong>“contributo in conto capitale – 60%”.</strong></p>
<p>Gli indirizzi approvati per il bando prevedono invece una sovvenzione a fondo perduto <strong>fino al 50% delle spese ammissibili</strong>, con percentuali che dipenderanno dalla tipologia di servizio, dalla dimensione dell’impresa e dal regime di aiuto utilizzato.</p>
<p>È prevista una possibile <strong>maggiorazione di 10 punti percentuali</strong>, nell’ambito del regime de minimis, per specifiche categorie di imprese previste dagli indirizzi.</p>
<p>Il 60% può quindi rappresentare l’intensità massima in determinate situazioni, ma non deve essere presentato come la percentuale standard applicabile a tutte le domande.</p>
<p>La formulazione più prudente oggi è:</p>
<p><strong>contributo a fondo perduto fino al 50%, con possibile maggiorazione fino a 10 punti percentuali nei casi previsti dall’avviso definitivo.</strong></p>
<h2><strong>Seconda correzione: il bando non è ancora aperto</strong></h2>
<p>La scheda Neskey indica correttamente “in apertura”.</p>
<p>Al 27 ottobre 2026 Regione Toscana ha approvato gli <strong>indirizzi</strong>, ma deve ancora pubblicare l’avviso operativo con:</p>
<ul>
<li>data di apertura;</li>
<li>data di chiusura;</li>
<li>modalità telematica;</li>
<li>modulistica;</li>
<li>disciplina definitiva delle premialità;</li>
<li>dettaglio completo dei criteri di graduatoria.</li>
</ul>
<p>Non presenterei quindi oggi ai clienti una data di apertura presunta.</p>
<h2><strong>15,1 milioni di euro</strong></h2>
<p>La dotazione indicata da Neskey è sostanzialmente corretta.</p>
<p>Il nuovo intervento dispone di circa:</p>
<p><strong>15,1 milioni di euro.</strong></p>
<p>All’interno della dotazione sono previste riserve dedicate:</p>
<ul>
<li>circa <strong>1,5 milioni per il settore Moda</strong>;</li>
<li>circa <strong>1,5 milioni per Turismo e commercio</strong>.</li>
</ul>
<p>Regione Toscana ha inoltre indicato espressamente che il nuovo bando dovrà incentivare l’ingresso delle imprese nei <strong>nuovi mercati emergenti e strategici</strong>.</p>
<h2><strong>Chi può partecipare</strong></h2>
<p>La misura è destinata alle:</p>
<p><strong>micro, piccole e medie imprese – MPMI</strong></p>
<p>con:</p>
<p><strong>sede legale e/o unità locale in Toscana</strong></p>
<p>e attività nei comparti:</p>
<ul>
<li>manifatturiero;</li>
<li>turismo;</li>
<li>commercio.</li>
</ul>
<p>Sono previste sia candidature <strong>singole</strong> sia candidature <strong>aggregate</strong>.</p>
<p>Le aggregazioni dovranno coinvolgere almeno <strong>tre imprese</strong>, secondo le forme ammesse dal bando: consorzi, società consortili, reti e raggruppamenti, con condizioni specifiche che saranno definite nell’avviso operativo.</p>
<h2><strong>Impresa singola: investimento fino a 150.000 euro</strong></h2>
<p>Gli indirizzi distinguono il progetto minimo in base alla dimensione aziendale:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Impresa</th>
<th>Investimento minimo</th>
</tr>
<tr>
<td>Microimpresa</td>
<td><strong>€10.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Piccola impresa</td>
<td><strong>€12.500</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Media impresa</td>
<td><strong>€20.000</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L’investimento massimo previsto per l’impresa singola è:</p>
<p><strong>150.000 euro.</strong></p>
<p>Con un contributo ordinario del 50%, un progetto individuale da 150.000 euro potrebbe quindi teoricamente produrre fino a:</p>
<p><strong>75.000 euro di fondo perduto</strong></p>
<p>prima di considerare eventuali diverse intensità relative alle singole categorie di costo.</p>
<h2><strong>Consorzi e reti: fino a 400.000 euro</strong></h2>
<p>Per consorzi e reti-soggetto viene indicato:</p>
<p><strong>investimento minimo: 35.000 euro;</strong></p>
<p><strong>investimento massimo: 400.000 euro.</strong></p>
<p>Il progetto aggregato può essere particolarmente interessante quando più PMI della stessa filiera intendono affrontare congiuntamente un mercato estero, condividendo attività promozionali, commerciali e di presidio.</p>
<h2><strong>Il cuore del progetto deve essere l’internazionalizzazione vera</strong></h2>
<p>Uno dei vincoli più importanti è che almeno il:</p>
<p><strong>60% del progetto</strong></p>
<p>sia costituito da <strong>servizi all’internazionalizzazione dell’Area C del Catalogo regionale dei servizi qualificati</strong>.</p>
<p>Attenzione quindi alla confusione tra due percentuali diverse:</p>
<p><strong>60% non è il contributo.</strong></p>
<p>È la <strong>quota minima del progetto che deve essere composta da servizi specificamente destinati all’internazionalizzazione</strong>.</p>
<p>È probabilmente da qui che nasce parte dell’ambiguità della scheda Neskey.</p>
<h2><strong>Fiere internazionali</strong></h2>
<p>Tra le attività tipicamente riconducibili ai servizi di internazionalizzazione rientra la partecipazione a <strong>fiere e saloni internazionali</strong>.</p>
<p>Il progetto può quindi comprendere servizi e costi strettamente funzionali alla presenza fieristica nei mercati target, secondo limiti e parametri che saranno definiti dall’avviso e dal Catalogo regionale.</p>
<p>Non imposterei però la candidatura semplicemente come:</p>
<p>“andiamo a una fiera e chiediamo il 50%”.</p>
<p>La Regione vuole finanziare un <strong>programma organico di internazionalizzazione</strong>, e la procedura a graduatoria rende conveniente un progetto più articolato.</p>
<h2><strong>Temporary Export Manager e consulenza export</strong></h2>
<p>Tra le attività riconducibili alla strategia di penetrazione commerciale possono rientrare servizi specialistici per:</p>
<ul>
<li>definizione della strategia export;</li>
<li>ricerca di partner;</li>
<li>sviluppo commerciale;</li>
<li>presidio del mercato;</li>
<li>Temporary Export Manager;</li>
<li>assistenza alla strutturazione della presenza internazionale.</li>
</ul>
<p>Per molte PMI che oggi esportano in maniera occasionale questa può essere una voce più strategica della semplice fiera.</p>
<h2><strong>Showroom e presenza commerciale temporanea all’estero</strong></h2>
<p>Gli indirizzi comprendono anche servizi collegati alla presenza temporanea sui mercati internazionali, come <strong>showroom, spazi espositivi e iniziative commerciali</strong>.</p>
<p>È una possibilità interessante soprattutto per:</p>
<ul>
<li>moda;</li>
<li>arredo;</li>
<li>design;</li>
<li>prodotti consumer;</li>
<li>produzioni artigianali;</li>
<li>settori nei quali il contatto diretto con distributori e buyer è importante.</li>
</ul>
<h2><strong>B2B, buyer e sviluppo di alleanze</strong></h2>
<p>Il progetto può includere servizi destinati alla ricerca di:</p>
<ul>
<li>buyer;</li>
<li>distributori;</li>
<li>agenti;</li>
<li>partner commerciali;</li>
<li>alleanze strategiche.</li>
</ul>
<p>Possono inoltre essere strutturate iniziative B2B e attività di sviluppo commerciale nei mercati target.</p>
<p>Qui vedo una delle componenti più interessanti per Atamai: non costruire il progetto come raccolta di singole spese, ma partire da <strong>quale Paese vogliamo presidiare e come vogliamo entrarci</strong>.</p>
<h2><strong>Digitalizzazione dell’export</strong></h2>
<p>Il nuovo bando permette di integrare ai servizi export anche i <strong>servizi qualificati per la digitalizzazione</strong>.</p>
<p>Gli indirizzi richiamano l’Area B del Catalogo regionale e in particolare strumenti finalizzati a innovazione commerciale e presidio strategico dei mercati.</p>
<p>Si possono quindi costruire progetti nei quali l’internazionalizzazione tradizionale venga accompagnata da:</p>
<ul>
<li>digital export;</li>
<li>sistemi commerciali digitali;</li>
<li>piattaforme di relazione con clienti e distributori;</li>
<li>attività di posizionamento sui mercati;</li>
<li>strumenti tecnologici al servizio della strategia export.</li>
</ul>
<p>Il dettaglio definitivo dovrà però essere letto nel nuovo avviso e nel Catalogo richiamato.</p>
<h2><strong>Sostenibilità</strong></h2>
<p>Sono integrabili anche servizi qualificati di supporto alla <strong>sostenibilità</strong>.</p>
<p>Questo può essere particolarmente utile nei mercati nei quali:</p>
<ul>
<li>certificazioni ambientali;</li>
<li>tracciabilità;</li>
<li>performance ESG;</li>
<li>requisiti di filiera;</li>
</ul>
<p>condizionano l’accesso a clienti, buyer e catene internazionali.</p>
<h2><strong>Personale e spese generali soltanto con de minimis</strong></h2>
<p>Questa distinzione è importante.</p>
<p>Tra i costi ammissibili previsti dagli indirizzi figurano anche:</p>
<ul>
<li>personale;</li>
<li>spese generali.</li>
</ul>
<p>Ma queste componenti sono riconosciute <strong>soltanto quando l’impresa sceglie il regime de minimis</strong>.</p>
<p>Il regime di aiuto va quindi scelto con attenzione.</p>
<h2><strong>De minimis oppure GBER</strong></h2>
<p>L’impresa dovrà scegliere, al momento della candidatura, tra due inquadramenti alternativi.</p>
<p><strong>De minimis – Regolamento UE 2023/2831</strong></p>
<p>oppure</p>
<p><strong>GBER – Regolamento UE 651/2014</strong>, in particolare articoli 18 e 19 per consulenza e partecipazione a fiere e, per determinati servizi innovativi, articolo 28.</p>
<p>La scelta sarà <strong>vincolante per tutto il progetto</strong> e non potrà essere successivamente modificata.</p>
<p>È quindi necessario simulare entrambi gli scenari prima di fare domanda.</p>
<h2><strong>Quando può convenire il de minimis</strong></h2>
<p>Il de minimis può essere particolarmente interessante quando:</p>
<ul>
<li>l’impresa dispone ancora di plafond;</li>
<li>vuole inserire personale e spese generali;</li>
<li>ha già sostenuto alcune spese compatibili;</li>
<li>può beneficiare delle maggiorazioni previste.</li>
</ul>
<p>Gli indirizzi anticipano infatti che, scegliendo il de minimis, possono essere riconosciute anche determinate spese sostenute nei <strong>sei mesi precedenti l’apertura del bando</strong>.</p>
<p>Questo è un punto molto importante per aziende che abbiano già avviato nel 2026 attività commerciali all’estero.</p>
<h2><strong>Con il GBER attenzione all’effetto di incentivazione</strong></h2>
<p>Se viene scelto il GBER, la logica è più restrittiva sulla decorrenza del progetto.</p>
<p>Gli investimenti devono rispettare le condizioni europee di incentivazione e le diverse intensità previste dalle singole categorie di servizio.</p>
<p>Per questo non utilizzerei automaticamente lo stesso progetto sia in de minimis sia in GBER senza fare prima una simulazione.</p>
<h2><strong>Mercosur e India diventano strategici</strong></h2>
<p>La Regione ha deciso di dare particolare rilevanza ai mercati extra UE indicati dal <strong>Piano d’Azione per l’Export ICE-MAECI</strong>, con riferimento ai Paesi e alle aree considerate ad alto potenziale.</p>
<p>Tra quelli esplicitamente richiamati figurano:</p>
<ul>
<li><strong>Mercosur</strong>;</li>
<li><strong>India</strong>;</li>
<li><strong>Australia</strong>.</li>
</ul>
<p>La stessa Regione Toscana ha dichiarato di voler incentivare in particolare l’utilizzo delle nuove opportunità aperte dai rapporti commerciali dell’Unione europea con <strong>Mercosur e India</strong>.</p>
<p>Questo suggerisce che un progetto costruito su questi mercati potrebbe avere una valenza strategica superiore rispetto a una generica attività promozionale internazionale.</p>
<h2><strong>India: mercato particolarmente interessante</strong></h2>
<p>Il tema non è puramente teorico.</p>
<p>Nel 2025 l’export italiano verso l’India è cresciuto del <strong>9,4%</strong>, con incrementi molto forti nei macchinari e aumenti anche per chimica, metallurgia, farmaceutica e mezzi di trasporto. Nel gennaio 2026 UE e India hanno inoltre annunciato la conclusione dei negoziati per il nuovo accordo di libero scambio.</p>
<p>Per una PMI manifatturiera toscana con un prodotto adatto, quindi, il bando può diventare l’occasione per costruire un vero progetto India anziché finanziare semplicemente una fiera.</p>
<h2><strong>Mercosur: opportunità, ma attenzione allo stato dell’accordo</strong></h2>
<p>Anche Mercosur viene indicato tra i mercati prioritari.</p>
<p>L’accordo UE-Mercosur è stato firmato il <strong>17 gennaio 2026</strong>, ma il suo percorso istituzionale non è ancora definitivamente concluso; l’applicazione dell’intesa commerciale è quindi un tema da monitorare.</p>
<p>Ai fini del bando, però, l’area resta considerata strategica per l’espansione del Made in Italy.</p>
<h2><strong>La grande novità: graduatoria e non corsa al click</strong></h2>
<p>Questo è probabilmente uno dei cambiamenti più importanti rispetto al precedente bando regionale.</p>
<p>Gli indirizzi 2026 prevedono una <strong>procedura valutativa a graduatoria</strong>.</p>
<p>Il bando 2025 funzionava invece a sportello cronologico.</p>
<p>Il risultato era stato molto evidente: il <strong>24 marzo 2025</strong>, poche ore dopo l’apertura, erano già state presentate <strong>308 domande</strong>, con oltre <strong>10,9 milioni di euro di contributi richiesti</strong> a fronte di circa 9,43 milioni disponibili. La Regione dovette quindi avviare la chiusura della raccolta.</p>
<p>Nel 2026 la logica cambia.</p>
<p>Non dovrebbe più essere necessario competere semplicemente sul secondo di invio.</p>
<p>Diventa molto più importante costruire <strong>un progetto qualitativamente forte</strong>.</p>
<h2><strong>Quindi non aspetterei l’apertura per preparare il progetto</strong></h2>
<p>Proprio perché la selezione sarà a graduatoria, oggi conviene lavorare su:</p>
<ol start="1">
<li>Paese o Paesi target;</li>
<li>strategia commerciale;</li>
<li>servizi necessari;</li>
<li>fornitori;</li>
<li>preventivi;</li>
<li>scelta tra de minimis e GBER;</li>
<li>eventuale aggregazione con altre imprese;</li>
<li>presenza di almeno il 60% di servizi Area C;</li>
<li>premialità;</li>
<li>documentazione aziendale.</li>
</ol>
<p>Arrivare all’apertura con una semplice lista di fiere significherebbe perdere parte del vantaggio offerto dal nuovo meccanismo.</p>
<h2><strong>Progetto da concludere in nove mesi</strong></h2>
<p>Gli indirizzi prevedono una durata ordinaria del progetto pari a:</p>
<p><strong>9 mesi dalla concessione.</strong></p>
<p>È ammessa una proroga massima di:</p>
<p><strong>3 mesi</strong></p>
<p>per arrivare complessivamente a un massimo di <strong>12 mesi</strong>, quando sussistano le condizioni previste.</p>
<p>Il programma di fiere, consulenze e attività commerciali deve quindi essere costruito con un cronoprogramma abbastanza concentrato.</p>
<h2><strong>Spese già sostenute: possibilità interessante con de minimis</strong></h2>
<p>Con il regime de minimis gli indirizzi prevedono l’ammissibilità di spese sostenute fino a <strong>sei mesi prima dell’apertura del bando</strong>.</p>
<p>Questo elemento potrebbe consentire di recuperare, se coerenti con l’avviso definitivo, attività già avviate.</p>
<p>Esempio:</p>
<p>se il bando aprisse a dicembre 2026, potrebbero teoricamente entrare determinate spese sostenute nei sei mesi precedenti.</p>
<p>La data esatta dovrà però essere calcolata solo dopo la pubblicazione ufficiale dell’avviso.</p>
<h2><strong>Anticipo oppure saldo</strong></h2>
<p>Gli indirizzi prevedono la possibilità di presentare domanda di erogazione:</p>
<ul>
<li>a titolo di <strong>anticipo</strong>;</li>
<li>a titolo di <strong>saldo</strong>.</li>
</ul>
<p>Condizioni, garanzie e percentuali dell’eventuale anticipo dovranno essere verificate nel bando definitivo.</p>
<h2><strong>Come correggere la scheda Neskey</strong></h2>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Elemento</th>
<th>Neskey</th>
<th>Situazione verificata</th>
</tr>
<tr>
<td>Stato</td>
<td>In apertura</td>
<td><strong>Corretto: criteri approvati, avviso ancora da pubblicare</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Apertura</td>
<td>da definire</td>
<td><strong>Da definire</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Scadenza</td>
<td>da definire</td>
<td><strong>Da definire</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Procedura</td>
<td>Graduatoria</td>
<td><strong>Confermata dagli indirizzi</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Contributo</td>
<td>60%</td>
<td><strong>Fino al 50% ordinario; possibile +10 punti in specifiche condizioni</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Dotazione</td>
<td>€15,1 mln</td>
<td><strong>Corretta</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Riserva Moda</td>
<td>non indicata</td>
<td><strong>Circa €1,5 mln</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Riserva turismo/commercio</td>
<td>non indicata</td>
<td><strong>Circa €1,5 mln</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Microimpresa</td>
<td>non dettagliato</td>
<td><strong>€10.000-150.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Piccola impresa</td>
<td>non dettagliato</td>
<td><strong>€12.500-150.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Media impresa</td>
<td>non dettagliato</td>
<td><strong>€20.000-150.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Consorzi/reti-soggetto</td>
<td>non dettagliato</td>
<td><strong>€35.000-400.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Servizi export</td>
<td>non dettagliato</td>
<td><strong>Almeno 60% del progetto</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Regime aiuto</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>Scelta tra de minimis e GBER</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Durata</td>
<td>non indicata</td>
<td><strong>9 mesi + max 3 mesi di proroga</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><strong>È un bando da preparare adesso</strong></h2>
<p>A differenza di molte misure che analizziamo dopo l’apertura, questa arriva in un momento utile.</p>
<p>Il bando non è ancora operativo, ma conosciamo già:</p>
<ul>
<li>beneficiari;</li>
<li>settori;</li>
<li>dimensioni dei progetti;</li>
<li>categorie di costo;</li>
<li>logica della graduatoria;</li>
<li>regimi di aiuto;</li>
<li>mercati prioritari;</li>
<li>durata dei progetti.</li>
</ul>
<p>Possiamo quindi effettuare la verifica preliminare e preparare praticamente tutta la struttura del progetto, lasciando alla pubblicazione dell’avviso soltanto gli elementi definitivi.</p>
<h2><strong>Fonti</strong></h2>
<p>Regione Toscana – comunicazione istituzionale del <strong>20 ottobre 2026</strong> sul programma di sostegno alle imprese, che conferma il nuovo Bando Internazionalizzazione 2026, circa 15 milioni di risorse, beneficiari e mercati emergenti e strategici, precisando che apertura e chiusura sono ancora da definire.</p>
<p>Confindustria Toscana Centro e Costa – approfondimento del <strong>23 ottobre 2026</strong> sugli indirizzi approvati dalla Regione, con dotazione di 15,1 milioni, riserve Moda e Turismo/commercio, dimensioni degli investimenti, intensità del contributo e procedura a graduatoria.</p>
<p>Finsystem – sintesi delle linee guida approvate, con regimi de minimis/GBER, categorie di costo, decorrenza delle spese e durata dei progetti.</p>
<p>Regione Toscana – precedente Bando Internazionalizzazione 2025, utile per il confronto con il nuovo sistema: la precedente procedura era a sportello cronologico e le risorse risultarono richieste oltre la dotazione poche ore dopo l’apertura.</p>
<h3><strong>La tua impresa toscana vuole sviluppare un nuovo mercato estero?</strong></h3>
<p><strong>Atamai</strong> può preparare già prima dell’apertura una verifica completa del progetto, partendo da <strong>ATECO, dimensione aziendale, Paese target, fatturato estero, de minimis disponibile e servizi da acquistare</strong>.</p>
<p>Possiamo confrontare <strong>de minimis e GBER</strong>, costruire il mix di spese assicurando che almeno il <strong>60% del progetto</strong> sia destinato ai servizi di internazionalizzazione richiesti e verificare preventivamente la struttura migliore per massimizzare contributo e competitività in graduatoria.</p>
<p>Particolare attenzione può essere dedicata ai progetti verso <strong>India, Mercosur, Australia e altri mercati extra UE strategici</strong>, nonché alle imprese dei comparti <strong>Moda, Turismo e commercio</strong>, per i quali sono previste riserve dedicate.</p>
<p>Questa volta non è necessario aspettare il click day: proprio perché il nuovo bando sarà <strong>a graduatoria</strong>, conviene arrivare alla pubblicazione con il progetto già costruito.</p>
<p><strong>Email: </strong><a href="mailto:Info@atamai.it"><strong>Info@atamai.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Emilia-Romagna: contributi agli agricoltori per il rincaro dei fertilizzanti, domande entro il 9 novembre 2026</title>
		<link>https://audit50.it/emilia-romagna-contributi-agli-agricoltori-per-il-rincaro-dei-fertilizzanti-domande-entro-il-9-novembre-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 20:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia‑Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2618</guid>

					<description><![CDATA[Emilia-Romagna: contributi agli agricoltori per il rincaro dei fertilizzanti, domande entro il 9 novembre 2026 Regione Emilia-Romagna ha aperto il nuovo intervento SRJ01 – Sostegno agli agricoltori colpiti dal forte aumento dei prezzi dei concimi dovuto alla crisi in Medio Oriente, con una dotazione complessiva di 3.128.768 euro. La misura riguarda in particolare produzioni frutticole,&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/emilia-romagna-contributi-agli-agricoltori-per-il-rincaro-dei-fertilizzanti-domande-entro-il-9-novembre-2026/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Emilia-Romagna: contributi agli agricoltori per il rincaro dei fertilizzanti, domande entro il 9 novembre 2026</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Emilia-Romagna: contributi agli agricoltori per il rincaro dei fertilizzanti, domande entro il 9 novembre 2026</strong></h2>
<p>Regione Emilia-Romagna ha aperto il nuovo intervento <strong>SRJ01 – Sostegno agli agricoltori colpiti dal forte aumento dei prezzi dei concimi dovuto alla crisi in Medio Oriente</strong>, con una dotazione complessiva di <strong>3.128.768 euro</strong>.</p>
<p>La misura riguarda in particolare produzioni <strong>frutticole, orticole e vitivinicole</strong> rimaste escluse dal parallelo intervento nazionale e riconosce un contributo calcolato direttamente sulla superficie coltivata, con importi unitari differenti per ciascuna coltura.</p>
<p>Le domande devono essere presentate entro le <strong>ore 13:00 del 9 novembre 2026</strong> attraverso il sistema SIAG di AGREA. Il procedimento dovrebbe concludersi entro il 30 novembre 2026.</p>
<h2><strong>Prima correzione Non esiste una graduatoria</strong></h2>
<p>La scheda   classifica la misura come:</p>
<p><strong>“Valutativa a graduatoria”.</strong></p>
<p>Il testo ufficiale afferma invece in maniera esplicita:</p>
<p><strong>“Per l’intervento SRJ01 non è prevista l’attivazione di processi selettivi.”</strong></p>
<p>AGREA verifica semplicemente l’ammissibilità delle singole domande, quantifica l’importo spettante e approva l’elenco delle istanze ammissibili. Non esistono punteggi, criteri di priorità o una graduatoria competitiva tra agricoltori.</p>
<p>Questo cambia completamente l’approccio alla misura.</p>
<p>Non bisogna costruire un progetto che “prenda più punti”: bisogna invece verificare che <strong>azienda, superfici e colture risultino correttamente registrate e ammissibili</strong>.</p>
<h2><strong>Seconda correzione: il 50% non si calcola sulle fatture</strong></h2>
<p>Si riporta:</p>
<p><strong>“contributo 50% – massimo 50.000 euro”.</strong></p>
<p>Il 50% è corretto, ma può essere interpretato in maniera sbagliata.</p>
<p>Non significa che l’agricoltore presenti, ad esempio, 10.000 euro di fatture di concimi e riceva 5.000 euro.</p>
<p>Regione Emilia-Romagna utilizza invece <strong>premi standard per ettaro</strong>, già calcolati in misura pari al 50% del maggior costo dei fertilizzanti stimato da ISMEA.</p>
<p>Il contributo dipende quindi da:</p>
<p><strong>coltura × ettari ammissibili</strong>, non dalle fatture realmente sostenute dall’azienda.</p>
<h2><strong>Gli importi per ettaro</strong></h2>
<p>Gli importi ufficiali sono:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Coltura</th>
<th>Contributo €/ha</th>
</tr>
<tr>
<td>Actinidia</td>
<td><strong>€27,45</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Melo</td>
<td><strong>€24,90</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Pero</td>
<td><strong>€24,95</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Albicocco</td>
<td><strong>€21,90</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Pesco</td>
<td><strong>€23,45</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Nettarina</td>
<td><strong>€12,40</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Uva da tavola</td>
<td><strong>€22,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Altri fruttiferi</td>
<td><strong>€25,25</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Vite da vino</td>
<td><strong>€18,59</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Agrumi</td>
<td><strong>€23,35</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Pomodoro da industria</td>
<td><strong>€19,35</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Patata</td>
<td><strong>€20,50</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Peperone</td>
<td><strong>€20,50</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Melone</td>
<td><strong>€23,95</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Carciofo</td>
<td><strong>€20,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Carota</td>
<td><strong>€32,00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Lattuga</td>
<td><strong>€27,35</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Pomodoro in serra</td>
<td><strong>€35,35</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Zucchine in serra</td>
<td><strong>€27,05</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Fragole in serra</td>
<td><strong>€19,55</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Altri ortaggi</td>
<td><strong>€22,25</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il valore più elevato è quindi previsto per il <strong>pomodoro in serra: 35,35 euro per ettaro</strong>, seguito dalla carota con 32 euro/ha.</p>
<h2><strong>Esempio: azienda vitivinicola</strong></h2>
<p>Un’azienda con:</p>
<p><strong>50 ettari di vite da vino</strong></p>
<p>ha un contributo teorico pari a:</p>
<p><strong>50 × €18,59 = €929,50.</strong></p>
<p>Non deve dimostrare di avere acquistato esattamente 1.859 euro di fertilizzanti.</p>
<p>Il maggior costo è stato già determinato in maniera standard da ISMEA e il premio regionale rappresenta il 50% di quella stima.</p>
<h2><strong>Esempio: azienda frutticola</strong></h2>
<p>Un’impresa con:</p>
<ul>
<li>20 ettari di pero;</li>
<li>15 ettari di melo;</li>
<li>10 ettari di pesco;</li>
</ul>
<p>avrebbe indicativamente:</p>
<ul>
<li>pero: 20 × €24,95 = <strong>€499,00</strong>;</li>
<li>melo: 15 × €24,90 = <strong>€373,50</strong>;</li>
<li>pesco: 10 × €23,45 = <strong>€234,50</strong>.</li>
</ul>
<p>Totale teorico:</p>
<p><strong>€1.107,00.</strong></p>
<p>L’importo effettivo resta naturalmente subordinato alle superfici risultanti ammissibili nei sistemi regionali.</p>
<h2><strong>Contributo minimo: bisogna superare 100 euro</strong></h2>
<p>La domanda è ammissibile soltanto se il contributo calcolato risulta <strong>superiore a 100 euro</strong>.</p>
<p>Il requisito viene verificato anche dopo l’istruttoria.</p>
<p>Se, a seguito dei controlli sulle superfici, l’importo ammissibile scende sotto tale soglia, la domanda viene dichiarata inammissibile.</p>
<p>Questo significa che per aziende con superfici molto piccole conviene fare subito il calcolo.</p>
<p>Per esempio, con la vite da vino a 18,59 euro/ha occorrono indicativamente più di <strong>5,38 ettari ammissibili</strong> per superare la soglia dei 100 euro, se quella fosse l’unica coltura agevolata presente.</p>
<h2><strong>Massimo 50.000 euro per beneficiario</strong></h2>
<p>Il sostegno complessivo non può superare:</p>
<p><strong>50.000 euro per beneficiario.</strong></p>
<p>Il dato riportato da Neskey è quindi corretto.</p>
<p>Considerati gli importi unitari relativamente contenuti, il massimale diventa realmente rilevante soprattutto per aziende con superfici molto estese o con più colture ammissibili.</p>
<h2><strong>Chi può accedere</strong></h2>
<p>Possono partecipare gli agricoltori che abbiano presentato entro il <strong>25 luglio 2026</strong> una domanda di aiuto relativa a interventi a superficie e che abbiano subito una perdita di redditività per l’aumento dei prezzi dei fertilizzanti.</p>
<p>Non è quindi un bando aperto a un’impresa agricola che oggi decide per la prima volta di entrare nel sistema.</p>
<p>Occorre avere già una posizione PAC 2026 coerente con i requisiti del bando.</p>
<h2><strong>Serve un fascicolo aziendale aggiornato e validato</strong></h2>
<p>Il richiedente deve risultare iscritto all’<strong>Anagrafe delle Aziende agricole</strong> e avere un fascicolo aziendale:</p>
<ul>
<li>digitale;</li>
<li>aggiornato;</li>
<li>validato.</li>
</ul>
<p>Le superfici richieste devono inoltre essere gestite direttamente dall’agricoltore con un valido titolo di conduzione correttamente presente nel fascicolo aziendale.</p>
<p>Questa è probabilmente la verifica pratica più importante da effettuare prima della sottoscrizione.</p>
<h2><strong>Le superfici devono essere già dichiarate nel 2026</strong></h2>
<p>Sono considerate esclusivamente le superfici dell’Emilia-Romagna già dichiarate per l’annualità 2026 attraverso:</p>
<ul>
<li>Domanda Unica;</li>
<li>interventi agro-climatico-ambientali;</li>
<li>indennità compensative nelle zone con svantaggi naturali.</li>
</ul>
<p>Le colture devono risultare nel fascicolo e le superfici devono essere state condotte dal beneficiario alla data del <strong>15 maggio 2026</strong>, sulla base di un titolo valido.</p>
<p>Non è quindi possibile aggiungere oggi ettari che non risultavano regolarmente condotti e dichiarati nel periodo previsto.</p>
<h2><strong>Perché frutta, ortaggi e vite e non cereali e mais</strong></h2>
<p>Questo è un punto fondamentale per comprendere la misura.</p>
<p>Il Governo nazionale ha già attivato un intervento straordinario, finanziato con risorse europee e nazionali, per le colture nelle quali l’aumento del costo della concimazione supera una determinata incidenza economica.</p>
<p>In Emilia-Romagna la misura nazionale riguarda soprattutto:</p>
<ul>
<li>cereali;</li>
<li>foraggere non leguminose;</li>
<li>mais;</li>
<li>girasole;</li>
<li>barbabietola da zucchero;</li>
<li>colza;</li>
<li>olivo;</li>
<li>nocciolo.</li>
</ul>
<p>Per la sola Emilia-Romagna il valore stimato dell’intervento nazionale è di quasi <strong>19,6 milioni di euro</strong>.</p>
<p>La Regione ha quindi deciso di utilizzare risorse FEASR per sostenere anche le produzioni rimaste fuori da quel meccanismo nazionale.</p>
<h2><strong>La soglia tecnica dell’1,5%</strong></h2>
<p>La distinzione avviene sulla base del rapporto tra:</p>
<p><strong>incremento del costo della concimazione per ettaro</strong></p>
<p>e</p>
<p><strong>valore della produzione della coltura.</strong></p>
<p>L’intervento regionale SRJ01 copre le colture per le quali tale incidenza, secondo i calcoli ISMEA, risulta <strong>inferiore all’1,5%</strong>.</p>
<p>Il provvedimento nazionale finanzia invece le colture collocate oltre la soglia definita dalla relativa disciplina.</p>
<p>È quindi un sistema costruito per essere <strong>complementare</strong>, non sovrapposto.</p>
<h2><strong>Niente doppio contributo sulla stessa superficie</strong></h2>
<p>Il bando regionale stabilisce esplicitamente che sono escluse le colture e superfici che risultano già finanziate attraverso l’intervento nazionale previsto dal Regolamento UE 2026/1894.</p>
<p>Non è quindi possibile ricevere:</p>
<p><strong>aiuto nazionale + SRJ01 regionale</strong></p>
<p>per la stessa superficie e la stessa coltura.</p>
<p>Questo è uno dei motivi per cui il sistema informatico utilizza direttamente i dati PAC già presenti.</p>
<h2><strong>Non occorre costruire manualmente il calcolo: la domanda arriva precompilata</strong></h2>
<p>Questa è probabilmente la caratteristica operativa più interessante.</p>
<p>Le domande vengono rese disponibili nel sistema <strong>SIAG di AGREA già precompilate</strong>, utilizzando il Piano Colturale 2026.</p>
<p>La domanda contiene direttamente:</p>
<ul>
<li>superfici ammissibili;</li>
<li>colture;</li>
<li>importo teoricamente spettante.</li>
</ul>
<p>Il beneficiario deve verificarla e sottoscriverla.</p>
<p>Quindi non siamo di fronte a una pratica tradizionale nella quale bisogna raccogliere preventivi, fatture e costruire un piano di investimento.</p>
<h2><strong>Domanda di sostegno e pagamento insieme</strong></h2>
<p>La domanda ha contemporaneamente valore di:</p>
<p><strong>domanda di sostegno</strong></p>
<p>e</p>
<p><strong>domanda di pagamento.</strong></p>
<p>Non è quindi prevista una successiva fase ordinaria di rendicontazione con fatture del progetto, come accade nei bandi per investimenti.</p>
<p>AGREA verifica i dati e, se l’azienda risulta ammissibile, procede alla concessione e al successivo pagamento.</p>
<h2><strong>Anche chi ha fascicolo presso un altro Organismo Pagatore può accedere</strong></h2>
<p>Il bando contempla anche aziende il cui fascicolo non sia associato all’Organismo Pagatore Emilia-Romagna.</p>
<p>In quel caso deve risultare correttamente la posizione nel SIAN e deve essere disponibile una scheda di validazione aggiornata presso l’Organismo Pagatore competente.</p>
<p>È una casistica più tecnica, ma può riguardare imprese con strutture o terreni distribuiti su più territori.</p>
<h2><strong>Previsti anche i subentri aziendali</strong></h2>
<p>Il bando considera anche il caso in cui un’impresa sia subentrata nella conduzione di un’azienda che aveva presentato la domanda PAC originaria.</p>
<p>Il subentrante può presentare domanda se:</p>
<ul>
<li>l’impresa precedente aveva fascicolo valido;</li>
<li>il nuovo soggetto risulta regolarmente iscritto all’Anagrafe agricola;</li>
<li>possiede un fascicolo validato;</li>
<li>dispone del titolo di conduzione delle superfici interessate.</li>
</ul>
<p>Nella domanda deve essere indicato il <strong>CUAA dell’azienda precedente</strong>.</p>
<h2><strong>Nessun punteggio e nessuna corsa alla graduatoria</strong></h2>
<p>La Regione non prevede criteri selettivi.</p>
<p>AGREA effettua invece:</p>
<ol start="1">
<li>controllo dell’ammissibilità;</li>
<li>verifica delle superfici;</li>
<li>quantificazione del contributo;</li>
<li>eventuale contraddittorio attraverso CAA o utenza diretta;</li>
<li>approvazione dell’elenco delle domande ammissibili.</li>
</ol>
<p>L’elenco deve essere approvato entro <strong>20 giorni dalla scadenza del bando</strong>.</p>
<p>Quindi il valore commerciale del supporto non sta nel “far salire la domanda in graduatoria”, ma nel <strong>verificare che i dati agricoli siano corretti e che nessuna superficie utile venga esclusa per anomalie del fascicolo</strong>.</p>
<h2><strong>Dotazione: 3.128.768 euro</strong></h2>
<p>Il plafond definitivo è pari a:</p>
<p><strong>3.128.768 euro.</strong></p>
<p>Il dato è leggermente superiore ai circa 2,8 milioni inizialmente annunciati a fine settembre, quando la Regione stava ancora costruendo la rimodulazione FEASR.</p>
<p>La dotazione indicata da Neskey come “3,1 milioni” è quindi sostanzialmente corretta.</p>
<h2><strong>Un pacchetto complessivo da oltre 22 milioni in Emilia-Romagna</strong></h2>
<p>La misura regionale va letta insieme all’intervento nazionale.</p>
<p>A fine settembre Regione Emilia-Romagna stimava complessivamente oltre <strong>22,4 milioni di euro</strong> di aiuti alle aziende agricole regionali per fronteggiare l’aumento dei costi di fertilizzanti ed energia:</p>
<ul>
<li>quasi <strong>19,6 milioni</strong> dall’intervento nazionale;</li>
<li>circa <strong>3 milioni</strong> attraverso il nuovo intervento regionale FEASR.</li>
</ul>
<p>Il pacchetto complessivo copre così una platea molto più ampia di colture.</p>
<h2><strong>Scadenza molto breve: 9 novembre alle 13:00</strong></h2>
<p>Il bando è stato pubblicato il <strong>26 ottobre 2026</strong> e chiude:</p>
<p><strong>9 novembre 2026 alle ore 13:00.</strong></p>
<p>La finestra è quindi di appena due settimane.</p>
<p>Considerato però che le domande sono precompilate, l’attività principale è quella di controllo e sottoscrizione.</p>
<p>Non aspetterei comunque gli ultimi giorni, soprattutto in presenza di:</p>
<ul>
<li>fascicolo da aggiornare;</li>
<li>superfici non coerenti;</li>
<li>subentri;</li>
<li>posizione presso altro Organismo Pagatore.</li>
</ul>
<h2><strong>Come correggere </strong></h2>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Elemento</th>
<th>Neskey</th>
<th>Regola effettiva</th>
</tr>
<tr>
<td>Procedura</td>
<td>Valutativa a graduatoria</td>
<td><strong>Nessun processo selettivo / nessuna graduatoria</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Contributo</td>
<td>50%</td>
<td><strong>Importi standard €/ha già pari al 50% del maggior costo ISMEA</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Massimo</td>
<td>€50.000</td>
<td><strong>Corretto</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Minimo</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>Contributo &gt; €100</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Calcolo</td>
<td>non spiegato</td>
<td><strong>Ettari ammissibili × premio della coltura</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Fatture concimi</td>
<td>implicitamente possibili</td>
<td><strong>Non sono la base del calcolo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Domanda</td>
<td>non spiegata</td>
<td><strong>Precompilata in SIAG</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Beneficiari</td>
<td>agricoltori</td>
<td><strong>Solo soggetti con domanda a superficie 2026 e requisiti PAC previsti</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Superfici</td>
<td>non specificato</td>
<td><strong>Dichiarate nel 2026 e condotte al 15 maggio 2026</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Doppio aiuto</td>
<td>non specificato</td>
<td><strong>Escluso sulle superfici già sostenute dalla misura nazionale</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Scadenza</td>
<td>09/11/2026</td>
<td><strong>09/11/2026 ore 13:00</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Dotazione</td>
<td>€3,1 mln</td>
<td><strong>€3.128.768</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><strong>Cosa dovrebbe fare concretamente un’azienda agricola</strong></h2>
<p>Un’azienda interessata dovrebbe verificare immediatamente nel proprio fascicolo:</p>
<p><strong>quali colture 2026 risultano registrate;</strong></p>
<p><strong>quanti ettari risultano ammissibili;</strong></p>
<p><strong>se le superfici erano regolarmente condotte al 15 maggio 2026;</strong></p>
<p><strong>se il contributo precompilato supera 100 euro;</strong></p>
<p><strong>se esistono anomalie nel fascicolo;</strong></p>
<p><strong>se alcune superfici sono già coperte dall’intervento nazionale.</strong></p>
<p>La pratica, una volta che questi elementi sono corretti, è molto più semplice di un normale bando di investimento.</p>
<h2><strong>Fonti</strong></h2>
<p>Regione Emilia-Romagna – pagina ufficiale <strong>SRJ01 – Sostegno agli agricoltori colpiti dal forte aumento dei prezzi dei concimi dovuto alla crisi in Medio Oriente</strong>, pubblicata il 26 ottobre 2026, con importi per ettaro, dotazione, modalità SIAG e scadenza.</p>
<p>Regione Emilia-Romagna – <strong>DGR n. 1755 del 19 ottobre 2026</strong>, bando unico regionale SRJ01, con beneficiari, condizioni di ammissibilità, premi €/ha, domanda precompilata e istruttoria senza processi selettivi.</p>
<p>Regione Emilia-Romagna – comunicazione del <strong>29 settembre 2026</strong> sul pacchetto complessivo contro il rincaro di fertilizzanti ed energia e sulla complementarità tra misura nazionale e intervento regionale.</p>
<p>MASAF – Decreto del <strong>15 settembre 2026</strong> e intervento nazionale finanziato tramite riserva agricola europea e cofinanziamento nazionale.</p>
<h3><strong>La tua azienda agricola ha frutteti, vigneti o colture orticole in Emilia-Romagna?</strong></h3>
<p><strong>Atamai</strong> può effettuare un controllo preliminare della posizione per verificare se le superfici e le colture 2026 rientrano nel nuovo intervento SRJ01 e quale contributo dovrebbe comparire nella domanda precompilata.</p>
<p>In questo bando non serve costruire una graduatoria: è molto più utile verificare <strong>fascicolo aziendale, Piano Colturale 2026, superfici condotte, eventuali subentri e possibili sovrapposizioni con l’intervento nazionale</strong>, in modo da evitare esclusioni o importi inferiori a quelli spettanti.</p>
<p>La scadenza è molto ravvicinata:</p>
<p><strong>9 novembre 2026 alle ore 13:00.</strong></p>
<p><strong>Email: </strong><a href="mailto:Info@atamai.it"><strong>Info@atamai.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Calabria FIDEG: fino a 100.000 euro per nuove imprese di donne e giovani, ma prima serve il percorso ARPAL</title>
		<link>https://audit50.it/calabria-fideg-fino-a-100-000-euro-per-nuove-imprese-di-donne-e-giovani-ma-prima-serve-il-percorso-arpal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 19:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[Start-Up]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2615</guid>

					<description><![CDATA[Calabria FIDEG: fino a 100.000 euro per nuove imprese di donne e giovani, ma prima serve il percorso ARPAL Regione Calabria ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 la possibilità di accedere al percorso di formazione e accompagnamento collegato al Fondo Imprese Donne e Giovani – FIDEG, lo strumento destinato a sostenere la nascita di&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/calabria-fideg-fino-a-100-000-euro-per-nuove-imprese-di-donne-e-giovani-ma-prima-serve-il-percorso-arpal/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Calabria FIDEG: fino a 100.000 euro per nuove imprese di donne e giovani, ma prima serve il percorso ARPAL</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Calabria FIDEG: fino a 100.000 euro per nuove imprese di donne e giovani, ma prima serve il percorso ARPAL</strong></h2>
<p>Regione Calabria ha prorogato fino al <strong>31 dicembre 2026</strong> la possibilità di accedere al percorso di formazione e accompagnamento collegato al <strong>Fondo Imprese Donne e Giovani – FIDEG</strong>, lo strumento destinato a sostenere la nascita di nuove imprese, con particolare attenzione alle iniziative a prevalente composizione e gestione femminile o giovanile e con priorità per il settore turistico.</p>
<p>L’intervento complessivo dispone di <strong>10 milioni di euro</strong>: <strong>1 milione</strong> è destinato ai percorsi di formazione e accompagnamento gestiti con ARPAL Calabria, mentre <strong>9 milioni di euro</strong> costituiscono il fondo finanziario gestito da Fincalabra per gli investimenti delle nuove imprese.</p>
<p>La misura può arrivare a finanziare complessivamente fino a <strong>100.000 euro per impresa</strong>, ma non sotto forma di un unico contributo a fondo perduto.</p>
<p>La struttura prevista dalla Scheda Prodotto ufficiale è:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Componente</th>
<th>Importo massimo</th>
</tr>
<tr>
<td>Prestito a tasso zero</td>
<td><strong>€55.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Contributo a fondo perduto</td>
<td><strong>€45.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Totale sostegno finanziario</td>
<td><strong>€100.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Tutoraggio e mentoring specialistico</td>
<td>fino a <strong>€6.000</strong> aggiuntivi</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il prestito deve rappresentare almeno il <strong>51% dell’intervento finanziario complessivo</strong>.</p>
<h2><strong>Oggi non si chiedono direttamente i 100.000 euro</strong></h2>
<p>La comunicazione Neskey indica apertura 20 maggio 2026, scadenza 31 dicembre 2026 e agevolazione fino a 100.000 euro.</p>
<p>La lettura operativa è diversa.</p>
<p>La fase oggi aperta riguarda il <strong>percorso ARPAL di formazione e accompagnamento alla creazione d’impresa</strong>. Al termine del percorso, chi lo completa positivamente riceve un <strong>attestato di idoneità</strong> utile per partecipare al successivo Avviso FIDEG gestito da Fincalabra.</p>
<p>Le stesse fonti ufficiali ARPAL continuano a definire quello Fincalabra come il <strong>“successivo Avviso Pubblico”</strong>.</p>
<p>Al 26 ottobre 2026, nelle fonti istituzionali verificate, non risulta pubblicato un avviso operativo Fincalabra con una propria finestra definitiva di apertura e chiusura per le domande di finanziamento.</p>
<p>Quindi il <strong>31 dicembre 2026 non va presentato al cliente come termine per chiedere i 100.000 euro</strong>.</p>
<p>È il termine attuale per entrare nel percorso propedeutico ARPAL.</p>
<h2><strong>L’apertura indicata da Neskey non coincide con l’avviso ufficiale</strong></h2>
<p>La pagina istituzionale Calabria Europa riporta l’avviso originario ARPAL pubblicato il <strong>21 maggio 2025</strong>, approvato con Decreto n. 55 del 19 maggio 2025.</p>
<p>Nel 2026 il percorso è stato mantenuto operativo e successivamente prorogato.</p>
<p>Il <strong>29 luglio 2026 ARPAL ha comunicato la proroga al 31 dicembre 2026</strong>.</p>
<p>Non utilizzerei quindi il “20 maggio 2026” della scheda Neskey come vera data di apertura della misura.</p>
<h2><strong>Due fasi distinte</strong></h2>
<p>FIDEG va letto come un percorso in due passaggi.</p>
<p><strong>Fase 1 – ARPAL</strong></p>
<p>Formazione e accompagnamento alla creazione dell’impresa, sviluppo dell’idea, competenze imprenditoriali e predisposizione del progetto.</p>
<p><strong>Fase 2 – Fincalabra</strong></p>
<p>Dopo il completamento positivo del percorso, possibilità di partecipare al successivo avviso destinato al finanziamento degli investimenti.</p>
<p>Questa distinzione è fondamentale perché il solo invio della domanda ad ARPAL <strong>non attribuisce automaticamente il finanziamento da 100.000 euro</strong>.</p>
<h2><strong>Il percorso ARPAL è a sportello</strong></h2>
<p>L’avviso formativo prevede una <strong>procedura a sportello</strong>.</p>
<p>Il percorso era stato dimensionato per un massimo di <strong>400 partecipanti</strong>.</p>
<p>La proroga 2026 conferma che le richieste possono essere inviate entro il <strong>31 dicembre 2026</strong> e continua a richiamare la procedura a sportello prevista dall’articolo 5 del D.Lgs. 123/1998.</p>
<p>Questo significa che, per un soggetto realmente interessato, non consiglierei di aspettare gli ultimi giorni di dicembre.</p>
<h2><strong>Chi può entrare nel percorso</strong></h2>
<p>La versione originaria dell’avviso ARPAL indica soggetti che intendono costituire una nuova impresa oppure che l’abbiano costituita da meno di <strong>12 mesi</strong>, con prevalente composizione o gestione femminile o giovanile.</p>
<p>Sono ammessi sia soggetti <strong>disoccupati sia occupati</strong>. L’avviso originario richiede inoltre la residenza in Calabria.</p>
<p>L’attività può appartenere a diversi comparti, ma il programma attribuisce una particolare attenzione alle iniziative nel <strong>settore turistico</strong>.</p>
<h2><strong>Attenzione all’età delle donne: le fonti ufficiali non sono perfettamente allineate</strong></h2>
<p>Qui segnalo una piccola incoerenza documentale che eviterei di nascondere.</p>
<p>L’avviso originario parla di <strong>“donne e giovani di età compresa fra i 18 e i 35 anni”</strong>.</p>
<p>La comunicazione ARPAL più recente, pubblicata il <strong>29 luglio 2026</strong>, precisa invece:</p>
<p><strong>“donne di qualsiasi età e giovani di età compresa fra i 18 e i 35 anni”.</strong></p>
<p>Per una candidata donna con più di 35 anni utilizzerei quindi come riferimento operativo l’ultima comunicazione ARPAL, ma farei comunque confermare il requisito direttamente dall’Agenzia prima di impostare il progetto finanziario, anche perché il futuro avviso Fincalabra dovrà disciplinare definitivamente la platea della fase di finanziamento.</p>
<h2><strong>Anche un’impresa già costituita può partecipare</strong></h2>
<p>Non è necessario partire esclusivamente da una persona che non abbia ancora partita IVA.</p>
<p>Il programma comprende anche chi ha già costituito l’impresa da <strong>meno di 12 mesi</strong>.</p>
<p>La condizione sostanziale è che si tratti di una nuova impresa a prevalente composizione e gestione femminile o giovanile.</p>
<p>Questo rende la misura interessante anche per start-up appena nate che non abbiano ancora completato il proprio programma di investimento.</p>
<h2><strong>Serve completare positivamente la formazione</strong></h2>
<p>Il requisito che distingue FIDEG da molti altri bandi è il percorso formativo.</p>
<p>La Scheda Prodotto regionale stabilisce che, per accedere al finanziamento, i destinatari devono avere completato positivamente negli ultimi <strong>12 mesi</strong> percorsi di formazione e accompagnamento alla creazione d’impresa realizzati dalla Regione Calabria:</p>
<p>nell’ambito del <strong>Programma GOL</strong>, oppure in collaborazione con <strong>ARPAL Calabria</strong>.</p>
<p>Quindi non necessariamente tutti devono provenire dal solo avviso ARPAL oggi aperto: può essere valido anche un percorso GOL che possieda le caratteristiche richieste.</p>
<h2><strong>Il contributo massimo a fondo perduto è 45.000 euro</strong></h2>
<p>Questo è il dato che evidenzierei maggiormente rispetto alla sintesi Neskey.</p>
<p>Il contributo non è di 100.000 euro a fondo perduto.</p>
<p>La Scheda Prodotto approvata dalla Regione stabilisce:</p>
<p><strong>massimo prestito: 55.000 euro;</strong></p>
<p><strong>massimo fondo perduto: 45.000 euro;</strong></p>
<p><strong>massimo complessivo: 100.000 euro.</strong></p>
<p>Inoltre il prestito deve rappresentare almeno il <strong>51% del sostegno complessivo</strong>.</p>
<p>Ne consegue che, anche per progetti inferiori a 100.000 euro, la quota a fondo perduto non può essere semplicemente considerata il 100% dell’investimento.</p>
<h2><strong>Esempio su 100.000 euro</strong></h2>
<p>Per un investimento che ottenga il massimo sostegno previsto, la configurazione può essere:</p>
<p><strong>55.000 euro di prestito a tasso zero</strong></p>
<ul>
<li></li>
</ul>
<p><strong>45.000 euro a fondo perduto</strong></p>
<p>=</p>
<p><strong>100.000 euro complessivi.</strong></p>
<p>Non ci sono interessi sul prestito.</p>
<h2><strong>Il prestito è realmente a tasso zero</strong></h2>
<p>La parte finanziaria ha condizioni interessanti.</p>
<p>La Scheda Prodotto stabilisce:</p>
<p><strong>tasso: 0%;</strong></p>
<p><strong>durata: minimo 48 mesi, massimo 60 mesi;</strong></p>
<p><strong>inizio del rimborso: dopo 12 mesi dalla prima erogazione;</strong></p>
<p><strong>rimborso: rate mensili costanti posticipate;</strong></p>
<p><strong>garanzie: nessuna.</strong></p>
<p>Per una start-up questo elemento è particolarmente rilevante.</p>
<p>Il primo anno può essere utilizzato per avviare l’attività prima che inizi il servizio del debito.</p>
<h2><strong>Nessuna garanzia prevista</strong></h2>
<p>La Scheda Prodotto indica espressamente:</p>
<p><strong>“Garanzie a presidio del finanziamento: nessuna”.</strong></p>
<p>Questo differenzia sensibilmente FIDEG da molte operazioni bancarie tradizionali, nelle quali una nuova impresa senza storia creditizia potrebbe avere difficoltà a ottenere 50-55.000 euro di finanziamento.</p>
<p>Naturalmente il futuro avviso operativo dovrà definire le condizioni istruttorie e di merito del progetto, ma il prodotto finanziario regionale nasce senza garanzie a presidio del prestito.</p>
<h2><strong>Dodici mesi per realizzare il progetto</strong></h2>
<p>Gli investimenti devono essere completati entro <strong>12 mesi dalla concessione del finanziamento</strong>.</p>
<p>Per attività con lavori edilizi, autorizzazioni o forniture con tempi lunghi conviene quindi costruire un cronoprogramma realistico già nel business plan.</p>
<h2><strong>Opere murarie fino al 30%</strong></h2>
<p>Tra gli investimenti ammissibili indicati nella Scheda Prodotto figurano le <strong>opere murarie</strong>, entro il limite del:</p>
<p><strong>30% del totale dei costi ammissibili.</strong></p>
<p>Questo permette di utilizzare FIDEG anche per attività che richiedano adeguamenti fisici dei locali, ma impedisce di costruire un progetto quasi interamente immobiliare.</p>
<p>Per un investimento da 100.000 euro, il tetto teorico della componente edilizia sarebbe quindi di <strong>30.000 euro</strong>, salvo le eventuali ulteriori specificazioni del futuro avviso operativo.</p>
<h2><strong>Macchinari, impianti e attrezzature nuovi</strong></h2>
<p>Sono espressamente finanziabili:</p>
<p><strong>macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica.</strong></p>
<p>Per attività turistiche, di servizi, artigianali o commerciali questa categoria può comprendere una quota importante del progetto.</p>
<p>Il vincolo “nuovi di fabbrica” implica invece che non imposterei la domanda sull’acquisto di attrezzature usate.</p>
<h2><strong>Investimenti immateriali</strong></h2>
<p>La Scheda Prodotto ammette anche gli <strong>investimenti immateriali</strong>.</p>
<p>Il dettaglio definitivo delle voci verrà però stabilito dall’avviso destinato ai beneficiari finali.</p>
<p>È ragionevole quindi impostare software, licenze e altri asset immateriali all’interno del business plan, ma senza cristallizzare oggi categorie di spesa che Fincalabra dovrà ancora disciplinare puntualmente.</p>
<h2><strong>Anche alcune spese tecniche e professionali</strong></h2>
<p>Il quadro regionale prevede la possibilità di riconoscere ulteriori costi direttamente connessi all’operazione, tra cui, a titolo esemplificativo:</p>
<p>consulenze legali, parcelle notarili, perizie tecniche o finanziarie, contabilità e audit collegati al progetto, apertura del conto dedicato e altre spese definite dall’avviso operativo.</p>
<p>Anche qui sarà importante verificare limiti e condizioni nel dispositivo Fincalabra quando verrà pubblicato.</p>
<h2><strong>Tutoraggio e mentoring: fino ad altri 6.000 euro</strong></h2>
<p>La misura non si limita al finanziamento iniziale.</p>
<p>Per ogni impresa finanziata è previsto un supporto specialistico di:</p>
<p><strong>tutorship e mentorship fino a 6.000 euro</strong>, per un periodo massimo di <strong>due annualità</strong> dalla stipula del contratto di finanziamento.</p>
<p>L’obiettivo è accompagnare la nuova azienda sia nella fase di esecuzione dell’investimento sia nel successivo servizio del debito.</p>
<p>Questo può avere un valore concreto per imprenditori alla prima esperienza.</p>
<h2><strong>Perché il turismo è particolarmente interessante</strong></h2>
<p>Tutti i documenti programmatici indicano che l’intervento sostiene l’imprenditoria femminile e giovanile <strong>prioritariamente nel settore turistico</strong>.</p>
<p>“Prioritariamente” non significa che siano automaticamente escluse le attività di altri settori.</p>
<p>Significa però che, quando si analizza il portafoglio di potenziali clienti, le nuove iniziative turistiche in Calabria rappresentano un target naturale della misura.</p>
<p>Per Atamai cercherei quindi con particolare attenzione progetti di nuova ricettività, servizi turistici, esperienze, attività connesse alla valorizzazione territoriale e altri modelli imprenditoriali coerenti con lo sviluppo turistico regionale, verificando poi l’ATECO e le regole definitive del futuro avviso Fincalabra.</p>
<h2><strong>La dotazione reale per i finanziamenti è 9 milioni</strong></h2>
<p>La scheda Neskey riporta correttamente uno stanziamento di <strong>9 milioni di euro</strong> per FIDEG.</p>
<p>Ma il progetto pubblico complessivo dispone di 10 milioni:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Destinazione</th>
<th>Risorse</th>
</tr>
<tr>
<td>Fondo FIDEG gestito da Fincalabra</td>
<td><strong>€9.000.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Formazione e accompagnamento ARPAL</td>
<td><strong>€1.000.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Totale intervento</td>
<td><strong>€10.000.000</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>I 9 milioni non sono però tutti fondo perduto.</p>
<p>Il Fondo è <strong>rotativo</strong>, proprio perché una parte delle risorse viene concessa come prestito a tasso zero e successivamente restituita dalle imprese.</p>
<h2><strong>Quante imprese potrebbero essere finanziate?</strong></h2>
<p>Se tutte ottenessero il massimo teorico di 100.000 euro, 9 milioni corrisponderebbero matematicamente a circa <strong>90 operazioni</strong>.</p>
<p>Nella realtà il numero potrà essere diverso, perché:</p>
<p>gli investimenti possono essere inferiori al massimo;</p>
<p>una parte delle risorse copre la componente rotativa;</p>
<p>esistono costi di gestione del fondo;</p>
<p>il mix tra prestito e fondo perduto può variare.</p>
<p>Quindi non utilizzerei “90 imprese” come numero ufficiale, ma serve a capire che il plafond non è enorme rispetto ai <strong>400 potenziali partecipanti al percorso formativo</strong>.</p>
<p>Completare la formazione non garantisce quindi automaticamente la disponibilità dei 100.000 euro.</p>
<h2><strong>Come presentare oggi la misura a un potenziale cliente</strong></h2>
<p>Oggi direi:</p>
<p><strong>“C’è un percorso regionale che può portare, dopo la formazione, a un sostegno per la nuova impresa fino a 100.000 euro, composto da massimo 45.000 euro a fondo perduto e massimo 55.000 euro a tasso zero.”</strong></p>
<p>Non direi invece:</p>
<p><strong>“C’è un bando aperto fino al 31 dicembre con 100.000 euro al 100%.”</strong></p>
<p>La seconda formulazione è fuorviante.</p>
<h2><strong>Come correggere la scheda Neskey</strong></h2>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Elemento</th>
<th>Scheda Neskey</th>
<th>Lettura corretta</th>
</tr>
<tr>
<td>Scadenza</td>
<td>31/12/2026</td>
<td><strong>Scadenza del percorso ARPAL, non del finanziamento Fincalabra</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Procedura</td>
<td>sportello</td>
<td><strong>Sì per l’accesso alla formazione</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Importo</td>
<td>max €100.000</td>
<td><strong>Corretto come sostegno complessivo massimo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Fondo perduto</td>
<td>“100%”</td>
<td><strong>Max €45.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Prestito</td>
<td>non dettagliato</td>
<td><strong>Max €55.000, tasso 0%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Quota prestito</td>
<td>non indicata</td>
<td><strong>Almeno 51% del sostegno complessivo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Durata prestito</td>
<td>non indicata</td>
<td><strong>48-60 mesi</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Preammortamento</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>12 mesi</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Garanzie</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>Nessuna</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Investimenti</td>
<td>non dettagliati</td>
<td><strong>Opere murarie max 30%, macchinari e impianti nuovi, immateriali e altre spese definite dall’avviso</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Realizzazione</td>
<td>non indicata</td>
<td><strong>12 mesi dalla concessione</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Tutoraggio</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>Fino a €6.000 per massimo 2 anni</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Dotazione</td>
<td>€9 mln</td>
<td><strong>Corretta per il Fondo Fincalabra; + €1 mln per formazione ARPAL</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><strong>La vera opportunità oggi è entrare nel percorso</strong></h2>
<p>Per un potenziale cliente che abbia i requisiti, il primo obiettivo non è ancora compilare una pratica da 100.000 euro.</p>
<p>È <strong>entrare nel percorso ARPAL entro il 31 dicembre 2026</strong>, completarlo positivamente e arrivare preparati all’apertura della fase Fincalabra con:</p>
<p>idea imprenditoriale definita, business plan, investimenti, previsioni economiche e struttura societaria già coerenti con la misura.</p>
<p>Il percorso stesso è stato costruito proprio per accompagnare i candidati nella definizione dell’idea, del modello organizzativo e del business plan.</p>
<h2><strong>Fonti</strong></h2>
<p>Regione Calabria – D.G.R. <strong>487 del 13 settembre 2024</strong>, istitutiva del Fondo Imprese Donne e Giovani – FIDEG e relativa <strong>Scheda Prodotto</strong>, con dotazione di 9 milioni, prestito, fondo perduto, spese e condizioni finanziarie.</p>
<p>ARPAL Calabria – comunicazione del <strong>29 luglio 2026</strong> sulla proroga al <strong>31 dicembre 2026</strong> delle domande per il percorso di formazione e accompagnamento.</p>
<p>Calabria Europa – pagina istituzionale dell’<strong>Avviso Pubblico FIDEG</strong>, con struttura del percorso e riferimento al successivo Avviso gestito da Fincalabra.</p>
<h3><strong>Vuoi aprire una nuova impresa in Calabria con FIDEG?</strong></h3>
<p><strong>Atamai</strong> può verificare subito se il progetto rientra nel target della misura e se conviene accedere al percorso ARPAL oggi aperto, analizzando <strong>età e composizione societaria, data di costituzione, localizzazione, attività prevista e programma di investimento</strong>.</p>
<p>Possiamo inoltre preparare in anticipo il progetto economico per la fase Fincalabra, distinguendo correttamente la quota a <strong>fondo perduto fino a 45.000 euro</strong> dal <strong>prestito a tasso zero fino a 55.000 euro</strong>, verificando opere murarie, macchinari, attrezzature, investimenti immateriali e sostenibilità del rimborso.</p>
<p>In questo caso anticipare la preparazione è particolarmente utile: il percorso ARPAL è soltanto il primo passaggio e l’obiettivo dovrebbe essere arrivare al successivo avviso Fincalabra con un <strong>business plan già pronto e finanziariamente sostenibile</strong>.</p>
<p><strong>Email: </strong><a href="mailto:Info@atamai.it"><strong>Info@atamai.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Toscana, Bando Parcheggi 2026: fino a 2 milioni ai Comuni per nuove aree di sosta</title>
		<link>https://audit50.it/toscana-bando-parcheggi-2026-fino-a-2-milioni-ai-comuni-per-nuove-aree-di-sosta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 18:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Comune]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2613</guid>

					<description><![CDATA[Toscana, Bando Parcheggi 2026: fino a 2 milioni ai Comuni per nuove aree di sosta Regione Toscana ha aperto il Bando Parcheggi 2026, destinato a tutti i Comuni toscani che intendono realizzare nuovi parcheggi pubblici nell’ambito di interventi di riqualificazione urbana, decongestionamento dei centri abitati e miglioramento della mobilità. La misura dispone complessivamente di 19,5&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/toscana-bando-parcheggi-2026-fino-a-2-milioni-ai-comuni-per-nuove-aree-di-sosta/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Toscana, Bando Parcheggi 2026: fino a 2 milioni ai Comuni per nuove aree di sosta</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Toscana, Bando Parcheggi 2026: fino a 2 milioni ai Comuni per nuove aree di sosta</strong></h2>
<p>Regione Toscana ha aperto il <strong>Bando Parcheggi 2026</strong>, destinato a tutti i Comuni toscani che intendono realizzare nuovi parcheggi pubblici nell’ambito di interventi di riqualificazione urbana, decongestionamento dei centri abitati e miglioramento della mobilità.</p>
<p>La misura dispone complessivamente di <strong>19,5 milioni di euro</strong> e permette a ciascun Comune di candidare <strong>un solo progetto</strong>, con un sostegno regionale massimo di <strong>2 milioni di euro</strong>. Le domande possono essere presentate dal <strong>14 settembre al 30 novembre 2026</strong>.</p>
<h2><strong>Non è un normale fondo perduto da 2 milioni</strong></h2>
<p>Questo è il primo elemento da chiarire rispetto alla sintesi Neskey.</p>
<p>La Regione non versa al Comune, per esempio, 2 milioni di euro al momento della concessione per pagare direttamente i lavori.</p>
<p>Il meccanismo finanziario parte invece dalla stipula di un <strong>mutuo</strong> da parte del Comune.</p>
<p>Alla domanda deve essere già allegato:</p>
<ul>
<li>lo schema del contratto di mutuo;</li>
<li>il relativo piano di ammortamento;</li>
<li>con una durata massima di <strong>20 anni</strong>.</li>
</ul>
<p>Regione Toscana interviene poi attraverso il contributo destinato a coprire <strong>la quota capitale delle rate di ammortamento</strong>, nel limite del contributo concesso.</p>
<p>Gli interessi del finanziamento non fanno parte della quota capitale coperta dalla Regione.</p>
<p>È quindi più corretto descrivere la misura come:</p>
<p><strong>contributo regionale pluriennale a copertura della quota capitale di un mutuo contratto dal Comune per costruire il parcheggio.</strong></p>
<h2><strong>Esempio pratico</strong></h2>
<p>Un Comune vuole realizzare un parcheggio pubblico con un costo di 2,5 milioni di euro.</p>
<p>Predispone il progetto, individua la copertura finanziaria e presenta uno schema di mutuo.</p>
<p>Se la Regione ammette il progetto con un contributo di <strong>2 milioni di euro</strong>, il Comune stipula il finanziamento e continua formalmente a pagare le relative rate all’istituto finanziatore.</p>
<p>La Regione riconosce progressivamente la quota capitale secondo il piano di ammortamento ammesso, fino al limite complessivo concesso.</p>
<p>La differenza rispetto a un classico bando in conto capitale è quindi sostanziale, soprattutto per:</p>
<ul>
<li>gestione finanziaria;</li>
<li>interessi;</li>
<li>capacità di indebitamento dell’Ente;</li>
<li>programmazione pluriennale;</li>
<li>tempi di erogazione.</li>
</ul>
<h2><strong>19,5 milioni non sono disponibili tutti nel 2026</strong></h2>
<p>Anche la dotazione va letta correttamente.</p>
<p>I <strong>19,5 milioni di euro</strong> sono distribuiti nel periodo <strong>2027-2046</strong>.</p>
<p>La programmazione regionale prevede:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Annualità</th>
<th>Risorse</th>
</tr>
<tr>
<td>2027</td>
<td><strong>€500.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>2028-2046</td>
<td><strong>€1.000.000 l’anno</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Totale</td>
<td><strong>€19.500.000</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La struttura pluriennale è coerente proprio con il pagamento progressivo delle quote capitale dei mutui contratti dai Comuni.</p>
<h2><strong>Beneficiari: tutti i Comuni toscani</strong></h2>
<p>Possono partecipare <strong>tutti i Comuni della Toscana</strong>.</p>
<p>Non sono invece indicati come beneficiari diretti:</p>
<ul>
<li>Province;</li>
<li>Unioni di Comuni;</li>
<li>Comunità Montane;</li>
<li>società partecipate;</li>
<li>soggetti privati.</li>
</ul>
<p>La candidatura deve essere presentata direttamente dal Comune titolare dell’intervento.</p>
<h2><strong>Una sola domanda per Comune</strong></h2>
<p>Ogni Comune può presentare:</p>
<p><strong>una sola istanza per un solo progetto.</strong></p>
<p>Il massimale è pari a:</p>
<p><strong>2.000.000 euro per progetto.</strong></p>
<p>Questo rende importante scegliere l’intervento più competitivo se l’Ente dispone di più aree che potrebbero essere trasformate in parcheggio.</p>
<h2><strong>Si finanziano nuovi parcheggi pubblici</strong></h2>
<p>La finalità centrale è la realizzazione di <strong>nuove aree di sosta pubbliche</strong> e delle opere strettamente necessarie alla loro realizzazione.</p>
<p>Non lo considererei quindi un bando generico per:</p>
<ul>
<li>semplice rifacimento della segnaletica di un parcheggio esistente;</li>
<li>manutenzione ordinaria;</li>
<li>sola sostituzione dei parcometri;</li>
<li>mera asfaltatura di un’area già utilizzata normalmente come parcheggio.</li>
</ul>
<p>Il progetto deve avere come oggetto sostanziale la <strong>realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico</strong>.</p>
<h2><strong>Il parcheggio deve essere pubblico e gratuito</strong></h2>
<p>La disciplina attuativa della L.R. 11/2021 prevede che il parcheggio finanziato sia destinato alla <strong>fruizione gratuita del pubblico</strong>.</p>
<p>La stessa condizione era espressamente prevista nei precedenti bandi della misura ed è riportata anche nelle schede operative relative all’edizione 2026.</p>
<p>Questo aspetto è importante perché il bando non nasce per finanziare parcheggi comunali da impostare come normali strutture commerciali a pagamento.</p>
<h2><strong>Serve già il PFTE approvato</strong></h2>
<p>Non è sufficiente che il Comune abbia individuato un’area e una generica idea progettuale.</p>
<p>Al momento della domanda deve esistere almeno un:</p>
<p><strong>Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica – PFTE</strong></p>
<p>approvato ai sensi dell’articolo 41 del D.Lgs. 36/2023.</p>
<p>Il bando è quindi rivolto a Comuni con un progetto già abbastanza maturo.</p>
<p>Non è lo strumento ideale per partire oggi da zero con:</p>
<p>“Abbiamo un terreno e prima o poi vorremmo costruirci un parcheggio”.</p>
<h2><strong>Serve anche il mutuo già impostato</strong></h2>
<p>Oltre al PFTE, il Comune deve presentare lo:</p>
<p><strong>schema del contratto di mutuo destinato alla realizzazione dell’opera</strong></p>
<p>e il relativo:</p>
<p><strong>piano di ammortamento.</strong></p>
<p>La durata massima ammessa è <strong>20 anni</strong>.</p>
<p>Questo significa che la componente tecnica e quella finanziaria devono essere costruite contemporaneamente.</p>
<p>Prima della domanda occorre quindi avere chiaro:</p>
<ul>
<li>costo dell’intervento;</li>
<li>importo da finanziare;</li>
<li>durata del mutuo;</li>
<li>quota capitale;</li>
<li>interessi;</li>
<li>sostenibilità del debito;</li>
<li>eventuali risorse proprie dell’Ente.</li>
</ul>
<h2><strong>Il Comune deve avere piena disponibilità dell’area</strong></h2>
<p>Altro requisito tassativo:</p>
<p>il Comune deve dimostrare la <strong>piena disponibilità dell’area oggetto dell’intervento</strong>.</p>
<p>La Regione ammette:</p>
<ul>
<li>proprietà;</li>
<li>diritto reale di godimento riconosciuto dal Codice civile.</li>
</ul>
<p>Una semplice ipotesi di futura acquisizione dell’area non è quindi sufficiente.</p>
<p>Questo controllo dovrebbe essere effettuato tra i primissimi passaggi della candidatura.</p>
<h2><strong>Il parcheggio deve essere urbanisticamente conforme</strong></h2>
<p>L’opera deve risultare conforme agli strumenti:</p>
<ul>
<li>di pianificazione territoriale;</li>
<li>di programmazione;</li>
<li>urbanistici.</li>
</ul>
<p>La domanda deve riguardare una <strong>vera opera pubblica urbanisticamente realizzabile</strong>.</p>
<p>Anche questo spiega perché il PFTE approvato costituisce il livello progettuale minimo.</p>
<h2><strong>Serve già il CUP</strong></h2>
<p>La richiesta deve riportare il <strong>Codice Unico di Progetto – CUP</strong> valido e correttamente riferito all’intervento per cui viene richiesto il contributo.</p>
<p>Non è quindi un adempimento da rinviare alla fase successiva alla concessione.</p>
<h2><strong>Niente doppio finanziamento sullo stesso progetto</strong></h2>
<p>Il parcheggio proposto non deve aver già beneficiato né beneficiare di altre misure:</p>
<ul>
<li>comunitarie;</li>
<li>nazionali;</li>
<li>regionali;</li>
</ul>
<p>aventi le <strong>medesime finalità</strong>.</p>
<p>Per un Comune che abbia già inserito l’opera in programmi PNRR, ministeriali o regionali bisogna quindi effettuare una verifica preventiva molto attenta.</p>
<h2><strong>Attenzione: non è un semplice click day</strong></h2>
<p>La scheda Neskey indica:</p>
<p><strong>“procedura valutativa a sportello”.</strong></p>
<p>La definizione è riduttiva.</p>
<p>I materiali ufficiali regionali parlano espressamente di <strong>criteri che attribuiscono maggiore punteggio ai progetti</strong>.</p>
<p>Quindi non imposterei la strategia come:</p>
<p>“mandiamo la domanda il primo giorno e siamo finanziati”.</p>
<p>Il progetto deve essere costruito per risultare competitivo.</p>
<p>La Regione valuta infatti caratteristiche precise del parcheggio e della sua funzione all’interno del sistema urbano e della mobilità.</p>
<h2><strong>Intermodalità: uno dei criteri più importanti</strong></h2>
<p>Viene premiata la capacità del parcheggio di integrarsi con altri sistemi di mobilità.</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>trasporto pubblico;</li>
<li>mobilità ciclabile;</li>
<li>mobilità pedonale;</li>
<li>altre forme di mobilità dolce.</li>
</ul>
<p>Un parcheggio isolato in periferia senza collegamenti può quindi risultare meno competitivo rispetto a un’infrastruttura che funziona realmente come nodo di interscambio.</p>
<h2><strong>Esempio: parcheggio + autobus + pista ciclabile</strong></h2>
<p>Un intervento potrebbe essere strutturato prevedendo:</p>
<ul>
<li>area di sosta;</li>
<li>fermata autobus;</li>
<li>percorso pedonale protetto;</li>
<li>collegamento alla rete ciclabile;</li>
<li>rastrelliere;</li>
<li>punti di interscambio.</li>
</ul>
<p>In questo modo il parcheggio non serve soltanto a “mettere auto”, ma diventa parte del sistema di mobilità del territorio.</p>
<p>È esattamente il tipo di approccio che la Regione dichiara di voler premiare.</p>
<h2><strong>Sostenibilità ambientale</strong></h2>
<p>Altro criterio esplicito è la qualità ambientale del progetto.</p>
<p>La Regione cita direttamente esempi come:</p>
<ul>
<li><strong>lampioni fotovoltaici</strong>;</li>
<li><strong>asfalto drenante</strong>.</li>
</ul>
<p>Un parcheggio interamente impermeabilizzato e privo di soluzioni ambientali rischia quindi di essere meno competitivo.</p>
<p>Si può invece lavorare, compatibilmente con il progetto, su:</p>
<ul>
<li>superfici drenanti;</li>
<li>verde;</li>
<li>illuminazione efficiente;</li>
<li>sistemi fotovoltaici;</li>
<li>gestione sostenibile delle acque;</li>
<li>riduzione dell’isola di calore.</li>
</ul>
<h2><strong>Toscana Diffusa: elemento strategico</strong></h2>
<p>La Regione ha dichiarato una particolare attenzione alle amministrazioni appartenenti alla <strong>Toscana Diffusa</strong>.</p>
<p>Per i Comuni delle aree interne e meno centrali questo rappresenta quindi un elemento da evidenziare fortemente nella relazione progettuale.</p>
<p>Il parcheggio dovrebbe essere collegato non soltanto alla necessità di posti auto, ma anche a:</p>
<ul>
<li>accessibilità del borgo;</li>
<li>servizi;</li>
<li>turismo;</li>
<li>contrasto allo spopolamento;</li>
<li>accessibilità alle funzioni pubbliche.</li>
</ul>
<h2><strong>Interesse sovracomunale</strong></h2>
<p>È premiato anche l’<strong>interesse sovracomunale</strong> dell’intervento.</p>
<p>Un parcheggio che serve soltanto pochi residenti della strada adiacente parte da una posizione diversa rispetto a un’opera che intercetta utenti provenienti da più Comuni.</p>
<p>Può essere il caso, ad esempio, di parcheggi collegati a:</p>
<ul>
<li>stazioni;</li>
<li>ospedali;</li>
<li>poli scolastici;</li>
<li>servizi sanitari;</li>
<li>strutture sportive;</li>
<li>attrattori turistici;</li>
<li>nodi del trasporto pubblico.</li>
</ul>
<h2><strong>Sharing mobility</strong></h2>
<p>La Regione attribuisce valore alla presenza di spazi dedicati ai servizi di <strong>sharing</strong>.</p>
<p>Il progetto può quindi integrare zone dedicate a:</p>
<ul>
<li>car sharing;</li>
<li>bike sharing;</li>
<li>altre forme di mobilità condivisa.</li>
</ul>
<p>Questo rafforza ulteriormente l’idea del parcheggio come infrastruttura di mobilità e non soltanto come deposito di automobili.</p>
<h2><strong>Parcheggi rosa</strong></h2>
<p>Tra gli elementi premianti sono previste aree di sosta dedicate a:</p>
<ul>
<li>donne in gravidanza;</li>
<li>famiglie con bambini piccoli.</li>
</ul>
<p>Si tratta dei cosiddetti <strong>stalli rosa</strong>, che possono quindi contribuire alla qualità complessiva della candidatura.</p>
<h2><strong>Verde e arredo urbano</strong></h2>
<p>Viene considerata positivamente anche la realizzazione di <strong>arredi urbani di supporto</strong>.</p>
<p>Gli esempi indicati dalla Regione comprendono:</p>
<ul>
<li>verde pubblico;</li>
<li>panchine;</li>
<li>altri elementi funzionali alla fruizione dello spazio.</li>
</ul>
<p>Un parcheggio può quindi essere progettato come vera opera di <strong>riqualificazione urbana</strong>, anziché come semplice superficie asfaltata.</p>
<h2><strong>Scuole e strutture sanitarie</strong></h2>
<p>Ricevono particolare attenzione i parcheggi posti a servizio di strutture che erogano <strong>funzioni pubbliche generali</strong>.</p>
<p>La Regione cita espressamente:</p>
<ul>
<li>scuole;</li>
<li>strutture sanitarie.</li>
</ul>
<p>Questa è una caratteristica commercialmente molto interessante.</p>
<p>Un Comune che abbia, per esempio, problemi cronici di sosta attorno a:</p>
<ul>
<li>ospedale;</li>
<li>casa della salute;</li>
<li>polo scolastico;</li>
<li>edificio pubblico;</li>
</ul>
<p>potrebbe avere un progetto particolarmente coerente con la misura.</p>
<h2><strong>Premiati anche i collegamenti con opere PNRR</strong></h2>
<p>Altro elemento indicato dalla Regione riguarda infrastrutture a servizio di edifici o opere <strong>realizzate con finanziamenti PNRR</strong>.</p>
<p>Attenzione però alla distinzione:</p>
<p>è possibile valorizzare il fatto che il parcheggio serva un’opera PNRR;</p>
<p>non significa poter finanziare due volte <strong>lo stesso parcheggio</strong> con PNRR e bando regionale.</p>
<p>Il divieto di sovrapposizione resta valido sul medesimo intervento.</p>
<h2><strong>Un progetto forte potrebbe quindi essere così</strong></h2>
<p>Immaginiamo un Comune della Toscana Diffusa che abbia realizzato o riqualificato una nuova scuola con fondi PNRR.</p>
<p>A poche centinaia di metri intende costruire un parcheggio che:</p>
<ul>
<li>serve scuola e centro abitato;</li>
<li>intercetta utenti provenienti anche dai Comuni limitrofi;</li>
<li>si collega alla fermata autobus;</li>
<li>dispone di pista ciclopedonale;</li>
<li>utilizza pavimentazioni drenanti;</li>
<li>dispone di illuminazione fotovoltaica;</li>
<li>prevede stalli rosa;</li>
<li>riserva spazi a bike e car sharing;</li>
<li>inserisce alberature e panchine.</li>
</ul>
<p>È evidente che questa candidatura risponde a molti più criteri rispetto a un progetto descritto semplicemente come:</p>
<p>“realizzazione di 50 nuovi posti auto”.</p>
<h2><strong>La candidatura deve quindi partire dal punteggio</strong></h2>
<p>Per questa misura adotterei un metodo preciso.</p>
<p><strong>Prima fase:</strong> verificare se il progetto è ammissibile.</p>
<p>Controllare:</p>
<ul>
<li>Comune beneficiario;</li>
<li>proprietà/disponibilità dell’area;</li>
<li>PFTE approvato;</li>
<li>conformità urbanistica;</li>
<li>CUP;</li>
<li>schema di mutuo;</li>
<li>piano di ammortamento;</li>
<li>assenza di altro finanziamento incompatibile.</li>
</ul>
<p><strong>Seconda fase:</strong> simulare la competitività.</p>
<p>Analizzare:</p>
<ul>
<li>Toscana Diffusa;</li>
<li>intermodalità;</li>
<li>mobilità dolce;</li>
<li>interesse sovracomunale;</li>
<li>sostenibilità;</li>
<li>sharing;</li>
<li>stalli rosa;</li>
<li>arredo urbano;</li>
<li>servizi pubblici;</li>
<li>eventuale collegamento con opere PNRR.</li>
</ul>
<p>Solo dopo avrebbe senso chiudere la domanda.</p>
<h2><strong>Scadenza 30 novembre 2026</strong></h2>
<p>Le domande possono essere presentate:</p>
<p><strong>dal 14 settembre 2026 al 30 novembre 2026.</strong></p>
<p>La richiesta deve essere compilata esclusivamente in modalità digitale attraverso il formulario messo a disposizione da Regione Toscana.</p>
<p>Non essendo un puro click day, un Comune che oggi dispone di un progetto migliorabile dovrebbe utilizzare il periodo disponibile per rafforzarne la qualità, purché rimangano i tempi tecnici necessari per completare correttamente tutta la documentazione.</p>
<h2><strong>Come leggere correttamente la scheda Neskey</strong></h2>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Elemento</th>
<th>Scheda Neskey</th>
<th>Lettura corretta</th>
</tr>
<tr>
<td>Beneficiari</td>
<td>non dettagliato</td>
<td><strong>Tutti i Comuni toscani</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Numero domande</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>1 progetto per Comune</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Massimale</td>
<td>€2 milioni</td>
<td><strong>Corretto</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Tipo di contributo</td>
<td>conto capitale</td>
<td><strong>Copertura della quota capitale del mutuo</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Interessi</td>
<td>non spiegato</td>
<td><strong>Non coperti dalla quota capitale regionale</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Durata</td>
<td>non indicata</td>
<td><strong>Mutuo fino a 20 anni</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Dotazione</td>
<td>€19,5 mln</td>
<td><strong>Corretta, distribuita 2027-2046</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Procedura</td>
<td>valutativa a sportello</td>
<td><strong>Valutazione con criteri a punteggio; non semplice click day</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Progetto minimo</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>PFTE approvato</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Area</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>Piena disponibilità del Comune</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>CUP</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>Obbligatorio già in domanda</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Cumulo</td>
<td>non indicato</td>
<td><strong>No altri finanziamenti con medesima finalità sul progetto</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Scadenza</td>
<td>30/11/2026</td>
<td><strong>Corretta</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><strong>Il punto più importante per il Comune</strong></h2>
<p>Questa misura è molto interessante per un Comune che abbia <strong>già un progetto abbastanza maturo</strong>, ma non è altrettanto utile per un’Amministrazione che debba ancora partire dall’individuazione dell’area.</p>
<p>I tre controlli iniziali da fare sono:</p>
<p><strong>1. PFTE approvato.</strong></p>
<p><strong>2. Area già nella piena disponibilità dell’Ente.</strong></p>
<p><strong>3. Mutuo sostenibile e piano di ammortamento già impostabile.</strong></p>
<p>Se questi tre elementi esistono, allora vale la pena passare immediatamente alla simulazione del punteggio.</p>
<h2><strong>Fonti</strong></h2>
<p>Regione Toscana – <strong>Bando Parcheggi 2026</strong>, Decreto Dirigenziale n. 18191 del 7 agosto 2026, in attuazione della DGR 968/2026 e della L.R. 11/2021, con requisiti di partecipazione, finestra temporale e dotazione finanziaria.</p>
<p>Regione Toscana – comunicazione istituzionale sul nuovo bando parcheggi da 19,5 milioni, con criteri premianti relativi a intermodalità, sostenibilità, interesse sovracomunale, sharing, parcheggi rosa, arredo urbano, strutture pubbliche e opere PNRR.</p>
<p>Regione Toscana – disciplina precedente della medesima L.R. 11/2021, che chiarisce il meccanismo di rimborso della quota capitale delle rate e la destinazione alla fruizione gratuita del parcheggio pubblico.</p>
<h3><strong>Il tuo Comune ha già un progetto per realizzare un nuovo parcheggio pubblico?</strong></h3>
<p><strong>Atamai</strong> può effettuare una verifica preliminare partendo dal <strong>PFTE, dall’area e dallo schema di finanziamento</strong>, per capire innanzitutto se il progetto è realmente candidabile al Bando Parcheggi Toscana 2026.</p>
<p>Possiamo poi lavorare sulla <strong>simulazione del punteggio</strong>, verificando intermodalità, sostenibilità ambientale, funzione sovracomunale, Toscana Diffusa, mobilità condivisa, servizi pubblici, stalli dedicati, arredo urbano e collegamenti con interventi PNRR.</p>
<p>In questo bando la parte finanziaria è importante quanto quella tecnica: occorre infatti valutare correttamente il <strong>mutuo fino a 20 anni</strong>, distinguendo la quota capitale coperta dalla Regione dagli interessi e dagli altri oneri che rimangono a carico dell’Ente.</p>
<p><strong>Email: </strong><a href="mailto:Info@atamai.it"><strong>Info@atamai.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Altra Romagna: 30.000 euro a fondo perduto per aprire una nuova attività extra-agricola</title>
		<link>https://audit50.it/laltra-romagna-30-000-euro-a-fondo-perduto-per-aprire-una-nuova-attivita-extra-agricola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 17:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Altra Romagna: 30.000 euro a fondo perduto per aprire una nuova attività extra-agricola Il GAL L’Altra Romagna mantiene aperto il bando SRE04 “Start up non agricole”, destinato alla nascita di nuove attività imprenditoriali extra-agricole nelle aree rurali del proprio territorio. L’agevolazione consiste in un premio fisso a fondo perduto di 30.000 euro, destinato a chi&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/laltra-romagna-30-000-euro-a-fondo-perduto-per-aprire-una-nuova-attivita-extra-agricola/">Continue reading <span class="screen-reader-text">L’Altra Romagna: 30.000 euro a fondo perduto per aprire una nuova attività extra-agricola</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>L’Altra Romagna: 30.000 euro a fondo perduto per aprire una nuova attività extra-agricola</strong></h2>
<p>Il GAL <strong>L’Altra Romagna</strong> mantiene aperto il bando SRE04 “Start up non agricole”, destinato alla nascita di nuove attività imprenditoriali extra-agricole nelle aree rurali del proprio territorio.</p>
<p>L’agevolazione consiste in un <strong>premio fisso a fondo perduto di 30.000 euro</strong>, destinato a chi avvia una nuova impresa o, in determinate condizioni, una nuova attività mai esercitata prima da un’impresa già esistente.</p>
<p>La dotazione finanziaria, inizialmente pari a circa 270.600 euro, è stata successivamente incrementata fino a <strong>510.000 euro</strong>. Le domande possono essere presentate fino alle <strong>ore 17:00 del 31 dicembre 2026</strong>, ma lo sportello può chiudere anticipatamente in caso di esaurimento delle risorse.</p>
<h2><strong>Prima correzione: il contributo non è del 50%</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il bando prevede invece un <strong>premio in conto capitale fisso di 30.000 euro</strong>.</p>
<p>Il riferimento al <strong>50%</strong> riguarda esclusivamente la possibilità di ricevere il premio in <strong>due tranche da 15.000 euro ciascuna</strong>:</p>
<ul>
<li>50% come anticipo;</li>
<li>50% a saldo.</li>
</ul>
<p>Non si tratta quindi di un contributo calcolato applicando il 50% alle spese sostenute.</p>
<p>Esempio:</p>
<p>un progetto da 30.000 euro può ottenere <strong>30.000 euro di premio</strong>;</p>
<p>un progetto da 50.000 euro può ottenere comunque <strong>30.000 euro</strong>;</p>
<p>un progetto da 80.000 euro può ottenere comunque <strong>30.000 euro</strong>.</p>
<p>L’importo non cresce oltre il premio fisso.</p>
<h2><strong>Ma bisogna spendere realmente almeno 30.000 euro</strong></h2>
<p>Il fatto che il premio sia fisso non significa che si possa presentare un progetto simbolico.</p>
<p>Il bando stabilisce che la <strong>spesa ammissibile del Piano di Investimento deve essere almeno pari ai 30.000 euro del premio</strong>.</p>
<p>Se, al momento dell’istruttoria o della liquidazione, le spese riconosciute scendono sotto questa soglia, il premio non viene semplicemente ridotto: <strong>non può essere riconosciuto</strong>.</p>
<p>C’è inoltre un dettaglio molto importante.</p>
<p>Nel calcolo dei 30.000 euro minimi non vengono conteggiati:</p>
<ul>
<li>IVA;</li>
<li>forfait di 5.000 euro relativo alle spese di costituzione e alle spese generali.</li>
</ul>
<p>Quindi il beneficiario deve realizzare almeno <strong>30.000 euro di investimenti ammissibili effettivi</strong>, oltre all’eventuale quota forfettaria.</p>
<h2><strong>Non è una graduatoria, ma uno sportello</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“procedura di selezione degli interventi a sportello”.</strong></p>
<p>L’ordine temporale di protocollazione determina l’ordine con cui il GAL esamina e valuta le domande.</p>
<p>Le proposte che raggiungono il punteggio qualitativo minimo vengono finanziate progressivamente, fino all’esaurimento della disponibilità.</p>
<p>Quindi, a differenza di una vera graduatoria:</p>
<p><strong>una domanda valida presentata prima può ottenere la concessione senza dover attendere la chiusura del 31 dicembre.</strong></p>
<p>Il GAL prevede infatti di approvare l’ammissione della singola domanda e notificare la concessione entro <strong>90 giorni da ciascuna candidatura</strong>.</p>
<h2><strong>Terza correzione: il bando è aperto dal 2025, non dal 2026</strong></h2>
<p>La scheda Neskey indica come apertura:</p>
<p><strong>8 settembre 2026.</strong></p>
<p>Il bando ufficiale indica invece:</p>
<p><strong>8 settembre 2025.</strong></p>
<p>Il termine finale è rimasto fissato al:</p>
<p><strong>31 dicembre 2026, ore 17:00.</strong></p>
<p>Ma vale la clausola:</p>
<p><strong>“fino a concorrenza delle risorse finanziarie disponibili”.</strong></p>
<p>La pagina ufficiale del GAL è tuttora classificata come <strong>Aperto</strong> e nel frattempo sono già stati pubblicati diversi elenchi di domande approvate, compreso un aggiornamento del <strong>15 ottobre 2026</strong>.</p>
<p>Questo significa che, per chi è interessato oggi, non aspetterei dicembre.</p>
<h2><strong>Esiste anche una piccola overbooking del 10%</strong></h2>
<p>Quando le domande raggiungono il 100% del plafond il GAL può consentire la presentazione di ulteriori richieste fino al <strong>110% della dotazione</strong>.</p>
<p>Queste domande aggiuntive vengono però istruite soltanto se emergono riduzioni, economie o disponibilità sufficienti sulle pratiche precedenti.</p>
<p>La protocollazione oltre il 100% non genera quindi alcun diritto al finanziamento.</p>
<h2><strong>Chi può partecipare</strong></h2>
<p>La platea è piuttosto ampia.</p>
<p>Possono presentare domanda:</p>
<p><strong>Persone fisiche</strong> che intendono costituire una micro o piccola impresa extra-agricola.</p>
<p><strong>Micro e piccole imprese extra-agricole già costituite da non più di un anno.</strong></p>
<p><strong>Micro e piccole imprese costituite da più di un anno</strong>, purché intendano avviare una <strong>nuova attività extra-agricola mai esercitata in precedenza</strong>.</p>
<p><strong>Liberi professionisti in forma individuale</strong>, se l’attività è stata avviata da non più di un anno.</p>
<p><strong>Associazioni non partecipate da soggetti pubblici</strong>, con caratteristiche di micro o piccola impresa, appena costituite oppure intenzionate ad avviare una nuova attività mai precedentemente svolta.</p>
<p>È quindi interessante anche per un’impresa esistente che voglia realmente aprire una <strong>seconda attività completamente nuova</strong>.</p>
<h2><strong>La persona fisica può fare domanda prima di aprire l’impresa</strong></h2>
<p>Questo è uno degli aspetti più utili.</p>
<p>Chi ha un progetto imprenditoriale ma non ha ancora costituito l’impresa può presentare domanda come <strong>persona fisica</strong>.</p>
<p>Se ottiene la concessione avrà poi <strong>150 giorni</strong> per:</p>
<ul>
<li>aprire la partita IVA;</li>
<li>aprire la posizione previdenziale;</li>
<li>effettuare l’eventuale iscrizione al Registro Imprese;</li>
<li>costituire formalmente l’impresa;</li>
<li>dimostrare il possesso della sede e degli immobili;</li>
<li>mantenere i requisiti che hanno determinato il punteggio.</li>
</ul>
<p>Questo limita il rischio di sostenere preventivamente tutti i costi di costituzione per poi scoprire di non essere finanziati.</p>
<h2><strong>Niente attività agricola, nemmeno secondaria</strong></h2>
<p>Il requisito è molto netto.</p>
<p>L’impresa deve essere <strong>extra-agricola</strong> e non può esercitare attività agricole ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile.</p>
<p>Il bando precisa che l’attività agricola non può essere esercitata <strong>nemmeno come attività secondaria</strong>.</p>
<p>Quindi non è il bando destinato a un’azienda agricola che vuole aggiungere semplicemente una seconda attività mantenendo quella agricola.</p>
<p>Per quell’ipotesi esistono altri interventi sulla diversificazione agricola.</p>
<h2><strong>È indispensabile scegliere un codice ATECO ammesso</strong></h2>
<p>Il bando contiene un elenco specifico, aggiornato ai <strong>codici ATECO 2025</strong>.</p>
<p>Il codice dell’attività deve essere tra quelli ammessi e verrà verificato sia nella relazione progettuale sia successivamente attraverso la visura camerale.</p>
<p>L’elenco comprende molte attività in settori quali:</p>
<ul>
<li>commercio;</li>
<li>ricettività;</li>
<li>ristorazione;</li>
<li>software;</li>
<li>comunicazione;</li>
<li>noleggio;</li>
<li>turismo;</li>
<li>servizi alle imprese;</li>
<li>salute e assistenza;</li>
<li>intrattenimento;</li>
<li>riparazione;</li>
<li>manifattura;</li>
<li>artigianato.</li>
</ul>
<p>La verifica ATECO dovrebbe essere quindi <strong>il primo controllo della pratica</strong>.</p>
<h2><strong>Quali nuove attività sono considerate coerenti</strong></h2>
<p>Il bando individua espressamente attività e servizi destinati a:</p>
<ul>
<li>popolazione e persone con esigenze specifiche;</li>
<li>servizi socio-assistenziali;</li>
<li>educazione;</li>
<li>attività ricreative e culturali;</li>
<li>coworking;</li>
<li>mobilità;</li>
<li>commercializzazione;</li>
<li>promozione e comunicazione;</li>
<li>IT;</li>
<li>artigianato e manifattura;</li>
<li>turismo rurale;</li>
<li>ristorazione;</li>
<li>ricettività;</li>
<li>accoglienza;</li>
<li>valorizzazione di beni culturali e ambientali;</li>
<li>economia circolare e bioeconomia;</li>
<li>energie rinnovabili;</li>
<li>trasformazione e commercializzazione di determinate produzioni.</li>
</ul>
<p>Sono invece escluse attività legate ad armi e munizioni, gioco d’azzardo e commercio di materiale pornografico.</p>
<h2><strong>Dove deve essere realizzato il progetto</strong></h2>
<p>Gli investimenti materiali devono essere realizzati <strong>nel territorio del GAL L’Altra Romagna</strong>.</p>
<p>Le imprese, i professionisti e le associazioni già costituiti devono avere almeno una <strong>sede operativa nel territorio GAL</strong>; per chi presenta domanda come persona fisica il requisito viene verificato al momento della successiva costituzione dell’impresa.</p>
<p>Il territorio interessa le aree rurali delle province di <strong>Forlì-Cesena e Ravenna</strong>.</p>
<p>Prima di presentare la candidatura conviene comunque verificare la localizzazione puntuale sulla delimitazione 2023-2027 del GAL, soprattutto per le zone parzialmente incluse.</p>
<h2><strong>Le aree più periferiche partono con un vantaggio</strong></h2>
<p>La localizzazione pesa molto nel punteggio.</p>
<p>Un progetto realizzato in <strong>Zona D</strong>, cioè nei territori con problemi di sviluppo, ottiene:</p>
<p><strong>10 punti.</strong></p>
<p>Un progetto in <strong>Zona B</strong> ottiene:</p>
<p><strong>8 punti.</strong></p>
<p>Considerando che la soglia minima totale è 17 punti, la sola localizzazione può rappresentare più della metà del punteggio necessario.</p>
<h2><strong>Nove Comuni STAMI ottengono altri 2 punti</strong></h2>
<p>Un’ulteriore premialità riguarda la strategia delle Aree Interne.</p>
<p>Sono assegnati <strong>2 punti aggiuntivi</strong> quando la nuova attività viene avviata in uno dei nove Comuni indicati dal bando:</p>
<ul>
<li>Verghereto;</li>
<li>Bagno di Romagna;</li>
<li>Santa Sofia;</li>
<li>Rocca San Casciano;</li>
<li>Galeata;</li>
<li>Civitella di Romagna;</li>
<li>Premilcuore;</li>
<li>Portico e San Benedetto;</li>
<li>Tredozio.</li>
</ul>
<p>Per un progetto localizzato in questi territori è quindi possibile partire già con una base di punteggio significativa.</p>
<h2><strong>Giovani: 3 punti</strong></h2>
<p>Un progetto qualificato come iniziativa giovanile ottiene <strong>3 punti</strong>.</p>
<p>Il giovane deve avere meno di <strong>41 anni</strong> alla data della domanda.</p>
<p>Nel caso di società non basta inserire nominalmente un giovane.</p>
<p>Per società di persone e cooperative occorre che i giovani rappresentino almeno il <strong>51% della compagine</strong>.</p>
<p>Per le società di capitali devono detenere almeno il <strong>51% del capitale</strong> e avere anche il controllo sostanziale dell’organo amministrativo secondo le condizioni previste dal bando.</p>
<h2><strong>Donne: altri 2 punti</strong></h2>
<p>L’imprenditoria femminile attribuisce <strong>2 punti</strong>.</p>
<p>Anche in questo caso esistono precise condizioni sulla composizione societaria e sulla governance.</p>
<p>I punti per giovani e donne sono <strong>cumulabili</strong>.</p>
<p>Quindi, ad esempio, una nuova impresa composta secondo i requisiti sia da giovani sia da donne può ottenere entrambe le premialità.</p>
<h2><strong>Titolo di studio: fino a 5 punti</strong></h2>
<p>Il bando assegna:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Titolo</th>
<th>Punti</th>
</tr>
<tr>
<td>Diploma scuola superiore</td>
<td><strong>3</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Laurea triennale</td>
<td><strong>4</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Laurea magistrale/specialistica</td>
<td><strong>5</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Questi punti possono essere cumulati con quelli di giovane e imprenditoria femminile, fino al limite massimo previsto per il criterio qualità del richiedente.</p>
<h2><strong>Settore dell’attività: fino a 5 punti</strong></h2>
<p>Anche il settore scelto incide sul risultato.</p>
<p>Le <strong>attività commerciali orientate alla fruibilità e attrattività dei territori rurali</strong>, comprese ospitalità diffusa, ristorazione e vendita di prodotti locali, ottengono <strong>5 punti</strong>.</p>
<p>Le attività artigianali legate alla valorizzazione del territorio e delle tipicità locali ottengono <strong>4 punti</strong>.</p>
<p>Anche gli altri servizi alle persone e alle imprese, comprese attività professionali nel territorio, ottengono <strong>4 punti</strong>.</p>
<p>I tre punteggi sono alternativi.</p>
<h2><strong>Efficienza energetica e ambiente: altri 2 punti</strong></h2>
<p>Un Piano di Investimento nel quale oltre il <strong>20% della spesa complessiva</strong>, al netto IVA, riguardi interventi con effetti positivi su:</p>
<ul>
<li>efficienza energetica;</li>
<li>riduzione dei consumi;</li>
<li>sostenibilità ambientale;</li>
</ul>
<p>ottiene ulteriori <strong>2 punti</strong>.</p>
<p>Per un progetto vicino alla soglia minima questo criterio può quindi essere decisivo.</p>
<h2><strong>Il punteggio minimo è 17</strong></h2>
<p>La somma massima dei criteri previsti dal bando è pari a 29 punti.</p>
<p>Il GAL richiede che il progetto raggiunga almeno il <strong>60% del punteggio massimo</strong> e stabilisce formalmente la soglia in:</p>
<p><strong>17 punti.</strong></p>
<p>Sotto 17 la domanda è inammissibile, anche se formalmente completa.</p>
<p>Ma una volta superata la soglia, trattandosi di uno sportello, non bisogna competere in una graduatoria finale con tutti gli altri progetti: ciò che conta è l’<strong>ordine di presentazione</strong> e la disponibilità residua delle risorse.</p>
<h2><strong>Esempio di progetto che raggiunge facilmente la soglia</strong></h2>
<p>Immaginiamo una giovane laureata che voglia aprire una nuova attività turistico-commerciale in uno dei Comuni STAMI in Zona D.</p>
<p>Potrebbe avere:</p>
<ul>
<li>Zona D: <strong>10 punti</strong>;</li>
<li>Comune STAMI: <strong>2 punti</strong>;</li>
<li>giovane: <strong>3 punti</strong>;</li>
<li>donna: <strong>2 punti</strong>;</li>
<li>laurea magistrale: fino a <strong>5 punti</strong>;</li>
<li>settore commerciale/turistico: <strong>5 punti</strong>.</li>
</ul>
<p>La candidatura supererebbe ampiamente i 17 punti.</p>
<p>Un progetto presentato da un soggetto non giovane, non donna, in Zona B e con un’attività meno premiata richiede invece una costruzione molto più attenta.</p>
<h2><strong>Opere murarie e impianti</strong></h2>
<p>Sono ammissibili opere murarie e impiantistiche necessarie per:</p>
<ul>
<li>adeguare;</li>
<li>ampliare;</li>
<li>migliorare;</li>
<li>rinnovare</li>
</ul>
<p>gli immobili utilizzati dalla nuova attività.</p>
<p>Sono ammessi anche interventi rivolti al <strong>contenimento dei consumi energetici</strong>.</p>
<h2><strong>Affitto e rate del mutuo</strong></h2>
<p>Possono essere inseriti i nuovi:</p>
<ul>
<li>canoni di affitto;</li>
<li>canoni di locazione;</li>
<li>ratei del mutuo;</li>
</ul>
<p>ma soltanto per gli importi effettivamente pagati durante il periodo di validità del Piano di Investimento.</p>
<p>Per una start-up che deve prendere in locazione un locale è una voce interessante.</p>
<h2><strong>Arredi, macchinari e attrezzature</strong></h2>
<p>Rientrano:</p>
<ul>
<li>arredi inventariabili;</li>
<li>allestimenti interni;</li>
<li>macchinari;</li>
<li>attrezzature;</li>
<li>impianti di produzione e lavorazione ammessi;</li>
<li>investimenti per la vendita delle produzioni.</li>
</ul>
<p>Il progetto può quindi finanziare buona parte della struttura necessaria per rendere realmente operativa la nuova impresa.</p>
<h2><strong>5.000 euro forfettari per costituzione e progettazione</strong></h2>
<p>Le spese relative a:</p>
<ul>
<li>costituzione dell’impresa;</li>
<li>notaio;</li>
<li>business plan;</li>
<li>statuti e atti;</li>
<li>studi di fattibilità;</li>
<li>progettazione;</li>
</ul>
<p>sono riconosciute attraverso un <strong>forfait complessivo di 5.000 euro</strong>.</p>
<p>Ma, come detto, questi 5.000 euro <strong>non concorrono alla soglia minima dei 30.000 euro di investimento</strong> necessaria per mantenere il premio.</p>
<h2><strong>Promozione e sito web fino a 6.000 euro</strong></h2>
<p>Le spese di promozione sono ammesse entro il <strong>20% del premio</strong>.</p>
<p>Poiché il premio è 30.000 euro, il tetto corrisponde a:</p>
<p><strong>6.000 euro.</strong></p>
<p>Rientrano:</p>
<ul>
<li>siti web;</li>
<li>pubblicazioni;</li>
<li>comunicazione;</li>
<li>pubblicità;</li>
<li>spazi su stampa;</li>
<li>servizi radio e televisivi.</li>
</ul>
<h2><strong>Hardware e software fino a 6.000 euro</strong></h2>
<p>Anche:</p>
<ul>
<li>hardware;</li>
<li>software;</li>
<li>programmi informatici</li>
</ul>
<p>sono ammessi entro il <strong>20% del premio</strong>, quindi fino a <strong>6.000 euro</strong>, purché direttamente funzionali alla nuova attività.</p>
<p>Sono inoltre finanziabili brevetti e licenze.</p>
<h2><strong>Veicoli: fino a 30.000 euro, ma non la normale automobile</strong></h2>
<p>Il bando permette l’acquisto di mezzi strettamente funzionali alla nuova attività.</p>
<p>Tra gli esempi:</p>
<ul>
<li>biciclette;</li>
<li>e-bike;</li>
<li>mezzi per trasporto disabili;</li>
<li>imbarcazioni per turismo fluviale;</li>
<li>pulmini;</li>
<li>minivan;</li>
<li>furgoni;</li>
<li>camion;</li>
<li>mezzi per trasporto merci;</li>
<li>taxi;</li>
<li>NCC;</li>
<li>autobus;</li>
<li>autonegozi.</li>
</ul>
<p>Il tetto di spesa per i veicoli non industriali è <strong>30.000 euro</strong>.</p>
<p>Sono invece espressamente escluse le normali <strong>autovetture fino a 5 posti</strong>, anche quando immatricolate come autocarri.</p>
<p>I mezzi finanziati devono essere utilizzati esclusivamente per l’attività oggetto della domanda.</p>
<h2><strong>Le spese partono dopo la domanda</strong></h2>
<p>La regola generale è netta:</p>
<p><strong>gli investimenti devono essere avviati dopo la presentazione della domanda di sostegno.</strong></p>
<p>Per i beni, il momento di avvio può essere determinato anche dalla consegna.</p>
<p>Per le opere edili contano i titoli abilitativi e la data di inizio lavori.</p>
<p>Per servizi e incarichi professionali conta la data di perfezionamento del contratto.</p>
<p>Fanno eccezione alcune spese generali, che possono risalire fino a <strong>24 mesi prima della domanda</strong>.</p>
<h2><strong>Dodici mesi per completare l’investimento</strong></h2>
<p>Il Piano di Investimento deve essere:</p>
<ul>
<li>realizzato;</li>
<li>pagato;</li>
<li>rendicontato;</li>
<li>portato a saldo</li>
</ul>
<p>entro <strong>12 mesi dalla comunicazione della concessione</strong>.</p>
<p>È possibile chiedere una proroga, motivata, fino a un massimo di <strong>6 mesi</strong>.</p>
<p>Per una nuova attività con lavori edilizi o autorizzazioni complesse questo termine va valutato attentamente già in fase di progetto.</p>
<h2><strong>Anticipo di 15.000 euro</strong></h2>
<p>È possibile chiedere un anticipo fino al <strong>50% del premio</strong>, cioè:</p>
<p><strong>15.000 euro.</strong></p>
<p>La richiesta deve essere presentata entro <strong>8 mesi dalla concessione</strong>.</p>
<p>L’anticipo richiede però una <strong>fideiussione del 100% dell’importo richiesto</strong> a favore di AGREA.</p>
<p>In alternativa si può rinunciare all’anticipo e ricevere l’intero premio a saldo.</p>
<h2><strong>Pagamento finale soltanto se rimangono almeno 30.000 euro ammissibili</strong></h2>
<p>Al saldo il GAL e la Regione verificano nuovamente le spese.</p>
<p>Il valore riconosciuto deve rimanere almeno pari a <strong>30.000 euro</strong>, sempre al netto di:</p>
<ul>
<li>forfait di 5.000 euro;</li>
<li>IVA.</li>
</ul>
<p>Se la spesa ammissibile scende sotto i 30.000 euro, viene revocato l’intero premio e devono essere eventualmente restituite anche le somme già ricevute in anticipo.</p>
<p>Quindi in fase di progettazione consiglierei di <strong>non costruire esattamente un investimento da 30.000 euro</strong>, ma lasciare un margine di sicurezza.</p>
<h2><strong>Il premio può essere compatibile con altri incentivi sugli investimenti</strong></h2>
<p>Questa caratteristica è interessante.</p>
<p>Il bando chiarisce che il premio SRE04 <strong>non viene considerato un contributo agli investimenti del Piano</strong>.</p>
<p>Gli investimenti possono quindi, in linea di principio, beneficiare anche di altri aiuti pubblici compatibili, rispettando naturalmente le relative regole e il divieto di doppio finanziamento UE.</p>
<p>Il premio è invece alternativo ad altri <strong>premi di avviamento</strong> analoghi.</p>
<p>Questo può consentire di costruire operazioni in cui i 30.000 euro di premio vengono affiancati ad altri strumenti sugli investimenti.</p>
<h2><strong>Non è de minimis</strong></h2>
<p>Il bando è inquadrato nell’<strong>articolo 56 del Regolamento UE 2022/2472</strong>, relativo agli aiuti nelle zone rurali.</p>
<p>Non è quindi il classico contributo concesso nel de minimis ordinario.</p>
<p>Questo è particolarmente interessante per imprese che abbiano già un plafond de minimis fortemente utilizzato.</p>
<h2><strong>Polizza catastrofale</strong></h2>
<p>Tra gli aggiornamenti apportati al bando nel 2026 figura anche l’adeguamento all’obbligo nazionale relativo alla <strong>polizza assicurativa contro calamità naturali ed eventi catastrofali</strong>.</p>
<p>Il soggetto tenuto per legge deve risultare in regola con l’obbligo.</p>
<p>Per chi presenta domanda come persona fisica, il controllo viene effettuato dopo la costituzione dell’impresa.</p>
<h2><strong>Domanda sul SIAG</strong></h2>
<p>La candidatura viene presentata telematicamente attraverso il <strong>SIAG di AGREA</strong>.</p>
<p>Occorre inoltre predisporre una relazione tecnico-economica completa del Piano di Investimento, indicare espressamente i criteri di priorità di cui viene richiesto il riconoscimento e allegare la documentazione prevista.</p>
<p>Attenzione: il bando non consente una vera integrazione successiva degli allegati mancanti; è possibile essenzialmente regolarizzare errori materiali.</p>
<p>Questo aumenta l’importanza di presentare una pratica completa fin dall’inizio.</p>
<h2><strong>Perché questa opportunità è interessante</strong></h2>
<p>Rispetto al bando GAL DELTA 2000 che abbiamo analizzato nei giorni scorsi, qui il premio è inferiore — <strong>30.000 invece di 40.000 euro</strong> — ma c’è un vantaggio operativo rilevante:</p>
<p><strong>questa è una procedura a sportello.</strong></p>
<p>Non bisogna aspettare la fine per confrontarsi in graduatoria con tutti gli altri candidati.</p>
<p>Un progetto che raggiunga i <strong>17 punti minimi</strong>, sia completo e venga presentato quando ci sono ancora risorse può procedere direttamente verso la concessione.</p>
<p>Per questo, a fine ottobre 2026, il fattore tempo è ormai importante.</p>
<h2><strong>Come correggere la scheda Neskey</strong></h2>
<p>La scheda ricevuta oggi andrebbe quindi riscritta così:</p>
<p><strong>Apertura:</strong> <strong>8 settembre 2025</strong>, non 8 settembre 2026.</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> <strong>31 dicembre 2026 ore 17:00</strong>, oppure prima per esaurimento delle risorse.</p>
<p><strong>Procedura:</strong> <strong>valutativa a sportello</strong>, non graduatoria.</p>
<p><strong>Punteggio minimo:</strong> <strong>17 punti</strong>.</p>
<p><strong>Contributo:</strong> <strong>premio fisso di 30.000 euro</strong>, non 50% della spesa.</p>
<p><strong>Erogazione:</strong> saldo unico oppure due tranche da <strong>15.000 euro + 15.000 euro</strong>.</p>
<p><strong>Investimento minimo effettivo:</strong> almeno <strong>30.000 euro di spesa ammissibile</strong>, al netto del forfait da 5.000 euro e dell’IVA.</p>
<p><strong>Dotazione aggiornata:</strong> <strong>510.000 euro</strong>.</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> persone fisiche, micro/piccole imprese, professionisti individuali e determinate associazioni.</p>
<p><strong>Nuove imprese o nuove attività:</strong> possibile anche per imprese esistenti da oltre un anno, purché si tratti di un’attività extra-agricola mai esercitata prima.</p>
<p><strong>Aiuti di Stato:</strong> articolo 56 Reg. UE 2022/2472, non de minimis ordinario.</p>
<h2><strong>Fonti</strong></h2>
<p>GAL L’Altra Romagna – pagina ufficiale <strong>SRE04 “Start up non agricole”</strong>, con scadenza, beneficiari, dotazione aggiornata, premio e aggiornamenti/errata corrige.</p>
<p>GAL L’Altra Romagna – <strong>Avviso pubblico SRE04 aggiornato al 4 maggio 2026</strong>, con beneficiari, criteri, spese, modalità di sportello, punteggio minimo e liquidazione del premio.</p>
<h3><strong>Vuoi aprire una nuova attività nell’area del GAL L’Altra Romagna?</strong></h3>
<p><strong>Atamai</strong> può verificare immediatamente se l’idea imprenditoriale, la localizzazione e il <strong>codice ATECO 2025</strong> rientrano nel bando e calcolare prima della domanda il punteggio effettivamente raggiungibile.</p>
<p>Possiamo inoltre costruire il Piano di Investimento evitando uno dei rischi principali di questa misura: arrivare al saldo con meno di <strong>30.000 euro di spese riconosciute</strong>, situazione che comporterebbe la perdita dell’intero premio.</p>
<p>Particolare attenzione può essere dedicata alle candidature di <strong>giovani, donne, nuove attività turistiche, commerciali, artigianali e di servizio nei Comuni delle aree interne</strong>, che possono raggiungere rapidamente la soglia minima dei 17 punti.</p>
<p>Considerata la natura <strong>a sportello</strong> e il fatto che il bando è aperto già dal settembre 2025, per un progetto già definito conviene verificare subito anche la disponibilità residua delle risorse.</p>
<p><strong>Email: </strong><a href="mailto:Info@atamai.it"><strong>Info@atamai.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sviluppo Competenze PMI: nuovo sportello Invitalia fino al 21 dicembre 2026, contributi fino al 70%</title>
		<link>https://audit50.it/sviluppo-competenze-pmi-nuovo-sportello-invitalia-fino-al-21-dicembre-2026-contributi-fino-al-70/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 20:45:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[MIMIT exMISE]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppo Competenze PMI: nuovo sportello Invitalia fino al 21 dicembre 2026, contributi fino al 70% È operativo il secondo sportello dell’incentivo “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI”, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia per finanziare la formazione dei dipendenti delle PMI del Mezzogiorno sui temi dell’innovazione tecnologica e&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/sviluppo-competenze-pmi-nuovo-sportello-invitalia-fino-al-21-dicembre-2026-contributi-fino-al-70/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Sviluppo Competenze PMI: nuovo sportello Invitalia fino al 21 dicembre 2026, contributi fino al 70%</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Sviluppo Competenze PMI: nuovo sportello Invitalia fino al 21 dicembre 2026, contributi fino al 70%</strong></h2>
<p>È operativo il secondo sportello dell’incentivo <strong>“Sviluppo competenze specialistiche delle PMI”</strong>, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia per finanziare la formazione dei dipendenti delle PMI del Mezzogiorno sui temi dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale e ambientale.</p>
<p>Le domande possono essere presentate fino alle <strong>ore 12:00 del 21 dicembre 2026</strong> e il nuovo sportello dispone inizialmente di <strong>12.449.676 euro</strong>, ai quali potranno aggiungersi eventuali risorse liberate dopo le istruttorie del precedente sportello.</p>
<p>Una quota pari al <strong>40% delle risorse</strong> è riservata alle imprese appartenenti alle filiere <strong>automotive</strong> e <strong>moda, tessile e arredamento</strong>.</p>
<h2><strong>Non è una nuova misura del 20 ottobre</strong></h2>
<p>La comunicazione ricevuta il 20 ottobre 2026 va interpretata come aggiornamento di un incentivo già conosciuto.</p>
<p>Il primo sportello, segnalato nel marzo 2026, disponeva di <strong>50 milioni di euro</strong> ed era stato aperto dal 21 aprile al 23 giugno 2026. La graduatoria per l’accesso alla fase istruttoria è stata pubblicata il 23 luglio.</p>
<p>Successivamente il MIMIT ha deciso di attivare una <strong>seconda procedura di selezione</strong>, disciplinata dal decreto direttoriale n. 2095 del 13 luglio 2026 e dalle ulteriori disposizioni del 28 luglio. Il nuovo sportello è aperto dal <strong>10 settembre al 21 dicembre 2026</strong>.</p>
<p>Quindi non si tratta di un incentivo nato il 20 ottobre: ciò che conta commercialmente è che <strong>lo sportello è ancora pienamente aperto e rimangono circa due mesi per costruire una candidatura</strong>.</p>
<h2><strong>La grande esclusione: chi ha partecipato al primo sportello non può tornare</strong></h2>
<p>Questa è probabilmente la prima verifica da fare con ogni cliente.</p>
<p>Invitalia precisa che <strong>non possono accedere al secondo sportello le imprese che hanno già presentato domanda nel precedente sportello</strong>, aperto dal 21 aprile al 23 giugno.</p>
<p>L’esclusione vale <strong>anche se la nuova domanda riguarderebbe un percorso formativo differente</strong>.</p>
<p>Non conta quindi soltanto se l&#8217;impresa abbia ottenuto o meno il contributo.</p>
<p>Se ha già presentato una domanda nel primo sportello, il nuovo sportello non è utilizzabile.</p>
<p>Commercialmente conviene quindi chiedere immediatamente:</p>
<p><strong>“Avete già presentato una domanda su Sviluppo Competenze tra aprile e giugno 2026?”</strong></p>
<p>Se la risposta è sì, non ha senso procedere oltre.</p>
<h2><strong>Chi può partecipare</strong></h2>
<p>La misura è rivolta a <strong>micro, piccole e medie imprese</strong> che dispongano di almeno un’unità locale nelle seguenti regioni:</p>
<p><strong>Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.</strong></p>
<p>La sede legale può trovarsi anche fuori da queste regioni: è importante che l’unità locale nella quale lavorano i dipendenti coinvolti nella formazione sia situata in uno dei sette territori ammessi. Anche imprese estere possono partecipare alle condizioni previste dalla disciplina.</p>
<p>L’impresa deve inoltre essere attiva, regolarmente iscritta al Registro delle imprese, possedere almeno un bilancio approvato oppure una dichiarazione dei redditi per le imprese individuali e società di persone, non essere in liquidazione o sottoposta a procedure concorsuali e risultare in regola anche con gli obblighi relativi alla <strong>copertura assicurativa contro i rischi catastrofali</strong>.</p>
<h2><strong>Non basta avere dipendenti: la formazione deve essere collegata alla transizione tecnologica, digitale o verde</strong></h2>
<p>Non è un fondo generalista per finanziare qualunque corso aziendale.</p>
<p>I percorsi devono essere direttamente collegati allo sviluppo di competenze necessarie alla trasformazione dell’impresa.</p>
<p>Gli ambiti ufficialmente ammessi comprendono:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Ambiti</th>
</tr>
<tr>
<td>Aerospazio e Difesa</td>
</tr>
<tr>
<td>Salute, alimentazione e qualità della vita</td>
</tr>
<tr>
<td>Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente</td>
</tr>
<tr>
<td>Turismo, patrimonio culturale e industria creativa</td>
</tr>
<tr>
<td>Agenda Digitale, Smart Communities e mobilità intelligente</td>
</tr>
<tr>
<td>Tecnologie digitali</td>
</tr>
<tr>
<td>Tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse</td>
</tr>
<tr>
<td>Biotecnologie</td>
</tr>
<tr>
<td>Processi di transizione verde e digitale</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Questo rende la misura particolarmente interessante, per esempio, quando un’azienda sta introducendo nuovi processi digitali, automazione, nuovi sistemi produttivi, tecnologie sostenibili o strumenti software e deve contemporaneamente formare il proprio personale.</p>
<h2><strong>La formazione deve essere esclusivamente in presenza</strong></h2>
<p>Questo è un vincolo piuttosto importante.</p>
<p>Il MIMIT chiarisce nelle FAQ che la formazione deve avvenire <strong>esclusivamente in presenza</strong>, con contemporanea presenza fisica del docente e dei partecipanti.</p>
<p>Non sono ammesse:</p>
<p>formazione a distanza sincrona, formazione asincrona o formule miste.</p>
<p>Quando l’impresa non dispone di locali idonei, oppure quando servono laboratori o attrezzature particolari, il corso può svolgersi presso il fornitore della formazione o in un’altra sede tecnicamente idonea.</p>
<p>Per un progetto sovraregionale possono essere organizzati calendari distinti per le diverse imprese, ma sempre mantenendo la formazione in presenza.</p>
<h2><strong>Progetto da almeno 10.000 e massimo 60.000 euro per impresa</strong></h2>
<p>Ogni impresa deve presentare un progetto con costi ammissibili compresi tra:</p>
<p><strong>10.000 euro minimo</strong></p>
<p>e</p>
<p><strong>60.000 euro massimo.</strong></p>
<p>Nel caso dei progetti integrati sovraregionali questi limiti vengono applicati <strong>a ciascuna impresa partecipante</strong>, non all’intero progetto aggregato.</p>
<p>Quindi una singola PMI non può costruire un programma formativo da 150.000 euro e chiedere l’agevolazione sull’intero importo.</p>
<h2><strong>Contributo ordinario del 50%</strong></h2>
<p>La regola base indicata da Neskey è corretta.</p>
<p>Il contributo copre il <strong>50% delle spese ammissibili</strong> ed è concesso in regime <strong>de minimis</strong>.</p>
<p>Per un progetto individuale:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Progetto ammissibile</th>
<th>Contributo 50%</th>
</tr>
<tr>
<td>€10.000</td>
<td>€5.000</td>
</tr>
<tr>
<td>€20.000</td>
<td>€10.000</td>
</tr>
<tr>
<td>€40.000</td>
<td>€20.000</td>
</tr>
<tr>
<td>€60.000</td>
<td><strong>€30.000</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Quindi per una domanda individuale il contributo massimo effettivo è <strong>30.000 euro per impresa</strong>.</p>
<h2><strong>Ma si può arrivare al 70%</strong></h2>
<p>La scheda Neskey del 20 ottobre parla soltanto del 50%.</p>
<p>In realtà esiste una configurazione più favorevole.</p>
<p>Quando più imprese presentano un <strong>progetto integrato sovraregionale</strong>, il contributo aumenta:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Impresa</th>
<th>Contributo</th>
</tr>
<tr>
<td>Micro e piccola – progetto individuale</td>
<td>50%</td>
</tr>
<tr>
<td>Media – progetto individuale</td>
<td>50%</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Micro/piccola – progetto sovraregionale</strong></td>
<td><strong>70%</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Media – progetto sovraregionale</strong></td>
<td><strong>60%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Di conseguenza, sul progetto massimo di 60.000 euro:</p>
<p><strong>micro e piccola impresa: fino a 42.000 euro;</strong></p>
<p><strong>media impresa: fino a 36.000 euro.</strong></p>
<p>È una differenza notevole rispetto alla scheda sintetica.</p>
<h2><strong>Come funziona il progetto sovraregionale</strong></h2>
<p>Il progetto integrato può coinvolgere fino a <strong>10 imprese</strong>.</p>
<p>Deve interessare unità locali situate in almeno <strong>due diverse regioni del Mezzogiorno</strong> e deve esistere una vera finalità condivisa: sviluppo comune, complementarità delle attività oppure un progetto collegato capace di produrre un vantaggio competitivo per le aziende partecipanti.</p>
<p>Non dovrebbe quindi essere un semplice raggruppamento artificiale creato soltanto per ottenere il 70%.</p>
<p>Un esempio più coerente potrebbe essere una filiera composta da produttore, fornitore e società collegata che operano in Campania e Puglia e devono acquisire competenze comuni su nuovi processi digitali o produttivi.</p>
<h2><strong>Interessante per gruppi e filiere</strong></h2>
<p>Qui vedo uno degli utilizzi commercialmente più interessanti per Atamai.</p>
<p>Se abbiamo più aziende collegate da una reale <strong>filiera produttiva</strong>, distribuite in almeno due regioni del Sud, potremmo strutturare una candidatura integrata e raggiungere intensità del 60-70%.</p>
<p>Il progetto può riguardare fino a dieci PMI, mantenendo per ciascuna il proprio limite di spesa da 10.000 a 60.000 euro.</p>
<p>Con dieci micro o piccole imprese e 60.000 euro di formazione per ciascuna, il progetto teorico complessivo potrebbe quindi raggiungere <strong>600.000 euro di costi</strong> e <strong>420.000 euro di contributi</strong>, fermo restando naturalmente il rispetto di tutti i requisiti, del de minimis individuale e della graduatoria.</p>
<h2><strong>Automotive, moda, tessile e arredamento hanno una riserva del 40%</strong></h2>
<p>Il nuovo sportello mantiene una riserva molto significativa:</p>
<p><strong>40% delle risorse</strong> è destinato alle imprese delle filiere automotive e moda, tessile e arredamento.</p>
<p>Sul plafond iniziale di 12.449.676 euro significa circa <strong>4,98 milioni di euro riservati a queste filiere</strong>.</p>
<p>Questo rende la misura particolarmente interessante per imprese manifatturiere del Sud appartenenti a questi comparti.</p>
<h2><strong>Solo dipendenti</strong></h2>
<p>La formazione deve interessare personale dipendente dell’impresa e impiegato presso le unità locali delle regioni ammesse.</p>
<p>Il MIMIT chiarisce che possono partecipare anche dipendenti in <strong>CIGO</strong>, purché per le ore di formazione non sia prevista la sospensione dell’attività lavorativa.</p>
<p>Sono invece esclusi i dipendenti in <strong>CIGS</strong>.</p>
<p>Non sono considerati partecipanti ammissibili soci o amministratori che non siano anche dipendenti dell’impresa, né lavoratori somministrati.</p>
<p>È quindi opportuno verificare l’elenco dei partecipanti <strong>prima</strong> di dimensionare il progetto economico.</p>
<h2><strong>Il fornitore della formazione deve essere indipendente</strong></h2>
<p>Il corso non può essere semplicemente organizzato internamente dall’impresa.</p>
<p>Il soggetto che eroga la formazione deve essere <strong>indipendente rispetto alla PMI beneficiaria</strong> e deve dimostrare esperienza nelle materie oggetto del progetto attraverso attività svolte almeno negli ultimi tre anni.</p>
<p>Non è invece obbligatorio che il fornitore possieda uno specifico accreditamento regionale o una certificazione particolare.</p>
<p>Possono essere utilizzati anche:</p>
<p>società di consulenza/formazione, manager qualificati, più fornitori nello stesso progetto e anche <strong>Università</strong>.</p>
<p>Il fornitore può inoltre avere sede in qualsiasi regione italiana oppure all’estero, purché possieda i requisiti richiesti.</p>
<h2><strong>Niente formatori interni</strong></h2>
<p>Il MIMIT è esplicito: <strong>non sono ammessi formatori interni all’impresa beneficiaria</strong>.</p>
<p>Questa è un’altra verifica molto pratica.</p>
<p>Se l’azienda vuole semplicemente destinare il proprio responsabile IT o il proprio responsabile di produzione alla formazione dei colleghi, non può utilizzare questa misura per valorizzarne il costo come docente.</p>
<h2><strong>Il contratto con il fornitore va firmato dopo la domanda</strong></h2>
<p>Questo è uno dei punti più delicati da ricordare al cliente.</p>
<p>Il contratto con il soggetto che eroga la formazione deve essere <strong>sottoscritto dopo la presentazione della domanda di agevolazione</strong>.</p>
<p>Dopo l’invio della domanda viene generato il CUP, che dovrà essere utilizzato nella documentazione prevista.</p>
<p>Quindi sarebbe rischioso far firmare subito all’impresa un contratto definitivo di formazione e soltanto successivamente pensare al bando.</p>
<p>L’ordine corretto è:</p>
<p><strong>progetto → domanda Invitalia → CUP → contratto con il formatore → formazione.</strong></p>
<h2><strong>Il contributo non viene calcolato semplicemente sulle fatture</strong></h2>
<p>La misura utilizza un sistema di <strong>costi unitari standardizzati</strong>.</p>
<p>Il valore ammissibile viene determinato con la formula:</p>
<p><strong>tariffa oraria regionale × numero di ore di formazione × numero di partecipanti.</strong></p>
<p>La tariffa regionale così determinata copre l’insieme dei costi ammissibili dell’operazione.</p>
<p>Questa modalità è molto importante nella fase di progettazione perché il valore teorico della domanda deve essere ricostruito partendo da:</p>
<p>numero dei dipendenti coinvolti, ore previste e tariffa riconosciuta per la regione interessata.</p>
<p>Non è quindi sufficiente ricevere un preventivo da 60.000 euro dal formatore e assumere automaticamente che 60.000 euro siano ammissibili.</p>
<h2><strong>Quali costi sono considerati dalla misura</strong></h2>
<p>Il sistema dei costi unitari prende in considerazione le categorie previste dalla disciplina europea, tra cui costi dei formatori, spese direttamente legate alla formazione, consulenze connesse al progetto e costo dei lavoratori partecipanti per le ore trascorse in formazione.</p>
<p>La rendicontazione economica viene però semplificata proprio mediante l’applicazione della tariffa oraria standard.</p>
<h2><strong>Sei mesi per partire, dodici mesi per completare</strong></h2>
<p>Dopo la concessione del contributo il percorso formativo deve iniziare entro <strong>6 mesi</strong>.</p>
<p>La formazione deve poi essere completata entro <strong>12 mesi dalla concessione</strong>.</p>
<p>È prevista la possibilità di una proroga ulteriore fino a <strong>6 mesi</strong>.</p>
<h2><strong>È una graduatoria: presentare prima non significa essere finanziati</strong></h2>
<p>Neskey correttamente classifica la procedura come <strong>valutativa a graduatoria</strong>.</p>
<p>Tutte le domande vengono ordinate secondo un punteggio; l’istruttoria avviene successivamente seguendo l’ordine della graduatoria fino a esaurimento delle risorse.</p>
<p>I criteri considerano principalmente:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Criterio</th>
<th>Cosa premia</th>
</tr>
<tr>
<td>A</td>
<td>consistenza della base occupazionale interessata</td>
</tr>
<tr>
<td>B</td>
<td>quota di dipendenti coinvolti nella formazione</td>
</tr>
<tr>
<td>C</td>
<td>ampiezza degli ambiti formativi</td>
</tr>
<tr>
<td>D</td>
<td>appartenenza a un contratto di rete di filiera</td>
</tr>
<tr>
<td>E</td>
<td>attività manifatturiera – sezione C ATECO 2025</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il contratto di rete vale <strong>3 punti</strong>, mentre lo svolgimento di attività manifatturiera primaria nella sezione C ATECO 2025 attribuisce <strong>5 punti</strong>.</p>
<h2><strong>Interessante per le piccole imprese: conta quanto personale coinvolgono</strong></h2>
<p>Uno degli aspetti più intelligenti della graduatoria è il criterio B.</p>
<p>Non conta soltanto avere molti dipendenti: viene valutato il rapporto tra i lavoratori coinvolti nella formazione e l’organico dell’impresa.</p>
<p>Una piccola azienda che forma quasi tutto il personale può quindi ottenere un punteggio elevato anche se, in valore assoluto, coinvolge meno persone rispetto a una media impresa.</p>
<p>Per questo il progetto va costruito partendo anche dalla <strong>struttura dell’organico</strong>.</p>
<h2><strong>Rating di legalità e parità di genere aumentano il punteggio</strong></h2>
<p>Il possesso del <strong>Rating di legalità</strong> aumenta del <strong>5% il punteggio complessivo</strong>.</p>
<p>La certificazione della <strong>parità di genere</strong> produce un ulteriore +5%.</p>
<p>Se l’impresa possiede entrambi, il punteggio viene quindi incrementato complessivamente del <strong>10%</strong>.</p>
<p>Non aumenta il contributo: migliora esclusivamente la posizione in graduatoria.</p>
<p>Per i progetti integrati sovraregionali le premialità vengono riconosciute quando almeno la metà delle imprese partecipanti possiede la relativa certificazione.</p>
<h2><strong>In caso di parità non conta subito chi ha cliccato prima</strong></h2>
<p>Il decreto del 28 luglio 2026 ha precisato anche i criteri di spareggio.</p>
<p>In caso di parità prevale prima il progetto che ha ottenuto il punteggio migliore sul <strong>coinvolgimento del personale</strong>.</p>
<p>Se la parità permane viene confrontato il punteggio relativo agli <strong>ambiti formativi</strong>.</p>
<p>Soltanto in caso di ulteriore parità entra in gioco l’<strong>ordine cronologico di presentazione</strong>.</p>
<p>Quindi non è un click day.</p>
<p>È più importante costruire bene la candidatura che presentarla il prima possibile.</p>
<h2><strong>De minimis: da controllare sempre prima</strong></h2>
<p>L’intero contributo viene concesso ai sensi del Regolamento UE <strong>2023/2831 de minimis</strong>.</p>
<p>Occorre quindi verificare il plafond disponibile dell’<strong>impresa unica</strong>, tenendo conto degli aiuti ottenuti nel periodo rilevante.</p>
<p>Questa verifica è particolarmente importante nei progetti sovraregionali, dove il contributo può arrivare a 42.000 euro per ciascuna micro o piccola impresa.</p>
<h2><strong>Cosa è cambiato rispetto alla prima scheda Neskey</strong></h2>
<p>La prima segnalazione del 25 marzo 2026 riportava:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Prima finestra</th>
<th>Seconda finestra</th>
</tr>
<tr>
<td>21 aprile 2026</td>
<td><strong>10 settembre 2026</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>23 giugno 2026</td>
<td><strong>21 dicembre 2026</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>€50 milioni</td>
<td><strong>€12.449.676 iniziali</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>50% contributo</td>
<td><strong>50% base</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>—</td>
<td><strong>60-70% nei progetti sovraregionali</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Tutte le PMI ammissibili</td>
<td><strong>escluso chi aveva già fatto domanda nel primo sportello</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La modifica fondamentale non è quindi il tipo di agevolazione: cambia soprattutto <strong>la nuova finestra disponibile, il plafond e la platea effettivamente ammessa</strong>.</p>
<h2><strong>È commercialmente interessante? Sì, ma va selezionato bene il target</strong></h2>
<p>Per Atamai non lo vedrei come un bando da inviare indiscriminatamente a tutte le aziende del Sud.</p>
<p>Il target più interessante è costituito da PMI con dipendenti nelle sette regioni ammesse che:</p>
<p>stanno effettivamente introducendo innovazione digitale, tecnologie produttive o processi green; non hanno partecipato alla prima finestra; possiedono sufficiente capienza de minimis; hanno diversi dipendenti da coinvolgere; appartengono eventualmente al manifatturiero, a un contratto di rete o alle filiere automotive/moda-tessile-arredo.</p>
<p>Ancora più interessante può essere lavorare su <strong>più clienti contemporaneamente</strong> quando esiste una vera filiera distribuita su almeno due regioni del Sud: in quel caso possiamo verificare la costruzione di un progetto integrato e passare dal 50% al <strong>60-70% di contributo</strong>.</p>
<h2><strong>Fonti</strong></h2>
<p>Ministero delle Imprese e del Made in Italy – pagina ufficiale <strong>Sviluppo Competenze</strong>, aggiornata con il secondo sportello, gli ambiti formativi, le percentuali e la riserva per le filiere automotive e moda-tessile-arredamento.</p>
<p>Invitalia – <strong>Sviluppo competenze specialistiche delle PMI</strong>, secondo sportello dal 10 settembre al 21 dicembre 2026, dotazione iniziale di 12.449.676 euro ed esclusione delle imprese già candidate nel primo sportello.</p>
<p>Invitalia – sezioni ufficiali <strong>A chi si rivolge</strong>, <strong>Cosa si può fare</strong> e <strong>Le agevolazioni</strong>, con requisiti, progetti sovraregionali, spese e intensità.</p>
<p>MIMIT – <strong>FAQ Sviluppo Competenze</strong>, con chiarimenti su fornitori, dipendenti, modalità esclusivamente in presenza, graduatoria e premialità.</p>
<h3><strong>Vuoi formare i dipendenti della tua PMI su innovazione digitale, tecnologie produttive o transizione green?</strong></h3>
<p><strong>Atamai</strong> può verificare preliminarmente l’ammissibilità dell’impresa e costruire il progetto partendo non soltanto dal corso da finanziare, ma soprattutto dalla <strong>graduatoria</strong>: numero dei dipendenti coinvolti, ambiti formativi, settore ATECO, eventuale contratto di rete, Rating di legalità, certificazione di parità di genere e disponibilità de minimis.</p>
<p>Per imprese collegate da una reale filiera e presenti in almeno due regioni del Mezzogiorno possiamo inoltre valutare un <strong>progetto integrato sovraregionale</strong>, che consente di aumentare il contributo al <strong>70% per micro e piccole imprese e al 60% per le medie</strong>.</p>
<p>La prima verifica da fare è molto semplice: <strong>l’impresa non deve avere già presentato domanda al primo sportello aprile-giugno 2026</strong>.</p>
<p><strong>Email: </strong><a href="mailto:Info@atamai.it"><strong>Info@atamai.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lombardia: fino a 400.000 euro per riqualificare mercati e aree mercatali</title>
		<link>https://audit50.it/lombardia-fino-a-400-000-euro-per-riqualificare-mercati-e-aree-mercatali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 19:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://audit50.it/?p=2604</guid>

					<description><![CDATA[Lombardia: fino a 400.000 euro per riqualificare mercati e aree mercatali Regione Lombardia ha aperto il nuovo bando per il cofinanziamento degli interventi a sostegno dei mercati nei Comuni lombardi, una misura da 8 milioni di euro destinata a trasformare mercati e aree mercatali in infrastrutture commerciali più moderne, accessibili, sicure e capaci di svolgere&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/lombardia-fino-a-400-000-euro-per-riqualificare-mercati-e-aree-mercatali/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Lombardia: fino a 400.000 euro per riqualificare mercati e aree mercatali</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Lombardia: fino a 400.000 euro per riqualificare mercati e aree mercatali</strong></h2>
<p>Regione Lombardia ha aperto il nuovo bando per il <strong>cofinanziamento degli interventi a sostegno dei mercati nei Comuni lombardi</strong>, una misura da <strong>8 milioni di euro</strong> destinata a trasformare mercati e aree mercatali in infrastrutture commerciali più moderne, accessibili, sicure e capaci di svolgere anche funzioni sociali e di aggregazione.</p>
<p>Le domande possono essere presentate dalle <strong>ore 10:00 del 15 ottobre 2026 alle ore 16:00 del 15 aprile 2027</strong> attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi. La procedura è <strong>valutativa a graduatoria</strong>: non conta quindi arrivare per primi, ma costruire un progetto con un punteggio sufficientemente elevato rispetto alle altre candidature.</p>
<p>La misura finanzia interventi di <strong>riqualificazione, rigenerazione, costruzione, ampliamento e adeguamento di mercati e aree mercatali</strong>, comprese strutture polifunzionali capaci di integrare il commercio tradizionale con funzioni sociali, culturali e servizi di interesse collettivo.</p>
<h2><strong>Chi può presentare domanda</strong></h2>
<p>Possono partecipare esclusivamente gli <strong>Enti locali della Lombardia</strong>:</p>
<ul>
<li>Comuni;</li>
<li>Unioni di Comuni;</li>
<li>Comunità Montane.</li>
</ul>
<p>Ciascun ente può presentare <strong>una sola domanda</strong>, riferita a <strong>un solo mercato o area mercatale</strong>.</p>
<p>Non possono quindi presentare direttamente la candidatura:</p>
<ul>
<li>singoli ambulanti;</li>
<li>imprese commerciali;</li>
<li>associazioni di commercianti;</li>
<li>associazioni di categoria;</li>
<li>soggetti privati gestori di mercati.</li>
</ul>
<p>La logica del bando è finanziare il <strong>patrimonio pubblico e le infrastrutture pubbliche utilizzate dal sistema del commercio su area pubblica</strong>.</p>
<p>Gli operatori economici sono quindi beneficiari indiretti della riqualificazione, mentre il soggetto che riceve il contributo è l’Ente locale.</p>
<h2><strong>L’ente deve avere la disponibilità patrimoniale dell’area</strong></h2>
<p>Il soggetto richiedente deve disporre della <strong>piena proprietà</strong> dell’immobile o dell’area, oppure di un diritto reale che permetta di imputare patrimonialmente l’opera all’Ente.</p>
<p>Questo requisito è importante soprattutto nei mercati collocati su aree con situazioni patrimoniali complesse o in immobili che non appartengono direttamente al Comune.</p>
<p>Prima di costruire il progetto conviene quindi verificare non soltanto la destinazione mercatale, ma anche il <strong>titolo giuridico con cui l’Ente dispone dell’area o della struttura</strong>.</p>
<h2><strong>Contributo dell’80% per i Comuni fino a 30.000 abitanti</strong></h2>
<p>L’intensità del contributo dipende dalla popolazione.</p>
<p>Per gli Enti con popolazione residente fino a <strong>30.000 abitanti</strong>, Regione Lombardia finanzia fino all’<strong>80% delle spese ammissibili</strong>.</p>
<p>Per gli Enti con più di <strong>30.000 abitanti</strong>, il contributo scende invece al <strong>50%</strong>.</p>
<p>Il contributo massimo resta sempre:</p>
<p><strong>400.000 euro.</strong></p>
<p>L’investimento minimo ammissibile è:</p>
<p><strong>150.000 euro.</strong></p>
<h2><strong>Quanto può ottenere concretamente un piccolo Comune</strong></h2>
<p>Per un Comune fino a 30.000 abitanti:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Investimento ammissibile</th>
<th>80%</th>
<th>Contributo effettivo</th>
</tr>
<tr>
<td>€150.000</td>
<td>€120.000</td>
<td><strong>€120.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>€250.000</td>
<td>€200.000</td>
<td><strong>€200.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>€400.000</td>
<td>€320.000</td>
<td><strong>€320.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>€500.000</td>
<td>€400.000</td>
<td><strong>€400.000 max</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>€700.000</td>
<td>€560.000</td>
<td><strong>€400.000 max</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per raggiungere il contributo massimo di <strong>400.000 euro</strong>, un Comune nella fascia all’80% deve quindi presentare almeno <strong>500.000 euro di spese ammissibili</strong>.</p>
<h2><strong>Per i Comuni sopra 30.000 abitanti</strong></h2>
<p>Con il contributo al 50%:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Investimento ammissibile</th>
<th>50%</th>
<th>Contributo effettivo</th>
</tr>
<tr>
<td>€150.000</td>
<td>€75.000</td>
<td><strong>€75.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>€300.000</td>
<td>€150.000</td>
<td><strong>€150.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>€500.000</td>
<td>€250.000</td>
<td><strong>€250.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>€800.000</td>
<td>€400.000</td>
<td><strong>€400.000 max</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>€1.000.000</td>
<td>€500.000</td>
<td><strong>€400.000 max</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per raggiungere integralmente il massimale regionale, un Comune con più di 30.000 abitanti deve quindi costruire un progetto di almeno <strong>800.000 euro</strong>.</p>
<p>Questa distinzione è sostanziale e rende il bando particolarmente favorevole per i <strong>piccoli e medi Comuni lombardi</strong>.</p>
<h2><strong>Anche Unioni di Comuni e Comunità Montane</strong></h2>
<p>La platea non si limita ai singoli Comuni.</p>
<p>Possono candidarsi anche <strong>Unioni di Comuni e Comunità Montane</strong>, qualora dispongano dell’area o della struttura e rispettino i requisiti previsti.</p>
<p>La misura può quindi diventare interessante anche per progetti di mercato con una funzione <strong>sovracomunale</strong>, soprattutto nei territori rurali e montani.</p>
<h2><strong>Non si finanzia soltanto la sistemazione della piazza</strong></h2>
<p>L’obiettivo dichiarato dalla Regione è molto più ampio rispetto alla semplice manutenzione dell’area.</p>
<p>Il mercato deve essere considerato come una vera <strong>infrastruttura di prossimità</strong>, capace di aumentare:</p>
<ul>
<li>attrattività del centro urbano;</li>
<li>qualità dello spazio pubblico;</li>
<li>commercio di prossimità;</li>
<li>coesione sociale;</li>
<li>servizi alla popolazione;</li>
<li>sicurezza;</li>
<li>accessibilità;</li>
<li>sostenibilità;</li>
<li>possibilità di utilizzo dell’area anche oltre le sole ore di mercato.</li>
</ul>
<p>Questa impostazione è importante anche ai fini della graduatoria.</p>
<h2><strong>Si possono realizzare nuovi mercati</strong></h2>
<p>Il bando non finanzia esclusivamente strutture esistenti.</p>
<p>Sono previste anche:</p>
<ul>
<li>realizzazione di <strong>nuovi mercati coperti</strong>;</li>
<li>nuove strutture mercatali;</li>
<li>nuove strutture <strong>polifunzionali</strong>;</li>
<li>ampliamento dei mercati esistenti.</li>
</ul>
<p>La nuova struttura deve comunque inserirsi nella programmazione regionale e comunale del commercio su area pubblica.</p>
<h2><strong>Mercati esistenti: attenzione a MERCap</strong></h2>
<p>Per i mercati già esistenti è molto importante la registrazione nell’applicativo regionale <strong>MERCap – Mercati su area pubblica</strong>.</p>
<p>I progetti devono riferirsi a mercati correttamente censiti nel sistema.</p>
<p>Un Comune interessato dovrebbe quindi verificare subito:</p>
<ul>
<li>presenza del mercato in MERCap;</li>
<li>correttezza dei dati;</li>
<li>localizzazione;</li>
<li>numero di posteggi;</li>
<li>configurazione dell’area;</li>
<li>corrispondenza tra situazione reale e informazioni registrate.</li>
</ul>
<p>Un’anomalia nell’anagrafica non dovrebbe essere scoperta a pochi giorni dalla domanda.</p>
<h2><strong>Per un nuovo mercato serve un passaggio preliminare</strong></h2>
<p>Nel caso di nuovi mercati, il Comune deve rispettare gli adempimenti regionali e ottenere preventivamente il <strong>nulla osta previsto dalla disciplina regionale</strong>, prima della candidatura.</p>
<p>Quindi per un nuovo mercato non è sufficiente allegare alla domanda una generica ipotesi progettuale.</p>
<h2><strong>Ristrutturazione e manutenzione straordinaria</strong></h2>
<p>Sono finanziabili opere edilizie per:</p>
<ul>
<li>riqualificazione;</li>
<li>ristrutturazione;</li>
<li>adeguamento;</li>
<li>manutenzione straordinaria;</li>
<li>miglioramento delle strutture mercatali;</li>
<li>rifacimento delle pavimentazioni.</li>
</ul>
<p>Sono invece escluse le normali spese di <strong>manutenzione ordinaria</strong> e i costi ordinari di gestione.</p>
<p>La differenza è importante: il progetto deve produrre un vero investimento patrimoniale, non semplicemente coprire spese che il Comune dovrebbe sostenere normalmente.</p>
<h2><strong>Coperture, isolamento e interventi sull’edificio</strong></h2>
<p>Tra gli interventi possibili rientrano lavori sulle strutture fisiche del mercato, compresi:</p>
<ul>
<li>opere strutturali;</li>
<li>finiture;</li>
<li>isolamento termico;</li>
<li>isolamento acustico;</li>
<li>coperture;</li>
<li>opere necessarie alla riqualificazione funzionale dell’immobile.</li>
</ul>
<p>Questo rende il bando utilizzabile anche per interventi significativi su mercati coperti esistenti.</p>
<h2><strong>Bonifica e rimozione dell’amianto</strong></h2>
<p>Tra le opere di riqualificazione viene contemplata anche la <strong>rimozione dell’amianto</strong> e la relativa bonifica, quando inserita nel progetto di recupero dell’area mercatale.</p>
<p>Per vecchie strutture mercatali coperte può rappresentare una componente rilevante dell’investimento.</p>
<h2><strong>Servizi igienici</strong></h2>
<p>Sono finanziabili interventi destinati alla riqualificazione e all’adeguamento dei <strong>servizi igienico-sanitari</strong> a disposizione degli operatori e degli utenti del mercato.</p>
<p>La qualità dei servizi di base incide direttamente sulla fruibilità e sull’attrattività dell’area.</p>
<h2><strong>Accessibilità e percorsi pedonali</strong></h2>
<p>Uno degli obiettivi espliciti è migliorare l’<strong>accessibilità</strong>.</p>
<p>Possono quindi rientrare:</p>
<ul>
<li>percorsi pedonali;</li>
<li>eliminazione di barriere;</li>
<li>sistemazione degli accessi;</li>
<li>organizzazione degli spazi;</li>
<li>collegamenti interni all’area mercatale;</li>
<li>interventi che rendano più semplice la fruizione da parte di anziani e persone con disabilità.</li>
</ul>
<h2><strong>Parcheggi, carico e scarico</strong></h2>
<p>Sono contemplati anche interventi sulle aree esterne e sulla mobilità connessa al mercato.</p>
<p>Possono essere riqualificate:</p>
<ul>
<li>aree di sosta;</li>
<li>spazi di carico e scarico;</li>
<li>percorsi;</li>
<li>spazi pubblici limitrofi direttamente funzionali al mercato.</li>
</ul>
<p>L’intervento deve però restare funzionalmente collegato all’infrastruttura mercatale e non trasformarsi in un generico progetto di viabilità comunale.</p>
<h2><strong>Sicurezza e prevenzione incendi</strong></h2>
<p>Il bando sostiene anche interventi destinati a migliorare:</p>
<ul>
<li>sicurezza degli utenti;</li>
<li>sicurezza degli operatori;</li>
<li>prevenzione incendi;</li>
<li>conformità degli spazi;</li>
<li>organizzazione sicura dei flussi.</li>
</ul>
<p>Per un mercato coperto o una struttura polifunzionale questo può comprendere una parte significativa delle opere.</p>
<h2><strong>Videosorveglianza</strong></h2>
<p>Rientrano espressamente anche gli impianti di <strong>videosorveglianza</strong>.</p>
<p>La misura permette quindi di intervenire contemporaneamente sulla riqualificazione fisica e sulla sicurezza dell’area.</p>
<h2><strong>Illuminazione pubblica</strong></h2>
<p>Sono finanziabili sistemi di illuminazione destinati alle strutture e agli spazi mercatali.</p>
<p>La progettazione può essere costruita integrando:</p>
<ul>
<li>sicurezza;</li>
<li>maggiore fruibilità serale;</li>
<li>consumi energetici ridotti;</li>
<li>valorizzazione urbana dell’area.</li>
</ul>
<p>Questo è particolarmente coerente con l’obiettivo di utilizzare gli spazi mercatali anche oltre le tradizionali ore di attività del mercato.</p>
<h2><strong>Efficienza energetica</strong></h2>
<p>Regione Lombardia considera esplicitamente l’<strong>efficienza energetica</strong> tra gli obiettivi della misura.</p>
<p>Sono quindi ammissibili investimenti destinati a ridurre i consumi delle strutture mercatali.</p>
<p>Per un mercato coperto questo può interessare, ad esempio:</p>
<ul>
<li>isolamento;</li>
<li>illuminazione;</li>
<li>impianti;</li>
<li>gestione dei consumi;</li>
<li>sistemi energetici più efficienti.</li>
</ul>
<h2><strong>Fonti rinnovabili</strong></h2>
<p>Possono essere inseriti anche impianti alimentati da <strong>fonti energetiche rinnovabili</strong>, quando strettamente collegati all&#8217;infrastruttura mercatale.</p>
<p>Un progetto che combini riqualificazione edilizia, efficientamento e produzione da fonti rinnovabili può quindi risultare particolarmente coerente con le finalità ambientali del bando.</p>
<h2><strong>Arredo urbano e strutture fisse</strong></h2>
<p>Sono ammesse anche opere e dotazioni destinate al <strong>decoro e alla funzionalità</strong> dell’area, compresi arredi urbani e strutture fisse.</p>
<p>Non va però confuso con un normale contributo per acquistare attrezzature mobili agli ambulanti.</p>
<p>Il patrimonio finanziato deve entrare nel <strong>patrimonio pubblico dell’Ente</strong>.</p>
<h2><strong>Digitalizzazione dell’area mercatale</strong></h2>
<p>Tra le categorie finanziabili rientrano anche:</p>
<ul>
<li>infrastrutture digitali;</li>
<li>sistemi tecnologici;</li>
<li>connettività;</li>
<li>dotazioni informatiche direttamente destinate al funzionamento e alla fruizione del mercato.</li>
</ul>
<p>Non è quindi necessario limitarsi a cemento, pavimentazioni e pensiline.</p>
<p>Una candidatura può integrare infrastruttura fisica e <strong>smart market</strong>.</p>
<h2><strong>Il vero elemento interessante: mercato polifunzionale</strong></h2>
<p>Regione Lombardia insiste molto sulla possibilità di trasformare il mercato in uno <strong>spazio utilizzabile durante tutto l’arco della giornata e dell’anno</strong>.</p>
<p>La struttura può quindi integrare:</p>
<ul>
<li>commercio;</li>
<li>attività culturali;</li>
<li>attività sociali;</li>
<li>formazione;</li>
<li>iniziative educative;</li>
<li>servizi per la comunità;</li>
<li>aggregazione.</li>
</ul>
<p>È probabilmente uno degli aspetti più strategici del bando.</p>
<p>Un progetto limitato a rifare l’asfalto della piazza può essere ammissibile, ma una trasformazione capace di dare all’area <strong>una funzione anche quando il mercato non è presente</strong> risponde molto meglio alla filosofia della misura.</p>
<h2><strong>Un esempio: da piazza del mercato a polo di quartiere</strong></h2>
<p>Un Comune potrebbe, ad esempio, riqualificare un vecchio mercato coperto prevedendo:</p>
<ul>
<li>nuova copertura;</li>
<li>efficientamento energetico;</li>
<li>impianto fotovoltaico;</li>
<li>illuminazione LED;</li>
<li>nuovi servizi igienici;</li>
<li>videosorveglianza;</li>
<li>connettività;</li>
<li>spazi modulari;</li>
<li>area per piccoli eventi;</li>
<li>spazi per associazioni;</li>
<li>attività culturali nei giorni senza mercato.</li>
</ul>
<p>In questo modo l’investimento non sarebbe soltanto una modernizzazione dell’area commerciale, ma un vero progetto di <strong>rigenerazione urbana e sociale</strong>.</p>
<p>È esattamente la direzione indicata dalla Regione nella descrizione della misura.</p>
<h2><strong>Spese tecniche fino al 15%</strong></h2>
<p>Sono ammissibili anche le spese tecniche legate agli investimenti, tra cui:</p>
<ul>
<li>progettazione;</li>
<li>direzione lavori;</li>
<li>coordinamento della sicurezza.</li>
</ul>
<p>Il limite indicato per questa componente è pari al <strong>15% dell’importo complessivo dei lavori</strong>.</p>
<p>Questo consente di includere nel quadro economico una parte importante dei costi necessari a portare l’intervento dalla progettazione alla realizzazione.</p>
<h2><strong>Solo investimenti che incrementano il patrimonio pubblico</strong></h2>
<p>La pagina ufficiale regionale è molto chiara: le spese ammesse devono essere <strong>in conto capitale</strong> e destinate a interventi che aumentino o valorizzino il patrimonio pubblico dell’Ente.</p>
<p>Restano quindi fuori dalla logica del bando:</p>
<ul>
<li>gestione ordinaria del mercato;</li>
<li>utenze;</li>
<li>personale;</li>
<li>promozione ordinaria;</li>
<li>eventi;</li>
<li>manutenzione corrente;</li>
<li>costi ricorrenti.</li>
</ul>
<p>Il contributo serve a creare o migliorare un bene pubblico durevole.</p>
<h2><strong>Le associazioni degli ambulanti devono essere coinvolte</strong></h2>
<p>Un elemento molto interessante del bando è il coinvolgimento delle <strong>associazioni di categoria maggiormente rappresentative del commercio su aree pubbliche</strong> nella fase di definizione del progetto.</p>
<p>Questo è sensato perché una riqualificazione tecnicamente perfetta ma progettata senza considerare:</p>
<ul>
<li>esigenze dei posteggi;</li>
<li>accesso ai mezzi;</li>
<li>energia elettrica;</li>
<li>carico/scarico;</li>
<li>raccolta rifiuti;</li>
<li>orari;</li>
<li>flussi dei clienti;</li>
</ul>
<p>può creare problemi invece di risolverli.</p>
<p>Per costruire una candidatura forte conviene quindi coinvolgere gli operatori <strong>prima</strong> di chiudere il progetto.</p>
<h2><strong>200 punti disponibili, 120 necessari</strong></h2>
<p>La procedura prevede una valutazione fino a <strong>200 punti</strong>.</p>
<p>Per essere ammesso alla graduatoria il progetto deve raggiungere almeno <strong>120 punti</strong>.</p>
<p>Si tratta quindi di una soglia relativamente elevata: non basta rispettare formalmente requisiti e spese.</p>
<p>Il progetto deve essere realmente coerente con gli obiettivi della misura.</p>
<h2><strong>Essere sotto 30.000 abitanti aiuta due volte</strong></h2>
<p>La dimensione demografica produce un doppio vantaggio.</p>
<p>Da un lato i Comuni fino a 30.000 abitanti ricevono fino all’<strong>80%</strong>, anziché il 50%.</p>
<p>Dall’altro la dimensione demografica rientra anche tra gli elementi di premialità della graduatoria.</p>
<p>Il bando è quindi volutamente costruito per sostenere in maniera particolare i piccoli e medi centri lombardi, dove il mercato settimanale continua spesso a svolgere un ruolo economico e sociale molto importante.</p>
<h2><strong>Premiati i Distretti del Commercio</strong></h2>
<p>Tra gli elementi che contribuiscono al punteggio è indicata anche l’appartenenza a un <strong>Distretto del Commercio attivo</strong>.</p>
<p>Per un Comune già inserito in un Distretto, diventa quindi utile dimostrare che la riqualificazione del mercato è coerente con la più ampia strategia territoriale del commercio.</p>
<p>Il mercato non dovrebbe essere presentato come intervento isolato, ma come parte di una rete composta da:</p>
<ul>
<li>negozi;</li>
<li>pubblici esercizi;</li>
<li>servizi;</li>
<li>spazi urbani;</li>
<li>iniziative di attrattività.</li>
</ul>
<h2><strong>Rigenerare aree degradate aumenta la competitività</strong></h2>
<p>Il bando premia inoltre gli interventi collocati in aree:</p>
<ul>
<li>degradate;</li>
<li>dismesse;</li>
<li>sottoutilizzate;</li>
<li>che necessitano di un intervento di rigenerazione urbana.</li>
</ul>
<p>Questo significa che una vecchia area mercatale problematica può trasformarsi da punto debole a elemento favorevole della candidatura, se il progetto dimostra come l’intervento contribuisca alla rigenerazione del quartiere o del centro urbano.</p>
<h2><strong>La polifunzionalità è un elemento premiante</strong></h2>
<p>Anche la capacità di creare <strong>spazi polifunzionali</strong> rappresenta un elemento valorizzato nella valutazione.</p>
<p>Il progetto dovrebbe quindi spiegare chiaramente:</p>
<ul>
<li>cosa accade nell’area nei giorni di mercato;</li>
<li>cosa accade negli altri giorni;</li>
<li>quali soggetti la utilizzeranno;</li>
<li>quali servizi saranno attivati;</li>
<li>quali attività sociali o culturali potranno essere ospitate.</li>
</ul>
<p>Più l’investimento riesce a dimostrare un utilizzo continuo, maggiore è la coerenza con la finalità dichiarata dalla Regione.</p>
<h2><strong>Non è un click day</strong></h2>
<p>Questo è un punto commerciale importante.</p>
<p>Le domande possono essere presentate per sei mesi, dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027.</p>
<p>L’assegnazione avviene attraverso una <strong>graduatoria finale</strong>, non seguendo l’ordine cronologico.</p>
<p>Non esiste quindi alcun vantaggio concreto nel presentare il 16 ottobre un progetto da 121 punti se aspettare alcune settimane permette di costruirne uno da 160.</p>
<p>La priorità deve essere:</p>
<p><strong>massimizzare il punteggio.</strong></p>
<h2><strong>Il progetto dovrebbe partire dalla griglia, non dal computo metrico</strong></h2>
<p>È probabilmente la conclusione più importante.</p>
<p>Per molti bandi comunali si parte dal progetto tecnico già pronto e poi si cerca di adattarlo alla misura.</p>
<p>Qui sarebbe preferibile fare il contrario:</p>
<ol start="1">
<li>verificare il mercato e MERCap;</li>
<li>analizzare la griglia di valutazione;</li>
<li>stimare il punteggio di partenza;</li>
<li>individuare le premialità realisticamente ottenibili;</li>
<li>confrontarsi con operatori e associazioni;</li>
<li>definire le funzioni polifunzionali;</li>
<li>soltanto dopo consolidare il progetto tecnico ed economico.</li>
</ol>
<p>La differenza tra una semplice opera pubblica e una candidatura competitiva può essere significativa.</p>
<h2><strong>Niente de minimis</strong></h2>
<p>La misura è destinata alla realizzazione di infrastrutture pubbliche e Regione Lombardia la qualifica espressamente come intervento che <strong>non costituisce aiuto di Stato</strong>.</p>
<p>Non esiste quindi per il Comune un problema di plafond de minimis.</p>
<h2><strong>8 milioni di euro: quante domande possono essere finanziate?</strong></h2>
<p>Se tutti i progetti ricevessero il contributo massimo di 400.000 euro, la dotazione permetterebbe di sostenere teoricamente:</p>
<p><strong>20 progetti.</strong></p>
<p>In realtà saranno probabilmente più numerosi, perché molti contributi saranno inferiori al massimale.</p>
<p>Ma il dato serve a comprendere che <strong>120 punti sono soltanto la soglia di ammissibilità</strong>, non necessariamente il punteggio sufficiente per ottenere effettivamente il finanziamento.</p>
<p>Con una graduatoria nazionale—anzi regionale—da 8 milioni di euro, un Comune dovrebbe puntare a costruire una candidatura decisamente superiore al minimo.</p>
<h2><strong>Scadenza: 15 aprile 2027 alle 16:00</strong></h2>
<p>La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso <strong>Bandi e Servizi di Regione Lombardia</strong>.</p>
<p>La finestra è:</p>
<p><strong>apertura: 15 ottobre 2026, ore 10:00;</strong></p>
<p><strong>chiusura: 15 aprile 2027, ore 16:00.</strong></p>
<p>Il tempo disponibile è quindi significativo e, trattandosi di una graduatoria, può essere utilizzato per migliorare concretamente progetto e punteggio.</p>
<h2><strong>Come correggere la scheda Neskey</strong></h2>
<p>La scheda:</p>
<p><strong>“fino all’80% – massimo 400.000 euro – 8 milioni”</strong></p>
<p>è corretta ma incompleta.</p>
<p>La formulazione operativa è:</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> Comuni, Unioni di Comuni e Comunità Montane lombarde.</p>
<p><strong>Contributo:</strong></p>
<ul>
<li><strong>80%</strong> per Enti fino a 30.000 abitanti;</li>
<li><strong>50%</strong> oltre 30.000 abitanti.</li>
</ul>
<p><strong>Contributo massimo:</strong> <strong>400.000 euro.</strong></p>
<p><strong>Investimento minimo:</strong> <strong>150.000 euro.</strong></p>
<p><strong>Domande:</strong> una sola per Ente e per un solo mercato/area mercatale.</p>
<p><strong>Mercati esistenti:</strong> devono essere censiti in <strong>MERCap</strong>.</p>
<p><strong>Nuovi mercati:</strong> necessario il preventivo adempimento/nulla osta previsto dalla disciplina regionale.</p>
<p><strong>Procedura:</strong> graduatoria.</p>
<p><strong>Punteggio:</strong> massimo <strong>200 punti</strong>, soglia minima <strong>120</strong>.</p>
<p><strong>Aiuti di Stato:</strong> non applicabili.</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> <strong>15 aprile 2027, ore 16:00.</strong></p>
<h2><strong>Fonti</strong></h2>
<p>Regione Lombardia – <strong>Cofinanziamento di interventi a sostegno dei mercati nei Comuni lombardi</strong>, pagina istituzionale della misura con beneficiari, dotazione, percentuali di contributo, investimento minimo e requisiti relativi ai mercati.</p>
<p>Regione Lombardia – portale <strong>Bandi e Servizi</strong>, codice <strong>RLO12026055188</strong>, con apertura dal 15 ottobre 2026, scadenza 15 aprile 2027, dotazione di 8 milioni, beneficiari e procedura valutativa a graduatoria.</p>
<p>Il bando attuativo è stato approvato con <strong>D.d.u.o. n. 12433 del 24 settembre 2026</strong> e pubblicato sul BURL n. 41 del 6 ottobre 2026.</p>
<h3><strong>Il tuo Comune vuole riqualificare il mercato o trasformare un’area mercatale in uno spazio polifunzionale?</strong></h3>
<p><strong>Atamai</strong> può effettuare una verifica preliminare del progetto e soprattutto ricostruire il <strong>punteggio potenziale prima della candidatura</strong>, verificando se esistono realmente le condizioni per superare la soglia dei 120 punti e posizionarsi bene in graduatoria.</p>
<p>Possiamo analizzare <strong>MERCap, patrimonio dell’Ente, investimento minimo, percentuale effettiva del contributo, Distretto del Commercio, rigenerazione urbana, polifunzionalità, sostenibilità, digitalizzazione e spese ammissibili</strong>, lavorando sul progetto prima che venga definitivamente chiuso il quadro economico.</p>
<p>Per un Comune fino a 30.000 abitanti, con un progetto ben costruito, il contributo può arrivare all’<strong>80% fino a 400.000 euro</strong>, quindi vale la pena impostare la candidatura partendo dalla griglia di valutazione e non soltanto dall’opera che si intende realizzare.</p>
<p><strong>Email: </strong><a href="mailto:Info@atamai.it"><strong>Info@atamai.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lombardia: fino a 30.000 euro per sostituire i veicoli degli Enti del Terzo Settore</title>
		<link>https://audit50.it/lombardia-fino-a-30-000-euro-per-sostituire-i-veicoli-degli-enti-del-terzo-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mark]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 19:47:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Regione]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[Lombardia: fino a 30.000 euro per sostituire i veicoli degli Enti del Terzo Settore Regione Lombardia mantiene aperta la linea Rinnova Veicoli – Terzo Settore 2026, dedicata agli enti non commerciali iscritti al RUNTS che devono sostituire veicoli inquinanti utilizzati per attività istituzionali con nuovi mezzi a zero o bassissime emissioni. Il contributo è a&#8230; <a class="more-link" href="https://audit50.it/lombardia-fino-a-30-000-euro-per-sostituire-i-veicoli-degli-enti-del-terzo-settore/">Continue reading <span class="screen-reader-text">Lombardia: fino a 30.000 euro per sostituire i veicoli degli Enti del Terzo Settore</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Lombardia: fino a 30.000 euro per sostituire i veicoli degli Enti del Terzo Settore</strong></h2>
<p>Regione Lombardia mantiene aperta la linea <strong>Rinnova Veicoli – Terzo Settore 2026</strong>, dedicata agli enti non commerciali iscritti al RUNTS che devono sostituire veicoli inquinanti utilizzati per attività istituzionali con nuovi mezzi a zero o bassissime emissioni.</p>
<p>Il contributo è a <strong>fondo perduto</strong> e varia in funzione della categoria e dell’alimentazione del nuovo mezzo: parte da 1.500 euro per alcune e-cargo bike e motoveicoli elettrici acquistati senza rottamazione e può arrivare fino a <strong>30.000 euro per un autobus M3 elettrico o a idrogeno</strong>.</p>
<p>Le domande possono essere presentate fino alle <strong>ore 12:00 del 30 aprile 2027</strong>, dopo la proroga approvata nel settembre 2026. La procedura è a sportello e le risorse vengono prenotate secondo l’ordine cronologico di presentazione fino all’esaurimento del plafond.</p>
<h2><strong>Il plafond per il Terzo Settore è 500.000 euro, non 3 milioni</strong></h2>
<p>La scheda Neskey indica uno stanziamento di 3 milioni di euro.</p>
<p>Il dato è corretto soltanto considerando insieme le due linee dell’intervento regionale.</p>
<p>La ripartizione ufficiale è:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Linea</th>
<th>Dotazione</th>
</tr>
<tr>
<td>Enti pubblici – Linea A</td>
<td><strong>€2.500.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>Enti del Terzo Settore – Linea B</td>
<td><strong>€500.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Totale bando</strong></td>
<td><strong>€3.000.000</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per un’associazione, una fondazione o un altro ETS che vuole presentare domanda, il plafond realmente rilevante è quindi <strong>500.000 euro</strong>.</p>
<p>Questo rende ancora più importante la natura cronologica dello sportello: non esiste una graduatoria finale che premia il progetto qualitativamente migliore, ma una prenotazione progressiva delle risorse disponibili.</p>
<h2><strong>Non tutti gli ETS possono partecipare</strong></h2>
<p>La misura non è rivolta genericamente a qualunque associazione.</p>
<p>Il beneficiario deve essere un <strong>Ente del Terzo Settore</strong>:</p>
<ul>
<li>con sede legale oppure almeno una sede operativa in Lombardia;</li>
<li>iscritto al <strong>RUNTS – Registro Unico Nazionale del Terzo Settore</strong>;</li>
<li>qualificato nel RUNTS come <strong>“ente non commerciale”</strong>;</li>
<li>non iscritto nel Registro delle Imprese;</li>
<li>non iscritto al REA della Camera di Commercio.</li>
</ul>
<p>È una distinzione fondamentale.</p>
<p>Un ETS che svolge attività economica in forma tale da risultare iscritto nel Registro Imprese o nel REA non utilizza questa Linea B; deve eventualmente verificare altri strumenti regionali destinati alle imprese e agli ETS economici.</p>
<h2><strong>Il veicolo non deve essere utilizzato per attività economiche</strong></h2>
<p>Anche l’utilizzo del mezzo è vincolato.</p>
<p>Il nuovo veicolo incentivato <strong>non può essere impiegato nello svolgimento di un’attività economica</strong>.</p>
<p>La misura è quindi particolarmente adatta, ad esempio, a:</p>
<ul>
<li>associazioni di volontariato;</li>
<li>enti assistenziali;</li>
<li>organizzazioni impegnate nel trasporto sociale;</li>
<li>enti che accompagnano persone anziane o con disabilità;</li>
<li>organizzazioni non profit che utilizzano il veicolo per le proprie attività istituzionali;</li>
<li>enti che devono trasportare beni e materiali nell’ambito di attività non economiche.</li>
</ul>
<p>Non è invece il bando corretto per acquistare un mezzo destinato a un servizio commerciale.</p>
<h2><strong>Quanto si può ottenere: veicoli a zero emissioni</strong></h2>
<p>I contributi più elevati sono riservati a mezzi <strong>elettrici puri o a idrogeno</strong>.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Nuovo veicolo a zero emissioni</th>
<th>Contributo massimo</th>
</tr>
<tr>
<td>E-cargo bike</td>
<td><strong>€2.500</strong> con rottamazione</td>
</tr>
<tr>
<td>L1e-L5e</td>
<td><strong>€2.500</strong> con rottamazione</td>
</tr>
<tr>
<td>L6e-L7e</td>
<td><strong>€4.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>M1</td>
<td><strong>€8.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>M2</td>
<td><strong>€15.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>M3</td>
<td><strong>€30.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>N1</td>
<td><strong>€10.000</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per e-cargo bike e categorie L1e-L5e è possibile acquistare il mezzo anche <strong>senza demolire un veicolo inquinante</strong>, ma il contributo scende a <strong>1.500 euro</strong>.</p>
<p>Questo rende particolarmente interessante la misura per organizzazioni che effettuano trasporto collettivo di persone: un nuovo minibus o autobus elettrico può ottenere rispettivamente contributi significativamente superiori rispetto a una normale autovettura.</p>
<h2><strong>Sono ammessi anche alcuni nuovi veicoli endotermici</strong></h2>
<p>Il bando non finanzia esclusivamente l’elettrico.</p>
<p>Sono ammessi anche determinati veicoli endotermici appartenenti almeno alla classe <strong>Euro VI/Euro 6E</strong>, purché rispettino le condizioni tecniche previste.</p>
<p>I contributi sono:</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Nuovo veicolo endotermico ammesso</th>
<th>Contributo</th>
</tr>
<tr>
<td>N1</td>
<td><strong>€6.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>M1 ad uso speciale</td>
<td><strong>€4.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>M2</td>
<td><strong>€8.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>M3 a GNC/GNL</td>
<td><strong>€24.000</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>M3 altre alimentazioni ammesse</td>
<td><strong>€16.000</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Per gli M1 endotermici sono ammissibili soltanto i mezzi <strong>ad uso speciale</strong>, con emissioni di CO₂ entro 200 g/km WLTP.</p>
<p>Quindi, per esempio, un’associazione che necessita di un veicolo specificamente allestito per esigenze assistenziali può non essere obbligata a scegliere necessariamente un’auto elettrica, purché il mezzo rispetti la categoria e le caratteristiche richieste.</p>
<h2><strong>Per le normali autovetture M1 la strada principale è elettrico o idrogeno</strong></h2>
<p>La disciplina sulle autovetture è più restrittiva.</p>
<p>Per le normali M1 sono incentivate quelle <strong>a zero emissioni</strong>.</p>
<p>Le motorizzazioni endotermiche benzina, diesel, metano o GPL vengono ammesse soltanto quando si tratta di <strong>M1 ad uso speciale</strong>.</p>
<p>Inoltre il prezzo base di listino del modello M1, esclusa IVA e senza considerare gli eventuali allestimenti opzionali, non può superare <strong>45.000 euro</strong>.</p>
<p>L’eventuale allestimento specifico – per esempio quello necessario al trasporto di persone con particolari esigenze – non viene quindi considerato nel calcolo di questo tetto sul prezzo base del modello.</p>
<h2><strong>Il contributo non può mai superare il prezzo effettivamente pagato</strong></h2>
<p>I valori indicati dal bando sono massimali.</p>
<p>Regione Lombardia non può erogare un contributo superiore al costo effettivamente sostenuto per il veicolo, calcolato <strong>al netto dell’IVA e degli eventuali contributi statali ottenuti sullo stesso acquisto</strong>.</p>
<p>Esempio:</p>
<p>un ETS acquista un mezzo M1 elettrico che darebbe diritto teoricamente a <strong>8.000 euro</strong>.</p>
<p>Se, dopo eventuali incentivi statali, il costo ammissibile residuo fosse di 6.500 euro, Regione Lombardia potrebbe liquidare al massimo <strong>6.500 euro</strong>.</p>
<p>Non è quindi possibile ottenere una sovracompensazione.</p>
<h2><strong>Possibile cumulare il contributo con incentivi statali</strong></h2>
<p>Il bando consente il cumulo, quando previsto, <strong>con gli incentivi statali riferiti alla stessa tipologia di intervento</strong>.</p>
<p>Il totale degli aiuti non può però superare il costo effettivo del mezzo.</p>
<p>Per ogni acquisto conviene quindi verificare preventivamente:</p>
<ol start="1">
<li>contributo regionale;</li>
<li>eventuale incentivo nazionale;</li>
<li>costo netto del nuovo veicolo.</li>
</ol>
<p>Questo permette di costruire correttamente l’operazione ed evitare successive riduzioni del contributo regionale.</p>
<h2><strong>Per ottenere il contributo ordinario bisogna demolire un vecchio veicolo</strong></h2>
<p>La misura nasce come programma di <strong>sostituzione</strong> del parco circolante.</p>
<p>Occorre quindi normalmente demolire un veicolo inquinante intestato o cointestato allo stesso ETS.</p>
<p>Sono ammessi alla demolizione:</p>
<ul>
<li>autoveicoli M o N a benzina e/o gas fino a <strong>Euro 3/III incluso</strong>;</li>
<li>autoveicoli diesel fino a <strong>Euro 5/V incluso</strong>;</li>
<li>motoveicoli di categoria L a tre o quattro ruote diesel fino a <strong>Euro 3 incluso</strong>.</li>
</ul>
<p>Per e-cargo bike e motoveicoli elettrici L1e/L5e, come detto, la demolizione può essere evitata, ma accettando il contributo ridotto.</p>
<h2><strong>Il vecchio mezzo deve essere dell’ente da almeno 12 mesi</strong></h2>
<p>Non è possibile acquistare all’ultimo momento un vecchio diesel Euro 5 per demolirlo e accedere all’agevolazione.</p>
<p>Il veicolo da radiare deve risultare intestato o cointestato al beneficiario <strong>da almeno 12 mesi prima della presentazione della domanda</strong>.</p>
<p>La demolizione, invece, deve essere successiva al <strong>1° gennaio 2026</strong>.</p>
<p>Questi due elementi devono essere controllati subito, perché una data di intestazione troppo recente rende inutilizzabile quel veicolo ai fini dell’incentivo.</p>
<h2><strong>Solo veicoli nuovi</strong></h2>
<p>Il mezzo acquistato deve essere di <strong>prima immatricolazione in Italia</strong>.</p>
<p>Non sono quindi finanziabili:</p>
<ul>
<li>veicoli usati;</li>
<li>veicoli già immatricolati;</li>
<li>km zero già immatricolati;</li>
<li>acquisti in leasing;</li>
<li>noleggio.</li>
</ul>
<p>Il beneficiario deve diventare intestatario o cointestatario del nuovo mezzo.</p>
<h2><strong>Attenzione: per gli ETS conviene aspettare la concessione prima dell’acquisto</strong></h2>
<p>Questo è un elemento operativo molto importante.</p>
<p>Per gli enti pubblici il bando contiene una specifica disposizione che consente procedure di acquisto avviate già dal <strong>1° gennaio 2026</strong>.</p>
<p>Questa previsione non compare invece nella sezione dedicata agli ETS. La procedura generale stabilisce inoltre che, <strong>dopo la concessione del contributo, il beneficiario può procedere all’acquisto del veicolo</strong>.</p>
<p>Per un ETS seguirei quindi la sequenza prudente prevista dall’avviso:</p>
<p><strong>domanda → prenotazione delle risorse → istruttoria → concessione → acquisto → demolizione → rendicontazione.</strong></p>
<p>Eviterei di acquistare anticipatamente il mezzo contando poi di recuperare automaticamente il contributo.</p>
<h2><strong>La domanda prenota immediatamente le risorse</strong></h2>
<p>Il funzionamento è particolarmente interessante.</p>
<p>Quando la domanda viene presentata correttamente, il sistema calcola automaticamente il contributo previsto sulla base della categoria del nuovo veicolo e lo <strong>scala dalla disponibilità residua della Linea B</strong>.</p>
<p>In sostanza la domanda crea una prenotazione finanziaria.</p>
<p>Se il contatore arriva a zero, non è più possibile prenotare ulteriori contributi.</p>
<p>È proprio per questo che la procedura è realmente a sportello e la data del 30 aprile 2027 rappresenta soltanto il termine massimo: i <strong>500.000 euro possono esaurirsi prima</strong>.</p>
<h2><strong>Fino a quattro veicoli per ogni ETS</strong></h2>
<p>Ogni beneficiario può presentare al massimo <strong>quattro domande</strong>.</p>
<p>Ogni domanda corrisponde alla prenotazione del contributo relativo a un veicolo.</p>
<p>Questo significa che il massimo di 30.000 euro indicato da Neskey <strong>non è necessariamente il massimo complessivo ottenibile da un ente</strong>.</p>
<p>Teoricamente, un ETS che possieda tutti i requisiti e sostituisca quattro autobus M3 con quattro mezzi elettrici o a idrogeno potrebbe presentare quattro domande da 30.000 euro ciascuna, per un totale potenziale di <strong>120.000 euro</strong>.</p>
<p>Naturalmente devono esistere:</p>
<ul>
<li>quattro veicoli ammissibili;</li>
<li>quattro acquisti;</li>
<li>quattro domande;</li>
<li>disponibilità residua sul plafond;</li>
<li>tutti i requisiti per ogni singola operazione.</li>
</ul>
<p>Non presenterei quindi il bando semplicemente come “massimo 30.000 euro per ente”.</p>
<h2><strong>360 giorni per acquistare e rendicontare</strong></h2>
<p>Dalla data di presentazione della domanda la prenotazione del contributo ha validità per <strong>360 giorni</strong>.</p>
<p>Entro tale termine l’ente deve completare l’acquisto e presentare la rendicontazione.</p>
<p>È un periodo abbastanza ampio e tiene conto anche dei tempi di consegna dei veicoli.</p>
<p>La Regione prevede inoltre la possibilità di valutare eventuali proroghe alla rendicontazione, in particolare quando esistano ritardi di consegna imputabili alle case costruttrici.</p>
<h2><strong>Prima istruttoria fino a 90 giorni</strong></h2>
<p>Dopo la prenotazione, Regione Lombardia verifica:</p>
<ul>
<li>iscrizione e caratteristiche del beneficiario;</li>
<li>sede in Lombardia;</li>
<li>veicolo da demolire;</li>
<li>proprietà e classe ambientale;</li>
<li>caratteristiche del nuovo mezzo;</li>
<li>correttezza della domanda.</li>
</ul>
<p>La concessione può richiedere fino a <strong>90 giorni dalla domanda</strong>.</p>
<p>Solo dopo l’esito positivo viene emesso il provvedimento di concessione.</p>
<h2><strong>Rendicontazione semplice ma puntuale</strong></h2>
<p>Dopo l’acquisto devono essere caricati sulla piattaforma, tra gli altri:</p>
<ul>
<li>targa del nuovo mezzo;</li>
<li>certificato di demolizione o documentazione dell’avvio della pratica PRA;</li>
<li>fattura elettronica XML intestata all’ETS;</li>
<li>per le e-cargo bike, certificazione di conformità, UNI EN 15194, scheda tecnica, fattura e prova del pagamento.</li>
</ul>
<p>La Regione effettua poi una seconda istruttoria, che può durare fino a <strong>120 giorni</strong>.</p>
<p>A seguito dell’approvazione della liquidazione, il pagamento viene effettuato entro ulteriori <strong>30 giorni</strong>.</p>
<h2><strong>Niente de minimis</strong></h2>
<p>La Linea B è espressamente qualificata da Regione Lombardia come intervento che <strong>non costituisce aiuto di Stato</strong>.</p>
<p>Per l’ETS non occorre quindi consumare plafond de minimis.</p>
<p>Questo deriva anche dalla natura della platea: enti non commerciali e utilizzo del nuovo veicolo esclusivamente per attività non economiche.</p>
<h2><strong>Il vero target: trasporto sociale e assistenziale</strong></h2>
<p>Il bando può diventare particolarmente interessante per ETS che dispongono di vecchi mezzi utilizzati per:</p>
<ul>
<li>trasporto di anziani;</li>
<li>trasporto di persone con disabilità;</li>
<li>accompagnamento a servizi sanitari e socio-assistenziali;</li>
<li>attività di volontariato;</li>
<li>trasporto di materiali;</li>
<li>attività logistiche istituzionali.</li>
</ul>
<p>La combinazione più interessante è probabilmente quella delle associazioni che possiedono oggi <strong>minibus o autobus diesel Euro 5 o precedenti</strong>.</p>
<p>Un M2 elettrico può ricevere fino a <strong>15.000 euro</strong>.</p>
<p>Un M3 elettrico o a idrogeno può arrivare a <strong>30.000 euro</strong>.</p>
<p>Se l’ente deve comunque sostituire un mezzo ormai prossimo ai limiti ambientali regionali, il contributo può incidere in maniera significativa sull’investimento.</p>
<h2><strong>Come correggere la scheda Neskey</strong></h2>
<p>La scheda ricevuta indica:</p>
<p><strong>fondo perduto – massimo 30.000 euro – stanziamento 3 milioni.</strong></p>
<p>Una formulazione più precisa sarebbe:</p>
<p><strong>Beneficiari:</strong> ETS non commerciali iscritti al RUNTS, con sede legale o operativa in Lombardia, non iscritti a Registro Imprese o REA.</p>
<p><strong>Dotazione specifica ETS:</strong> <strong>500.000 euro</strong>.</p>
<p><strong>Contributo:</strong> importo fisso variabile secondo il nuovo veicolo, da <strong>1.500 a 30.000 euro per singola domanda/veicolo</strong>.</p>
<p><strong>Numero massimo domande:</strong> <strong>4 per ente</strong>.</p>
<p><strong>Massimo per singolo mezzo:</strong> 30.000 euro per M3 elettrico/idrogeno.</p>
<p><strong>Vecchio veicolo:</strong> benzina/gas fino Euro 3 o diesel fino Euro 5; intestato da almeno 12 mesi.</p>
<p><strong>Nuovo veicolo:</strong> nuovo, prima immatricolazione in Italia, no leasing/noleggio.</p>
<p><strong>Uso:</strong> esclusivamente per attività non economiche.</p>
<p><strong>Procedura:</strong> sportello cronologico con prenotazione delle risorse.</p>
<p><strong>Scadenza:</strong> <strong>30 aprile 2027 ore 12:00</strong>, salvo esaurimento anticipato.</p>
<p><strong>Rendicontazione:</strong> entro 360 giorni dalla domanda.</p>
<h2><strong>Fonti</strong></h2>
<p>Regione Lombardia – pagina ufficiale <strong>Rinnova Veicoli – Terzo Settore 2026</strong>, codice RLT12026053831, con beneficiari, dotazione della Linea B e termine prorogato al 30 aprile 2027.</p>
<p>Regione Lombardia – <strong>Bando Rinnova Veicoli Enti Pubblici e del Terzo Settore 2026</strong>, approvato con Decreto n. 5958 del 7 maggio 2026, con categorie di veicoli, importi, condizioni di demolizione e procedura.</p>
<p>Regione Lombardia – comunicazione istituzionale dell’8 maggio 2026 sulla misura da 3 milioni di euro, di cui 500.000 riservati agli Enti del Terzo Settore.</p>
<h3><strong>Il tuo Ente del Terzo Settore deve sostituire un vecchio veicolo?</strong></h3>
<p><strong>Atamai</strong> può verificare preliminarmente l’ammissibilità partendo da pochi elementi: <strong>iscrizione RUNTS, natura non commerciale dell’ente, categoria e classe Euro del mezzo da rottamare, data di intestazione e caratteristiche del nuovo veicolo</strong>.</p>
<p>Possiamo inoltre confrontare diverse alternative – elettrico, idrogeno o, nei casi ammessi, Euro 6E/VI – per individuare <strong>quale mezzo genera il contributo maggiore</strong>, verificando anche eventuali incentivi statali cumulabili.</p>
<p>Per gli enti che devono sostituire più mezzi possiamo controllare l’utilizzo delle <strong>quattro domande disponibili</strong>, anziché fermarci al massimale di 30.000 euro riferito al singolo veicolo.</p>
<p><strong>Email: </strong><a href="mailto:Info@atamai.it"><strong>Info@atamai.it</strong></a></p>
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